Alpini 1872 – 1907

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Arc. 3063: Alpini della Milizia Territoriale: Sottotenente in grande uniforme mod. 30 novembre 1882 – 30 dicembre 1885. Fotografia formato 14,6 x 7,5. Fotografo: Pagliano e Ricordi – Milano. 

Generali 1907 – 1920

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Arc. 3051: D’Amico Carlo in uniforme ordinaria da Maggior Generale Comandante della Brigata Basilicata mod. 18 febbraio 1909 (ielsi, 1857 – Torino 1914). Allievo Ufficiale l’8 gennaio 1876, venne promosso Sottotenente di Fanteria il 31 luglio 1879. Tenente nel 1° Reggimento Fanteria il 25 dicembre 1881, fu Insegnante presso la Scuola Militare di Modena e nel 1887 partì per l’Africa orientale e partecipò alla campagna di quell’anno. Promosso Capitano il 7 ottobre 1887, rientrò in patria e venne destinato allo Stato Maggiore del 7° Corpo d’Armata per poi passare alla Divisione Chieti. Maggiore nel 18° Reggimento Fanteria il 30 gennaio 1896, fu Insegnante alla Scuola di Guerra nel 1897 e, promosso Tenente Colonnello, fu Capo di Stato Maggiore della Divisione Ancona. Colonnello il 5 aprile 1905 fu a Disposizione del Ministero della Guerra e Capo Divisione il 16 luglio 1905. Passato al comando del 45° Reggimento Fanteria passò nel 1910 come Capo di Stato Maggiore al 7° Corpo d’Armata. Maggior Generale il 22 giugno 1911 fu al comando della Brigata Basilicata e successivamente prese parte alla campagna di Libia al comando della 3ì Brigata Speciale meritandosi la Croce di Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia. Fu quindi comandante del Presidio di Tobruk e nel 1913, al rientro in patria, comandò la Brigata Parma. Fotografia formato 14 x 9. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
    

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Arc 2541: Porro dei conti di Santa Maria della Bicocca Carlo in uniforme ordinaria da Tenente Generale in Comando di corpo d’Armata mod. 1916 (Milano, 3 ottobre 1854 – Roma, 19 aprile 1939). Sottotenente di Artiglieria nel 1875, insegnò storia militare all’Accademia Militare di Torino dal 1880 al 1882, frequentò la Scuola di Guerra e passò allo Stato Maggiore per poi insegnare geografia alla Scuola di Guerra. Colonnello nel 1899, comandò il 61° Reggimento Fanteria, e dal 1900 al 1905 fu addetto al Corpo di Stato Maggiore. Sottosegretario alla Guerra nel 1905-06, nello stesso anno divenne Maggior Generale e comandò fino al 1911 la Scuola di Guerra. Tenente Generale nel 1911, comandò la Divisione Militare di Verona, poi quella di Milano, quindi il VI Corpo d’Armata a Bologna. Nel 1915 divenne Sottocapo di Stato Maggiore dell’esercito fino al novembre 1917: ottenne la Croce di Grand’Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia per i servizi resi in guerra. Nel 1916 venne nominato senatore, nel 1919 passò in Posizione Ausiliaria, nel 1923 ebbe il grado di Generale d’Armata, e nel 1932 venne nominato Ministro di Stato. Fu inoltre Presidente della Reale Società Geografica italiana (1915-18), dal 1925 presidente della Casa Umberto I per i Veterani, e Presidente dal 1925 della sezione “Scienze militari”. Nel 1930 venne collocato a riposo. Il Generale era figlio del senatore Alessandro che fu membro del Governo Provvisorio milanese del 1848; nipote di Carlo, prigioniero degli austriaci nel 1848 e da essi ucciso a Melegnano nella ritirata di Milano; Cugino di Gian Pietro, esploratore, ucciso nell’Harrar nel 1895. Fotografia formato 13,8 x 9. Fotografo: H. Manuel.

Onorificenze

Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     28 dicembre 1916
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
     Determinazione ministeriale 4 novembre 1922
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Croce d'oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro con corona reale per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 40 anni di servizio
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria

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Arc. 1746: Porro dei conti di Santa Maria della Bicocca Carlo in uniforme ordinaria da Tenente Generale in Comando di corpo d’Armata mod. 1916 (Milano, 3 ottobre 1854 – Roma, 19 aprile 1939). Fotografia formato 15,5 x 10,5. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 3057: Maggiotto Giovanni in uniforme ordinaria da Maggior Generale  mod. 1916 (Venezia 1857 – 1938). Sottotenente dei Bersaglieri nel 1877, partecipò alla campagna d’Africa del 1885, a quella del 1895-96, a quella del 1911-12 in Libia, da colonnello al comando dell’8° Reggimento Bersaglieri e della posizione di Homs, che fortificò e tenne  contro i tentativi del nemico di riprenderla, guadagnandovi la promozione al grado di Maggior Generale per merito di guerra. Partecipò quindi alla battaglia di Zanzur e all’occupazione del Garian. Rientrato in Italia nel 1914, entrò l’anno seguente in guerra comandando la Brigata Bergamo. L’armistizio lo trovò Tenente Generale Ispettore dell’Aereonautica; di qui passò al Ministero Armi e Munizioni Generale e quindi divenne Generale Ispettore dei Servizi Logistici. Passato in Posizione Ausiliaria nel 1919, ebbe vari incarichi ministeriali; partecipò alla Marcia su Roma e quindi fu per qualche tempo Prefetto del Regno, a Como, a Grosseto, e infine a Girgenti. Nel 1927 raggiunse il grado di Generale di Corpo d’Armata nella Riserva. Fotografia formato 14 x 8,8. Fotografo: Alemanni.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
    
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
 

Arc. 2953: Tomasuolo Eduardo in uniforme ordinaria da Maggior Generale mod. 09 aprile – 15 luglio 1915 (27 aprile 1856 – Napoli 11 aprile 1928). Allievo Ufficiale il 27 aprile 1873, venne promosso Sottotenente nell’11° Reggimento Artiglieria il 19 luglio 1874 poi Tenente nel 6° Reggimento Artiglieria il 26 settembre 1877. Capitano nel 5° Artiglieria il 10 maggio 1883 fu promosso Maggiore nel 4° Artiglieria il 4 luglio 1895. Il 2 febbraio 1902 ottenne il grado di Tenente Colonnello nel 15° e il 19 luglio 1906 venne promosso Colonnello e fu posto al comando del 14° Artiglieria. Il 25 marzo 1909 venne posto in Disposizione e il 22 maggio 1910 fu Direttore di artiglieria ad Alessandria. Il 5 febbraio 1911 fu comandante dell’11° Artiglieria e il 18 maggio 1913 fu collocato in Riserva. Il 9 maggio 1915 venne richiamato e venne promosso Maggior Generale e posto al comando dei Centri di Mobilitazione di Napoli, carica che mantenne fino all’11 maggio 1917. il 18 settembre 1924 venne promosso Generale di Divisione. Fotografia formato 14 x 9. Fotografo Sconosciuto. 

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Arc. G1: Ameglio Giovanni Battista in uniforme ordinaria da Tenente Generale mod. 18 febbraio 1909 – 9 aprile 1915 (Palermo, 29 ottobre 1854 – Roma, 29 dicembre 1921). Allievo alla Scuola Militare il 1° novembre 1872, venne promosso Sottotenente nel 7° Reggimento Fanteria il 23 agosto 1875. Tenente il 21 agosto 1879 ottenne il grado di Capitano il 21 marzo 1886 venendo trasferito in Africa. Maggiore il 31 ottobre 1894 venne trasferito al 49° Reggimento Fanteria il 17 giugno 1897. Tenente Colonnello il 10 agosto 1898 fece parte della spedizione in Cina dal 25 marzo 1902 al 31 maggio 1905 per poi essere promosso Colonnello il 7 febbraio 1904. L’8 giugno 1905 ottenne il comando del 20° Reggimento Fanteria e il 9 giugno 1910 venne promosso Maggior Generale Comandante la brigata Piemonte. Nell’ottobre del 1911 fu comandante della 4^ Brigata Speciale impiegata nella guerra di Libia e il 16 marzo 1912 fu promosso Tenente Generale e gli fu affidato il comando del Corpo di Occupazione a Rodi per poi essere nominato Governatore del Dodecanneso dal 5 maggio 1912 al 14 aprile 1913. Dal 1915 al 5 agosto 1918 fu prima Governatore della Cirenaica e poi anche della Tripolitania. Rientrato in Italia fu Comandante del Corpo d’Armata Territoriale di Napoli e dal 29 luglio 1920 al 20 ottobre 1921 fu a Disposizione del Ministero degli Interni come Comandante della Guardia Regia. Fu Senatore del Regno dal 23 febbraio 1917. Fotografia formato 23,8 x 17,8. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
     16 marzo 1913
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     «Perchè alla testa dell’avanguardia dell’esercito coloniale, attaccò risolutamente la retroguardia                     dell’esercito abissino, stabilita in posizione fortissima di Debra Ailà (Antalò) e, dopo averla scossa col             fuoco dell’artiglieria, riuscì a cacciarla in fuga disordinata, guidando le proprie truppe all’assalto della             posizione e dando prova di intelligenza, avvedutezza e valore
   Regio Decreto 4 gennaio 1896.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
   
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Medaglia della campagna di Cina del 1903 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia della campagna di Cina del 1903
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
 

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Arc. G1: Signorile Vittorio in uniforme ordinaria da Maggior Generale Comandante della Brigata Abruzzi mod. 18 febbraio 1909 – 9 aprile 1915 (Genova 13 gennaio 1857 – Savona 4 aprile 1927). Allievo all’Accademia Militare il 24 ottobre 1874, uscì Sottotenente di Artiglieria il 1° agosto 1877. Frequentò la Scuola di Applicazione e il 25 luglio 1880 venne promosso Tenente nel 13° Reggimento Artiglieria. Capitano nel 14° Artiglieria l’11 ottobre 1885, venne trasferito al comando dello Stato Maggiore il 1° ottobre 1887 per poi passare alla Divisione di Verona e poi, l’8 aprile 1888 alla Divisione di Genova. Maggiore nel 17° Reggimento Fanteria il 17 luglio 1893, passò alla Stato Maggiore del 9° Corpo d’Armata il 7 marzo 1895 e poi, il 28 marzo 1895, al Comando dello Stato Maggiore come Segretario della Commissione Ricompense al Valor Militare dove rimase fino al 4 febbraio 1897. il 9 dicembre 1897 ottenne il grado di Tenente Colonnello e il 24 novembre 1898 fu Addetto Militare a Costantinopoli. Il 12 novembre 1899 fu nominato Aiutante di Campo Onorario del Re e lo rimase fino al 29 luglio 1900 e poi con Distintivo di Cessata Casa. Promosso Colonnello il 9 giugno 1902, fu Capo di Stato Maggiore dell’8° Corpo d’Armata l’8 novembre 1903 e il 10 gennaio 1904 venne messo a disposizione del Ministero come Delegato italiano per le riforme militari in Macedonia. Il 7 novembre 1904 gli venne affidato il comando dell’81° Reggimento Fanteria per poi passare allo Stato Maggiore a disposizione del Ministero il 2 dicembre 1906. Il 17 gennaio 1907 fu presso il Comando dello Stato Maggiore e il 16 febbraio 1908 ne divenne Capo Ufficio. Nominato Maggior Generale il 1° novembre 1908 gli venne affidato il comando della Brigata Abruzzi per poi passare alla guida della Brigata Salerno il 31 marzo 1910. Il 4 maggio 1911  fu collocato in Disposizione per poi passare al comando del presidio di Tobruk durante la guerra italo-turca. Rientrato in patria, l’11 dicembre 1911 ebbe il comando della Brigata Livorno e il 31 maggio 1914 venne promosso Tenente Generale e posto al comando della Divisione Catanzaro. Allo scoppio della guerra contro l’Austria gli venne assegnato il comando della 22^ Divisione il 24 maggio e il 6 luglio dello stesso anno venne collocato in Posizione Ausiliaria per poi passare nella Riserva. Fotografia formato 23,8 x 17. Fotografo: Cav. G. Garaffi – Cuneo.

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     
Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
   

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Arc. 2382: Caneva Carlo in uniforme ordinaria con cappotto da Tenente Generale Comandante del Corpo d’Armata in Libia (Udine, 22 aprile 1845 – Roma, 25 settembre 1922). Fotografia formato 14 x 8,8. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2539: Luigi Cadorna in uniforme ordinaria da Tenente Generale mod. maggio 1915 – dicembre 1915 (Pallanza, 4 settembre 1850 – Bordighera, 21 dicembre 1928). Figlio del Generale Raffaele Cadorna, nel 1860 fu avviato dal padre agli studi militari: dapprima alla Scuola militare “Teulié” di Milano e cinque anni dopo all’Accademia Reale di Torino, venendo nominato Sottotenente nell’arma d’Artiglieria nel 1868. Nel 1867 fu ammesso come allievo nella neonata Scuola di Guerra di Torino. Nel 1870, in forza al 2º Reggimento d’Artiglieria, partecipò alle brevi operazioni militari contro Roma nel corpo di spedizione comandato dal padre. Capitano nel 1880, nel 1883 venne promosso al grado di Maggiore e assegnato allo Stato Maggiore del Corpo d’armata del Generale Pianell. In seguito assunse la carica di Capo di Stato Maggiore del comando divisionale di Verona. Nel 1889 convolò a nozze con Maria Giovanna Balbi dei marchesi Balbi di Genova. Nel 1892, promosso Colonnello, ottenne il primo incarico operativo in qualità di comandante del 10º Reggimento Bersaglieri, mettendosi in evidenza per la sua rigorosa interpretazione della disciplina militare e per il frequente ricorso a dure sanzioni che gli costeranno anche richiami scritti dai suoi superiori. Fu tuttavia particolarmente apprezzato dai generali Pianell e Baldissera che erano quelli che godevano di maggiore riconoscimento nell’Esercito quanto a capacità. Nel 1896, abbandonati gli incarichi operativi, assunse la carica di Capo di Stato Maggiore del Corpo d’ Armata di Firenze. Nel 1898, con la promozione a Maggior Generale, entrò a far parte della ristretta cerchia degli alti ufficiali dell’esercito. La sua ascesa, benché lenta, si dimostrò costante a dispetto delle numerose sue recriminazioni nei confronti di un presunto ostruzionismo da parte dei superiori. Nello stesso anno dovette affrontare il primo smacco, quando, resosi disponibile l’incarico di ispettore generale degli Alpini, gli venne preferito il generale Hensch. Nel 1900 incappò in un secondo insuccesso: abbandonato il Generale Alberto Cerruti il comando della Scuola di Guerra, si vide scavalcato dal Generale Luigi Zuccari; a Cadorna fu invece assegnato il comando della Brigata “Pistoia”, allora di stanza a L’Aquila, che tenne per i successivi quattro anni. Nel 1905 assunse il comando della divisione militare di Ancona e nel 1907 fu a capo della Divisione Militare di Napoli con il grado di Tenente Generale, giungendo infine ai massimi vertici delle forze armate. Nello stesso anno venne fatto per la prima volta il suo nome come possibile successore del Generale Tancredi Saletta, che godeva di pessima salute, alla suprema carica di capo di Stato Maggiore dell’esercito. Ma l’anno successivo, abbandonato infine il Saletta l’incarico, Cadorna si vide preferire il generale Alberto Pollio: a questo ribaltamento non furono sicuramente estranei né i proclamati sentimenti di ostilità di Cadorna nei confronti dell’allora capo del governo Giovanni Giolitti, né tantomeno una lettera che il 9 marzo egli aveva inviato a Ugo Brusati, Primo Aiutante del Re e fratello di quel Roberto Brusati, futuro comandante della 1ª Armata, che nel 1916 sarebbe stato destituito proprio da Cadorna prima della battaglia degli Altipiani. In risposta a sondaggi di Brusati sulle future intenzioni di Cadorna dopo ottenuto l’incarico, e in particolar modo riguardo al mantenimento delle prerogative del Re (formalmente comandante in capo dell’esercito), sul cui rispetto si voleva evidentemente ottenere formale assicurazione, con scarso spirito diplomatico ma onestà intellettuale e morale egli replicò sostenendo il principio dell’unicità e indivisibilità del comando: in tale circostanza, benché i poteri del sovrano fossero sanciti dallo Statuto Albertino, Cadorna si dimostrò deciso a chiarire come, a suo parere, la responsabilità del comando dell’esercito spettasse de facto al solo capo di Stato Maggiore. Benché con le sue dichiarazioni egli fosse allora consapevole di essersi estromesso dalla partita con le proprie mani, la nomina di Pollio inaugurò una stagione di rapporti difficili fra le due alte personalità, destinata a concludersi soltanto nel 1914, con la morte di quest’ultimo. All’amarezza di Cadorna per essersi visto preferire il collega (inviso in certi ambienti per le umili origini, figlio di un ex capitano dell’esercito borbonico) si aggiungevano stridenti contrasti di natura dottrinale, laddove alla rigida impostazione offensivistica del pensiero tattico cadorniano il nuovo capo di Stato Maggiore contrapponeva concezioni operative improntate a maggiore flessibilità, e fondate sulla consapevolezza del ruolo dell’artiglieria e delle armi da fuoco moderne sul campo di battaglia. Cadorna proseguì comunque nella carriera, e nel 1911 assunse il comando del Corpo d’armata di Genova. L’anno successivo scoppiava il conflitto con l’Impero ottomano e, benché Cadorna rappresentasse il candidato in pectore per il comando di un corpo d’armata destinato al servizio oltremare, nella conduzione delle operazioni militari in Libia gli venne preferito il Generale Carlo Caneva. Cadorna, alla soglia dei sessantuno anni, non aveva ancora ricevuto alcun comando operativo su teatro di guerra: tale ritardo si sarebbe tuttavia rivelato per lui vantaggioso, poiché poté presentarsi alla prova del primo conflitto mondiale vantando una carriera esente dagli insuccessi che avevano costellato la recente storia delle armi italiane, dalla campagna d’Abissinia culminata con la disfatta di Adua, sino alle sanguinose e dispendiose operazioni militari contro la guerriglia libica (piegata soltanto nel 1934). La mattina del 1º luglio 1914 moriva improvvisamente il Generale Alberto Pollio, stroncato da un infarto. Pochi giorni prima, il 28 giugno, Gavrilo Princip aveva assassinato a Sarajevo l’arciduca ereditario Francesco Ferdinando e la consorte Sophie Chotek. Il 27 luglio successivo il Re Vittorio Emanuele III, su indicazione del generale Baldissera, offrì la carica a Cadorna: questi pose la condizione, allo scopo di non ripetere gli errori delle guerre risorgimentali, di dipendere, gerarchicamente e istituzionalmente, soltanto dal Re e non dal governo. Il Re accettò dicendogli «la mia autorità servirà soltanto a farla obbedire da tutti». Cadorna prendeva quindi possesso dell’ufficio di Capo di Stato Maggiore. Giunta la guerra, ottenuta dal governo una libertà d’azione che non aveva confronti con quelle dei suoi colleghi della Triplice intesa. Il 23 aprile 1915 Cadorna inizio la mobilitazione parziale e segreta dell’esercito, 8 corpi d’armata su 14 vennero messi sul piede di guerra e subito dopo i 6 rimanenti, ancora prima che il governo ordinasse la mobilitazione generale l’esercito sarebbe stato in grado di invadere l’Austria entro la fine di maggio. I principali successi ottenuti sotto il suo comando (caratterizzato peraltro da durissima disciplina e da scarsa considerazione delle esigenze umane del soldato) furono: l’arresto dell’offensiva austriaca nel Trentino (primavera 1916), la conquista di Gorizia, dovuta a un’improvvisa azione ad oriente, e la vittoria alla Bansizza (estate 1917). L’offensiva di Caporetto (ott. 1917) costrinse Cadorna a ordinare il ripiegamento dello schieramento orientale dell’esercito dietro il Piave. Lasciato il comando l’8 novembre 1917 in seguito a questi avvenimenti e sostituito dal Generale Armando Diaz, fu nominato membro del Consiglio Superiore di Guerra interalleato di Versailles, ma nel febbraio 1918 fu richiamato in Italia, a disposizione della commissione d’inchiesta sui fatti di Caporetto, e nel 1919 collocato a riposo. Senatore del Regno dal 1913, nel 1924 fu nominato Maresciallo d’Italia. Fotografia formato 13,7 x 9. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze italiane

