Ufficiali Generali 1871 – 1904

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Arc. 950: Genova Giovanni Battista Thaon di Revel in gran montura da Tenente Generale mod. 08 aprile 1872 – 30 maggio 1877(Genova, 21 novembre 1817 – Como, 3 settembre 1910). Frequentò la Reale Accademia Militare di Torino e nel 1834 entrò a frequentare la scuola complementare dell’accademia per tre anni. Nel 1840 ottenne la promozione a luogotenente. Scoppiata la Prima guerra d’indipendenza italiana, il 31 marzo 1848 fu nominato capitano di Artiglieria nella 4ª divisione. Nella notte tra il 12 e 13 aprile, ricevette l’ordine dal maggiore La Marmora di schierare l’artiglieria per bombardare la fortezza di Peschiera. L’operazione mise “di Revel” (come si firmò nei dispacci) a fianco del maggiore Alfonso Ferrero della Marmora con quale rimase legato da sincera amicizia per tutta la sua vita. Prese in seguito parte (6 maggio 1848), alla battaglia di Santa Lucia alle porte di Verona con la divisione del duca di Savoia, dopo la quale fu destinato al comando della 9ª batteria (1 giugno 1848) presso la Veneria Reale. Partecipò alle battaglie di Staffallo e Valeggio dove ebbe il primo riconoscimento per il valore. Dopo questi episodi, Thaon seguì la ritirata della divisione di riserva a Codogno. Quando (4 agosto), Carlo Alberto decise di portare l’esercito a Milano e disporla all’esterno delle mura, Genova Thaon fu dislocato a Porta Vigentina dove con la propria batteria contrastò gli assalti delle forze austriache. In seguito partecipò alla battaglia di Novara per la quale si distinse e fu decorato con la medaglia d’argento al valor militare. L’11 aprile 1855 il capitano Genova fu convocato, insieme all’ufficiale d’artiglieria Vittorio Asinari di San Marzano, presso il ministero della guerra dove ricevettero la richiesta di recarsi in Crimea con l’incarico di commissari militari per conto del Regno della Sardegna presso i quartieri generali degli alleati inglesi e francesi. Il Thaon fu destinato al quartiere generale inglese al comando del generale Lord Raglan. Quando il consiglio di guerra degli alleati decisesero l’attacco (18 giugno 1855) contro le fortificazioni di Sebastopoli, Genova ne prese parte insieme agli ufficiali inglesi dello stato maggiore. Si trovò in trincea vicino alla linea del fuoco russe quando le truppe britanniche si lanciarono nell’attacco, poi respinta dalle truppe russe. In seguito ricevette la nomina a maggiore, il 27 giugno 1856. L’incarico principale fu l’intensa e delicata attività di collegamento tra il comando italiano, quello inglese ed in seguito alla morte del San Marzano (causato dalla colera), quella francese. A metà luglio si ammalò seriamente (la colera, secondo alcuni calcoli, avrebbe ucciso circa il 30% dell’intero contingente occidentale) e fu imbarcato direttamente a Costantinopoli per le prime cure per poi rientrare in Piemonte. Durante la navigazione stette nuovamente male, forse per tifo con febbre alta. Al suo rientro fu destinato al comando della 9ª batteria a Veneria Reale dal ministro della guerra, Giuseppe Dabormida. Si candidò per la prima volta nelle elezioni del 15-18 novembre 1857 presso il collegio di Gassino. Venne eletto deputato (la sesta legislatura del Parlamento subalpino) e si schierò nelle file della destra costituzionale guidato dal fratello Ottavio Thaon. Fu riconfermato nella VII, fino al 1860. Scoppiata la seconda guerra d’indipendenza italiana, ai primi di maggio 1858, il maggiore Thaon di Revel fu a Valenza inserito nella 5ª divisione sotto il comando di Domenico Cucchiari, per poi passare nella 3ª divisione comandato dal generale Giovanni Durando composta dalla brigate Cuneo (al comando del magg. generale Annibale Arnaldi) e brigata Pinerolo (al comando del maggior generale Della Rocca). Revel assunse il comando della brigata d’artiglieria composta dalla 4ª, 5ª e 6ª batteria. Il 22 maggio ricevette ordini di eseguire una manovra diversiva in congiunta con la 2ª e 5ª divisione; fu simulato un tentativo di attraversamento del fiume Sesia presso Palestro. L’obiettivo fu di tenere impegnati le forze austriache, locati sulla riva sinistra del fiume, e sostenere l’avanzata della 4ª divisione che aveva precedentemente attraversato il fiume. Non avendo a disposizione l’equipaggiamento per gettare ponti, il Revel fece correre lungo la riva i carri della batteria che furono pesantemente bersagliati dagli austriaci, avvantaggiati della posizione coperta dietro l’argine. L’azione di disturbo generò gravi perdite alla divisione comandata dal maggiore Revel. Gli valse la “menzione onorevole per essersi destino nella dimostrazione al porto di Palestro e sulla Sesia e per l’abilità e sangue freddo con cui diresse l’artiglieria sotto i suoi ordini”. L’11 giugno il comando della 3ª divisione fu assegnato al generale Filiberto Mollard che poco dopo prese parte nella decisiva battaglia di Solferino e San Martino, durante la quale Genova Thaon ebbe la gamba contusa. Distinguendosi, ricevette la Croce d’Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia per l’abilità spiegata nel dirigere l’azione dell’artiglieria durante il combattimento. Ristabilito, il 5 luglio fu trasferito al comando d’artiglieria della 1ª divisione di Giovanni Durando che ebbe l’incarico di investire Piacenza dove giunse la notizia dell’armistizio di Villafranca, tra la Francia e l’Austria. Ottenne la promozione a tenente colonnello e nel mese di ottobre del 1859, fu nominato comandate della brigata di artiglieria di Milano. Lasciato il parlamento sardo nel maggio 1860 per la promozione a colonnello, partecipò alla spedizione nelle Marche e diresse le operazioni dell’artiglieria nell’assedio di Ancona. Il 12 dicembre di quell’anno fu nominato Direttore generale per gli affari della guerra nelle Province napoletane e, nel 1861, fu promosso Maggior generale dell’appena costituito Regio Esercito italiano. Fino al 1862 comandò a Terni di una brigata di granatieri. Nel 1865 fu eletto al deputato del Regno d’Italia per tre legislature, e vi restò fino al 1874. Prese parte nel giugno 1866 alla terza guerra d’indipendenza e in qualità di commissario del Re, fu importante organizzatore e mediatore durante il Plebiscito del Veneto del 1866, che sancì il passaggio di quella regione al Regno d’Italia. Come riconoscimento, venne promosso, il 19 ottobre 1866, tenente generale. Fu in seguito Ministro della Guerra del Regno d’Italia nel Governo Rattazzi II, per qualche mese nel 1867, In quei giorni Garibaldi, raccolse un corpo di volontari ai confini con il Lazio. Rattazzi e Thaon di Revel lo fecero arrestare a Sinalunga, ma la situazione sfuggì di mano alle autorità italiane, quando il 19 ottobre il generale fuggì rocambolescamente da Caprera e sbarcò in Toscana per invadere i resti dello Stato pontificio. Il governo così nell’ottobre 1867 fu costretto a dimettersi. Thaon fu poi comandante di corpo d’Armata nel 1877. Ricevette nel corso della sua carriera militare due medaglie di bronzo e due d’argento al valore militare.Nel 1879 fu nominato senatore del Regno. Nel 1887 fu posto in ausiliaria dall’esercito. Nel 1905 fu insignito del collare dell’ordine della Santissima Annunziata, la massima onorificenza di Casa Savoia e del regno. Visse una lunga vita (morì all’età di 93 anni) e servì il suo paese sotto quattro sovrani. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Farina e Compagni – Padova. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
    1905
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
    1905
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
    1905
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     12 luglio 1859
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
    1º giugno 1861
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
    6 dicembre 1866
Medaglia di bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia di bronzo al Valor Militare
  «Per essersi distinto nella battaglia di Palestro.»
1859
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’Argento al Valor Militare
  «Per essersi distinto nella Battaglia di Goito»
30 maggio 1848
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’Argento al Valor Militare
  «Per essersi distinto nella Battaglia di Novara.»
23 marzo 1849
Medaglia inglese della Guerra di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia inglese della Guerra di Crimea
   
Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d'Indipendenza italiana - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d’Indipendenza italiana
   
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia
   

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Arc. 551: Deleuse Giuseppe in gran montura da Tenente Generale mod. 08 aprile 1872 – 30 maggio 1877 (Torino 24 ottobre 1816 – Milano 12 gennaio 1884). Entrato all’Accademia Militare di Torino l’11 marzo 1826, uscì il 6 febbraio 1836 Luogotenente di Artiglieria. Capitano nel 1847, Maggiore il 4 maggio 1853 fu comandante della I^ Batteria Campale. Fece la campagna di Crimea e si segnalò alla battaglia della Cernaia. Nel 1859 venne promosso Tenente Colonnello, l’11 marzo 1860 Colonnello Comandante il 6° Reggimento Artiglieria, il 16 marzo 1861 Maggior Generale Comandante a Napoli. Nel 1862 fu Segretario Generale al Ministero della Guerra e nel 1863 comandante di artiglieria del I° Dipartimento Militare di Torino. Il 16 marzo 1869 venne promosso Tenente Generale e Membro del Comitato di Artiglieria. Nel 1878 venne posto in Riserva. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: C. Marcozzi – Milano. 

