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REGIA MARINA – UFFICIALI 1871 – 1904

Arc. G3: Regia Marina: Brin Benedetto in piccola divisa da Ispettore Generale del Genio Aiutante di Campo Onorario del Re mod. 6/12/1887 (Torino 17 maggio 1833 – Roma 24 maggio 1898). Non ancora ventenne, dopo essersi laureato in ingegneria presso la locale università, entrò a fine agosto 1853 come allievo ingegnere nella Marina Sarda, pervenendo in soli 27 anni di carriera al più alto grado del neo costituito corpo del Genio Navale. Fu destinato a Genova presso il Regio Cantiere della Foce, dove rimase per un anno per essere poi inviato nel 1854, per due anni, a Parigi, per interessamento di Cavour, che ne apprezzava le doti di ingegno e la preparazione tecnica, presso l’Ecole d’application du Genié Maritime. Al ritorno in Italia, nei primi mesi del 1856, fu ammesso a Torino a seguire i corsi della Scuola d’applicazione di Artiglieria e Genio e, in maggio, con il grado di Sottoingegnere di 2^ Classe, del Corpo degli Ingegneri costruttori navali, ritornò al cantiere della Foce di Genova ove, contemporaneamente insegnò teoria della nave e meccanica applicata alla locale Scuola di Marina. Dopo aver diretto il cantiere navale di San Rocco a Livorno, nel 1863, ingegnere di 2^ Classe del Corpo del Genio Navale, fu chiamato dal Generale Efisio Gugia, ministro della Marina, come consulente e suo consigliere; nel 1867, nel grado di Ingegnere di 1^ Classe, fu membro della Commissione per il riordinamento dell’arsenale di Venezia; ritornato al ministero, fu chiamato dal Vice Ammiraglio Augusto Riboty, ministro della Marina, a far parte del Consiglio Superiore di Marina. In questo periodo, ultimi anni Sessanta e primi anni Settanta, ebbe modo di studiare e approfondire la riforma tecnica delle costruzioni navali portata avanti dai francesi e dai britannici e di attivare intensi e personali contatti con i migliori progettisti del momento, procurandosi notevole fama di studioso in Italia e all’estero. Il 19 settembre 1880 fu Presidente del Comitato Disegni Navi e fu messo in disposizione il 10 ottobre 1891 per poi passare in Posizione Ausiliaria. Fu Aiutante di Campo Generale Onorario del Re dal 11 aprile 1878 al 24 maggio 1898, Ministro della Marina dal 25 marzo 1876 al 24 marzo 1878, dal 24 ottobre 1878 al 19 dicembre 1878, dal 30 marzo 1884 al 6 febbraio 1891, dal 28 settembre 1891 al 8 dicembre 1892 e dal 10 marzo 1896 al 24 maggio 1898. Fu Ministro degli Esteri dal 15 maggio 1892 al 15 dicembre 1893 e deputato dal 1876 al 1898. Fotografia formato 25 x 33. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

  Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
   
   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
    
  Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
    

Arc. 3522: Regia Marina: Cottrau Paolo in grande uniforme da Vice Ammiraglio (Napoli, 28 ottobre 1837 – Roma, 23 febbraio 1896). Intraprese la carriera nella Marina borbonica, entrando a 11 anni nella Scuola di Marina della città natia e dalla quale uscì con la nomina a Guardiamarina nel 1853. Promosso Alfiere di Vascello nel 1859, nel maggio dell’anno successivo diede le dimissioni dalla Marina borbonica e si recò in Sicilia per offrire i propri servigi a Garibaldi. Passato quindi nella Marina sarda nel febbraio 1861, partecipò all’assedio di Gaeta imbarcato sul vascello a elica Re Galantuomo(ex borbonico Monarca), sul quale si distinse nel corso dell’attacco meritando la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Tenente di Vascello il 18 ottobre 1860, fu destinato al Ministero della Marina a Firenze; l’8 dicembre 1867 venne promosso Capitano di Fregata e venne inviato a Ginevra per la revisione della Convenzione riguardante i feriti di Guerra, e quindi in Inghilterra, cominciò a segnalarsi come studioso di problemi di artiglieria navale, tantoche dal 1871 al 1873 fu chiamato a dirigere a Napoli una nuova sezione della Direzione Generale del Materiale, dalla quale nel 1874 ebbe origine la Direzione Generale di Artiglieria, divisa in due sezioni, torpedini e artiglieria, la seconda delle quali gli venne affidata; partecipò in tale veste a numerosi esperimenti effettuati al balipedio di Viareggio su problemi inerenti il caricamento dei cannoni, l’impiego della canna rigata, la composizione della carica di lancio, della costruzione di granate e del tiro con proiettili perforanti. Promosso Capitano di Vascello il 9 agosto 1876 e, profondamente stimato dall’Ammiraglio Giovanni Battista Albini, ottenne il grado di Contrammiraglio nel settembre del 1887, assumendo nel settembre dell’anno successivo la carica di Direttore Generale d’Artiglieria e armamenti a Roma presso il Ministero col compito, fra gli altri, di studiare l’applicazione e lo sviluppo delle nuove armi subacquee. in questa carica e dopo aver ricevuto la promozione a Vice Ammiraglio il 22 giugno 1893, lo colse la morte a Roma il 23 febbraio 1896. Stimato in Italia, lo fu ancor più all’estero, dove il suo nome godeva di un’autorità di primissimo ordine, specie nelle scienze balistiche, che formarono l’oggetto principale dei suoi studi. Fotografia CDV. Fotografo: L. Guida – Napoli. Autografa. 

Arc. 3016: Regia Marina: Lovera di Maria marchese Giuseppe in grande uniforme da Capitano di Vascello mod. 18 agosto 1872 (Nizza 19 novembre 1836 – Torino 19 febbraio 1903). Fu ammesso alla Scuola di Marina di Genova nel 1848 conseguendo la nomina a Guardiamarina nel 1853. Partecipò alla campagna di Crimea negli anni 1855-56, imbarcato sulla corvetta di 1° rango a elica Euridice e da Luogotenente di Vascello alla campagna 1859-60 contro l’Austria, meritando due Medaglie d’Argento al Valor Militare, di cui una per aver preso parte, dopo essersi arruolato per breve tempo nella Marina garibaldina, all’azione del Tukery contro il pirovascello Monarca, della Marina borbonica, all’ancora a Castellamare, e l’altra per l’intelligenza e il valore con cui si distinse nei fatti d’arme di Ancona sulla pirofregata Vittorio Emanuele. Fu insignito inoltre della croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia per essersi distinto nel blocco e assedio di Gaeta. Partecipò alla campagna del 1866 e alle campagne d’Africa. Fu poi docente di arte militare marittima alla Scuola Superiore di Guerra di Torino e Direttore di Artiglieria presso il 1° Dipartimento marittimo di Spezia, ricevendo encomi dal ministero, in particolare per aver condotto a buon fine la realizzazione presso le dipendenti officine di affusti in ferro per artiglierie di bordo. Da Capitano di Fregata compì dal 1871 al 1873, al comando della pirofregata Vettor Pisani, il viaggio di circumnavigazione del globo, ricevendo al rientro in patria un’alta onorificenza per il modo commendevole con cui condusse la missione. Ebbe poi, da Capitano di Vascello, il comando delle pirofregate corazzate Venezia e Maria Pia e della corazzata Duilio, negli anni dal 1876 al 1881. Dal 1878 al 1883 fu 1° Aiutante di Campo del Capitano di Fregata di 2^ classe Tomaso di Savoia duca di Genova. Promosso Contrammiraglio nel 1883, l’anno successivo assunse il comando dell’Accademia Navale, che tenne fino al 1886. Nel 1884 gli fu conferita la Medaglia d’Argento di Benemerenza per essersi reso in modo eminente benemerito della salute pubblica durante l’epidemia di colera di quell’anno. Comandò la Divisione d’istruzione nel 1885 e, promosso Viceammiraglio nel 1888, ebbe il comando del 1° Dipartimento di Spezia e quindi della Squadra Permanente negli anni 1890-1891. Nel 1891 venne collocato nella Riserva. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: G. Ambrosetti – Torino. 

