esercito pontificio

 

GUARDIE SVIZZERE

 

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Arc.1813: Comandante delle Guardie Svizzere in gran montura. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 1666: Tamburino delle Guardie Svizzere. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: Sconosciuto. 1870 ca.

 

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Arc. 1395: Soldato delle Guardie Svizzere. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: E. Verzaschi – Roma. 1870 ca.

 

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Arc. 2047: Soldato delle Guardie Svizzere con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: R. Falcetti – Roma. 1870 ca.

 

GUARDIE DEL SENATO – CAPOTORI

 

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Arc. 2140: Ufficiale delle Guardie del Senato o Capotori in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Danesi – Roma. 1865 ca.

 

GUARDIA NOBILE PONTIFICIA

 

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Arc. 2187: Carlo Felice Barberini Duca di Castelvecchio in montura di gala da Capitano Comandante delle Guardie Nobili Pontificie ( 1817 – 1880 ). Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: F.lli D’Alessandri – Roma. 1865 ca.

 

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Arc. 2618: Guardia Nobile Pontificia: Tromba in montura di gala. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 1153: Guardie Nobili Pontificie: Guardia in montura di gala. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 1153: Guardie Nobili Pontificie: Guardia in montura di gala. Fotografia CDV dipinta a mano. Al retro ” Conte Salimeni “. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 2390: Guardie Nobili Pontificie: Guardia in montura di gala. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: F.lli D’Alessandri – Roma. 1865 ca.

 

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Arc. 1780: Guardie Nobili Pontificie: Guardia in montura di gala. Fotografia CDV. Al retro ” Pandolfi Guardia Nobile del Papa, Ariccia agosto 1866 “. Fotografo: Sconosciuto.

 

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Arc. 1835: Guardie Nobili Pontificie: Guardia in montura di gala. Fotografia formato gabinetto 10,2 x 16,5. Fotografo: Sconosciuto. 1875 ca.

 

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Arc. 1875: Guardie Nobili Pontificie: Guardia in montura di gala con mantella. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: G. Agostini – Roma. 1865 ca.

 

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Arc. 2617: Guardie Nobili Pontificie: Guardia in montura giornaliera. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 1154: Guardie Nobili Pontificie: Guardia in montura giornaliera. Fotografia CDV dipinta a mano. Al retro ” Conte Leoncini “. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

GUARDIA PALATINA

 

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Arc. 2830: Guardia Palatina: Sergente in gran montura. Fotografia formato 11,5 x 15,2. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

 

ESERCITO PONTIFICIO

 

 

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Arc. 406: Christophe Louis Léon Juchault de Lamoricière o de la Moricière (Nantes 5 settembre 1806 – Prouzel, 11 settembre 1865) generale e politico francese che servì anche nell’esercito pontificio, combattendo contro gli italiani nella battaglia di Castelfidardo e fondando gli Zuavi Pontifici. Discendente da un’antica famiglia bretone fedele ai vecchi ricordi e alle antiche virtù, compì gli studi nella sua città natale; fu ammesso al Politecnico; entrò nella scuola militare di Metz, da cui uscì come luogotenente in seconda nel Reggimento del Genio il 31 gennaio 1829. Nel 1830 fu nominato capitano degli Zuavi e nello stesso anno partecipò alla spedizione d’Algeria. Fu nominato colonnello degli zuavi nel 1837 e nel 1843 generale di divisione. A partire dal 1846 fu protagonista di una rapida ascesa politica che lo portò a diventare Ministro della guerra e vicepresidente dell’Assemblea legislativa nel 1848. Nel luglio 1849 compì una missione in qualità di ambasciatore straordinario presso lo zar di Russia. Fu arrestato il 2 dicembre 1851 in quanto oppositore del colpo di Stato di Luigi Napoleone Bonaparte. Costretto all’esilio, vi rimase per 5 anni, prevalentemente in Belgio. Nel 1860 si mise a disposizione dell’esercito pontificio con l’obiettivo di respingere l’invasione delle Marche e dell’Umbria da parte dell’esercito sabaudo, ma fu sconfitto nella famosa battaglia di Castelfidardo. Su richiesta di monsignor de Mérode organizzò comunque il corpo degli Zuavi Pontifici. La Moricière rientrò quindi in Francia per finire i suoi giorni nel suo castello di Prouzel.Per ringraziarlo dei suoi servizi, papa Pio IX fece erigere per lui un cenotafio nella cattedrale di Nantes, inaugurato nel 1879, mentre la città di Costantina gli dedicò un monumento inaugurato nel 1909, ma che sarà portato in Francia alla fine della guerra d’Algeria e posto a Saint Philibert de Grand Liue, la città di origine della sua famiglia. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

 

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Arc. 1075: Generale Christophe Louis Léon Juchault de Lamoricière o de la Moricière (Nantes 5 settembre 1806 – Prouzel, 11 settembre 1865). Fotografia CDV da incisione. Fotografo: E. Desmaisons – Paris. 1860 ca.

