Esercito

 

 

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Arc. 2538: Caneva Carlo in grande uniforme da Generale d’Esercito mod. 14 febbraio 1907 (Udine, 22 aprile 1845 – Roma, 25 settembre 1922). Arruolatosi nell’Imperiale e regio esercito entrò come allievo presso l’Accademia militare di Wiener Neustadt, passando poi alla scuola d’artiglieria di Märisch-Weisskirchen, conseguendo il grado di Sottotenente. Partecipò alla guerra del 1866 combattendo in Boemia nelle file del 7º Reggimento Artiglieria; quindi, in seguito alla cessione al Regno d’Italia del Veneto, lasciò l’esercito austriaco ed entrò in quello italiano il 31 gennaio 1867 come Sottotenente d’Artiglieria. Frequentò la Scuola di applicazione d’artiglieria e genio, poi, promosso Luogotenente (1869), la scuola superiore di guerra, passando quindi nel Corpo di Stato Maggiore. Capitano nel 1875, Maggiore nel 1882, poi Tenente colonnello Capo di Stato Maggiore della divisione di Genova, nel 1891 ottenne il grado di Colonnello e il comando del 41º Reggimento di Fanteria, che tenne fino al 1895. Fu quindi Capo di Stato Maggiore del VI Corpo d’Armata e poi dal settembre 1896 al marzo 1898 in Eritrea, dove prese parte alla campagna contro i Dervisci. Maggior Generale nel 1898, comandò per quattro anni la Brigata “Re”; Tenente Generale nel 1902, resse successivamente la divisione di Palermo e quella di Messina, indi dal 1904 al 1907 fu comandante in seconda del Corpo di Stato Maggiore. Tenne poi il comando della divisione di Verona, nel 1909 passò a quello del VII Corpo d’Armata di Ancona e subito dopo a quello del III Corpo d’Armata di Milano; il 30 settembre 1910 ricevette la designazione al comando di un’armata in caso di guerra. Verso la metà del settembre 1911, quando si era appena messo in luce dirigendo il partito vincente nelle grandi manovre estive, fu prescelto a comandare il Corpo d’armata speciale incaricato di occupare la Tripolitania e la Cirenaica (il conferimento ufficiale dei pieni poteri militari e civili porta la data dell’8 ottobre). Data la repentinità con cui il governo Giolitti aveva deciso di ricorrere alle armi, i piani e le predisposizioni relative dovettero essere improvvisati da lui e dal Generale Alberto Pollio, Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito, in pieno accordo, del resto, con le autorità governative e gli ambienti che avevano appoggiato l’espansione italiana in Africa settentrionale. Si deve quindi attribuire a lui solo una responsabilità minore nella sottovalutazione delle difficoltà dell’impresa. Poiché infatti si calcolava che le truppe turche in Tripolitania e Cirenaica (meno di 5.000 uomini) non avrebbero avuto l’appoggio delle popolazioni arabe, fu ritenuta sufficiente per il corpo di spedizione italiano una forza totale di 34.500 uomini, 6.300 quadrupedi e 72 pezzi d’artiglieria. Con queste truppe furono occupati tra il 4 e il 21 ottobre 1911 i centri di Tobruk, Tripoli, Derna, Bengasi, Homs; ma i violenti combattimenti di Sciara Sciat e Bu Meliana (oasi di Tripoli, 23 e 26 ottobre) dimostrarono che i turchi avevano dietro a sé tutta la popolazione ed erano quindi in grado di impedire ogni progresso italiano nell’interno e addirittura di esercitare una seria minaccia per i presidi delle città occupate. L’espansione del dominio italiano in terra libica fu quindi proseguita con cautela, più che altro con l’ampliamento dei campi trincerati attorno ai centri costieri. Nel corso dell’inverno fu esteso il controllo italiano a tutta l’oasi di Tripoli. Poi la primavera del 1912 vide lo sviluppo di offensive a medio raggio: nell’aprile ebbero inizio le operazioni nella zona di Zuara (occupata in agosto) e del confine tunisino, in giugno fu attaccata Zanzur, tra giugno e luglio conquistata Misurata. Alla fine d’agosto le truppe italiane avevano esteso il proprio dominio a tutta la fascia costiera della Tripolitania; assai minori i progressi in Cirenaica, sempre limitati ai dintorni dei centri occupati. Tutto l’interno restava saldamente nelle mani degli arabo-turchi, tanto che il governo italiano fu costretto a cercare una soluzione del conflitto colpendo la Turchia nell’Egeo. A fine agosto egli fu richiamato a Roma e il 2 settembre 1912 esonerato dal comando, che fu ripartito tra il Generale Ottavio Ragni, per la Tripolitania, e il Generale Briccola, per la Cirenaica. Con questo provvedimento il governo voleva dare l’impressione che la situazione si andasse normalizzando, tanto da non richiedere più un comando unico (e infatti erano a buon punto le trattative diplomatiche col governo turco). Per evitare che il suo esonero assumesse un significato punitivo, egli fu promosso Generale d’Esercito (19 settembre 1912), il più alto grado della gerarchia militare conferibile solo a chi avesse comandato un’armata in battaglia. Un anno e mezzo più tardi, nel maggio 1914, lasciò il servizio attivo per raggiunti limiti di età. Durante la prima guerra mondiale non fu richiamato in servizio, a causa dell’età ormai avanzata e del grado superiore a quello di Cadorna. Furono proprio il suo alto grado e l’estraneità al conflitto in corso a farlo designare come presidente della Commissione nominata dal presidente del Consiglio Orlando il 12 gennaio 1918 per indagare sulle cause e le responsabilità del disastro di Caporetto. Nel 1912 fu nominato senatore del Regno, carica che ricoprì fino al 1922. Fotografia formato 14 x 8,7. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
   
Medaglia Mauriziana - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana
   
Croce d'oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio
   
Medaglia commemorativa delle Campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle Campagne d’Africa
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   

