Garibaldi 1859 – 1882

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Arc. 574: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. Al fondo ” Comperato a Palermo nel 1860″.

Onorificenze

Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
  «Per militari benemerenze in considerazione dei servizi prestati quale     comandante del Corpo Cacciatori delle Alpi, durante l’intera campagna del 1859.»
16 gennaio 1860 R.D. n. 42
Medaglia d'Oro al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’Oro al Valor Militare
  «Per le prove d’intrepidezza e bravura nei combattimenti contro gli austriaci a Varese e Como.»
maggio 1859
Medaglia commemorativa dei 1000 di Marsala - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa dei 1000 di Marsala
Medaglia d'Argento ai Benemeriti della Liberazione di Roma 1849-1870 - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’Argento ai Benemeriti della Liberazione di Roma 1849-1870
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
Cittadinanza Onoraria di San Marino - nastrino per uniforme ordinaria   Cittadinanza Onoraria di San Marino
  24 aprile 1861

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Arc. 1531: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1882: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia formato 9,4 x 12,4. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 573: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: A. Taramelli – Bergamo.

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Arc. 1054: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2570: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1306: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: J. Grillet – Napoli.

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Arc. 386: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: C. Bernieri – Torino.

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Arc. 574: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1012: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Maull & Polyblank – London.

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Arc. 627: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2196: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Fondi – Pistoia.

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Arc. 395: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 395: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2569: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2400: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1870: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1307: Generale Giuseppe Garibaldi a Pisa durante la convalescenza dopo il ferimento di Aspromonte nel 1862. Fotografia CDV. Fotografo: Ing. Muller – Torino.

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Arc. 1871: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 396: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Guigoni & Bossi – Milano.

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Arc. 2429: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 397: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia formato 15 x 18,8. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1055: Generale Giuseppe Garibaldi con le stampelle dopo il ferimento dell’Aspromonte del 29 agosto 1862. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1818: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1793: Stivale usato da Garibaldi sull’Aspromonte il 20 agosto 1862. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Bernieri – Torino.

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Arc. 575: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV da incisione. Fotografo: Sconosciuto. Al fondo ” Garibaldi in America 1856″.

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Arc. 1694: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV da incisione. Fotografo: H. Tournier – Paris.

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Arc. 2567: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV da incisione. Fotografo: J. Deplanque – Paris.

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Arc. 1529: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV da incisione. Fotografo: E. Neudein – Paris.

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Arc. 662: Generale Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, Arcipelago di La Maddalena, 2 giugno 1882). Fotografia CDV da incisione. Fotografo: I. Calzolari – Milano.

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Arc. 646: Generale Giuseppe Garibaldi al Varigliano nel 1862 visitato dal medico inglese Patridge. Fotografia CDV da incisione. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 646: Generale Giuseppe Garibaldi e la famiglia a Caprera. Fotografia CDV da incisione. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1056: Garibaldi ferito sull’Aspromonte il 29 agosto 1862. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 647: Trasporto di Garibaldi ferito ad Aspromonte a Pisa. Fotografia CDV da incisione. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 647: Ufficiali Garidaldini a Caprera. Fotografia CDV da incisione. Fotografo: Bulla Frères – Paris.