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Arc. 1999: Nicolis di Robilant nobile Carlo Alberto in gran montura da Maggior Generale mod. 08 aprile 1872 – 30 maggio 1877 ( Torino 1827 – Firenze 1876). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 20 aprile 1841, uscì il 19 agosto 1846 Luogotenente di Artiglieria. Fece la campagna del 1848 e fu decorato della Medaglia d’Argento al Valor Militare a Sommacampagna il 25 luglio. Nel 1853 fu promosso Capitano, nel 1860 Maggiore, nel 1861 Tenente Colonnello e il 14 gennaio 1864 Colonnello. Fu addetto al Ministero della Guerra e nel 1868 Direttore del Laboratorio Pirotecnico di Torino. Il 4 dicembre 1873 ottenne il grado di Maggior Generale Comandante Territoriale a Firenze dove morì nel 1876. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Schemboche – Torino.

Decorazioni

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Sommacampagna 1866

 

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Arc. 1275: Galletti Angelo in gran montura da Maggior Generale mod. 08 aprile 1872 – 30 maggio 1877 (Cunico 1818 – Piossasco 1886). Sottotenente di Fanteria nel 1841, partecipò alla campagna del 1848 meritandosi la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Il 3 marzo 1849 fu nominato Capitano e trasferito ai Bersaglieri e nel 1859 si distinse a San Martino meritandosi la Croce dell’Ordine Militare di Savoia. Il 31 dicembre 1861 ottenne il grado di Tenente Colonnello e durante la campagna del Brigantaggio ottenne una Menzione Onorevole. Il 31 dicembre 1863 venne promosso Colonnello Comandante il 1° Reggimento Bersaglieri e nella campagna del 1866, comandante della riserva dei Bersaglieri addetta al 1° Corpo d’Armata meritandosi una seconda Menzione Onorevole. Il 4 giugno 1877 ottenne il grado di Maggior Generale della Riserva. Fu Aiutante di Campo Effettivo del Re dal 6 giugno 1868 e Onorario dal 4 giugno 1877 al 23 gennaio 1878 poi con distintivo di Cessata Casa. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Schemboche – Torino.

Decorazioni

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
    
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     San Martino 24 giugno 1859
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     1848
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Menzione Onorevole  
     Campagna della Bassa Italia  1861
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Menzione Onorevole    
     Campagna del 1866

 

 

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Arc. 2270: Palma di Borgofranco conte Flaminio in gran montura da Maggior Generale nella Riserva mod. 08 aprile 1872 – 30 maggio 1877 ( Trieste 1813 – Torino 1901). Capitano nella Brigata Pinerolo nel 1848, venne promosso Maggiore nel 3° Reggimento Fanteria Brigata Piemonte il 1° agosto 1853. Tenente Colonnello il 20 febbraio 1860 fu nominato comandante del Deposito di Fanteria di Sassari e poi quello di Cagliari. Il 28 luglio 1861 fu promosso Colonnello Comandante il 41° Reggimento Fanteria della Brigata Modena  e nel 1864 ottenne il grado di Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Re. Nel 1865 venne posto in disposizione e nel 1866 andò in ritiro. Il 1° gennaio 1874 venne promosso Maggior Generale nella Riserva e il 17 dicembre 1893 Tenente Generale. Fotografia CDV. Fotografo: G. Ambrosetti – Torino. 

Decorazioni

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   

 

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Arc. 2272: B(u)ongiorni To(m)maso in gran montura da Maggior Generale in Riserva mod. 08 aprile 1872 – 30 maggio 1877 (Parma 1816 – 1892). Apprendista di Artiglieria e Genio del Ducato di Parma il 26 giugno del 1839, passò al 1° Fanteria il 22 aprile 1840. Il 17 aprile 1841 entrò nel Dipartimento Militare e il 5 novembre 1845 venne nominato Sottotenente Ragioniere del 1° Fanteria. Il 24 aprile 1849 ottenne il grado di Tenente e il 25 agosto 1850 venne promosso Capitano di 2^ Classe. Il 18 febbraio 1851 fu nominato Direttore dei Conti della Brigata di Fanteria e il 23 dicembre 1851 passò all’Ufficio Contabile del Genio e il 1° novembre 1852 fu promosso Capitano di I^ Classe Quartiermastro e il 1° maggio 1854 divenne Direttore Amministrativo del Vestiario. Dal 1° gennaio 1855 fino al 1859 fu Ragioniere del 2° Fanteria quando passò al Regio Esercito Italiano. Il 4 settembre 1862 venne promosso Maggiore di Fanteria e nominato Relatore della Reclusione Militare poi Comandante del Corpo Moschettieri della Reclusione Militare. Il 12 marzo 1862 ottenne il grado di Tenente Colonnello e il 28 novembre 1867 Colonnello. Nel 1874 passò al Ministero della Guerra alla Direzione dell’Ufficio Amministrazione Personale Militare Vari. Il 26 ottobre 1875 fu Colonnello graduato Maggior Generale in Riserva con Ris. di Anzianità e poi dal 28 febbraio 1878 Maggior Generale Effettivo. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

 

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Arc. 2928: Bottilia di Savoulx conte Vincenzo in alta uniforme da Tenente Generale mod. 30 maggio 1877 – 14 febbraio 1907 ( Genova 1826 – Torino 22 maggio 1866). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 22 ottobre 1842, uscì Luogotenente di Artiglieria il 28 marzo 1848. Fu addetto al Parco d’Artiglieria per l’assedio di Peschiera e fatto Aiutante Maggiore. Nel 1849 fu incaricato della formazione di una batteria a cavallo che venne incorporata nella Divisione Lamarmora. Dopo la guerra fu Aiutante Maggiore in 2^ nel Reggimento da Piazza e più tardi partecipò alla spedizione in Crimea con il grado di Capitano. Nuovamente Aiutante Maggiore nel Reggimento da Piazza, assunse nel 1859 il comando di una batteria e a San Martino meritò la Croce dell’ordine Militare di Savoia ” per l’energia e l’intelligenza con cui seppe dirigere il fuoco dei suoi pezzi”. Promosso Maggiore in quell’anno, fu chiamato agli uffici del Ministero, poi fu Comandante in 2^ della Scuola di Applicazione, poi di nuovo al Ministero. Maggior Generale il 3 maggio 1874, fu comandante territoriale a Piacenza, quindi Comandante della Scuola di Applicazione e raggiunse nel 1882 il grado di Tenente Generale. Collocato nel 1885, in seguito ad infermità, a disposizione, morì il 22 maggio 1886 a Torino. Fotografia CDV. Fotografo: G. Rossi – Milano.

Decorazioni

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
     
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     24 giugno 1859 – San Martino
Medaglia piemontese della Guerra di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia piemontese della Guerra di Crimea
   
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (4 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza 
   

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Arc. 2379: Piola – Caselli conte Carlo in grande uniforme da Tenente Generale mod. 30 maggio 1877 – 14 febbraio 1907 ( Alessandria 12 settembre 1821 – Torino 01 marzo 1881). Entrato il 1° aprile 1831 uscì Sottotenente di Fanteria il 4 settembre 1841. Il 23 agosto 1842 venne nominato Tenente e passò all’Artiglieria. Il 22 aprile 1845 venne trasferito al Reggimento Novara Cavalleria e nella campagna del 1848 si segnalò a Santa Lucia. Passato nello Stato Maggiore il 24 marzo 1849 venne promosso Capitano e vi rimase prendendo parte alla spedizione in Crimea e alla battaglia della Cernaia dove fu ferito e guadagnò la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Maggiore il 12 marzo 1859 partecipò alla campagna contro l’Austria come Comandante del Quartier Generale e guadagnando la Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Il 1° agosto 1859 fu nominato Capo di Stato Maggiore della 5^ Divisione e nella campagna del 1860-61 fu decorato con la Croce di Commendatore dell’Ordine Militare di Savoia. Tenente Colonnello il 14 giugno 1860 fu nominato Capo di Stato Maggiore del 4° Gran Comando di Bologna. Il 3 ottobre 1860 venne promosso Colonnello e nel 1861 gli venne conferito il grado di Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Savona e capo di Stato Maggiore del 6° Gran Comando di Napoli. Il 26 dicembre 1861 gli venne conferito il grado di Maggior Generale e il 3 maggio 1866 passò al 4° Corpo d’Armata come Capo di Stato Maggiore. Il 24 agosto 1866 venne nominato Sotto Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e dal 29 agosto al 22 ottobre dello stesso anno ne divenne Capo di Stato Maggiore passando poi al comando della Divisione Livorno. Il 29 settembre 1869 venne trasferito al comando della Divisione Brescia e l’11 dicembre 1870 fu promosso Tenente Generale responsabile del Comitato Armi Leggere. Il 30 aprile 1872 passò al comando della 2^ Divisione Istruzione e l’11 ottobre 1872 tornò al Comitato. Il 1° dicembre 1873 venne trasferito al comando della Divisione di Firenze e il 17 maggio 1877 gli venne affidato il comando dell’11° Corpo d’Armata di Bari. Il 12 gennaio 1879 fu messo in disposizione e il 29 agosto 1880 venne trasferito alla Riserva. Fotografia formato Gabinetto. Fotografo: F.lli De Mattia – Bari. 

