Casa Imperiale francese

 

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Arc. 14: Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, meglio noto con il nome di Napoleone III (Parigi, 20 aprile 1808 – Chislehurst, 9 gennaio 1873). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1872 ca.

 

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Arc. 33: María Eugenia Ignacia Augustina de Palafox y Portocarrero de Guzmán y Kirkpatrick, nota come Eugenia de Montijo (Granada, 5 maggio 1826 – Madrid, 11 luglio 1920), diciannovesima contessa di Teba e decima contessa di Montijo, fu imperatrice consorte dei Francesi dal 1853 al 1870. Fotografia CDV. Fotografo: Levitsky -Parigi. 1870 ca.

 

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Arc. 105: Girolamo Bonaparte (Ajaccio, 15 novembre 1784 – Villegénis, 24 giugno 1860) fu re di Vestfalia (1807 – 1813), principe di Montfort (1816 – 1860) e Maresciallo di Francia dal 1850. Era figlio del generale Carlo Maria Bonaparte e di Maria Letizia Ramolino, ed ultimo fratello di Napoleone Bonaparte. Fotografia formato gabinetto 11 x 16,5. Fotografo: Montabone – Torino.

 

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Arc. 115: Napoleone Giuseppe Carlo Bonaparte detto Gerolamo (Jérôme) oppure Plon Plon (Trieste, 9 settembre 1822 – Roma, 17 marzo 1891). Fotografia CDV. Fotografo: Boglioni – Torino. 1865 ca.

 

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Arc. 74: Napoleone Giuseppe Carlo Bonaparte detto Gerolamo (Jérôme) oppure Plon Plon (Trieste, 9 settembre 1822 – Roma, 17 marzo 1891). Fotografia CDV. Fotografo: Disderi – Parigi. 1865 ca.

 

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Arc. 117: Enrico Eugenio Filippo Luigi d’Orléans, duca d’Aumale (Parigi, 16 gennaio 1822 – Lo Zucco, 7 maggio 1897). Enrico d’Orléans era figlio di Luigi Filippo d’Orléans (1773-1850), al tempo della sua nascita duca di Chartres, e della principessa Maria Amalia di Borbone-Napoli (1782-1866). Nel 1830 suo padre divenne re di Francia con il nome di Luigi Filippo I. Enrico è stato un militare durante il regno del padre, e dopo l’abdicazione di Luigi Filippo (24 febbraio 1848) è stato un rappresentante della monarchia costituzionale e il capo della fazione orléanista tesa a perseguire il ritorno della Casa d’Orléans al potere in Francia. All’età di otto anni ereditò una grande fortuna: le proprietà e i capitali dell’ultimo Principe Condé di cui era figlioccio. Fu educato dai genitori con grande semplicità. Studiò al Lycée Henri-IV. All’età di 17 anni entrò nell’esercito col grado di capitano e si distinse nelle campagne di Algeria, legando il suo nome alla conquista della smala di Abd el-Kader (maggio 1843). Governatore d’Algeria nel 1847, si rifugiò in Inghilterra dopo la rivoluzione che rovesciò Luigi Filippo. Si dedicò a studi storici e militari. Come capo della Casa d’Orléans polemizzò con Napoleone III che aveva criticato gli Orléans. Visse spesso in Italia, dove possedeva a Palermo il Palazzo d’Orléans e nei pressi il feudo dello Zucco; il palazzo d’Aumale, a Terrasini è attualmente la sede del Museo Regionale di Storia Naturale. Allo scoppio della Guerra franco-prussiana (1870) si offrì volontario nell’esercito francese, ma la sua offerta fu declinata. Dopo la Battaglia di Sedan tornò in patria, fu eletto deputato dell’Oise e membro dell’Académie française succedendo a Charles de Montalembert. Nel 1873 riottenne il grado di Generale di divisione e presiedette la corte marziale che condannò a morte François Achille Bazaine. Dopo essere stato nominato comandante del VII corpo d’armata a Besançon, nel 1879 si ritirò dalla vita politica e divenne ispettore-generale dell’esercito. Nel 1883 venne congedato dall’esercito, come tutti i discendenti delle antiche case regnanti francesi. In base alla legge del 23 giugno 1886, come tutti gli appartenenti alle case reali, gli fu vietata l’assunzione di cariche pubbliche; la protesta col presidente Jules Grévy si risolse in un secondo esilio che durò trentadue mesi, fino al marzo 1889. La revoca dell’esilio fu giustificata dall’aver donato nel 1884 il castello di Chantilly, perfettamente restaurato, il relativo parco con scuderie, e una raccolta di quasi mille dipinti di autori famosi, libri antichi e incunaboli (già posseduti da Gaetano Melzi) e numerose altre opere d’arte al Musée Condé. Morì quello stesso anno nel feudo dello Zucco (vicino al territorio di Giardinello), in Sicilia e fu seppellito a Dreux, nella cappella degli Orléans. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 118: Luigi Filippo Alberto d’Orléans (Parigi, 24 agosto 1838 – Stowe House, 8 settembre 1894). Era il primogenito di Ferdinando Filippo d’Orléans e di sua moglie, Elena di Meclemburgo-Schwerin. I suoi nonni paterni erano Luigi Filippo I, re dei francesi, e Maria Amalia di Borbone-Due Sicilie; i suoi nonni materni erano Federico Ludovico di Meclemburgo-Schwerin e Carolina Luisa di Sassonia-Weimar-Eisenach. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 128: Luigi Filippo Alberto d’Orléans conte di Parigi (Parigi, 24 agosto 1838 – Stowe House, 8 settembre 1894) e suo fratello Roberto d’Orléans (Parigi, 9 novembre 1840 – Saint-Firmin, 5 dicembre 1910) Duca di Chartres in uniforme da ufficiali dell’esercito dell’Unione durante la guerra civile americana (1861 – 1865). Fotografia CDV. Fotografo: E. Antony – New York. 1861 ca.