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Arc. 942: Battaglia di Mentana 3 novembre 1867. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1931: Capanna di Garibaldi a Pineto di Ravenna. Fotografia formato 7,1 x 11,3. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 275: Domenico Menotti Garibaldi in piccola montura da Maggiore dello Stato Maggiore dell’Esercito Meridionale. (Mostardas, 16 settembre 1840 – Roma, 22 agosto 1903). Nacque il 16 settembre 1840 in un campo militare tra il villaggio di Mustarda e la città di San Simon, nella Repubblica brasiliana di Rio Grande do Sul, da Giuseppe e da Anita Ribeiro. Chiamato Menotti in memoria del patriota modenese giustiziato nel 1831, era il primo dei quattro figli che Garibaldi ebbe da Anita e vide la luce mentre il padre militava nelle truppe riograndensi impegnate a difendere l’indipendenza della neonata Repubblica dalla controffensiva imperiale. Come soldato, già nel 1859 era messo alla prova come guida a cavallo nella campagna di Lombardia; il vero battesimo del fuoco lo riceveva l’anno dopo in Sicilia dove, a Calatafimi, il 15 maggio, riportava anche una leggera ferita alla mano sinistra. Luogotenente nel battaglione (poi I brigata della 15ª divisione) comandato da N. Bixio, attraversava poi lo stretto e risaliva la penisola arrivando a Napoli l’11 settembre; venti giorni più tardi partecipava onorevolmente con il grado di “maggiore comandante del battaglione Bersaglieri della 18ª divisione dell’Esercito meridionale” alla battaglia del Volturno. Nella campagna del 1866 in Trentino, agli ordini del padre, aveva comandato con il grado di tenente colonnello il 9° reggimento volontari nella guerra contro l’Austria e a Bezzecca si era guadagnato la medaglia d’oro e la croce militare di Savoia. Si era dunque completata la sua maturazione di soldato, attestata da una relazione che a fine campagna aveva descritto lui e G. Bruzzesi come “i soli tollerabili fra tutti i comandanti di Reggimento”; ed è comprensibile che nel 1867, con lo stretto controllo cui era sottoposto il padre, toccassero a lui la direzione dei preparativi e, dal 2 ottobre, il comando della spedizione nel Lazio. Il risultato non fu dei più felici: alla testa di una delle tre colonne predisposte per l’invasione, entrato il 5 ottobre in territorio pontificio nei pressi di Montelibretti, si trovò presto in una situazione di stallo e dovette attendere l’arrivo del padre per imprimere maggiore risolutezza a un’avanzata che si sarebbe conclusa il 3 novembre con la sconfitta di Mentana, giunta dopo che un suo ritardo nella marcia aveva consentito ai Francesi di arrivare per tempo sul luogo della battaglia. Ultimo episodio di un’epopea che ne aveva messo in risalto il coraggio e l’irruenza, non certo le capacità tattiche, fu la campagna dei Vosgi cui partecipò tra il 1870 e il ’71 guidando la III brigata dei garibaldini accorsi a difendere la Francia repubblicana dall’invasione prussiana: distintosi a Digione il 21 genn. 1871, pochi giorni prima era stato promosso generale e per breve tempo aveva anche assunto, in assenza del padre, il comando dell’intera spedizione. Militarmente, fu forse la migliore delle sue esperienze, e chi lo rappresentò “freddo e impassibile” sotto il fuoco nemico  segnò la giornata di Digione come il suo punto di massimo avvicinamento al modello paterno. Massone, fu membro della loggia romana “Propaganda massonica” del Grande Oriente d’Italia. Divenne deputato alla Camera nei collegi di Velletri e di Roma per otto legislature, dal 1876 fino al 1900. Si sposò con Italia Bidischini dall’Oglio e ne ebbe sei figli. Morì a Roma, per aver contratto la malaria, all’età di 62 anni, ma le sue spoglie furono trasportate nella tomba di famiglia, nota anche come Tomba di Menotti Garibaldi. Era infatti stata fatta costruire da lui stesso nell’odierna frazione Carano Garibaldi, all’epoca nel comune di Velletri, oggi in quello di Aprilia. Gli furono tributati solenni funerali di Stato a cui partecipò in qualità di ammiratore del padre Giuseppe anche Gabriele D’Annunzio e ai quali si associò ufficialmente il governo francese. A Velletri è ancora ricordato per aver dato importanza alla cittadina, facendovi spostare o riuscendo a mantenervi sedi di organi statali e per aver fondato la “Cantina sperimentale del vino di Velletri”. Prese in enfiteusi perpetua una vasta tenuta dell’Agro Romano (oggi Aprilia), idea che anni prima era stata proposta dal padre, ma che allora non aveva trovato seguito, divenendo un apprezzato imprenditore agricolo. Fotografia CDV. Fotografo: A. Bernoud – Napoli. 1860 ca.

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’oro al valor militare
«Spiegò capacità ed intelligenza rimarchevole durante la campagna conducendo il proprio reggimento in delicate ed importanti operazioni ; si segnalò per colpo d’occhio pari alla risoluzione ed al valore nel combattimento il cui successo gli fu in gran parte dovuto. Bezzecca, 21 luglio1866»
Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Legion d’onore (Francia)
  Digione, 1870
Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala
  «Ai prodi cui fu duce Garibaldi»
Palermo, 21 giugno 1860

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Arc. 2570: Domenico Menotti Garibaldi in piccola montura da Generale della III Brigata Garibaldino durante la campagna dei Vosgi della guerra franco-prussiana del 1870/71 (Mostardas, 16 settembre 1840 – Roma, 22 agosto 1903). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1212: Domenico Menotti Garibaldi (Mostardas, 16 settembre 1840 – Roma, 22 agosto 1903). Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Alinari – Firenze.

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Arc. 1960: Domenico Menotti Garibaldi (Mostardas, 16 settembre 1840 – Roma, 22 agosto 1903). Fotografia formato gabinetto 16,7 x 11. Fotografo: Sconosciuto. Al retro ” Menotti Garibaldi – Memoria dell’amata Giorgina – La tua Anna si ricorda di te”.

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Arc. 2566: Domenico Menotti Garibaldi (Mostardas, 16 settembre 1840 – Roma, 22 agosto 1903). Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Alinari – Firenze.