Decorazioni

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
     
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     Cernaia 1855
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     1859
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
     Bassa Italia 1860
Medaglia piemontese della Guerra di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia piemontese della Guerra di Crimea
     1855

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Arc. 847: Ferraris Carlo Ignazio in grande uniforme da Maggior generale mod. 30 maggio 1877 – 14 febbraio 1907 ( Biella 1° dicembre 1841 – Milano 22 settembre 1906). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 15 marzo 1860, venne promosso Sottotenente di Artiglieria l’8 settembre 1861. Tenente il 21 aprile 1862 venne promosso Capitano il 5 luglio 1866; Maggiore il 21 ottobre 1881 venne trasferito all’8° Reggimento Artiglieria e nominato Aiutante di Campo Onorario del Re. Il 13 aprile 1884 passò allo Stato Maggiore. Tenente Colonnello l’11 ottobre 1885 fu Capo di Stato Maggiore della Divisione di Alessandria e il 30 marzo 1890 venne promosso Colonnello Comandante dell’11 Reggimento Bersaglieri. Successivamente ebbe il trasferimento allo Stato Maggiore e fu Comandante in 2^ della Scuola Centrale di Tiro di Fanteria di Parma e il 23 luglio 1893 ne divenne il comandante. Il 24 dicembre 1896 ottenne il grado di Maggior Generale e il 10 agosto 1898 fu messo a disposizione. Il 22 dicembre dello stesso anno fu in Posizione Ausiliaria e il 21 giugno 1906 fu promosso Tenente Generale nella Riserva. Fotografia formato 12,3 x 9,5. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2270: Machiavelli Paolo in grande uniforme da Maggior Generale Medico mod. 30 maggio 1877 – 14 febbraio 1907 ( Genova 1827 – 01 ottobre 1887). Volontario nel Governo Provvisorio Lombardo nel 1848, venne promosso Medico di Divisione all’Ospedale di Napoli il 20 agosto 1859. Il 31 luglio 1866, durante la campagna contro l’Austria, meritò una Menzione Onorevole come responsabile dell’Ospedale di Milano. l’11 dicembre 1873 venne promosso Colonnello Medico e confermato come Direttore dell’Ospedale Militare di Milano e nel 1882 fu nominato Ispettore del Corpo di Sanità Militare. Nel 1885 fu nel Comitato di Sanità Militare e il 30 dicembre 1886 fu promosso Maggior Generale Medico e Presidente del Comitato di Sanità Militare. Pubblicò numerose monografie. Fotografia CDV. Fotografo: Shemboche – Roma.

Decorazioni

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
     
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Menzione Onorevole
     1866
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza
     3 barrette

 

Casa Regnante di Anhalt – Dessau

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Arc. 2646: Leopold Friedrich Franz Ernst von Anhalt-Dessau (Dessau 18 luglio 1855 – Cannes 2 febbraio 1886). Era il primogenito maschio che Federico I di Anhalt, duca di Anhalt dal 1871 al 1904, ebbe dalla moglie Antonietta di Sassonia-Altenburg. Fin dalla nascita fu dunque l’erede designato di suo padre e del ducato. Fu scelta per lui come moglie la ventitreenne Elisabetta d’Assia-Kassel, che sposò il 26 maggio 1884. Dopo pochi mesi dal matrimonio la sposa risultò essere incinta e nacque una figlia Antonietta. La bambina risultò però essere l’unica nata dalla coppia: Ludovico morì infatti l’anno dopo il 2 febbraio 1886 a Cannes. Il duca Federico I poteva tuttavia continuare a contare sulla successione degli altri tre figli maschi: Federico ed Edoardo, che divennero duchi, e Ariberto, che fu invece reggente per il nipote Gioacchino Ernesto. Antonietta raggiunse l’età adulta e sposò a Dessau il 26 maggio 1909 il principe Federico di Schaumburg-Lippe, dando alla luce cinque figli e contribuendo così alla sopravvivenza della dinastia Lippe. Fotografia CDV. Fotografo: L. Salomon – Dessau.

Casa Regnante Sassonia – Altenburg

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Arc. 2361: Ernesto I Federico Paolo Giorgio Nicola, Duca di Sassonia-Altenburg (Hildburghausen, 16 settembre 1826 – Altenburg, 7 febbraio 1908). Ernst era figlio del duca Georg von Sachsen-Altenburg e di sua moglie, la duchessa Marie zu Mecklenburg. Studiò con il fratello Moritz von Sachsen-Altenburg dal 1840 presso l’Università di Jena. Per il suo 18 ° compleanno ricevette la Gran Croce dell’Ordine del Duca di Sassonia-Ernestine e a metà agosto del 1845 Ernst iniziò il suo addestramento militare con la 2^ Compagnia del Battaglione di linea ducale Sassone-Altenburg. Il 29 settembre 1847 fu impiegato come sottotenente nel 6 ° Dipartimento Jäger dell’esercito prussiano a Breslavia. Durante la visita a sua cugina Alexandra von Sachsen-Altenburg, incontrò Alessandro II di Russia, con il quale fece amicizia. Dopo aver completato la sua formazione presso l’Università di Lipsia, il principe ereditario divenne Primo Luogotenente della Compagnia leggera nel 1 ° reggimento dell Guardia a piedi a Potsdam. Poco dopo la sua nomina a Maggiore, sposò la principessa Agnes di Anhalt-Dessau (1824-1897) il 28 aprile 1853 a Dessau, figlia del duca Leopoldo IV di Anhalt-Dessau e sua moglie la principessa Friederike di Prussia; Il re Federico Guglielmo I di Prussia era tra gli invitati al matrimonio. Il padre gravemente malato gli aveva trasferito gli affari del governo il 28 maggio 1853 e morì il 3 agosto dello stesso anno e Ernst divenne Duca di Sassonia-Altenburg. Poco dopo fu insignito dell’Ordine di Hubertus dal Re di Baviera e durante un viaggio a Berlino ricevette l’Ordine dell’Aquila Nera dal Re di Prussia. Ernst difficilmente appariva politicamente, amava la caccia, ma era molto aperto ai problemi sociali del paese. Semplificò l’amministrazione statale e Altenburg si è sviluppò in un’importante città industriale sotto il suo governo. Nel 1868 ha regolò il confine con il Principato di Reuss Younger stipulando un trattato e nel 1864 fece restaurare il municipio di Altenburg, nel 1871 il teatro di corte e due anni dopo fu aperto il museo statale. Il 29 aprile 1873 gli assetti proprietari della casa ducale e dello stato furono riorganizzati in un demanio sotto una commissione. Durante un viaggio a San Pietroburgo nel 1873 ricevette la proprietà del 50° Reggimento di Fanteria “Bialystok” dallo zar Alessandro II. Il duca  visitò poi la Turchia e l’Austria-Ungheria e il 9 febbraio 1855 Ernst emanò una legge militare che pose le basi per stretti legami con la Prussia. Una settimana dopo è stato nominato Maggior Generale prussiano e quattro anni dopo Tenente Generale. Il 30 marzo 1862 concluse una convenzione militare con Berlino e un anno dopo non prese parte al Fürstentag di Francoforte. Quando scoppiò la guerra tedesca tra la Prussia e l’Austria, il 21 giugno 1866 concluse un’alleanza militare con la Prussia, nonostante la simpatia di molti Wettins per l’Austria. Riconobbe, tra l’altro, il progetto redatto dalla Prussia per il nuovo ordine federale e in cambio ricevette una garanzia per l’indipendenza e l’integrità del suo territorio. Il contingente di Altenburg richiesto non fu coinvolto in atti di guerra. Nel 1866 Sachsen-Altenburg si unì alla Confederazione della Germania settentrionale e il sistema militare fu riformato secondo il modello prussiano. Dopo la mobilitazione dell’esercito per la guerra contro la Francia il 15 luglio 1870, decisa dal Consiglio federale, il duca Ernst si recò a Berlino due giorni dopo per dichiarare la sua fedeltà a Guglielmo I. Ricevette il permesso di entrare a far parte dello staff del Granduca Federico Francesco II di Meclemburgo-Schwerin. Il 4 ottobre 1870 Ernst passò allo Stato Maggiore del IV Corpo d’Armata, a cui appartenne fino alla fine della guerra. Partecipò all’assedio di Parigi e ai combattimenti sulla Loira e fu anche un presente alla proclamazione imperiale a Versailles il 18 gennaio 1871. Il 28 settembre 1907, Guglielmo II lo nominò Colonnello Generale con il grado di Generale Feldmaresciallo. Fu anche  Colonnello Generale sassone e capo dei Battaglioni Jäger n. 6 e 12. Nel 1873 il duca sposò la sua unica figlia al principe prussiano Albrecht e nel 1891 fece erigere ad Altenburg un memoriale per l’imperatore Guglielmo I molto amato da Ernst. Come il suo predecessore Friedrich, amava soggiornare nella residenza di caccia Hummelshain che, dopo un incendio nel 1872, fece ricostruire in stile neorinascimentale dall’architetto Ernst von Ihne dal 1880 al 1885. Ernest morì senza eredi maschi diretti; per questo, gli succedette il nipote, Ernest, figlio di suo fratello Maurizio. 

Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine della Casata Ernestina di Sassonia di Sassonia-Altenburg - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia di Sassonia-Altenburg
   
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
   
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera con collare
   
Cavaliere di I Classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Rossa I Classe
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di Ferro di II classe
   
Gran Maestro dell'Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Croce dell’Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau
   
Cavaliere dell'Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover)
     
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini
     24 febbraio 1864

Casa Regnante d’Olanda

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Arc. 1772: Federico di Orange-Nassau in tenuta ordinaria da Generale prussiano (Berlino, febbraio 1797 – Wassenaar, 8 settembre 1881). Crebbe alla corte di suo nonno Federico Guglielmo II di Prussia e di suo zio Federico Guglielmo III di Prussia; uno dei suoi precettori fu Karl von Clausewitz. A sedici anni combatté alla battaglia di Lipsia e fu il primo della sua dinastia a far ritorno nei Paesi Bassi nel mese di dicembre del 1813; poiché non parlava olandese fu mandato all’università di Leida per migliore la propria educazione. Quando Napoleone Bonaparte tornò dall’Elba durante i Cento giorni al principe fu ordinato di staccarsi dall’esercito guidato da Wellington e di posizionarsi nelle retrovie, presso Braine, in modo da intervenire se la battaglia di Waterloo fosse stata persa. Secondo un trattato dinastico, Federico avrebbe ereditato i possessi tedeschi della Casa di Orange-Nassau alla morte del padre, ma non essendo questi più di loro proprietà, meditò di cedere le sue pretese in cambio del Granducato di Lussemburgo: lasciò cadere ogni pretesa in cambio di vaste proprietà nei Paesi Bassi e per il titolo di Principe dei Paesi Bassi. Nel 1826 venne nominato Commissario generale al Ministero della Guerra: con questo incarico riorganizzò l’esercito basandosi sul modello prussiano e fondò l’Accademia Militare di Breda e fece equipaggiare l’esercito con un armamento moderno. Nel 1829 Federico fu candidato al trono greco ma rifiutò, non volendo divenire sovrano di un paese di cui ignorava lingua e tradizioni. Durante la rivoluzione belga del 1830, Federico comandò le truppe mandate a Bruxelles per sopprimere la ribellione e dopo l’indipendenza del Belgio partecipò alla campagna dei dieci giorni del 1831. Quando suo padre abdicò nel 1840, Federico si ritirò a vita privata nelle sue proprietà a Wassenaar ma alla morte di suo fratello maggiore Guglielmo II dei Paesi Bassi, il nuovo re suo nipote Guglielmo III dei Paesi Bassi lo richiamò alla vita pubblica ed nel 1849 lo creò Ispettore generale dell’esercito, carica che tenne fino al 1868, quando si dimise per il mancato sostegno ai suoi piani di ammodernamento dell’esercito. Il principe Federico si sposò il 21 maggio 1825 con la sua prima cugina Luisa, figlia del re Federico Guglielmo III di Prussia e della regina Luisa di Meclemburgo-Strelitz. Fotografia CDV. Fotografo: C. Swartz & C. – Berlin.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
     10 febbraio 1850

Ammiragli

 

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Arc. 2457: Léonard Victor Charner in gran montura da Ammiraglio di Francia (Saint-Brieuc, 13 febbraio 1797 – Parigi, 7 febbraio 1869). Nato nel 1797 a Saint-Brieuc, Léonard Victor Charner discendeva da una famiglia originaria della Svizzera romanda che aveva fornito in passato ufficiali e sottoufficiali alla Francia; il padre si era trasferito in Bretagna dalla nativa Neuchâtel per stabilirvi una distilleria, adottando una forma francese per il cognome originario, Tscharner. Entrato a 15 anni all’École de Marine di Tolone, ne uscì nel 1815 per intraprendere la carriera militare nella marina. Nel 1830 partecipò come giovane ufficiale all’invasione di Algeri a bordo del vascello Duquesne e, due anni dopo, alla presa della Cittadella di Ancona; fu poi comandante in seconda della fregata Belle Poule, che riportò in Francia le ceneri di Napoleone I. Promosso capitano di vascello, nel 1843 compì la sua prima missione nell’Estremo Oriente, conducendo Théodore de Lagrené prima a Macao e poi a Canton, dove il diplomatico firmò il trattato di Whampoa. Nel 1852 fu elevato al grado di contrammiraglio e nominato capo di gabinetto di Théodore Ducos, ministro della Marina; in questo ruolo si spese per il rinnovamento della flotta francese, soprattutto in funzione della propulsione a vapore, nello sviluppo della quale dimostrò subito di credere. Allo scoppio della guerra di Crimea fu il comandante del Napoléon, la prima nave a penetrare oltre lo stretto dei Dardanelli e si distinse nelle operazioni marittime, al punto da essere promosso viceammiraglio nel 1855. Il 7 febbraio 1860 fu designato comandante della flotta francese impegnata nella seconda guerra dell’oppio, composta da 68 imbarcazioni da guerra e un altro centinaio di navi mercantili adibite a trasporto. In alleanza con l’ammiraglio britannico James Hope fu protagonista della cattura dei forti di Taku nell’agosto del 1860 e della conseguente occupazione di Tientsin. Vinta la guerra in Cina, Charner si spostò subito in Cocincina per fornire aiuto alla piccola guarnigione francese assediata a Saigon; Napoleone III gli conferì pieni poteri, compresi quelli di estendere la guerra o di trattare la pace. Decise di attaccare le truppe annamite asserragliate a Kỳ Hòa, comandando nel contempo al contrammiraglio Théogène François Page di risalire il fiume Đồng Nai per tagliare la ritirata nemica; pur con gravi perdite, la vittoria nella battaglia di Kỳ Hòa permise ai francesi di riprendere l’iniziativa. Alla fine di marzo del 1861, Charner decise di attaccare Mỹ Tho, il cui possesso avrebbe aperto ai francesi l’accesso alle pianure del Mekong; il contrammiraglio Page, che su suo ordine aveva risalito il fiume con una squadriglia navale, prese la città il 12 aprile 1861. Dopo le prime conquiste, il viceammiraglio si dedicò al riordinamento amministrativo dei territori conquistati; allo scopo sostituì i precedenti funzionari imperiali con uomini di sua fiducia, proclamò lo stato d’assedio e arruolò le prime truppe indigene nell’esercito francese. Il 29 novembre 1861 fu sostituito nel ruolo di governatore militare dell’Indocina francese dal contrammiraglio Louis Adolphe Bonard. Nel febbraio del 1861 aveva ricevuto la gran croce della Legion d’onore. Tornato in Francia nel gennaio del 1862, alla fine del mese fu nominato senatore. Il 15 novembre 1864, dopo la morte di Joseph Romain-Desfossés, fu nominato Ammiraglio di Francia. Léonard Victor Charner morì a Parigi il 7 febbraio 1869. Fotografia CDV. Fotografo: Capelle – St. Brieuc.

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce della Legion d’Onore
   

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Arc. 2670: Ferdinand Alphonse Hamelin in gran montura da Ammiraglio di Francia (Pont-l’Évêque –  Parigi, ). Ferdinand-Alphonse Hamelin nacque il 2 settembre 1796 a Pont-l’Évêque (Calvados). Nipote del contrammiraglio Jacques Félix Emmanuel Hamelin, entrò a sua volta nella marina nel 1805 da ragazzo. All’età di tredici anni, fu nominato aspirante e ricevette il battesimo del fuoco il 21 agosto 1808, al largo di Cherbourg. Fatto prigioniero dal nemico nel Mar Indiano, ricevette il primo comando al suo ritorno in Francia, nel dicembre 1810. A quindici anni era alfiere e comandò l’ottava divisione della guardia costiera. Nel gennaio 1814, si imbarcò sulla fregata Terpsichore, fu nuovamente catturato, poi rilasciato dopo la caduta di Napoleone. Ferdinand Hamelin fece una campagna in Brasile sull’Hermione (1816-1817), poi, promosso luogotenente, comandò la Cauchoise e la Guerrière, nella squadriglia di Levante. Attraversa il Mar dei Caraibi, agli ordini del contrammiraglio Jurien (1824-1825), combatte i pirati dell’arcipelago greco a capo della chiatta lampreda. Diventato capitano di fregata, prestò servizio sullo Scipione e comandò l’Eurale e l’Atteone durante la spedizione di Algeri, agli ordini del vice ammiraglio Duperré; si distinse durante lo sbarco di Sidi-Ferruch (14 giugno 1830). Gli fu dato il comando delle fregate Calypso e Resolute a est, poi fece una campagna sulle coste occidentali dell’America a bordo della Favorite. Capitano nel gennaio 1836, comandò la Triton, la Jena e la Ocean a tre piani, come capitano di bandiera dell’ammiraglio Hugon. Ufficiale della Legion d’Onore nell’aprile 1841, ottenne le sue stelle come contrammiraglio il 21 agosto 1842. Maggiore generale a Tolone nel 1842, comandò poi la stazione delle coste occidentali d’America dal 1844 al 1848. Hamelin fu chiamato a Parigi all’inizio del 1848. Promosso vice ammiraglio il 7 luglio 1848, rifiutò l’offerta di François Arago, allora ministro della Marina e delle Colonie, di prendere in consegna il portafoglio dopo di lui. Hamelin ha ricoperto vari incarichi in consigli e commissioni presso il ministero, prima di essere nominato prefetto marittimo di Tolone nell’agosto 1849. Nel luglio 1853 Napoleone III lo chiamò a guidare la spedizione in Crimea. Si distinse per diverse operazioni di successo, in particolare il bombardamento di Odessa (22 aprile 1854), dove furono affondate sessanta navi mercantili russe, e lo sbarco di Eupatoria (13 settembre 1854). Scampò miracolosamente alla morte durante il bombardamento di Sebastopoli (17 ottobre 1854), quando una granata fece esplodere la polveriera della sua nave, la Ville-de-Paris, ferendo gravemente parte del suo staff. Il 2 dicembre 1854 Hamelin fu elevato dall’imperatore alla dignità di ammiraglio di Francia. Tornato in Francia, il 19 aprile 1855, assunse la guida del Ministero della Marina, al seguito di Théodore Ducos. Un ufficiale coraggioso e intransigente, Hamelin, d’altra parte, non fu un politico intelligente.  Nel 1856, il futuro ammiraglio La Roncière Le Noury, che faceva parte del suo staff, addirittura si fece beffe di lui: “Il più stupido è senza dubbio il ministro. È un bullo. Non capisce ed è ignorante. Hamelin, infatti, si accontenta di seguire la politica avviata da Theodore Ducos, e si affida ai direttori del suo ministero per alcune novità: Dupuy de Lôme per la partenza della prima nave corazzata, Layrle per la redazione del Codice di giustizia marittimo. Ordinò le spedizioni in Cocincina (1857-1860) e in Italia (1859). Il 22 novembre 1860 Napoleone III presentò al Consiglio dei Ministri il suo progetto di riforma relativo al diritto di indirizzo. Hamelin, malato e invecchiato, approfittò del movimento di disapprovazione dei ministri per presentare le proprie dimissioni. Il 24 novembre 1860, l’imperatore pose fine alla sua carriera nominandolo Gran Cancelliere dell’Ordine Imperiale della Legion d’Onore. Morì quattro anni dopo, il 16 gennaio 1864. Il 26 gennaio, dopo un grandioso funerale, fu sepolto agli Invalides. Fotografia CDV. Fotografo: L. Cremière – Paris. 