 

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Arc. 130: Roberto d’Orléans ( Parigi, 9 novembre 1840 – Saint-Firmin (Alte Alpi), 5 dicembre 1910) Duca di Chartres in uniforme da Capitano dell’esercito dell’Unione durante la guerra civile americana (1861 – 1865). Secondo figlio di Ferdinando Filippo d’Orléans, a sua volta figlio di Luigi Filippo re dei Francesi, e di Elena di Meclemburgo-Schwerin, è il fratello di Filippo VII, Conte di Parigi e Pretendente unionista al Trono di Francia e di Navarra. Rimase orfano di entrambi i genitori molto presto: suo padre nel 1842 e sua madre nel 1858. Durante l’infanzia e l’adolescenza, lui e suo fratello maggiore sono stati principalmente accuditi dai nonni, il re Luigi Filippo e della regina Maria Amalia di Borbone-Due Sicilie. Ha seguito il resto della famiglia Orléans in esilio dopo la rivoluzione del 1848. Suo nonno abdicò in favore di suo fratello il 24 febbraio. Come risultato, la madre di Roberto, Elena, si presentò davanti alla camera dei deputati per proclamare il diritto al trono del figlio maggiore e nominare se stessa reggente, accompagnata da suo cognato, il Duca di Nemours e i suoi figli. Tuttavia, Ledru-Rollin, Crémieux e Lamartine, rovinarono i suoi piani e istituirono la Seconda Repubblica francese. Elena e i suoi figli lasciarono così la Francia per la Germania, mentre Luigi Filippo e il resto della famiglia reale si trasferirono nel Regno Unito. Lì si stabilirono a Claremont, proprietà del re Leopoldo I del Belgio. Inviato a Torino per l’addestramento militare poco dopo la morte di sua madre, il duca di Chartres è diventato un ufficiale dei dragoni piemontesi e combatté nelle guerre di unificazione italiana dal lato della Francia e di Casa di Savoia. Ha in particolare combattuto alla battaglia di Palestro, per la quale è stato insignito dal re Vittorio Emanuele II. Nel 1861, Chartres ha combattuto al fianco di suo fratello in un’altra guerra: la guerra civile americana, dove fu nominato capitano. Servì come assistente aiutante generale nello staff del comandante dell’armata del Potomac, il maggiore generale George B. McClellan. Prestò servizio nella Battaglia di Gaines’ Mill il 27 giugno 1862 e si dimise dall’esercito dell’Unione il 15 luglio 1862. Durante il loro soggiorno negli Stati Uniti, i principi sono stati accompagnati dal loro zio, il principe di Joinville. Tornando in Europa, il Duca di Chartres decise di sposarsi, ma, in qualità di membro in esilio di una casa reale, considerato illegittimo dalla maggior parte delle dinastie regnanti del continente, scoprì che non sarebbe stato in grado di sposare una principessa straniera. Sposò, l’11 giugno 1863 nella chiesa di St Raphael a Kingston upon Thames, Francesca Maria d’Orléans (1844-1925), figlia di suo zio il principe di Joinville e di Francesca di Braganza. Hanno comprato e vissuto in una casa a Ham. Trovandosi a Bruxelles con gli zii, il Principe di Joinville e il Duca d’Aumale, al momento della dichiarazione di guerra della Francia alla Prussia nel 1870, il Duca di Chartres chiede senza esitazioni a Napoleone III l’autorizzazione a partecipare al conflitto. Ma il ministro della guerra si oppone e Roberto di Chartres può arruolarsi soltanto dopo la caduta dell’Impero, utilizzando lo pseudonimo di Robert Le Fort con il quale è nominato capo di squadrone dell’armée de la Loire. Terminato il conflitto, è creato cavaliere della Legion d’onore e nel 1871 è inviato dal Governo provvisorio in Algeria per domare una rivolta indigena. Nel 1881, il regime repubblicano, sempre più ostile alle famiglie che hanno regnato sulla Francia, mettono a disposizione il Principe, che è definitivamente radiato dall’Esercito nel 1886 con la promulgazione della Legge d’esilio. Fotografia CDV. Fotografo: John Clarck. 1862 ca.

Onorificenze francesi

Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere della Legion d’onore
— 14 novembre 1871
Medaglia commemorativa della campagna italiana - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa della campagna italiana

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
— 14 settembre 1885
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Carlo III
— 5 marzo 1886
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
 
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della spada - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della spada

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