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
     29 dicembre 1910
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     30 gennaio 1915
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine Militare di Savoia
     28 dicembre 1916
Medaglia Mauriziana per merito militare di 10 lustri - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana per merito militare di 10 lustri
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karađorđević (classe militare) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella dei Karađorđević (classe militare)
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine equestre per il merito civile e militare - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine equestre per il merito civile e militare
   
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Aquila Rossa - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Aquila Rossa
   
Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce della Legion d’Onore
   
Gran Croce Ordine del Principe Danilo I - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Croce Ordine del Principe Danilo I
   
Cavaliere di Gran Croce Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce Ordine del Bagno
   
Membro I Classe Ordine di Michele il Coraggioso - nastrino per uniforme ordinaria    Membro I Classe Ordine di Michele il Coraggioso
   
Croix de Guerre 1914-1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Croix de Guerre 1914-1918
   

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Arc. G3: Marafini Valentino in uniforme ordinaria da Maggior Generale mod. 9 aprile – 15 luglio 1915 ( Cori, 24 marzo 1863 – Roma, 193.). Allievo Ufficiale il 1° ottobre 1880, venne promosso Sottotenente di Artiglieria il 5 gennaio 1882. Promosso Tenente di Artiglieria da Montagna il 13 Aprile 1884, ottenne il grado di Capitano di Stato Maggiore della Divisione  Messina l’11 dicembre 1892. Passato alla Divisione di Ancona il 29 marzo 1894, passò al Comitato del Ministero della Guerra nel 1895. Il 2 febbraio 1902 venne promosso Maggiore Capo di Stato Maggiore della Divisione Messina e il 16 giugno 1907 ottenne il grado di Tenente Colonnello e il comando del corpo. Promosso Colonnello il 4 gennaio 1912 fu Capo Ufficio al Comando di Corpo e il 23 agosto 1914 venne posto al comando del 60° Reggimento Fanteria. Maggior Generale il 18 febbraio 1915 fu al comando della Brigata Modena fimo al 27 giugno 1915 quando passò a Disposizione per ispezioni il 1° agosto 1915. Partecipò alla grande guerra combattendo sul Monte Nero e sul Mrzli meritandosi la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Nel 1918 venne posto al comando della Divisione Ravenna e nel 1919 venne collocato in Posizione Ausiliaria. Il 1° febbraio 1923 venne promosso Generale di Divisione e il 7 luglio 1932 venne trasferito nella Riserva. 

Onorificenze 

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
    

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Arc. G1: Ovazza Cesare in uniforme ordinaria da Maggior Generale mod. 1909 – 1915 (Milano 1850 – Borgio 1918). Sottotenente di Fanteria nel 1871, da Tenente Colonnello comandò il Distretto Militare di Ascoli Piceno dal 1898 al 1902 e da Colonnello quello di Venezia dal 1902 al 1907. Nel 1914 raggiunse il grado di Maggior Generale. Fotografia formato 23,5 x 14,2. Fotografo: Ca. C. Agostini – Padova. 

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Arc. 3058: Fara Gustavo in uniforme da combattimento da Generale di Divisione mod. 06 dicembre 1915 – 16 giugno 1918 ( Orta 18 settembre 1859 – Genova Nervi 24 febbraio 1936). Allievo alla Scuola Militare il 1° ottobre 1876, venne promosso Sottotenente nell’8° Bersaglieri il 31 luglio 1879. Tenente il 25 dicembre 1881, passò al 12° Bersaglieri il 16 settembre 1883 e fu insegnante alla Scuola Militare di Modena dal 10 dicembre 1883 all’11 settembre 1887. Capitano nel 4° Bersaglieri l’8 aprile 1888, Fara chiese di essere assegnato come volontario per le colonie italiane in Africa e nell’ottobre di quello stesso anno partì alla volta dell’Eritrea, dove nel gennaio dell’anno successivo venne assegnato come comandante della 3ª compagnia di ascari, partecipando alla marcia su Asmara. Combatté ad Agordat nel 1890, fatto che gli valse la croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Nell’azione, il Fara riuscì a cogliere di sorpresa i nemici che stavano avanzando verso il mare e minacciavano di occupare la colonia Eritrea comandata dal Generale Orero: il Fara inviò due compagnie di àscari a rafforzare le file del Maggiore Cortese col quale si diresse all’attacco di Dega, bloccando i nemici alla gola di Damatai, appunto presso Agordat dove avvenne lo scontro dove fu possibile inoltre recuperare il bottino razziato a Beni Amer e liberare diversi prigionieri. Ammalatosi di malaria nel 1891, venne costretto a rientrare in patria dove, dopo essere guarito, venne destinato al 18º Reggimento Bersaglieri e si sposò il 30 agosto 1893 con Giulia Mazzoni. Promosso Maggiore il 21 dicembre 1899, ottenne il comando del XXXIV battaglione del 10º Reggimento Bersaglieri, raggiungendo il grado di Tenente Colonnello il 29 giugno 1905. Il 28 giugno 1906 passò nel 1° Reggimento Bersaglieri, il 29 settembre 1907 al 7° Reggimento e il 1° luglio 1910 venne promosso infine Colonnello ed ottenne il comando dell’ 11º reggimento Bersaglieri. Considerata l’esperienza da lui acquisita con la guerra d’Eritrea e per la distinzione acquisita sul campo di battaglia, Gustavo Fara prese parte in seguito alla guerra libica (1911-12) guidando l’11º Reggimento Bersaglieri nella battaglia di Sciara Sciatt, dove guidò la resistenza del forte di Henni impedendo che la sconfitta si tramutasse in una rotta. Il Generale Pecori Giraldi che aveva assunto il comando dell’oasi di Ain Zara il 18 dicembre lanciò un’operazione contro l’oasi di Bir Tobraz (14 km a sud di ʿAin Zara). Al Generale italiano era giunta la notizia che alcuni capitribù di arabi che aveva giurato fedeltà all’Italia erano stati presi prigionieri da altri arabi ostili pertanto decise di inviare una spedizione di soccorso nell’oasi di Bir Tobraz dove presumeva fossero stati portati come prigionieri. Senza informare il Generale Caneva Pecori-Giraldi inviò 11º Reggimento Bersaglieri del Colonnello Fara in missione con circa 3.000 uomini. La spedizione partì durante la notte nella speranza di attaccare il campo nemico all’alba ma le guide locali che erano state assegnate non trovarono l’obiettivo e il reparto vagò per sette ore nel deserto finché non trovò l’accampamento nemico. Gli italiani decisero allora di attaccare ma si portarono contro il versante sbagliato dell’accampamento e presto si trovarono presi tra due fuochi. A questo punto Fara decise di disimpegnare il reparto e assunta formazione a quadrato respinse gli attacchi nemici per tutto il giorno finché all’approssimarsi della notte gli arabi si ritirarono. La colonna italiana iniziò la veloce ritirata verso Ain Zara abbandonando tutto il materiale inutile e anche i corpi dei caduti. Sulla strada di ritorno la colonna Fara intercettò una Brigata di soccorso che si era persa anch’essa. Il resoconto della spedizione attirò dure critiche contro il Generale Pecori Giraldi che aveva voluto l’azione e a seguito di una inchiesta fu sollevato dall’incarico nel febbraio 1912. Il generale reagì attribuendo le colpe a Fara. Il Generale Luigi Cadorna venuto a conoscenza delle accuse mosse da Pecori Giraldi al suo sottoposto lo accusò di incompetenza e raccomandò la promozione a generale per il Colonnello Fara che definì “un vero soldato. Fara fu poi promosso a Maggior generale per meriti di guerra IL 25 dicembre 1911. Il 31 marzo 1912 fu iniziato in Massoneria nella loggia napoletana del Grande Oriente d’Italia Figli di Garibaldi, ma frequentò la loggia appena pochi mesi. Terminata la guerra in Libia, il 26 marzo 1913 il Fara venne prescelto per assumere il comando della Brigata “Friuli”, abbandonando contestualmente la massoneria dimissionando dalla Loggia “Darwin” di Napoli, all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia, della quale era membro. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, Gustavo Fara al comando della 24ª divisione di stanza in Carnia e il 1° agosto 1915 venne promosso Tenente Generale per poi passare al comando della 4ª divisione, con la quale prese parte alla presa di Sabotino (24 ottobre 1915), ove rimase ferito. Rimessosi dalle ferite, chiese di essere rinviato al fronte al comando della 19ª divisione, con la quale contribuì a controbattere all’offensiva lanciata dagli austriaci in Val Lagarina. Si distinse con la 14ª divisione a Monfalcone (4 agosto 1916) ove si meritò una medaglia d’argento al valor militare. L’abilità del Fara ad ogni modo emerse in maniera preponderante nelle ultime fasi della Grande Guerra: nell’agosto del 1917 costituì la 47ª Divisione Bersaglieri con la quale prese parte all’undicesima offensiva dell’Isonzo, riuscendo ad oltrepassare il fiume ed a raggiungere l’altopiano della Bainsizza, ottenendo il grado di Commendatore dell’Ordine militare di Savoia. Nell’ottobre di quello stesso anno combatté sul Monte Grappa e dal 1918 ottenne il comando della 23ª Divisione Bersaglieri, segnalandosi sul Piave e sul Paradiso, ove ottenne altre onorificenze. Con la fine del conflitto, nel gennaio del 1919 venne assegnata la Divisione Territoriale di  Firenze, ma già il 1° marzo 1920 venne messo a Disposizione. Il 10 luglio dello stesso anno venne collocato in Posizione Ausiliaria. Il 18 settembre 1928 venne promosso Generale di corpo d’Armata in Riserva. Dopo la sua messa a riposo, il Generale Fara decise di ritirarsi nella sua residenza estiva di Nervi ove si avvicinò al mondo politico. Vicino al nascente fascismo, si fece promotore del primo Fascio di Combattimento di Nervi costituito nel 1921 in occasione delle elezioni amministrative ma aderì ufficialmente al movimento il 2 maggio 1922. Nel settembre del 1922 incontrò per la prima volta Emilio De Bono e Benito Mussolini, ricordando a quest’ultimo di essere stato il comandante dell’11º reggimento nel quale egli stesso aveva militato e di essere pronto a supportare la causa d’insurrezione del movimento fascista. Per questi motivi partecipò alla marcia su Roma nell’ottobre del 1922 insieme alla colonna di Ulisse Igliori, e divenne Luogotenente Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, nonché Ispettore Generale della stessa milizia. Tra il 1924 e il 1925 fu anche regio commissario all’Aquila, dopo che il sindaco liberale Vincenzo Speranza lasciò la carica per contrasti con il nuovo regime. Fu nominato Senatore del Regno il 22 dicembre del 1928. Fotografia formato 12 x 7,2. Fotografo: Sconosciuto. Autografa e datata 14 luglio 1916. 

Onorificenze

Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     11 novembre 1920
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
     31 agosto 1917
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     24 agosto 1890
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro al valor militare
     «Per le eminenti qualità di soldato ardimentoso e brillante sotto il fuoco nemico spiegate e prima dopo la sua           promozione per merito di guerra, nei numerosi combattimenti della campagna di Libia a cui prese parte.»
   Ain Zara – 4 dicembre 1911.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
     8 marzo 1900
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     28 dicembre 1911
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     3 giugno 1916
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
     3 giugno 1916
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     12 gennaio 1911
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     15 gennaio 1914
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     24 luglio 1919
Grand'ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     14 settembre 1920
Grand'ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’ufficiale dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
     29 gennaio 1925
Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri
   
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
   
Medaglia a ricordo della campagna d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo della campagna d’Africa
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa della Marcia su Roma, oro - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della Marcia su Roma, oro
     28 ottobre 1922

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Arc. G1: Morrone Paolo in uniforme da combattimento da Tenente Generale mod. 06 dicembre 1915 – 16 giugno 1918 (Torre Annunziata, 3 luglio 1854 – Roma, 4 gennaio 1937). Arruolatosi nel Regio Esercito Italiano il 10 ottobre 1871, frequentò i corsi della Scuola di fanteria e cavalleria di Modena. Nominato Sottotenente tre anni dopo fu assegnato al 26º Reggimento di Fanteria. Successivamente frequentò la Scuola di guerra nel 1884, classificandosi primo nelle armi di fanteria e cavalleria. Il 26 settembre 1886 fu nominato Capitano del Corpo di Stato Maggiore e Capo di Stato Maggiore della Divisione Militare di Ancona. Prese parte dal 1890 al 1891 alla Campagna d’Africa precedente la Guerra di Abissinia. Nel giro di pochi anni arrivò ai gradi apicali: fu promosso Tenente Colonnello l’8 luglio 1897, Colonnello il 21 marzo 1901 e comandante del 37º Reggimento di Fanteria, Maggiore Generale il 23 gennaio 1908 e nominato comandante della Brigata Sicilia, Tenente Generale il 31 dicembre 1911. Due mesi prima dell’inizio della Grande Guerra, fu incaricato di formare il XIV Corpo d’Armata, a capo del quale, all’inizio delle ostilità, si posizionò sull’Isonzo di fronte al Monte San Michele. Riuscì a tenere la posizione grazie alle sue doti di organizzatore tattico e condottiero, riportando la vittoria sul nemico alla guida di un manipolo di soldati di truppa, in gran parte meridionali e del napoletano. Questa azione fu premiata dal Re Vittorio Emanuele III con l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine Militare di Savoia e dal presidente della Repubblica Francese, per il tramite del Generale Lyautey la Commenda della Legion d’Onore. Durante la Prima guerra mondiale, fu al comando prima della 4ª Armata e successivamente della 9ª Armata italiana. Fu promosso Generale di Corpo d’Armata il 22 luglio 1923. Rivestì l’incarico di ministro della guerra dal 4 aprile 1916 al 18 giugno 1916 durante il Governo Salandra II, e dal 18 giugno 1916 – 16 giugno 1917 nel Governo Boselli. Contestualmente venne nominato senatore del Regno d’Italia il 15 maggio 1916 e prestò giuramento il 16 giugno. Fu presidente del Tribunale Supremo di Guerra e Marina dal 21 ottobre 1917 al 7 marzo 1918, membro effettivo del Consiglio dell’Ordine Militare di Savoia dal 4 luglio 1918 al 9 gennaio 1930 ed eletto membro della Giunta per l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e della Corona d’Italia il 6 febbraio 1933. Il 19 gennaio 1930, il sindaco di Torre Annunziata, Pelagio Rossi, durante l’inaugurazione del Monumento ai Caduti, consegnò al Generale Paolo Morrone una medaglia d’oro quale omaggio all’illustre concittadino. Fotografia formato 20 x 18. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze 

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
     21 dicembre 1890
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     29 dicembre 1904
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     2 novembre 1906
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     30 maggio 1912
Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
     29 dicembre 1916
Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     31 maggio 1901
Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     30 maggio 1907
Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     14 gennaio 1915
Grande ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     28 giugno 1916
Gran cordone dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Gran cordone dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     15 giugno 1917
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
     «Morrone cav. Paolo, tenente generale, da Torre Annunziata. Combinando attacchi di viva forza e               tenace avanzata metodica, guidò le sue truppe con grande maestria e vigorosa energia alla conquista       delle falde del San Michele e di San Martino, assicurandone saldamente il possesso che tante volte             ostinate e sanguinose lotte aveva costato.(Altipiano carsico, agosto-novembre 1915).»
   28 dicembre 1916
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     24 maggio 1919
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di guerra al valor militare
   