 

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Arc. 2617: Hermann Kanzler (Weingarten, 28 marzo 1822 – Roma, 6 gennaio 1888) è stato un generale tedesco, noto per essere stato il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate dello Stato Pontificio al tempo della presa di Roma del 1870. Dal 1865 era Ministro delle Armi e Comandante supremo delle Forze Pontificie.Kanzler nacque in una cittadina nei pressi di Karlsrhue da Max Anton, un impiegato dell’amministrazione fiscale del Granducato di Baden. Più tardi la famiglia si trasferì a Bruchsal, dove il ragazzo trascorse la sua giovinezza. Cominciò il suo servizio come tenente nel corpo dei Dragoni a Karlsruhe, dopodiché, vista la sua marcata militanza cattolica, entrò nelle file dell’esercito pontificio. Nel dicembre 1843 rassegnò definitivamente le sue dimissioni dall’esercito granducale. Kanzler entrò nell’esercito del Papa nel 1845 col grado di capitano; combatté nel 1848 contro l’impero austriaco nel corso della I guerra d’indipendenza e nel 1859 fu nominato colonnello del primo reggimento dell’esercito pontificio; in seguito, l’anno successivo, fu promosso generale dall’allora comandante in capo Lamoricière, in riconoscimento delle sue audaci azioni a Pesaro ed Ancona contro l’esercito piemontese nel corso della II guerra d’indipendenza. Nell’ottobre 1865 divenne comandante supremo delle forze armate pontificie e proministro delle armi. Il 3 novembre 1867 comandò l’esercito papale a Mentana e sovrintese alla difesa di Roma nel settembre 1870. Dopo la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale del Papa, Kanzler continuò ad essere nominalmente proministro fino al 1888 e rimase ad esercitare le sue funzioni di comandante in capo delle truppe e le armi papali, anche se solo simbolicamente. Al generale fu conferito anche il titolo nobiliare di barone von Kanzler. Sposò una donna dell’antica famiglia comitale romana dei Vannutelli, che di lì a poco avrebbe dato alla Chiesa due cardinali. Fu a lungo nel consiglio del Campo Santo Teutonico e fu amico del direttore dell’ente, Anton de Waal. Il figlio di Kanzler, il barone Rudolf von Kanzler (nato il 7 maggio 1864) fu l’archeologo capo della Santa Sede e, fin dal 1896, fu membro della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra; considerato il “più abile conoscitore della topografia di “Roma antica”, ebbe una parte di primo piano negli scavi effettuati sotto la Basilica di San Pietro e nelle catacombe. Hermann Kanzler oggi riposa nella cappella Kanzler, presso la Rupe Caracciolo del Cimitero del Verano di Roma. La tomba che, a causa dell’estinzione della famiglia, si trovava in condizioni di totale abbandono è stata fatta ripulire, in collaborazione con il Direttore dei Cimiteri capitolini, dal “Comitato Subiaco 1867” in occasione del 150º anniversario della Battaglia di Mentana, sua principale vittoria. Il gen. Kanzler è sepolto insieme alla moglie Laura dei conti Vannutelli, al figlio Rodolfo, archeologo e musicista, con la moglie Giulia dei marchesi Vitelleschi, ed al nipote Angelo, morto nel 1916 combattendo nella prima guerra mondiale nell’esercito italiano. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 760: Generale Hermann Kanzler (Weingarten, 28 marzo 1822 – Roma, 6 gennaio 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 550: Georges de la Vallée de Rarecourt marchese de Pimodan (Echenay, 29 gennaio 1822 – Castelfidardo, 18 settembre 1860) è stato un militare e legittimista francese a servizio dell’Impero austriaco e dello Stato Pontificio.Nato da Camille de Pimodan e da Claire Fauveau de Frénilly, compie i suoi studi al collegio dei gesuiti di Friburgo. Viene ammesso a Saint Cyr dove però, nel 1840, rifiuta di servire Luigi Filippo di Francia decidendo, nel 1847, di entrare nella Cavalleria leggera austriaca, dove diverrà sotto-tenente. A Verona dove viene inviato, viene nominato capitano e aiutante di campo del generale Josef Radetzky. Sotto gli ordini del generale Jelačić, poi, combatte la rivolta ungherese di Kossuth. Fatto prigioniero a Peterwardin, viene condannato a morte. Il 23 agosto 1849, però, con la disfatta dell’armata ungherese di Arthur Georgey riesce a salvarsi. Viene nominato colonnello ma lascia l’esercito per rientrare in Francia e sposarsi con Emma de Couronnel, figlia di un gentiluomo di Carlo X. Nell’aprile del 1860 entra nell’Esercito Pontificio per difendere lo Stato Pontificio. Raggiunge i gradi di capo-maggiore e il 3 agosto diventa generale. Partecipa alla Battaglia di Castelfidardo dove muore eroicamente gridando agonizzante ai suoi soldati Dio è con noi.Fu sepolto nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma, come lui un tempo confessò di desiderare, nel caso di una sua possibile morte. Il funerale fu celebrato la mattina del 3 ottobre nella Basilica di Santa Maria in Trastevere e il pomeriggio fu sepolto nella Chiesa di San Luigi dei Francesi. Così Roncalli descrive la funzione: “Il trasporto fu veramente dignitoso, commovente e straordinario. La bara era portata a vicenda da cannonieri e zuavi. Vi prese parte lo Stato Maggiore pontificio e francese, molta truppa di linea, cavalleria e due concerti musicali. Sulla coltre vi era il cappello, le spalline, la spada e la ghirlanda di alloro donata dal generale piemontese per onorare la memoria di tanto prode soldato. Il tutto procedette nella massima tranquillità ed ordine. Seguivano il feretro varie centinaja di devoti alla causa della S. Sede.” Pio IX, inoltre, concederà ai discendenti di de Pimodan il titolo di duchi. Fotografia CDV da incisione. Fotografo: E. Desmaisons – Paris. 1860 ca.

 

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Arc. 2571: Carlo Zucchi (Reggio nell’Emilia, 10 marzo 1777 – Reggio nell’Emilia, 19 dicembre 1863). Soldato di Napoleone (che per i suoi meriti gli conferì il titolo di barone dell’Impero) dal 1796, veterano della invasione degli Stati Pontifici, di Corfù, di Novi Ligure (terribile battaglia che, a suo dire, «costò ventisette mila vite») e la traversata del San Bernardo, del Tirolo, di Dalmazia, del Sacile e del Piave, del Tarvisio, di Raab, di Presburgo, di nuovo del Tirolo, di Wiener Neustadt, di Lützen e Bautzen e Lipsia. Capitano aiutante maggiore nel 1800, capo battaglione nel 1805, tenente colonnello nel 1807, legion d’onore e poi generale di brigata nel 1809, governatore militare a Verona, Cremona, Padova, Ispettore Generale di tutta la fanteria del Regno nel 1811 e 1812, governatore della fortezza di Mantova e comandante l’ala destra dell’esercito del Beauharnais alla battaglia del Mincio, la grande battaglia con la quale l’esercito italiano negò agli Imperiali del feldmaresciallo Bellegarde la Lombardia. Il 3 febbraio 1831 il duca di Modena, Francesco IV, fece arrestare il patriota Ciro Menotti; a Modena scoppiava l’insurrezione, mentre a Reggio Emilia si organizzava un corpo di truppe al comando del generale Carlo Zucchi, che assumeva la guida del governo provvisorio il 7 marzo. Gli 800 volontari del generale Zucchi (tra i quali si distinse Manfredo Fanti) impegnarono duramente gli austriaci: memorabile fu la battaglia delle Celle combattimento di retroguardia a Rimini (25 marzo). Essi ripiegarono poi indisturbati, insieme ai circa 6.000 uomini mobilitati nei territori ribelli, sulla fortezza di Ancona, ove la rivoluzione si spense alcuni giorni più tardi. Ad Ancona, infatti, il 28 marzo Zucchi fu costretto ad imbarcarsi per la Francia, insieme ad un centinaio di altri rivoluzionari, tentando di mettersi in salvo; ma il brigantino Isotta sul quale viaggiava venne catturato dall’allora capitano di vascello della marina austriaca Francesco Bandiera, padre dei due famosi fratelli Attilio ed Emilio, e tutti i rivoluzionari furono arrestati. Il 4 giugno 1832 una commissione militare austriaca condannò Zucchi alla pena di morte, poi commutata in venti anni di carcere duro in fortezza a seguito dell’intervento della corte francese. I fatti del 1848 lo trovano ancora prigioniero nella fortezza di Palmanova, della quale assume il comando e dalla quale respinge l’assedio imperiale con circa 1.440 combattenti tra regolari e volontari.  Nell’ottobre-novembre 1848 fu l’ultimo ministro delle Armi di Pio IX da sovrano costituzionale. Trascorse gli ultimi anni di vita nella sua città natale, impegnato a scrivere le sue memorie. Massone, fu membro attivo della Loggia “Reale Augusta” di Milano, del Grande Oriente di Francia, poi passata nel 1806 al Grande Oriente d’Italia. Fotografia CDV. Fotografo: Montabone – Torino. 1860 ca.

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Ufficiale della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale della Legion d’onore
Cavaliere dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Corona Ferrea
Medaglia di Sant'Elena - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia di Sant’Elena

 

 

FANTERIA DI LINEA

 

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Arc. 2618: Fanteria di Linea: Sergente in gran montura. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: M. Petagna – Roma. 1865 ca.

 

LEGIONE ROMANA

 

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Arc. 2619: Legione Romana: Tromba Maggiore in gran montura. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: Sconosciuto. 1866 ca.

 

ARTIGLIERIA

 

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Arc. 2619: Artiglieria: Maresciallo Capo di una batteria a cavallo in gran montura. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 2195: Artiglieria: Sottufficiale in montura di via con mantella. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: E. Behles – Roma. 1865 ca.

 

GENIO

 

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Arc. 2730: Genio: Milite in montura di via. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

ZUAVI PONTIFICI

 

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Arc. 1791: Athanase-Charles-Marie de Charette de la Contrie ( Nantes, 3 settembre 1832 – Saint-Père, Ille-et- Vilaine, 9 ottobre 1911 ) è stato un militare francese, tenente colonnello comandante degli Zuavi Pontifici, poi comandante della legione dei Volontari dell’Ovest nella guerra franco-prussiana del 1870. Athanase-Charles-Marie de Charette de la Contrie nacque da una famiglia nobile di forti sentimenti religiosi, che poteva contare fra i suoi antenati l’eroe vandeano François-Athanase Charette de La Contrie. Verso la metà degli anni ’40 entrò all’Accademia militare di Torino, ma nel 1848 lasciò il Piemonte, non volendo servire nel suo esercito poiché in disaccordo con la politica liberale ed anticlericale che aveva intrapreso il paese. Passò allora a servire, nel 1852, il Duca di Modena, come sottotenente di un reggimento austriaco di stanza nel Ducato, ma in seguito decise di lasciare l’incarico per lo stesso motivo: non voleva servire uno stato tradendo i suoi principi e valori. Legittimista quanto il suo antenato François de Charette, quando i suoi due fratelli chiesero di servire Francesco II per difendere il Regno delle Due Sicilie, decise di mettersi al servizio di Pio IX. Si arruolò quindi, nel maggio 1860, tra i franco-belgi (poi noti come Zuavi Pontifici) e nella Battaglia di Castelfidardo mostrò la sua abilità nel combattere e il suo coraggio, venendo ferito. I successivi dieci anni li passò servendo fedelmente Pio IX, dal quale venne nominato tenente colonnello e messo al comando degli Zuavi Pontifici; come tale difese lo Stato Pontificio nel 1867 a Mentana contro Garibaldi e nel 1870 contro l’esercito di Vittorio Emanuele II. Quando però Roma cadde Charette decise di servire la Francia, nella guerra franco-prussiana, con la stessa divisa da zuavo pontificio: l’Esercito francese accettò la proposta e gli fece fondare la “Legione dei Volontari dell’Ovest”. Il loro vessillo portava le parole: “Coer de Jesus, sauvez la France!” (“Cuore di Gesù, salvate la Francia!”). Continuando a essere monarchico, non accettò l’elezione a deputato. Morì il 9 ottobre 1911 a Basse-Motte (Ille-et-Vilaine). Fotografia CDV. Fotografo: F.lli D’Alessandri – Roma. 1865 ca.

 

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Arc. 2760: Athanase-Charles-Marie de Charette de la Contrie in uniforme da Tenente Colonnello Comandante degli Zuavi Pontifici. Fotografia CDV dipinta a mano. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 182: Conte Louis de Becdeliévre in piccola montura da Tenente Colonnello comandante degli Zuavi ( Puy 17 febbraio 1826 – Bigny par Feurs 27 febbraio 1871 ). Nato a Puy, Haute-Loire, Francia il 17 febbraio 1826, entra il 7 dicembre 1848 nella Scuola Militare di Saint Cyr, dalla quale esce col grado di Sottotenente nel 1850 destinato al 32° Reggimento di Linea, allora in Italia. Trasferito al 4° Reggimento Cacciatori a piedi, prende parte alla guerra di Crimea distinguendosi nelle giornate dell’Alma e d’Inkermann ed alla presa di Sebastopoli, dove viene fatto prigioniero. Al ritorno dalla prigionia viene nominato capitano per meriti di guerra e decorato della Legione d’Onore. Dimissionario dall’esercito francese col grado di capitano il 19 settembre 1858, entra al servizio della Santa Sede come Maggiore comandante dei Tiragliatori Franco-Belgi il 1° giugno 1860. Il 18 settembre 1860 a Castelfidardo riesce, grazie all’eroismo dimostrato dai suoi soldati nell’impari lotta, a far arretrare per qualche ora il corpo d’armata piemontese che lo fronteggiava. Per il suo indomito comportamento é promosso Tenente Colonnello il 6 ottobre 1860; il 1° gennaio dell’anno seguente col medesimo grado entra a far parte degli Zuavi pontifici; il 25 gennaio successivo a Ponte Corese, al comando degli Zuavi, sventa un colpo di mano piemontese che tendeva ad uno sconfinamento in territorio pontificio. Lascia il servizio attivo il 23 marzo 1861. Muore nel castello di Bigny par Feurs, Loire, il 27 febbraio 1871. Era decorato dell’Ordine della Legione d’Onore, della medaglia di Crimea, dell’Ordine di Pio IX, della medaglia Pro Petri Sede in oro. Fotografia CDV. Fotografo: Furne Fils & H. Tournier – Paris. 1861 ca.

 

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Arc. 2397: Zuavi Pontifici: Nicolas Furey, Sottotenente in montura ordinaria. Nasce a Limerich, Irlanda. Nel maggio 1860 si reca a Roma per arruolarsi nei Crociati di San Pietro compagnia di volontari cattolici agli ordini del conte Henri de Cathelinau. Il 1° settembre 1860 si trasferisce nella nuova formazione dei Tiragliatori Franco-Belgi, comandata dal Maggiore de Becdelievre; partecipa alla battaglia di Castelfidardo dove viene gravemente ferito da una palla che gli fracassa l’arto sinistro in prossimità del ginocchio; ricoverato all’ospedale di Osimo viene amputato dal Dr. Heer. E’ nominato sottotenenteil 5 aprile 1861, si dimette il 6 luglio successivo. Era decorato della medaglia Pro Petri Sede e della croce dell’Ordine Piano. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli D’Alessandri – Roma. 1861 ca.

 

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Arc. 2390: Zuavi Pontifici: Milite in montura ordinaria. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli D’Alessandri – Roma. ” Al retro ” A. Mifson mort à Rome “. 1860 ca.

 

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Arc. 879: Zuavi Pontifici: Milite in piccola montura con Fez. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1870 ca.

 

GENDARMERIA PONTIFICIA

 

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Arc. 1801: Gendarmeria Pontificia: Gendarme in montura di gala. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 2066: Esercito Pontificio: quartier generale del campo alle manovre ai campi di Annibale presso di Rocca di Papa. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1868.

 

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Arc. 1651: Esercito Pontificio: Benedizione delle truppe in piazza San Pietro. Fotografia stereoscopica. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

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Arc. 2480: Corpo di spedizione francese a Roma: Militi di fanteria in piccola montura in libera uscita davanti al Tempio di Vesta. Fotografia stereoscopica. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

 

 

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