CASA IMPERIALE BRITANNICA

Arc. 1162: Vittoria (Alexandrina Victoria; Kensington Palace, 24 maggio 1819 – Cowes, 22 gennaio 1901). Nata il 24 maggio 1819 da Edoardo, duca di Kent, quartogenito del re Giorgio III e da Vittoria Maria Luisa figlia del duca Francesco di Sassonia-Coburgo; morta il 22 gennaio 1901. Il lungo regno, iniziato nel 1837, segnò un’epoca decisiva nella storia dell’Inghilterra e nello sviluppo dell’impero britannico; tanto che dal suo nome venne definita un’era, “l’era vittoriana”, con particolari caratteri nell’evoluzione politica e sociale, e anche nel movimento intellettuale e letterario dell’Inghilterra moderna. Succedette appena diciottenne allo zio Guglielmo IV, col quale si estinse la diretta discendenza maschile dei Hannover, assunta al trono d’Inghilterra nel 1714 con Giorgio I. L’avvento di V. ebbe come prima conseguenza la separazione delle corone del regno d’Inghilterra e del regno di Hannover, unite dall’epoca di Giorgio I; giacché la corona di Hannover passò al duca di Cumberland. Sotto il breve regno di Guglielmo IV (1830-1837) memorabili eventi si erano prodotti in Inghilterra: la riforma elettorale (1830-1832), che aveva aperto la via del parlamento alle nuove forze industriali e commerciali delle grandi città, abbattendo il predominio della grande aristocrazia terriera; gl’inizî delle agitazioni irlandesi con O’Connel e del movimento cartista; la prima fase della campagna liberista di Riccardo Cobden; i primi esperimenti e tentativi di riforme sociali. Mentre attraverso questi eventi si preparavano trasformazioni profonde in un’atmosfera d’irrequietezza e di lotta, la posizione della corona e della dinastia era apparsa scossa dagli scandali che avevano caratterizzato il re Giorgio IV e la sua vita familiare, tanto che si erano formate non trascurabili tendenze e correnti repubblicane. In siffatta situazione l’avvento sul trono di una giovinetta diciottenne si presentava irto di incognite e di pericoli. Quando, dopo sessantaquattro anni di regno, la regina V. morì, l’Inghilterra si trovava in un’era d’invidiabile prosperità e sicurezza interna ed estera, alla testa del più grande impero mai costituito nel mondo; e la dinastia appariva assisa su basi incrollabili, circondata di un prestigio che dalla personalità della grande regina s’irradiava su tutti i membri della famiglia. Codesto contrasto fra le condizioni nelle quali si iniziò e quelle nelle quali si chiuse il regno di Vittoria, costituisce il duraturo titolo di gloria di lei. Nei primi anni del regno riuscì preziosa per la sovrana l’assistenza del primo ministro, il vecchio lord Melbourne, che l’appoggiò e la guidò con tenerezza quasi paterna, e l’addestrò ai suoi altissimi e difficilissimi compiti, per i quali la preparazione che V. aveva avuto nell’infanzia e nell’adolescenza non era stata certo sufficiente. Riconosciuta dal parlamento come erede presuntiva del trono nel 1830 all’avvento dello zio, quando aveva appena undici anni, aveva continuato a vivere sotto la continua, incessante sorveglianza della madre, la duchessa di Kent, in un’atmosfera quasi completamente femminile. L’istruzione e l’educazione erano state vigilate direttamente dalla madre, che si compiaceva di mettere in rilievo come qualità caratteristiche della futura sovrana la forza della sua intelligenza e la sua capacità di assimilazione e di decisione, unite a un grande attaccamento alla verità. A queste se ne aggiungevano altre che la madre non riuscì a comprendere e a valutare, ma di cui cominciò a fare l’esperienza nei suoi proprî riguardi il giorno stesso nel quale la figlia venne proclamata regina, e cioè la forza di volontà e il senso di autorità, per cui la giovanissima sovrana, appena investita del suo potere e delle sue funzioni, si mostrò risoluta a esplicarle direttamente e da sola, escludendone la madre che ben altra prospettiva aveva vagheggiato. La forza di volontà e il senso di autorità andarono man mano sviluppandosi attraverso le fasi e i successi del lungo regno, come ben doveva sperimentare il figlio maggiore e l’erede del trono, il futuro Edoardo VII, tenuto dalla madre costantemente lontano dalla partecipazione alla direzione dello stato e circoscritto nelle sue limitate funzioni di principe di Galles, anche quando l’esperienza e l’età potevano giustificare una posizione e un’attività di ben più vasta portata. Una sola persona esercitò sulla regina un influsso e assunse una posizione che in certo senso dominarono e guidarono l’esplicazione delle sue caratteristiche volitive e autoritarie: il marito, Alberto di Sassonia-Coburgo, sposato nel 1840 e amato con una tenerezza, una passione e una devozione che rimasero proverbiali, e costituirono alcune fra le caratteristiche più simpatiche della regina presso il suo popolo. L’influenza del principe consorte, che segui e sostituì quella di lord Melbourne, fu decisiva anche perché dal marito la regina apprese il senso del lavoro tenace, metodico e ordinato, essenziale per un sovrano, e il rispetto e il culto delle virtù familiari, che fecero della corte e della famiglia reale un modello di rispettabilità e di decoro. Ciò a pochi anni di distanza dagli scandali e dalle dissolutezze di Giorgio IV, oggetto di satira, di sdegno e di disprezzo per i sudditi. È stato giustamente affermato che con l’evoluzione della vita sociale e politica britannica verso la democrazia e il radicalismo, in seguito alle trasformazioni portate dall’industrialismo e dalla riforma elettorale, la corona non si sarebbe salvata, se la dissolutezza da cui erano stati caratterizzati alcuni membri della famiglia reale dei Hannover fosse continuata. La rispettabilità e il rigidismo morale che dominarono nell’atmosfera della corte e della famiglia di V. sotto l’influsso del principe consorte, anche se per gli eccessi a cui giunsero costituirono talvolta oggetto di satira, ebbero il risultato di rialzare e di consolidare il prestigio della dinastia, prima scosso, e insieme esercitarono un’influenza benefica anche sul complesso della mentalità e dei costumi della società inglese nella seconda metà del sec. XIX. La morte del principe Alberto nel dicembre 1861 costituì nella vita della regina V. un terribile colpo dal quale la sovrana non riuscì a rialzarsi mai più. Nel periodo 1840-1861 l’influenza del principe Alberto andò sempre crescendo, non solo nell’ambiente familiare e nella vita di corte, ma anche negli affari politici e nella direzione dello stato, tanto che i principali esponenti del parlamento e della vita politica, quali Peel, Palmerston, Russell, ebbero diretti contatti con lui e ne sentirono e talvolta ne seguirono i giudizî. Siffatta posizione del principe Alberto, legato per le sue origini di famiglia a parentele asburgiche e austriache, ebbe ripercussioni che interessano direttamente l’Italia, in quanto contribuì a determinare l’atteggiamento della regina V. di diffidenza e di avversione al movimento italiano, durante la crisi risolutiva del 1859-1861. La regina, infatti, appoggiò risolutamente l’atteggiamento austrofilo del suo governo alla vigilia della guerra del 1859 e durante la guerra; mentre disapprovò e cercò d’impedire la politica favorevole allo sviluppo degli avvenimenti italiani e delle annessioni adottata dal governo britannico dopo l’armistizio di Villafranca e quando appariva evidente che il movimento italiano sboccava in una soluzione unitaria. Lord Palmerston nel gennaio 1861 dovette scrivere una lunga lettera alla regina per spiegarle le ragioni che avevano indotto il govermo ad appoggiare l’avanzata di Garibaldi dalla Sicilia a Napoli e il successo del movimento unitario. Le lettere della regina, di cui un’ampia raccolta fu pubblicata nel 1907, contengono numerose e significative prove dell’ostilità di V. di fronte al movimento italiano. La raccolta delle lettere di V. dimostra anche l’intervento costante che la regina esplicò nella politica britannica, anche quando questa era guidata da statisti eminenti, e che andò accentuandosi man mano che gli anni passavano e che la personalità di V. acquistava maggiore rilievo di fronte all’opinione pubblica. Il periodo culminante di questa progressiva ascesa della personalità della regina si delineò dal 1874 con il ritorno dei conservatori al potere sotto la guida di Disraeli, che occupò nell’affetto e nella fiducia della regina, ormai declinante verso la vecchiaia, la posizione già tenuta all’inizio del regno da lord Melbourne, mentre il grande rivale di Disraeli, Gladstone, ispirava a V. diffidenza e antipatia. Nel periodo immediatamente anteriore all’avvento dei conservatori con Disraeli, e cioè quando al potere, per effetto della riforma elettorale e delle elezioni del 1867, si trovavano i liberali e appunto il Gladstone era primo ministro, la popolarità della regina aveva avuto un’eclissi di cui erano stati sintomi significativi diversi attacchi mossi in parlamento alle spese eccessive della corte e una certa reviviscenza di tendenze repubblicane. Ma con le elezioni del 1874, il eui esito fu trionfale per i conservatori imperialisti guidati da Disraeli, le tendenze frondiste e repubblicaneggianti furono completamente stroncate, e il prestigio della corona e della regina salì più alto che mai. Disraeli, divenuto primo ministro, prese l’iniziativa della proclamazione di V. a imperatrice delle Indie, iniziativa che aprì un periodo di ripresa dell’imperialismo britannico segnata dall’acquisto di Cipro, dall’insediamento in Egitto e nell’Afghānistān, dall’occupazione di vastissimi territorî nell’Africa, e dalla politica aggressiva contro i Boeri che sboccò nella guerra del 1899, di cui la regina non vide la fine. I grandiosi successi di quest’ultimo periodo di regno a cui si accompagnò il formidabile sviluppo economico e produttivo, innalzarono la personalità di V. per il popolo britannico all’altezza della personalità della grande regina del sec. XVI: Elisabetta. Anche l’aureola dei capelli bianchi e quella dell’austerità della vita condotta dal giorno della morte del marito offrivano elementi notevoli all’esaltazione della regina. Cosicché, quando essa si spense nella tarda età di 82 anni, la sua personalità fu senz’altro scelta a rappresentare e a simboleggiare la straordinaria ascesa della potenza britannica dalla difficile situazione del periodo immediatamente successivo alla fine delle lotte napoleoniche, fino alla grandezza imperiale. Fotografia CDV. Fotografo: Cundall Downes & Co. – London.

Onorificenze

Onorificenze britanniche

Sovrana del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera
                    20 giugno 1837
 
Sovrana dell'Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo
                    20 giugno 1837
 
Sovrana dell'Illustrissimo Ordine di San Patrizio - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio
                    20 giugno 1837
 
Sovrana dell'Onorevolissimo Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Onorevolissimo Ordine del Bagno
                    20 giugno 1837 (Onorevolissimo Ordine militare del Bagno fino al 14 aprile 1847)
 
Sovrana dell'Esaltatissimo Ordine della Stella d'India - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Esaltatissimo Ordine della Stella d’India
                    25 giugno 1861 (fondatrice)
 
Sovrana del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio
                    20 giugno 1837
 
Sovrana dell'Eminentissimo Ordine dell'Impero indiano - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Eminentissimo Ordine dell’Impero indiano
                    1º gennaio 1878 
 
Sovrana dell'Ordine reale vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Ordine reale vittoriano
                    21 aprile 1896 (fondatrice)
 
Sovrana dell'Ordine del Servizio distinto - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Ordine del Servizio distinto
                    6 settembre 1886 (fondatrice)
 
Sovrana dell'Ordine imperiale della Corona d'India - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Ordine imperiale della Corona d’India
                    1º gennaio 1878 (fondatrice)
 
Sovrana dell'Ordine della famiglia reale di re Giorgio IV - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Ordine della famiglia reale di re Giorgio IV
                    20 giugno 1837; Dama di I classe, 1820
 
Sovrana dell'Ordine reale di Vittoria e Alberto - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana dell’Ordine reale di Vittoria e Alberto
                    10 febbraio 1862 (fondatrice)
 
Sovrana Capo e Patrono del Gran Priorato dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme in Inghilterra - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrana Capo e Patrono del Gran Priorato dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di                                       Gerusalemme in Inghilterra
                    1888 (fondatrice)
 

Onorificenze straniere

Dama di gran croce dell'Ordine del Leone d'oro (Granducato d'Assia) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di gran croce dell’Ordine del Leone d’oro (Granducato d’Assia)
 
 
Dama di gran croce dell'Ordine imperiale di Pietro I (Impero del Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di gran croce dell’Ordine imperiale di Pietro I (Impero del Brasile)
 
 
Dama di gran croce dell'Ordine del Sigillo di Salomone (Impero d'Etiopia) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di gran croce dell’Ordine del Sigillo di Salomone (Impero d’Etiopia)
 
 
Dama di gran croce con collare dell'Ordine reale di Kamehameha I (Regno delle Hawaii) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di gran croce con collare dell’Ordine reale di Kamehameha I (Regno delle Hawaii)
                    1881
 
Dama di gran croce dell'Ordine del principe Danilo I (Regno del Montenegro) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di gran croce dell’Ordine del principe Danilo I (Regno del Montenegro)
 
 
Dama dell'Ordine reale di Santa Isabella (Regno del Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama dell’Ordine reale di Santa Isabella (Regno del Portogallo)
 
 
Dama dell'Ordine Supremo dell'Aquila nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama dell’Ordine Supremo dell’Aquila nera (Regno di Prussia)
 
 
Dama di I classe dell'Ordine di Luisa (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di I classe dell’Ordine di Luisa (Regno di Prussia)
 
 
Dama di gran croce dell'Ordine imperiale di Santa Caterina (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di gran croce dell’Ordine imperiale di Santa Caterina (Impero di Russia)
 
 
Dama nobile del Reale Ordine delle Dame Nobili della Regina Maria Luisa (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama nobile del Reale Ordine delle Dame Nobili della Regina Maria Luisa (Spagna)
                    23 novembre 1833
 
Dama di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Nostra Signora di Guadalupe (Impero messicano) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Nostra Signora di Guadalupe (Impero messicano)
 

Arc. 1163: S.A.S. Vittoria regina del Regno Unito (Alexandrina Victoria; Kensington Palace, 24 maggio 1819 – Cowes, 22 gennaio 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 548: S.A.S. Vittoria regina del Regno Unito (Alexandrina Victoria; Kensington Palace, 24 maggio 1819 – Cowes, 22 gennaio 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Southwell – London.

Arc. 1163: S.A.S. Vittoria regina del Regno Unito (Alexandrina Victoria; Kensington Palace, 24 maggio 1819 – Cowes, 22 gennaio 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 1445: S.A.S Vittoria regina del Regno Unito (Alexandrina Victoria; Kensington Palace, 24 maggio 1819 – Cowes, 22 gennaio 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 695: S.A.S. Vittoria regina del Regno Unito (Alexandrina Victoria; Kensington Palace, 24 maggio 1819 – Cowes, 22 gennaio 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 694: S.A.S. Vittoria regina del Regno Unito (Alexandrina Victoria; Kensington Palace, 24 maggio 1819 – Cowes, 22 gennaio 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 1834: S.A.S. Vittoria regina del Regno Unito ritratta per il giubileo nel 1887 (Alexandrina Victoria; Kensington Palace, 24 maggio 1819 – Cowes, 22 gennaio 1901). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: A. Bassano – London. 