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
   
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Medaglia commemorativa delle Campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle Campagne d’Africa
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Onorificenze straniere

Commendatore della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore della Legion d’onore (Francia)
   
Membro di III Classe dell'Ordine di Michele il Coraggioso (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria    Membro di III Classe dell’Ordine di Michele il Coraggioso (Romania)
     29 settembre 1922

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Arc. 3060: Cascino Antonino in uniforme da combattimento da Maggior Generale mod. 06 dicembre 1915 – 16 giugno 1918 (Piazza Armerina, 14 settembre 1862 – Quisca, 29 settembre 1917). Entrato all’Accademia di Artiglieria e genio di Torino nel 1879, ne uscì Tenente nel 1883. Era l’unico allievo siciliano, ma aveva come compagni di corso Armando Diaz e Vittorio Bòttego. Fu al 5° e poi al 4° Reggimento Artiglieria da Campagna e nel 1893 lasciò il reggimento per frequentare la Scuola di Guerra di Torino nel 1894. Capitano in Artiglieria dal marzo 1890 di stanza a Venaria Reale alle dipendenze del duca d’Aosta, si gettò allora negli studi militari che gli procurarono l’incarico dell’insegnamento di Armi, Tiro e Fortificazioni, prima all’Accademia di Modena dal 1895 al 1899 poi alla Scuola di Guerra. Nel 1899 passò al 3° Reggimento Artiglieria da Campagna e nel 1905 venne promosso Maggiore nel 22° Reggimento Artiglieria da Campagna a Palermo. Nel 1908 vinse il concorso per la cattedra di Armi, Tiro e Fortificazioni alla Scuola di Guerra di Torino e nel 1914 ottenne il grado di Tenente Colonnello e assegnato al 6° Artiglieria da Fortezza. Colonnello nell’aprile del 1915, fu trasferito a Roma al comando del 3° Reggimento Artiglieria da Fortezza con cui entrò in guerra per poi passare al comando di una frazione del parco d’assedio della 4^ armata in Cadore. Idoneo al comando di Brigata nel maggio 1916 venne promosso Colonnello Brigadiere e passò a comandare una Brigata di Fanteria neocostituita, l’Avellino che guidò, Maggior Generale dal giugno 1916, dal 27 maggio alla stessa data dell’anno successivo. Subito dopo la brigata venne impiegata in prima linea contro gli austriaci sul Monte San Marco, a Plava e sul Vodice, dove sotto la guida di Cascino dimostrò valore e tenacia. Dopo la battaglia del Vodice, per la quale fu insignito della medaglia d’argento al Valor Militare, Cascino fu promosso Tenente Generale, a capo dell’8ª Divisione, formata dalle brigate “Avellino” e “Forlì”. Il suo successivo obiettivo era la conquista del Monte Santo, di rilevante importanza strategica nel conflitto in atto. Operazione che gli riuscì dopo una serie di assalti che causarono gravissime perdite. Ammirato dal valore del Generale Cascino, Arturo Toscanini raggiunse il Monte Santo e diresse una banda militare, che suonò dal 25 al 29 agosto 1917 inni e canzoni patriottiche in faccia agli austriaci. Durante il successivo tentativo di conquistare il Monte San Gabriele, il 15 settembre del 1917 Cascino fu gravemente ferito a una coscia da una scheggia di granata austriaca. Rifiutò l’immediato ricovero in ospedale, preferendo garantire con la sua presenza la tenuta della posizione, esposta a reiterati attacchi delle fanterie e dell’artiglieria austro-ungariche. Il suo successivo ricovero giunse troppo tardi. Dopo 12 giorni di agonia, il generale Cascino morì all’ospedale di Quisca . A premiarlo arrivò con inusitata rapidità la Medaglia d’Oro al Valor Militare, e, cosa forse ancor più emblematica per un comandante che aveva sempre vissuto a contatto di gomito con i suoi uomini, i fiori di campo che i suoi soldati vollero ricoprissero completamente la sua bara. 

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro al valor militare
     «Nobile figura di condottiero e di soldato, diede costante e mirabile esempio di ardimento e di valore     alle truppe della sua divisione, recandosi a condividere con esse, sulle prime linee, tutte le vicende         della lotta. Gravemente ferito da proiettile nemico, volle ancora mantenere il comando, finché ebbe         assolto il suo compito della giornata, stoicamente sopportando il dolore della ferita, che poi lo                 condusse a morte.»
   Monte Santo, 15 settembre 1917

 

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Arc. 2772: Maglietta – Pollari Luigi in uniforme da combattimento da Maggior Generale mod. 06 dicembre 1915 – 16 giugno 1918 (Modena 4 novembre 1863 – Vicenza 1949). Nacque a Modena nel 1863 all’interno di una famiglia della buona borghesia cittadina, dopo aver condotto regolari studi si arruolò nel Regio Esercito entrando presso la Regia Accademia di Artiglieria e Genio di Torino, da cui uscì con il grado di Sottotenente del Genio il 24 aprile 1881. Prestò servizio di guarnigione a Piacenza, Venezia, Bologna e La Spezia, distinguendosi particolarmente a Venezia dove completò una monografia sulla laguna veneta e dei fiumi Sile e Piave che ebbe utile impiego durante il corso della prima guerra mondiale. Inoltre risalì a bordo di vaporetti lagunari il fiume Po, con a bordo personale del genio in viaggio d’istruzione, raggiungendo la città di Piacenza per dare risalto ed impulso alla navigazione fluviale civile. IL 13 aprile 1884 ottenne il grado di Tenente, il 4 novembre 1889, promosso Capitano, frequentò la Scuola di Guerra, passando poi in servizio, nel corso del 1897, presso la Direzione del Genio Militare di Torino. In quegli anni il Regno d’Italia aderiva alla Triplice Alleanza, e nel 1898 egli ricevette l’incarico di elaborare un piano per la realizzazione di nuove opere fortificate difensive sul settore alpino occidentale al confine con la Francia. La principale opera da lui progettata in quel settore fu il Forte Chaberton posto a 3.130 m di quota sulla cima dell’omonimo monte, ed armato con 8 cannoni Armstrong da 149/35 A in torretta corazzata tipo A.M., che venne terminata nel 1907. Promosso Maggiore per meriti eccezionali il 18 gennaio 1903, all’inizio del 1908 fu trasferito nuovamente a Venezia per seguire i lavori del campo trincerato posto a difesa della città, venendo poi mandato a Padova nel 1910 dove si occupò di attività pubblicistica e venne promosso Tenente Colonnello. Con lo scoppio della guerra italo-turca chiese, ed ottenne di partecipare alla spedizione, venendo assegnato in forza alla 2ª Divisione speciale, posta agli ordini del generale Ottavio Briccola, come comandante del genio divisionale. Sbarcato a Bengasi al seguito delle truppe realizzò in poco tempo un campo trincerato a difesa della città, composto da ridotte e fortini armati con pezzi d’artiglieria da 75 mm distanti tra di loro 3 km. Inoltre la città fu circondata da un muro di sicurezza alto 4 m e lungo 7 km le cui estremità si trovavano sulla riva del mare. Trasferitosi a Derna, e poi a Tobruk per curarne le opere difensive, l’8 ottobre 1912 prese parte al combattimento denominato del Marabutto di Sidi Abdallah (Derna) per il quale fu decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Promosso Colonnello per meriti di guerra il 23 agosto 1912, rientrò in Patria per assumere la direzione del genio militare di Verona, considerato uno dei comandi più importanti del nord Italia, in quanto a quell’epoca l’Impero austro-ungarico aveva in avanzata fase di realizzazione una moderna cintura difensiva dotata di moderne fortificazioni permanenti. Per controbattere efficacemente tali fortificazioni egli realizzò alcune opere campali per la sistemazione di una dozzina di obici da 280 mm, divenute estremamente utili nei primi giorni di guerra. Con lo scoppio della guerra il 24 maggio 1915, assunse il comando del Genio del V Corpo d’armata prendendo parte nel corso dell’estate ad una ricognizione che portò nel mese di settembre alla rioccupazione del Monte Costone, caduto in mano agli austriaci in giugno. Nel settembre 1915 assunse l’incarico di comandante del Genio della 3ª Armata operante nel settore dell’Isonzo, venendo promosso Maggiore Generale per meriti di guerra il 16 dicembre 1915. Dopo che l’alto comando austriaco ebbe lanciato la Strafexpedition il nuovo comandante della 1ª Armata, Generale Guglielmo Pecori Giraldi, chiese, ed ottenne che egli assumesse anche il comando del Genio della 1ª Armata. In quei giorni il Comando Supremo costituì una nuova armata, la 5ª al comando del Generale Pietro Frugoni, che avrebbe dovuto bloccare il nemico in caso questi fosse sboccato sulla pianura padana. In quel frangente il Generale Cadorna gli diede istruzioni particolari per realizzare opere difensive a nord ovest di Vicenza e attorno a Treviso e lungo il corso del fiume Sile. Dopo la fine dell’emergenza rientrò presso il comando del Genio della 3ª Armata per partecipare alla conquista di Gorizia nell’estate del 1916. Verso la fine di quell’anno, su disposizione del Comando Supremo, fu posto al comando della Direzione Generale dei Lavori di Difesa (D.G.L.D.) dove rimase fino al suo scioglimento avvenuto alla metà del 1917, passando poi al comando del Genio della 4ª Armata, posizionata nel settore del Cadore. Entrato in urto con il comandante dell’armata, Generale Mario Nicolis di Robilant, rimase a Belluno solo tre mesi per ritornare a disposizione del Comando Supremo a Udine, ed inviato in missione ispettiva a Taranto. Dopo il nefasto esito della battaglia di Caporetto che portò allo sfondamento del fronte italiano tenuto dalla 2ª Armata del Generale Luigi Capello egli fu convocato d’urgenza da Cadorna per un parere consultivo, e in quello stesso colloquio ricevette l’ordine di predisporre le difese sul fiume Piave, per passare quindi a quelle dell’Adige e del Po, ricevendo pieni poteri indipendenti da quelli del comando militare del genio. Il 30 ottobre prese parte all’incontro tra Cadorna e il Generale francese Ferdinand Foch in cui illustrò a quest’ultimo il piano di difesa italiano del Piave. Dopo la sostituzione di Cadorna alla testa del Regio Esercito con Diaz, gli fu affidato il comando del Genio della 6ª Armata operante sugli altopiani, dove realizzò tre linee di resistenza tra la Val d’Astico e la Val Brenta, e numerose opere minori. Tali difese consentirono all’armata di resistere brillantemente durante l’offensiva lanciata dal nemico il 15 giugno 1918, e terminata nella giornata del 25 con il ritorno degli austro-ungheresi sulle linee di partenza. Per tale merito fu poi elevato al rango di Tenente Generale il 4 novembre 1918, studiando nel contempo come rifornire le truppe di armi, viveri e munizioni in vista di una vasta manovra offensiva da realizzarsi nella primavera del 1919 che avrebbe portato l’esercito imperiale al collasso. Tale evento si realizzò nel novembre 1918, e subito dopo il termine delle operazioni il Generale Pietro Badoglio, Sottocapo di stato maggiore, lo nominò Ispettore Tecnico delle Direzioni Militari di lavoro per le Provincie Liberate e Redente con il compito di sovraintendere alla fase iniziale dell’avvio delle opere di ricostruzione, operando parallelamente al neocostituito Ministero delle Terre Liberate. Tale compito lo portò ad operare in un mondo che lui non conosceva, fatto di speculatori di ogni genere, fidandosi dei propri collaboratori che pensava fossero onesti come lui iniziarono a circolare voci di sperpero di denaro pubblico, tanto che per la realizzazione di una linea filoviaria tra Marostica e il passo del Pùffele con prolungamento ad Asiago fu sottoposto a procedimento giudiziario presso il Tribunale militare di Verona dal quale uscì assolto da ogni accusa il 15 agosto 1922. Lasciato il servizio attivo nel 1924 si dedicò all’insegnamento e all’attività tecnica privata fino alla sua morte, avvenuta a Vicenza nel 1949. Fotografia formato 9 x 6,5. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     28 dicembre 1916
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Nella giornata dell’8 ottobre 1912 al Marabutto di Sidi Abdallah (Derna) diresse l’impiego delle               truppe del genio sotto il fuoco nemico con molta capacità e coraggio.»
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     1906
avanzamento per merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    avanzamento per merito di guerra
     Decreto Comando Supremo 1 marzo 1919

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Arc. 3055: Tesei Giuseppe in uniforme da combattimento da Maggior Generale Comandante della Brigata Bologna mod. 06 dicembre 1915 – 16 giugno 1918 (Pedaso, 21 novembre 1864 – 1939). Sottotenente di Artiglieria il 6 settembre 1888, ottenne il grado di Tenente il 12 novembre 1889. Passò con il grado di Capitano allo Stato Maggiore il 20 gennaio 1901 e venne promosso Maggiore a Disposizione del Comandante Designato del 10° Corpo d’Armata a Napoli il 30 settembre 1910. Tenente Colonnello il 31 marzo 1914, ottenne il grado di Colonnello alla vigilia del conflitto e fino al 1917 fu Sottocapo di Stato Maggiore della 3^ Armata sotto il comando del duca d’Aosta. Colonnello Brigadiere fu comandante della Brigata Bologna dal 5 giugno al 22 agosto 1917 e l’8 luglio 1917 venne promosso Maggior Generale. Guidò la sua Brigata nell’attacco alla quota 244 tra Bosco Malo e Jamiano restando ferito nell’azione. Tornato in servizio il 9 ottobre venne posto al comando della Brigata Siracusa che mantenne fino al 13 novembre 1917. In Posizione Ausiliaria Speciale per il riacutizzarsi della ferita nel 1920, venne promosso Generale di Divisione il 1° febbraio 1923. Nel 1933 venne collocato nella Riserva. Fotografia formato 13,2 x 8,7. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
    
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Medaglia commemorativa per il terremoto calabro-siculo - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa per il terremoto calabro-siculo
     «Per l’opera soccorritrice del 28 dicembre 1908»
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
    
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia interalleata della vittoria
   

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Arc. 3008: Cascino Antonino in uniforme da combattimento da Maggior Generale Comandante della Brigata Avellino mod. 06 dicembre 1915 – 16 giugno 1918 ( Piazza Armerina EN 14 settembre 1862 – Ospedale Militare Quisca – Slovenia 29 settembre 1916). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 13 ottobre 1879, ne uscì Sottotenente di Artiglieria il 24 aprile 1881. Tenente nel 4° Reggimento Artiglieria il 12 aprile 1882 venne promosso Capitano del 3° Artiglieria il 30 marzo 1890. Maggiore nel 22° Artiglieria il 5 aprile 1905, frequentò la Scuola di Guerra nel  1908 e venne promosso Tenente Colonnello nel 6° Reggimento Artiglieria da Fortezza il 31 dicembre 1911 e il 18 marzo 1915 ne assunse il comando fino a quando, nello stesso anno, ottenne il grado di Colonnello. Il 27 maggio 1916 venne promosso Colonnello Brigadiere e gli fu affidato il comando della Brigata Avellino e nello stesso anno venne promosso Maggior Generale. Dal 28 maggio al 15 settembre 1917 con il grado di Tenente Generale comandò l’8^ Divisione. Fu il primo generale italiano a entrare a Gorizia nel 1916, a capo della Brigata “Avellino” 231º – 232º Reggimento fanteria, costituita in prevalenza da siciliani. Subito dopo la Brigata venne impiegata in prima linea contro gli austriaci sul Monte San Marco, a Plava e sul Vodice, dove sotto la guida di Cascino dimostrò valore e tenacia. Dopo la battaglia del Vodice, per la quale fu insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare, Cascino fu promosso Tenente Generale, a capo dell’8ª Divisione, formata dalle Brigate “Avellino” e “Forlì”. Il suo successivo obiettivo era la conquista del Monte Santo, di rilevante importanza strategica nel conflitto in atto. Operazione che gli riuscì dopo una serie di assalti che causarono gravissime perdite. Ammirato dal valore del Generale Cascino, Arturo Toscanini raggiunse il Monte Santo e diresse una banda militare, che suonò dal 25 al 29 agosto 1917 inni e canzoni patriottiche in faccia agli austriaci. Durante il successivo tentativo di conquistare il Monte San Gabriele, il 15 settembre del 1917 Cascino fu gravemente ferito a una coscia da una scheggia di granata austriaca. Rifiutò l’immediato ricovero in ospedale, preferendo garantire con la sua presenza la tenuta della posizione, esposta a reiterati attacchi delle fanterie e dell’artiglieria austro-ungariche. Il suo successivo ricovero giunse troppo tardi. Dopo 12 giorni di agonia, il generale Cascino morì all’ospedale di Quisca . Di lui viene ricordata la frase «Siate la valanga che sale!», diretta ai suoi soldati che si accingevano all’impresa che lui stesso volle guidare, e che è riportata nel monumento eretto in suo onore al centro della sua cittadina natale, nella piazza che porta il suo nome. Le sue spoglie riposano nella Chiesa di San Domenico, il Pantheon di Palermo. Fotografia formato 12,7 x 9. Fotografo. Sconosciuto. Datata Gorizia 16 agosto 1916.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
   
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Oro al Valor Militare
  «Nobile figura di condottiero e di soldato, diede costante e mirabile esempio di ardimento e di valore alle truppe della sua divisione, recandosi a condividere con esse, sulle prime linee, tutte le vicende della lotta. Gravemente ferito da proiettile nemico, volle ancora mantenere il comando, finché ebbe assolto il suo compito della giornata, stoicamente sopportando il dolore della ferita, che poi lo condusse a morte.» – Monte Santo, 15 settembre 1917

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Arc. 2108: Ferrari Giacomo in uniforme ordinaria da Maggior Generale mod. 1916 – giugno 1918 ( Torino 1865 – …). Sottotenente di Fanteria nel 1885, passò poco dopo in Artiglieria e, dopo la Scuola di Guerra nel Corpo di Stato Maggiore. Nel 1913 fu in Libia e nel 1915 venne promosso Colonnello. Dal 1916 al 1917 fu Capo di Stato Maggiore dell’VIII Corpo d’Armata e si meritò a Vertoibica la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Maggior Generale per meriti di guerra nel 1917, guidò la Brigata Messina a Parcovizza e vi meritò una seconda Medaglia d’Argento. Comandò quindi la 14^ e poi la 32^ Divisione e nel 1918 divenne Capo di Stato Maggiore dell’VIII Armata, venendo decorato in Val Lagarina della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Dopo la pace comandò la Divisione di Gorizia e di Torino e nel 1926 passò in Aspettativa per Riduzione Quadri col grado di Generale di Divisione. Fotografia formato 13,5 x 8,5. Fotografo: Nunes – Vais. Autografa. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     Val Lagarina 1918
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Vertobica 1916
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Parcovizza 1917

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Arc. G2: Pistoni Giuseppe in uniforme da combattimento da Maggior Generale Comandante la Brigata Ravenna mod. 1916 – giugno 1918 (Sassuolo 1860 – 19..). Sottotenente di Fanteria nel 1880, partecipò alla campagna eritrea del 1895-96 e poi fu in Libia. Colonnello nel 1913, venne posto al comando del 23° Reggimento Fanteria. Maggior Generale nel 1915, comandò nella guerra contro l’Austria la Brigata Ravenna e meritò due Medaglie d’Argento al Valor Militare, una a Zagora nel 1915 ed una a Vertojba nel 1917. In Posizione Ausiliaria nel 1917, assunse nel 1923 il grado di Generale di Divisione e nel 1929 passò nella Riserva. Fotografia formato 29 x 16. Fotografo: Sconosciuto. Datata 7 luglio 1920, autografa.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Zagora 1915
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Vertojba 1917
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
 

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Arc. G2: Rondi Giovanni in uniforme da combattimento mod. 1916 – giugno 1918 (Alessandria 1852 – Rivergaro 1932). Sottotenente dei Bersaglieri nel 1874, raggiunse il grado di Colonnello nel 1906, comandò il 49° Reggimento Fanteria e nel 1906 fu collocato in Posizione Ausiliaria. Promosso Maggior Generale nella Riserva nel 1915, fu richiamato in servizio per quattro anni in occasione della guerra contro l’Austria. Nel 1923 assunse il grado di Generale di Divisione. Fotografia formato 13 x 14,8. Fotografo: Sconosciuto. Nella foto il Maggiore Sorier a sinistra e il Tenente Neri a destra. 