Onorificenze

   Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  
   Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
  
   Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
    Gaeta – 1860
   Medaglia d’Argento al Valor Militare
    Castellamare 1860
   Medaglia d’Argento al Valor Militare
    Ancona 1860
  Medaglia piemontese della Guerra di Crimea
  
  Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (3 barrette)
  

Arc. 3036: Regia Marina: Lovera di Maria marchese Giuseppe ( al centro) in grande uniforme estiva da Capitano di Fregata mod. 18 agosto 1872 con gli ufficiali della pirocorvetta Vettor Pisani. La foto è stata scattata durante la crociera in oriente durata dal 30 maggio 1871 al 29 agosto 1873. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. G4: Ufficiali, Sottufficiali e Marinai a bordo della pirofregata Ettore Fieramosca durante la crociera in sud America (1874 – 1877) comandata dal Capitano di Fregata Giuseppe Ruggiero. La foto è stata scattata probabilmente durante lo scalo a Montevideo. Fotografia formato 33,5 x 22,5. Fotografo: Bate & Ca. – Montevideo. 

Arc. 3132: Regia Marina: Capitano di Porto in gran tenuta (a destra), Tenente Ufficiale d’Ordinanza di Ufficiale Generale del 19° Reggimento Cavalleria Guide in tenuta ordinaria (a sinistra). Al centro Capitano Medico in tenuta ordinaria. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: G.B. Bertolani – Salerno – Eboli. 1876 ca.

Arc. 2221: Regia Marina: Serra nobile Luigi in uniforme da Capitano di Fregata Aiutante di Campo Onorario del Re mod. 21 aprile 1878 (7 ottobre 1847 – Firenze 17 novembre 1913). Guardiamarina il 26 novembre 1867, venne promosso Sottotenente di Vascello l’8 dicembre 1872. Tenente di Vascello il 24 febbraio 1878, ottenne il grado di Capitano di Corvetta  e il comando del Trasporto Garigliano il 21 marzo 1889. Capitano di Fregata il 23 luglio 1891, venne posto al comando della Regia Nave Caracciolo il 20 aprile 1896 per poi essere nominato Comandante del Corpo dei Reali Equipaggi del 1° Dipartimento di La Spezia. Capitano di Vascello il 2 dicembre 1897, venne collocato nella Riserva il 10 ottobre 1902 e Il 30 novembre 1907 venne promosso Contrammiraglio. Fu Aiutante di Campo Effettivo del Re dal 1° maggio 1892 al 19 aprile 1896 poi Onorario e Cessata Casa fino al 30 novembre 1907. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: P. Tempestini – La Spezia – Viareggio.

Arc. G1: Regia Marina: Tomaso di Savoia duca di Genova in uniforme ordinaria invernale da Capitano di Fregata mod. 1876 – 1883 (seduto al centro). Alla sua destra un Tenente Colonnello di Stato Maggiore, alla sua sinistra un Luogotenente di Vascello (seduto) e un altro Luogotenente di Vascello (in piedi). Il secondo da sinistra è un pilota di 2^ classe e seduto davanti a lui il Sottocommissario di bordo. La foto è stata scattata a bordo della pirocorvetta Vettor Pisani durante la terza crociera in estremo oriente. La spedizione aveva scopi diplomatici e durò dal 31 marzo 1879 al 20 settembre 1881. Questa foto ritrae gli ufficiali della nave italiani e un diplomatico giapponese ( seduto a sinistra) in visita. Fotografia formato 28,5 x 24. Fotografo: Sconosciuto.

Seduto alla sinistra del Duca di Genova:

Candiani conte Camillo (Olivola, 11 ottobre 1841 – Olivola, 9 febbraio 1919): Frequentò fra il 1856 e il 1860 la Scuola di Marina di Genova conseguendo al termine la nomina a Guardiamarina. Da Luogotenente di Vascello effettuò il viaggio di circumnavigazione del globo a bordo della corvetta a elica Magenta, al comando del Capitano di Fregata Vittorio Arminjon; da capitano di Corvetta negli anni 1879 – 1881, a bordo della corvetta ad elica Vettor Pisani, al comando del Capitano di Vascello Tomaso di Savoia duca di Genova, effettuò una lunga campagna oceanica in Estremo Oriente, visitando oltre ai porti della Cina e del Giappone anche quelli della Siberia e della Corea. A più riprese Ufficiale d’Ordinanza del Duca di Genova, per tre anni, 1886 – 1889, fu addetto navale a Londra, assumendo al termine dell’incarico il comando dell’ariete torpediniere Piemonte colà costruito. Da Capitano di Vascello fu in comando delle corazzate Duilio e Sardegna, partecipando su quest’ultima, in Germania, nel 1894, all’inaugurazione del canale di Kiel; da Contrammiraglio ebbe il comando della Divisione navale oceanica in America del Sud alzando l’insegna sull’incrociatore corazzato Carlo Alberto dal maggio 1898 al gennaio 1899; da segnalare il suo intervento a Cartagena (Colombia) con l’intera divisione nel luglio del 1898 per imporre a quel governo che tergiversava, l’osservanza di un lodo arbitrale internazionale che stabiliva il risarcimento a un importante imprenditore italiano ingiustamente penalizzato. Ebbe poi, 1900 – 1901, il comando della Forza navale oceanica in Estremo Oriente con insegna sulla corvetta a ruote Ettore Fieramosca e quindi sulla corvetta a elica Vettor Pisani, durante la guerra dei Boxer. Al termone della campagna fu insignito della decorazione di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia per le brillanti prove di virtù militari e diplomatiche dimostrate durante le difficili operazioni in Cina. Rimpatriato, ebbe per breve tempo il comando militare marittimo della Maddalena e fu quindi direttore dell’arsenale di Spezia. Lasciò il servizio per limiti di età il 1° marzo 1902, venendo nominato Senatore del Regno; fu promosso Viceammiraglio nella Riserva nel 1906. 

Onorificenze

Civili

   Cavaliere dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
   Ufficiale dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
   Commendatore dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
   Grande Ufficiale dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
   Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   

Militari

   Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
   
   Cavaliere dell’Ordine supremo del Cristo (Portogallo)
   
   Medaglia commemorativa della campagna in Cina
   
   Croce d’oro per anzianità di servizio
   

Arc. 3033: Regia Marina: Gruppo di Ufficiali della pirofregata Vettor Pisani ritratti durante la visita diplomatica in Giappone. A sinistra seduto Tommaso di Savoia duca di Genova in grande uniforme da Capitano di Fregata e comandante della spedizione. Seduto accanto a lui il fratello dell’Imperatore giapponese. In piedi dietro di loro un diplomatico giapponese e l’Ambasciatore italiano. Fotografia formato gabinetto. Fotografo giapponese sconosciuto. 

Il primo a destra è:

Candiani conte Camillo (Olivola, 11 ottobre 1841 – Olivola, 9 febbraio 1919): Frequentò fra il 1856 e il 1860 la Scuola di Marina di Genova conseguendo al termine la nomina a Guardiamarina. Da Luogotenente di Vascello effettuò il viaggio di circumnavigazione del globo a bordo della corvetta a elica Magenta, al comando del Capitano di Fregata Vittorio Arminjon; da capitano di Corvetta negli anni 1879 – 1881, a bordo della corvetta ad elica Vettor Pisani, al comando del Capitano di Vascello Tomaso di Savoia duca di Genova, effettuò una lunga campagna oceanica in Estremo Oriente, visitando oltre ai porti della Cina e del Giappone anche quelli della Siberia e della Corea. A più riprese Ufficiale d’Ordinanza del Duca di Genova, per tre anni, 1886 – 1889, fu addetto navale a Londra, assumendo al termine dell’incarico il comando dell’ariete torpediniere Piemonte colà costruito. Da Capitano di Vascello fu in comando delle corazzate Duilio e Sardegna, partecipando su quest’ultima, in Germania, nel 1894, all’inaugurazione del canale di Kiel; da Contrammiraglio ebbe il comando della Divisione navale oceanica in America del Sud alzando l’insegna sull’incrociatore corazzato Carlo Alberto dal maggio 1898 al gennaio 1899; da segnalare il suo intervento a Cartagena (Colombia) con l’intera divisione nel luglio del 1898 per imporre a quel governo che tergiversava, l’osservanza di un lodo arbitrale internazionale che stabiliva il risarcimento a un importante imprenditore italiano ingiustamente penalizzato. Ebbe poi, 1900 – 1901, il comando della Forza navale oceanica in Estremo Oriente con insegna sulla corvetta a ruote Ettore Fieramosca e quindi sulla corvetta a elica Vettor Pisani, durante la guerra dei Boxer. Al termone della campagna fu insignito della decorazione di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia per le brillanti prove di virtù militari e diplomatiche dimostrate durante le difficili operazioni in Cina. Rimpatriato, ebbe per breve tempo il comando militare marittimo della Maddalena e fu quindi direttore dell’arsenale di Spezia. Lasciò il servizio per limiti di età il 1° marzo 1902, venendo nominato Senatore del Regno; fu promosso Viceammiraglio nella Riserva nel 1906. 

Onorificenze

Civili

   Cavaliere dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
   Ufficiale dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
   Commendatore dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
   Grande Ufficiale dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
   Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   

Militari

   Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
   
   Cavaliere dell’Ordine supremo del Cristo (Portogallo)
   
   Medaglia commemorativa della campagna in Cina
   
   Croce d’oro per anzianità di servizio
   

Arc. 3109: Regia Marina: Capitano di Fregata in grande uniforme invernale mod. 18 agosto 1872. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: G. Morotti – Spezia – Carrara. 

Arc. 2019: Regia Marina: Tenente di Vascello in gran montura mod. 1876 – 1883. Fotografia formato Gabinetto. Fotografo: Viglietti – Mondovi Breo. 

Arc. 642: Regia Marina: Tenente di Vascello in grande uniforme invernale mod. 18 agosto 1872. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 3266: Regia Marina: Sottotenente di Vascello in grande uniforme mod. 18 agosto 1872. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Montabone – Torino. 

Arc. 595: Regia Marina: Massari Alfonso Maria in grande uniforme da Sottotenente di Vascello 1876 – 1883 (Napoli, 23 maggio 1868 – Roma, 10 dicembre 1949). Ammesso alla Scuola di Marina di Napoli nel 1868, conseguì la nomina a Guardiamarina nel 1872. Prese parte al viaggio di circumnavigazione della corvetta Vettor Pisani nel triennio 1874-1877, durante il quale venne promosso Sottotenente di Vascello. Tra le destinazioni di servizio fu per lui importante quella a bordo della nave idrografica Washington, poiché gli consentì di acquisire pratica nelle triangolazioni e nelle osservazioni astronomiche. La competenza in tale campo gli valse di essere scelto dal ministero, alla fine del 1879, per far parte della spedizione africana del professor Pellegrino Matteucci, per la quale la Società Geografica aveva chiesto alla Marina un ufficiale particolarmente qualificato. Il progetto originale del viaggio prevedeva la traversata del deserto da Tripoli all’Uadai, raggiungendo poi il Nilo attraverso il Dar Fur ed il Cordofan, ma fu poi preferito il percorso inverso, con partenza dall’Egitto. La spedizione mosse il 6 marzo 1880 da Suakin (Mar Rosso) ma, giunta a Khartum, riscontrate le avversità e i pericoli dell’itinerario prescelto, decise di proseguire fino al Niger e al Golfo di Guinea, mutandosi così il viaggio nella intera traversata dell’Africa Sub Sahariana, dal Mar Rosso all’Oceano Atlantico. La carovana giunse il 2 luglio 1881 ad Akassa, alle foci del Niger, dopo innumerevoli peripezie, superate oltre ogni previsione e speranza. Questo viaggio ebbe vasta risonanza: fu considerato come eccezionale e riconoscimenti furono tributati nel corso del III Congresso geografico internazionale, tenutosi a Venezia nel settembre 1881, quando fu commemorato il capo spedizione Matteucci, nel frattempo deceduto, e conferita una medaglia d’oro alla sua memoria. Per i meriti acquisiti anch’egli fu insignito dal Congresso di analoga medaglia d’oro. Di questa traversata africana esiste la breve relazione pubblicata nel Bollettino della Società Geografica italiana del dicembre 1881 e un articolo apparso sulla Nuova Antologia del gennaio 1882. Egli conseguì una fama internazionale a seguito di numerose conferenze, che tenne all’estero, in particolare in Belgio, tanto che il Re di quella nazione gli manifestò il desiderio di avvalersi della sua opera per l’impresa internazionale del Congo, nella quale erano già impiegati ufficiali belgi, inglesi, tedeschi e svedesi. Su parere favorevole del nostro ministero degli Esteri, frattanto promosso Tenente di Vascello, fu inviato in Congo nel mese di giugno 1884per conto del Re del Belgio per un periodo di tre anni. Cooperando con il noto esploratore britannico Stanley e poi con amministratori belgi, assunse importanti incarichi, tra cui il comando della Divisione territoriale del Manyanga, e poi della Divisione dell’Alto Congo. La missione di Massari doveva restare estranea a ogni azione politica e tenersi alle dirette dipendenze dell’Associazione Internazionale Africana, tramutatasi poi in Stato indipendente del Congo. Effettuò numerose esplorazioni, tra cui la più importante quella lungo il corso del fiume Kuango, affluente del Congo. Nel marzo 1886, venendo a mancare ulteriori occasioni di compiere speciali missioni di fiducia e importanti esplorazioni, a seguito di rivalità con francesi e portoghesi, decise di porre termine al servizio in Congo, rientrando in Italia il mese successivo. Dopo una destinazione presso il Dipartimento Militare Marittimo di Napoli, nel settembre 1889 assunse il comando di torpediniere, che lasciò nel mese di luglio 1892, quando fu collocato a domanda in servizio ausiliario. Promosso Capitano di Corvetta nella Riserva navale nel 1913, durante la Grande Guerra fu richiamato prestando servizio presso il ministero dell’Interno, all’ufficio censura. La sua figura di valente esploratore, si staglia anche come quella di ricercatore di regioni favorevoli alla nostra emigrazione in Africa in un periodo in cui tutte le nazioni europee piantavano le loro bandiere in quel continente.  Fotografia formato gabinetto. Fotografo: G. B. Berra – Torino. 