Arc. 3347: Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (Castello di Rosenau, 26 agosto 1819 – Windsor, 14 dicembre 1861). Alberto nacque al Castello di Rosenau, presso Coburgo, in Germania, secondogenito del duca Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e di sua moglie, la duchessa Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg. La futura moglie di Alberto, la regina Vittoria (del casato di Hannover), nacque in quello stesso anno con l’aiuto della medesima levatrice, Charlotte von Siebold, considerata la prima ginecologa tedesca. Alberto venne battezzato secondo il rito evangelico-luterano il 19 settembre 1819 nella Sala di Marmo del castello di Rosenau con l’acqua derivata dal fiume locale, l’Itz. I suoi padrini furono la nonna paterna, Augusta di Reuss-Ebersdorf, il nonno materno Augusto di Sassonia-Gotha-Altenburg, l’imperatore Francesco II d’Asburgo-Lorena, il principe Alberto di Sassonia-Teschen e il conte Emmanuel von Mensdorff-Pouilly. Nel 1825 il prozio di Alberto, Federico IV di Sassonia-Gotha-Altenburg morì e la sua dipartita portò a una totale ristrutturazione nella suddivisione dei domini di famiglia. Il padre di Alberto si ritrovò così duca di Sassonia-Coburgo-Gotha. Alberto e suo fratello maggiore Ernesto trascorsero la loro giovinezza in un clima turbolento, a causa della difficile relazione dei due genitori, che presto divorziarono. Dopo che la loro madre venne esiliata dalla corte nel 1824, ella sposò il suo amante, Alexander von Hanstein, conte di Polzig e Beiersdorf, perdendo così l’occasione di rivedere i suoi figli e morendo di cancro a soli 30 anni, nel 1831. L’anno successivo, il padre di Alberto si risposò con sua nipote, la principessa Antonietta Maria di Württemberg. I due fratelli, Ernesto e Alberto, vennero educati privatamente in casa da Christoph Florschütz e poi a Bruxelles dove Adolphe Quetelet fu uno dei loro tutori. Come altri principi, Alberto studiò all’Università di Bonn ove ebbe modo di frequentare i corsi di legge, economia politica, filosofia e storia dell’arte. Egli era un bravo musicista ed eccelleva nella ginnastica, in particolare nell’equitazione. Dal 1836 l’idea del matrimonio tra Alberto e sua cugina Vittoria iniziò a balenare nella mente del loro ambizioso zio, Leopoldo, che dal 1831 era divenuto Re dei belgi. A quel tempo, infatti, Vittoria era a tutti gli effetti l’erede al trono britannico in quanto il padre di lei, Edoardo Augusto di Kent, figlio quartogenito del re Giorgio III, era morto quando ella era ancora piccola. A quel tempo nel Regno Unito regnava Guglielmo IV, fratello maggiore di Edoardo Augusto e quindi zio di Vittoria. La madre di Vittoria, la duchessa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, era sorella del padre di Alberto e di Leopoldo del Belgio. Fu dunque il sovrano belga a convincere la sorella Vittoria a organizzare l’incontro tra Vittoria e Alberto nel maggio del 1836. Il re Guglielmo IV si era mostrato da sempre riluttante nel creare legami con i duchi sassoni, proponendo invece il principe Alessandro dei Paesi Bassi, figlio secondogenito del re Guglielmo II dei Paesi Bassi. Vittoria scrisse sul proprio diario: “Alberto è molto carino; i suoi capelli sono dello stesso colore dei miei; i suoi occhi sono grandi e blu e ha un bel naso oltre a una bocca molto dolce con bei denti, ma è soprattutto il suo charme e il suo contegno nell’espressione a renderlo assolutamente delizioso.” Alessandro, d’altro canto, viene descritto come “piuttosto insignificante”. Vittoria scrisse a suo zio Leopoldo per ringraziarlo “per la prospettiva di una grande felicità che avete contribuito a darmi nella persona del caro Alberto … Egli possiede ogni qualità che io possa desiderare per essere completamente felice.” Il fidanzamento non venne ancora ufficializzato, ma le due famiglie mantennero un tacito accordo vista anche la felicità dei due giovani. Vittoria ascese al trono appena diciottenne il 20 giugno 1837. Le sue lettere di questo periodo spostarono l’attenzione sulla formazione di Alberto in previsione del ruolo che avrebbe dovuto ricoprire al suo fianco, resistendo alla tentazione di sposarsi immediatamente. Nell’inverno del 1838–39, Alberto si recò in visita in Italia accompagnato dall’amico e consigliere Barone von Stockmar. Alberto fece poi ritorno in Inghilterra con il fratello Ernesto nell’ottobre del 1839 per recarsi in visita alla regina, con l’obiettivo di ufficializzare finalmente il matrimonio. La proposta ufficiale da parte della regina (come era secondo la tradizione di un monarca di sesso femminile) avvenne il 15 ottobre 1839. La regina inoltre confermò tale proposta di matrimonio al proprio consiglio privato il 23 novembre di quello stesso anno, e la coppia si sposò il 10 febbraio 1840 nella Cappella Reale del palazzo di St. James. Appena prima del matrimonio, Alberto venne naturalizzato inglese attraverso un atto parlamentare, e gli venne garantito il titolo di Altezza Reale per ordine del consiglio. In un primo tempo, Alberto non era molto popolare presso gli inglesi in quanto veniva percepito come uno straniero e ancora più come un provinciale, proveniente da una famiglia aristocratica secondaria.  Fu il primo ministro William Lamb, II visconte Melbourne a consigliare alla regina di non conferire il titolo di “Re Consorte” al marito. Persino il parlamento si rifiutò di accogliere Alberto nella parìa inglese a causa di un comune sentimento antitedesco tendente a escludere Alberto da ogni ruolo politico. Il governo di Melbourne si trovò presto in minoranza e l’opposizione trasse vantaggio da questa situazione per indebolire ulteriormente le sue posizioni. Il parlamento si oppose alla nobilitazione di Alberto e gli garantì una pensione annua inferiore rispetto a quanto concesso ai precedenti consorti di monarchi inglesi, 30 000 sterline anziché l’usuale cifra di 50 000 sterline. Alberto reagì duramente a queste critiche asserendo di non necessitare di entrare a far parte della parìa inglese; egli scriveva: “Sarebbe per me quasi un passo indietro, per me che sono un duca di Sassonia, mi sento più alto io di un duca di York o di Kent.” Per i successivi diciassette anni, Alberto ottenne formalmente il solo titolo di “Sua Altezza Reale il Principe Alberto” sino a quando, il 25 giugno 1857, Vittoria non prese in mano la situazione garantendogli il titolo di “Principe consorte”. La posizione in cui il principe Alberto si era trovato con il suo matrimonio, oltre a molte distinzioni, gli contrapponeva anche non poche difficoltà, come si evince dalle sue stesse parole: “Sono molto felice e contento, ma le difficoltà maggiori che attentano alla mia dignità si concentrano nel farmi sentire solo un marito e non un vero e proprio padrone di casa.” La casa della regina era mandata avanti di fatto dalla sua corte, capeggiata dalla baronessa Louise Lehzen. Alberto la ricorda nelle sue lettere come il “Dragone di Casa” e fece di tutto per privarla del suo “potere” all’interno della casa e prendere personalmente le redini della direzione della corte. A due mesi dal matrimonio, Vittoria rimase incinta. Alberto iniziò dunque a ricoprire ruoli pubblici; egli divenne Presidente della Società per l’Estinzione della Schiavitù (la schiavitù era già stata abolita nei territori dell’Impero britannico, ma era praticata ancora in alcune colonie oltre che negli Stati Uniti e in alcune colonie francesi). A giugno del 1840, durante una passeggiata pubblica in carrozza, Alberto e Vittoria subirono un attentato da parte di Edward Oxford, poi dichiarato pazzo, il quale esplose contro la reale coppia alcuni colpi di pistola andati a vuoto. Malgrado Alberto non fosse stato ferito, i giornali diedero grande risalto al suo coraggio di padre di famiglia nel difendere la moglie incinta e nel contempo la sua freddezza nell’attacco. Alberto iniziò così non solo a ottenere supporto da parte del pubblico, ma anche a ottenere influenza politica a tal punto che nell’agosto di quello stesso anno il parlamento inglese varò il Regency Act 1840 con il quale egli veniva designato reggente al trono in caso che Vittoria fosse morta prima del raggiungimento della maggiore età del nascituro. Il loro primo figlio fu Vittoria, che prese il nome della madre, nata nel novembre di quello stesso anno. Nel corso dei successivi diciassette anni nacquero altri otto figli, tutti sopravvissuti all’età adulta, un fatto che la biografa Hermione Hobhouse accreditò all’assoluta influenza benevola di Alberto sulla cura dei figli. All’inizio del 1841 Alberto riuscì a ottenere la rimozione della baronessa Lehzen dai suoi incarichi e nel settembre del 1842 ella venne costretta a lasciare l’Inghilterra in maniera permanente, il che contribuì ancora una volta a mettere in risalto la figura di Alberto. Dopo l’elezione generale del 1841 Melbourne venne rimpiazzato come primo ministro da Sir Robert Peel, il quale nominò il principe Alberto presidente della Commissione Reale incaricata di ridecorare il nuovo Palazzo di Westminster. Il Palazzo era infatti bruciato in un incendio sette anni prima e doveva essere ricostruito. Il lavoro della commissione era molto lento e l’architetto Charles Barry prese molte decisioni esterne al lavoro della commissione circa la decorazione degli interni e del mobilio. Alberto rimase in disparte ma si occupò invece privatamente di collezionismo e arte aumentando la sua collezione di dipinti tedeschi e italiani (tra i quali ricordiamo Apollo e Diana di Lucas Cranach il Vecchio e San Pietro Martire del Beato Angelico) oltre a pezzi contemporanei di Franz Xaver Winterhalter ed Edwin Landseer. Alberto e Vittoria subirono un nuovo attentato il 29-30 maggio 1842 dal quale uscirono ancora illesi. L’attentatore, John Francis, venne incarcerato e poi condannato a morte. Gran parte di questa impopolarità era dovuta essenzialmente all’estrema aderenza che i due portavano al protocollo in pubblico, anche se nella vita privata la famiglia aveva un carattere perlopiù colloquiale e familiare. All’inizio del 1844 Vittoria e Alberto compirono un viaggio a Coburgo in occasione della morte del padre di Alberto. Dal 1844 Alberto si propose di modernizzare le finanze reali inglesi e, con le proprie finanze, acquistò Osborne House sull’Isola di Wight come residenza privata ove crescere i suoi figli, pur apportandovi delle modifiche in stile rinascimentale italiano progettate dallo stesso Alberto e dall’architetto Thomas Cubitt. Alberto spianò i terreni circostanti e promosse la trasformazione della residenza in una residenza di campagna vera e propria con tanto di stalle e terreni coltivati. Le sue stalle erano un modello per tutti gli agricoltori inglesi e altre ne volle edificare a Windsor, moltiplicando così anche le entrate della famiglia reale sfruttando le risorse e i possedimenti del Ducato di Cornovaglia, proprietà ereditaria del principe di Galles. Al contrario di molti altri proprietari terrieri, Alberto si mosse per l’approvazione di un decreto che stabiliva un’età minima per iniziare a lavorare, soprattutto in campo agricolo e industriale. Il chierico del consiglio privato della regina, Charles Greville, scrisse di lui: “Egli è il re a tutti gli effetti. Nel 1847 Alberto venne eletto Cancelliere dell’Università di Cambridge, ma solo dopo una lunga contestazione interna che gli contrapponeva Edward Herbert, II conte di Powis, il quale venne poi ucciso durante un incidente di caccia dal suo stesso figlio l’anno successivo. Alberto sfruttò la sua posizione di Cancelliere per riformare e modernizzare i curricula universitari, espandendo le materie e introducendo lo studio della storia moderna e delle scienze naturali. Quella stessa estate, Vittoria e Alberto trascorsero delle piovose vacanze nell’ovest della Scozia a Loch Laggan, quando appresero dall’archiatra di corte Sir James Clark, che il loro figlio avrebbe trovato giovamento maggiore da un clima secco e soleggiato. Alberto iniziò quindi le contrattazioni per l’acquisto del Castello di Balmoral con James Duff, IV conte di Fife. Nel maggio dell’anno successivo, Alberto raggiunse Balmoral per visitarlo e a settembre del 1848 vi portò tutta quanta la famiglia. Le rivoluzioni del 1848 portarono a una grave crisi economica anche in Inghilterra. Durante quell’anno, Vittoria e Alberto furono particolarmente attenti alla politica estera del segretario per gli esteri Henry Temple, III visconte Palmerston, dal momento che molti dei regnanti europei imparentati con Vittoria e Alberto erano stati deposti dai loro troni o costretti ad abdicare. In quell’anno la coppia diede alla luce la principessa Luisa proprio a Osborne House, lontano da Londra sebbene l’Inghilterra non avesse subito direttamente episodi di rivoluzione. Durante un discorso per la Società per lo Sviluppo della Condizione della Classe Lavoratrice, di cui era Presidente, egli espresse la sua “simpatia e interesse per quelle classi della nostra comunità che sono meno fortunate perché possano essere più degne di essere parte di questo nostro Stato”. Alberto si dimostrò dunque un uomo dalle idee liberali e progressiste, aperto all’emancipazione, al progresso tecnologico e scientifico, all’educazione, alle teorie di Darwin e a molti altri campi disparati. La Great Exhibition del 1851 sorse come esibizione annuale promossa dalla Society of Arts, di cui Alberto fu presidente dal 1843, e dovette gran parte del suo successo internazionale alla personale attenzione che Alberto vi ripose. Alberto del resto fu presidente della Royal Commission for the Exhibition of 1851, conducendo dure lotte per ogni passo nella realizzazione dell’opera. Nella Camera dei Lord, Lord Brougham protestò vivacemente contro la proposta di tenere l’esibizione a Hyde Park adducendo il fatto che l’esposizione sarebbe stata un rapido veicolo per far convergere in Inghilterra sovversivi e rivoluzionari. Alberto del resto riteneva questi discorsi quantomai assurdi e perseverò nel suo intento, consentendo quindi alle industrie inglesi di esporre i loro prodotti e di favorire quindi l’esportazione della produzione nazionale all’estero. La regina aprì l’esposizione nell’area appositamente allestita denominata Crystal Palace il 1º maggio 1851 e la manifestazione ebbe un successo colossale. Il ricavato diede un surplus di 180 000 sterline che vennero impiegate dal governo per acquistare delle terre a South Kensington e stabilirvi strutture educative, oltre a quello che sarà poi noto con il nome di Victoria and Albert Museum. L’area divenne nota come “Albertopolis”. Nel 1852 Alberto iniziò i lavori per trasformare il castello di Balmoral ed espandere i suoi possedimenti. Quello stesso anno, egli venne nominato alla guida di molti uffici di governo rimasti vacanti dopo la morte di Arthur Wellesley, I duca di Wellington, tra cui la guida della Trinity House e il ruolo di comandante in capo dei Granatieri Reali. Con l’esclusione del conservatore Wellington, Alberto fu in grado altresì di modernizzare l’esercito, che si presentava ormai antiquato negli armamenti e nelle strategie. Egli ebbe un ruolo importante anche nella guerra russo-ottomana optando per una soluzione diplomatica. Palmerston si presentava invece maggiormente propenso alla guerra e favoriva una politica tesa a prevenire l’espansione russa. Palmerston venne escluso con delle manovre di governo dal gabinetto nel dicembre del 1853, ma nello stesso tempo la flotta russa attaccò quella ottomana ancorata a Sinope. Palmerston venne accusato dai giornali inglesi di essere sostenitore di questo inutile massacro e venne destituito per poi essere riammesso due settimane dopo e con lui ovviamente ne risentì la stessa figura di Alberto, iniziando a circolare voci di un suo arresto per tradimento nei confronti della corona inglese. Da marzo del 1854 il Regno Unito e la Russia vennero coinvolte nella guerra di Crimea, anche se, fin dall’inizio, fu evidente la mancanza di preparazione ed equipaggiamento degli inglesi nello scontro. Il primo ministro, George Gordon, IV conte di Aberdeen, diede le proprie dimissioni e Palmerston gli succedette. A questo punto fu però necessario negoziare la fine della guerra con il trattato di Parigi del 1856. Durante lo scontro, Alberto trovò anche il tempo di combinare un matrimonio tra la sua figlia quattordicenne Vittoria con il principe di Prussia Federico Guglielmo, anche se il matrimonio non venne celebrato sino al compimento del diciassettesimo anno della ragazza. Alberto, oltre al prestigioso matrimonio, si augurava che sua figlia, dotata di liberalità e acume come lui, fosse in grado di influenzare positivamente lo Stato prussiano, aprendolo anche all’alleanza con l’Inghilterra. Alberto nel contempo continuava a svolgere brillantemente il suo ruolo pubblico e nel 1857 pubblicò una raccolta di suoi discorsi. Riconosciuto universalmente come il principale tra i promotori dell’educazione e del progresso tecnologico in Inghilterra, veniva sovente invitato a presenziare a convegni ed eventi pubblici. Malgrado questo egli incontrò una certa opposizione da parte del mondo ecclesiastico in particolare dopo la sua proposta di concedere il cavalierato a Charles Darwin per la pubblicazione del suo L’origine delle specie, che venne rigettata dal parlamento. Alberto fu anche padre amorevole e la governante dei suoi figli, la baronessa Sarah Lyttelton lo descriveva come paziente e gentile, giocherellone e felice di trascorrere del tempo con i suoi figli. Si mostrò commosso della partenza della figlia maggiore nel 1858 alla volta della Prussia dopo l’ufficializzazione del fidanzamento con il principe ereditario tedesco, e mostrò disappunto per il fatto che il figlio primogenito, il Principe di Galles, non rispondesse correttamente all’intenso programma educativo che egli personalmente aveva disegnato per lui, non esitando a punirlo personalmente. All’età di sette anni il principe di Galles aveva sei ore al giorno di istruzione, tra le quali spiccavano un’ora di tedesco e un’ora di francese. Durante un viaggio a Coburgo nell’autunno del 1860 Alberto ebbe un incidente in carrozza e ne uscì leggermente leso, anche se le sue condizioni gli fecero presagire che il suo tempo era ormai giunto al termine. Nel 1861 morì la madre della regina Vittoria (zia anche di Alberto) e Alberto decise di prendersi anche le incombenze della suocera in campo pubblico malgrado fosse egli stesso malato di problemi cronici allo stomaco. Ad agosto di quell’anno Vittoria e Alberto visitarono il Curragh Camp, in Irlanda, dove il principe di Galles stava prestando servizio militare. Da novembre Vittoria e Alberto tornarono a Windsor e il principe di Galles fece ritorno a Cambridge dove era studente. Due dei cugini di Alberto, il re Pietro V del Portogallo e il principe Ferdinando del Portogallo, morirono di febbre tifoidea. Nel contempo, il principe di Galles venne coinvolto in un’avventura galante con l’attrice irlandese Nellie Clifden. Alberto non esitò a recarsi personalmente dal figlio per discutere con lui della scandalosa relazione che stava intrattenendo. Il 9 dicembre di quell’anno William Jenner gli diagnosticò una febbre tifoidea, alla quale si aggiunse poi un’improvvisa congestione polmonare, che portò Alberto alla morte alle 22:50 del 14 dicembre 1861 nella Blue Room del Castello di Windsor, alla presenza della regina e di cinque dei suoi figli. La figlia Vittoria si trovava all’epoca in Germania, Leopoldo in Francia, Alfredo in mare con la marina inglese e Beatrice (la più piccola) era rimasta all’esterno della stanza. Malgrado la diagnosi dell’epoca, moderni studi hanno dimostrato che con tutta probabilità Alberto doveva essere ammalato da almeno due anni e che la malattia che lo portò alla morte fu un cancro ai polmoni. La regina Vittoria fu profondamente colpita dalla morte di Alberto e decise di vestire il lutto per tutti i restanti giorni della sua lunga vita da vedova, così come diede ordine di mantenere le stanze del principe consorte inalterate come al giorno della morte di Alberto, tradizione che ancora oggi si conserva. Vittoria si ritirò quasi completamente dalla vita pubblica, il che parzialmente contribuì a rovinare quanto suo marito aveva costruito nel tentativo di mostrare al popolo una monarchia fresca e attiva come istituzione nazionale e morale e come esempio per tutti. Il corpo di Alberto venne temporaneamente sepolto nella Cappella di San Giorgio del Castello di Windsor. Il mausoleo di Frogmore, ove le sue spoglie vennero poi traslate l’anno successivo, non venne completato però sino al 1871. Il sarcofago, dove poi venne sepolta anche la regina, venne ricavato dal più grande blocco di granito mai scavato in Inghilterra. Malgrado Alberto non avesse mai voluto che venisse eretto un monumento con la sua effigie in vita, la regina personalmente si preoccupò di erigere centinaia di monumenti alla sua memoria e non solo nel Regno Unito, ma in tutto l’Impero britannico. Tra i più importanti ricordiamo la Royal Albert Halle l’Albert Memorial di Londra. Fotografia CDV. Fotografo: Detken – Napoli. 

Onorificenze

Onorificenze britanniche

Reale Cavaliere compagno (soprannumerario) del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG) - nastrino per uniforme ordinaria   Reale Cavaliere compagno (soprannumerario) del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG)
                    16 dicembre 1839
 
Gran Maestro e Primo e Principale Cavaliere Gran Croce dell'Onorevolissimo Ordine del Bagno (GCB) - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro e Primo e Principale Cavaliere Gran Croce dell’Onorevolissimo Ordine del Bagno 
 
                   Gran Maestro e Primo e Principale Cavaliere Gran Croce, 31 maggio 1843; Cavaliere Gran                                   Croce, 6 marzo 1840
 
Cavaliere Gran Croce del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio (CGMG) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio (CGMG)
                    15 gennaio 1842
 
Cavaliere extranumero dell'Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo (KT) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere extranumero dell’Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo (KT)
                    17 gennaio 1842
 
Cavaliere dell'Illustrissimo Ordine di San Patrizio (KP) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio (KP)
                    20 gennaio 1842, con precedenza su tutti gli altri Cavalieri
 
Cavaliere extranumero dell'Esaltatissimo Ordine della Stella d'India (KSI) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere extranumero dell’Esaltatissimo Ordine della Stella d’India (KSI)
                    25 giugno 1861
 

Onorificenze di Sassonia-Cuburgo e Gotha

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dinastico ducale della Casata Ernestina di Sassonia (Ducati sassoni) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dinastico ducale della Casata Ernestina di Sassonia (Ducati                      sassoni)
                    febbraio 1836
 

Onorificenze straniere

Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Belgio)
                    1839
 
Cavaliere dell'Ordine della corona fiorata (Regno di Sassonia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della corona fiorata (Regno di Sassonia)
                    1839
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Falco Bianco (Granducato di Saxe-Weimar-Eisenach) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco Bianco (Granducato di Saxe-Weimar-Eisenach)
                    13 gennaio 1840
 
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (Spagna)
                    27 aprile 1841
 
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna)
                    13 dicembre 1842
 
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
                    10 gennaio 1843
 
Cavaliere di gran croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria (Impero austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di gran croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria (Impero austriaco)
                    1843
 
Cavaliere dell'Ordine delle Due Fasce (Regno del Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine delle Due Fasce (Regno del Portogallo)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg)
                    1843
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giorgio (Regno di Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Giorgio (Regno di Hannover)
                    1853
 
Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Regno di Svezia e Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Regno di Svezia e Norvegia)
                    12 febbraio 1856

Arc. 3342: Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (Castello di Rosenau, 26 agosto 1819 – Windsor, 14 dicembre 1861). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 586: Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (Castello di Rosenau, 26 agosto 1819 – Windsor, 14 dicembre 1861). Fotografia CDV. Fotografo: J. Clarck – London. 

Arc. 1164: Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (Castello di Rosenau, 26 agosto 1819 – Windsor, 14 dicembre 1861). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 3349: S.A.S. Vittoria regina del Regno Unito (Alexandrina Victoria; Kensington Palace, 24 maggio 1819 – Cowes, 22 gennaio 1901) e Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (Castello di Rosenau, 26 agosto 1819 – Windsor, 14 dicembre 1861). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 1165: Edoardo VII Albert Edward (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910) e la sorella Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha (Buckingham Palace, 25 aprile 1843 – Darmstadt, 14 dicembre 1878).

Edoardo VII: Figlio primogenito della regina Vittoria d’Inghilterra e di Alberto-Francesco-Augusto, principe di Sassonia-Coburgo e principe consorte d’Inghilterra, nacque a Londra il 9 novembre 1841. Frequentò successivamente le due grandi università d’Oxford e di Cambridge, ma il suo vero educatore fu il padre che, schietto temperamento di principe tedesco, uomo di rigida coscienza, diresse la formazione morale e intellettuale del figlio e ne vigilò in tutti i più minuti particolari gli studi teorici e pratici. Bertie però (così veniva designato nell’intimità il principe Edoardo) non fu allievo disciplinato né molto studioso: acquistò tuttavia abitudini di serietà e un concetto sano della missione d’un principe moderno, che si ritrovarono interi in lui quando a sessant’anni egli cinse la corona. Cosicché egli nel suo breve regno di nove anni poté segnare un’impronta personale che non era stata lasciata prima di lui da alcun sovrano inglese dopo Guglielmo III. Alla morte del principe consorte, avvenuta quando E. era appena ventenne, la regina Vittoria, pur riservandosi intero l’esercizio delle sue prerogative regali, trasferì al principe di Galles il compito di rappresentare la corona in quasi tutte le cerimonie pubbliche. E. fu da giovane un instancabile viaggiatore e taluno dei suoi viaggi ebbe importanza politica non comune. Così a 19 anni visitò il Canada e in quell’occasione si recò a Washington, ospite del presidente Buchanan. Le colonie ribellatesi poco meno d’un secolo addietro all’Inghilterra e costituitesi in una grande nazione indipendente, ebbero così il miglior pegno di piena riconciliazione con l’antica metropoli. Dopo la morte del padre, il principe E. compì lunghe escursioni in Oriente, ma il più importante dei suoi viaggi fu la visita che egli fece nel 1875 ai possedimenti indiani, visita che fu preludio alla proclamazione della regina Vittoria a imperatrice delle Indie. Nel 1863 sposò la principessa Alessandra di Danimarca, figlia di re Cristiano IX, matrimonio che doveva pochi anni dopo (1866) farlo cognato del granduca ereditario di Russia, che fu poi l’imperatore Alessandro III. Il matrimonio dell’erede del trono inglese, figlio d’un principe tedesco, con una principessa danese, mentre la questione dei ducati dell’Elba si trovava nello stadio più acuto riuscì mal gradito in Germania, e il principe Ernesto di Sassonia Coburgo, zio paterno di Edoardo, lo qualifica nelle sue memorie un colpo di fulmine. Timori infondati, perché la politica inglese, sempre informata sotto la regina Vittoria a simpatie germaniche, non si fece per quel matrimonio più favorevole alla Danimarca. Nel dicembre del 1871 il principe Edoardo fu colto da una grave malattia che mise la sua vita in pericolo. La sua guarigione diede luogo a grandi manifestazioni di giubilo, e la stessa rispondenza d’affetto trovò presso la nazione la sventura che lo colpì più tardi nella persona del suo primogenito, il duca di Clarence, morto nel 1891 dopo breve malattia. Nel 1899 Edoardo fu oggetto a Bruxelles da parte d’un anarchico, certo Sipido, d’un attentato andato a vuoto. La regina Vittoria morì il 22 gennaio 1901. Non era facile per il nuovo sovrano sostituirla degnamente sul trono; tanto meno facile che quel glorioso regno si chiudeva fra gli ultimi lampi della lunga guerra boera. Fu ventura grande per il nuovo sovrano di poter prontamente concludere, grazie all’abilità di lord Kitchener, la pace di Pretoria (31 maggio 1902), che assicurò alla Gran Bretagna tutti gli utili d’una vittoria rimasta fino all’ultimo momento indecisa. Il regno di Edoardo s’iniziava in singolare contrasto con il regno precedente. A una sovrana più che ottuagenaria, chiusa nei concetti austeri della vecchia aristocrazia britannica, succedeva un principe che frequentava i campi di corse e altri sport, che manteneva amicizie personali e contatti assidui in circoli mondani inglesi ed esteri, che continuava a essere nel mondo cosmopolita l’arbiter elegantiarum, al quale si era perfino rimproverato di non essere abbastanza severo nella scelta delle persone che ammetteva nella sua società. Tutto ciò gli aveva creato una falsa riputazione di frivolezza che aveva fatto dubitare che egli potesse continuare sul trono le vecchie tradizioni vittoriane care al popolo inglese. Egli si rivelò invece fino dai primi mesi del suo regno all’altezza della sua missione, conquistandosi rapidamente l’animo della nazione. Re Edoardo si rinchiuse per quanto riguardava la politica interna nella scrupolosa osservanza delle norme che presiedono ai regimi parlamentari, accettando, senza palesare preferenze o antipatie, l’avvicendarsi al governo dei due grandi partiti che si contendevano in quel tempo il potere. In ciò differì dalla madre, la quale manifestò in più occasioni le proprie simpatie ora all’uno ora all’altro dei due partiti in contesa. Ciò non impedì a Edoardo di prendere vivo interesse all’evoluzione economico-sociale che, da tempo iniziata, assunse sotto il suo regno un ritmo più accelerato. La maggior crisi di politica interna del suo regno si produsse poco prima della sua morte, nel 1909, quando i due rami del parlamento si trovarono in conflitto circa i progetti finanziarî del governo liberale, e s’iniziò nella camera dei comuni e nel paese un’agitazione per la limitazione dei poteri della Camera dei lord. Questa campagna amareggiò gli ultimi mesi di vita di Edoardo, il quale non poté nascondere il suo rammarico nel vedere pericolanti le secolari prerogative della camera alta. Ma il terreno sul quale Edoardo diede tutta la misura del suo valore fu quello della politica estera. Egli fin dai primissimi anni di regno trasse profitto dalle relazioni di personale amicizia che esistevano tra lui e il re D. Carlos per rinsaldare la vacillante fedeltà portoghese, e lasciò, dopo la sua visita a Lisbona (1903), quel paese rassicurato sull’avvenire delle proprie colonie e più che mai stretto alla alleanza inglese. Nello stesso anno Edoardo fece il viaggio a Roma, dove visitò il re d’Italia e il sommo pontefice, dando prova di molto tatto politico nella difficile situazione esistente allora nella capitale d’Italia a ragione del conflitto tuttora acuto tra la S. Sede e il governo nazionale. Compì il suo giro d’Europa con un breve soggiorno a Parigi, dove covavano ancora i risentimenti di Fashoda. Egli seppe attutirli ponendo le prime basi d’un ravvicinamento che doveva avere un giorno una capitale influenza sui destini d’Europa. La nota principale del regno di Edoardo fu infatti l’inversione completa della politica estera inglese. Orientata tradizionalmente contro la Francia fino alla metà del sec. XIX, essa si era, dalla crisi di Crimea in poi, rivolta contro la Russia. Fu merito di Edoardo di vedere come il vero pericolo per la potenza britannica non venisse più da Parigi o da Pietroburgo, ma da Berlino, e dagli sforzi assidui e fortunati onde, dopo il ritiro del principe di Bismarck, l’imperatore Guglielmo II si adoperava a fare della Germania una grande potenza marittima e coloniale. L’Inghilterra aveva seguito per quasi due secoli una politica d’intima cordialità verso le potenze germaniche. Edoardo cambiò interamente di rotta e ricercò l’amicizia francese, avviamento a quella russa. Così s’iniziò a Londra quella politica di nuove intese, abilmente condotta da lord Lansdowne e da sir Edward Grey, che, qualificata a Berlino insidioso accerchiamento, parve a Londra legittima difesa. Se ne videro i primi effetti nell’accordo franco-britannico dell’8 aprile 1905, che regolò le antiche Competizioni africane delle due potenze, e nell’appoggio che la Gran Bretagna portò alla Francia nella conferenza di Algesiras (1906) per gli affari del Marocco. Attraverso la rinnovata amicizia francese la politica di Edoardo mise le basi d’un riavvicinamento alla Russia. Dopo il viaggio di re E. a Reval (luglio 1908) era nata la Triplice Intesa per fare equilibrio al binomio degl’Imperi centrali. Questa geniale politica estera fu seguita da Edoardo con metodi di rigida correttezza costituzionale, benché egli ne fosse a un tempo il primo ispiratore e un prezioso strumento nei contatti che, durante i suoi viaggi all’estero, egli prendeva con sovrani e uomini di stato. Questa politica non assunse mai carattere aggressivo, anzi uno degli ultimi atti del suo regno fu una visita ufficiale a Berlino (febbraio 1909), intonata a piena cordialità con il nipote rivale. Onde egli apparve ai contemporanei uno strenuo difensore della pace e i suoi Sudditi lo chiamarono a titolo d’onore Edward the peacemaker. Edoardo morì a Buckingham Palace il 6 maggio 1910, lasciando quattro figli; il principe di Galles, ora re Giorgio V, le principesse Luisa duchessa di Fife, Vittoria, e Maud, regina di Norvegia.

Onorificenze

Onorificenze britanniche

Sovrano del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrano del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera
                    22 gennaio 1901; già Reale Cavaliere Compagno (K.G.), 8 dicembre 1841
 
Sovrano dell'Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrano dell’Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo
                    22 gennaio 1901; già Cavaliere Compagno extranumero (K.T.), 24 maggio 1867
 
Sovrano dell'Illustrissimo Ordine di San Patrizio - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrano dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio
                    22 gennaio 1901; già Cavaliere (K.P.), con precedenza su tutti gli altri Cavalieri, 18 marzo 1868
 
Sovrano dell'Onorevolissimo Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrano dell’Onorevolissimo Ordine del Bagno
                    22 gennaio 1901; già Cavaliere gran croce (G.C.B.), 10 febbraio 1865; poi Gran Maestro e Primo e                      Principale Cavaliere gran croce, 22 giugno 1897
 
Sovrano dell'Ordine al merito - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrano dell’Ordine al merito
                    9 agosto 1902 (fondatore)
 
Sovrano dell'Esaltatissimo Ordine della Stella d'India - nastrino per uniforme ordinaria    Sovrano dell’Esaltatissimo Ordine della Stella d’India
                     22 gennaio 1901; già Cavaliere Compagno extranumero (K.S.I.), 25 giugno 1861; poi Cavaliere                             gran comandante (G.C.S.I.), 24 maggio 1866
 
Sovrano del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrano del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio
                    22 gennaio 1901; già Cavaliere gran croce extranumero (G.C.M.G.), 31 maggio 1877
 
Sovrano dell'Eminentissimo Ordine dell'Impero indiano - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrano dell’Eminentissimo Ordine dell’Impero indiano
                    22 gennaio 1901; già Cavaliere gran comandante extranumero (G.C.I.E.), 21 giugno 1887
 
Sovrano dell'Ordine reale vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrano dell’Ordine reale vittoriano
                    22 gennaio 1901; già Cavaliere gran croce (G.C.V.O.), 6 maggio 1896
 
Sovrano dell'Ordine del Servizio imperiale - nastrino per uniforme ordinaria   Sovrano dell’Ordine del Servizio imperiale
                    8 agosto 1902 (fondatore)
 
Medaglia in oro del giubileo d'oro della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia in oro del giubileo d’oro della regina Vittoria
                    21 giugno 1887 (con barretta 1897)
 

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto (Regno di Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto (Regno di Baviera)
 
 
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (R. E., Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (R. E., Danimarca)
                    1863
 
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (secondo Impero francese) - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (secondo Impero francese)
                    marzo 1863
 
Balì Cavaliere di gran croce d'onore e devozione del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria   Balì Cavaliere di gran croce d’onore e devozione del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di                              San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta (SMOM)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della spada (Regno di Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della spada (Regno di Portogallo)
                    marzo 1859
 
Cavaliere dell'Ordine supremo dell'Aquila Nera con collare (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine supremo dell’Aquila Nera con collare (Regno di Prussia)
                    17 gennaio 1869
 
Gran Croce e Collare dell'Ordine di Carol I (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Croce e Collare dell’Ordine di Carol I (Regno di Romania)
                    1906
 
Cavaliere dell'Ordine imperiale di Sant'Andrea "il primo chiamato" (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine imperiale di Sant’Andrea “il primo chiamato” (Impero Russo)
                    gennaio 1874
 
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna)
                    1859
 
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (Regno di Spagna)
                    maggio 1852
 
Cavaliere di gran croce del Reale e Distinto Ordine spagnolo di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di gran croce del Reale e Distinto Ordine spagnolo di Carlo III (Spagna)
                    maggio 1876
 
Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Regno di Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Regno di Svezia)
                    27 settembre 1864
 
Collare dell'ordine reale di Kalakaua - nastrino per uniforme ordinaria   Collare dell’ordine reale di Kalakaua
                    luglio 1881
 

Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha: Alice nacque il 25 aprile 1843 a Londra, a Buckingham Palace. Era la terza figlia, e la seconda femmina, della regina Vittoria, e di suo marito il principe consorte Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. Venne chiamata Alice in onore del Primo Ministro di Vittoria, Lord Melbourne, che era un ammiratore della regina e una volta aveva commentato che “Alice” era il suo nome femminile preferito. Maud, il nome anglosassone di Matilda, venne scelto in onore di una madrina di Alice, la principessa Sofia Matilda di Gloucester, una bisnipote in linea maschile di re Giorgio II. Mary venne scelto perché Alice era nata lo stesso giorno della sua prozia, la principessa Maria, duchessa di Gloucester. Alice venne battezzata nella cappella privata di Buckingham Palace da William Howley, arcivescovo di Canterbury, il 3 giugno 1843. I padrini furono il Re di Hannover, (rappresentato dal principe Adolfo, duca di Cambridge; la Principessa Feodora di Hohenlohe-Langeburg, (rappresentata dalla nonna materna, la duchessa di Kent); il principe ereditario di Sassonia-Coburgo-Gotha, (rappresentato dal granduca di Meclemburgo-Strelitz); e la principessa Sofia Matilda di Gloucester. La nascita di Alice incitò i suoi genitori a trovare una casa più grande per la famiglia. Buckingham Palace non aveva gli appartamenti privati di cui la famiglia di Vittoria, che era in crescita, aveva bisogno, incluse le nurseries adatte. Quindi, nel 1844, Vittoria e Alberto acquistarono Osborne House nell’isola di Wight come casa di vacanza per la famiglia. L’educazione di Alice venne progettata dal padre e da un suo vicino amico, il barone Stockmar. A Osborne, ad Alice e ai suoi fratelli vennero insegnate abilità pratiche come l’economia domestica, la cucina, il giardinaggio e la carpenteria. Vittoria e Alberto favorirono una monarchia basata sui valori della famiglia, e Alice e i suoi fratelli, che indossavano ogni giorno abiti della classe media, dormivano in camere da letto scarsamente arredate e con un piccolo riscaldamento. Alice era affascinata dal mondo esterno della corte, e a Balmoral, dove sembrava più felice, visitava gli inquilini che vivevano e lavoravano nell’azienda. In una occasione Alice scappò dalla sua governante nella Cappella del Castello di Windsor e sedette in un banco pubblico, così che lei potesse capire meglio le persone che non erano strette aderenti del protocollo reale. Nel 1854, durante la guerra di Crimea, la undicenne Alice girò ospedali di Londra per aiutare i soldati con la madre e la sorella maggiore. Nella sua infanzia, Alice strinse uno stretto rapporto con suo fratello, il Principe di Galles, e sua sorella maggiore, Vittoria, principessa reale. Alice aveva uno stretto rapporto con la sorella, e rimase sconvolta quando sposò il principe Federico di Prussia, nel 1858. Dopodiché, si avvicinò di più al Principe di Galles, con il quale tenne un legame stretto ed intimo. Il 16 marzo 1861 sua nonna, la duchessa di Kent, morì a Frogmore. Alice aveva trascorso molto del suo tempo al fianco di sua nonna, spesso suonando il pianoforte e prendendosi cura di lei durante la fase finale della sua malattia. Dopo la morte della duchessa, la regina Vittoria crollò per il dolore e fece affidamento su Alice, alla quale Alberto aveva dato le istruzioni di «andare a confortare Mama». Solo pochi mesi dopo, il 14 dicembre 1861, suo padre morì al Castello di Windsor. Durante la sua malattia, Alice rimase al suo capezzale. La regina rimase sconvolta dalla morte del marito, e la corte entrò in un periodo di intenso lutto Alice divenne segretaria non ufficiale di sua madre e, per i successivi sei mesi, la rappresentava nelle occasioni ufficiali. Alice venne aiutata in questo compito da sua sorella minore, la principessa Luisa. I piani matrimoniali di Alice vennero avviati nel 1859 da sua madre, con il granduca d’Assia e del Reno. La regina aveva espresso il suo desiderio che i suoi figli si sposassero per amore, ma ciò non comprendeva eventuali pretendenti che non facessero parte delle case reali d’Europa. La Regina incaricò la figlia Vittoria, Principessa Reale, da poco sposata con il futuro imperatore tedesco Federico III, di mandarle un elenco di principi disponibili in Europa. La sua ricerca produsse due soli candidati idonei: Guglielmo, Principe d’Orange e il principe Alberto di Prussia, cugino del marito di Vittoria. Il principe d’Orange fu presto scartato in quanto non mostrò alcun interesse per Alice nonostante le forti pressioni da parte della madre, la regina Sofia dei Paesi Bassi. Tuttavia, egli si recò al Castello di Windsor in modo che la regina Vittoria avrebbe potuto conoscerlo di persona, ma risultò sgradevole ad Alice. Anche il principe Alberto venne respinto. La regina era fortemente anti-cattolica, e scartò il cugino Pietro V di Portogallo a causa della sua religione. Entrambi i principali candidati ormai scartati, la principessa Vittoria suggerì il principe Luigi di Assia-Darmstadt, un membro di una casa reale tedesca minore, nipote del granduca Luigi III d’Assia. La principessa Vittoria si recò alla corte d’Assia per conoscere la sorella di Luigi, la principessa Anna come una potenziale sposa per suo fratello, il Principe di Galles. Anche se non rimase molto colpita da Anna, Vittoria ne rimase invece molto con Luigi e suo fratello, il principe Enrico. Entrambi vennero invitati al Castello di Windsor nel 1860, apparentemente per partecipare alle gare di Ascot in compagnia della famiglia reale; ma in realtà, la visita era l’occasione per la regina di conoscere il suo potenziale genero. La regina ammirò sia Luigi che Enrico, ma notò come Luigi e Alice andassero d’accordo. Quando arrivò il momento di ritornare in Assia, Luigi chiese una fotografia di Alice, e Alice gli disse che era attratta da lui. Nel 1861 venne formalmente annunciato il fidanzamento tra Alice e Luigi in seguito al consenso della regina. La sovrana riuscì a convincere il Parlamento a votare ad Alice una dote di 33 000 sterline. Anche se la somma fu considerata molto elevata per essere soltanto una dote, il Principe Alberto osservò che “lei non sarebbe stata in grado di fare grandi cose con essa” nel minuscolo Granducato d’Assia, rispetto alle ricchezze che sua sorella Vittoria avrebbe accumulato come futura Regina di Prussia e Imperatrice di Germania. Inoltre, la futura residenza della coppia a Darmstadt era incerta. Sebbene la regina prevedesse che si sarebbe costruito un nuovo palazzo, il popolo di Darmstadt non voleva addossarsi quella pesante spesa, e la polemica causò del risentimento. Ciò significava che Alice era impopolare a Darmstadt prima ancora di essere arrivata. Tra il fidanzamento e il matrimonio, il padre di Alice, il principe Alberto, morì il 14 dicembre 1861. Nonostante il dolore, la regina ordinò che i preparativi del matrimonio dovevano andare avanti come previsto. Il 1º luglio 1862, Alice e Luigi si sposarono privatamente nella sala da pranzo di Osborne House, che era stata trasformata in una cappella provvisoria. Alice venne accompagnata all’altare dallo zio, il duca Ernesto II di Sassonia-Coburgo-Gotha, e affiancata da quattro damigelle d’onore, tra le quali le sorelle minori: Elena, Luisa e Beatrice, nonché dalla sorella di Luigi, Anna. Per la cerimonia, Alice indossò un abito bianco con un velo di pizzo Honiton, ma venne richiesto di indossare abiti neri a lutto prima e dopo la cerimonia. Durante la cerimonia sia la regina che il principe Giorgio, duca di Cambridge si commossero. La Regina ha scritto alla figlia maggiore, Vittoria, che la cerimonia era “più un funerale che un matrimonio”, e disse a Alfred Lord Tennyson che era “il giorno più triste che si possa ricordare”. Gerard Noel descrisse la cerimonia come “la più triste tra i matrimoni reali in tempi moderni” – «era finito intorno alle 16:00 e la coppia partì per la loro luna di miele a St Claire, a Ryde, una casa prestata dalla famiglia Vernon Harcourt. L’entourage di Alice comprendeva Lady Churchill, il generale Seymour e Herr Westerweller». Portatrice dell’emofilia come sua madre, trasmise il gene difettoso ad un figlio maschio malato e a due figlie femmine portatrici. La regina Vittoria disapprovava il fatto che la figlia allattasse i figli al seno in quanto considerava tale atto animalesco e quindi non adatto ad un’aristocratica. Alice e Luigi arrivarono a Bingen, il 12 luglio 1862, e vennero accolti da una folla riunitasi a dispetto della pioggia battente. Dopodiché presero un treno per Magonza, prima di prendere un piroscafo lungo il Reno a Gustavsburg. Da lì, presero un treno per Darmstadt, dove vennero accolti con grande entusiasmo. Alice non si adattò immediatamente a Darmstadt. La questione della residenza divenne un problema dopo il suo arrivo. La coppia andò ad abitare in una casa del centro storico della città, che si affacciava sulla strada. I carri rombanti che passavano potevano essere facilmente sentiti attraverso le pareti sottili della casa. Nel 1863, si recò in Inghilterra per il matrimonio di suo fratello, il Principe di Galles con la principessa Alessandra di Danimarca. Durante il suo soggiorno, Alice diede alla luce la sua prima figlia, alla presenza della regina. Il cappellano della corte di Darmstadt fu chiamato in Inghilterra per il battesimo. Dopo il ritorno a Darmstadt, Alice e Luigi ricevettero una nuova residenza, Kranichstein, a nord-est di Darmstadt. Allo scoppio della Guerra austro-prussiana, l’Assia-Darmstadt si schierò con gli austriaci, rendendo tecnicamente Alice e sua sorella Vittoria nemiche. Al momento della partenza di Luigi per comandare la cavalleria dell’Assia contro i prussiani, Alice mandò le figlie in Inghilterra. Nonostante la sua gravidanza, svolse i suoi compiti occupandosi dell’organizzazione degli ospedali per i feriti. Quando le truppe prussiane erano sul punto di entrare a Darmstadt, Alice pregò suo marito di arrendersi. Alla fine della guerra, Alice rimase scioccata dal comportamento delle truppe prussiane in Assia; Berlino sequestrò le ferrovie e i sistemi telegrafici, e stimò che l’Assia aveva subito danni per tre milioni di fiorini. Alice scrisse a sua madre, che a sua volta scrisse a Vittoria, che rispose che non c’era nulla che potesse fare per alleviare la “posizione” di Alice. Grazie all’influenza dello zar Alessandro III di Russia, che esortò il re di Prussia, Luigi mantenne il trono, siccome la madre dello zar era anche la zia di Luigi. Tuttavia, Alice fu irritata da una visita della sorella Vittoria nella regione conquistata di Homburg, originariamente parte dell’Assia, che divenne un territorio prussiano. Allo scoppio della Guerra franco-prussiana, Luigi combatté al fianco dei prussiani. Verso la fine del 1871, Alice si recò a Balmoral in visita alla madre, che si stava riprendendo da due gravi malattie, e Alice ebbe la sensazione che la madre non la volesse lì. Perciò Alice e Luigi si recarono a Sandringham dove si trovava il fratello, il Principe del Galles.  Il 29 maggio 1873, il figlio più giovane e preferito, Federico, chiamato “Frittie”, morì dopo essere caduto da 20 metri da una finestra. Il bambino soffriva di emofilia, e anche se riprese conoscenza, l’emorragia interna non poteva essere fermata. Alice non si riprese mai dalla morte di Frittie, scrivendo a sua madre due mesi dopo: “.. Sono contenta di avere una piccola immagine colorata del mio tesoro, mi sento più triste che mai e mi manca così tanto, continuamente”. Tuttavia, l’attenzione della regina era più concentrata sul fidanzamento tra il figlio Alfredo e la granduchessa Marija Aleksandrovna di Russia, unica figlia superstite di Alessandro II e della sua prima moglie, l’imperatrice Maria Alexandrovna. Dopo la morte di Frittie, Alice si attaccò al figlio superstite, Ernesto, e alla sua figlia appena nata Maria. Nel 1875 ha ripreso le sue funzioni pubbliche. Mantenne una corrispondenza attiva con Octavia Hill. Nonostante i problemi coniugali, Alice rimase una forte sostenitrice del marito, molto critico quando le sue capacità o talenti non erano pienamente riconosciuti. Il 20 marzo 1877, il padre di Luigi morì, rendendo Luigi erede apparente. Il 13 giugno dello stesso anno, il granduca Luigi III morì, e Luigi e Alice divennero il Gran Duca e la Gran Duchessa d’Assia. Tuttavia, la sua impopolarità continuò a Darmstadt e siccome la madre non la voleva in Inghilterra, lei e i suoi figli trascorsero alcuni mesi a Cabourg, in Normandia, dove Luigi spesso li andava a visitare. Al ritorno a Darmstadt di Alice e Luigi, come Gran Duca e Gran Duchessa, vennero accolti con festa che Alice non si aspettava. Nel suo nuovo ruolo, Alice si occupò di riformare le condizioni sociali di Darmstadt. Nel novembre 1878, la famiglia granducale si ammalò di difterite. La figlia di Alice, Vittoria, fu la prima ad ammalarsi, lamentandosi di un torcicollo, la sera del 5 novembre. La difterite venne diagnosticata la mattina seguente, e ben presto la contrassero anche gli altri figli di Alice. Suo marito Luigi divenne infettato poco dopo. Elisabetta era l’unica a non ammalarsi e venne mandata dalla nonna materna. Maria si ammalò gravemente il 15 novembre, e Alice rimase al suo capezzale. Tuttavia, era troppo tardi; Maria morì poco dopo. Alice era sconvolta. Per diverse settimane, Alice tenne la notizia della morte di Maria segreta ai suoi figli, ma alla fine lo disse a Ernesto all’inizio di dicembre. Mentre sedeva piangendo, Alice baciò il figlio. In un primo momento, però, Alice non si ammalò. Tuttavia, sabato 14 dicembre, anniversario della morte del padre, si ammalò gravemente. Le sue ultime parole furono: “Caro Papà”, e cadde priva di sensi alle 02:30. Poco dopo alle 08:30, Alice morì. Fu sepolta il 18 dicembre 1878, presso il Mausoleo Granducale a Rosenhöhe, fuori Darmstadt, con la Union Jack drappeggiata sulla sua bara. I suoi cinque orfani, di età compresa tra i sei e i quindici anni, furono mandati a Windsor per un paio di mesi. La nonna Vittoria volle infatti prendersi cura di loro e tenersi aggiornata su di loro anche quando tornarono a casa. Avrebbe desiderato far sposare il vedovo Luigi alla figlia Beatrice, ma la legge inglese non lo consentiva. Alla morte di Luigi IV, il figlio Ernesto divenne granduca di Assia e del Reno ma alla fine della prima guerra mondiale nel 1918 fu costretto ad abdicare e il Granducato di Assia e del Reno cessò di esistere. Quando la regina Vittoria morì, le furono messi nella bara i suoi oggetti più cari tra cui una tunica ricamata da Alice. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Compagna dell'Ordine imperiale della Corona d'India (CI) - nastrino per uniforme ordinaria   Compagna dell’Ordine imperiale della Corona d’India (CI)
                    1º gennaio 1878
 
Croce al merito per donne e ragazze (Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Croce al merito per donne e ragazze (Prussia) 
 
 
 

Arc. 3385: Edoardo VII (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 1164: Edoardo VII (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910). Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London. 

Arc. 1165: Edoardo VII (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 1071: Edoardo VII (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 1166: Edoardo VII (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 421: Edoardo VII (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 586: Edoardo VII (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910). Fotografia CDV. Fotografo: A. Hautmann & C. – Firenze. 

Arc. 1593: Edoardo VII (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910) e la consorte Alessandra di Danimarca (Copenaghen, 1º dicembre1844 – Sandringham, 20 novembre1925) il giorno delle nozze il 10 marzo 1863. Edoardo indossa l’abito da Gran maestro dell’Ordine del Bagno. 

Alessandra di Danimarca: la principessa Alexandra Caroline Marie Charlotte Louise Julia, detta Alix nell’ambito familiare, nacque nel Palazzo Giallo, edificio del XVIII secolo adiacente ad Amalienborg nel complesso reale di Copenaghen. Suo padre era il principe Cristiano e sua madre la principessa Luisa d’Assia-Kassel. Nonostante le ascendenze nobiliari, la sua famiglia viveva un’esistenza relativamente normale: vantava infatti entrate di circa 800 sterline dovute a un precedente incarico militare di Cristiano, e l’abitazione dove viveva era concessa in usufrutto gratuito senza canone di locazione. Lo scrittore Hans Christian Andersen era uso essere invitato a casa per raccontare fiabe ai bambini di casa prima che andassero a letto. Nel 1848 il re Cristiano VIII di Danimarca morì e gli succedette l’unico figlio Federico VII, il quale aveva già due matrimoni alle spalle, ma era senza figli; ciò significava che il principe Cristiano di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, discendente di un cugino del re, poteva essere l’erede al trono di Danimarca e dello Schleswig-Holstein. In Holstein la legge salica impediva la successione tramite linea femminile, mentre in Danimarca non c’era distinzione; l’Holstein, essendo prevalentemente tedesco, si proclamò indipendente e chiamò in aiuto la Prussia. Nel 1852 le grandi potenze tennero una conferenza a Londra per discutere della successione danese: le condizioni di pace prevedevano la nomina del principe Cristiano a successore di Federico VII, a discapito delle rivendicazioni degli altri pretendenti, fra i quali vi erano la suocera di Cristiano e suo cognato. Cristiano ottenne dunque il titolo di principe di Danimarca e con la famiglia si trasferì nella residenza ufficiale di Palazzo Bernstorff. Sebbene lo status della famiglia si fosse alzato, ci fu solo un piccolo incremento nella rendita e Cristiano e i suoi non parteciparono alla vita di corte a Copenaghen, poiché non desideravano incontrare la terza moglie di Federico, un tempo sua amante, Louise Rasmussen, che aveva un figlio illegittimo, nato da una precedente relazione. Nella nuova dimora Alessandra occupava un aerato attico insieme alla sorella Dagmar, futura zarina di Russia, si cuciva da sola gli abiti e serviva a tavola le sue sorelle. A Bernstorff Alessandra stava diventando una donna: imparava l’inglese dal suo cappellano a Copenaghen e fu cresimata a Christiansborg nella confessione luterna della chiesa danese. Alessandra dopo la conversione a seguito del matrimonio fu devota per tutta il resto della vita ai precetti dell’Alta chiesa anglicana. La regina Vittoria e il principe consorte Alberto erano preoccupati nel trovare una sposa al figlio ed erede Edoardo Alberto, principe del Galles, e chiesero aiuto a una delle loro figlie, Vittoria, principessa ereditaria di Prussia. Inizialmente Alessandra non fu la loro prima scelta, poiché i danesi erano in disaccordo con i prussiani sulla questione dello Schleswig-Holstein e la famiglia reale britannica aveva maggiori relazioni con l’ambiente tedesco. Alla fine, però, dopo aver respinto altre possibilità, la loro scelta cadde sulla principessa Alessandra, dalle nobili origini e di stirpe reale, ritenuta «l’unica che può essere scelta». Il 24 settembre 1861 la principessa Vittoria presentò ufficialmente Alessandra al principe Edoardo a Spira, ma fu quasi un anno dopo, il 9 settembre 1862, dopo la morte di suo padre, che Edoardo chiese ufficialmente in sposa Alessandra al castello di Laeken, residenza di suo zio, il re Leopoldo I del Belgio. Pochi mesi dopo, Alessandra si mise in viaggio dalla Danimarca verso l’Inghilterra a bordo della nave reale HMY Victoria and Albert e arrivò a Gravesend, nel Kent, il 7 marzo 1863. La coppia venne sposata tre giorni dopo, nella cappella di San Giorgio a Windsor, da Thomas Longley, arcivescovo di Canterbury. In quei giorni la corte era ancora in lutto per il principe Alberto e il vestiario delle dame era dunque ristretto al grigio, lilla e malva. La coppia, durante la luna di miele a Osborne House, sull’isola di Wight. L’anno seguente il padre di Alessandra divenne re di Danimarca, il fratello Giorgio divenne re di Grecia e sua sorella Dagmar venne fidanzata allo zarevic di Russia. L’ascesa al trono di suo padre causò un peggioramento delle relazioni tra Danimarca e Schleswig-Holstein, scoppiò la Seconda guerra dello Schleswig e la Confederazione germanica invase i territori danesi, tanto che la Danimarca ne uscì sconfitta, con la riduzione a due quinti delle proprie terre. Con grande irritazione delle regina Vittoria e della principessa di Prussia, il principe Edoardo e Alessandra sostennero i danesi durante la guerra. La conquista delle terre danesi da parte della Prussia aumentò la profonda avversione di Alessandra nei confronti dei tedeschi, un sentimento che l’accompagnò per il resto della sua vita. Il primo figlio di Alessandra, Alberto Vittorio, era nato prematuro di due mesi nel 1864 e a lui seguirono altri cinque figli, tra maschi e femmine. La principessa era estremamente dedita ai suoi figli: «Era felicissima quando poteva correre alla nursery, indossare un grembiule di flanella, lavare da sola i suoi figli e vederli addormentarsi nei loro lettini», disse Mrs. Blackburn, la capo-infermiera reale. In pubblico Alessandra era dignitosa e affascinante, in privato affettuosa e allegra. La divertivano molte attività sociali, fra le quali la danza e il pattinare sul ghiaccio, ed era anche un’esperta cavallerizza e guidava il tandem. Le piaceva anche cacciare, con grande costernazione della regina Vittoria, che inutilmente le chiese di smettere. Anche dopo la nascita del primo figlio, continuò le sue attività ancor più intensamente di prima e ciò portò ad una frattura tra la regina e la giovane coppia, aumentata dalla ripugnanza di Alessandra nei confronti dei tedeschi e dalla parzialità di Vittoria nei loro confronti. Apparentemente tutti i bambini di Alessandra nacquero prematuri: poiché ella non voleva che la regina Vittoria fosse presente ai suoi parti, ingannava deliberatamente la suocera sulle sue probabili date di parto. Durante il terzo parto, nel 1867, le complicazioni aggiunte a una febbre reumatica misero a rischio la sua vita, lasciandole per sempre un’andatura zoppicante. La coppia fece un viaggio di sei mesi visitando l’Austria, la Spagna, la Grecia e l’Egitto tra il 1868e il 1869. Arrivarono anche in Turchia, dove Alessandra fu la prima donna a sedere a tavola con il sultano Abdul Aziz. Edoardo VII, quando salì al trono nel 1901, insignì la moglie dell’Ordine della Giarrettiera, che fino ad allora era riservato ai soli uomini, eccezion fatta per i sovrani donna come le regine Elisabetta I d’Inghilterra, Anna di Gran Bretagna e Vittoria del Regno Unito. La consuetudine fu confermata poi da Giorgio V, che diede l’Ordine alla moglie Maria e, successivamente, Giorgio VI alla consorte Elizabeth Bowes-Lyon. Durante la vita di Alessandra, alcuni monarchi furono per la prima volta degradati ed espulsi dall’Ordine: gli imperatori Guglielmo II di Germania e Francesco Giuseppe I d’Austria furono espulsi nel 1915 quando i loro imperi mossero guerra all’Inghilterra. Sia come regina dal 1901 al 1910 sia come regina madre poi, fu molto amata dal popolo britannico. Nel 1912, in occasione del 50º anniversario del suo arrivo in Inghilterra, indisse l’Alexandra Rose Day, giorno dedicato alla vendita a Londra di rose artificiali fatte da disabili, il cui ricavato veniva devoluto in opere caritatevoli. Ancora oggi esiste ed è patrocinato dalla principessa Alessandra di Kent, una sua bis-nipote. Nel 1919 fu raggiunta dalla sorella Dagmar, fuggita dalla Russia dopo la rivoluzione bolscevica che aveva portato alla morte di suo figlio, lo zar Nicola II, e della sua famiglia. Il 20 novembre 1925 morì per un attacco di cuore a Sandringham e fu tumulata a Windsor, accanto al marito. Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London.

Onorificenze

Onorificenze britanniche

Dama di I classe dell'Ordine reale di Vittoria ed Alberto (VA) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di I classe dell’Ordine reale di Vittoria ed Alberto (VA)
 
 
Compagna dell'Ordine imperiale della Corona d'India (CI) - nastrino per uniforme ordinaria   Compagna dell’Ordine imperiale della Corona d’India (CI)
                    1º gennaio 1878
 
Medaglia in oro del giubileo d'oro della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia in oro del giubileo d’oro della regina Vittoria
                    1887 (con barretta 1897)
 
Medaglia d'oro del giubileo di diamante della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’oro del giubileo di diamante della regina Vittoria
                    1897
 
Lady del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (LG) - nastrino per uniforme ordinaria   Lady del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (LG)
                    13 febbraio 1901, prima Lady reale creata
 
Dama dell'Ordine familiare reale di re Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria   Dama dell’Ordine familiare reale di re Edoardo VII
                    9 agosto 1902
 
Medaglia in argento dell'incoronazione di re Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia in argento dell’incoronazione di re Edoardo VII
                    9 agosto 1902
 
Dama di Gran Croce dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico (GCBE) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di Gran Croce dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico (GCBE)
                    1º gennaio 1918
 
Dama di Giustizia del Gran Priorato dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme in Inghilterra (DStJ) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di Giustizia del Gran Priorato dell’Ordine dell’Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme                        in Inghilterra (DStJ)
 

Onorificenze straniere

Dama di Gran Croce dell'Ordine imperiale di Santa Caterina (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di Gran Croce dell’Ordine imperiale di Santa Caterina (Impero di Russia)
 
 
Dama Nobile del Reale Ordine delle Dame Nobili della regina Maria Luisa (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama Nobile del Reale Ordine delle Dame Nobili della regina Maria Luisa (Spagna)

Arc. 1166: Edoardo VII (Buckingham Palace, 9 novembre 1841 – Buckingham Palace, 6 maggio 1910) e la consorte Alessandra di Danimarca (Copenaghen, 1º dicembre 1844 – Sandringham, 20 novembre 1925). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 1167: Alessandra di Danimarca (Copenaghen, 1º dicembre 1844 – Sandringham, 20 novembre 1925). Fotografia CDV. Fotografo: Stereoscopic and Photographic Company – London. 

Arc. 1167: Alessandra di Danimarca (Copenaghen, 1º dicembre 1844 – Sandringham, 20 novembre 1925). Fotografia CDV. Fotografo: Southwell Bros. – London. 

Arc. 1168: Alessandra di Danimarca (Copenaghen, 1º dicembre 1844 – Sandringham, 20 novembre 1925). Fotografia CDV. Fotografo: G. E. Hansen.

Arc. 1168: Alfred Ernest Albert Sassonia-Coburgo-Gotha (Castello di Windsor, 6 agosto 1844 – Coburgo, 30 luglio 1900). Nato al castello di Windsor, Alfredo fu il quarto figlio della regina Vittoria del Regno Unito (1819-1901), unica figlia del principe Edoardo, duca di Kent e di sua moglie, la principessa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld. Suo padre era il principe consorte Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (1819-1861), figlio del duca Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha. In quanto figlio di un monarca, dalla nascita ottenne il titolo di Altezza Reale e fu secondo in linea di successione dopo il fratello maggiore, il principe di Galles, sino alla nascita del figlio di quest’ultimo, il duca Alberto Vittorio di Sassonia-Coburgo-Gotha. In famiglia era noto col soprannome di “Affie”. Alfredo venne battezzato dall’arcivescovo di Canterbury, William Howley, nella cappella privata del castello di Windsor il 6 settembre 1844. Suoi padrini furono il principe Adolfo, duca di Cambridge (suo prozio materno), sua zia paterna Alessandrina, duchessa di Sassonia-Coburgo-Gotha (rappresentata dalla nonna materna, la duchessa di Kent) e il fratellastro della regina Vittoria, principe Carlo di Leiningen (rappresentato dal duca di Wellington). Nel 1856, come era suo desiderio, entrò a far parte della Marina Reale Britannica, sotto la tutela del maggiore generale John Clayton Cowell. Superò l’esame per diventare marinaio nell’agosto del 1858 e iniziò il suo servizio a bordo dell’Euryalus. Nel luglio del 1860, mentre era in servizio in marina, compì una visita ufficiale alla Colonia del Capo e fece un’impressione molto favorevole sia ai coloni che ai capi nativi. Venne promosso Luogotenente il 24 febbraio del 1863, dopo essere passato sul Racoon, e poi, nel febbraio del 1866, diventò Capitano, ottenendo il suo primo comando sulla fregata Galatea. In quello stesso anno, nel giorno del compleanno della regina (24 maggio), il principe ottenne il titolo di duca di Edimburgo, conte di Ulster e Kent, con una rendita annuale di 22.000 sterline assegnatagli dal parlamento. L’8 giugno 1866 ottenne un seggio alla Camera dei Lords. Tra il gennaio del 1867 e il giugno del 1868 effettuò un giro del mondo con il suo vascello, visitando l’isola di Tristan da Cunha, dove gli abitanti chiamarono in suo onore la capitale con il nome di Edinburgh of the Seven Seas, proseguendo poi per Città del Capo e raggiungendo infine l’Australia, dove rimase cinque mesi. Il principe fu quindi il primo membro della famiglia reale britannica a visitare l’Australia (1868), la Nuova Zelanda(1869), le Indie britanniche (1869) e Hong Kong. Durante la sua permanenza a Sydney, il 12 marzo del 1868 rimase ferito in un attentato ad opera di Henry James O’Farrell, il quale venne arrestato, processato e poi impiccato il 21 aprile del 1868. Il 23 marzo dello stesso anno venne deciso di costruire, in ricordo dell’attentato subito dal principe, il Royal Prince Alfred Hospital. Il 23 gennaio del 1874, nel Palazzo d’Inverno in San Pietroburgo, Alfredo sposò la granduchessa Marija Aleksandrovna Romanova (1853-1920), figlia dello zar Alessandro II di Russia (1818-1881) e della zarina Maria Aleksandrovna (1824-1880), nata granduchessa d’Assia e del Reno. Pochi anni dopo il matrimonio la coppia si stabilì sull’isola di Malta, dove rimase per molto tempo e dove nacque anche la loro terza figlia. Durante tutta la sua vita Alfredo si dedicò quasi totalmente alla sua professione, nella quale dimostrò una completa padronanza e una non comune intelligenza per le tattiche navali. Nel 1887 venne promosso al grado di Ammiraglio e, nel 1893, a quello di Ammiraglio di flotta. Le sue naturali doti diplomatiche, l’aspetto solenne e i legami con la famiglia reale inglese lo resero un valido candidato per il trono greco quando, nel 1862, il re Ottone di Grecia venne costretto ad abdicare da un sanguinoso colpo di Stato. I piani per la successione di Alfredo al trono di Grecia, però, vennero bloccati dallo stesso governo inglese, in quanto così facendo egli avrebbe dovuto rinunciare alla successione al trono inglese e a quella dei ducati di Sassonia-Coburgo-Gotha per cui suo zio Ernesto II, senza eredi, lo aveva designato. Quando il 22 agosto del 1893 il duca Ernesto II di Sassonia-Coburgo-Gotha (1818-1893), suo zio paterno, morì senza lasciare eredi diretti, il Ducato di Sassonia-Coburgo-Gotha passò ad Alfredo, in quanto il fratello maggiore Edoardo, primo in linea di successione per il ducato, rinunciò al diritto. Dapprima visto freddamente come uno “straniero”, egli seppe gradualmente ottenere popolarità nel suo nuovo ruolo di duca. Alfredo era un grande appassionato di musica e prese parte attiva alla fondazione di una sede del Royal College of Music a Coburgo. Egli stesso suonava il violino (che aveva studiato a Holyrood con l’espatriato ungherese George Lichtenstein), ma non era particolarmente dotato per lo strumento. Durante una festa organizzata da suo fratello, venne convinto a suonare. Sir Henry Ponsomby scrisse a proposito dell’esibizione: “completamente fuori tono e un rumore abominevole”. Fu anche un ottimo collezionista di vetri e ceramiche e la sua collezione, valutata mezzo milione di marchi dell’epoca, venne offerta poi dalla sua vedova al Veste Coburg, un’enorme fortezza sulla collina presso Coburgo. Divenne famoso anche per la sua collezione di francobolli, iniziata nel 1856. Eletto Presidente Onorario nel 1890 della Philatelic Society, London, poté presentare all’Esposizione filatelica di Londra, dello stesso anno, numerosi francobolli dei diversi paesi visitati durante i suoi viaggi. L’unico figlio maschio del duca, il principe Alfredo, venne coinvolto in uno scandalo con la sua amante e tentò il suicidio, sparandosi, nel gennaio del 1899. Il giovane sopravvisse al tentativo di suicidio e venne inviato dai genitori a Merano per riprendersi, ma vi morì due settimane più tardi, il 6 febbraio. Alfredo, duca di Sassonia-Coburgo-Gotha, morì a causa di un tumore alla laringe il 30 luglio del 1900, nel castello di Rosenau, sua residenza estiva appena fuori Coburgo. Venne sepolto nel mausoleo della famiglia ducale nel cimitero pubblico di Glockenberg. Gli successe il nipote Carlo Edoardo, figlio del fratello Leopoldo. Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London. 

Onorificenze

Onorificenze di Sassonia-Coburgo e Gotha

Gran Maestro dell'Ordine della Casata Ernestina di Sassonia-Coburgo-Gotha - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia-Coburgo-Gotha
 

Onorificenze britanniche

Reale Cavaliere compagno (soprannumerario) del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG) - nastrino per uniforme ordinaria   Reale Cavaliere compagno (soprannumerario) del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG)
                    10 giugno 1863
 
Cavaliere extranumero dell'Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo (KT) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere extranumero dell’Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo (KT)
                    15 ottobre 1864
 
Cavaliere Gran Croce del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio (GCMG) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio (GCMG)
                    29 giugno 1869
 
Cavaliere Gran Comandante extranumero dell'Esaltatissimo Ordine della Stella d'India (GCSI) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Comandante extranumero dell’Esaltatissimo Ordine della Stella d’India (GCSI)
                    7 febbraio 1870
 
Cavaliere dell'Illustrissimo Ordine di San Patrizio (KP) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio (KP)
                    14 (o 20) maggio 1880
 
Cavaliere Gran Croce dell'Eminentissimo Ordine dell'Impero Indiano (GCIE) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce dell’Eminentissimo Ordine dell’Impero Indiano (GCIE)
                   21 giugno 1887
 
Medaglia in oro del giubileo d'oro della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia in oro del giubileo d’oro della regina Vittoria
                    21 giugno 1887 (con barretta 1897)
 
Medaglia d'oro del giubileo di diamante della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’oro del giubileo di diamante della regina Vittoria
                    1897
 
Cavaliere Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano
                    24 maggio 1899
 
Cavaliere Gran Croce dell'Onorevolissimo Ordine del Bagno, divisione militare (GCB, mil.) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce dell’Onorevolissimo Ordine del Bagno, divisione militare (GCB, mil.)
                    25 maggio 1889
 

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Luigi (Granducato d'Assia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi (Granducato d’Assia)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine imperiale della Croce (Impero del Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine imperiale della Croce (Impero del Brasile)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
 
 
Cavaliere dell'Ordine di Kamehameha I (Regno delle Hawaii) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di Kamehameha I (Regno delle Hawaii)
 
 
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
 
 
Cavaliere di Gran Croce con gemme dell'Ordine della Corona Wendica (Granducato di Meclemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce con gemme dell’Ordine della Corona Wendica 
                    28 giugno 1868
 
Cavaliere di I classe dell'Ordine di Osmanie (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di I classe dell’Ordine di Osmanie (Impero ottomano)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Regno dei Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone d’Oro di Nassau (Regno dei Paesi Bassi)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada (Regno del Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada (Regno del Portogallo)
 
 
Cavaliere dell'Ordine supremo dell'Aquila Nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine supremo dell’Aquila Nera (Regno di Prussia)
 
 
Cavaliere di I classe dell'Ordine dell'Aquila rossa (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila rossa (Regno di Prussia)
 
 
Cavaliere dell'Ordine imperiale di Sant'Andrea "il primo chiamato" (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine imperiale di Sant’Andrea “il primo chiamato” (Impero russo)
 
 
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (Regno di Spagna)
 
 
Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Regno di Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Regno di Svezia)
                   24 maggio 1881

Arc. 1593: Alfred Ernest Albert Sassonia-Coburgo-Gotha (Castello di Windsor, 6 agosto 1844 – Coburgo, 30 luglio 1900). Fotografia CDV. Fotografo: F. Joubert – Bayswater.

Arc. 3346: Alfred Ernest Albert Sassonia-Coburgo-Gotha (Castello di Windsor, 6 agosto 1844 – Coburgo, 30 luglio 1900). Fotografia CDV. Fotografo: F. Joubert – Bayswater.

Arc. 2634: Alfred Ernest Albert Sassonia-Coburgo-Gotha in abito scozzese (Castello di Windsor, 6 agosto 1844 – Coburgo, 30 luglio 1900). Fotografia CDV. Fotografo: Hills & Saunders – Eton – Oxford. 

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Arc. 1471: Alfred Ernest Albert di Sassonia-Coburgo-Gotha in uniforme di gala da Generale dell’esercito prussiano (Castello di Windsor, 6 agosto 1844 – Coburgo, 30 luglio 1900). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 3343: Helena Augusta Victoria ( Buckingham Palace, 25 maggio 1846 – Westminster, 9 giugno 1923). Fu una principessa membro della Famiglia reale britannica terza figlia e quinta fra i figli della regina Vittoria del Regno Unito e di Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, principe consorte. In famiglia, Elena veniva chiamata “Lenchen”. Elena fu educata da insegnanti privati scelti da suo padre e dal suo consigliere e amico il Barone Stockmar. Trascorse la sua infanzia insieme ai genitori, viaggiando tra le varie residenze del Regno Unito. L’atmosfera intima della corte reale terminò il 14 dicembre 1861 quando suo padre morì e sua madre cominciò un periodo di lutto stretto. Al principio del decennio del 1860, Elena ebbe un flirt con il bibliotecario tedesco del principe Alberto, Carl Ruland. Sebbene la natura del rapporto è in gran parte sconosciuta, le lettere romantiche di Elena a Ruland sopravvissero. Quando la regina Vittoria scoprì il loro rapporto nel 1863, licenziò Ruland che ritornò nella sua nativa Germania. Tre anni dopo, il 5 luglio 1866, Elena sposò il decaduto principe tedesco Cristiano di Schleswig-Holstein. La coppia rimase in Gran Bretagna, su richiesta della Regina, a cui piaceva avere le figlie accanto, così Elena con la sorella più piccola, la principessa Beatrice, divenne segretario non ufficiale della Sovrana. Dopo la morte della regina Vittoria il 22 gennaio 1901, Elena vide relativamente poco i suoi fratelli ancora in vita. Elena era il membro più attivo della famiglia reale, realizzando un ampio programma di impegni che la videro coinvolta a dispetto del fatto che a quel tempo i membri della famiglia reale non apparivano spesso in pubblico. Fu una mecenate attiva degli enti di beneficenza e uno dei membri fondatori della Croce Rossa britannica. Fu presidente e fondatore della Scuola Reale di Ricamo e presidente dell’Associazione Reale Britannica delle Infermiere e in questa veste sostenne tenacemente la creazione dell’albo delle infermiere contro il parere di Florence Nightingale. Fu il primo membro della Casa Reale a festeggiare il suo 50º anniversario di nozze nel 1916 ma suo marito morì l’anno successivo. Elena gli sopravvisse per sei anni e morì all’età di 77 anni a Schomberg House il 9 giugno 1923. Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London.

Onorificenze

Dama di I classe dell'Ordine reale di Vittoria e Alberto (VA) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di I classe dell’Ordine reale di Vittoria e Alberto (VA)
 
Compagna dell'Ordine imperiale della Corona d'India (CI) - nastrino per uniforme ordinaria   Compagna dell’Ordine imperiale della Corona d’India (CI)
                    1º gennaio 1878
 
Membro (I classe) della Royal Red Cross (RRC) - nastrino per uniforme ordinaria   Membro (I classe) della Royal Red Cross (RRC)
                    29 aprile 1883
 
Medaglia in oro del giubileo d'oro della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia in oro del giubileo d’oro della regina Vittoria
                    21 giugno 1887 (con barretta 1897)
 
Dama di giustizia del Gran Priorato dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme in Inghilterra (DStJ) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di giustizia del Gran Priorato dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme 
                    23 marzo 1896
 
Medaglia d'oro del giubileo di diamante della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’oro del giubileo di diamante della regina Vittoria
                    1897
 
Medaglia dell'incoronazione di re Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia dell’incoronazione di re Edoardo VII
                    1902
 
Dama di II classe del Ordine reale familiare di re Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di II classe del Ordine reale familiare di re Edoardo VII
                    10 febbraio 1904
 
Medaglia dell'incoronazione di re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia dell’incoronazione di re Giorgio V
                    1911
 
Dama dell'Ordine reale familiare di re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria   Dama dell’Ordine reale familiare di re Giorgio V
                    3 giugno 1911
 
Dama Gran Croce dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico (GCBE) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama Gran Croce dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico (GCBE)
                    3 giugno 1918

Arc. 1170: Helena Augusta Victoria ( Buckingham Palace, 25 maggio 1846 – Westminster, 9 giugno 1923). Fotografia formato 12,5 x 8. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 3343: Arturo Guglielmo Patrizio Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (Buckingham Palace, 1º maggio 1850 – Bagshot Park, 16 gennaio 1942). Arturo nacque a Buckingham Palace il 1º maggio 1850, settimo figlio e terzo maschio della regina Vittoria e del principe consorte Alberto. Venne quindi battezzato dall’arcivescovo di Canterbury, John Bird Sumner, il 22 giugno, nella cappella privata del palazzo e suoi padrini furono il principe Guglielmo di Prussia, la sua prozia paterna principessa Ida di Sassonia-Meiningen e il duca di Wellington. Arturo, dicono le fonti, era un bambino obbediente e tranquillo, che somigliava moltissimo al padre. Era il figlio maschio preferito di Vittoria. Sebbene lui e i fratelli ricevessero un’educazione rigida, era comunque permesso loro di giocare liberamente. A Osborne House, residenza estiva della famiglia reale, davano libero sfogo alla loro vivacità. Compagno di giochi era l’affettuoso padre Alberto, che a volte costruiva loro dei giocattoli. Sin dalla giovane età, Arturo sviluppò un grande interesse per la carriera militare e nel 1866, seguendo le sue naturali inclinazioni, venne arruolato nel Royal Military College a Woolwich, dove si diplomò due anni più tardi ed ottenne il grado di Tenente del corpo dei Royal Engineers dal 18 giugno 1868. Trasferito al Royal Regiment of Artillery il 2 novembre 1868, il 2 agosto 1869 passò alla Rifle Brigade, il reggimento di suo padre, con cui ebbe modo di recarsi in Sudafrica, in Canada nel 1869, in Irlanda, in Egitto nel 1882 e in India dal 1886 al 1890. In Canada Arturo, come ufficiale del distaccamento di Montréal della Rifle Brigade, trascorse un anno di addestramento e venne coinvolto nella difesa del dominion dai raid feniani; inizialmente il principe era stato tenuto in disparte, in quanto si riteneva che i Feniani, supportati dagli Stati Uniti, avrebbero puntato proprio a lui nel conflitto, ma successivamente venne deciso che le sue doti militari venivano prima di ogni altra cosa. Subito dopo il suo arrivo ad Halifax, Arturo visitò il Canada per otto settimane e nel gennaio del 1870 si recò anche a Washington, ove incontrò il presidente degli Stati Uniti, Ulysses Simpson Grant. Durante il suo servizio in Canada prese parte alle cerimonie d’investitura a Montréal, venendo invitato a balli e garden party, oltre ad assistere all’apertura del parlamento a Ottawa. Oltre agli eventi mondani, il principe prese parte il 25 maggio 1870 alla battaglia di Eccles Hill, sconfiggendo le forze dei Feninani e ricevendo la medaglia per la campagna corrispondente.  Arturo impressionò positivamente molti canadesi. Il 1º ottobre 1869 ricevette il titolo di Capo delle Sei Nazioni dagli Irochesi della riserva del Grand River in Ontario ed il nome di Kavakoudge (che significa “il sole che vola da est a ovest sotto la guida del Grande Spirito”), il che gli consentì di sedere nei consigli tribali e votare in materia di governo delle tribù. La sua nomina a Capo delle Sei Nazioni, inoltre, rompeva la secolare tradizione del numero massimo di 50 capi consentiti, in quanto egli era il cinquantunesimo.  Arturo venne promosso al rango onorario di Colonnello il 14 giugno 1871, a quello effettivo di Tenente-Colonnello nel 1876 e a quello effettivo di Colonnello di servizio il 29 maggio 1880. Tredici anni dopo, il 19 aprile 1893, venne nominato Generale. Il principe aveva sperato di succedere al cugino della madre, il principe Giorgio, duca di Cambridge, come comandante in capo del British Army, dopo che quest’ultimo era stato forzato a ritirarsi nel 1895. Questo desiderio non venne soddisfatto, ma Arturo ottenne il comando del distretto meridionale di Aldershot nel 1896. Il 1º maggio 1900, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, venne promosso dalla madre Feldmaresciallo, giungendo a ricoprire altre cariche di massimo rilievo come quella di Comandante in Capo dell’Irlanda (1900-1904) e Ispettore Generale delle Forze (1904-1907). Arturo era un donnaiolo, ma aveva recato un solo grosso dispiacere alla madre: si era fidanzato infatti con una principessa che a Vittoria non piaceva. Si trattava di Luisa Margherita di Prussia, figlia dello stravagante cugino di Federico Carlo di Prussia e nipote dell’imperatore tedesco Guglielmo I. Per molti anni Arturo ebbe una relazione con Lady Leonie Leslie, sorella di lady Randolph Churchill, pur rimanendo per sempre devoto alla moglie. Il 6 marzo 1911 venne annunciato che il re Giorgio V, assistito da una commissione presieduta da funzionari canadesi, aveva deciso di nominare il duca di Connaught nuovo Governatore Generale del Canada, primo membro della famiglia reale inglese a ricoprire questo incarico. Dopo il suo servizio in Canada il duca di Connaught non ricevette altri incarichi pubblici. Il principe Arturo morì a Bagshot Park nel 1942 e venne sepolto nel Royal Burial Ground a Windsor. Fu l’ultimo figlio maschio della regina Vittoria a morire. Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London. 

Onorificenze

Onorificenze britanniche

Reale Cavaliere compagno (soprannumerario) del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG) - nastrino per uniforme ordinaria
Reale Cavaliere compagno (soprannumerario) del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG) - nastrino per uniforme ordinaria
   Reale Cavaliere compagno del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera 
                    31 maggio 1867
Cavaliere extranumero dell'Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo (KT) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere extranumero dell’Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo 
                    24 maggio 1869
 
Cavaliere extranumero dell'Illustrissimo Ordine di San Patrizio (KP) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere extranumero dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio 
                    30 marzo 1868
 
Cavaliere Gran Croce del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio (GCMG) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio 
                    18 aprile 1870
 
Medaglia per il Servizio generale del Canada con barretta "FENIAN RAID 1870" - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia per il Servizio generale del Canada con barretta “FENIAN RAID 1870”
                    1870
 
Cavaliere Gran Comandante extranumero dell'Esaltatissimo Ordine della Stella d'India (GCSI) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Comandante extranumero dell’Esaltatissimo Ordine della Stella d’India 
                    1º gennaio 1877
 
Medaglia del Sud Africa - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia del Sud Africa
                    1877
 
Medaglia d'Egitto con barretta "Battle of Tel el-Kebir" - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’Egitto con barretta “Battle of Tel el-Kebir”
                    1882
 
Medaglia per anzianità di servizio e buona condotta (Esercito) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia per anzianità di servizio e buona condotta (Esercito)
                    1883
 
Cavaliere Gran Comandante extranumero dell'Eminentissimo Ordine dell'Impero Indiano (GCIE) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Comandante extranumero dell’Eminentissimo Ordine dell’Impero Indiano 
                    21 giugno 1887
 
Volunteer Officers' Decoration (VD) - nastrino per uniforme ordinaria   Volunteer Officers’ Decoration 
                    27 maggio 1892
 
Cavaliere di Giustizia del Gran Priorato dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme in Inghilterra (KStJ) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Giustizia del Gran Priorato dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di                                            Gerusalemme in Inghilterra 
                    23 marzo 1896 – 10 giugno 1927
 
Balivo dell'Aquila del Gran Priorato dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme in Inghilterra - nastrino per uniforme ordinaria   Balivo dell’Aquila del Gran Priorato dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme                      in Inghilterra
                    23 marzo 1896
 
Cavaliere Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (GCVO) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano 
                    6 maggio 1896
 
Medaglia d'oro per il giubileo di diamante della Regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’oro per il giubileo di diamante della Regina Vittoria
                    1897
 
Gran Maestro e Primo e Principale Cavaliere Gran Croce dell'Onorevolissimo Ordine del Bagno (GCB) - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro e Primo e Principale Cavaliere Gran Croce dell’Onorevolissimo Ordine del Bagno 
 
Royal Victorian Chain - nastrino per uniforme ordinaria   Royal Victorian Chain
                    1902
 
Medaglia in argento dell'incoronazione di re Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia in argento dell’incoronazione di re Edoardo VII
                    9 agosto 1902
 
Gran Priore del Gran Priorato dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme in Inghilterra - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Priore del Gran Priorato dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme in                            Inghilterra
                    23 giugno 1910 – 7 marzo 1939
 
Medaglia dell'incoronazione di re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia dell’incoronazione di re Giorgio V
                    1911
 
Stella 1914 - nastrino per uniforme ordinaria   Stella 1914
                    1917
 
Cavaliere Gran Croce dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico, divisione militare (GCE, mil.) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico
                    4 giugno 1917
 
Medaglia di guerra britannica - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia di guerra britannica
                    1918
 
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia interalleata della vittoria
                    1918
 
Balivo Gran Croce del Gran Priorato nel Reame Britannico del Venerabile Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (GCStJ) - nastrino per uniforme ordinaria   Balivo Gran Croce del Gran Priorato nel Reame Britannico del Venerabile Ordine dell’Ospedale                      di San Giovanni di Gerusalemme 
                    10 giugno 1927
 
Territorial Decoration (TD) - nastrino per uniforme ordinaria   Territorial Decoration 
                    19 giugno 1934
 
Medaglia del giubileo d'argento di re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia del giubileo d’argento di re Giorgio V
                    6 maggio 1935
 
Medaglia dell'Incoronazione di re Giorgio VI - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia dell’Incoronazione di re Giorgio VI
                    12 maggio 1937
 

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria 
 
 
Cavaliere dell'Ordine della Fedeltà (Granducato di Baden) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Fedeltà (Granducato di Baden)
 
 
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Belgio)
 
 
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
                    10 maggio 1914
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella d'Etiopia (Impero d'Etiopia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella d’Etiopia (Impero d’Etiopia)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
 
 
Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria   Collare dell’Ordine del Crisantemo (Giappone)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
 
 
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d’Italia)
 
 
Cavaliere di Gran Croce Ordine militare di Savoia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce Ordine militare di Savoia (Regno d’Italia)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Carlo (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Carlo (Monaco)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I (Principato di Montenegro) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Principe Danilo I (Principato di Montenegro)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Norvegese di Sant’Olav (Norvegia)
 
 
Cavaliere di I classe dell'Ordine di Osmanie (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di I classe dell’Ordine di Osmanie (Impero ottomano)
 
 
Cavaliere di II classe dell'Ordine di Medjidié (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di II classe dell’Ordine di Medjidié (Impero ottomano)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)
 
 
Cavaliere dell'Ordine Supremo dell'Aquila Nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Supremo dell’Aquila Nera (Regno di Prussia)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa (Regno di Prussia)
 
 
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite (Regno di Prussia)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona (Regno di Romania)
 
 
Cavaliere dell'Ordine imperiale di Sant'Andrea apostolo "il primo chiamato" (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine imperiale di Sant’Andrea apostolo “il primo chiamato” (Impero russo)
 
 
Cavaliere dell'Ordine imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine imperiale di Sant’Alexander Nevsky (Impero russo)
 
 
Cavaliere dell'Ordine imperiale dell'Aquila Bianca (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine imperiale dell’Aquila Bianca (Impero russo)
 
 
Cavaliere di I classe dell'Ordine imperiale di Sant'Anna (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di I classe dell’Ordine imperiale di Sant’Anna (Impero russo)
 
 
Cavaliere di I classe dell'Ordine imperiale di San Stanislao (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di I classe dell’Ordine imperiale di San Stanislao (Impero russo)
 
 
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (Spagna)
                    15 maggio 1902
 
Collare del Reale e Distinto Ordine spagnolo di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Collare del Reale e Distinto Ordine spagnolo di Carlo III (Spagna)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito militare (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito militare (Spagna)
 
 
Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Svezia)
                    18 luglio 1873
 
Commendatore di Gran Croce del Reale Ordine della Spada (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore di Gran Croce del Reale Ordine della Spada (Svezia)
 
 
Cavaliere dell'Ordine di Carlo XIII (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di Carlo XIII (Svezia)
 
 
Gran Commendatore dell'Ordine di Nichan Iftikar (Bey di Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Commendatore dell’Ordine di Nichan Iftikar (Bey di Tunisia)
 
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona del Württemberg (Regno del Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg (Regno del Württemberg)

Arc. 1170: Arturo Guglielmo Patrizio Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (Buckingham Palace, 1º maggio 1850 – Bagshot Park, 16 gennaio 1942). Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London. 

Arc. 3344: Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Gotha (Buckingham Palace, 7 aprile 1853 – Windsor, 28 marzo 1884). Leopoldo nacque il 7 aprile 1853 a Buckingham Palace, Londra. Durante il travaglio, alla regina venne somministrato cloroformio per alleviare i dolori del parto. Il bambino nacque malato: perdeva peso, non assimilava il latte, non cresceva e piangeva disperato. Fu battezzato nella cappella privata di Buckingham Palace il 28 giugno 1853 da John Bird Sumner, arcivescovo di Canterbury, e i suoi padrini furono il re di Hannover, la principessa Augusta di Prussia, la principessa Maria Adelaide di Cambridge e il principe di Hohenlohe-Langenburg. Quando crebbe, il bambino aveva i gomiti gonfi, gli arti lividi e spesso urinava sangue. Vittoria pensò che la causa fosse stato l’anestetico. In realtà il piccolo aveva l’emofilia, malattia che avrebbe colpito molti discendenti maschi di Vittoria. Per la mancanza di coagulazione del sangue, anche la più piccola ferita poteva risultare fatale. Venne quindi tenuto sempre sotto stretta sorveglianza e non fu libero di correre e giocare come gli altri fratelli. Ciò costò molto al vivace Leopoldo, le cui spiccate doti intellettive risultarono represse. Tutti erano dell’opinione che assomigliasse molto al padre Alberto. Ancora più gravi risultavano essere le emorragie interne, che talvolta lo colpivano all’improvviso senza una causa apparente e lo costringevano per lunghi periodi a letto. Nonostante il parere dei medici, riuscì miracolosamente a raggiungere l’età adulta. Si interessava molto alla politica e aveva studiato a Oxford, nonostante i numerosi intervalli dovuti alla malattia. Lasciò l’università con un dottorato onorario in Giurisprudenza nel 1876. Il principe Leopoldo viaggiò in Europa e soggiornò nel 1880 in Canada e negli Stati Uniti insieme alla sorella, principessa Luisa, il cui marito John Campbell, marchese di Lorne, era il Governatore Generale del Canada. A 25 anni diventò il segretario della madre. Aveva però un carattere alquanto difficile a causa delle tante frustrazioni. Ormai sfinito dalle tante attenzioni che madre e medici gli rivolgevano, decise di non prestarvi più attenzione, facendo l’esatto contrario. Ciò provocò indignazione e risentimento nella regina, che si lamentava con tutti dell’ingratitudine del figlio. Il principe Leopoldo, per aggirare il desiderio della madre di trattenerlo a casa, vedeva nel matrimonio l’unica speranza di indipendenza. A causa della sua emofilia, ebbe difficoltà a trovare una moglie. L’ereditiera Daisy Maynard fu una delle donne che considerò come possibile sposa. È stato suggerito che egli prese in considerazione anche Alice Liddell, figlia del Vice-Cancelliere di Oxford, per la quale Lewis Carroll scrisse Alice nel Paese delle Meraviglie, mentre altri suggeriscono che egli preferisse la sorella Edith. Leopoldo divenne padrino del secondo figlio di Alice, che venne chiamato col suo nome. Leopoldo prese in considerazione anche una sua cugina di secondo grado, la principessa Federica di Hannover; essi divennero amici e confidenti per lungo tempo. Altre possibili spose che prese in considerazione furono Vittoria di Baden e Carolina Matilde di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg. Dopo il rifiuto di queste donne, la madre di Leopoldo intervenne per prevenire quelle che le sembravano possibilità non idonee. Insistendo che un figlio di monarchi britannici dovesse sposarsi all’interno di un’altra famiglia regnante protestante, Vittoria suggerì un incontro con la principessa Elena Federica (17 febbraio 1861 – 1º settembre 1922), figlia di Giorgio Vittorio, principe di Waldeck e Pyrmont. Il 27 aprile 1882 Leopoldo ed Elena si sposarono nella Saint George’s Chapel nel castello di Windsor. Leopoldo fu un massone attivo. Venne iniziato nell'”Apollo University Lodge” di Oxford (Gran Loggia unita d’Inghilterra) quando studiava a Christ Church. Fu iniziato da suo fratello, Albert Edward, principe di Galles, che in quel tempo era il Maestro venerabile della loggia, congiuntamente con Robert Hawthorne Collins, suo tutore e amico, che in seguito divenne controllore dei conti della sua casata. Leopoldo divenne poi Maestro venerabile della loggia nel 1876-1877 e in seguito fu Gran Maestro della Gran Loggia provinciale dell’Oxfordshire; era ancora in carica al momento della sua morte. Il principe Leopoldo si recò a Cannes, in Francia, su ordine del proprio medico, nel febbraio del 1884; il dolore alle giunture è un sintomo comune dell’emofilia e il clima invernale dell’Inghilterra era spesso difficile per lui. Sua moglie, incinta a quel tempo, rimase a casa, ma lo esortò ad andare. Il 27 marzo scivolò e cadde allo Yacht Club della Villa Nevada, a Cannes, ferendosi al ginocchio e subendo un colpo alla testa. Morì nelle prime ore del giorno seguente, apparentemente per gli effetti della morfina che gli era stata data e del chiaretto che gli era stato servito con la zuppa. Morì il giorno dopo il primo anniversario della morte di John Brown, l’adorato scudiero di Vittoria. Fu sepolto nella Albert Memorial Chapel a Windsor. Suo figlio, Carlo, gli successe come secondo duca di Albany dalla nascita. Nel 1900, Carlo Edoardo successe allo zio Alfredo come duca di Sassonia-Coburgo-Gotha. Tramite Carlo Edoardo, Leopoldo è il bisnonno di Carlo XVI Gustavo di Svezia, attuale re di Svezia. Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London. 

Onorificenze

Onorificenze britanniche

Reale Cavaliere compagno (soprannumerario) del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG) - nastrino per uniforme ordinaria   Reale Cavaliere compagno del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera 
                    29 maggio 1869
 
Cavaliere extranumero dell'Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo (KT) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere extranumero dell’Antichissimo e Nobilissimo Ordine del Cardo 
                    24 maggio 1871
 
Cavaliere Gran Comandante extranumero dell'Esaltatissimo Ordine della Stella d'India (GCSI) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Comandante extranumero dell’Esaltatissimo Ordine della Stella d’India 
                    25 gennaio 1877
 
Cavaliere Gran Croce extranumero del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio (GCMG) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce extranumero del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio 
                    28 maggio 1880
 

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dinastico ducale della Casata Ernestina di Sassonia (Ducati sassoni) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dinastico ducale della Casata Ernestina di Sassonia 
                    7 aprile 1853
 
Gran Croce dell'Ordine imperiale della Croce (Impero del Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Croce dell’Ordine imperiale della Croce (Impero del Brasile)
                    11 luglio 1871
 
Cavaliere dell'Ordine di San Giorgio (Regno di Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di San Giorgio (Regno di Hannover)
                   23 giugno 1878
 
Cavaliere Gran Croce dell'Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Croce dell’Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover)
                    23 giugno 1878
 
Cavaliere dell'Ordine supremo dell'Aquila Nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine supremo dell’Aquila Nera (Regno di Prussia)
                    31 marzo 1879
 
Cavaliere di I classe dell'Ordine dell'Aquila rossa (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila rossa (Regno di Prussia)
                    31 marzo 1879
 
Cavaliere di Gran Croce con gemme dell'Ordine della Corona Wendica (Meclemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce con gemme dell’Ordine della Corona Wendica (Meclemburgo)
                    1º agosto 1881
 
Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Svezia)
                    24 maggio 1881
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg)
                    27 aprile 1882
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
                   24 novembre 1882

Arc. 1169: Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Gotha (Buckingham Palace, 7 aprile 1853 – Windsor, 28 marzo 1884). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 3344: Beatrice di Sassonia-Coburgo-Gotha (Buckingham Palace, 14 aprile 1857 – Brantridge Park, 26 ottobre 1944). Sua madre era la regina Vittoria, unica figlia del principe Edoardo Augusto, Duca di Kent, quarto figlio di re Giorgio III. Suo padre era il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. Come figlia di regnanti, Beatrice ebbe il trattamento di Altezza Reale fin dalla nascita. Fu battezzata nella cappella privata di Buckingham Palace il 16 giugno 1857 da John Bird Sumner, arcivescovo di Canterbury e i suoi padrini furono la Duchessa di Kent, la Principessa Reale e il fidanzato della sorella, il principe Federico Guglielmo di Prussia. Rimase orfana del padre a quattro anni e ciò provocò nella regina un forte desiderio di isolamento e un attaccamento profondo nei confronti dell’ultima nata, cercando di farla rimanere bambina il più a lungo possibile. Beatrice quindi, finché Vittoria fu in vita, le rimase sempre accanto, fungendo da dama di compagnia e da segretaria. Per la malinconica madre, addolorata dalla perdita dell’amato marito, quella figlia così sensibile, socievole, dai grandi occhi azzurri fu una delle poche fonti di gioia.  Era legata romanticamente a Napoleone Eugenio, principe imperiale, che venne ucciso nel 1879 durante la prima guerra Zulu in un’imboscata. Il 23 luglio 1885 Beatrice sposò il principe Enrico di Battenberg (1858-1896), terzo figlio del principe Alessandro di Assia e del Reno (1823-1888), nato dal suo matrimonio morganatico con Julia von Hauke (1825-1895), figlia di un ministro tedesco della Polonia del Congresso, nella St. Mildred’s Church, a Whippingham sull’isola di Wight. La regina però acconsentì al matrimonio soltanto se la coppia fosse venuta a vivere con lei a Windsor. Suo fratello maggiore, il principe Luigi di Battenberg, aveva sposato la principessa Vittoria d’Assia-Darmstadt, nipote della regina Vittoria e nipote della principessa Beatrice, di un anno più giovane. Il giorno delle sue nozze, la regina diede al principe Enrico il trattamento onorifico di Altezza reale, superiore a quello che lo sposo godeva in Assia, dove il principe era Altezza Serenissima. Beatrice ed Enrico ebbero quattro figli, tutti cresciuti nel Regno Unito. Per decreto reale del 13 dicembre 1886, la regina concesse ai bambini il trattamento di Altezza. Dopo il matrimonio, la principessa Beatrice chiamò se stessa con il nome e il titolo del marito, ma con il trattamento di Altezza Reale e divenne così S.A.R. la principessa Beatrice di Battenberg. La coppia visse con la regina Vittoria al Castello di Windsor e al Castello di Balmoral in Scozia. La regina Vittoria nominò il genero governatore dell’Isola di Wight nel 1888.  Enrico morì prematuramente nel 1896 di una febbre contratta durante il servizio militare nella seconda guerra Anglo-Ashanti. Beatrice, vedova a 38 anni, divenne governatrice dell’Isola di Wight al posto del marito. Quando la regina Vittoria morì, Beatrice andò a vivere all’Osborne Cottage e nel 1914 si trasferì al Castello di Carisbrooke, ma mantenne un appartamento a Kensington Palace come sua casa a Londra. Prima di morire, la regina Vittoria chiese che Beatrice rivedesse i suoi diari prima che fossero archiviati e pubblicati. Dato che la Sovrana aveva tenuto un diario fin dai primi anni, il lavoro fu enorme e Beatrice trascorse i seguenti trent’anni rivedendo i diari della madre. Agendo così, seguì le istruzioni della madre nel rimuovere qualsiasi cosa che potesse addolorare le persone menzionate o suoi parenti. La principessa trascrisse il testo nella sua scrittura e bruciò gli originali. Finì il lavoro nel 1931 e i 111 volumi dei diari riveduti della regina Vittoria sono negli Archivi Reali del Castello di Windsor. Nel luglio del 1917, il sentimento anti-germanico durante la prima guerra mondiale spinse re Giorgio V a cambiare il nome della Casa Reale da Casa di Sassonia-Coburgo-Gotha a Casa di Windsor. Rinunciò anche, per conto dei suoi vari parenti che erano cittadini britannici, all’uso di tutti i titoli tedeschi e degli appellativi. La principessa Beatrice rinunciò così al titolo di principessa di Battenberg e prese il titolo e il trattamento di S.A.R. la principessa Beatrice. I suoi due figli sopravvissuti assunsero per mandato reale il cognome Mountbatten e interruppero l’uso del titolo principe di Battenberg e il trattamento di Altezza. Suo figlio maggiore, Alessandro (“Drino”) fu creato Marchese di Carisbrooke, mentre il figlio più giovane, Leopoldo, assunse il titolo di Lord Leopoldo Mountbatten. Sua figlia, principessa Vittoria Eugenia, sposò re Alfonso XIII di Spagna, così che non fu necessario nessun cambiamento di titolo, appellativo o cognome. Nel gennaio del 1919, re Giorgio V creò la principessa Beatrice Dama di Gran Croce dell’Ordine dell’Impero Britannico, come riconoscimento per il suo ruolo come presidente della sezione della Società della Croce Rossa Britannica dell’Isola di Wight. Fu creata Dama di Gran Croce dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme nel 1926 e Dama di Gran Croce dell’Ordine Reale di Vittoria nel 1937. Beatrice morì nella sua casa di Brantridge Park, a Balcombe, nel Sussex, il 26 ottobre 1944. I funerali ebbero luogo nella George’s Chapel, a Windsor, il 3 novembre, seguiti dalla tumulazione nella tomba di famiglia. Il 28 agosto 1945 i suoi resti vennero portati nella Cappella Battenberg della St Mildred’s Church sull’isola di Wight, dove sono ancora oggi. Fu l’ultima figlia sopravvissuta della regina Vittoria e del principe Alberto. Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London

Onorificenze

 
Dama di I classe dell'Ordine reale di Vittoria ed Alberto (VA) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di I classe dell’Ordine reale di Vittoria ed Alberto 
                    9 gennaio 1874
 
Compagna dell'Ordine imperiale della Corona d'India (CI) - nastrino per uniforme ordinaria   Compagna dell’Ordine imperiale della Corona d’India 
                    1º gennaio 1878
 
Membro (I classe) della Royal Red Cross (RRC) - nastrino per uniforme ordinaria   Membro (I classe) della Royal Red Cross 
                    24 maggio 1885
 
Medaglia in oro del giubileo d'oro della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia in oro del giubileo d’oro della regina Vittoria
                    1887 (con barretta 1897)
 
Medaglia d'oro del giubileo di diamante della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’oro del giubileo di diamante della regina Vittoria
                    1897
 
Medaglia dell'incoronazione di re Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia dell’incoronazione di re Edoardo VII
                    1902
 
Dama di II classe dell'Ordine reale familiare di re Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di II classe dell’Ordine reale familiare di re Edoardo VII
                    10 febbraio 1904
 
Medaglia dell'incoronazione di re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia dell’incoronazione di re Giorgio V
                    1911
 
Dama di II classe dell'Ordine reale familiare di re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di II classe dell’Ordine reale familiare di re Giorgio V
                    3 giugno 1911
 
Dama Gran Croce dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico (GCBE) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama Gran Croce dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico
                    1º gennaio 1919
 
Dama Gran Croce del Gran Priorato nel Reame Britannico del Venerabile Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (GCStJ) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama Gran Croce del Gran Priorato nel Reame Britannico del Venerabile Ordine dell’Ospedale                      di San Giovanni di Gerusalemme 
                    1º giugno 1926
 
Medaglia del giubileo d'argento di re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia del giubileo d’argento di re Giorgio V
                    6 maggio 1935
 
Dama Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (GCVO) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano 
                    11 maggio 1937
 

Onorificenze straniere

Dama Nobile del Reale Ordine delle Dame Nobili di Maria Luisa (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama Nobile del Reale Ordine delle Dame Nobili di Maria Luisa (Spagna)

Arc. 1434: Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld (Maria Luisa Vittoria; Coburgo, 17 agosto 1786 – Windsor, 16 marzo 1861) e la nipote Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha.  Maria Luisa Vittoria nacque il 17 agosto 1786, era la quarta figlia femmina e la settima dei figli di Francesco Federico, duca di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e della contessa Augusta di Reuss-Ebersdorf. Il 21 dicembre 1803 a Coburgo divenne la seconda moglie di Emilio Carlo di Leiningen (1763–1814) la cui prima moglie, Enrichetta di Reuss-Ebersdorf, era zia di Vittoria. Il Principe di Leiningen morì il 4 luglio del 1814. Il 29 maggio 1818 allo Schloss Ehrenburg, a Coburgo, e di nuovo il 13 luglio 1818 al Kew Palace, Richmond Park, Surrey, sposò il principe Edoardo Augusto, duca di Kent e Strathearn (1767–1820). Da questo matrimonio nacque Vittoria che diverrà successivamente Regina del Regno Unito. Ben presto rimase vedova anche del secondo marito. Pur essendo membri della famiglia reale, sia lei sia la figlia Vittoria vissero senza rendite e sull’orlo della bancarotta. Giorgio IV del Regno Unito aveva un rapporto distaccato con la nipote e quasi ostile nei confronti della cognata. Invece di risparmiare, la Duchessa si sentiva in dovere di dare sia a lei sia alla figlia una certa apparenza benestante in quanto la bambina era terza in linea di successione al trono. Anzi la piccola rappresentava la sua unica fonte di ricchezza e mezzo di garanzia per i numerosi debitori. Era quindi importante per lei che la figlia non sfigurasse nei salotti e ricevesse un’educazione aristocratica, inoltre stava attenta che non si ammalasse. La bambina crebbe quindi in una campana di vetro. Edoardo Augusto, in punto di morte, aveva affidato moglie e figlia al suo scudiero, nonché amministratore delle finanze famigliari, John Conroy, il quale si offrì di garantire i prestiti della vedova. Tra i due ne nacque un contratto secondo cui appena Vittoria fosse diventata Regina, la Duchessa lo avrebbe ricompensato generosamente. Qualcuno suppone che dietro il patto ci fosse anche un rapporto sentimentale, comunque sia tra i due si instaurò un legame così intimo che Conroy prendeva ogni decisione, non soltanto finanziaria, che riguardasse la famiglia del defunto Edoardo. Anni dopo, la regina Vittoria avrebbe ricordato con odio, nei suoi diari, quell’uomo che tiranneggiava su di lei e sfruttava l’ingenuità della madre per accaparrarsi ricchezze. Quando salì al trono Guglielmo IV, che insieme con la moglie Adelaide aveva sempre trattato con gentilezza la cognata, quest’ultima spinta da Conroy gli inviò un’aggressiva lettera in cui pretendeva per sé e per la figlia una propria servitù, una generosa rendita e una residenza più confacente a una principessa. Ciò provocò attriti e risentimenti, anche perché la Duchessa incominciò a inviare anche ai ministri lettere di richieste sempre più improbabili. La principessa Vittoria non desiderava altro che arrivasse il giorno in cui sarebbe salita al trono per liberarsi di Conroy e anche della madre, che accusava essere una perfida approfittatrice. Quando arrivò, così accadde: allontanò il primo e ridusse al minimo i contatti con la seconda. La Duchessa, relegata in una piccola stanza lontana dagli appartamenti della figlia, incominciò a lamentarsi, offesa nella sua dignità, e spedì pungenti lettere alla figlia pretendendo per sé e per Conroy ricchezze, potere e onori. I rapporti tra la Regina e la madre migliorarono solo quando la Regina si sposò con Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, nipote della Duchessa, ed ebbe figli. Comprese quindi le difficoltà che la madre aveva dovuto affrontare. Tra suocera e genero i rapporti erano comunque molto buoni e cordiali, essendo i soli tedeschi all’interno di una corte tutta inglese. La duchessa Vittoria, a parte l’artrosi e la continua sonnolenza, poté vivere da vera Regina madre soltanto con la vecchiaia. Viveva a Windsor e aveva a disposizione Clarence House e Frogmore House. Conroy non era ormai più il suo mediocre amministratore, ma si vergognava a far vedere a quello nuovo i registri contabili passati. Dopo la morte di Conroy, nel 1854, Vittoria scrisse alla figlia una sentita lettere di scuse per come si fosse lasciata ingannare da quell’uomo. La lettera ebbe un tale effetto sulla Regina che si impegnò a mantenere la famiglia del defunto. Man mano che la malattia della Duchessa si aggravava, nasceva nella Regina un senso di affettuosa compassione. Nel marzo 1861, venne operata a un braccio per togliere un’ulcera ma l’intervento le provocò una grave infezione. La figlia Vittoria rimase con lei fino all’ultimo e successivamente la pianse disperatamente per settimane, chiudendosi nei suoi appartamenti senza voler vedere nessuno. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 1172: Giorgio di Hannover in uniforme di gala da generale (Hannover, 26 marzo 1819 – Piccadilly, 17 marzo 1904). Giorgio nacque a Cambridge House a Hannover, in Germania. Suo padre era il principe Adolfo, duca di Cambridge, decimo figlio (e settimo maschio) di re Giorgio III e della regina consorte Carlotta. Sua madre, la Duchessa di Cambridge, era nata principessa di Assia-Kassel, figlia del principe Federico d’Assia-Kassel, signore di Rumpenheim, e di Carolina Polissena di Nassau-Usingen. Venne battezzato nella casa natale l’11 maggio 1819 dal reverendo John Sanford, il cappellano domestico di suo padre. Nel 1850, Giorgio succedette al padre nei titoli di Duca di Cambridge, Conte di Tipperary e Barone Culloden. Il principe Giorgio di Cambridge venne educato a Hannover dal reverendo J. R. Wood, canonico di Worcester. Come suo padre in precedenza, Giorgio venne avviato alla carriera militare. Nel novembre 1837, dopo aver servito per un breve periodo nell’esercito hannoveriano, ricevette il rango di Colonnello nel British Army. Dall’ottobre 1838 all’aprile 1839 venne assegnato allo staff di stanza a Gibilterra; dopo aver prestato servizio in Irlanda con il 12° Reggimento Lancieri Reali (del Principe di Galles), nell’aprile 1842,venne nominato Colonnello del 17° Reggimento Dragoni Leggeri (ora Lancieri). Dal 1842 al 1845 servì come Colonnello nelle isole Ionie. Il Duca di Cambridge divenne ispettore della Cavalleria nel 1852 e mantenne questo incarico fino al 1854 quando, allo scoppio della guerra di Crimea, ricevette il comando della 1ª Divisione (Guardie e brigate delle Highland) del British Army in Oriente. Nel giugno del 1854 venne promosso al rango di Luogotenente Generale. Egli fu presente alle battaglie del fiume Alma, di Balaclava e di Inkerman, nonché alla presa di Sebastopoli. Il 5 luglio 1856 Giorgio venne nominato generale comandante in capo del British Army; data la posizione che ricopriva fu il maggior consigliere militare del Segretario di Stato per la Guerra, con responsabilità per l’amministrazione dell’esercito e il comando delle forze sul campo. Il 9 novembre 1862 venne nominato Feldmaresciallo. Giorgio fu la persona che servì più a lungo ai vertici del British Army: fu comandante in capo per trentanove anni. Benché si preoccupasse molto del benessere dei soldati, egli si guadagnò una reputazione per essere irremovibile e per concedere promozioni sulla base dello status sociale degli ufficiali, piuttosto che sulla base del merito. Sotto il suo comando l’esercito divenne un’istituzione rigida e stagnante, molto distante dalle sue controparti del continente. Nel tardo XIX secolo, mentre il 25% della letteratura militare era scritta in Germania e il 25% in Francia, solo l’1% proveniva dalla Gran Bretagna. Nonostante la sua reputazione di grande tradizionalista, il Duca si interessò notevolmente alle possibili riforme dell’esercito; sotto la sua influenza il British Army sperimentò l’utilizzo di vari tipi di carabine a retrocarica per la cavalleria, una delle quali – la Westley-Richards– fu così efficace che si decise di valutare l’opportunità di produrne una versione anche per la fanteria. Nel 1861, cento di queste armi vennero consegnate a cinque battaglioni di fanteria; nel 1863 un ordine di 2 000 pezzi venne piazzato per ulteriori prove. Giorgio venne inoltre coinvolto nella creazione dello Staff College e divenne governatore della Royal Military Academy di Woolwich. Il Duca di Cambridge tentò inoltre di migliorare l’efficienza dell’esercito adottando uno schema di manovre militari annuali. Nel 1860 egli introdusse una nuova disciplina per ridurre le punizioni corporali: i soldati potevano venire frustati solamente in caso di grave ammutinamento in tempo di guerra, a meno che non avessero tenuto una condotta offensiva tale da degradarli in seconda classe, e quindi soggetti nuovamente a punizioni corporali. Un anno di buona condotta li avrebbe riportati nella prima classe, cosicché, infine, solo un nucleo di pochi incorreggibili veniva ancora frustato; il numero delle fustigazioni diminuì dalle 218 del 1858 alle 126 del 1862. Sulla scia della vittoria prussiana della guerra franco-prussiana del 1870-71, il governo liberale del primo ministro William Ewart Gladstone e del ministro della guerra Edward Cardwell invocò ulteriori riforme dell’esercito. Giorgio era notevolmente preoccupato per la natura di queste riforme, che puntavano a modificare il cuore della visione che il Duca aveva del British Army. Egli temeva che le nuove forze armate di riserve sarebbero state pressoché inutili in un conflitto coloniale e che le forze di spedizione avrebbero dovuto reclutare uomini dai più esperti battaglioni di stanza in patria per poter coprire i buchi nelle loro file. Le sue paure sembrarono essere confermate nel 1873, quando Wolseley radunò dei battaglioni per una spedizione contro gli Ashanti; entro il 1879, i 59 battaglioni rimasti in Gran Bretagna vennero chiamati a mandare sostituti agli 83 all’estero. Nel 1881, quando vennero aboliti alcuni reggimenti storici e furono uniformati i colori delle divise per i reggimenti inglesi, gallesi, scozzesi e irlandesi, Giorgio protestò che questo avrebbe minato l’umore delle truppe; i colori vennero quindi restaurati con la prima guerra mondiale. L’impeto delle riforme, in ogni caso, continuò. Il War Office Act, approvato dal parlamento nel 1870, subordinò formalmente l’ufficio di comandante in capo dell’esercito a quello di segretario di Stato. Il Duca di Cambridge risentì pesantemente di questa mossa politica, sentimento condiviso dalla maggioranza degli ufficiali, molti dei quali non avrebbero guadagnato la loro posizione unicamente con il proprio merito. Con un ordine in consiglio del febbraio 1888, tutta la responsabilità per gli affari militari venne affidata all’ufficio del comandante in capo. Una commissione reale costituita nel 1890, guidata da Lord Hartington (il futuro 8º Duca di Devonshire), criticò l’amministrazione del War Office e raccomandò la devoluzione dell’autorità del comandante supremo agli ufficiali militari subordinati. Il principe Giorgio fu quindi obbligato a rassegnare le dimissioni il 1º novembre 1895 e venne succeduto da Lord Wolseley. Giorgio non fece mai segreto della sua visione che «i matrimoni combinati sono destinati a fallire». Sposò nella chiesa di San Giovanni a Clerkenwell, privatamente e in contravvenzione al Royal Marriages Act 1772, Sarah Fairbrother (1816-1890), figlia di John Fairbrother, un servo di Westminster, dalla quale aveva già avuto due figli illegittimi; essa aveva già altri due figli da altri uomini. Sarah Fairbrother lavorò come attrice a partire dal 1827, calcando le scene del Drury Lane, del Lyceum e del Covent Garden Theatre. Dal momento che il matrimonio era inesistente per la legge britannica, la “moglie” di Giorgio non venne intitolata Duchessa di Cambridge, né le venne accordato il trattamento di Altezza Reale; in realtà la sua stessa esistenza era ignorata dalla regina Vittoria. Sarah chiamava sé stessa Mrs Fairbrother e, in seguito, Mrs Fitz George. Il Duca di Cambridge era piuttosto debole quando aveva a che fare con questioni in cui erano coinvolte delle donne e sembra piuttosto probabile che fu la stessa Sarah (all’epoca incinta per la quinta volta) a costringerlo al matrimonio. Vennero create delle leggende sull’idilliaca relazione della coppia che però erano piuttosto distanti dalla realtà dei fatti: Giorgio aveva ancora molte relazioni “extraconiugali”, dimostrandosi non meritevole dell’attaccamento di Sarah. Nel 1837 Giorgio conobbe Mrs Louisa Beauclerk, che in seguito descrisse come «l’idolo della mia vita e della mia esistenza»; fu sua amante a partire dal 1849 fino alla di lei morte nel 1882. Già nel 1849 il duca di Cambridge decise che avrebbe voluto essere sepolto vicino a Mrs Beauclerk e fu così che lui e Mrs FitGeorge vennero tumulati in un mausoleo del Kensal Green Cemetery, circa venti metri dalla tomba di Mrs Beauclerk. Le forze e l’udito del principe Giorgio iniziarono ad abbandonarlo negli ultimi anni della sua vita; non fu in grado di cavalcare nel corteo funebre della cugina, la regina Vittoria, e dovette parteciparvi in carrozza. Il suo ultimo incarico pubblico fu una visita ufficiale in Germania nel gennaio del 1904. Morì per un’emorragia allo stomaco il 17 marzo 1904 a Gloucester House, nel quartiere di Piccadilly a Londra. Venne sepolto cinque giorni più tardi, accanto a Mrs FitzGeorge, nel Kensal Green Cemetery. Con la sua morte si estinse il ducato di Cambridge creato nel 1801. Durante i suoi funerali, furono girati diversi documentari da alcune delle prime case di produzione attive in Gran Bretagna all’epoca del muto. Sei anni dopo la sua morte, sua nipote Maria di Teck, figlia della sorella Maria Adelaide, divenne regina consorte del Regno Unito, come moglie di Giorgio V. Pochi mesi dopo la morte di Giorgio, la sua tenuta venne valutata e fu trovata in passivo di 121 000 sterline. Il Duca è ancora oggi commemorato con una statua equestre a Whitehall, nel centro di Londra; essa è posizionata, ironicamente, di fronte alla porta principale del War Office, cui Giorgio, in vita, si oppose fermamente. Giorgio venne inoltre creato cavaliere di gran croce dell’Ordine Reale Hannoveriano e privato consigliere nel 1856. Fotografia CDV. Fotografo: Maull & Co. – London. 

Onorificenze

Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Michele e San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Michele e San Giorgio
 
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera
 
Cavaliere dell'Ordine del Cardo - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine del Cardo
 
Cavaliere dell'Ordine di San Patrizio - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di San Patrizio
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Bagno
 
Cavaliere Gran Commendatore dell'Ordine della Stella d'India - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Commendatore dell’Ordine della Stella d’India
 
Cavaliere Gran Commendatore dell'Ordine dell'Impero Indiano - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere Gran Commendatore dell’Ordine dell’Impero Indiano
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Guelfo - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Guelfo
 
Cavaliere di Grazia e Giustizia del Venerabile Ordine di San Giovanni - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Grazia e Giustizia del Venerabile Ordine di San Giovanni

Arc. 1388: Giorgio di Hannover in grande uniforme da generale (Hannover, 26 marzo 1819 – Piccadilly, 17 marzo 1904). Fotografia CDV. Fotografo: Maull & Polyblank – London. 

Arc. 1171: Giorgio di Hannover in grande uniforme da generale (Hannover, 26 marzo 1819 – Piccadilly, 17 marzo 1904). Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London. 

Arc. 1594: Giorgio di Hannover in grande uniforme da generale (Hannover, 26 marzo 1819 – Piccadilly, 17 marzo 1904). Fotografia CDV acquerellata a mano. Fotografo: Mayall –  London. 

Arc. 666: Giorgio di Hannover in grande uniforme da generale (Hannover, 26 marzo 1819 – Piccadilly, 17 marzo 1904). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 1172: Giorgio di Hannover in uniforme di gala da generale (Hannover, 26 marzo 1819 – Piccadilly, 17 marzo 1904). Fotografia CDV. Fotografo: Maull & Polyblank – London. 

Arc. 1173: Maria Adelaide Guglielmina Elisabetta di Cambridge (Hannover, 27 novembre 1833 – White Lodge, 27 ottobre 1897).  Maria Adelaide nacque il 27 novembre 1833 ad Hannover in Germania. Suo padre era Adolfo, duca di Cambridge, il minore dei figli sopravvissuti di Giorgio III del Regno Unito e Carlotta di Meclemburgo-Strelitz. Sua madre era Augusta d’Assia-Kassel, figlia del principe Federico. La giovane principessa fu battezzata il 9 gennaio 1834 a Cambridge House ad Hannover dal Rev John Ryle Wood, cappellano del Duca di Cambridge. La sua madrina e zia paterna Elisabetta di Hannover, era l’unica dei padrini presenti. Gli altri, assenti o eventualmente rappresentati per procura, furono Guglielmo IV del Regno Unito, zio paterno, e Adelaide di Sassonia-Meiningen, Maria di Hannover, zia paterna, Maria d’Assia-Kassel, zia materna e Maria Luisa Carlotta d’Assia-Kassel, cugina di primo grado. Fu chiamata Maria Adelaide Guglielmina Elisabetta. Maria Adelaide trascorse i primi anni della sua vita ad Hannover in Germania, dove suo padre funse da viceré per conto dei suoi zii Giorgio IV e poi Guglielmo IV. Il suo amore per il cibo e la tendenza a rimpinzarsi la portò a diventare seriamente in sovrappeso e al suo successivo nomignolo di “Fat Mary.” Con la morte di Guglielmo IV, nel 1837, salì al trono Vittoria, nipote di Guglielmo e cugina di Maria Adelaide. La legge salica impedì a Vittoria di salire al trono di Hannover, che dunque passò ad Ernesto Augusto, duca di Cumberland. L’unione personale che era esistita per oltre un secolo tra la Gran Bretagna e l’Hannover si concluse insieme con la disposizione per il sovrano di Hannover di vivere in Inghilterra come monarca britannico e delle sue colonie e l’utilizzo di un viceré di rappresentarli nel territorio tedesco. Pertanto Ernesto Augusto si trasferì a Hannover divenendo Ernesto Augusto I e il duca di Cambridge, non più necessario ad Hannover, tornò a Londra con la sua famiglia, stabilendo la propria residenza a Kensington Palace. All’età di trent’anni, Maria Adelaide non era ancora sposata. Il suo aspetto poco attraente e la mancanza di reddito erano fattori contribuenti, come lo era la sua età avanzata. Tuttavia, il suo rango regale le impediva di sposare una persona non di sangue reale. Sua cugina, la Regina Vittoria, ebbe pietà di lei, e tentò di trovarle un marito. Alla fine un candidato adatto fu trovato nel Regno di Württemberg, il principe Francesco di Teck. Francesco era di rango inferiore rispetto a Maria Adelaide, era il prodotto di un matrimonio morganatico, e non aveva diritti di successione al trono di Württemberg, ma aveva comunque sangue reale. Non avendo altre opportunità, Maria Adelaide decise di sposarlo. La coppia si sposò il 12 giugno 1866 nella chiesa di Sant’Anna Kew nel Surrey. Maria Adelaide, appoggiata dalla madre e dal fratello, il duca di Cambridge, chiese che a suo marito fosse concesso il trattamento di altezza reale, ma la Regina Vittoria rifiutò. La regina fece, tuttavia, promuovere Francesco al rango di altezza nel 1887 in occasione del suo giubileo d’oro. Il Duca e la Duchessa di Teck scelsero di risiedere a Londra piuttosto che all’estero, principalmente perché Maria Adelaide era l’unico sostegno della famiglia per i Teck. Ricevette 5000£ annue come rendita parlamentare per l’adempimento dei doveri reali. Sua madre, la Duchessa di Cambridge, diede loro un ulteriore contributo di 4000£. Richieste alla Regina Vittoria di fondi aggiuntivi furono generalmente rifiutate. Tuttavia, la Regina Vittoria fornì ai Teck appartamenti a Kensington Palace e di White Lodge a Richmond Park come residenza di campagna. Nonostante il loro reddito modesto, Maria Adelaide aveva gusti piuttosto costosi e viveva una vita stravagante fatta di abiti sfarzosi, feste grandiose e vacanze all’estero. I debiti presto si accumularono ed i Teck furono costretti a lasciare il paese nel 1883 per sfuggire ai creditori. Si recarono a Firenze e soggiornarono presso i parenti in Germania e Austria. In principio viaggiarono sotto i nomi di Conte e Contessa von Hohenstein. Tuttavia, Maria Adelaide desiderava viaggiare in modo più consono e ritornò al suo stile regale, che imponeva attenzione significativamente maggiore e un servizio migliore. I Teck rientrarono dal loro esilio nel 1885 e continuarono a vivere a White Lodge a Richmond Park. Maria Adelaide cominciò a dedicare la sua vita agli enti di beneficenza, servendo come patrona di Barnardo’s ed altri enti di beneficenza per bambini. Nel 1891, Maria Adelaide si premurò che sua figlia Maria, nota come “May”, sposasse uno dei figli del principe di Galles, il futuro Edoardo VII. Allo stesso tempo, la regina Vittoria voleva una sposa inglese per il futuro re, benché naturalmente di rango e ascendenza reale – non una nobildonna “umile” – e la figlia di Maria Adelaide soddisfaceva i criteri di rango. Dopo l’approvazione della regina Vittoria, May venne fidanzata al secondo in linea al trono britannico, il duca di Clarence e Avondale Alberto Vittorio. La morte di Alberto solo sei settimane dopo sembrò un duro colpo. Tuttavia, la Regina Vittoria era affezionata alla principessa Mary e persuase il fratello del defunto, Giorgio, duca di York, a sposarla. Il matrimonio di Mary fra i primi ranghi della famiglia reale portò a un rinnovamento spettacolare delle fortune dei Teck, in quanto la loro figlia un giorno sarebbe diventata regina consorte. Maria Adelaide non vide mai sua figlia incoronata regina, poiché morì il 27 ottobre 1897 a White Lodge e fu sepolta nella Royal Vault della cappella di San Giorgio nel castello di Windsor. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Arc. 1171: Maria Adelaide Guglielmina Elisabetta di Cambridge (Hannover, 27 novembre 1833 – White Lodge, 27 ottobre 1897). Fotografia CDV. Fotografo: C. Silvy – Baywater.

Arc. 1425: Augusta d’Assia-Kassel (Offenbach am Main, 25 luglio 1797 – St. James’s, 6 aprile 1889). La principessa Augusta d’Assia-Kassel, terza figlia del principe Federico d’Assia e della moglie, principessa Carolina di Nassau-Usingen, nacque a Rupenheim Castel. Per via paterna era una bisnipote di Giorgio II di Gran Bretagna. Il fratello maggiore del padre, Guglielmo IX, era il langravio di Assia-Kassel. Nel 1803 il titolo dello zio venne elevato a quello di elettore di Assia, assumendo il nome di Guglielmo I, cosicché l’intero ramo Kassel della dinastia d’Assia guadagnò una tacca in più nella scala gerarchica della nobiltà. Il 7 maggio a Kassel, e poi, ancora una volta, il 1º giugno 1818 a Buckingham Palace, Augusta sposò il suo secondo cugino, il Duca di Cambridge, quando lei aveva ventuno anni e lui quarantatré. Il Duca e la Duchessa di Cambridge ebbero tre figli. Dal 1818 fino all’incoronazione della regina Vittoria, e la conseguente separazione della corona britannica da quella di Hannover nel 1837, la duchessa di Cambridge visse ad Hannover, dove il duca fungeva da viceré per conto del padre, Giorgio III, e dei fratelli, Giorgio IV e Guglielmo IV. Gli sposi tornarono in Gran Bretagna nel 1837, dove vissero a Cambridge Cottage, a Kew, e più tardi a St. James’s Palace. La duchessa sopravvisse al marito per trentanove anni, morendo all’età di novantuno anni. Fotografia CDV. Fotografo: Sarony – Scarborough. 

Onorificenze

Compagna dell'Ordine imperiale della Corona d'India (CI) - nastrino per uniforme ordinariaCompagna dell’Ordine imperiale della Corona d’India 
                  1º gennaio 1878

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