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Arc. 3026: Franchini Attilio in uniforme ordinaria da Brigadiere Generale Comandante la Brigata Abruzzi mod. 1916 – giugno 1918 ( Alessandria 23 luglio 1866 – Torino 194.). Allievo Ufficiale il 30 ottobre 1883, venne promosso Sottotenente di Artiglieria nel 1885. Il 14 settembre 1888 ottenne il grado di Tenente nel’8° Reggimento Artiglieria, partecipò alla campagna d’Africa del 1889-1890 e poi a quella del 1895-96. Combatté ad Adua con la 7^ Brigata da Montagna e si meritò la medaglia di Bronzo al Valor Militare. Capitano nel 5° Reggimento Artiglieria il 21 dicembre 1899, venne promosso Maggiore nel 7° Artiglieria nel 1912. Partecipò alla campagna in Libia e alla ridotta Piemonte (Derna) ebbe una seconda Medaglia di Bronzo al Valore. Tenente Colonnello allo scoppio della guerra contro l’Austria nel 1915, divenne Colonnello Comandante d’Artiglieria Divisionale nel 1916 e il 23 agosto 1917 ottenne il grado di Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Cagliari con cui rimase fino al 22 agosto 1918. Fu a Santa Maria e a Santa Lucia nel 1915, nell’Alto Cismon e nel settore di Val Vanoi-Alpi di Fassa dal 1916 al 1917. Con la Brigata Cagliari fu anche in Macedonia fra il 1917 e il 1918 e al comando della Brigata Abruzzi in Val Brenta nel 1918. Per il valore dimostrato durante tutta la guerra fu decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. In Posizione Ausiliaria Speciale nel 1920, venne promosso Generale di Brigata il 1° febbraio 1923 e generale di Divisione il 22 ottobre 1926 in Aspettativa Riduzione Quadri. Il 1° gennaio 1933 ottenne il grado di Generale di Corpo d’Armata in Riserva. Fotografia formato 13 x 8. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     18 marzo 1920
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     Adua 1 marzo 1896
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     Ridotta Piemonte – Derna – 1912
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
 

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Arc. 555: Reghini di San Giorgio nobile Raffaello in uniforme da combattimento da Brigadiere Generale mod. 1916 – giugno 1918 (Firenze, 14 novembre 1868 – Bolzano, 16 dicembre 1930). Terminati gli studi al Collegio Militare di Firenze, passò all’Accademia nel 1886 dalla quale uscì Sottotenente di Fanteria nel 1888. Svolse il primo incarico da Sottotenente presso il 26º Reggimento di fanteria e nel 1902 frequentò la Scuola di Guerra. Nel 1902 venne distaccato con il grado di Capitano al 16º Reggimento di Fanteria poi divenne Aiutante di Campo della Brigata Basilicata. Partecipò alla guerra italo-turca del 1911-12 ed a Kefia, nel 1911, meritò la Medaglia d’Argento al  Valor Militare. Colonnello nel 1916, comandò nella guerra contro l’Austria, il 154° Reggimento Fanteria e a Castagnevizza meritò una  seconda Medaglia d’Argento nel maggio 1917 e la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia nell’agosto del 1917. Colonnello Brigadiere comandante la Brigata Venezia nell’ottobre 1917, per le azioni dello stesso mese sul Tagliamento ed a Plava fu decorato della Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Brigadiere Generale nel 1918, divenne nel 1926 Ispettore di Mobilitazione della Divisione Militare di Firenze. Generale di Divisione nel 1927, ebbe il comando della Divisione Militare di Bolzano. La parte più interessate della carriera di militare di Reghini è sicuramente collegata al suo comando della Brigata Venezia durante la grande guerra. All’inizio dell’attacco, la Brigata era distaccata presso il XXVIII Corpo d’armata (maggiore generale Saporiti) come riserva del Comando d’Armata. La Brigata era composta dall’83º Reggimento Fanteria “Venezia” e l’84º Reggimento Fanteria “Venezia”. Dopo i fatti eroici dell’Altipiano della Bainsizza del settembre precedente, la Brigata, come racconta lo stesso Cadorna, era stata avvicendata, anche in vista della nomina del nuovo Comandante Reghini. All’inizio dell’offensiva austro tedesca venne immediatamente inviata a Plava a difendere il ripiegamento II Corpo d’Amata. Dopo quella resistenza alla destra dell’Isonzo, Reghini ricevette l’ordine di ripiegare ed oltrepassare il Tagliamento. Fu l’ultimo ordine che ricevette. Cadorna parla dell’azione della Brigata ad Orgnano, nei pressi di Pozzuolo: “quivi vengono distaccati in aiuto di altri reparti premuti dal nemico”, ed aggiunge che i due Reggimenti della Brigata “sopraffatti da forze soverchianti ed accerchiati, dopo accanita lotta perdono gran parte dei loro uomini”. Poi racconta del loro passaggio a Galleriano ed a Pozzecco, dove nuovamente “il 30 ottobre viene organizzata una tenace resistenza”. Sotto il comando di Reghini, la Brigata Venezia seguì tutto lo svolgimento centrale dell’offensiva nemica. Al culmine dell’offensiva austriaca, essa si trovò a fare resistenza al centro dello schieramento, contro le avanzanti truppe del Generale Hofacker, che muovevano nella Carnia con l’obbiettivo di varcare il Tagliamento, forse attraverso i ponti di Codroipo, per tagliare la ritirata della III Armata. La resistenza avvenne nei pressi di Pozzuolo, Mortegliano, Orgnano. Uno sbarramento che proseguiva con la 10ª Divisione del Generale Chionetti, la 30ª del Generale Mangiarotti e del XXIV Corpo d’Armata del Generale Caviglia e poi dal Generale Di Giorgio incaricato della difesa dei ponti sul Tagliamento di Pinzano e di Cornino, il cosiddetto Corpo d’Armata Speciale. I ponti sul Tagliamento erano un formidabile collo di bottiglia per un esercito sbandato. La felice decisione di Reghini, e di altri comandanti, avvenne senza ordini superiori, e le unità “distaccate” in aiuto di cui parla Cadorna, non erano in realtà tali, ma erano unità isolate e sbandate, prive di ordini e fu lo stesso Reghini, in autonomia, ad assumere il comando. Senza queste scelte sul campo, sue e di altri colleghi, e in assenza della resistenza del 29 e del 30, la metà della 2ª Armata (quella di Ferrero) sarebbe stata annientata prima dei ponti della La Delizia e la 3ª sarebbe stata accerchiata prima dei ponti di Madrisio e Latisana. In quei pochi giorni di accanita e coraggiosa resistenza, il Reghini perde 1.233 dei suoi uomini: 68 ufficiali e 1.165 soldati. La verità storica di Caporetto rimane ancora nascosta da decenni di divergenze e opinioni, anche interessate e nascondere delle incompetenze. Certamente non fu imputabile a codardia delle prime linee seppure travolte dal nemico, come in un primo tempo fu gravemente e ingenerosamente proposto all’opinione pubblica dallo stesso Cadorna. Quanto al secondo apporto della Brigata Venezia, dopo il primo già determinante di Plava sull’Isonzo, esso avvenne nei pressi di Pozzuolo del Friuli (ed Organo e Galleriano), poi alla destra del Tagliamento, di cui è testimone diretto e ammirato un Lanciere di Novara d’eccezione come Gabriele D’Annunzio. Ma la seconda volta accadde al di fuori del controllo del Comando Supremo. Il contributo determinante avvenne da un’unità e da un Comandante privo di ordini che nella confusione più assoluta si batté al mal presidiato confine di settore tra due armate in ritirata. È interessante notare che nell’occasione di quelle disastrose giornate, Reghini fu l’unico soldato italiano a ricevere una delle più alte onorificenze britanniche, l’Ordine del Bagno. La motivazione con la quelle venne decorato Reghini anche come Ufficiale dell’Ordine Miliare di Savoia per quei fatti lascia trapelare con chiarezza la situazione createsi: “…. assunto anche il comando di altri reparti isolati, benché rimasto privo di ordini superiori, provvedeva con felice intuito a fronteggiare elementi celeri del nemico che puntavano ai ponti del Tagliamento impegnando con essi accaniti combattimenti. Plava 26-27 1917 ottobre, Orgnano, Pozzuolo del Friuli, Galleriano 29,30 ottobre 1917.” In tempi normali sarebbe normale lodare le iniziative dei comandanti sul campo. Ma il rimpallo delle responsabilità trovò tutti concordi nel derubricare i fatti di Pozzuolo del Friuli, del Tagliamento, Organo, Galleriano e le altre località vicine, imputabili a Comandanti coraggiosi, ad atti di “normale eroismo”. Oggi appaiano invece vere scelte strategiche, stabilite e messe in pratica autonomamente da singoli comandanti di unità per sopperire ad un vuoto superiore. Fotografia formato 13,8 x 8,8. Fotografo: Sconosciuto.

Decorazioni al valore militare

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     «Comandante di Reggimento, Montagnola di Castagnevizza, 19/21 agosto 1917. Castagnevizz (R.D.       19 settembre 1918).»  17 maggio 1919
Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia
     «Comandante di Brigata, resistenza sul Plava 26-27 ottobre 1917, e resistenza, pur privo di ordini, ad     Orgnano, Pozzuolo, Galleriano, 29-30 ottobre 1917. Pozzuolo del Friuli (R.D. 26 giugno 1924).»
   26 giugno 1924
Compagno dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria    Compagno dell’Ordine del Bagno
     «Decorazione concessa da S.M. Re Giorgio V d’Inghilterra con listino n.45 e 57 in data 11-10-1919»  Piave
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «(…) Scontro sotto il fuoco nemico Rosfia 18 nov. 1911 e giornata del 20 nov. 1911 presso il Palmeto di Sabri     (Bendasi). D.l. 22 luglio 1915.»
    Bengasi – Libia
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Per l’assalto di Castegnevizza del 26 maggio 1917, sostituì il comandante caduto e sotto il fuoco           nemico, nonostante contuso da granata, condusse assalto. D.L. 3 gennaio 1918.»
   Castegnevizza
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di guerra al valor militare
     «Plava, 25 giugno 1915»
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
     «Determinazione 12º Corpo Armata in data 10-6-1918.»
Croce al merito di guerra, seconda concessione - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra, seconda concessione
     «Determinazione 12º Corpo Armata in data 10-6-1918 concessione. 909»
Croce al merito di guerra, terza concessione - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra, terza concessione
     «Commutazione encomio solenne D.L. 7 nov. 1915 per i fatti di Plava 16-17 e 15 giugno 1915 (B.U.           1922, disp. 69, p. 2646) .»

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     «Per lunghi e buoni servizi. Motu proprio S.M. il Re R.D. 13 sett. 1917»
   Roma
Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
     «In considerazione di lunghi e buoni servizi. R.D. 24 gennaio 1924»
   Roma
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
     «Per lunghi e buoni servizi, 28 dicembre 1913»
    Roma
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     «Motu proprio S.M. il Re R.D. 13.09.1918»
   Roma
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     «Per benemerenze acquistate in dipendenza della guerra 15-18 R.D. 8 agosto 1920»
   Roma
Medaglia per la guardia d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia per la guardia d’Onore
     «Brevetto 3782 del 21 dicembre 1920»
   Roma
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
     Roma
Croce d'oro per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 25 anni di servizio - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio militare per gli ufficiali con 25 anni di servizio
     «Determinazione ministeriale 23 ott. 1911»
   Roma
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
     Roma
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
     Roma
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
     Roma

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Arc. 3005:  Palmegiani Umberto  in uniforme  ordinaria da Maggior Generale  mod. 04 novembre 1918 – 19 febbraio 1920 (Rieti 01 marzo 1861 – Torino 16 novembre 1930). Entrato all’Accademia Militare il 15 settembre 1879 ne uscì Sottotenente dello Stato Maggiore di Artiglieria il 29 luglio 1882. dopo aver frequentato la Scuola di Applicazione il 24 aprile 1881. Tenente nel 17° Reggimento Artiglieria il 12 aprile 1884, passò all’8° Artiglieria il 12 settembre 1886 e al Comitato delle Fonderie di Genova il 19 agosto 1888. Il 19 aprile 1891 venne promosso Capitano nel 6° Artiglieria e il 25 ottobre dello stesso anno venne assegnato alla Direzione di Artiglieria di Verona e poi al Comando Locale di Artiglieria di Roma nel Comitato del Ministero della Guerra. Il 2 gennaio 1896 venne trasferito nel Reggimento Artiglieria da Montagna e il 15 marzo 1906 ottenne il grado di Maggiore nel 1° Reggimento Artiglieria da Fortezza. Il 21 marzo 1907 tornò nuovamente al Reggimento Artiglieria da Montagna e il 30 giugno 1912 venne promosso Tenente Colonnello nel 1° Artiglieria da Montagna. L’8 aprile 1915 fu Comandante Facente Funzione e il 6 luglio 1915 ottenne il grado di Colonnello Comandante il 39° Reggimento Artiglieria e il 16 settembre 1915 fu Fuori Quadro Comandato di Corpo d’Armata a Torino. Passò poi come Comandante in 2^ all’Accademia Militare e il 13 aprile 1917 fu a Disposizione  e poi Colonnello Brigadiere Comandante il 17° Raggruppamento d’Assedio. Fu presidente della Commissione di Sorveglianza delle Materie Prime e il 10 luglio 1920 fu collocato in Posizione Ausiliaria. Il 22 luglio dello stesso anno venne promosso Generale di Divisione e nel 1928 venne trasferito nella Riserva. Fotografia formato 8,5 x 13,5. Fotografo: Sconosciuto. Fronte di Osoppo datata 18 agosto 1917.