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Arc. 2400: Domenico Menotti Garibaldi (Mostardas, 16 settembre 1840 – Roma, 22 agosto 1903). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 307: Menotti e Ricciotti Garibaldi. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Bernieri – Torino. 1860 ca.

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Arc. 309: Menotti Garibaldi (Montevideo, 24 febbraio 1847 – Riofreddo, 17 luglio 1924). Nato in Uruguay, Ricciotti trascorse l’infanzia tra Nizza, Caprera e l’Inghilterra. Quarto figlio dell’Eroe dei due mondi, venne così chiamato in ricordo di Nicola Ricciotti, fucilato dai borbonici nel corso della spedizione dei Fratelli Bandiera. Sposò l’inglese Harriet Constance Hopcraft (1853-1941), con la quale tentò sfortunate imprese commerciali in America ed in Australia. Fu eletto membro della Camera dei deputati del Regno d’Italia dal 1887 al 1890. Dopo l’unità d’Italia, Ricciotti andò a vivere assieme al padre sull’isola di Caprera. Qui conobbe Bakunin, che fu ospite di Garibaldi per quattro giorni a Caprera nel 1863. Dal 1865 si stabilì a Napoli, iniziando a propagandare idee repubblicane e libertarie. Nel marzo 1864, assieme al fratello Menotti, il giovane Ricciotti accompagnò il padre nel suo viaggio in Inghilterra, durato circa due mesi, in quella che fu la sua prima comparsa pubblica. Arruolatosi nelle Guide a cavallo del corpo dei volontari garibaldini, prese parte nel 1866 alla terza guerra d’indipendenza. Ricevette il battesimo del fuoco durante la battaglia di Bezzecca, guidando una carica contro gli austriaci e portando la bandiera del reggimento. L’anno successivo, sempre a seguito del padre, partecipò al fallito tentativo di conquistare Roma, combattendo il 26 ottobre 1867 alla conquista di Monterotondo e nella Battaglia di Mentana al comando di uno squadrone di Guide a cavallo. Nel 1867 Ricciotti, con Raffaele Piccoli, Giuseppe Foglia e Antonio Miceli aderì ad un movimento filo-repubblicano guidato in Calabria da un vecchio garibaldino, l’avvocato Giuseppe Giampà, che aveva dato nascita al foglio politico “La luce calabra”, propugnante fortemente l’ideale repubblicano. Il movimento sostenne, tra il 6 e 7 maggio 1870, il tentativo di fondare la repubblica libertaria, di ispirazione bakunista di Filadelfia, nei territori compresi fra Filadelfia, Maida, Curinga che, tuttavia, venne stroncato incruentemente dall’arrivo delle truppe del Regio Esercito con l’arresto dei principali capi dopo pochi giorni. Ricciotti, sfuggito all’arresto, tentò un’ultima difesa occupando temporaneamente Monterosso Calabro, prima che il movimento venisse definitivamente disperso a seguito di uno scontro a Cortale; quindi si nascose a Cortale presso il massone e liberale Antonio Cefaly che lo convinse a desistere dal proseguire la lotta. Sebbene l’attività del piccolo movimento repubblicano si fosse esaurita presto, l’episodio ebbe echi giudiziari e parlamentari rilievanti. Nell’ottobre 1870, seguendo il padre, partecipò alla Guerra franco-prussiana, combattendo nei Vosgi, dove occupò Châtillon comandando la 4ª brigata di volontari garibaldini e conquistò a Pouilly, durante la battaglia di Digione, la bandiera del 61º reggimento tedesco Pomerania, l’unica bandiera prussiana presa durante la guerra, terminata con la sconfitta francese. Alla firma dell’armistizio franco prussiano, la municipalità di Lione gli offrì il comando della guardia nazionale cittadina, incarico che rifiutò su suggerimento del padre, memore delle incomprensioni avute a Montevideo comandando come straniero truppe patriottiche, portandosi a Parigi per osservare lo svolgersi delle vicende della Comune di Parigi (1871). Il suo impegno rivoluzionario proseguì quando Giuseppe Garibaldi ruppe definitivamente con Mazzini, prendendo posizione favorevole verso la Prima Internazionale dei lavoratori e nel novembre 1871 Ricciotti era a Londra dove visitò Karl Marx e nella sua casa incontrò anche Engels. La sua popolarità fra circoli operai e anarchici aumentava e, dopo la morte di Giuseppe Mazzini, assieme a qualche mazziniano ed a qualche garibaldino, fondò, nell’agosto 1872, riunendo 300 persone al teatro Argentina, l’associazione dei Franchi cafoni o “associazione dei Liberi Cafoni”, denominazione con richiami contadini, e probabilmente di ispirazione bakuniana con cui avrebbe voluto riunire i democratici italiani per organizzare la “democrazia pura”. Il nome dell’organo di stampa del movimento: “Spartacus” è indicativo dei propositi rivoluzionari dell’associazione, che tra i suoi obiettivi poneva quello del suffragio universale. L’associazione ben presto assunse i caratteri di associazione di ideali socialisti finendo in poco tempo per essere disciolta dalla questura romana. Nel 1874 si sposò con l’inglese Constance Hopcraft trasferendosi per 7 anni in Australia dove nacque il figlio Peppino. Nel 1897 combatté in Grecia nella battaglia di Domokos, dove i garibaldini si sacrificarono lasciando sul campo, tra gli altri, il deputato repubblicano Antonio Fratti, per coprire la ritirata all’esercito greco, e nel 1912 a Drisko, al comando di un corpo di camicie rosse, combattendo in difesa della Grecia contro l’Impero ottomano. Convinto interventista, non partecipò direttamente -ormai non più giovane- alla prima guerra mondiale, animando, tuttavia, il fronte interno. Successivamente, nei primi anni del dopoguerra, manifestò il suo appoggio all’impresa dannunziana, offrendosi per supportare con i suoi uomini l’estensione al Montenegro delle vocazioni espansionistiche dei legionari fiumani. Aderì al fascismo, ricevendo personalmente Benito Mussolini, conosciuto durante il periodo irredentista, in occasione di una sua visita a Caprera il 10 giugno 1923. Fotografia CDV. Fotografo: Duroni & Murer – Milano. 1864 ca.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
   12 giugno 1861
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre         d’Indipendenza
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia

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Arc. 2693: Menotti Garibaldi (Montevideo, 24 febbraio 1847 – Riofreddo, 17 luglio 1924). Fotografia CDV. Fotografo: Stortz – Liverpool. 1864 ca.

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Arc. 2568: Teresa Garibaldi, nota anche con il soprannome di Teresita (Montevideo, 22 febbraio 1845 (altre fonti riportano il 22 marzo – Caprera, 5 gennaio 1903). Nasce a Montevideo, vivendo presso Calle del Porton e ricevendo il nome di Teresa in onore della sua madrina, Teresa Barona (o Grondona) grande amica di Garibaldi, e in ricordo di una sorella paterna morta in giovane età a causa di un incendio. Verrà battezzata insieme al fratello Ricciotti il 28 marzo 1847. Teresita rientra in Europa insieme alla madre e ai due fratelli nel 1848, partendo ai primi di gennaio da Montevideo e sbarcando il 2 marzo a Genova dove Anita, accolta da una folla festante, tenne un breve discorso per giungere poi a Nizza l’8 dello stesso mese; qui Teresa ebbe modo di affezionarsi alla nonna Rosa Raimondi, e nello stesso anno, apprese della morte della madre, venendo in seguito accudita dai coniugi Desideri (talvolta riportati come Deideri, Deyderi o Deidery) dimostrando un carattere vivace e scontroso, simile a quello di Anita. Nel settembre 1859 aveva accompagnato il padre a Ravenna per recuperare il corpo della madre che verrà poi sepolto a Nizza. A dodici anni si riunisce a Caprera al padre, da cui viene abbastanza vezzeggiata, anche se l’ambiente prettamente maschile la porta a condurre una vita piuttosto austera; probabilmente per questi motivi si sposa giovanissima (16 anni) con Stefano Canzio, ufficiale garibaldino conosciuto mentre si prendeva cura dei feriti della spedizione dei Mille, le nozze hanno luogo il 25 maggio 1861 nell’isola, e poi nella chiesa della Maddalena a Genova, cerimonia durante la quale riceve quale regalo di nozze da parte di re Vittorio Emanuele II una collana di pietre preziose. Da questo momento la sua vita alterna periodi trascorsi a Caprera (anche dopo la morte del padre) con altri vissuti a Genova, città della famiglia del marito; avrà sedici figli, dodici dei quali raggiungeranno l’età adulta. Nel 1867 fuggì da Caprera, bloccata dalla Regia Marina, per raggiungere il padre e il marito e fu iniziata in massoneria da suo padre; nell’estate dello stesso anno aiutò Garibaldi nella preparazione della spedizione nell’Agro romano che doveva poi portare alla battaglia di Mentana. Muore a 58 anni avendo trascorso i suoi ultimi anni a La Maddalena; è l’unica dei figli di Giuseppe e Anita a riposare nel piccolo cimitero di famiglia di Caprera. Fotografia CDV. Fotografo: A. Duroni – Milano.

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Arc. 1871: Teresa Garibaldi, nota anche con il soprannome di Teresita (Montevideo, 22 febbraio 1845 (altre fonti riportano il 22 marzo) – Caprera, 5 gennaio 1903).

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