Arc. 1260: Regia Marina: Sottotenente di Vascello in uniforme ordinaria invernale mod. 18 agosto 1872. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Fleurqin Y C.ia – Montevideo. 

Arc. G4: Regia Marina: Tenente e Sottotenenti Macchinisti, primo a sinistra Sottocapo Macchinista seduti e a destra Capi Macchinisti di 2^ Classe in uniforme ordinaria invernale. Fotografia formato 23 x 17. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 2034: Canevaro conte (1867) di Sandero (1887) duca di Castelvari e Zoagli (1883) Felice Napoleone in uniforme di gala da Viceammiraglio (Lima, 7 luglio 1838 – Venezia, 30 dicembre 1926). Allievo alla Scuola di Marina il 7 luglio 1852, uscì Guardiamarina di 2^ Classe il 19 luglio 1855. Promosso Guardiamarina di 1^ Classe il 13 novembre 1857, fu Sottotenente di Vascello il 17 maggio 1859 e prese parte sul “Beroldo” e sul “Des Geneys” alle manovre della Marina Sarda in Adriatico durante la seconda guerra d’indipendenza. Nel 1860, giunto a Palermo a bordo della fregata “Maria Adelaide”, nave ammiraglia della squadra sarda, mentre i garibaldini cercavano di organizzare una loro marina, diede le dimissioni dalla Marina Sarda per arruolarsi nella marina garibaldina e a bordo della pirofregata “Tükory”, la notte del 13 agosto, si distinse nel tentativo di abbordare il pirovascello borbonico “Monarca”, ancorato nel porto di Castellammare di Stabia, meritando la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Il 17 novembre 1860 venne riammesso nei quadri della marina sarda con il grado di Tenente di Vascello di 2^ Classe e imbarcato dal dicembre 1860 al marzo 1861 sulla fregata “Carlo Alberto”, prese parte all’assedio di Gaeta e di Messina in ripetute azioni di fuoco a distanza ravvicinata dalla costa, meritando la decorazione di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Promosso il 6 settembre 1863 Luogotenente di Vascello di 1^ Classe, nel 1865-66 compì, a bordo della fregata “Principe Umberto”, al comando del Capitano di Vascello Guglielmo Acton, una lunga campagna transatlantica, lungo le coste dell’America meridionale, attraverso lo stretto di Magellano e le coste cilene del Pacifico. Al riento in Italia venne assegnato alla fregata corazzata “Re di Portogallo”, comandata dall’allora Capitano di Vascello Riboty, prendendo parte nel 1866 alla terza guerra d’indipendenza, nel corso della quale ‘unità fu impegnata sia nelle operazioni contro i forti di Lissa, sia nella battaglia del 20 luglio con la flotta austriaca. Promosso Capitano di Fregata di 2^ Classe il 28 gennaio 1869 e di 1^ Classe il 17 marzo 1873, dal marzo 1874 all’agosto 1876 svolse il ruolo di addetto navale presso la legazione italiana a Londra. Dal gennaio 1877 al marzo 1879, al comando dell’incrociatore Cristoforo Colombo compì un lungo viaggio di circumnavigazione del globo. La nave, attraversato il canale di Suez, costeggiò l’Asia, toccando i porti della Cina e in Indonesia recuperò la salma di Bixio che era morto di colera a Banda Aceh nel 1873, e poi proseguì per il Giappone, la Russia, spingendosi fino in Siberia, l’Australia e le Americhe; dopo il passaggio in Atlantico attraverso lo stretto di Magellano, risalì il Sudamerica fino alle Antille rientrando poi in Italia. Promosso capitano di vascello il 17 marzo 1878, ebbe importanti incarichi, tra cui quello di capo di stato maggiore del 3° Dipartimento marittimo di Venezia (1° gennaio 1880), comandante in seconda dell’Accademia Navale dal 16 settembre 1881 al 28 giugno 1882 e di comandante della corazzata “Italia”. Nel 1884, trovandosi a La Spezia durante l’epidemia di colera quando si rese benemerito della salute pubblica per l’attiva opera umanitaria svolta, che gli valse una Medaglia d’Argento al Valor Civile. Promosso Contrammiraglio il 20 settembre 1887, assunse il comando dell’arsenale di Taranto dal 15 novembre 1887 al 22 novembre 1888 e dal 26 ottobre 1890 al 12 gennaio 1897, fu Membro del Consiglio Superiore di Marina dal 21 gennaio 1893 al 22 settembre 1894 e in seguito ebbe il comando della 2ª Divisione Navale della Squadra permanente. Promosso Viceammiraglio il 22 giugno 1893, nel 1896 assunse il comando della Squadra Navale Attiva. Fu comandante Superiore delle Forze Internazionali nella crisi di Creta dal febbraio al giugno del 1897 e Ministro della Marina dal 1° al 26 giugno 1898. Ministro degli Esteri nel Governo Pelloux I dal 29 giugno 1898 al 4 maggio 1899 fu poi comandante del 3° Dipartimento Marittimo di Venezia. Presidente del Consiglio Superiore di Marina dal 5 gennaio 1902 al 2 luglio 1903 venne collocato nella Riserva dall’8 luglio 1903 all’11 luglio 1913 e il 23 dicembre 1923 venne promosso Viceammiraglio d’Armata. Deputato nel 1882 venne nominato senatore del Regno il 25 ottobre 1896. Dopo Caporetto, fu vicepresidente della commissione d’inchiesta presieduta dal generale Carlo Caneva. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: F.lli Vianelli – Venezia. 