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Arc. G2: Gandolfo Asclepia in grande uniforme da Tenente Generale Comandante di corpo d’Armata mod. 4 novembre 1918 – 19 febbraio 1920 (Imperia, 22 luglio 1864 – Roma, 31 agosto 1925). Sottotenente nell’87° Reggimento Fanteria il 25 agosto 1885, venne promosso Tenente l’11 ottobre 1888. Capitano nel 12° Reggimento Fanteria passò poi al 5° Reggimento Bersaglieri il 29 dicembre 1898. Insegnante di Tattica alla Scuola di Tiro di Parma nel 1902, fu comandante del 1° Battaglione Bersaglieri Ciclisti nel 1907. Maggiore il 30 settembre 1911, fu insegnante di geografia alla Scuola di Fanteria e Cavalleria di Modena e, promosso Tenente Colonnello il 18 aprile 1915 fu posto al comando del 10° Reggimento Fanteria il 4 dicembre 1915. Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Pisa dal 5 luglio 1916 al 12 giugno 1917 condusse il reparto con tale coraggio e perizia sull’altopiano Carsico, sul Veliki Kribach, sul Pecinka ed a Lokoida da meritarsi tre Medaglie d’Argento al Valor Militare, la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia e la promozione a Maggior Generale per merito di guerra il 29 giugno 1916. Il 14 giugno 1917 fu al comando della 31^ Divisione, del 4° Corpo d’Armata dal 25 ottobre al 25 novembre 1917, Addetto al Comando dell’11° Corpo d’Armata e poi al l’8° Corpo d’Armata dal 3 marzo al 28 ottobre 1918 meritandosi sul Montello la Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia e la promozione a Tenente Generale il 20 giugno 1918. Venne posto al comando del 26° Corpo d’Armata il 1° novembre 1918 e a Fiume, nel settembre 1919, si rifiutò di far sparare dalle sue truppe ai legionari di D’Annunzio durante la marcia di Ronchi. Per questo dal governo Nitti venne posto in Disposizione il 10 dicembre 1919 e in Posizione Ausiliaria Speciale il 16 agosto 1920. Nel 1921 aderì al partito nazionale fascista. Presso la sua residenza, a Oneglia, fu redatto, insieme a Italo Balbo, Dino Perrone Compagni ed a Ulisse Igliori, il primo regolamento delle camicie nere. Il 1° gennaio 1923 fu a Disposizione del Ministero dell’Interno come Prefetto di Cagliari e venne promosso Generale di Corpo d’Armata il 1° febbraio 1923 in Posizione Ausiliaria. Fu Capo del Fascio di Oneglia nel 1920, Ispettore delle Squadre d’Azione del Partito Nazionale Fascista della 1^ Zona nord-ovest nel 1922 e Ispettore del Gruppo Legioni M.V.S.N. della Sardegna il 1° febbraio 1923. Dopo il delitto Matteotti e le successive dimissioni del generale Emilio De Bono dalla carica di comandante della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, il 30 novembre 1924 Mussolini chiamò a sostituirlo lo stesso Gandolfo. Nei nove mesi in cui restò in carica, Gandolfo non fece tuttavia in tempo a incidere significativamente sulla riorganizzazione della Milizia: morì infatti a Roma il 31 agosto 1925, a 61 anni, per un improvviso aggravamento dei postumi delle lesioni che aveva subito durante la Grande Guerra. Qualche mese prima di morire, più precisamente l’8 febbraio, era stato nominato motu proprio da Vittorio Emanuele III grande ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Fotografia formato 21 x 14,5. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Grand'Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     8 febbraio 1925
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     1919
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     1919
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     1916
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Veliki Kribach – 1916
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Pecinka – 1916
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Lokoida – 1916
Medaglia commemorativa delle campagne di Libia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne di Libia
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918
   
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia 1848-1918
   
Medaglia commemorativa della Marcia su Roma - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della Marcia su Roma
   
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia interalleata della vittoria
   

Generali 1933 – 1940

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Arc. 2096: Mezzetti Ottorino in uniforme ordinaria coloniale da Generale di Corpo d’Armata mod. 18 gennaio 1934 (Roma, 30 novembre 1887 – Arezzo, 29 settembre 1962). All’età di dodici anni venne iscritto a frequentare il Collegio Militare di Roma il 1° gennaio 1889 passando successivamente alla Scuola militare della medesima città il 30 settembre 1895. Sottotenente nel 64° Reggimento Fanteria il 6 gennaio 1898, venne promosso Tenente il 20 gennaio 1901. Venne inviato in Congo nel 1903 al fine di partecipare insieme con altri ufficiali italiani all’organizzazione dell’esercito locale, dal momento che sebbene lo stato fosse possedimento del Regno del Belgio, tale era la presenza di italiani che il governo locale aveva chiesto all’Italia di occuparsi della formazione dell’esercito in cambio di consistenti concessioni. Rimase in Congo sino al 1906, e una volta rientrato in Patria frequentò la Scuola di Guerra di Torino. Capitano nel 1911 prese parte alla guerra italo-turca e il 25 maggio 1915 venne promosso Maggiore Comandante il 1° Battaglione del 59° Reggimento Fanteria. Nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia il 2 aprile 1916, dopo duri combattimenti sarà lui, il 17 dello stesso mese, a dare l’ordine di far saltare i detonatori della mina posta sul picco per conquistare la posizione nemica. Dalla regione del Col di Lana il suo battaglione fu trasferito sul fronte del Monte Colbricon nei pressi di Passo Rolle, dove combatté per alcuni mesi nell’inutile tentativo di sfondare le linee nemiche verso la Val di Fiemme.  Promosso Tenente Colonnello, dal 28 febbraio al 5 giugno 1917, data in cui rimase ferito in azione, fu comandante del 14º Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo. Dopo l’esito negativo della battaglia di Caporetto la Brigata “Calabria” si riposizionò sulla linea del Piave tra il Monfenera e il Monte Tomba, partecipando poi alla battaglia di Vittorio Veneto, compiendo attacchi sull’Asolone. Il 28 dicembre 1919 venne nominato Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia. Terminato il conflitto rimase senza specifici impieghi sino al 1924 quando, durante l’occupazione della Tripolitania, occupò alla testa della sua colonna la città di Sirte. Nel 1927 fu spostato in Cirenaica dove, resosi conto che gli uomini di Omar al-Mukhtar si rifugiavano nel deserto interno dove gli automezzi italiani non potevano raggiungerli per mancanza di autonomia, decise di mutare tattica e di utilizzare mezzi più efficienti e di muoversi su più colonne per operare manovre avvolgenti che circondassero l’avversario. Senza alcun preavviso lanciò le proprie truppe alle quattro del mattino verso il Gebel cogliendo i senussi alla sprovvista e sconfiggendoli in una serie di scontri. Nel suo successivo proclama alle truppe, in data 6 settembre 1927, dopo la fine delle operazioni estive sul Gebel, inneggiò al governo della colonia, all’esercito, al re e all’Italia, senza proferire una parola di apprezzamento per il duce, a cui i riferimenti di Rodolfo Graziani erano costanti. Ciò gli causò problemi, anche se venne promosso Generale di Brigata il 16 giugno 1928. Dati i suoi legami di lunga data con l’Africa, fu nominato governatore dell’Amara (Africa Orientale Italiana) dal 1937 al 1º gennaio 1939 e in quello stesso anno fece definitivamente rientro in Patria. Il 9 settembre 1937, per i meriti acquisiti, era stato elevato al rango di Generale di Corpo d’Armata. Il 25 marzo 1939 fu nominato a Senatore del Regno d’Italia, e dal 17 aprile dello stesso anno al 5 agosto 1943 fece parte della Commissione d’affari dell’Africa italiana. Dopo la caduta del fascismo (25 luglio) e la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943 fu sottoposto a procedimento di epurazione, venendo dichiarato decaduto dalla carica di senatore in data 28 dicembre 1944. Non ricoprì mai alcun incarico militare durante la seconda guerra mondiale. Fotografia formato 14,4 x 9,8. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     «Provetto coloniale rotto a tutti i disagi e privazioni del deserto, comandante dotato di grande                 energia, di provetto valore, di sicura perizia, ha messo a profitto dell’Impero la sua tenace attività e la     sua profonda esperienza, concorrendo validamente alla repressione di una vasta rivolta e d alla               pacificazione di estesi territori. A.O.I., 15 dicembre 1937-15 giugno 1938
   Regio Decreto 4 ottobre 1938
Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valore militare
     «Con slancio ed energia guidava la sua compagnia all’attacco delle trincee nemiche sotto l’intenso         fuoco dell’artiglieria e delle mitragliatrici avversarie, cooperando efficacemente al buon andamento       dell’azione. Col di Lana, 9 luglio 1915
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «All’abilità di comandante univa coraggio personale, dando in vari combattimenti mirabile esempio di     ardimento e sprezzo del pericolo. Gasr Tellil, 24 dicembre 1918; Gemil, 5 ottobre 1918; Zanzur, 2             gennaio 1919; Zona di Zavia, 8-10 gennaio 1919
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Governatore e comandante delle truppe dell’Amara, ha più volte personalmente assunto il comando         di forti e importanti colonne in operazioni di grande polizia coloniale, dando prova di magnifico                   ascendente sulle truppe ai suoi ordini, per le sue doti di sereno sprezzo del pericolo, di resistenza alle       fatiche e ai disagi, per alto sentimento del dovere e profondo spirito di sacrificio. Goggiam-Belesà,             gennaio-dicembre 1938
Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valore militare
   
Croce al merito di guerra (3 concessioni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra (3 concessioni)
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
     Regio Decreto 16 giugno 1939
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
     Regio Decreto 21 dicembre 1938
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     Regio Decreto 31 maggio 1934
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
   
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Medaglia militare al merito di lungo comando (15 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia militare al merito di lungo comando (15 anni)
   
Medaglia commemorativa delle Campagne di Libia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle Campagne di Libia
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

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Arc. G3: Nasi Guglielmo Ciro in uniforme ordinaria Coloniale da Generale di Divisione mod. 18 gennaio 1934 (Civitavecchia, 21 febbraio 1879 – Modena, 21 settembre 1971). Dopo essersi arruolato nel Regio Esercito entrò nella Regia Accademia Militare di Modena, da cui uscì con il grado di Sottotenente, assegnato all’Arma di Artiglieria. Nel 1905 fu promosso Tenente, e nel 1912 fu inviato in Libia con il grado di Capitano, in forza all’8º Reggimento Artiglieria. L’anno successivo si distinse nel combattimento di Saf Saf (1º luglio), venendo decorato con una Medaglia d’argento al Valor Militare. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, avvenuta il 24 maggio 1915, si distinse in forza all’artiglieria, in particolare nel corso del 1917, ed al termine del conflitto risultava decorato con altre tre Medaglie d’Argento al Valor Militare, ed aveva raggiunto il grado di Tenente Colonnello. Nel 1924 assunse il comando del 3º reggimento d’artiglieria, e l’anno successivo fu nominato addetto militare a Parigi dove rimane per 3 anni fino al 1928. In quell’anno rientrò in Patria per essere quindi inviato nelle colonie africane in qualità di Capo di Stato Maggiore delle truppe coloniali, ricoprendo l’incarico di Vice-governatore della Cirenaica italiana dal 1934 al 1935. Dopo lo scoppio della guerra d’Etiopia, Nasi fu impegnato sul fronte sud al comando della 1^ Divisione Fanteria “Libia”, alle dipendenze del Generale Rodolfo Graziani. In questo frangente portò le sue truppe a scontrarsi con le truppe etiopi al comando di Wehib Pascià, un generale turco al servizio dell’imperatore etiopico. Wehib cercò di attirare l’armata italiana in una trappola facendola spingere il più possibile nel deserto dell’Ogaden. Ma nello svolgimento di tale operazione i reparti italiani al comando di Nasi, e del Generale Navarra, fecero fallire l’operazione infliggendo gravissime perdite agli abissini e mettendo a repentaglio la stessa sopravvivenza dell’armata di Wehib Pascià. Al termine della campagna d’Etiopia fu nominato governatore dell’Harar, ricoprendo tale incarico dal 1936 al 1939, quando assunse quello di governatore dello Scioa che ricoprì fino al 1940 (cumulando anche la carica con quella di vice governatore dell’AOI). La sua politica di governo fu caratterizzata da una forte azione moralizzatrice dell’amministrazione civile e militare. Si dimostrò anche un abile diplomatico nella gestione delle relazioni con le diverse tribù indigene, alternando l’utilizzo della forza con la trattativa. Sostenne, inoltre, il viceré Amedeo d’Aosta nella sua azione di collaborazione con i notabili, inclusi i dissidenti, e in quella di avvicinamento alle popolazioni etiopi. Con l’entrata in guerra dell’Italia, avvenuta il 10 giugno 1940, venne inoltre nominato comandante in capo dello scacchiere Est delle Forze armate dell’Africa Orientale Italiana. In questo ruolo organizzò e guidò personalmente una fortunata campagna contro il Somaliland britannico, impiegando gli àscari. L’ultima piazzaforte nell’Africa orientale italiana fu completamente conquistata dagli inglesi a Gondar (Etiopia), nel novembre 1941. Nei mesi precedenti, l’equilibrio delle forze nel corno d’Africa cambiò decisamente costringendo le forze italiane ad assumere una posizione difensiva. Nasi, rimasto completamente isolato, combatté la battaglia di Gondar. Il 27 novembre 1941 iniziò l’attacco finale degli inglesi diretto subito sull’aeroporto di Azozo. Nella mattinata cadde Azozo e le truppe britanniche raggiunsero il castello di Fasilades. Alle 14.30 il generale Guglielmo Nasi inviò in Italia l’ultimo dispaccio: «La brigata di riserva, lanciata sul fronte sud, non è riuscita a contenere l’attacco. Il nemico ha già superato il reticolato e i mezzi blindati sono penetrati in città. Ritengo esaurito ogni mezzo per un’ulteriore resistenza ed invio i parlamentari». Poco dopo il comando italiano di Gondar, locato nella Banca d’Italia, fu preso d’assalto e costretto alla resa. Il 30 novembre deposero le armi gli italiani negli ultimi presidi che ancora resistevano. Guglielmo Nasi fu l’ultimo comandante italiano ad arrendersi nell’Africa Orientale Italiana il 28 novembre 1941. Fatto prigioniero, fu inviato in un campo di prigionia nel Kenya insieme al duca Amedeo d’Aosta, e quando costui morì, Nasi assunse il comando dei circa 60.000 prigionieri italiani. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 con gli Alleati della seconda guerra mondiale, si schierò con il governo del Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio. Gli fu consentito di rientrare in Italia solo nel novembre 1945 per presentarsi davanti all’Alta Corte di Giustizia e difendersi dalla denuncia presentata contro di lui dall’Alto Commissario per le sanzioni contro il fascismo. Prosciolto nel corso di quello stesso anno, nel 1949 venne designato a ricoprire la carica di “Commissario straordinario al trapasso” in Somalia tra l’uscente amministrazione britannica e la nuova Amministrazione fiduciaria italiana della Somalia. Sull’onda delle proteste del governo etiopico, espresse direttamente dall’imperatore Hailé Selassié al governo italiano e riprese nel parlamento italiano dalla sinistra, il Consiglio dei ministri decise di revocargli l’incarico e di sopprimere la stessa figura di Commissario straordinario. Le proteste etiopiche furono collegate al fatto che il suo nome risultava fra quelli dei criminali di guerra denunciati dal governo etiopico alle Nazioni Unite. Lo storico Angelo Del Boca, tra i massimi studiosi del colonialismo italiano, lo considerò il migliore ufficiale del Regio Esercito presente in A.O.I. Particolare di Fotografia formato 18 x 13. Fotografo: Istituto Nazionale Luce.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     19 settembre 1918
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     26 giugno 1924
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
     1º luglio 1937
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     31 luglio 1939
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Diede prova di grande energia e coraggio nella condotta dei suoi pezzi durante il combattimento di     Saf Saf. Saf Saf, 1º luglio 1913
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Durante le azioni che portarono all’occupazione della testata di Val Travenanzes, concorreva                 efficacemente alla riuscita delle operazioni compiendo, con tenacia mirevole, intelligenza e grande         ardimento, una serie di pericolose ricognizioni, i cui risultati servirono come dati essenziali di base         per gli spostamenti ed il più opportuno impiego delle batterie. Val Costeana, maggio-ottobre 1916
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Con calma ed ardire assolveva completamente l’arduo compito assegnatoli, nonostante che                   l’osservatorio e le batterie fossero soggette al preciso e al violento tiro dei grossi calibri nemici,               dando luminosa prova di coraggio e di alto sentimento del dovere. Castagnevizza, 12-24 maggio             1917
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Costante esempio di fermezza e coraggio, incaricato di una ricognizione sulla linea dei piccoli posti     per constatare la posizione raggiunta dai reparti più avanzati e la loro dislocazione, e sorpreso da un       furioso bombardamento nemico, compì risolutamente la propria missione, dimostrando fermezza e         tenacia mirabili. Pod Koriti, 19 – 24 agosto 1917
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
   
Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
     Regio Decreto 19 aprile 1934
Cavaliere di gran croce dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
   
Grande ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     Regio Decreto 16 gennaio 1939
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
     2 giugno 1953
Cavaliere di Vittorio Veneto - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Vittorio Veneto
   
Promozione per merito di guerra (fino a Ufficiale generale) - nastrino per uniforme ordinaria    Promozione per merito di guerra (fino a Ufficiale generale)
     «Nasi Guglielmo, generale di brigata. – È promosso generale di divisione.- Per la forte e sagace               azione di comando nelle operazioni che portarono alla conquista dell’Ogaden e dell’Harrarino.-»
   Regio Decreto 6-7-1936-XIV
Promozione per merito di guerra (fino a Ufficiale generale) - nastrino per uniforme ordinaria    Promozione per merito di guerra (fino a Ufficiale generale)
     «Nasi Guglielmo, generale di divisione in s.p.e.. – È promosso generale di corpo d’armata.-                       Comandante delle truppe e governatore del territorio dell’Harar, dimostrava eminenti virtù di                     condottiero e di animatore. Di eccezionali qualità organizzative, tracciava e raggiungeva nel territorio     affidatogli sicure vie e fulgide mete per l’avvenire e la grandezza dell’Impero.-»
   Regio Decreto 31-7-1938-XIV
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
   
Medaglia al merito di lungo comando nell'esercito (10 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia al merito di lungo comando nell’esercito (10 anni)
   
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (ruoli combattenti) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (ruoli combattenti)
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

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Arc. 3053: Fornaca Alessandro in uniforme ordinaria Coloniale da Generale di Brigata mod. 18 gennaio 1934 (7 dicembre 1882 – Tripoli 24 luglio 1934). Allievo Ufficiale il 5 novembre 1903, venne promosso Sottotenente di Fanteria il 7 settembre 1905. Promosso Tenente nel 91° Reggimento Fanteria il 7 settembre 1908, ottenne il grado di Maggiore nel 52° Reggimento Fanteria il 1° giugno 1917. Il 19 ottobre 1929 fu promosso Colonnello e ottenne il comando del 75° Reggimento Fanteria per poi passare come facente quadro presso il Regio Corpo Truppe Coloniali in Tripolitania. Passato allo Stato Maggiore del Comando di Corpo nel 1934 divenne Capo di Stato Maggiore del Regio Corpo Truppe Coloniali nel 1934. Nel 1936 ottenne il grado di Generale di Divisione. Fotografia formato 13 x 8,5. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc.G1: Azzariti Luigi in uniforme ordinaria da Generale di Divisione mod. 14 novembre 1934 – 5 giugno 1939 (5 maggio 1872 – 19..). Sottotenente del Genio il 17 febbraio 1895 venne promosso Tenente nel 2° Genio il 21 agosto 1897. Il 5 settembre 1909 ottenne il grado di Capitano nel 1° Reggimento Genio e successivamente venne promosso Maggiore. Il 31 giugno 1917 venne promosso Tenente Colonnello del Genio Ferrovieri e poco dopo fu Colonnello Comandante l’8° Reggimento Genio. Il 4 aprile 1932 fu Generale di Brigata Comandante il Genio del Corpo d’Armata di Alessandria e il 1° gennaio 1936 venne promosso Generale di Divisione a disposizione del Ministero della guerra per poi essere collocato in Posizione Ausiliaria. Venne poi reintegrato e destinato alla Direzione Generale del genio per poi essere promosso Generale di Corpo d’Armata in Riserva il 1° gennaio 1939. Fotografia formato 11,2 x 16,6. Fotografo: Compagnia Fotografi dell’8° Genio. 