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce della Legion d’Onore
   
Medaglia di Sant'Elena - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di Sant’Elena
   

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Arc. 2664: Alexandre Ferdinand Parseval-Deschenes in piccola montura da Ammiraglio (Paris 27 Novembre 1790 – Paris 10 Giugno 1860). È il nipote del matematico Marc-Antoine Parseval e dell’accademico François-Auguste Parseval-Grandmaison. Imbarcato come volontario nel 1804, prese parte alla riconquista di Fort Le Diamant in Martinica, poi combatté a Trafalgar come novizio a bordo dell’ammiraglia Bucentaure. Il Guardiamarina Parseval-Deschenes prese parte al lavoro di ricognizione idrografica delle coste della Bretagna nel 1815. Nel 1817 fece parte della spedizione che riconquistò il possesso della Guyana tornò in Francia, poi comandò per due anni la stazione navale francese in questa colonia. Nel 1822, allora Tenente di marina, fu insignito della Legion d’Onore per il successo ottenuto nello sbarco della fregata l’Africaine naufragata sulle coste di Terranova. Comandò la fregata Iphigénie durante la spedizione contro il Messico. Partecipò al blocco di Vera Cruz e al bombardamento di San Juan de Ulúa nel 1838, poi all’occupazione dell’isola argentina di Martin-Garcia nel 1839. Era il mentore marittimo del Principe di Joinville. Promosso contrammiraglio il 30 aprile 1840, fu Maggiore Generale della marina a Tolone, poi prefetto marittimo a Cherbourg, prima di comandare lo squadrone delle operazioni nel Mediterraneo. Nominato vice ammiraglio il 15 luglio 1846, fu prefetto marittimo a Tolone, poi di nuovo comandò la squadriglia del Mediterraneo. Entrò nel Consiglio dell’Ammiragliato nel 1851 e presiedette il Marine Works Council. Fu nominato senatore da Napoleone III il 26 gennaio 1852. Durante la guerra di Crimea, comandò la flotta baltica con la quale bombardò la fortezza russa di Bomarsund, di cui ottenne la capitolazione il 16 agosto 1854. Come ricompensa, fu creato ammiraglio il 2 dicembre successivo. Fotografia CDV. Fotografo: Disderi – Paris.

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria   Cavalieri dell’Ordine della Legion d’Onore
     1822
Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce della Legion d’Onore
     2 dicembre 1854
Médaille militaire - nastrino per uniforme ordinaria    Médaille militaire
   

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Arc. 2656: Louis Édouard Bouët-Willaumez in piccola montura da Ammiraglio (Brest  

Onorificenze

Onorificenze francesi

Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria   Cavalieri dell’Ordine della Legion d’Onore
     30 maggio 1837
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore
     18 settembre 1839
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Legion d’Onore
     6 ottobre 1849
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore
     12 giugno 1856
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Legion d’onore
     30 dicembre 1868
Médaille militaire - nastrino per uniforme ordinaria    Médaille militaire
     29 dicembre 1866
Medaille Commémorative de la Campagne d'Italie de 1859 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaille Commémorative de la Campagne d’Italie de 1859
   

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine del Bagno
     29 dicembre 1856
Cavaliere di I classe dell'Ordine di Medjidié (Impero Ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine di Medjidié (Impero Ottomano)
     1857
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine militare di Savoia (Regno di Sardegna)
     1860
Cavaliere di Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dei Santi Maurizio e Lazzaro 
     1862  
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
     1865
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nichan Iftikar (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Nichan Iftikar (Tunisia)
     1865
Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito) con barrette “Mar d’Azof” e “Sebastopoli” 1857.

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Arc. 2670: François Thomas Tréhouart de Beaulieu (Epiniac  – Arcachon 

Onorificenze

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore
     
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Legion d’onore
     12 agosto 1860

 

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Arc. 2455: Charles Marius “Albert” de Dompierre d’Hornoy (Hornoy   

 

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Arc. 2665: Charles Marius “Albert” de Dompierre d’Hornoy (Hornoy   

 

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Arc. 1808: Camille Adalbert Marie, baron Clément de La Roncière-Le Noury, (Turin – Paris

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce della Legion d’Onore
   
Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito)
Médaille commémorative de la expedition in Mexique - nastrino per uniforme ordinaria    Médaille commémorative de la expedition in Mexique
   

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Arc. 2673: Camille Adalbert Marie, baron Clément de La Roncière-Le Noury, (Turin – Paris

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Arc. 1980: Abel Aubert du Petit-Thouars, detto Dupetit-Thouars, (Turquant – Paris

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce della Legion d’Onore  

 

 

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Arc. 2665: Abel Aubert du Petit-Thouars, detto Dupetit-Thouars, (Turquant – Paris

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Arc. 2576: Jean Pierre Edmond Jurien de La Gravière (Brest  – Paris 

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria   Cavalieri dell’Ordine della Legion d’Onore
     1842
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore
     1849
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Legion d’Onore
     1854
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore
     1862
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     1859
Cavaliere di I classe dell'Ordine di Medjidié (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di Medjidié (Impero ottomano)
   
Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
   

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Arc. 2664: Louis Pothuau in piccola montura da Vice Ammiraglio (Paris  – Paris

Casa Regnante del Mecklemburg – Schwerin Mecklemburg – Sterlitz

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Arc. 1551: Federico Francesco II di Meclemburgo-Schwerin (Ludwigslust, 28 febbraio 1823 – Schwerin, 15 aprile 1883). Federico Francesco era il figlio maggiore del granduca ereditario Paolo Federico di Meclemburgo-Schwerin e di sua moglie, la principessa Alessandrina di Prussia. Il giovane principe trascorse gli anni della sua giovinezza a Ludwigslust, assieme ai genitori, alla corte del nonno, il granduca Federico Francesco I. Divenne erede del ducato alla morte del nonno, il granduca Federico Francesco I, il 1º febbraio 1837. Si recò quindi a Berlino. Il 15 ottobre 1840 descrisse nel suo diario la sua “fiducia incrollabile nel trono prussiano”, dimostrando una propensione a favorire il disegno espansionistico che la Prussia stava coltivando in quegli anni sulla Germania. Successivamente servì nello staff del feldmaresciallo generale Friedrich von Wrangel durante la seconda guerra dello Schleswig. Proseguì i propri studi presso l’università di Bonn, ove si immatricolò il 5 novembre 1840 e dove ebbe modo di studiare con i migliori professori della sua epoca, studiando con particolare interesse la Germania di Tacito, dalla quale ricaverà una certa passione per il mondo classico. Terminata l’università, compì dei viaggi nei Paesi Bassi e in Italia. Lo spirito gioviale e il carattere allegro gli fruttarono in questi anni amicizie che si riveleranno poi preziose per fini politici, come quelle con i principi Cristiano di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg (poi re Cristiano VIII di Danimarca), Federico d’Assia e Leopoldo di Lippe. Durante la guerra austro-prussiana fu comandante delle truppe che occuparono Lipsia e assediarono Norimberga. Prese inoltre parte alla guerra franco-prussiana, durante la quale fu governatore generale di Reims e comandante generale delle forze che assediarono Toul. Ottenne quindi l’incarico di difendere le truppe tedesche durante l’assedio di Parigi dall’attacco delle armate della Loira e nella battaglia di Beaune-la-Rolande sconfisse le armate francesi. Morì il 15 aprile 1883 e gli successe il figlio maggiore, Federico Francesco III. Federico Francesco II si sposò in prime nozze con la principessa Augusta di Reuss-Köstritz (1822-1862), il 3 novembre 1849, a Ludwigslust, in seconde nozze a Darmstadt, il 4 luglio 1864, con la principessa Anna di Assia-Darmstadt (1822-1865) in terze nozze con la principessa Maria di Schwarzburg-Rudolstadt (1850-1922). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze mecklenburghesi

Gran maestro dell'Ordine della Corona wendica - nastrino per uniforme ordinaria    Gran maestro dell’Ordine della Corona wendica
   