Onorificenze

Onorificenze italiane

   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  
   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
  
   Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
  
   Medaglia d’argento al valor militare 
  
   Medaglia d’argento al valor militare 
  
   Medaglia Mauriziana
  
   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (3 barrette)
  
   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia
  

Onorificenze straniere

   Commendatore dell’Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
  
   Commendatore del Reale Ordine di Nostra Signora della Concezione di Vila Viçosa (Portogallo)
  
   Medaille Commémorative de la Campagne d’Italie de 1859 (Impero francese)
 

Arc. 3513: Canevaro conte (1867) di Sandero (1887) duca di Castelvari e Zoagli (1883) Felice Napoleone in grande uniforme  da Viceammiraglio (Lima, 7 luglio 1838 – Venezia, 30 dicembre 1926). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. G1: Regia Marina: Contrammiraglio, Tenente di Vascello e Sottotenente di Vascello in grande uniforme invernale. Fotografia formato 15 x 11,5. Fotografo: E. Rossi – Genova.  

Arc. 3363: Regia Marina: Grenet Francesco in grande uniforme invernale da Capitano di Vascello (Napoli, 23 giugno 1843 – Napoli, 22 marzo 1915). Fu ammesso alla Scuola di Marina di Napoli nel 1856 conseguendo la nomina a Guardiamarina nel 1861. Prima della nomina, aspirante Guardiamarina, prese parte ai fatti d’arme del 22 gennaio e del 5 febbraio 1861, avvenuti in occasione del blocco e assedio della fortezza di Gaeta, trovandosi imbarcato sulla pirofregata Garibaldi, meritando, appena quindicenne, per il suo coraggioso comportamento, la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Partecipò alla campagna navale in Adriatico del 1866 contro l’Austria, imbarcato sulla fregata corazzata Principe di Carignano, meritando la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Ebbe numerosi imbarchi: da Capitano di Fregata fu in comando dell’avviso Vedetta (1885-1886), da Capitano di Vascello delle corazzate Lepanto(1891- 1894) e Andrea Doria (1894-1896), compiendo molteplici missioni all’estero. Fu addetto navale a Londradal 1889 al 1891. Promosso Contrammiraglio nel 1896, assunse il comando superiore del Corpo dei Reali Equipaggi (CRE) fino al 1897, quando fu nominato direttore generale dell’arsenale del 2° Dipartimento Militare Marittimo di Napoli. Nel marzo 1899 assunse il comando della Divisione Navale dell’Estremo Oriente, poco dopo la crisi di Sun Mun, raggiungendo le acque cinesi con l’ariete torpediniere Stromboli, in un periodo di forte tensione con le autorità dell’Impero. La sua opera fu improntata a grande abilità diplomatica e moderazione, sicché la crisi fu superata senza conseguenze; nel maggio 1900 rimpatriò con  la pirofregata a elica Carlo Alberto. Ritornò alla direzione generale dell’arsenale di Napoli e quindi assunse l’incarico di comandante dell’Accademia Navale. nel marzo del 1904, a seguito della crisi in Estremo Oriente iniziata con la guerra russo-giapponese, fu nuovamente inviato in Cina al comando della Divisione Navale colà destinata, permanendovi un anno. Promosso Viceammiraglio nel giugno 1905 fu comandante in capo in successione dei dipartimenti militari marittimi di Taranto, di Napoli, di Spezia e dal 1908 al 1910 fu comandante in capo della Squadra del Mediterraneo. Terminò la carriera come presidente del Consiglio Superiore di Marina nel 1911. Nominato senatore del Regno nel 1911, si spense a Napoli il 22 marzo 1915. fotografia formato gabinetto. Fotografo: Bettini – Livorno. Datata 4 settembre 1893. 

Arc. 3365: Regia Marina: Giustini Emanuele in grande uniforme invernale da Capitano di Vascello ( 16 gennaio 1847 – 19..). Allievo alla Scuola di Marina nel 1862, ne uscì Guardiamarina di 2^ Classe nel 1864. Guardiamarina di 1^ Classe l’8 gennaio 1865 entrò nello Stato Maggiore di Marina. Al 2° Dipartimento di Marina aggregato al 1° il 19 gennaio 1865, fu Sottotenente di Vascello il 10 luglio 1866. Tenente di Vascello il 25 novembre 1872, venne assegnato al 2° Dipartimento il 1° agosto 1876. Promosso Capitano di Corvetta il 22 settembre 1884, fu vice direttore agli armamenti del 2° Dipartimento. Capitano di Fregata il 1° luglio 1888, fu comandante locale di Marina a Massaua in Eritrea e comandante della Corvetta Garibaldi dal 18 luglio al 4 ottobre 1889 per poi passare al comando dell’Avviso Archimede fino al 9 marzo 1890. Comandante dell’incrociatore Mozambano il 26 ottobre 1890, venne promosso Capitano di Vascello il 23 luglio 1891. Comandante della Scuola Allievi Macchinisti dal 16 febbraio 1891 al 16 febbraio 1897, fu Direttore degli armamenti del 2° Dipartimento di Napoli dal 25 giugno 1891 al 23 agosto 1892. Comandante dell’Ariete Torpediniere Piemonte l’11 settembre 1892, passò al comando dell’Ariete Torpediniere Fieramosca il 14 maggio 1893. Direttore di Artiglieria e armamenti a Taranto il 27 settembre 1893, fu facente funzioni Direttore Generale dell’Arsenale del 2° Dipartimento dal 1° luglio al 1° settembre 1900 poi Direttore di Artiglieria e Armamenti del 2° Dipartimento fino al 14 novembre 1901. Contrammiraglio in Riserva dal 18 agosto 1902 al 29 aprile 1915. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Russo – Napoli.

Arc. 3366: Regia Marina: Giustini Emanuele in grande uniforme invernale da Capitano di Vascello ( 16 gennaio 1847 – 19..). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: F.lli Russo – Napoli. 

Arc. 3390: Armani Luigi in grande uniforme invernale da Capitano di Vascello (Parma, 22 maggio 1845 – Roma, 18 luglio 1909). Entrò alla Scuola di Marina di Genova nel 1858, previo assenso del duca di Parma conseguente all’arruolamento nella forza armata di uno stato estero, venendo nominato Guardiamarina nel 1863. Fu lungamente imbarcato: tra gli imbarchi più significativi, nel 1868 da Sottotenente di Vascello, ufficiale addetto alle artiglierie sul vascello a elica Re Galantuamo, nel 1870 Tenente di Vascello comandante del trasporto a ruote Laguna e successivamente, nel 1881, della torpediniera Avvoltoio, la prima tipo Yarrow a entrare in servizio nella Regia Marina; da Capitano di Fregata, nel 1886, il comando del trasporto a elicaEuropa e successivamente della cannoniera Sebastiano Veniero, stazionaria nell’America del Sud. Nelle destinazioni a terra, di particolare impegno quelle a carattere scientifico e tecnico relative al Servizio Artiglieria e torpedini presso il Dipartimento Militare Marittimo di Genova nel 1866 – 67, dal 1872 al 1874 il comando del balipedio di Viareggio e nel 1880 la carica di relatore della Commissione permanente per il materiale da guerra. Nel 1889 a domanda fu trasferito nella Riserva navale, dove nel settembre del 1898 conseguì la promozione a Capitano di Vascello. Lasciata la Marina, ebbe importanti incarichi nella società Ansaldo di Genova, che nel 1894 lo inviò in Giappone e quindi in Cina con l’incarico di promuovere in quelle nazioni l’attività della ditta; rimase in Estremo Oriente per cinque anni, divenendo anche, negli ultimi tempi, consigliere e segretario privato del ministro cinese dell’industria, che seguì a Parigi quando fu colà destinato presso l’ambasciata di Cina. Nel 1904 fu nominato per conto del governo belga ispettore di stato del Congo, occupando nella gerarchia di quel Paese una delle massime cariche governative. Nel corso della sua carriera in Marina e nell’industria scrisse numerose opere di argomento tecnico e di esperienza di vita. Fotografia formato 10 x 9,5. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 3380: Armani Luigi in uniforme sconosciuta (Parma, 22 maggio 1845 – Roma, 18 luglio 1909). Fotografia formato 17,5 x 12. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 3335: Regia Marina: Capitano di Vascello in uniforme ordinaria invernale. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: F. Pesce – Napoli. Datata 24 gennaio 1891.

Arc. G4: Regia Marina: Pastorelly Alberto in grande uniforme da Capitano di Vascello Capo di Stato Maggiore (Marsiglia, 6 giugno 1858 – S. Tropez – Var 1932). Guardiamarina il 30 novembre 1876, venne promosso Sottotenente di Vascello il 2 ottobre 1880. Tenente di Vascello il 13 dicembre 1885, ottenne il grado di Capitano di Corvetta il 23 febbraio 1896, fu Capitano di Fregata il 17 dicembre 1899 e Capitano di Vascello comandante CREM il 16 luglio 1904. Al comando della Nave Carlo Alberto l’8 febbraio 1906, passò a comandare la Nave Garibaldi il 27 maggio 1906 e fu Capo di Stato Maggiore del Comando S/Ord. del Mediterraneo dal 7 giugno 1906 al 19 gennaio 1908. Passato al 1° Dipartimento Marittimo venne promosso Contrammiraglio e Direttore dell’Arsenale di Spezia il 5 febbraio 1911. Comandante Marittimo della Piazza della Maddalena il 24 settembre 1911, tornò a Spezia come Direttore dell’Arsenale dal 1912 all’11 novembre 1913. Dal 16 giugno al 1° novembre 1913 fu anche Comandante del Dipartimento Marittimo di Spezia e il 4 marzo 1915 venne collocato in Riserva. Viceammiraglio il 3 febbraio 1918, ottenne il grado di Viceammiraglio di Squadra il 1° dicembre 1923 e quello di Ammiraglio di Squadra l’8 giugno 1926. Fotografia formato 23,5 x 17. Fotografo: M. Rosselli & C. – Spezia.

Arc. G4: Regia Marina: Santini Felice in grande uniforme da Colonnello Medico (Roma, 15 maggio 1850 – Roma, 21 novembre 1922). Entrò in Marina nel 1873 con il grado di medico di corvetta di 2^ classe. Nel 1879, medico di 1^ classe, partecipò, a bordo della pirofregata a elica Garibaldi al comando del Capitano di Vascello Costantino Morin, al viaggio di circumnavigazione del globo, che impegnò la nave per tre lunghi anni. In particolare, durante la permanenza sulle coste dell’America meridionale dell’Oceano Pacifico nel corso della guerra fra Cile, Perù e la Bolivia, prestò abilmente la sua opera di chirurgo ai feriti delle nazioni belligeranti e diede piena assistenza sanitaria ai molti profughi e connazionali colà residenti coinvolti negli eventi bellici. Per i servizi prestati in quella circostanza fu nel 1884 premiato all’esposizione internazionale di Londra, e di quel lungo viaggio lasciò un prezioso volume nel quale raccolse le più importanti notizie storiche etnografiche e scientifiche relative ai popoli e ai Paesi visitati. Direttore del Lazzaretto di Poveglia nel 1888, quando infieriva il colera a Venezia, meritò la lode e l’approvazione del suo operato dalle autorità cittadine, e nel 1890, medico di 2^ classe, fu relatore al Congresso internazionale medico di Berlino, da cui riportò onori e un encomio; al rientro in Italia diede alle stampe un rapporto sulle discussioni e gli interventi a tale congresso. Nel 1893, medico capo di 1^ classe, diresse l’ospedale principale marittimo di Napoli e quindi quello di Venezia, e nel 1900, Colonnello medico, lasciò il servizio attivo per malattia. Animato da amor patrio, allo scoppio della guerra italo – turca volle riprendere servizio (1912) e, promosso Maggior Generale nella Riserva, cooperò attivamente all’organizzazione delle infermerie sulle navi ospedale. Nel 1912 fu nominato senatore del Regno, partecipando attivamente alla vita politica. Morì a Roma il 21 novembre 1922. Fotografia formato 24 x 17. Fotografo: Forlivesi – Roma. Autografa e datata Roma marzo 1905. 

Onorificenze

   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
 
   Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
 
   Cavaliere dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
 
   Grande Ufficiale dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro

Arc. 664: Regia Marina: Capitano di Vascello Capo di Stato Maggiore in uniforme ordinaria invernale. Fotografia CDV. Fotografo: A. Testa – Genova. 

Arc. 3076: Viale Leone in uniforme di gala da Capitano di Corvetta (Ventimiglia, 24 agosto 1851 – Genova, 2 febbraio 1918). Ammesso alla Scuola di Marina di Genova nel 1866, conseguì la nomina a Guardiamarina nel 1871. Imbarcò sulla corvetta di primo rango a ruote Governolo, che negli anni 1872-1874 effettuò una campagna in Estremo Oriente. Fu poi imbarcato a lungo su unità corazzate, conseguendo l’idoneità al servizio artiglieria e al materiale delle armi subacquee. Promosso Tenente di Vascello nel 1883, espletò il comando su torpediniere; dal 1886 al 1890 fu Ufficiale d’Ordinanza Effettivo di Tomaso di Savoia duca di Genova e quindi ufficiale d’Ordinanza Onorario. Capitano di Corvetta nel 1891 e Capitano di Fregata nel 1897, continuò gli imbarchi; negli anni 1901- 1903 ebbe il comando dell’ariete torpediniere Umbria, impegnato in una lunga campagna in America centrale e meridionale, nel corso della quale fu encomiato per aver assolto brillantemente il comando e diverse missioni diplomatiche di cui fu incaricato. Nel 1903 – 1904 fu comandante della corazzata Regina Margherita. Dal 1904 al 1905 fu promo Aiutante di Campo Effettivo dell’Ammiraglio Tomaso di Savoia duca di Genova. Promosso Contrammiraglio nel 1906, fu comandante superiore del Corpo Reale Equipaggi (1906-1907) e direttore generale del servizio militare e scientifico (1907-1908). Quale comandante della Divisione volante (1908-1909), con insegna sulla corazzata Regina Elena, prese parte alle operazioni di soccorso alle popolazioni di Messina e Reggio Calabria, colpite dal disastroso terremoto, ricevendo per la proficua opera prestata la Medaglia d’Oro di Benemerenza. Dopo il comando della Divisione Navale fu nuovamente Direttore Generale del servizio militare e scientifico e nel 1911, promosso Viceammiraglio, assunse l’incarico di comandante in capo del Dipartimento e della Piazza marittima di Spezia. Nel corso della guerra italo-turca (1911-1912), fu comandante in capo della 2^ Squadra e dopo poco tempo assunse il comando in capo delle Forze Navali Riunite con insegna sulla corazzata Vittorio Emanuele e poi sulla corazzata Regina Elena. Ricevette per il modo con il quale assolse il comando la decorazione di Grande Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia, in particolare per aver costretto entro i Dardanelli la flotta turca, impedendone il contrasto alle nostre operazioni in Egeo, in Cirenaica e Tripolitania. nel 1913, quando lasciò il comando in capo fu nominato senatore del Regno. Nell’agosto 1914, a primo conflitto già in atto, fu nominato Ministro della Marina, carica che tenne fino al settembre 1915, quando si dimise per difformità di vedute circa la condotta della guerra con il comandante in capo delle forze navali mobilitate, Luigi di Savoia duca degli Abruzzi. Ritornò a Spezia comandante in capo del Dipartimento marittimo e della piazza, carica che tenne fino al collocamento in ausiliaria nel giugno 1916. In riconoscimento dei servizi resi, il re Vittorio Emanuele III gli conferì il titolo di conte. Fotografia formato 12,7 x 8,7. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze italiane

   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  
   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
  
   Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
    16 marzo 1911
   Medaglia Mauriziana
  
   Croce d’oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di     servizio
  
   Medaglia d’onore d’oro per lunga navigazione marittima (20 anni)
  
   Medaglia commemorativa delle Campagne d’Africa
  
   Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
  
   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia
  

Onorificenze straniere

   Ufficiale dell’Ordine al Merito di San Michele (Regno di Baviera)
  
   Cavaliere dell’Ordine reale di Alberto di Sassonia (Regno di Sassonia)

Arc. 3336: Regia Marina: Capitano di Corvetta in grande uniforme. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Schemboche – Roma. 1890 ca. 

Arc. G3: Regia Marina: Cagni di Bu Meliana conte Umberto in piccola uniforme invernale da Contrammiraglio Aiutante di Campo del Onorario Re mod. 29 ottobre 1903 (Asti, 24 febbraio 1863 – Genova, 22 aprile 1932). Conseguita con risultati mediocri la licenza ginnasiale ad Asti, alla fine del 1877 entrò nella scuola di marina di Napoli e, dopo il corso triennale, in quella di Genova, uscendone nel 1881 col grado di Guardiamarina. Dopo il primo imbarco sulla corvetta “S. Martino”, compì sulla “Vettor Pisani” un viaggio di circumnavigazione, durato dal marzo 1882 al maggio 1885, al termine del quale fu promosso Sottotenente di Vascello. Dopo aver preso parte alla prima campagna del Mar Rosso (1887-89), durante la quale fu decorato di due medaglie di bronzo, al valor civile e al valor militare, alla fine del 1889 incontrò per la prima volta Luigi Amedeo di Savoia, poi duca degli Abruzzi. Il rapporto si riallacciò nel ’94 quando il Cagni, che nel frattempo era stato due anni a Venezia come aiutante di bandiera dell’Ammiraglio N. Canevaro, ed aveva poi partecipato, dietro sua domanda, alla seconda campagna del Mar Rosso (1892-1894), fu scelto come Ufficiale d’Ordinanza dal duca. Nell’ottobre dello stesso anno iniziò, a bordo dell’incrociatore “Cristoforo Colombo”, comandato dal duca stesso, il suo secondo viaggio di circumnavigazione, che durò fino alla fine del 1896. Il 1897 fu dedicato alla preparazione ed alla attuazione (maggio-settembre) della spedizione al monte Sant’Elia in Alaska; la vetta (m 5514) fu raggiunta il 1º agosto. Il Cagni dovette superare difficoltà per lui del tutto nuove, essendo l’unico della spedizione (tre scienziati e cinque guide valdostane) che non avesse mai compiuto scalate. Nel 1898 il duca degli Abruzzi iniziava la preparazione d’una spedizione nel Mare Artico destinata a raggiungere la più alta latitudine nordica, e gli affidava la parte marinaresca e dell’osservazione scientifica. La spedizione, imbarcatasi ai primi del ’99 sulla baleniera “Stella polare” attrezzata appositamente, dava fondo l’8 sett. 1899 nella baia di Teplitz dell’isola Principe Rodolfo, stabilendovi il campo base. Avendo il duca degli Abruzzi dovuto subire l’amputazione di un dito per congelamento, prese il comando della colonna di slitte, formata da tre gruppi condotti dal Cagni stesso, dal Tenente di Vascello Querini e dal dott. Cavalli Molinelli, che mosse dalla base l’11 marzo 1900. Le eccezionali difficoltà presentate dal pack, rallentando oltremodo la marcia, LO persuasero a rinviare a sud, il 23 marzo, il gruppo Querini (che nel ritorno alla base andò disperso), Poi il 31 marzo il gruppo Cavalli Molinelli. Il gruppo del Cagni (con tre uomini, sei slitte e quarantadue cani), dopo aver dovuto l’11 aprile ridurre le razioni, raggiunse il 25 seguente gli 86º 34’49, nord, che rimasero fino al 1909 la latitudine più alta toccata dall’uomo. Il ritorno al campo base, iniziato lo stesso 25 aprile e concluso il 23 giugno, fu reso difficile dallo sgelo del pack e dalla deriva a sud-est che lo allontanava dalla baia, da incidenti dalle razioni ridottissime, e si concluse con due sole slitte e cinque cani. Ripartita dall’isola Rodolfo il 15 agosto, la spedizione rientrava in Italia il 6 settembre 1900 con una ricca serie di osservazioni e dati scientifici, tra un notevole interesse dell’opinione pubblica. La popolarità del Cagni, cui in ottobre fu conferito il cavalierato dell’Ordine civile di Savoia, fu siglata dalla Canzonedi G. D’Annunzio. Promosso nel febbraio 1902 Capitano di Fregata a scelta eccezionale, concluse il servizio presso il duca degli Abruzzi e venne nominato Aiutante di Campo Onorario del Re; intanto assunse il comando di unità leggere (2ª squadriglia cacciatorpediniere), sulle quali acquistò notevole esperienza di comando e di impiego. Nel 1906 il duca degli Abruzzi lo richiamò perché partecipasse a una campagna geografica nel massiccio del Ruvenzori. Partita il 16 apr. 1906 da Napoli per Mombasa nel Kenia, la spedizione attraverso l’Uganda meridionale giunse ai primi di giugno a Bujangolo (m 3798), dove fu posto il campo principale. Qui fu raggiunta, con un viaggio solitario e a marce forzate, dal Cagni che era stato colpito da febbri tropicali e bloccato in un ospedale di missionari. Alla rilevazione generale del massiccio ed alla raccolta di dati e di materiale scientifico si unì la scalata delle vette maggiori, cui furono dati i nomi di Margherita (m 5125), Alessandra (m 5119), Umberto (m 4915) e Iolanda (m 4769). Il ritorno in Italia avvenne nel settembre. Promosso nel frattempo Capitano di Vascello, riprese il servizio di imbarco. Nel 1907 ebbe l’incarico dell’allestimento e quindi il comando della corazzata “Napoli”, che tenne fino al 1911. Nel dicembre 1908 la corazzata fu tra le navi inviate in soccorso di Reggio Calabria colpita dal terremoto. Nel 1911 assunse il comando della corazzata “Sicilia”, nave capogruppo della scuola cannonieri, per passare poi al comando della corazzata “Re Umberto” con l’incarico di capo di Stato Maggiore della divisione “Navi scuola”. Dichiarata dal governo italiano la guerra alla Turchia (29 sett. 1911), al comando della “Re Umberto”, fece parte della squadra (sette corazzate) che, diretta dall’Ammiraglio Faravelli, dopo avere intimato il 2 ottobre la resa alla piazza di Tripoli, bombardò nei due giorni seguenti le opere fortificate e procedette all’occupazione della città. Il 5 ottobre, mentre le truppe del 1º scaglione del corpo di spedizione sarebbero partite da Napoli e da Palermo il 9 ottobre e sbarcate l’11, il Cagni ebbe il comando dei reparti di marinai (circa 1.600 con alcuni pezzi da 75 e da 57 da sbarco) che procedettero all’occupazione della città e dei forti. Con i reparti, poi rinforzati il 10 ottobre con altri 8 pezzi d’artiglieria e circa 400 marinai da sbarco, riuscì a resistere e a contrattaccare fino all’arrivo del corpo di spedizione comandato dal Generale Caneva. Per questa operazione fu insignito della Commenda dell’Ordine Militare di Savoia e promosso Contrammiraglio per meriti speciali di guerra. Nel 1912 fu nominato direttore dell’Arsenale di Venezia. Nominato comandante della divisione incrociatori (“Pisa”, “Amalfi”, “S. Giorgio”) di stanza a Taranto, il 31 dic. 1913 venne rimosso dall’incarico e collocato in disponibilità perché ritenuto responsabile del nuovo incaglio del “S. Giorgio” (il precedente era del 1911) a bordo del quale si trovava: provvedimento drastico e senza precedenti, causato dallo scandalo suscitato dalla notizia. Il 10 aprile 1914 però veniva richiamato in servizio con tutti gli onori, e ritornava a dedicarsi all’addestramento della sua divisione, curando in modo particolare l’impiego delle artiglierie, e facendo compiere esercitazioni nel golfo di Taranto e lungo le coste ioniche agli idrovolanti in dotazione. All’entrata in guerra dell’Italia la 4ª divisione fu destinata a Venezia, col compito di appoggiare il piano di attacco e avanzata dell’armata operante nella zona carsica, e al Cagni fu anche affidata, per alcuni mesi, la zona costiera da Grado a Monfalcone. Nell’aprile del 1916 la divisione fu dislocata a Valona, col compito di rafforzare, anche con sbarramenti di torpedini e reti e con postazioni di batterie a terra, la sicurezza della rada. Promosso Viceammiraglio il 1º giugno 1916, fu trasferito come capogruppo alla base di Brindisi; nel febbraio 1917 fu nominato comandante in capo del dipartimento della Spezia. Il 5 nov. 1918 fu incaricato dell’occupazione della piazza marittima di Pola, in ottemperanza a una clausola dell’armistizio. Destreggiandosi tra le difficoltà create dalla smobilitazione austriaca e quelle sollevate dagli Iugoslavi e dalle autorità militari francesi, con trattative con l’Ammiraglio Prika:, ministro della Marina iugoslava, e con l’Ammiraglio M. Koch, facente funzione di comandante della piazza, che obbiettavano i loro poteri in forza della costituzione della nazione iugoslava proclamata il 29 ottobre dal Comitato nazionale di Zagabria, il Cagni riuscì, tra il 5 e il 22, a occupare i forti, le batterie e i depositi di munizioni, e le navi ex austriache, a disarmare e allontanare le truppe ex nemiche, a riorganizzare i servizi e i rifornimenti della città, e a insediare una giunta comunale amministrativa. Dal governo italiano fu nominato cavaliere di gran croce col gran cordone della Corona d’Italia e grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia. Durante la crisi fiumana cercò di persuadere il D’Annunzio, al quale lo legava una lunga amicizia, a trattare col governo italiano. Nominato nel febbraio senatore, tenne dal 1920 al 1922 il comando in capo delle forze navali del Mediterraneo, quindi la presidenza del Consiglio Superiore di Marina sino al 1º ottobre 1923, quando, su domanda, fu collocato a riposo. Sostenitore del regime fascista, dal 1924 al 1929 fu presidente del Consorzio autonomo del porto di Genova, e presiedette la commissione d’inchiesta sulla spedizione Nobile (1928-29), le cui conclusioni furono però molto criticate. Promosso nel 1923 Viceammiraglio d’Armata della riserva navale, e nel 1926 Ammiraglio d’Armata, nel 1929 fu insignito del titolo di conte di Bu-Meliana, la località che aveva difeso contro i Turchi durante l’occupazione di Tripoli. Fotografia formato 14 x 8,7. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

   Grand’Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
    Roma, 5 gennaio 1919
   Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
    Roma, 16 marzo 1913
   Cavaliere dell’Ordine Civile di Savoia
  
   Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  
   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
  
   Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
  
   Croce d’oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 40 anni)
  
   Medaglia d’oro di benemerenza per il terremoto Calabro-Siculo
  
   Medaglia commemorativa delle campagne di Libia
  
   Croce al merito di guerra
  
   Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
  
   Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
  
   Medaglia commemorativa italiana della vittoria
 

Arc. 3337: Regia Marina: Tenente di Vascello in grande uniforme invernale. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: G. Ambrosetti – Torino. 

Arc. 1089: Regia Marina: Sotto Commissario Effettivo del Commissariato in uniforme ordinaria estiva. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: F. Scattola – Venezia. 1895-1900 ca.

Arc. 849: Regia Marina: Tenente Medico in uniforme ordinaria invernale. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: G. Dolcetta – Venezia. 1895 – 1900. 

Arc. 3387: Regia Marina: Guardiamarina in gran montura invernale. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Schemboche – Torino. 1885 ca.

Arc. 3469: Regia Marina: Guardiamarina in gran montura invernale. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Schemboche – Torino. 1885 ca.

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