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Arc. 912: Badoglio Pietro in grande uniforme da Maresciallo d’Italia mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Grazzano Monferrato, 28 settembre 1871 – Grazzano Badoglio, 1º novembre 1956). Entrato all’Accademia Militare di Torino, fu promosso Sottotenente di artiglieria il 16 novembre 1890 e Tenente il 7 agosto 1892. Trasferito al 19° da campagna a Firenze, vi rimase fino al febbraio 1896, quando fu inviato in Eritrea con la spedizione del Generale Baldissera. Partecipò alla puntata su Adigrat per liberare dall’assedio il Maggiore Prestinari e poi, terminate le ostilità con l’Etiopia, rimase per circa due anni in guarnigione sull’altopiano, ad Adi Caieh. Rimpatriato alla fine del 1898, frequentò la Scuola di Guerra, distinguendosi per l’equilibrata intelligenza e la grande tenacia posta nello studio. Promosso Capitano il 13 luglio 1903, fu trasferito al 12° da Campagna di stanza a Capua. Successivamente fu assegnato al comando del Corpo d’Armata di Bari ed al comando del Corpo di Stato Maggiore, all’ufficio regolamenti. Una carriera fino a quel momento regolare, accelerata dalla guerra di Libia, alla quale Badoglio partecipò fin dall’inizio. Fu, infatti, decorato al Valor Militare per aver organizzato l’azione di Ain Zara e promosso Maggiore per merito di guerra per aver pianificato l’occupazione dell’oasi di Zanzur. Rimpatriato, fu assegnato al 3° da Fortezza di stanza a Roma. Tenente Colonnello il 25 febbraio del 1915 fu assegnato al comando della 2ª Armata. Poco dopo l’inizio della guerra passò al comando della 4ª Divisione, il cui settore era dominato dal Sabotino, un monte privo di vegetazione e fortemente fortificato dagli Austriaci, fino ad allora giudicato imprendibile. Badoglio ebbe l’idea di espugnarlo usando il procedimento delle parallele. I lavori per scavare e rafforzare le successive trincee durarono mesi, Badoglio, promosso Colonnello nell’aprile 1916 e divenuto Capo di Stato Maggiore del VI Corpo d’Armata, continuò a dirigerli e comandò la brigata che effettuò la conquista del Sabotino il 6 agosto 1916. Promosso Maggior Generale per merito di guerra, continuò nell’incarico di Capo di Stato Maggiore fino al novembre, quando prese il comando della Brigata Cuneo. Nel maggio 1917 fu incaricato del comando del II Corpo d’Armata qualche giorno prima dell’inizio della 10ª battaglia dell’Isonzo. Il II Corpo d’Armata conquistò il Vodice e Monte Kuk, posizioni ritenute quasi imprendibili, e naturalmente Badoglio acquistò nuovi meriti, tanto che il comandante della 2ª Armata, Capello, nella successiva 11ª battaglia lo destinò al comando del XXVII corpo. Fu promosso Tenente Generale, ancora per merito di guerra. Badoglio continuò a comandare il XXVII corpo e fu proprio nel suo settore che la mattina del 24 ottobre 1917 gli Austro-Tedeschi sfondarono dando inizio alla disfatta di Caporetto. Badoglio fu nominato Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito unitamente al generale Giardino. Lavoratore instancabile, molto preparato professionalmente, intelligente e volitivo, Badoglio divenne presto il punto di forza del nuovo Comando Supremo e quando, nel febbraio 1918, il Generale Giardino fu inviato a Versailles, divenne Sottocapo unico e alter ego di Diaz. Condusse trattative per l’armistizio del 4 novembre 1918 con equilibrio, con fermezza e con signorilità. Il 24 febbraio 1919 Badoglio fu nominato Senatore. Nell’agosto 1919 il Comando Supremo fu sciolto ma Badoglio continuò a ricoprire l’incarico di Sottocapo di Stato Maggiore. Nel settembre il Presidente Nitti lo nominò Commissario straordinario del governo per la Venezia Giulia e lo mandò a Fiume, occupata da Gabriele D’Annunzio con i suoi volontari. Il 2 dicembre Badoglio, promosso Generale d’Esercito e nominato Capo di Stato Maggiore al posto di Diaz, tornò a Roma. Nel febbraio 1921 lasciò l’incarico ed entrò a far parte del Consiglio dell’Esercito. Nel 1923 Mussolini lo mandò in Brasile come ambasciatore, ma già nell’aprile del 1925 fu richiamato a Roma e nominato Capo di Stato Maggiore Generale, incarico allora abbinato a quello di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Promosso Maresciallo d’Italia nel 1926, dal 1º febbraio 1927 lasciò l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito al Generale Ferrari. Fu inviato in Libia come Governatore Generale nel gennaio del 1929. Un’esperienza pienamente positiva: la colonia fu pacificata ed avviata ad uno sviluppo civile con l’attuazione di un ampio programma di opere pubbliche. Richiamato in Patria alla fine del 1933, nel novembre del 1935 fu inviato in Eritrea quale Comandante supremo. Entrato trionfalmente ad Addis Abeba il 5 maggio 1936 Badoglio rientrò quasi subito in Patria, accolto con grandi onori e con la concessione del titolo di duca di Addis Abeba. Carico di onori e di prebende, Badoglio non ebbe il coraggio di abbandonare l’incarico di Capo di Stato Maggiore Generale quando Mussolini manifestò l’intenzione di entrare in guerra a fianco della Germania. Le prime cocenti sconfitte in Africa Settentrionale ed in Grecia fecero di Badoglio il capro espiatorio. Di fronte alle accuse di incompetenza, mossegli soprattutto dagli ambienti fascisti, dette le dimissioni. Gli eventi successivi fecero sì che Badoglio, avvicinato da alcuni uomini politici antifascisti (Bonomi, Soleri, Orlando) dimostrasse la sua disponibilità ad assumere la Presidenza del Consiglio ed a porre fine alla guerra. Il 25 luglio 1943 Badoglio divenne il Presidente del Consiglio ed in tale veste gestì le fasi dell’armistizio. Abbandonata Roma dopo l’annuncio dell’armistizio, Badoglio si recò a Brindisi con il sovrano e rimase alla Presidenza del Consiglio fino alla liberazione di Roma. L’8 giugno 1944  cedette, infatti, l’incarico ad Ivanoe Bonomi, un politico che era già stato primo ministro dal luglio 1921  al febbraio 1922. Ritiratosi a vita privata, morì a Grazzano il 10 novembre 1956. Fotografia formato 18 x 13. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze 

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
     Regio decreto 18 ottobre 1928
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     1921
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
     1919
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine militare di Savoia
 

   «Adamantina tempra di soldato italiano, con tenacia pari al valore e con intelletto pari alla fede, in 41       mesi di guerra consacrò tutto se stesso al trionfo delle armi nostre. Assunto ad alte funzioni presso il     comando supremo, fu del capo di stato maggiore dell’Esercito, in intima comunione di opere, di               concetti e d’intenti, prezioso, devoto, infaticabile collaboratore, acché spezzata la violenza delle             offensive nemiche, le armate italiane, ricostituite in agili e forti organismi, scattassero nell’ora                   meditata e prescelta alla travolgente manovra intesa a distruggere l’intera compagine dell’esercito         nemico. Zona di guerra, 8 novembre 1917 – 4 novembre 1918.»  6 novembre 1918

Gran Croce dell'Ordine coloniale della stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Croce dell’Ordine coloniale della stella d’Italia
     1930
Cavaliere di Gran Croce Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta
     23 giugno 1936
Commendatore dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
   

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone Bianco - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone Bianco
     20 luglio 1926
Gran Croce dell'Ordine di Vytautas il Grande di Lituania - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Croce dell’Ordine di Vytautas il Grande di Lituania
     1930

Decorazioni

Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valore militare
     «Per il valore dimostrato sulle linee di S. Daniele, in circostanze critiche di combattimento,                       assicurando efficace difesa contro l’incalzante nemico ed esponendosi serenamente ove intenso             ferveva il combattimento.»
   S. Daniele del Friuli, 30 ottobre 1917.
Medaglia d'argento al valore civile - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valore civile
      «Per essersi segnalato nel portare soccorso alle popolazioni funestate dal terremoto del 28                      dicembre 1908»
Medaglia di bronzo al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valore militare
     «Incaricato dal comando del corpo d’armata di indirizzare la 6ª brigata su posizioni arditamente da lui       riconosciute giorni innanzi, eseguiva il mandato con coraggio ed intelligenza. Rientrato al comando per     riferire, ritornava più tardi al comando di brigata per ordini e notizie, traversando, non curante di sé,           zone molto battute da proiettili nemici.»
   Tripoli, 26 novembre 1911
Croce al Merito di Guerra (2 concessioni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al Merito di Guerra (2 concessioni)
     Comando Supremo (1918) e Campagna Africa Orientale Italiana (1936)

Medaglie

Medaglia Mauriziana pel merito militare di 10 lustri per ufficiali generali - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana pel merito militare di 10 lustri per ufficiali generali
   
Medaglia d'oro militare al merito di lungo comando - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro militare al merito di lungo comando
   
Croce d'oro per anzianità di servizio militare - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio militare
   
Medaglia commemorativa della Guerra Italo-Turca (1911-1912) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della Guerra Italo-Turca (1911-1912)
   
Medaglia commemorativa delle Campagne di Libia (1913) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle Campagne di Libia (1913)
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia (1848-1918) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia (1848-1918)
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale (1935 – 1936) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale (1935 – 1936)
   
Medaglia di benemerenza per i volontari della campagna dell'Africa Orientale (1935-1936) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di benemerenza per i volontari della campagna dell’Africa Orientale (1935-1936)
   
Medaglia di benemerenza per il terremoto di Avezzano (1915) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di benemerenza per il terremoto di Avezzano (1915)
   

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Arc. G: Baistrocchi Federico in uniforme ordinaria da Generale d’Armata mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Napoli, 9 giugno 1871 – Roma, 31 maggio 1947). Studiò al Collegio militare della Nunziatella di Napoli e passò successivamente all’Regia Accademia Militare di Artiglieria e Genio di Torino, dove nel 1889 uscirà con il grado di Sottotenente di Artiglieria; nel 1896 combatté nell’ultima fase della guerra italo-abissina mentre nel 1912 partecipò alla guerra italo-turca dove fu promosso Maggiore ed ottiene per meriti di guerra la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Nella Prima guerra mondiale prestò servizio in Albania al comando di un raggruppamento d’artiglieria fino al 1916. Rientrato in Italia col grado di Tenente Colonnello, operò in Vallarsa e sul Pasubio, dove incaricò il matematico Mauro Picone di redigere nuove tavole di tiro per le artiglierie pesanti in montagna. Successivamente fu assegnato al fronte dell’Isonzo: durante la ritirata di Caporetto i suoi artiglieri si distinsero perché trasportarono i loro pezzi, quaranta batterie circa, dalla Bainsizza fino al fiume Tagliamento ma che dovettero abbandonare ai ponti perché fatti saltare in precedenza. Nel corso della battaglia di Vittorio Veneto con il grado di Brigadiere Generale era comandante dell’artiglieria della 7ª Armata delle Giudicarie. Alla fine del conflitto, dove era stato decorato con tre Medaglie d’Argento al Valore Militare, fu inviato in Libia per tutto il 1919. Nell’ottobre 1922, in prossimità della marcia su Roma, assicurò a Mussolini che la piazza di Napoli, del quale era comandante, non sarebbe intervenuta contro di lui durante l’adunata fascista nella città partenopea. Nel 1924 venne eletto alla Camera dei deputati nella XXVII legislatura per il PNF (primo eletto) in Campania, e confermato nel 1929 nella XXVIII legislatura e nel 1934 nella XXIX. Nel 1926 fu promosso Generale di Divisione e quando nel 1931 divenne Generale di Corpo d’Armata, fu inviato a Verona per assumere il comando del Corpo d’Armata ivi stanziato. Nel luglio 1933 Mussolini assunse anche il Ministero della Guerra, e Baistrocchi assunse l’incarico di Sottosegretario di Stato, con l’obiettivo di iniziare un “programma di ammodernamento delle Forze armate” che prevedeva: l’istituzione del premilitare e postmilitare, ammodernamento e meccanizzazione, la creazione delle divisioni celeri e dei reparti autotrasportati, l’ammodernamento delle artiglierie e delle armi individuali. Tuttavia questo programma, forse troppo ambizioso, fu attuato solo in parte. Il 14 novembre 1933 emanò la cosiddetta “Riforma Baistrocchi”, su uniformi, gradi ed equipaggiamento del Regio Esercito, della Milizia e dei Reali Carabinieri. Durante la guerra d’Etiopia favorì la costituzione di divisioni di camicie nere, comandate però da ufficiali dell’esercito. Ricoprì l’incarico di Sottosegretario di stato fino all’ottobre 1936. Già Segretario dell’Ordine Militare di Savoia, fu anche Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito dal 1º ottobre 1934 al 7 ottobre 1936. Il 23 maggio 1936 raggiunse il grado di Generale d’Armata. Il 7 ottobre 1937 gli fu concesso con Regio Decreto il titolo di “Conte”. Il 25 marzo 1939 fu nominato senatore del Regno d’Italia. Nel 1944 fu collocato in riserva per raggiunti limiti d’età. Il 18 aprile 1945 fu arrestato con l’accusa di fascistizzazione dell’esercito per l’inserimento della Milizia Fascista: processato al tribunale militare di Roma, fu assolto con formula piena nel settembre 1946. Fotografia formato 24 x 18. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     «Nel periodo preparatorio all’avanzata su Misurata, colla sua feconda operosità portò al maggiore            grado di efficienza le opere di difesa della base e tutti gli elementi mobili di artiglieria destinati a             prendere parte a tale avanzata. Nei combattimenti di misurata (8 luglio 1912) e del Gheran (20 luglio       1912) diresse l’impiego di tali elementi con eccezionale abilità, dando prova ammirabile di calma,             sangue freddo ed ardimento
   Regio Decreto lettera A del 16 marzo 1913
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     «Quale comandante di Artiglieria di un’Armata, dimostrava elettissime qualità militari, vasta e                   profonda competenza tecnica, preziosissime doti di organizzatore nella preparazione dell’Arma e del     suo impiego. Sprezzante sempre del fuoco nemico nella sua inesauribile attività che lo ha fatto               accorrere ovunque la situazione era più difficile e il pericolo più intenso. Efficacissimo coadiutore del     comando nel dar vita al più stretto accordo fra i comandi delle Grandi Unità e gli organi da lui                   dipendenti, e nell’assicurare il più intimo collegamento tra Fanteria e Artiglieria nel combattimento. –       Valtellina – Valcamonica e Val Giudicarie, marzo-novembre 1918»
   Regio Decteto n. 107 del 17 maggio 1919
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Sprezzante del pericolo, si portava presso un pezzo, che aveva avuto quasi tutti i serventi fuori             combattimento, e assicurava il proseguimento del tiro. Atterrato dal vicino scoppio di una granata           nemica di medio calibro e colpito al capo da un sasso, nonostante lo stordimento ritornava subito al       suo posto di combattimento, conservando la direzione del tiro. Val Popena Bassa, 12 settembre               1915.»
   Regio Decreto 16 novembre 1916
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «In varie contingenze di guerra preparava e dirigeva, con grande abilità e perizia, l’azione d’artiglieria     da lui dipendente, e dava continue e mirabili prove di slancio e coraggio personale. Vallarsa, Pasubio,     Lora, Alpe di Cosmagnon, giugno, settembre, ottobre 1916.»
   Regio Decreto 25 gennaio 1917
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «In numerosi aspri combattimenti fu sempre ammirevole per sereno coraggio e alto valore. Altipiano     di Bainsizza, agosto-settembre 1917.»
   Regio Decreto 16 agosto 1918
Croce al merito di guerra (2 concessioni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra (2 concessioni)
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
     Regio Decreto 14 settembre 1933
Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
   
Medaglia militare d'oro al merito di lungo comando (20 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia militare d’oro al merito di lungo comando (20 anni)
   
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa (1882-1935) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa (1882-1935)
   
Medaglia commemorativa Guerra Italo Turca 1911-1912 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa Guerra Italo Turca 1911-1912
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia a ricordo dell’unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo dell’unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   
Promozione per merito di guerra (fino a Ufficiale superiore) - nastrino per uniforme ordinaria    Promozione per merito di guerra (fino a Ufficiale superiore)
     28 maggio 1917

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Gregorio Magno - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Gregorio Magno
     25 giugno 1935
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
   