Croce di I classe al merito militare del granducato di Meclemburgo-Schwerin - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di I classe al merito militare del granducato di Meclemburgo-Schwerin
   

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
   
Cavaliere dell'Ordine pour le mérite - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine pour le mérite
   
Cavaliere di gran croce della Croce di ferro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce della Croce di ferro
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
   
Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata
   

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Arc. 2648: Augusta Matilde Guglielmina di Reuß di Köstritz (Klipphausen, 26 maggio 1822 – Schwerin, 3 marzo 1862). La Principessa Augusta Reuss di Köstritz, terzogenita e seconda figlia femmina del Principe Enrico LXIII di Reuss-Köstritz, e della sua prima moglie, la Contessa Eleonore di Stolberg-Wernigerode, nacque a Klipphausen, nel Regno di Sassonia. La sua famiglia apparteneva alla linea cadetta del Casato di Reuss. Il 3 novembre 1849 a Ludwigslust Augusta sposò Federico Francesco II, Granduca di Meclemburgo-Schwerin figlio di Paolo Federico, Granduca di Meclemburgo-Schwerin. Insieme ebbero sei figli. La prematura morte di Augusta sollevò alcuni interrogativi a corte. Si disse che Augusta morì per “problemi bronchiali associati a malattia cardiaca”, un biografo disse, morì per un genere di febbre. Augusta fu sepolta nei giardini del Castello di Schwerin e nel 1905 fu costruito un ritratto memoriale dallo scultore Wilhelm Wandschneider. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.

 

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Arc. 2641: Federico Guglielmo di Meclemburgo-Strelitz (Neustrelitz, 7 ottobre 1819 – Neustrelitz, 30 maggio 1904). Federico Guglielmo nacque a Neustrelitz, figlio di Giorgio di Meclemburgo-Strelitz e della principessa Maria di Assia-Kassel (1796-1880), figlia a sua volta del principe Federico d’Assia-Kassel e di Polissena di Nassau-Usingen. I suoi nonni paterni erano invece il duca Carlo II di Meclemburgo-Strelitz e la principessa Federica d’Assia-Darmstadt. Egli trascorse gran parte della giovinezza a Neustrelitz e successivamente studiò storia a Bonn. Concluse i propri studi recandosi in Italia e in Svizzera per un grand tour che lo portò poi in Inghilterra, ove si laureò in diritto civile presso l’Università di Oxford. Fu in questa occasione che incontrò per la prima volta la sua futura moglie e cugina di secondo grado. Il 28 giugno 1843, si sposò a Buckingham Palace con la principessa Augusta di Cambridge, figlia del principe Adolfo, duca di Cambridge e nipote del re Giorgio III d’Inghilterra. Federico Guglielmo succedette al padre come granduca alla sua morte, il 6 settembre 1860. Realizzò investimenti nel campo dell’economia, delle infrastrutture e dell’istruzione, trascurati nei precedenti governi, saldando i debiti accumulati. Accumulò anche una notevole ricchezza personale e nel 1903, in occasione delle sue nozze di diamante, regalò ad ogni singolo cittadino del suo granducato la somma di 25 pfenning come segno di amore verso il proprio popolo, finanziando questa spesa coi propri fondi. Fu anche il principale proprietario terriero del proprio granducato, avendo possedimenti in metà dello stato. Durante il regno di Federico Guglielmo il Meclemburgo-Strelitz divenne membro della Confederazione Germanica del Nord e quindi dell’Impero tedesco, ma le continue tensioni tra la sua visione della politica e l’amministrazione prussiana lo resero spesso inviso alla corte di Berlino. Il 12 agosto 1862, inoltre, egli ricevette le insegne dell’Ordine della giarrettiera dalla regina Vittoria, sua cugina. Egli morì a Neustrelitz il 30 maggio 1904 e gli succedette l’unico figlio Adolfo Federico V. Fotografia CDV. Fotografo: Bingham – Paris.

Onorificenze

Onorificenze meclemburghesi

Gran Maestro dell'Ordine del Grifone - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine del Grifone
   
Gran Maestro e Cavaliere di gran croce con gemme dell'Ordine della Corona wendica - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro e Cavaliere di gran croce con gemme dell’Ordine della Corona wendica
     15 novembre 1864

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine della giarrettiera (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della giarrettiera (Regno Unito)
   
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
     19 ottobre 1860

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Arc. 1478: Alessandrina di Prussia (Berlino, 1 febbraio 1842 – Potsdam, 26 marzo 1906). Alessandrina era la figlia del principe Alberto di Prussia, figlio del re Federico Guglielmo III di Prussia e di sua moglie, la principessa Marianna di Orange-Nassau, figlia del re Guglielmo I dei Paesi Bassi. Venne battezzata con il nome di Alessandrina in onore di sua zia, Alessandrina di Prussia. Il matrimonio dei suoi genitori fu sciolto il 28 marzo 1849. Suo padre si risposò in seguito nel 1853 con una delle damigelle d’onore della corte, Rosalia von Rauch, che fu creata Contessa di Hohenau. La coppia ebbe due figli. La madre si risposò morganaticamente con Johannes van Rossum, un ex cocchiere, avendo dei figli. A causa del matrimonio travagliato dei suoi genitori, Alessandrina era a tutti gli effetti la figlia adottiva dei suoi zii, il re Federico Guglielmo IV di Prussia e della regina Elisabetta Ludovica di Baviera, andando a vivere con loro, crescendo come se fosse stata la loro figlia. Alessandrina fu considerata come possibile sposa per Alberto Edoardo, Principe di Galles, ma non venne giudicata ” abbastanza intelligente” da sua sorella, la principessa Vittoria. In seguito il principe sposò Alessandra di Danimarca. Nonostante il suo commento, Vicky aveva una predilezione per Alessandrina, scrivendo a sua madre che era “come una ragazza eccellente e molto ammirata”. C’erano anche dei vantaggi finanziari per un matrimonio con Alessandrina; aveva già un milione di dollari attraverso sua madre e ne avrebbe avuto ancora più quando si sarebbe sposata. Di conseguenza, Vicky cercò ancora una volta di sposare la ragazza con un altro parente inglese, il principe Giorgio, duca di Cambridge. Il 9 dicembre 1865 Alessandrina sposò il cugino Guglielmo di Meclemburgo-Schwerin, figlio ultimogenito del granduca Paolo Federico di Meclemburgo-Schwerin e della principessa Alessandrina di Prussia. Il matrimonio fu infelice: Guglielmo aveva la fama di avere un carattere dissoluto ed era quasi sempre ubriaco; quindi fu sorprendente che la regina Elisabetta, estremamente pia e recentemente vedova, desse il suo consenso al fidanzamento. In due occasioni Guglielmo era stato privato del suo comando nell’esercito prussiano e aveva recentemente proposto un matrimonio alla celebre ballerina Maria Taglioni; di conseguenza era generalmente considerato la “pecora nera” della famiglia. Indipendentemente da ciò, la regina le donò un grande corredo di sontuosi vestiti e gioielli. L’altro zio, l’imperatore Guglielmo I, le regalò una collana di diamanti opulenti, mentre la madre, la principessa Marianna, le regalò una collana di ametiste siberiane e un diadema di smeraldi. Durante il loro matrimonio la coppia visse al Palazzo Bellevue a Berlino. Alessandrina visse poco a Meclemburgo. Cercò di scappare più volte, solo per essere costretta a tornare per le pressioni della sua potente zia Alessandrina. Guglielmo riuscì con difficoltà a conservare un comando poco importante nell’esercito prussiano durante la guerra franco-prussiana. Venne gravemente ferito durante la guerra da un’esplosione. Dopo la morte del marito, Alessandrina si dedicò alla figlia, tenendo un ruolo minore nella vita pubblica. Morì il 26 marzo 1906 a Schloss Marley, nei pressi di Potsdam, Brandeburgo. Fotografia CDV. Fotografo: J. Clarck.

Onorificenze

Onorificenze prussiane

Dama dell'Ordine di Luisa - nastrino per uniforme ordinaria    Dama dell’Ordine di Luisa
   

Casa Regnante Shaumburg – Lippe

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Arc. 1547: Adolfo I Giorgio di Schaumburg-Lippe (Bückeburg, 1º agosto 1817 – Bückeburg, 8 maggio 1893). Adolfo nacque al castello di Bückeburg, figlio di Giorgio Guglielmo di Schaumburg-Lippe e di sua moglie, la principessa Ida di Waldeck e Pyrmont (1796-1869). Dopo aver compiuto gli studi preparatori a corte, frequentò le università di Ginevra, Lipsia e Bonn per poi intraprendere un tour in Europa che lo portò a visitare la Francia e l’Italia. Al suo rientro in Germania decise di intraprendere la carriera militare ed entrò nel 1º reggimento ussari della Westfalia a Düsseldorf. Adolfo succedette al trono di Schaumburg-Lippe a seguito della morte del padre, il 21 novembre 1860, distinguendosi ben presto per la volontà di apportare cambiamenti in termini politici e sociali in un’area della Germania ancora fossilizzata a vecchi stilemi dell’ancient régime. Nel 1866, Schaumburg-Lippe firmò un trattato militare con la Prussia, e nel 1867 entrò in unione militare con lo stato tedesco, di modo che l’esercito di Schaumburg-Lippe entrasse a far parte come compagnia di quello prussiano. Il 18 agosto 1867 il principato di Schaumburg-Lippe divenne membro della Confederazione Germanica del Nord e si impegnò dal 25 ottobre 1869 a fornire un proprio battaglione nell’esercito prussiano con la nomina a generale di cavalleria che manterrà anche nell’ambito della Guerra franco-prussiana che sancirà la proclamazione dell’Impero tedesco di cui il Schaumburg-Lippe diverrà membro dalla fondazione. A livello di politica interna, Adolfo I si occupò di sviluppare l’agricoltura e la scuola con una serie di leggi che favorirono lo sviluppo della popolazione e del commercio e stabilendo di voler intervenire personalmente coi propri fondi qualora lo stato non fosse in grado di sostenere queste spese. A livello personale era un appassionato di arte e di scienze naturali. Il 21 novembre 1885 Adolfo I celebrò il suo 25º anniversario al governo. Adolfo I morì a Bückeburg l’8 maggio 1893 a causa di una malattia renale e gli successe suo figlio Giorgio. Adolfo sposò la principessa Erminia di Waldeck e Pyrmont (1827–1910) a Arolsen il 25 ottobre 1844. Fotografia CDV. Fotografo: Angerer – Paris.

Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine della Croce d'Onore della Casa di Lippe - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Croce d’Onore della Casa di Lippe
   
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Impero di Germania) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera (Impero di Germania)

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Arc. 2640: Adolfo I Giorgio di Schaumburg-Lippe (Bückeburg, 1º agosto 1817 – Bückeburg, 8 maggio 1893). Fotografia CDV. Fotografo: Angerer – Wien.

Casa Regnante Saxe Coburgo-Gotha

 

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Arc. 1514: Ernesto II di Sassonia-Coburgo-Gotha, nato coi nomi di Ernesto Augusto Carlo Giovanni Leopoldo Alessandro Edoardo in piccola montura da Generale prussiano (Coburgo, 21 giugno 1818 – Reinhardsbrunn, 22 agosto 1893). Ernesto di Sassonia-Coburgo-Saalfeld nacque al Palazzo di Ehrenburg a Coburgo il 21 giugno 1818. Egli era il figlio primogenito di Ernesto III di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e della sua prima moglie, la principessa Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg. Poco dopo la sua nascita nacque anche suo fratello Alberto, che poi diverrà marito della Regina Vittoria. Nel 1826 suo padre divenne Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha in uno scambio di territori dopo la morte di suo zio, Federico IV di Sassonia-Gotha-Altenburg. Molte furono le candidate per il matrimonio di Ernesto dopo la scelta di suo fratello al ruolo di principe consorte inglese. Suo padre avrebbe voluto maritarlo ad una delle granduchesse russe per elevare il rango della famiglia ancora più in alto. Un’altra delle possibili candidate era la principessa Clementina d’Orléans, figlia di Luigi Filippo di Francia, che aveva incontrato alla corte delle Tuileries. Dal momento che però questo matrimonio avrebbe richiesto ad Ernesto una conversione al cattolicesimo e quindi la perdita di tutti i suoi diritti di successione al ducato paterno, il progetto matrimoniale con la figlia del re francese fu abbandonato. Altre candidate furono Isabella II di Spagna, e la principessa Augusta di Cambridge, cugina della regina Vittoria d’Inghilterra. Infine, il 3 maggio 1842 a Karlsruhe, Ernesto sposò la ventunenne principessa Alessandrina di Baden. Ella era la figlia maggiore del granduca Leopoldo di Baden e della principessa Sofia Guglielmina di Svezia, figlia a sua volta del deposto re Gustavo IV Adolfo di Svezia. Il matrimonio non produsse eredi, anche se pare che Ernesto abbia avuto tre figli illegittimi al di fuori del matrimonio. Il 29 gennaio 1844, il padre di Ernesto morì a Gotha, uno dei territori che la famiglia aveva recentemente acquistato. Ernesto come conseguenza succedette ai ducati di Sassonia-Coburgo-Gotha col nome di Ernesto II di Sassonia-Coburgo-Gotha. Durante i tumulti del 1848 in Germania, Alberto in Inghilterra stava rivedendo un piano per liberalizzare maggiormente lo stato e nel contempo pensò ad un’alternativa anche per lo stato del fratello al quale donò poi una copia della nuova costituzione perché vi lavorasse sopra. La concessione giunse a Gotha nel 1849 ed andò profondamente a riformare quella di Coburgo del 1821, al punto che nel 1852 entrambe le costituzioni vennero unite, convertendo l’unione personale dei due ducati in un’unione reale; i ducati apparivano ora inseparabili e con un ordinamento legislativo comune. Per questo Ernesto divenne un governante molto popolare ed ottenne il sostegno di buona parte della popolazione nelle sue azioni di governo sebbene in un momento difficile. Dal 1848 al 1864, la Danimarca e la Confederazione tedesca combatterono per il controllo dei due ducati dello Schleswig e dell’Holstein. Storicamente, i ducati erano stati retti dalla Danimarca sin dal medioevo, ma essi si estendevano per gran parte in territorio tedesco e la lingua ufficiale era il tedesco. Fu questa popolazione a ribellarsi quando il 27 marzo 1848 re Federico VII di Danimarca annunciò che i due ducati sarebbero divenuti parte integrale del regno di Danimarca con una nuova costituzione liberale. La Prussia fu tra i primi stati ad essere coinvolta nel conflitto dando origine alla Prima guerra dello Schleswig. Ernesto prese parte agli scontri inviando inizialmente 8.000 uomini a supporto delle truppe della federazione tedesca. Egli era intenzionato a prendere parte attivamente alla guerra, ma venne rifiutato, ottenendo invece l’incarico di gestione del contingente della Turingia.; egli commentò questo fatto in una lettera al fratello: “Dovrei rifiutare qualsiasi altro comando del genere, ma non posso rifiutare questo in quanto le attuali condizioni dei nostri stati, richiedono l’importanza di mantenere il potere esecutivo nelle nostre mani”. Come comandante di un corpo d’armata tedesco, Ernesto vinse il 5 aprile 1849 nella Battaglia di Eckernförde contro le forze danesi. Ernesto, come suo fratello, era favorevole all’unificazione tedesca in uno stato federale. Per meglio raggiungere il suo obiettivo, Ernesto era solito appoggiarsi alla fazione politica di maggior successo. Egli guardò quindi favorevolmente il crescere del liberalismo in Germania e tentò di stabilire dei contatti coi capi del movimento. Durante il suo regno, Ernesto venne percepito come un progressista ed il suo appoggio alla visione liberale fece sì che il suo ducato divenisse un asilo per molti rifugiati politici provenienti da altri stati tedeschi. Nel 1863, egli prese parte alla Conferenza di Francoforte che venne convocata dall’Imperatore d’Austria per evitare risentimenti aperti nei confronti della Prussia e per frenare nel contempo il suo espansionismo. Sebbene il suo comportamento non lo rendesse favorevole al governo prussiano, egli seppe sviluppare dei forti contatti con l’Austria al punto che molti lo videro come il potenziale arbitro del conflitto tra potenze meridionali e settentrionali della Germania. La Guerra austro-prussiana venne promossa largamente dai capi del partito conservatore tedesco al fine di unificare le varie controparti sotto l’insegna di un governo liberale. Ernesto pur capendo la gravità di un conflitto coinvolgente la Prussia, fu un attivo sostenitore della causa austriaca. Anche se Ernesto nominalmente seguiva politiche più liberali di altre sue controparti, egli iniziò dalla metà degli anni sessanta ad allinearsi maggiormente col primo ministro prussiano Otto von Bismarck. Malgrado questo cambiamento nella sua visione politica, egli continuò pubblicamente a sostenere l’Austria nel conflitto e nessuno in Europa avrebbe sospettato che Ernesto si sarebbe immediatamente schierato con i prussiani meglio equipaggiati dallo scoppio della guerra. Questa sua strategia viene vista oggi alla luce degli eventi come un tentativo di salvaguardare la sicurezza dei suoi ducati e, per esteso, di sé stesso. Ad ogni modo, Ernesto venne giudicato un traditore da molti stati e la stessa regina Vittoria commentò il cambio di strategia in questo modo: “sarei stata concorde in una neutralità, a il cambio totale di colore è una scorrettezza”. Ernesto fu ad ogni modo fortunato nel supportare la Prussia che si dimostrò vittoriosa nel conflitto, al contrario di molti altri principi, re e duchi tedeschi che avevano supportato l’Austria e che tanto ebbero a patire tra le mani degli Hohenzollern. L’Hannover, l’Assia-Kassel ed il Ducato di Nassau ad esempio vennero tutti annessi direttamente alla Prussia a spese dei loro rispettivi regnanti. Pur avendo cambiato le proprie vedute politiche solo di recente, ad Ernesto venne concesso il privilegio di sfilare alla testa del proprio battaglione durante la parata della vittoria. La maggiore delle sue nipoti, Vittoria (“Vicky”) fu una delle sostenitrici della politica filo-prussiana in quanto moglie del principe ereditario Federico di Prussia. Il supporto di Ernesto ai prussiani nella guerra austro-prussiana e poi nella Guerra franco-prussiana lo depose dal ruolo di potenziale arbitro del movimento politico per l’unificazione. Ernesto II morì a Reinhardsbrunn il 22 agosto 1893 dopo una breve malattia.  Venne sepolto nella Moritzkirche di Coburgo con una cerimonia funebre attesa da centinaia e migliaia di persone tra cui l’imperatore Guglielmo II di Germania e il Principe di Galles. Ernesto venne succeduto da suo nipote Alfredo, duca di Edimburgo come duca di Sassonia-Coburgo-Gotha. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze di Sassonia-Coburgo e Gotha

Gran Maestro dell'Ordine della Casata Ernestina di Sassonia di Sassonia-Coburgo-Gotha - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia di Sassonia-Coburgo-Gotha
   

Onorificenze straniere

Cavaliere compagno straniero del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG, Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere compagno straniero del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG, Regno Unito)
   
Cavaliere dell'Ordine supremo dell'Aquila Nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine supremo dell’Aquila Nera (Regno di Prussia)
   
Cavaliere di I classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa (Regno di Prussia)
   
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite (Regno di Prussia)
   
Gran Commendatore dell'Ordine Reale dinastico di Hohenzollern (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Commendatore dell’Ordine Reale dinastico di Hohenzollern (Regno di Prussia)
   
Croce di Ferro di I classe 1870 (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di Ferro di I classe 1870 (Regno di Prussia)
   
Croce di Ferro di II classe per combattenti 1870 (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di Ferro di II classe per combattenti 1870 (Regno di Prussia)
   
Cavaliere dell'Ordine militare di Sant'Enrico (Regno di Sassonia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Sant’Enrico (Regno di Sassonia)
   
Cavaliere dell'Ordine Equestre, Secolare e Capitolare di San Gioacchino (ordine privato tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Equestre, Secolare e Capitolare di San Gioacchino

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Arc. 1466: Ernesto II di Sassonia-Coburgo-Gotha, nato coi nomi di Ernesto Augusto Carlo Giovanni Leopoldo Alessandro Edoardo (Coburgo, 21 giugno 1818 – Reinhardsbrunn, 22 agosto 1893). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Casa Regnante Sassonia – Weimar

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Arc. 1660: Carlo Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (Weimar, 30 maggio 1792 – Liebenstein, 31 luglio 1862). Il principe Bernardo, settimo figlio di Carlo Augusto e di Luisa Augusta d’Assia-Darmstadt, granduca di Sassonia-Weimar-Eisenach, nacque a Weimar il 30 maggio 1792. Si arruolò nell’esercito prussiano e nel 1806 egli combatté nell’armata del principe Federico Luigi di Hohenlohe-Ingelfingen; nel 1809 si arruolò nell’esercito sassone e combatté al comando del Maresciallo Bernadotte nella battaglia di Wagram. La 2ª brigata della 2ª divisione olandese, guidata dal generale Hendrik George de Perponcher Sedlnitsky, del principe Bernardo fu la prima armata delle forze del Duca di Wellington ad arrivare al quadrivio di Quatre Bras; la brigata di Bernardo, cui in seguito si unì la 1ª brigata, riuscì a mantenere il controllo del crocevia per almeno ventiquattro ore a partire dal tardo pomeriggio del 15 giugno 1815 fino a circa le 15:00 del 16 giugno, impedendo che lo occupassero il maresciallo Michel Ney e l’ala sinistra dell’Armée du Nord francese, in attesa che il Duca di Wellington ed altri importanti alleati arrivassero ad aiutare la 2ª divisione e combattere la battaglia di Quatre Bras. L’azione delle due brigate della 2ª divisione olandese fu una delle più importanti azioni compiute da qualunque brigata nell’intera campagna di Waterloo. Nella battaglia di Waterloo, il principe Bernardo comandò le armate alleate arrivando mantenendo il controllo delle fattorie di Papelotte, Frichermont e La Haie all’estrema sinistra della linea di battaglia di Wellington. Il suo ruolo fu strategicamente importante, non solo perché se queste posizioni avessero ceduto i francesi avrebbero potuto mettersi al fianco del Duca di Wellinton, ma piuttosto perché era da quella direzione che il Duca si aspettava, ed effettivamente ricevette, il supporto dalla Prussia. Benché nel corso della battaglia la 4ª divisione francese di Durutte riuscì temporaneamente a stabilire una base d’appoggio a Papelotte, questa non venne mai conquistata. Negli anni seguenti alla battaglia di Waterloo, Bernardo, si distinse come comandante di una divisione olandese nella campagna del Belgio del 1831 (la Campagna dei Dieci Giorni) e dal 1847 al 1850 detenne il comando delle forze nelle Indie Orientali Olandesi. Morì il 21 luglio 1862 a Liebenstein. Il 30 maggio 1816, a Meiningen, egli aveva sposato Ida di Sassonia-Meiningen, figlia del duca Giorgio I. Fotografia CDV. Fotografo: Brandeseph – Stuttgart.

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Arc. 1912: Ermanno Giorgio Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (Castello di Altenstein, 4 agosto 1825 – Berchtesgaden, 31 agosto 1901). Ermanno era il terzo figlio del principe Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (1792-1862) e della moglie Ida di Sassonia-Meiningen (1794-1852), figlia di Giorgio I, duca di Sassonia-Meiningen. Era un nipote della regina Adelaide di Gran Bretagna. Nel 1840, Ermanno frequentò l’accademia militare di Württemberg. Divenne maggiore generale e dal 1859, è stato comandante della divisione della Reale cavalleria di Württemberg. Ha ricevuto diverse medaglie, tra cui l’ordine di Aleksandr Nevskij, la gran croce dell’Ordine del Falco Bianco, l’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria e l’ordine della corona del Württemberg. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Casa Regnante Assia – Nassau

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Arc. 1644: Adolfo di Lussemburgo (Biebrich, 24 giugno 1817 – Lenggries, 17 novembre 1905). Adolfo era figlio del duca Guglielmo di Nassau e della sua prima moglie, Luisa di Sassonia-Hildburghausen. Sofia di Nassau, sorellastra di Adolfo, sarà poi moglie di re Oscar II di Svezia. Adolfo divenne duca di Nassau il 20 agosto 1839, dopo la morte del padre; tra i suoi primi atti vi fu la proclamazione della nuova capitale nella città di Wiesbaden e lo stesso Adolfo, per rimarcare questa nuova scelta, prese residenza nel locale Stadtschloss dal 1841. Il 20 aprile 1842, l’Adelsverein, Società per la protezione dei migranti tedeschi in Texas, venne fondata nel castello del duca a Biebrich sul Reno. Adolfo fu nominato protettore dell’organizzazione, responsabile dell’emigrazione di un gran numero di tedeschi in Texas durante il XIX secolo. Lo stesso Adolfo si prodigò per fondare il 9 gennaio 1843 una tenuta di 4.428 acri detta Nassau Plantation presso la Contea di Fayette. In politica internazionale, Adolfo sostenne l’Impero austriaco nella Guerra Austro-Prussiana del 1866. Dopo la sconfitta dell’Austria, il ducato di Nassau fu annesso al Regno di Prussia e il 20 settembre 1866 Adolfo fu dichiarato decaduto. Nonostante appartenesse a una grande famiglia aristocratica europea, Adolfo era rimasto senza trono e quando ormai tutto sembrava perduto, giunse per lui un colpo di fortuna che fu provvidenziale per la sua casata. Nel 1879, una nipote di Adolfo, Emma di Waldeck e Pyrmont (figlia di un’altra sua sorellastra), sposò Guglielmo III dei Paesi Bassi, che era anche granduca di Lussemburgo. Nel 1890 Guglielmina, l’unica figlia della coppia salì, alla morte del padre, sul trono olandese, dal momento che non aveva fratelli maschi viventi. La legge salica era stata infatti abolita nei Paesi Bassi, ma rimaneva in vigore in Lussemburgo, dove gli organi di governo non accettarono Guglielmina quale sovrana. Pertanto la regina olandese dovette rinuciare, cedendo la reggenza del granducato allo zio Adolfo, sulla base di un accordo noto come Patto di famiglia di Nassau. Adolfo, oltre alla parentela con la regina, che avrebbe dovuto succedere nel granducato di Lussemburgo, era anche cugino di 17º grado del re-granduca Guglielmo III; come tale soddisfaceva alle condizioni poste dalla legge salica per succedergli, oltre al fatto che non si era legato ad alcun altro stato e poteva quindi costituire una dinastia regnante autonoma da altre influenze esterne. Sebbene anziano, Adolfo ascese dunque al trono del Lussemburgo e si trovò per la seconda volta al governo di uno stato. Tra i suoi primi provvedimenti vi fu quello, nel 1892, di garantire il titolo nobiliare di conte di Wisborg al nipote Oscar Bernadotte, che aveva perso i propri titoli nobiliari in Svezia a causa di un matrimonio da lui contratto senza l’approvazione del padre, il re di Svezia. Il giovane venne quindi incluso nella nobiltà del Lussemburgo e rimase pertanto sempre legato allo zio per avergli consentito un titolo conforme alla sua nascita. Adolfo morì nel 1905. Gli succedette sul trono del Lussemburgo l’unico figlio maschio avuto dal suo secondo matrimonio, Guglielmo IV. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze lussemburghesi

Gran Maestro dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine del Leone d’Oro di Nassau
   
Gran Maestro dell'Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau
   
Gran Maestro dell'Ordine della Corona di Quercia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Corona di Quercia
   

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Regno di Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Regno di Danimarca)
     1º febbraio 1840
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Luigi d'Assia (Granducato d'Assia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi d’Assia
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria (Impero Austro-Ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
   
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Regno di Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Regno di Svezia)
     10 ottobre 1856
Cavaliere dell'Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover)
     1839

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Arc. 2520: Adolfo di Lussemburgo (Biebrich, 24 giugno 1817 – Lenggries, 17 novembre 1905). Fotografia CDV. Fotografo: Wagner & Jäckel – Wiesbaden.