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Arc. 2107: Zupelli Vittorio Italico in grande uniforme da Maggior Generale mod. 14 febbraio 1907 (Capodistria, 6 marzo 1859 – Roma, 22 gennaio 1945). Nasce nella Capodistria asburgica da famiglia di estrazione borghese, priva di tradizioni castrensi. Suo padre, Giuseppe, di sentimenti irredentisti, è professore all’ex Imperial Regio Ginnasio Giustinopolitano, poi Ginnasio-Liceo Rinaldo Carli, dove Vittorio Italico compirà i suoi studi. Diciottenne, lascia Capodistria per l’Italia per completare la propria formazione classica presso l’Università di Padova. Il giovane non varcherà mai la soglia del celebre Ateneo: attratto dalla vita militare verrà ammesso all’Accademia Reale di Torino nell’autunno del 1877 da dove uscirà con il grado di Sottotenente d’Artiglieria. Nel 1899 è nominato Tenente Colonnello e nel 1907 Colonnello, distaccato a Roma, presso il Ministero della Guerra. La grande occasione arriva con la guerra italo turca del 1911-1912. Inviato in Libia nell’ottobre del 1911, il Colonnello Zupelli si distingue alla fine di quello stesso mese nell’espugnazione di Derna che egli renderà possibile grazie all’occupazione, con un colpo di mano, delle fonti d’acqua potabile ubicate nelle immediate vicinanze della città. Tali fonti assicureranno il rifornimento idrico delle truppe italiane impegnate nell’assedio. In novembre viene nominato Capo di Stato Maggiore del Generale Pietro Frugoni, comandante del X corpo d’armata speciale in sostituzione del colonnello Marchi. Grande organizzatore, Zupelli avrà modo di distinguersi non solo per il puntuale approvvigionamento della truppa di equipaggiamenti, vettovagliamenti e munizioni, ma anche per il perfetto coordinamento della parte logistica, particolarmente difficoltosa date le impervie caratteristiche del territorio libico. Richiamato a Roma ancor prima del termine delle ostilità, viene nominato Maggior Generale nel 1912. L’11 ottobre 1914 il Ministro della Guerra, Domenico Grandi, dà le dimissioni e il capo del governo, Antonio Salandra, al suo posto nomina Zupelli, in quel momento Vicecapo di Stato Maggiore. Il 15 novembre diviene, per nomina regia, senatore del Regno. Convinto dell’inevitabilità dell’entrata in guerra dell’Italia a breve termine, il nuovo titolare del dicastero della guerra imprime, fin dall’inverno 1914-15, una svolta alla preparazione bellica del Paese, assecondato dal Ministro del tesoro, l’ex-garibaldino Paolo Carcano e dallo stesso Antonio Salandra. Con la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Impero austro-ungarico nel maggio del 1915 viene richiesto al Paese uno sforzo bellico di ampie proporzioni coordinato dal ministro Zupelli che, nel luglio di quello stesso anno, riesce ad imporre ad Antonio Salandra un uomo di sua fiducia, il Generale Alfredo Dallolio, come sottosegretario al ministero della Guerra con competenza sugli armamenti. Coadiuvato dal prezioso Dallolio, Zupelli riuscirà a sfruttare al massimo le potenzialità dell’industria di guerra italiana cercando di colmare, per quanto possibile, le forti deficienze strutturali del settore evidenti fin dalle prime settimane del conflitto. La politica di Zupelli è coronata da successo e le sue dimissioni (16 marzo 1916, rese pubbliche solo il 4 aprile successivo), insistentemente richieste dal Generale Luigi Cadorna e finalmente ottenute, saranno un duro colpo per l’Italia in guerra. Zupelli, spalleggiato da Salandra, si era infatti fermamente opposto sia al disegno di Cadorna di conquistare Trieste con trecentomila uomini sguarnendo il fronte dell’Isonzo, sia alla richiesta da parte del capo di stato maggiore di richiamare prematuramente alle armi la classe 1896 per la costituzione di otto nuove divisioni da impiegarsi nella primavera del 1916. L’avversione nutrita nei suoi confronti da Luigi Cadorna, unita ai tentennamenti di Antonio Salandra inducono Zupelli, dopo tre settimane di pressione della stampa, corsa in appoggio del Generale Cadorna dopo le delusioni albanesi, a rinunciare al dicastero, nel marzo 1916, sostituito dal Generale Paolo Morrone. Il generale, libero ormai da ogni impegno politico, chiede e ottiene di raggiungere il fronte al comando di una divisione (comprendente anche la brigata Salerno, che si coprirà d’onore nella zona dell’alto Isonzo). Le dimissioni di Luigi Cadorna nei primi giorni di novembre del 1917, all’indomani della disfatta di Caporetto, permette l’ascesa del Generale Armando Diaz che lo sostituisce come comandante supremo dell’esercito. Il 20 marzo 1918, il capo del governo, Vittorio Emanuele Orlando, ritiene giunto il momento di sostituire il ministro Vittorio Luigi Alfieri nel dicastero della guerra. Verrà richiamato Zupelli i a ricoprire tale carica per la seconda volta, nominato nel frattempo Tenente Generale. Il suo secondo mandato si concluderà nella seconda metà del gennaio 1919, a guerra conclusa. Nello spazio di soli due mesi e cioè fra i primi del novembre 1919 ed il 31 dicembre dello stesso anno, Zupelli riuscirà a smobilitare ben 1 400 000 uomini. Nel febbraio del 1919 Vittorio Italico Zupelli torna ad essere solo senatore del Regno. Nel 1922 accoglie con freddezza il conferimento dell’incarico di primo ministro a Benito Mussolini, da parte di Vittorio Emanuele III, a seguito della Marcia su Roma. Di tendenze monarchiche e conservatrici, il Generale Zupelli prova e ha sempre provato, nei confronti di Mussolini, scarse simpatie e un senso di profonda diffidenza, tanto da essere stato anche definito “accanito antifascista”. Nell’autunno del 1924, viene nominato vicepresidente del Senato. Presiede la parte finale della Commissione istruttoria del Senato in Alta Corte di giustizia, che il 12 giugno 1925 porta al proscioglimento di Emilio De Bono per complicità nel processo Matteotti. La carica di vicepresidente del Senato è mantenuta dal Generale Zupelli fino all’estate del 1934. Continua tuttavia a frequentare saltuariamente le sedute parlamentari per alcuni anni, fino agli inizi della seconda guerra mondiale. Nella primavera del 1939, pochi mesi prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, l’ottuagenario Vittorio Italico Zupelli compie, accompagnato da un giovane nipote, il suo ultimo viaggio nella Capodistria natìa dopo tredici anni d’assenza. La sua precedente visita era stato infatti effettuata nel 1926, in forma strettamente privata e, prima ancora, nel 1922 in rappresentanza del Parlamento del Regno d’Italia. Poche settimane prima della caduta del fascismo (25 luglio 1943), fa visita a Vittorio Emanuele III insieme all’Ammiraglio Thaon di Revel per cercare di trovare uno sbocco alla crisi militare e politica in cui si dibatte l’Italia, cacciando Mussolini. Tutto si rivelerà però inutile: nessuno dei due prestigiosi personaggi infatti «era disposto ad assumersi i rischi di compiere il primo passo senza un ordine esplicito o almeno senza che fosse fatto loro capire con sufficiente chiarezza che sarebbero stati sostenuti». Fotografia formato 14,5 x 10,7. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
   
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911-1912 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911-1912
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

Onorificenze straniere

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Legion d’onore (Francia)
   
Croix de guerre 1914-1918 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Croix de guerre 1914-1918 (Francia)

 

Arc. 2954: Rubiolo Michele in grande uniforme da Maggior Generale mod. 14 febbraio 1907 (Torino 14 aprile 1858 – Roma 18 aprile 1917). Allievo Ufficiale il 1° ottobre 1877, venne nominato Sottotenente di Fanteria il 31 luglio 1879. Tenente nel 73° Reggimento Fanteria il 25 dicembre 1881, venne promosso Capitano ed inviato in Eritrea dove rimase dall’8 aprile 1888 al 1890 al comando di truppe indigene e poi del Forte di Keren. Fu nominato anche Segretario degli Affari Esteri in Eritrea. Rientrato in Italia venne destinato come insegnante presso la Scuola militare di Modena e dal 1896 al 1898 ritornò in Eritrea come Commissario di Zona ad Asmara. Il 29 settembre 1900 ottenne il grado di Maggiore e tornò alla Scuola Militare di Modena come insegnante. Il 31 dicembre 1905 fu promosso Tenente Colonnello Comandante il 55° Reggimento Fanteria e il 20 aprile 1911 ottenne il grado di Colonnello e fu posto al comando del 94° Reggimento Fanteria. Il 18 ottobre 1911 tornò nuovamente in Africa e gli fu affidato il comando delle Truppe Coloniali fino al 29 luglio 1914 quando venne assegnato al comando del 70° Reggimento Fanteria. Maggior Generale il 1° febbraio 1915 fu posto al comando della Brigata Cagliari e nello stesso anno venne posto in aspettativa. Fotografia formato 11 x 16,4. Fotografo: Sconosciuto. Autografa e datata 14 ottobre 1915.

Onorificenze

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     

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Arc. G2: Gatto Antonino in grande uniforme da Maggior Generale mod. 14 febbraio 1907 (Patti ME 22 luglio 1852 – 194.). Allievo all’Accademia Militare il 15 ottobre 1868 ne uscì Sottotenente di Artiglieria il 15 agosto 1871. Nominato Tenente il 3 ottobre 1873 venne promosso Capitano il 21 settembre 1880 e Maggiore dell’11° Reggimento Artiglieria il 19 aprile 1891. Tenente Colonnello del 13° Artiglieria il 9 gennaio 1898 divenne Comandante del 5° Reggimento Artiglieria da Campagna il 21 gennaio 1901 e Colonnello il 23 marzo 1902. Ottenne il grado di Maggior Generale il 3 gennaio 1908 e il 30 dicembre 1907 divenne Comandante dell’Artiglieria da costa e da Fortezza a Roma. L’8 gennaio 1908 passò al comando dell’Artiglieria ad Alessandria e il 18 luglio 1912 venne collocato nella Riserva. L’8 gennaio 1914 venne promosso Tenente Generale. Fotografia formato 23 x 17,5. Fotografo: Schemboche di G. Alifredi – Torino.

Onorificenze

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     

 

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Arc. 2547: Mandile Luigi in uniforme da campagna da Maggior Generale mod. 1907 – 1915 (Capua, 1851 – 19..). Sottotenente di Fanteria nel 1871, frequentò la Scuola di Guerra ed insegnò arte militare alla Scuola Militare. Colonnello nel 1901, comandò il 47° Reggimenti Fanteria e nel 1904 passò a comandare il Collegio Militare di Roma. Maggior Generale nel 1907, Comandò la Brigata Abruzzi e dal 1908 la Brigata Venezia. Nel dicembre 1908 si distinse nel terremoto di Messina e vi meritò la Medaglia d’Oro di Benemerenza. Collocato in Riserva nel 1911, fu promosso Tenente Generale. Fotografia formato 13,6 x 8,6. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 2953: Tomasuolo Eduardo in uniforme da Maggior Generale mod. 09 aprile – 15 luglio 1915 (27 aprile 1856 – Napoli 11 aprile 1928). Allievo Ufficiale il 27 aprile 1873, venne promosso Sottotenente nell’11° Reggimento Artiglieria il 19 luglio 1874 poi Tenente nel 6° Reggimento Artiglieria il 26 settembre 1877. Capitano nel 5° Artiglieria il 10 maggio 1883 fu promosso Maggiore nel 4° Artiglieria il 4 luglio 1895. Il 2 febbraio 1902 ottenne il grado di Tenente Colonnello nel 15° e il 19 luglio 1906 venne promosso Colonnello e fu posto al comando del 14° Artiglieria. Il 25 marzo 1909 venne posto in Disposizione e il 22 maggio 1910 fu Direttore di artiglieria ad Alessandria. Il 5 febbraio 1911 fu comandante dell’11° Artiglieria e il 18 maggio 1913 fu collocato in Riserva. Il 9 maggio 1915 venne richiamato e venne promosso Maggior Generale e posto al comando dei Centri di Mobilitazione di Napoli, carica che mantenne fino all’11 maggio 1917. il 18 settembre 1924 venne promosso Generale di Divisione. Fotografia formato 14 x 9. Fotografo Sconosciuto. 

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Arc. G1: Ameglio Giovanni Battista in uniforme ordinaria da Tenente Generale mod. 1909 – 1915 (Palermo, 29 ottobre 1854 – Roma, 29 dicembre 1921). Allievo alla Scuola Militare il 1° novembre 1872, venne promosso Sottotenente nel 7° Reggimento Fanteria il 23 agosto 1875. Tenente il 21 agosto 1879 ottenne il grado di Capitano il 21 marzo 1886 venendo trasferito in Africa. Maggiore il 31 ottobre 1894 venne trasferito al 49° Reggimento Fanteria il 17 giugno 1897. Tenente Colonnello il 10 agosto 1898 fece parte della spedizione in Cina dal 25 marzo 1902 al 31 maggio 1905 per poi essere promosso Colonnello il 7 febbraio 1904. L’8 giugno 1905 ottenne il comando del 20° Reggimento Fanteria e il 9 giugno 1910 venne promosso Maggior Generale Comandante la brigata Piemonte. Nell’ottobre del 1911 fu comandante della 4^ Brigata Speciale impiegata nella guerra di Libia e il 16 marzo 1912 fu promosso Tenente Generale e gli fu affidato il comando del Corpo di Occupazione a Rodi per poi essere nominato Governatore del Dodecanneso dal 5 maggio 1912 al 14 aprile 1913. Dal 1915 al 5 agosto 1918 fu prima Governatore della Cirenaica e poi anche della Tripolitania. Rientrato in Italia fu Comandante del Corpo d’Armata Territoriale di Napoli e dal 29 luglio 1920 al 20 ottobre 1921 fu a Disposizione del Ministero degli Interni come Comandante della Guardia Regia. Fu Senatore del Regno dal 23 febbraio 1917. Fotografia formato 23,8 x 17,8. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
     16 marzo 1913
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     «Perchè alla testa dell’avanguardia dell’esercito coloniale, attaccò risolutamente la retroguardia                     dell’esercito abissino, stabilita in posizione fortissima di Debra Ailà (Antalò) e, dopo averla scossa col             fuoco dell’artiglieria, riuscì a cacciarla in fuga disordinata, guidando le proprie truppe all’assalto della             posizione e dando prova di intelligenza, avvedutezza e valore
   Regio Decreto 4 gennaio 1896.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
   
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Medaglia della campagna di Cina del 1903 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia della campagna di Cina del 1903
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
 

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Arc. 3008: Cascino Antonino in uniforme da combattimento da Maggior Generale Comandante della Brigata Avellino mod. 06 dicembre 1915 – 16 giugno 1918 ( Piazza Armerina EN 14 settembre 1862 – Ospedale Militare Quisca – Slovenia 29 settembre 1916). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 13 ottobre 1879, ne uscì Sottotenente di Artiglieria il 24 aprile 1881. Tenente nel 4° Reggimento Artiglieria il 12 aprile 1882 venne promosso Capitano del 3° Artiglieria il 30 marzo 1890. Maggiore nel 22° Artiglieria il 5 aprile 1905, frequentò la Scuola di Guerra nel  1908 e venne promosso Tenente Colonnello nel 6° Reggimento Artiglieria da Fortezza il 31 dicembre 1911 e il 18 marzo 1915 ne assunse il comando fino a quando, nello stesso anno, ottenne il grado di Colonnello. Il 27 maggio 1916 venne promosso Colonnello Brigadiere e gli fu affidato il comando della Brigata Avellino e nello stesso anno venne promosso Maggior Generale. Dal 28 maggio al 15 settembre 1917 con il grado di Tenente Generale comandò l’8^ Divisione. Fu il primo generale italiano a entrare a Gorizia nel 1916, a capo della Brigata “Avellino” 231º – 232º Reggimento fanteria, costituita in prevalenza da siciliani. Subito dopo la Brigata venne impiegata in prima linea contro gli austriaci sul Monte San Marco, a Plava e sul Vodice, dove sotto la guida di Cascino dimostrò valore e tenacia. Dopo la battaglia del Vodice, per la quale fu insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare, Cascino fu promosso Tenente Generale, a capo dell’8ª Divisione, formata dalle Brigate “Avellino” e “Forlì”. Il suo successivo obiettivo era la conquista del Monte Santo, di rilevante importanza strategica nel conflitto in atto. Operazione che gli riuscì dopo una serie di assalti che causarono gravissime perdite. Ammirato dal valore del Generale Cascino, Arturo Toscanini raggiunse il Monte Santo e diresse una banda militare, che suonò dal 25 al 29 agosto 1917 inni e canzoni patriottiche in faccia agli austriaci. Durante il successivo tentativo di conquistare il Monte San Gabriele, il 15 settembre del 1917 Cascino fu gravemente ferito a una coscia da una scheggia di granata austriaca. Rifiutò l’immediato ricovero in ospedale, preferendo garantire con la sua presenza la tenuta della posizione, esposta a reiterati attacchi delle fanterie e dell’artiglieria austro-ungariche. Il suo successivo ricovero giunse troppo tardi. Dopo 12 giorni di agonia, il generale Cascino morì all’ospedale di Quisca . Di lui viene ricordata la frase «Siate la valanga che sale!», diretta ai suoi soldati che si accingevano all’impresa che lui stesso volle guidare, e che è riportata nel monumento eretto in suo onore al centro della sua cittadina natale, nella piazza che porta il suo nome. Le sue spoglie riposano nella Chiesa di San Domenico, il Pantheon di Palermo. Fotografia formato 12,7 x 9. Fotografo. Sconosciuto. Datata Gorizia 16 agosto 1916.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
   
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Oro al Valor Militare
  «Nobile figura di condottiero e di soldato, diede costante e mirabile esempio di ardimento e di valore alle truppe della sua divisione, recandosi a condividere con esse, sulle prime linee, tutte le vicende della lotta. Gravemente ferito da proiettile nemico, volle ancora mantenere il comando, finché ebbe assolto il suo compito della giornata, stoicamente sopportando il dolore della ferita, che poi lo condusse a morte.» – Monte Santo, 15 settembre 1917

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Arc. 3005:  Palmegiani Umberto  in uniforme  da Maggior Generale  mod. 04 novembre 1918 – 19 febbraio 1920 (Rieti 01 marzo 1861 – Torino 16 novembre 1930). Entrato all’Accademia Militare il 15 settembre 1879 ne uscì Sottotenente dello Stato Maggiore di Artiglieria il 29 luglio 1882. dopo aver frequentato la Scuola di Applicazione il 24 aprile 1881. Tenente nel 17° Reggimento Artiglieria il 12 aprile 1884, passò all’8° Artiglieria il 12 settembre 1886 e al Comitato delle Fonderie di Genova il 19 agosto 1888. Il 19 aprile 1891 venne promosso Capitano nel 6° Artiglieria e il 25 ottobre dello stesso anno venne assegnato alla Direzione di Artiglieria di Verona e poi al Comando Locale di Artiglieria di Roma nel Comitato del Ministero della Guerra. Il 2 gennaio 1896 venne trasferito nel Reggimento Artiglieria da Montagna e il 15 marzo 1906 ottenne il grado di Maggiore nel 1° Reggimento Artiglieria da Fortezza. Il 21 marzo 1907 tornò nuovamente al Reggimento Artiglieria da Montagna e il 30 giugno 1912 venne promosso Tenente Colonnello nel 1° Artiglieria da Montagna. L’8 aprile 1915 fu Comandante Facente Funzione e il 6 luglio 1915 ottenne il grado di Colonnello Comandante il 39° Reggimento Artiglieria e il 16 settembre 1915 fu Fuori Quadro Comandato di Corpo d’Armata a Torino. Passò poi come Comandante in 2^ all’Accademia Militare e il 13 aprile 1917 fu a Disposizione  e poi Colonnello Brigadiere Comandante il 17° Raggruppamento d’Assedio. Fu presidente della Commissione di Sorveglianza delle Materie Prime e il 10 luglio 1920 fu collocato in Posizione Ausiliaria. Il 22 luglio dello stesso anno venne promosso Generale di Divisione e nel 1928 venne trasferito nella Riserva. Fotografia formato 8,5 x 13,5. Fotografo: Sconosciuto. Fronte di Osoppo datata 18 agosto 1917.

 

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Arc. 2545: Giardino Gaetano Ettore Stefano in grande uniforme da Maresciallo d’Italia mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Montemagno, 24 gennaio 1864 – Torino, 21 novembre 1935). Uscì dall’Accademia come Sottotenente il 4 settembre 1882 e venne destinato all′8° Reggimento Bersaglieri. Tre anni dopo venne promosso Tenente, e chiese il trasferimento alle colonie africane, trasferimento ottenuto il 12 febbraio 1889, destinazione Eritrea, inquadrato nel Battaglione Bersaglieri Autonomo, ma dal 16 dicembre fu assegnato al comando di zona di Cheren, per passare successivamente ai battaglioni di fanteria indigena. Nel 1894, a Cassala, il Tenente Giardino guadagnò una Medaglia d’Argento al Valor Militare e la promozione a Capitano. L’esperienza africana si concluse il 7 ottobre 1894, poco dopo la presa di Cassala. Rimpatriato prestò servizio al 6º Reggimento Bersaglieri come Capitano. A partire dal 1898 frequentò la Scuola di Guerra, passando dall’arma di Fanteria al Corpo di Stato Maggiore. Dal 1900 al 1903 fece parte della Divisione di Stato Maggiore del Ministero della Guerra. Il 29 settembre 1904 fu promosso Maggiore e il 30 giugno 1906 Tenente Colonnello, in questo periodo fu Capo di Stato Maggiore della Divisione di stanza a Livorno e dal giugno 1910 di quella di stanza a Napoli. All’atto della mobilitazione per la guerra di Libia, il 9 ottobre 1911 partì per l’Africa Settentrionale. Fu Sottocapo di Stato Maggiore nel Comando del Corpo di Spedizione, sotto il generale Carlo Caneva, ma fu spesso chiamato a sostituire il capo di stato maggiore, Colonnello Gastaldello, che si era ammalato. Fu inviato in missione a Roma dal Generale Caneva nel gennaio 1912, per chiarire alle autorità politiche, insoddisfatte per l’andamento delle operazioni, le difficoltà incontrate in Libia dal Corpo di Spedizione: questo incarico gli fornì per la prima volta visibilità da parte degli ambienti politici della capitale. Fu costretto a rientrare in Italia il 5 giugno 1912 a causa di una malattia contratta in servizio. Il successivo 8 agosto fu trasferito al comando del IV Corpo d’Armata, diventando capo di stato maggiore dopo la promozione a colonnello, ottenuta il 4 gennaio 1914. Il 15 luglio 1915 diventò Capo di Stato Maggiore della 2ª Armata, sotto il Generale Pietro Frugoni, diventando Maggior Generale il 31 agosto dello stesso anno. Il 22 maggio 1916 fu trasferito, con lo stesso incarico, alla 5ª Armata, all’epoca in via di costituzione, passando il 26 giugno successivo al comando della 48^ Divisione Fanteria, schierata di fronte a Gorizia. Promosso Tenente Generale per meriti di guerra il 5 aprile 1917, fu proposto da Luigi Cadorna come Ministro della Guerra in seguito alla crisi del gabinetto Boselli, al posto del collega Paolo Morrone. Fu ministro dal 16 giugno 1917 fino alla caduta del governo, causata dalla rotta di Caporetto; cinque giorni dopo l’assunzione del dicastero venne nominato anche senatore del regno. L’azione politica di Giardino fu di un’estrema fermezza contro ogni forma di reazione interna, come la sommossa di Torino, soffocata nel sangue nell’estate del 1917. Dopo la caduta del governo rientrò nell’Esercito, essendo assegnato l’8 novembre 1917 al nuovo Comando Supremo, tenuto dal Generale Diaz, come Sottocapo di Stato Maggiore, insieme al collega Badoglio. In quella situazione ebbe diversi attriti con il collega (meno anziano di lui), inoltre non si riconosceva nelle nuove linee guida volute da Diaz. Per questi motivi fu inviato a Versailles, al Consiglio Interalleato, in sostituzione di Cadorna il 7 febbraio 1918. Rientrò dall’incarico dopo solo due mesi, venendo assegnato il 24 aprile 1918 al comando della 4ª Armata. La 4ª armata aveva un compito fondamentale per tutto lo schieramento italiano, cioè quello di difendere il massiccio del Grappa, che rappresentava l’ultimo ostacolo naturale fra il fronte e la pianura veneta. Giardino, nel suo nuovo incarico si preoccupò di incrementare le difese del monte, ma anche di migliorare le comunicazioni e, soprattutto, le condizioni di vita delle truppe che difendevano la posizione, sia in trincea sia nei periodi di riposo. Dopo la fine della guerra richiese di essere esonerato dal comando della 4^ Armata e richiese il congedo dall’esercito. A partire dal dicembre 1918 riprese la sua attività da senatore del Regno, su posizioni militariste e autoritaristiche. Il 21 dicembre 1919 fu nominato Generale d’Esercito e richiamato in servizio e dal 5 gennaio 1922 fece parte del Consiglio dell’esercito con Diaz, Caviglia, Badoglio, Pecori Giraldi ed Emanuele Filiberto di Savoia duca d’Aosta. Il 26 giugno dello stesso anno fu designato al comando di un’armata. All’atto della marcia su Roma era al comando dell’armata di stanza a Firenze e non risulta che abbia avuto rapporti con le squadre che mossero da quella città. Dal 16 settembre 1923 fu governatore della città di Fiume, in attesa dell’annessione della città all’Italia. Il 27 aprile 1924 lasciò tale incarico a favore del governo della città, ormai divenuta italiana. L’ultima parte della sua attività politica si svolse per contrastare l’ordinamento militare proposto dal generale Di Giorgio e la legge istitutiva della MVSN, in cui vedeva un tentativo del potere politico di limitare l’autonomia dell’esercito e di creare una forza armata fortemente politicizzata. In questa sua azione fu appoggiato da gran parte dei componenti il Consiglio dell’esercito. In seguito al dibattito parlamentare l’ordinamento Di Giorgio venne ritirato e la MVSN fu ridimensionata. Giardino diede infine appoggio al governo Mussolini il 2 aprile 1925. Il 17 giugno 1926 venne nominato Maresciallo d’Italia e il 31 dicembre 1929 ebbe il Gran Collare dell’Annunziata. Nel 1927 si ritirò a Torino e nella amata villa di famiglia a Marentino, paesino della collina torinese, dedicandosi a studi storici e pubblicando diversi volumi di memorie sulle sue esperienze nel corso della prima guerra mondiale. Fotografia formato 16,8 x 12,2. Fotografo: Rocca – Torino.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
     1929
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia
     24 maggio 1919
Medaglia d’Argento al Valore Militare - nastrino per uniforme ordinaria     Medaglia d’Argento al Valore Militare
      «Seppe dare informazioni periodiche e precise agevolando col servizio di vigilanza e di sicurezza la sorpresa      di Cassala; nell’attacco fu tra i primi alla testa dei suoi soldati nel campo mahdista e seppe di poi estendere il      raggio di vigilanza fino a Cartum e all’Atbara
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
     1929
Grande Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     Regio Decreto 30 dicembre 1919
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     1929
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
   
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

Onorificenze straniere

Grand'Ufficiale dell'Ordine del Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine del Legion d’Onore (Francia)
   
Distinguished Service Order (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Distinguished Service Order (Regno Unito)

 

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Arc. 2544: Pecori Giraldi Guglielmo in grande uniforme da Maresciallo d’Italia mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Borgo San Lorenzo, 18 maggio 1856 – Firenze, 15 febbraio 1941). Formatosi all’Accademia Militare di Torino, ne uscì nel 1877 con il grado di Sottotenente, servendo quindi in diversi reparti di artiglieria. Successivamente venne promosso a capitano. Dopo essere entrato nel corpo di Stato Maggiore nel 1887, fu inviato presso il comando delle truppe d’Africa. In Eritrea prese parte alla Campagna d’Africa Orientale (1896-1897), ottenendo poi il comando delle truppe eritree. Qui (con la spedizione di Alessandro Asinari di San Marzano) portò le tecnologie innovative che aveva imparato a Parigi, ad esempio gli aerostati da cui si procedeva all’osservazione del campo, le fotoelettriche per la difesa notturna, i telegrafi ottici e le mitragliatrici Montigny Cristophe dotate di 31 canne, e le adattò alla situazione, portando avanti le truppe fino a sorprendere le forze nemiche sul loro campo. Tornò in patria nell’aprile 1889, per poi essere promosso Maggiore nel 1891. Venne poi inviato in Alsazia-Lorena e a Salisburgo, per poi tornare nel 1895 in Italia, dove divenne Colonnello di Stato maggiore nel 1898. Nel 1900 fu nominato Capo di Stato Maggiore dell’VIII Corpo d’armata. Divenne poi comandante del corpo delle truppe coloniali dell’Eritrea italiana, assumendo anche per alcuni mesi la carica di reggente civile della colonia. Rimpatriato in Italia nel 1907 con il grado di Maggior Generale comandò le Brigate “Pisa” e “Cuneo”. Promosso Tenente Generale, dal 12 luglio 1911 divenne comandante della Divisione Messina e partecipò alla Guerra italo-turca guidando le operazioni per la conquista dell’oasi di Ain Zara. L’occupazione dell’oasi permise di allentare la stretta ottomana sulla città di Tripoli e permise di espandere l’occupazione italiana anche a tutte le oasi della cintura tripolina. Nel 1912 fu posto nella riserva. Richiamato in servizio nel 1915 con la prima guerra mondiale, grazie al Generale Luigi Cadorna che ne aveva grande stima, comandò la 27ª divisione (che comprendeva le Brigate di Benevento e della Campania). Dopo aver vinto la Battaglia dell’Isonzo, fu promosso comandante del VII Corpo d’armata e, dopo essere stato insignito nel maggio 1916 dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia, fu posto al comando della 1ª armata, schierata sul fronte degli Altipiani sino al termine del conflitto, con il grado di Tenente Generale in Comando d’Armata. Il 3 novembre 1918, Pecori Giraldi divenne il primo governatore militare e civile della città di Trento, e pochi giorni dopo del Trentino e dell’Alto Adige, la cosiddetta “Venezia Tridentina” fino al 20 luglio 1919 e venne sostituito da Luigi Credaro. Il 19 maggio 1919 fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia e in novembre venne nominato Generale d’Esercito, il più alto grado della gerarchia militare italiana. Sempre nel 1919 venne nominato Senatore del Regno e nel 1923, fu eletto vice presidente del consiglio dell’Esercito. Il 17 giugno 1926 fu nominato da Mussolini Maresciallo d’Italia. Nel 1926 ritornò a capo del Trentino, e poi nel 1932 gli venne chiesto per due volte di iscriversi al Partito Nazionale Fascista, offerta che declinò in entrambe le circostanze. Fu presidente del Consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Firenze. Morì a Firenze nel 1941, e fu sepolto nel 1953 all’Ossario del Pasubio per suo volere, insieme ai suoi soldati che caddero durante le cruente battaglie della Prima guerra mondiale. Fotografia formato 17 x 11,2. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
     1929
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     Regio Decreto 30 dicembre 1919
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
     1929
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     28 dicembre 1916
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine militare di Savoia
     24 maggio 1919
Croce al merito di guerra (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra (2 volte)
   
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa (1882-1935) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa (1882-1935)
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   
Cavaliere d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta
   

 

 

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Arc. 3007: Pizzarello Ugo in uniforme ordinaria da Generale di Divisione mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Macerata 14 luglio 1877 – Firenze 29 settembre 1959). Allievo alla Scuola Militare di Modena nel 1895, uscì Sottotenente nel 7° Reggimento Alpini il 6 gennaio 1898. Il 20 gennaio 1901 venne promosso Tenente e il 31 marzo 1912 fu Capitano nell’8° Reggimento Alpini. L’11 novembre 1915 venne promosso Maggiore Comandante il Battaglione Alpini Tolmezzo. Nel febbraio 1916 fu promosso Tenente Colonnello e il 20 dicembre 1916 fu Comandante del 10° Reggimento Fanteria. Ottenne i gradi di Colonnello il 24 maggio 1917 e il 25 giugno dello stesso anno ottenne la medaglia d’Oro al Valor Militare. Nell’agosto del 1918 fu Commissario alla Conferenza di Pace in Francia e nel 1922 ottenne il comando del 69° Reggimento Fanteria. Nel 1924 passò al comando del 157° Reggimento Fanteria e nel 1925 ottenne il grado di Generale di Brigata comandante la Brigata Alpi. Nel 1927 passò al comando della 27^ Brigata Fanteria e il 18 dicembre 1930 venne promosso Generale di Divisione. Nel 1932 venne trasferito al comando della Divisione di Bari e nel 1934 fu Capo Ufficio di Collegamento con il Comando Generale della M.V.S.N.. Nel 1935 fu Comandante della Zona militare di Roma e il 14 luglio 1937 ottenne il grado di Generale di Corpo d’Armata e destinato al Ministero della Guerra per incarichi speciali. Nel 1941 passò nella Riserva. Fotografia formato 13,5 x 8,5. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro al valor militare
     25 giugno 1917

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Arc. 2037: Scimeca Vito in grande uniforme da Generale di Brigata mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Ciminna PA 8 gennaio 1875 – 1953). Allievo alla Scuola Militare di Modena ne uscì Sottotenente di Fanteria il 20 ottobre 1895. Il 29 dicembre 1898 venne promosso Tenente nell’86° Reggimento Fanteria, il 1° luglio 1909 ottenne il grado di Capitano nel 35° Reggimento Fanteria e promosso Maggiore divenne poi Tenente Colonnello Capo di Stato Maggiore della 34^ Divisione il 12 settembre 1915. Venne trasferito alla 11^ Divisione dal 3 giugno al 23 settembre 1916 e il 26 luglio 1917 venne promosso Colonnello e fu Delegato presso le truppe in Francia. Dal  novembre 1918 al settembre 1919 fu Rappresentante italiano nella Commissione per l’Armistizio e poi passò al comando del 35° Reggimento Fanteria. Nel 1926 fu comandante del 6° Distretto Militare di Bologna e il 9 ottobre 1927 ottenne il grado di Generale di Brigata Comandante della 6^ Brigata di Fanteria e poi Ispettore Mobilitato della Divisione di Milano. Generale di Divisione il 7 ottobre 1933 fu Comandante della Divisione Timavo a Trieste e nel 1935 Comandante del Corpo d’Armata di Bari. Il 1° luglio 1937 venne promosso Generale di Corpo d’Armata presso il Ministero della Guerra per incarichi speciali a Bologna e nel 1940 venne collocato nella Riserva. Fotografia da negativo formato 15 x 10. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. G1: Zicavo Enrico in grande uniforme da Generale di Brigata mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (La Spezia 28 agosto 1874 – Roma 5 settembre 1934). Sottotenente del Genio il 5 settembre 1894 venne promosso Tenente nella Direzione di Roma il 17 febbraio 1898. Il 17 febbraio 1910 ottenne il grado di Capitano nel Battaglione Specialisti e nel 1915 fu Maggiore nell’Organizzazione Servizi Aereonautici e Difesa Antiaerea del Comando Supremo. Il 18 giugno 1917 venne promosso Tenente Colonnello Comandante del Raggruppamento Aerostieri e Dirigibilisti e successivamente Colonnello. Ottenne il grado di Generale di Brigata e nel 1932 venne collocato in Posizione Ausiliaria. Fotografia formato 24,5 x 18,5. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc.G1: Azzariti Luigi in uniforme ordinaria da Generale di Divisione mod. 14 novembre 1934 – 5 giugno 1939 (5 maggio 1872 – 19..). Sottotenente del Genio il 17 febbraio 1895 venne promosso Tenente nel 2° Genio il 21 agosto 1897. Il 5 settembre 1909 ottenne il grado di Capitano nel 1° Reggimento Genio e successivamente venne promosso Maggiore. Il 31 giugno 1917 venne promosso Tenente Colonnello del Genio Ferrovieri e poco dopo fu Colonnello Comandante l’8° Reggimento Genio. Il 4 aprile 1932 fu Generale di Brigata Comandante il Genio del Corpo d’Armata di Alessandria e il 1° gennaio 1936 venne promosso Generale di Divisione a disposizione del Ministero della guerra per poi essere collocato in Posizione Ausiliaria. Venne poi reintegrato e destinato alla Direzione Generale del genio per poi essere promosso Generale di Corpo d’Armata in Riserva il 1° gennaio 1939. Fotografia formato 11,2 x 16,6. Fotografo: Compagnia Fotografi dell’8° Genio. 

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Arc. 2546: Calcagno Riccardo in uniforme ordinaria da Generale di Corpo d’Armata Designato Comandante d’Armata mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 ( Lecce 1872 – Roma 1953). Sottotenente alla Scuola di Applicazione di Artiglieria l’11 settembre 1892, venne promosso Tenente nel 18° e poi nel 22° Reggimento Artiglieria il 1° settembre 1895. Fu insegnante alla Scuola di Applicazione nel 1899 e frequento la Scuola di Guerra nel 1902 venendo promosso Capitano nell’11° Reggimento Artiglieria il 21 settembre 1906. Nel 1908 passò nello Stato Maggiore, venne promosso Tenente Colonnello il 28 novembre 1915 e fu Capo Sezione Nazionale all’Ufficio Situazione e Operazioni Comando Supremo fino al gennaio 1916 e poi alla Sezione Internazionale fino all’aprile 1916. Promosso Colonnello Comandante del 46° Reggimento Artiglieria da campagna, da luglio al dicembre del 1917 fu Capo Ufficio Situazioni Comunicati di Guerra. Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Padova dal 18 marzo al 20 maggio 1918, venne promosso Brigadiere Generale il 20 giugno 1918 e fu Capo della Delegazione Italiana presso il Comitato Internazionale a Parigi. Dal 17 settembre 1919 al 26 febbraio 1927 fu Capo Delegazione Italiana presso la Commissione contro la Germania e il 1° febbraio 1923 ottenne il grado di Generale di Brigata. Nel novembre del 1927 ottenne il grado di Generale di Divisione e venne destinato al Ministero della Guerra con incarichi speciali per poi passare al comando della Divisione Messina nel giugno del 1928. Fu alla Regia Accademia Militare e alla Scuola di Applicazione nel luglio 1930 e il 14 novembre 1932 fu promosso Generale di Corpo d’Armata. Il 4 dicembre 1932 gli venne affidato il comando del Corpo d’Armata di Udine e dal 15 luglio 1934 al 1° settembre 1938 fu Comandante Generale della Guardia di Finanza. Collocato in Posizione Ausiliaria il 1° settembre 1938 con il grado di Generale di corpo d’Armata Designato Comandante d’Armata, fu Generale di Corpo d’Armata in Riserva con rango Designato per il Comando d’Armata nel 1941. Fu Senatore del Regno dal 23 marzo 1939. Fotografia formato 10,5 x 7,8. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2090: Migliaccio Teodorico in grande uniforme da Generale di Brigata mod. 30 aprile 1937 – 31 dicembre 1937 (Cava dei Tirreni 1878 – Bologna 19..). Sottotenente di Fanteria il 5 settembre 1904 venne promosso Tenente il 5 settembre 1907. Promosso Capitano nel 1915, ottenne il grado di Maggiore nel 138° Reggimento Fanteria il 1° aprile 1917 per poi passare all’87° Reggimento Fanteria. Promosso Tenente Colonnello, il 1° dicembre 1928 ottenne il grado di Colonnello. Generale di Brigata in Posizione Ausiliaria il 1° gennaio 1937 a Verona, fu poi nominato Console Generale della M.V.S.N. Il 1° gennaio 1940 venne promosso Generale di Divisione in Riserva. Fotografia formato 13,5 x 8,5. Fotografo: Sconosciuto. Autografa e datata 1° gennaio 1937.

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Arc. 2098: Pesenti Gustavo in uniforme di marcia da Generale di Brigata degli Alpini mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940(Castel San Giovanni, 15 gennaio 1878 – Genova, 18 gennaio 1960). Nato a Castel San Giovanni (provincia di Piacenza) il 15 gennaio 1878, intraprende la carriera militare frequentando la Scuola militare Teuliè di Milano. Entrato nel Regio Esercito fu Sottotenente il 30 ottobre 1896, viene assegnato al Corpo degli Alpini, entrando in servizio nel Battaglione “Gemona”, allora assegnato al 7º Reggimento Alpini. Trasferito in colonia, venne assegnato al Regio Corpo Truppe Coloniali della Somalia, dove assume il comando della piazza di Mogadiscio. Durante l’insurrezione dei Bima, rimase ferito in combattimento a Danane il 9 settembre 1907, e nel periodo di convalescenza si dilettò da musicista creando alcuni pezzi bandistici minori. Promosso Capitano fu assegnato all’8º Reggimento alpini, e tra il 1911-1912 partecipò alla guerra italo-turca. Capo dell’Ufficio Informazioni della 5ª Divisione speciale, si distinse a Bu Kemez e Regdaline,[4]venendo decorato con una Medaglia di bronzo al valor militare. Nel 1913 risultava residente militare a Ghat, e nel corso del 1914 si distinse al comando del 13º Battaglione indigeni eritrei, venendo decorato con una seconda Medaglia di bronzo al valor militare. Promosso Maggiore, dopo l’entrata in guerra del Regno d’Italia, avvenuta il 24 maggio 1915, rimpatriò per un breve periodo, partecipando ai combattimenti sul fronte del Carso nel corso 1917, in seno al Battaglione “Monte Pelmo”. Promosso Tenente Colonnello il 16 agosto 1917, assunse il comando del 13º Gruppo Alpino, ma rimase nuovamente ferito e fu ricoverato in ospedale per breve periodo. Nel settembre 1918 si trasferì in Palestina dove assunse il comando del contingente italiano ivi presente, subentrando al Tenente Colonnello dei Bersaglieri Francesco D’Agostino. Nel 1923 fu nominato ufficiale comandante dell’area militare di Agedabia, in Libia, partecipando alle operazioni per la riconquista della colonia in seno al Regio corpo truppe coloniali della Cirenaica. Nel marzo 1924 si distinse nel combattimento di Gebel Abid, venendo decorato con una Croce di guerra al valor militare, successivamente trasformata in un’altra Medaglia di bronzo. Tra il 1928 e il 1929 ricoprì l’incarico di comandante delle truppe coloniali di stanza in Somalia, e promosso al grado di Colonnello rientrò in Patria dove, dal 1º aprile 1929 al 31 gennaio 1933, fu comandante del 9º Reggimento Alpini. Promosso Generale di Brigata il 22 luglio 1933, assunse il comando della 4ª Brigata Alpina “Cuneense”, mantenendolo fino al 1934. Dall’ottobre 1933 fu nominato Ispettore di mobilitazione della Divisione militare di Imperia e dal 1935 al 1936 ricoprì l’incarico di comandante della 4ª Brigata eritrea. Partecipò alla guerra d’Etiopia come comandante della 1ª Divisione Eritrea, venendo insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia, e fu poi comandante della regione militare di Gondar. Promosso Generale di Divisione il 1º gennaio 1937, in quello stesso anno rientrò in Italia per assumere il comando della difesa territoriale di Firenze. Nel 1938 fu distaccato presso il Ministero delle colonie, rientrando in Somalia. Nel corso del 1940 inquadrato nelle forze armate dell’Africa Orientale Italiana, in virtù degli anni trascorsi in Africa, fu nominato Comandante dello Scacchiere del Giuba governatore della Somalia, ricoprendo tale incarico dall’11 giugno al 31 dicembre dello stesso anno. Ufficialmente fu rimosso dalla carica a causa della mancata difesa di El Uak, e sostituito dal Generale Carlo De Simone Reggente del Governo in Somalia, ma in realtà fu rimosso dall’incarico su decisione del Viceré Amedeo di Savoia-Aosta, che il 25 dicembre lo aveva convocato ad Addis Abeba per avere spiegazioni sulla sconfitta di El Uak. In quella occasione, anziché difendersi dalle accuse, egli consigliò il Viceré di trattare una pace separata con gli Alleati a nome dell’Impero italiano, sganciandosi dalla Madrepatria. Amedeo di Savoia gli rispose che per quel discorso avrebbero dovuto essere entrambi fucilati, ma non lo rimosse immediatamente dalla carica di Governatore. Ciò avvenne il 31 dicembre, ed egli fu rimandato in Italia per via aerea, senza che fossero presi ulteriori provvedimenti dis ciplinari. Raggiunta Roma venne collocato definitivamente a riposo, e ritiratosi a vita privata si spense a Genova il 18 gennaio 1960. Fotografia formato 16,5 x 11,5. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     «Comandante di Divisione eritrea, in importanti azioni belliche conduceva la grande unità con perizia e       slancio contribuendo così al pieno annientamento delle numerose forze di Ras Cassa e Ras Sejum.               Tembien, 12 febbraio-5 marzo 1936
   Regio Decreto n.179 del 9 luglio 1936
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Capo dell’ufficio informazioni della 5ª Divisione speciale, disimpegnò sempre le sue mansioni con             intelligenza, zelo e coraggio, anche in terreno esposto al fuoco nemico. Bu Kemez e Regdaline, aprile-         agosto 1912
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Per il modo ardito col quale diresse l’azione della propria compagnia durante il combattimento.             Kaulam II, 9 settembre 1914. Si distinse anche a Kaulam I, 27 luglio 1914
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Durante più giorni di marcia, a contato del nemico e di combattimenti in terreno coperto e difficile,       quale comandante di una colonna di più battaglioni e di unità delle altre armi, confermò le sue già           conosciute doti di capacità nel Comando, di serenità in ogni circostanza, di valore personale nel             combattimento. Gebel Abid, Cirenaica, 19-31 marzo 1924
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di guerra al valor militare
     Regio Decreto 26 febbraio 1925
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     Regio Decreto 14 gennaio 1937.
Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918
   
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia
   
Medaglia interalleata della Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia interalleata della Vittoria
   

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Arc. 2038: Ronconi Italo in uniforme ordinaria da Generale di Brigata mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Cremona 1872 – 19..). Sottotenente di Artiglieria il 25 dicembre 1892, Venne promosso Tenente il 1° settembre 1895. Promosso Capitano il 18 giugno 1908, ottenne il grado di Colonnello il 26 settembre 1918 e il comando del 15° Reggimento Artiglieria. Fu comandante del 4° Reggimento Artiglieria pesante campale nel 1921 e del 3° Artiglieria nel 1926. Nel 1930 venne collocato in Posizione Ausiliaria, il 1° gennaio 1932 venne promosso Generale di Brigata e il 1° gennaio 1940 ottenne il grado di Generale di Divisione nella Riserva. Fotografia formato 7,3 x 5,7. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2022: Maggiolini – Scarampi nobile dei conti e nobili dei signori Di Mombercelli e Belvedere Alessandro in uniforme da Colonnello Comandante del 72° Reggimento Fanteria mod. 14 febbraio 1907 (3 marzo 1854 – 19..). Sottotenente nel 1° Reggimento Bersaglieri il 23 agosto 1874 fu promosso Tenente il 16 gennaio 1879. Capitano il 21 marzo 1886 venne promosso Maggiore nel 6° Reggimento Bersaglieri per poi ottenere il grado di Tenente Colonnello nel 4° Fanteria il 20 gennaio 1901. Il 16 giugno 1906 venne promosso Colonnello Comandante del 72° Reggimento Fanteria dove rimase al comando fino al 31 marzo 1912. Fotografia formato 16,5 x 11,5. Fotografo: Schemboche – Torino. Autografa e datata 1912. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     

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Arc. 2088: Prato Emanuele Filiberto in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 37° Reggimento Fanteria mod. 18 febbraio 1909 – 9 aprile 1915 (Asti 1862 – Torino 1933). Sottotenente di Fanteria l’11 luglio 1880, passò il 29 agosto 1882 come Tenente negli Alpini. L’11 ottobre 1888 venne promosso Capitano nel 47° Reggimento Fanteria  e il 19 maggio 1898 passò nel 69° Reggimento con il grado di Maggiore. Il 29 settembre 1903 fu promosso Tenente Colonnello nel 65° Reggimento e il 18 marzo 1909 fu Colonnello Comandante del 37° Reggimento Fanteria. Collocato in Posizione Ausiliaria il 25 gennaio 1914, venne richiamato per lo scoppio della guerra alla quale partecipò come comandante del 159° Reggimento Fanteria guadagnando la Medaglia d’Argento al Valore Militare e dove rimase al comando dal 24 maggio 1915 al 28 maggio 1916. Promosso Maggior Generale il 21 settembre 1916 fu Ispettore delle Truppe di Marcia e nel 1919 venne collocato nella Riserva dove, il 1° febbraio 1923 venne promosso Generale di Divisione. Fotografia formato 16,7 x 10,5. Fotografo: Alemanni – Homs/Libia.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     1915

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Arc. 3000: Palmegiani Umberto in uniforme da Colonnello Brigadiere mod. 1915 – 16 ( Rieti 01 marzo 1861 – Torino 16 novembre 1930). Entrato all’Accademia Militare il 15 settembre 1879 ne uscì Sottotenente dello Stato Maggiore di Artiglieria il 29 luglio 1882. dopo aver frequentato la Scuola di Applicazione il 24 aprile 1881. Tenente nel 17° Reggimento Artiglieria il 12 aprile 1884, passò all’8° Artiglieria il 12 settembre 1886 e al Comitato delle Fonderie di Genova il 19 agosto 1888. Il 19 aprile 1891 venne promosso Capitano nel 6° Artiglieria e il 25 ottobre dello stesso anno venne assegnato alla Direzione di Artiglieria di Verona e poi al Comando Locale di Artiglieria di Roma nel Comitato del Ministero della Guerra. Il 2 gennaio 1896 venne trasferito nel Reggimento Artiglieria da Montagna e il 15 marzo 1906 ottenne il grado di Maggiore nel 1° Reggimento Artiglieria da Fortezza. Il 21 marzo 1907 tornò nuovamente al Reggimento Artiglieria da Montagna e il 30 giugno 1912 venne promosso Tenente Colonnello nel 1° Artiglieria da Montagna. L’8 aprile 1915 fu Comandante Facente Funzione e il 6 luglio 1915 ottenne il grado di Colonnello Comandante il 39° Reggimento Artiglieria e il 16 settembre 1915 fu Fuori Quadro Comandato di Corpo d’Armata a Torino. Passò poi come Comandante in 2^ all’Accademia Militare e il 13 aprile 1917 fu a Disposizione  e poi Colonnello Brigadiere Comandante il 17° Raggruppamento d’Assedio. Fu presidente della Commissione di Sorveglianza delle Materie Prime e il 10 luglio 1920 fu collocato in Posizione Ausiliaria. Il 22 luglio dello stesso anno venne promosso Generale di Divisione e nel 1928 venne trasferito nella Riserva. Fotografia formato 9 x 13,5. Fotografo: Sconosciuto. Fronte di Osoppo datata 18 agosto 1917.

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Arc. 2097: Foderaro Gaetano in uniforme ordinaria da colonnello Comandante del 48° Reggimento Fanteria mod. 18 febbraio 1909 – aprile 1915 (Catanzaro 1861 – 1930). Colonnello del 48° Reggimento Fanteria nel 1913, fu Colonnello Brigadiere Comandante della Brigata Liguria dal 24 giugno al 7 dicembre 1915. Promosso Maggior Generale il 1° agosto 1915, venne collocato in Posizione Ausiliaria nel 1919. Il 1° febbraio 1923 ottenne il grado di Generale di Divisione nella Riserva. Fotografia formato 8,5 x 5,5. Fotografo: I. Carli – Aquila. 

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Arc. 2036: Scimeca Vito in grande uniforme da Colonnello Comandante del 35° Reggimento Fanteria mod. 19 febbraio 1920 – 22 marzo 1923 (Ciminna PA 8 gennaio 1875 – 1953). Allievo alla Scuola Militare di Modena ne uscì Sottotenente di Fanteria il 20 ottobre 1895. Il 29 dicembre 1898 venne promosso Tenente nell’86° Reggimento Fanteria, il 1° luglio 1909 ottenne il grado di Capitano nel 35° Reggimento Fanteria e promosso Maggiore divenne poi Tenente Colonnello Capo di Stato Maggiore della 34^ Divisione il 12 settembre 1915. Venne trasferito alla 11^ Divisione dal 3 giugno al 23 settembre 1916 e il 26 luglio 1917 venne promosso Colonnello e fu Delegato presso le truppe in Francia. Dal  novembre 1918 al settembre 1919 fu Rappresentante italiano nella Commissione per l’Armistizio e poi passò al comando del 35° Reggimento Fanteria. Nel 1926 fu comandante del 6° Distretto Militare di Bologna e il 9 ottobre 1927 ottenne il grado di Generale di Brigata Comandante della 6^ Brigata di Fanteria e poi Ispettore Mobilitato della Divisione di Milano. Generale di Divisione il 7 ottobre 1933 fu Comandante della Divisione Timavo a Trieste e nel 1935 Comandante del Corpo d’Armata di Bari. Il 1° luglio 1937 venne promosso Generale di Corpo d’Armata presso il Ministero della Guerra per incarichi speciali a Bologna e nel 1940 venne collocato nella Riserva. Fotografia da negativo formato 15 x 10. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2947: Lomaglio Cesare in alta uniforme nera da Colonnello Comandante del 5° Reggimento Lancieri di Novara Aiutante di Campo Onorario del Re mod. 1938 – 40 (Asti 1887 – 1968). Tenente Colonnello il 1° febbraio 1927, fu Aiutante di Campo Effettivo del Re dal 1929 al 1932 poi Onorario. Sotto Capo di Stato Maggiore del Corpo d’Armata di Torino nel 1932, fu Comandante del Reggimento Piemonte Reale Cavalleria nel 1934 e Comandante del 5° Reggimento Lancieri di Novara nel 1935. Colonnello il 1° gennaio 1937 fu Comandante del 7° Reggimento Lancieri di Milano nel 1938. Nel 1939 passò allo Stato Maggiore e il 1° gennaio 1940 venne promosso Generale di Brigata Comandante la 1^ Divisione Celere. Il 1° gennaio 1943 ottenne il grado di Generale di Divisione e fu pensionato come Generale di Corpo d’Armata nella Repubblica Italiana.

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Arc. 3003: De Benedetti Giovanni Antonio in uniforme ordinaria da Colonnello di Stato Maggiore mod. 22 marzo 1923 – 16 settembre 1926 (9 ottobre 1878 – 19..). Sottotenente del Genio l’8 settembre 1900, venne promosso Tenente nel 3° Reggimento Genio l’11 agosto 1903. Capitano il 30 settembre 1910 venne trasferito nello Stato Maggiore della Divisione di Milano e il 31 maggio 1917 ottenne il grado di Tenente Colonnello in servizio presso lo Stato Maggiore. Colonnello nel 1924 venne promosso Generale di Brigata Comandante il Genio del Corpo d’Armata di Verona il 31 agosto 1932. Nel 1934 passò al Corpo d’Armata di Roma e il 1° gennaio 1936 ottenne il grado di Generale di Divisione presso il Comitato del Ministero della Marina alla Direzione Centrale del Genio Militare del quale divenne Direttore Generale il 1° maggio 1936. Generale di Corpo d’Armata il 1° gennaio 1939 venne posto in Riserva il 1° maggio 1939 per poi essere richiamato nel 1940 per incarichi speciali. Fotografia formato 7,2 x 5,5. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. G1: Fornaca Alessandro in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 75° Reggimento Fanteria mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1934 (7 dicembre 1882 – Tripoli 24 luglio 1838). Allievo Ufficiale il 5 novembre 1903 venne nominato Sottotenente di Fanteria il 7 settembre 1905. Il 7 settembre 1908 venne promosso Tenente nel 91° Reggimento Fanteria e il 1° giugno 1917 fu Maggiore del 52° Reggimento. Il 19 ottobre 1929 venne promosso Colonnello Comandante del 75° Reggimento Fanteria e successivamente fuori quadro Regie Truppe Coloniali in Tripolitania. Nel 1934 passò allo Stato Maggiore del Comando di Corpo e nel 1935 fu Capo di Stato Maggiore delle Regie Truppe Coloniali in Libia. Nel 1936 venne promosso Generale di Brigata. Fotografia formato 22,6 x 7,8. Fotografo: Sconosciuto.

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