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Arc. G: Gabba Melchiade in grande uniforme da Generale di Corpo d’Armata 1° Aiutante di Campo del Principe Umberto mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Milano, 20 agosto 1874 – Roma, 17 novembre 1952). Giovanissimo decise di intraprendere la carriera militare, dapprima frequentando, a partire dal 15 ottobre 1892, il Collegio Militare di Milano e poi la Regia Accademia d’Artiglieria e Genio ove si iscrisse l’8 agosto 1895. Passò infine alla Scuola di Guerra nel 1905. Dal 1911 al dicembre 1915 fu in Eritrea come ufficiale del Corpo di Stato Maggiore, e poi comandante l’Artiglieria del Regio corpo truppe coloniali. Rientrato in Patria in piena prima guerra mondiale, a partire dal maggio 1916, con il grado di Tenente Colonnello, prestò servizio sul fronte giulio al comando di un gruppo di unità d’artiglieria del XVIII Corpo d’Armata e del XX Corpo d’Armata. Fu poi Capo di Stato Maggiore della 13ª Divisione, della 57ª Divisione, e Capo dell’ufficio operazioni e affari generali del Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito, Generale Luigi Cadorna. Ferito nel giugno 1916 ebbe nell’estate del 1917 la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia sull’altopiano di Asiago. In seguito ricoprì il ruolo di Capo di Stato Maggiore del XXIX Corpo d’Armata, del XIV Corpo d’Armata e Capo di Stato Maggiore della Divisione militare territoriale di Chieti meritandosi nel 1918 la Croce d’Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia.. Divenne membro della Società geografica italiana (1919) perfezionandosi nella cartografia militare. Promosso Colonnello, fu capo di una missione militare in Transcaucasia, e poi ricoprì il ruolo di direttore della Regia agenzia politica del Regno d’Italia presso le repubbliche di Georgia, Azerbaigian e di Armenia (28 febbraio 1920-16 marzo 1922). Rientrato in Italia fu in successione Capo di Stato Maggiore del III Corpo d’Armata di Milano, Capo ufficio operazioni allo Stato Maggiore dell’Esercito, e segretario del Consiglio dell’Esercito (1921). Nel settembre 1921 ritornò in Eritrea come comandante di quel corpo di truppe coloniali. Promosso Generale di Brigata nel maggio 1926 e nel 1927 nominato Capo di Stato Maggiore del comando designato d’Armata di Firenze. Nel gennaio 1931 è promosso Generale di Divisione, e divenne Comandante della 20ª Divisione di Fanteria “Curtatone e Montanara”. Fu poi primo Aiutante di Campo Generale di S.A.R. il Principe di Piemonte (17 novembre 1932-25 maggio 1934). Nel 1934 si iscrive al PNF. Nel novembre 1934 fu promosso al grado di Generale di Corpo d’Armata. Dal marzo 1935 prese parte alla guerra d’Etiopia come Capo di stato maggiore del Comando superiore dell’Africa Orientale, retto dal Generale Emilio de Bono. Nel 1936 divenne Generale designato d’Armata. Nominato senatore del Regno d’Italia il 25 marzo 1939 su proposta del Ministro della guerra, divenne Membro della Commissione degli affari dell’Africa italiana (dal 1939 e poi Vicepresidente della medesima commissione dal 1941) e Membro della Commissione per il giudizio dell’Alta Corte di Giustizia (1939-1943). Nel maggio 1940 è promosso Generale d’Armata. Il 27 luglio 1943 viene nominato da Pietro Badoglio Ministro dell’Africa Italiana, carica che deterrà sino al 24 febbraio 1944 quando tale ministero verrà assunto ad interim da Badoglio, e pochi mesi dopo dichiarato decaduto dal Senato. Ritiratosi a vita privata dopo la formazione della Repubblica Italiana, si spense a Roma il 17 novembre 1952. Fotografia formato 20,7 x 13,7. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     Regio Decreto 24 febbraio 1918
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     11 novembre 1920
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
     9 luglio 1936
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     30 novembre 1936
Croce al merito di guerra (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra (2 volte)
   
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
     31 dicembre 1914
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     12 maggio 1921
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     11 novembre 1933
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
     11 novembre 1934
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     14 gennaio 1916
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     30 dicembre 1919
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     15 gennaio 1931
Grande ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     21 marzo 1935
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     14 gennaio 1937
Cavaliere dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
   
Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
   
Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri
   
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa (1882-1935) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa (1882-1935)
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   
Medaglia militare al merito di lungo comando di bronzo (10 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia militare al merito di lungo comando di bronzo (10 anni)
   
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale (1935 – 1936, ruoli combattenti) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale (1935 – 1936, ruoli combattenti)
   

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Arc. 2546: Calcagno Riccardo in uniforme ordinaria da Generale di Corpo d’Armata Designato Comandante d’Armata mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 ( Lecce 1872 – Roma 1953). Sottotenente alla Scuola di Applicazione di Artiglieria l’11 settembre 1892, venne promosso Tenente nel 18° e poi nel 22° Reggimento Artiglieria il 1° settembre 1895. Fu insegnante alla Scuola di Applicazione nel 1899 e frequento la Scuola di Guerra nel 1902 venendo promosso Capitano nell’11° Reggimento Artiglieria il 21 settembre 1906. Nel 1908 passò nello Stato Maggiore, venne promosso Tenente Colonnello il 28 novembre 1915 e fu Capo Sezione Nazionale all’Ufficio Situazione e Operazioni Comando Supremo fino al gennaio 1916 e poi alla Sezione Internazionale fino all’aprile 1916. Promosso Colonnello Comandante del 46° Reggimento Artiglieria da campagna, da luglio al dicembre del 1917 fu Capo Ufficio Situazioni Comunicati di Guerra. Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Padova dal 18 marzo al 20 maggio 1918, venne promosso Brigadiere Generale il 20 giugno 1918 e fu Capo della Delegazione Italiana presso il Comitato Internazionale a Parigi. Dal 17 settembre 1919 al 26 febbraio 1927 fu Capo Delegazione Italiana presso la Commissione contro la Germania e il 1° febbraio 1923 ottenne il grado di Generale di Brigata. Nel novembre del 1927 ottenne il grado di Generale di Divisione e venne destinato al Ministero della Guerra con incarichi speciali per poi passare al comando della Divisione Messina nel giugno del 1928. Fu alla Regia Accademia Militare e alla Scuola di Applicazione nel luglio 1930 e il 14 novembre 1932 fu promosso Generale di Corpo d’Armata. Il 4 dicembre 1932 gli venne affidato il comando del Corpo d’Armata di Udine e dal 15 luglio 1934 al 1° settembre 1938 fu Comandante Generale della Guardia di Finanza. Collocato in Posizione Ausiliaria il 1° settembre 1938 con il grado di Generale di Corpo d’Armata Designato Comandante d’Armata, fu Generale di Corpo d’Armata in Riserva con rango Designato per il Comando d’Armata nel 1941. Fu Senatore del Regno dal 23 marzo 1939. Fotografia formato 10,5 x 7,8. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
     
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
     5 giugno 1915
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     13 settembre 1918
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     8 agosto 1920
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     19 gennaio 1933
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
     14 novembre 1935
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     13 settembre 1917
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     19 giugno 1924
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     14 gennaio 1932
Grande Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     14 gennaio 1937
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     28 novembre 1933
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     
Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valore militare
   
Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri
   
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
   
Croce al merito di guerra (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra 
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

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Arc. 2798: Generale di corpo d’Armata in uniforme ordinaria mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940. Fotografia formato 13,2 x 8,7. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 3054: Montù Carlo in uniforme ordinaria da Generale di Divisione mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Torino, 10 gennaio 1869 – Bellagio 19 ottobre 1949). Allievo all’Accademia Militare ne uscì Sottotenente presso la Scuola di Applicazione di Artiglieria. Promosso Tenente di Artiglieria il 12 novembre 1889 fu a La Spezia e poi in servizio presso l’11° Reggimento. Ufficiale di Complemento nel 1893, ottenne la Laurea in Ingegneria Elettrotecnica per poi essere promosso Capitano nel 1911. Allo scoppio della guerra italo – turca fu destinato in Africa e fu comandante della Flottiglia Aviatori Volontari in Libia ottenendo una Medaglia d’Argento al Valor Militare. Rientrato in patria venne promosso Maggiore M.T. di Artiglieria il 14 aprile 1912 e venne richiamato per organizzare il Battaglione Aviatori nel 1914. Fu comandante della Scuole di Aviazione il 10 marzo 1915 e, promosso Tenente Colonnello il 31 ottobre 1916, venne destinato al 9° Raggruppamento Bombardieri. Nel 1917 venne trasferito al 45° Raggruppamento d’Assedio per poi passare al 1° Raggruppamento Truppe Ausiliarie in Francia dove rimase fino al 1918. Rientrati in Italia fu alla Scuola Ufficiali Inferiori della 7^ Armata  e il 10 giugno 1918 ottenne il grado di Colonnello Comandante la 54^ Divisione di Artiglieria. Il 1° gennaio 1928 venne promosso Generale di Brigata in Riserva e il 16 giugno 1934 Generale di Divisione. Richiamato presso il Ministero per incarichi speciali il 1° aprile 1943 venne posto in Congedo Assoluto il 10 gennaio 1947. Amante di molte discipline sportive, partecipò con la squadra dell’F.C. Torinese al primo campionato di calcio del 1898, venendo eliminato in semifinale. Si occupò di ferrovie e costituì quello che diventerà anni dopo l’Aeroclub di Torino. Scrisse alcune opere letterarie, tra le quali la Storia dell’Artiglieria italiana, che copre il periodo dal Rinascimento alla prima guerra mondiale. Richiamato sotto le armi nel 1914, nonostante il servizio militare non resiste al “richiamo” dello sport e accetta di ricoprire l’anno dopo le cariche di presidente della Federcalcio e vice presidente del CONI. Dopo il primo conflitto bellico si dedica alla vita civile e allo sport, ricoprendo cariche di vertice nelle federazioni di scherma e di canottaggio. Messo definitivamente a riposo nel’47, muore due anni dopo. Nello stesso anno la FIGC gli conferisce il riconoscimento di “pioniere del calcio”. Fotografia formato 15 x 10,2. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     Libia 1912
Medaglia commemorativa della Guerra italo-turca 1911–1912 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della Guerra italo-turca 1911–1912
     Libia 1912
Promozione per merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Promozione per merito di guerra
     Libia 1912
Distintivo d'onore ferito in guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Distintivo d’onore ferito in guerra
     Libia 1912
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Comandante di un raggruppamento di bombarde, diede costanti prove di valore personale e sprezzo       sotto l’intenso fuoco nemico, per imprimere all’azione delle dipendenti batterie il massimo vigore e per       compiere studi e progetti per l’impianto di nuove batterie»
   Medio Isonzo, agosto – dicembre 1916
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     Italia 1915/1918
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     Italia 1915/1918
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     Italia 1915/1918
Croce al merito di guerra - III concessione - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra – III concessione
     Italia 1915/1918
Nastrino per le fatiche di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Nastrino per le fatiche di guerra
     Italia 1915/1918
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18
     Italia 1915/1918
Medaglia commemorativa italiana della vittoria del 1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria del 1918
     Italia 1915/1918
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia 1848-1918
     Italia 1915/1918
Croce commemorativa del II Corpo d'Armata - nastrino per uniforme ordinaria    Croce commemorativa del II Corpo d’Armata
     Francia 1918
Distintivo del periodo bellico 1940-43 - nastrino per uniforme ordinaria    Distintivo del periodo bellico 1940-43
     Italia 1943
Distintivo della guerra di liberazione in corso contro i tedeschi - nastrino per uniforme ordinaria    Distintivo della guerra di liberazione in corso contro i tedeschi
     Italia 1943/1945
Distintivo della guerra di liberazione - nastrino per uniforme ordinaria    Distintivo della guerra di liberazione
     Italia 1943/1945

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Arc.G3: Azzariti Luigi in uniforme ordinaria da Generale di Divisione mod. 14 novembre 1934 – 5 giugno 1939 (5 maggio 1872 – 19..). Sottotenente del Genio il 17 febbraio 1895 venne promosso Tenente nel 2° Genio il 21 agosto 1897. Il 5 settembre 1909 ottenne il grado di Capitano nel 1° Reggimento Genio e successivamente venne promosso Maggiore. Il 31 giugno 1917 venne promosso Tenente Colonnello del Genio Ferrovieri e poco dopo fu Colonnello Comandante l’8° Reggimento Genio. Il 4 aprile 1932 fu Generale di Brigata Comandante il Genio del Corpo d’Armata di Alessandria e il 1° gennaio 1936 venne promosso Generale di Divisione a disposizione del Ministero della guerra per poi essere collocato in Posizione Ausiliaria. Venne poi reintegrato e destinato alla Direzione Generale del genio per poi essere promosso Generale di Corpo d’Armata in Riserva il 1° gennaio 1939. Fotografia formato 23,4 x 15,5. Fotografo: Compagnia Fotografi dell’8° Genio. 

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Arc. G: Moizo Riccardo in grande uniforme da Generale di Divisione mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Saliceto, 22 agosto 1877 – Roma, 27 febbraio 1962). Arruolatosi nel Regio Esercito il 14 ottobre 1894 iniziò a frequentare la Regia Accademia Militare di Artiglieria e Genio di Torino da cui uscì con il grado di Sottotenente assegnato all’arma di artiglieria il 4 luglio 1897, mandato quindi alla Scuola di applicazione di artiglieria e genio. Promosso Tenente il 1 settembre 1899, al termine dei corsi fu assegnato in servizio alla 7ª Brigata di artiglieria da costa. Tra l’ottobre del 1905 e l’agosto 1908 frequentò i corsi della Scuola di Guerra dell’esercito a Torino, al termine della quale fu mandato a Roma, presso il comando del Corpo di Stato Maggiore e poi, dal 13 maggio 1909, fu di nuovo a Torino in forza allo Stato Maggiore del I Corpo d’armata. Il 10 agosto dello stesso anno, promosso Capitano “a scelta”, fu assegnato al 3º Reggimento Artiglieria da Fortezza, passando quindi al 1º Reggimento Artiglieria da Montagna dal 2 giugno 1910, ma prestando effettivo servizio presso il comando del I Corpo d’Armata. Mentre si trova a Torino dimostrò molto interesse per la neonata aviazione, attirato dalla novità del mezzo aereo, e ottenne di poter frequentare un corso di pilotaggio, venendo comandato in servizio presso il Battaglione Specialisti del Genio il 17 novembre 1910 Trasferitosi a Roma iniziò a seguire il corso per divenire pilota d’aeroplano sul campo d’aviazione di Centocelle, completandolo poi sul campo della Malpensa dove il 31 maggio 1911 conseguì il brevetto pilota d’aeroplano e il 1º agosto quello di pilota militare In quello stesso mese, volando su un monoplano Nieuport, partecipò alle grandi manovre del Regio Esercito tenutesi nel Monferrato, le prime in Italia che videro la partecipazione del nuovo mezzo aereo impiegato con le sole funzioni di ricognizione. Nel mese di ottobre il neocostituito reparto di aviazione, operante in seno al battaglione specialisti del genio, mandò in Libia, dato che il 29 settembre era scoppiata la guerra italo-turca, una squadriglia di sette velivoli che effettuarono i primi voli di guerra, nel corso dei quali ai compiti di ricognizione si aggiunsero quelli di direzione del tiro dell’artiglieria, di studio del terreno e i primi, rudimentali, bombardamenti. Il 23 ottobre 1911 dopo essere decollato individuò i movimenti di circa 2.000 soldati nemici, scoprendo nel contempo che la località di Azizia era situata a 60 km da Tripoli e non ad 80, come erroneamente indicato sulle imprecise carte geografiche dell’epoca. Partecipò fin dall’inizio alle operazioni aeree, venendo rimpatriato il 7 maggio 1912, ma, a causa della carenza di piloti, il 12 agosto successivo si imbarcò nuovamente per la Libia, dove una volta arrivato fu destinato al campo d’aviazione di Zuara, sito a un centinaio di km da Tripoli. Dopo alcune missioni in cui il suo aereo non aveva dato buona prova, ricevuto l’ordine di rientrare a Tripoli e la mattina del 10 settembre decollò con il suo Nieuport, ma a causa del cattivo funzionamento del motore lo costrinse a una serie di atterraggi di emergenza, al termine dei quali fu catturato da irregolari arabi e portato a El Hascian. Preso in consegna da soldati dell’Esercito ottomano fu trasferito a Fessato, dove rimase fino al termine delle ostilità. Rimpatriato in condizioni fisiche debilitate riprese servizio nel novembre 1913, presso il 2º Reggimento Artiglieria da Montagna, venendo decorato con la concessione della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Nel luglio 1914, mentre prestava servizio a Roma presso lo Stato Maggiore dell’esercito, fu posto a disposizione del Ministero delle colonie e destinato al comando truppe della Tripolitania. Promosso primo capitano il 28 marzo 1915, si imbarcò subito dopo per l’Italia, riassegnato allo Stato Maggiore e, a partire dal 23 maggio, all’ingresso del Regno d’Italia nella prima guerra mondiale, fu distaccato come consulente aeronautico presso il Comando Supremo. Promosso Maggiore il 7 luglio, restò in zona di operazioni fino al 21 dicembre, quando fu trasferito al Ministero della guerra, assegnato all’organizzazione e all’impiego dei primi reparti aerei. Rimase nella Capitale, praticamente senza interruzioni, sino all’ottobre 1917, venendo promosso in successione Tenente Colonnello (16 dicembre 1916) e Colonnello (16 agosto 1917). Nell’ottobre 1917 ritornò al fronte, dapprima come comandante dell’aviazione della 3ª Armata, poi, fino al marzo 1918, come Capo ufficio servizi aeronautici presso il Comando Supremo. Per i suoi meriti di pilota e di organizzatore venne decorato di una Medaglia d’Argento al Valor Militare. Dal 1º aprile assunse l’incarico di Capo di Stato Maggiore della 15ª Divisione, e il 27 ottobre rimase gravemente ferito alla testa sul Monte Pertica, nel settore del Grappa, venendo per questo insignito di una seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare. Rimasto quasi cieco ebbe una lunga convalescenza e rientrò in servizio nell’agosto 1919, assegnato allo stato maggiore dell’8ª Armata con Quartier generale a Udine. Prestò poi nuovamente servizio in aeronautica durante la fase organizzativa organizzativa della costituzione della nuova Arma. Dal novembre 1919 si trovò in forza al comando dell’Aeronautica (aviatori) di Roma, divenendo poi comandante superiore dell’Arma aeronautica e direttore generale degli Affari militari del commissariato per l’Aeronautica dal gennaio 1923, transitando infine come Generale di Brigata aerea nel Corpo di Stato maggiore della neocostituita Regia Aeronautica. Tra il maggio 1923 e il 21 ottobre dello stesso anno fu Comandante Generale dell’Aeronautica, sostituito poi da Aldo Finzi. Rientrato dietro sua domanda, avvenuta il 30 dicembre, in servizio nell’esercito con il grado di Colonnello, dal 24 febbraio 1924 comandò il 6º Reggimento di artiglieria pesante campale e dal 1º novembre 1926 il 3º Reggimento di artiglieria pesante campale. Promosso Generale di Brigata il 21 febbraio 1929, prestò servizio presso il comando dell’artiglieria del Corpo d’armata di Roma. Il 16 novembre 1930 divenne Ispettore per la mobilitazione della 21ª Divisione militare territoriale di Roma, e il 16 settembre 1931 fu messo a disposizione del comando designato d’Armata di Firenze. Generale di Divisione dal 1º dicembre 1932 diventò dapprima Comandante della 6ª Divisione Militare Territoriale di Milano che diventò nel febbraio 1934 la 58ª Divisione Fanteria “Legnano”, e poi dal 16 settembre 1934 della 1ª Divisione celere “Eugenio di Savoia”. Nominato Comandante generale del Corpo dei Carabinieri Reali il 30 novembre 1935, durante il suo mandato l’Arma conobbe una buona espansione, e in occasione della guerra d’Etiopia fu costituita nell’Italia meridionale la 3ª Divisione Carabinieri, che partecipò alle operazioni belliche in Etiopia con bande autocarrate. Dopo la proclamazione dell’Impero curò la successiva estensione a tutti i nuovi territori del servizio dell’Arma, che fu comunque limitato dalla costituzione della Polizia dell’Africa Italiana, cosa che fece anche dopo l’occupazione dell’Albania, anche attraverso l’assorbimento della preesistente gendarmeria locale. Il 1º ottobre 1936 venne elevato al rango di Generale di Corpo d’Armata e nominato senatore del Regno il 25 marzo 1939. Assegnato dapprima alla commissione degli Affari interni e della Giustizia e poi, dal 23 gennaio 1940, a quella delle Forze Armate, si interessò quasi esclusivamente ai provvedimenti relativi all’Arma dei Carabinieri. Per sopraggiunti limiti d’età nel 1939 è poi collocato a riposo a disposizione del Comando, curando la mobilitazione generale dell’Arma dei carabinieri in occasione dell’entrata in guerra del Regno d’Italia, avvenuta il 10 giugno 1940. Il 27 agosto dello stesso anno lasciò l’incarico di Comandante Generale del Corpo dei Carabinieri Reali. Alla vigilia del suo collocamento definitivo a riposo, il 12 agosto 1943 fu nominato Alto Commissario della Provincia di Lubiana dal nuovo Governo Badoglio, ma il precipitare degli eventi non gli diede tempo di esercitare i suoi poteri in quanto la provincia era stata dichiarata zone di operazioni. Alla proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943 la città slovena fu occupata dai tedeschi che lo misero agli arresti domiciliari ove rimase fino al 10 ottobre, prima della destituzione formale confermata dalla Repubblica Sociale il 1º ottobre. Ottenuta la possibilità di rientrare in Italia si trasferì a Camogli ove rimase fino al febbraio 1944 quando seppe di essere oggetto di indagine e si trasferì a Saliceto che era il suo paese natale. Arrestata la moglie il 1º marzo decise di costituirsi. Detenuto nelle carceri di Verona, Venezia e Brescia, venne prosciolto dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato della RSI in fase istruttoria dall’accusa di aver favorito lo sbandamento delle truppe italiane nella provincia di Lubiana, e il 6 ottobre 1944 riottenne la libertà. Prese successivamente contatti con il Comitato di Liberazione Nazionale attraverso la figura del Generale Raffaele Cadorna, ma la fine del secondo conflitto mondiale arrivò prima che potesse avere un effettivo impiego. Dichiarato decaduto dalla carica di senatore dall’Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo con ordinanza del 6 febbraio 1945, presentò ricorso avverso che fu accolto da parte della Corte Suprema di Cassazione il 9 giugno 1947, quando si ritirò a vita privata. Fotografia formato 25,4 x 18,8. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     «Addetto alla Squadriglia aviatori di Tripoli. Fu dei primi aviatori militari che abbiano volato su campi        nemici, sfidando i rischi del volo e quelli delle fucilate nemiche, che più volte colpirono il suo                    aeroplano. Ben 54 volte egli volò sulle oltre le nostre posizioni, giungendo una volta, con insuperato      ardimento fin sul Kasr Garian, tre volte su Aziziah, una volta su Homs, una a Tarhuna ed una a Zavia       quando le nostre truppe non erano arrivate che a Gargaresch. Nelle giornate del 26 ottobre e del 4         dicembre 1911, portatosi ripetutamente sul nemico, ne osservò la forza e le posizioni, riferendone al       Comando. Unendo all’ardimento intelligente criterio e sicuro colpo d’occhio, concorse a raccogliere i     dati necessari per compilare una carta dei dintorni di Tripoli, che è la più esatta di quante finora si           posseggano
   Regio Decreto 16 marzo 1913.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Pilota d’aeroplano, fra i primi che dedicarono all’arma aerea coraggio, entusiasmo e fede, durante il     servizio prestato nell’aeronautica mobilitata, accoppiando con giovanile ardimento l’azione al                   pensiero, prendeva parte a difficili operazioni aeree dando costante mirabile esempio ai soldati               dell’aria. Cielo Carsico e dell’Alto Isonzo; maggio-dicembre 1915-ottobre 1917-dicembre 1918
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Capo di stato maggiore di una Divisione di fanteria, si recava durante lo svolgersoi di un aspro               combattimento sulle linee più avanzate per rendersi conto della situazione creatasi in seguito a               violenti e ripetuti contrattacchi del nemico. Con precisione e chiarezza di vedute, coordinava l’azione     dei comandanti delle truppe per il riordinamento di alcuni reparti e per la loro raccolta in riserva;              indi, sereno ed intrepido, si dirigeva su terreno infestato da gas tossici e violentemente battuto, dove     una scheggia di granata nemica lo colpiva gravemente alla testa. Appena ripresi i sensi, le sue uniche     parole furono: “Viva l’Italia !” parole che sono il compendio e la prova delle elette virtù militari di cui e     dotato il distinto ed eroico ufficiale superiore. Monte Pertica (Grappa), 27 ottobre 1918
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     Regio Decreto 13 settembre 1917.
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     Regio Decreto 15 gennaio 1931.
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     Regio Decreto 14 gennaio 1937.
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
     Regio Decreto 12 novembre 1911.
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     Regio decreto 29 gennaio 1922.
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     Regio decreto 14 ottobre 1923.
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     Regio decreto 9 maggio 1935.
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
     Regio Decreto 18 ottobre 1938.
Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
     Regio Decreto 16 luglio 1936.
Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 25 anni) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 25 anni)
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale
   
Medaglia d'argento al merito di lungo comando - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al merito di lungo comando
   

Onorificenze estere

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona del Belgio - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona del Belgio
     24 gennaio 1931
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre di S. Agata (Repubblica di San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Equestre di S. Agata (Repubblica di San Marino)
     12 maggio 1936

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Arc. G1: Bobbio Valentino in uniforme ordinaria da Generale di Divisione mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Alessandria, 29 settembre 1872 – Torino, 13 giugno 1940). Allievo alla Scuola Militare l’11 ottobre 1890, uscì Sottotenente degli Alpini l’11 settembre 1892. Capitano il 16 dicembre 1906, passò allo Stato Maggiore nel 1908. Nel 1914 fu Maggiore Capo di Stato Maggiore del Corpo di occupazione in Albania e, dopo lo scoppio della guerra, venne promosso Tenente Colonnello Capo di Stato Maggiore del 14° Corpo d’Armata dal 13 giugno al 23 giugno 1916. Passò poi con il grado di Colonnello alla 51^ Divisione dal 14 marzo al 2 aprile 1917 e all’11° Corpo d’Armata dal 7 aprile al 7 settembre 1917. Fu Intendente della 2^ Armata il 29 ottobre 1917, della 5^ Armata il 21 marzo 1918, della 9^ Armata il 1° giugno 1918, dell’8^ Armata il 1° settembre 1918 e della 4^ Armata dal 23 novembre 1918 al 18 luglio 1919. Passò poi come Capo di Stato Maggiore alla Divisione di Alessandria e il 20 giugno 1918 venne promosso Brigadiere Generale. Nel 1921 ebbe il comando della Brigata Livorno e il 1° febbraio 1923 ottenne il grado di Generale di Brigata. Fu Comandante Militare a Modena dal 15 ottobre 1925 al 15 ottobre 1927 e successivamente venne promosso Generale di Divisione. Ispettore delle Truppe Alpine il 28 novembre 1932, fu promosso Generale di Corpo d’Armata il 4 dicembre 1932. Comandante di Corpo d’Armata di Verona il 1° agosto 1933, fu Ispettore dell’Arma di Fanteria dal 30 novembre 1935 al 1° ottobre 1937 per poi passare in Posizione Ausiliaria. Fu Generale di Corpo d’Armata Comandante Designato d’Armata il 30 novembre 1935 e senatore del Regno il 25 marzo 1939. Fotografia formato 24 x 18. Fotografo: Vasari – Roma.

Onorificenze

Civili

Cavaliere dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
Ufficiale dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
Commendatore dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
Grande Ufficiale dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro decorato di gran cordone - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro decorato di gran cordone
   
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia decorato di gran cordone - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia decorato di gran cordone
   

Militari

Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
   
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
   
Croce d'oro per anzianità di servizio - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio
   
Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918
   
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia interalleata della vittoria
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri
   
Medaglia d'argento al merito di lungo comando di reparto - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al merito di lungo comando di reparto
   
Medaglia d'oro al merito di lungo comando di reparto - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro al merito di lungo comando di reparto
   
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia

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Arc. 3056: Scuero Antonio in uniforme ordinaria da Generale di Divisione mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940(Carrù, 29 novembre 1885 – Montechiaro d’Asti, 25 luglio 1960). Dopo aver frequentato la Regia Accademia Militare di Modena, da cui uscì il 5 settembre 1907 con il grado di Sottotenente, partecipò alla guerra italo-turca nel 1911-1912. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, il 24 maggio 1915, fu assegnato al corpo degli Alpini e combatté sul fronte dell’Isonzo, passando quindi a ricoprire incarichi come ufficiale di Stato Maggiore presso comandi di Divisione. Promosso Maggiore nel 1917, al termine del conflitto risultava decorato una Medaglia di Bronzo al Valor Militare, una Croce di guerra al valor militare e il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. Nel 1921 fu mandato in Eritrea, assegnato al 10º Battaglione del locale Regio Corpo Truppe Coloniali, trasferito quindi a quello della Libia, dove partecipò alla operazioni di controguerriglia e fu insignito di una Medaglia d’Argento al Valor Militare nel 1924 e promosso Tenente Colonnello nel 1926.  Tra l’agosto 1928 e l’ottobre 1931, quando viene promosso Colonnello, ricopre l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Divisione Territoriale di Novara, assumendo poi il comando del 12º Reggimento Fanteria che mantenne fino al 1934 quando fu nominato Capo di Stato Maggiore del Corpo d’armata di Bologna. Allo scoppio della guerra d’Etiopia prende parte alle operazioni belliche in qualità di Capo di Stato Maggiore del Corpo d’Armata Eritreo, venendo insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia per il suo contributo all’andamento delle operazioni belliche. Promosso Generale di Brigata il 1 luglio 1937, presta servizio presso la Brigata “Monviso” che aveva Quartier generale a Cuneo. Dopo aver ricoperto l’incarico di intendente presso il comando della 4ª Armata nel 1938, nel marzo 1940 assunse il comando della 59ª Divisione Fanteria “Cagliari”. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, partecipa alle operazioni belliche contro la Francia. Insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia al termine della breve campagna viene promosso Generale di Divisione nel mese di luglio, a partire dal mese di dicembre ricoprì l’incarico di Intendente superiore delle Forze Armate in Albania prendendo parte alla campagna di Grecia e all’invasione della Jugoslavia. Ricoprì l’incarico di Sottosegretario al Ministero della Guerra dal 24 maggio 1941 al 13 febbraio 1943 e consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni venendo promosso Generale di Corpo d’Armata il 4 ottobre 1942. Lasciato l’incarico al Ministero, il 13 maggio 1943 assume il comando del V Corpo d’Armata in Croazia, con Quartier generale a Cirquenizza. All’atto dell’armistizio dell’8 settembre intavola negoziati con i capi partigiani Jovo Lončarević e Ivan Barbačić-Ivić al fine di organizzare il ritiro delle forze italiane. Ricevuto l’ultimatum di unirsi ai partigiani e combattere i tedeschi o arrendersi e consegnare le armi e ritirarsi, nella notte tra il 9 e il 10 lascia Cirquenizza e con il personale dello Stato Maggiore del V Corpo d’armata si trasferisce a Fiume provocando il caos tra le rimanenti forze italiane rimaste in città, per venire poi catturato dalle truppe tedesche ed internato in Germania. Nel gennaio 1944 viene deferito al tribunale speciale della RSI e condannato a pena detentiva ma rientra in Italia nel 1945. Dopo la fine della guerra lascia il servizio attivo ritirandosi a vita privata a Montechiaro d’Asti dove si spense nel 1960. Fotografia formato 18 x 13,2. Fotografo: Istituto Nazionale Luce – Roma.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
     «Capo di Stato Maggiore del Corpo d’Armata Eritreo, ha concorso validamente prima della                           costituzione della Grande Unità e poscia ha cooperato brillantemente al buon successo di tutte le               operazioni della vittoriosa campagna che si sintetizzano nei nomi di: Amba Augher – 5 ottobre 1935; M.     Gundì – 5 novembre; Macallè – 8 novembre; Amba Tezellerè – 22 dicembre; 1ª battaglia del Tembien –         20-24 gennaio 1936; 2ª battaglia del Tembien – 27 febbraio, 3 marzo 1936; Lago Ascianghi – 31 marzo-     4 aprile 1936; Dessiè – 15 aprile 1936.»
   R.D. n.180 del 24 agosto 1936.
Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia
     «Comandante di una Divisione di Fanteria di prima schiera, nella battaglia del fronte alpino                       occidentale, in quattro giornate di lotta accanita, fra difficoltà di ogni genere opposte dall’avversario,     dal terreno, dall’inclemenza del tempo, guidava personalmente le colonne d’attacco in una geniale         manovra di avvolgimento per l’alto, trascinando le truppe con l’esempio e imprimendo costantemente     all’azione l’impronta della sua forte personalità di animatore e di Capo. Assicurava così il successo           delle nostre Armi e l’occupazione di una vasta zona di territorio nemico. Piccolo Moncenisio-Le               Planey-Bramaus, 21-25 giugno 1940.»
   R.D. n.243 del 6 gennaio 1941.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Comandante di battaglione si slanciava con tenace impulso e magnifico ardire, alla testa dei suoi           reparti, all’assalto delle posizioni avversarie. Sventando in una possibile minaccia di aggiramento, con     travolgente impeto cooperava con la sua fulminea azione alla schiacciante vittoria. Due giorni dopo         col proprio battaglione di avanguardia batté nuovamente i ribelli provocando la fuga disordinata               dell’avversario. Già distintosi in precedenti combattimenti per slancio, ardire e perizia.»
   Belhiusc Berat, 17-19 aprile 1924.
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «In giornata di furiosi e sanguinosi combattimenti per la conquista di forti posizioni nemiche, dette         prova di esemplare sprezzo del pericolo, percorrendo zone intensamente battute dal fuoco                       avversario, per portare ordini e controllare situazioni fra le nostre truppe di prima linea.»
   Monte Forno, 10-19 giugno 1917
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di guerra al valor militare
     Decreto Luogotenenziale 20 agosto 1916
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
 
Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918
   
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia interalleata della vittoria
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   

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Arc. G: Gambelli Remo in alta uniforme da Generale di Divisione mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Bologna, 23 febbraio 1880 – Montevirginio, 2 agosto 1976). Colonnello d’Artiglieria il 31 marzo 1926, venne promosso Generale di Brigata Comandante l’Artiglieria del Corpo d’Armata di Firenze il 21 settembre 1933. Nel 1936 fu Addetto al Comando del Corpo di Stato Maggiore e nel 1938 ottenne il grado di Generale di Divisione Comandante la Divisione Metauro. Nel 1939 passò al comando della 18^ Divisione Messina e poi al Corpo Motorizzato. Generale di Corpo d’Armata il 19 luglio 1939, fu al comando dell’VIII Corpo e nel 1940 del XXXV Corpo. Nel 1940 divenne Comandante Interinale della 1^ Armata e dal 27 agosto 1940 al 22 febbraio 1943 fu Comandante Generale dei CC.RR. Nel 1943 venne collocato nella Riserva con funzioni di Direttore Generale della Leva di Sottufficiali e Truppa. Fotografia formato 27,3 x 18,8. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
2 Medaglie d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglie d’Argento al Valor Militare
   
2 Medaglie d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglie d’Argento al Valor Militare
   
Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di Bronzo al Valor Militare
   
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria