Regia Marina ufficiali 1859 – 1871

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Arc. 2600: Regia Marina: Serra conte Francesco in gran montura invernale da Contrammiraglio (Genova, 13 aprile 1801 – Firenze, 21 novembre 1877). Figlio di Antonio e Giovanna Serra, intraprese la carriera militare nella marina sarda come volontario dal 15 settembre 1815, prestando servizio per quasi un anno. Divenuto allievo di I classe della Regia Scuola di Marina di Genova dal 14 settembre 1816, venne nominato Guardiamarina di I classe il 20 gennaio 1819. Nel 1825 prese parte alla spedizione a Tripoli, partecipando all’attacco notturno del 28-29 luglio 1826 tra Ondro e Capo d’Oro e facendo parte degli equipaggi della galera “Liguria” e delle fregate “Commercio”, “Maria Teresa”, “Cristina”, “Tritone” nonché del brik “Zeffiro” e delle fregate “Euridice” e “Des Geneys”. Nominato Capitano di vascello (22 agosto 1837), dal 1840 divenne Comandante del primo reggimento equipaggi. Contrammiraglio dal 1848, il 29 maggio dell’anno successivo venne nominato Intendente generale di marina e poi Segretario generale del Ministero di Marina dal 1º dicembre 1853. Successivamente divenne Ispettore della marina mercantile e dei porti, Presidente dei Consigli consultivi per la marina mercantile e di ammiragliato mercantile, Membro del Consiglio permanente della marina militare, Presidente della cassa di risparmio e beneficenza per la marina mercantile. Nel 1856 divenne Comandante generale dello Stato Maggiore del corpo della Marina. L’ 11 giugno 1859, dopo la nomina a Vice-ammiraglio, divenne Comandante Generale della Regia Marina Sarda dal 7 ottobre 1859. Dal 7 aprile 1861 fu Vicepresidente del Consiglio d’ammiragliato e venne nominato Senatore del Regno. Dal 28 marzo 1867 fu Presidente del Consiglio superiore di marina, preoccupandosi nello specifico di fondare la vera e propria marina italiana unendo le tre marine sarda, napoletana e siciliana. Il 25 ottobre 1871 venne collocato a riposo, per anzianità di servizio, col titolo di Ammiraglio e, in campo sociale, divenne Presidente del Comizio agrario di Cagliari. Si spense a Firenze nel 1877. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Bernieri – Torino.

Onorificenze italiane

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi   Maurizio e Lazzaro
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
  Campagna di Crimea 18 giugno 1856
Medaglia Mauriziana al Merito di 10 lustri di Carriera Militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia Mauriziana al Merito di 10 lustri di Carriera Militare
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia

Onorificenze straniere

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
Cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno (Stato della Chiesa) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno (Stato della Chiesa)
Cavaliere di V classe dell'Ordine di San Stanislao (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di V classe dell’Ordine di San Stanislao (Impero russo)

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Arc. 2433: Regia Marina: Serra conte Francesco in gran montura invernale da Contrammiraglio (Genova, 13 aprile 1801 – Firenze, 21 novembre 1877). Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Bernieri – Torino.

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Arc. 2431: Regia Marina: Serra conte Francesco in gran montura invernale da Contrammiraglio (Genova, 13 aprile 1801 – Firenze, 21 novembre 1877). Fotografia CDV. Fotografo: Montabone – Firenze. Al retro “Nonno Conte Francesco Serra Ammiraglio Regia Marina, Senatore del Regno”.

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Arc. 782: Eugenio Emanuele di Savoia-Villafranca-Soissons in gran montura da Ammiraglio (Parigi, 14 aprile1816 – Torino, 15 dicembre1888). Figlio di Giuseppe Maria e di Pauline de Quelen de Vauguyon, era cugino di Carlo Alberto di Savoia, il quale a posteriori rese legittime le nozze morganatiche dei suoi genitori. Dopo essere stato allievo nella Regia Scuola Militare di Marina di Genova incominciò la proprio carriera nella neonata marina sabauda divenendo, dopo alcuni anni di crociere, nel luglio 1834 luogotenente di vascello, il 17 maggio 1834 passò nell’Esercito come capitano nel Reggimento «Novara Cavalleria». Con gli anni scalò i gradi di ambedue le armi: colonnello nel 1836 a capo del Reggimento «Piemonte Reale Cavalleria», capitano di vascello l’anno successivo, maggiore generale di cavalleria nel 1841 e contrammiraglio nel 1842. Nel 1844 divenne luogotenente generale e comandante generale della Marina sarda, a capo della quale rimase fino al 1851, congedandosi con il grado onorario di ammiraglio. Fu insignito del titolo di principe di Savoia-Carignano con decreto reale del 22 aprile 1834. Nel febbraio 1842 su mediazione dell’ambasciatore sardo a Vienna, Vittorio Balbo Bertone conte di Sambuy, per interessamento del principe di Metternich, il principe Eugenio, con l’assenso del re Carlo Alberto, tratta con emissari dell’Impero del Brasile, il matrimonio con la principessa ereditaria Gennara di Braganza; impossibilitati a trovare un accordo per divergenze su alcune clausole prematrimoniali il tentativo non va a buon fine. Il mancato matrimonio vedrà il forte disappunto del principe di Metternich, che temeva, da politico, che eventuali nozze della principessa con altri pretendenti potesse generare un’alleanza con qualche principe germanico o con qualche figlio dell’Infante Don Francisco da Paola di Spagna, a tutto discapito dell’Austria. Nel 1843 stringe un forte legame sentimentale con Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, sorella maggiore di Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena; nel settembre dello stesso anno re Carlo Alberto, approvando la scelta, chiede ufficialmente la mano della ragazza all’Imperatore d’Austria. Il principe Eugenio in vista delle nozze incomincia a predisporre le dimore, ottenendo in appannaggio Palazzo Carignano e la villa di campagna Vigna della Regina; su quest’ultima residenza, in pessime condizioni, che obbligherebbero a un dispendioso restauro, incomincia una trattativa con re Carlo Alberto, per avere in cambio la villa di Stupinigi. A inizio dicembre il conte di Sambuy consegna al principe Cancelliere d’Austria il progetto di contratto di matrimonio; le condizioni di salute della principessa Maria Carolina si fanno tuttavia sempre più serie e a gennaio del 1844 muore. La perdita della futura sposa getta nel più totale sconforto il principe Eugenio, che da allora non vorrà più unirsi con nessun’altra principessa, rifiutando ogni proposta che gli sarà fatta anche di fronte al giustificato motivo di risolvere un qualche problema politico. Per i suoi stretti legami con la Casa Reale fu il parente designato dai sovrani come luogotenente generale del regno quando questi proclamarono la guerra e andarono al fronte: nel marzo 1848 alla proclamazione della prima guerra di indipendenza con Carlo Alberto, nel 1849, nel 1859 e nel 1866, con Vittorio Emanuele II di Savoia. Ebbe uguale compito nel 1860 e 1861 durante la transizione dell’ex Granducato di Toscana e del Regno delle Due Sicilie verso il neo-costituito Regno d’Italia. Prese parte all’assedio di Gaeta contro Francesco II delle Due Sicilie, dove si meritò la medaglia d’oro al valore militare con regio decreto 13 aprile 1861 “per essersi distinto quale luogotenente generale di S. M. il Re nelle province meridionali, Gaeta 1861.” Fu il primo presidente del Consorzio nazionale per l’ammortamento del debito pubblico, costituito nel 1866.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine militare di Savoia
   26 ottobre 1871
Medaglia d'Oro al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Oro al Valor Militare
«Per essersi distinto quale luogotenente generale di S.M. il Re nelle province meridionali, Gaeta 1861.»
13 aprile 1861
Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (Spagna)
   «durante il breve regno spagnolo di Amedeo I, già Duca d’Aosta»

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Arc. 795: Regia Marina: Ammiraglio Pellion di Persano conte Carlo (Vercelli 11 marzo 1806 – Torino 28 luglio 1883). Figlio del conte Luigi Amedeo Pellion di Persano e di Maria Cristina dei conti de Rege di Gifflenga; rimasto orfano entrò giovanissimo nella marina sarda. Dopo aver frequentato la scuola di Marina a Genova, ebbe il suo primo imbarco come guardiamarina nel 1822 sulla fregata Cristina. Nel 1825, agli ordini del comandante Francesco Sivori, partecipò ad una incursione nel porto di Tripoli per risolvere una disputa fra il re e il Bey. Promosso tenente di vascello, fu inviato a Londra per sorvegliare la costruzione della fregata Ichnusa della Marina sarda. Promosso capitano di corvetta nel 1841, gli fu assegnato il comando del brigantino Eridano da 450 tonnellate e 12 cannoni, con il quale svolse la prima campagna di circumnavigazione del mondo della Marina sarda (settembre 1842-settembre 1845); con questa nave partecipò alla campagna navale contro l’Austria della Prima guerra d’indipendenza. Nel 1850 Persano ebbe l’incarico di dirigere la scuola di Marina di Genova a cui seguì, nel 1851, il comando della più moderna nave sarda, la pirocorvetta a ruote Governolo comando che tenne fino al 1853. Al termine della breve campagna del 1859, venne promosso contrammiraglio e, successivamente, con grande soddisfazione di Massimo d’Azeglio e del presidente del Consiglio Cavour, Persano ebbe il comando della squadra sarda durante la campagna del 1860. Al comando di una squadra di sei fregate, Persano alzò per la prima volta la sua insegna di ammiraglio sulla Maria Adelaide e, obbedendo agli ordini del suo governo, accompagnò e favorì la spedizione dei Mille di Garibaldi. Fondamentale si rivelò il suo intervento a Napoli dove riuscì a convincere una buona parte degli ufficiali della Marina borbonica a defezionare e a giurare fedeltà a re Vittorio Emanuele. Il 1º aprile 1861 Persano lasciò il comando della squadra e dopo aver ricoperto altri incarichi si dedicò all’attività politica. Nell’arco di poco tempo intanto vennero a mancare Cavour e d’Azeglio che erano stati grandi estimatori dell’ammiraglio. Deputato nelle legislature VII e VIII per il collegio della Spezia, Persano che aveva già partecipato ad alcuni dibattiti su questioni navali alla Camera, nel febbraio del 1862 divenne Ministro della Marina nel primo Governo Rattazzi carica che ricoprì per circa nove mesi; fu in seguito nominato senatore l’8 ottobre 1865.  Scoppiata la guerra del 1866 ebbe il comando in capo della flotta nell’Adriatico. Battuto a Lissa, fu sottoposto a giudizio davanti al Senato costituito in alta corte di giustizia e venne proclamata la sua colpevole inettitudine, tanto che fu privato del grado e delle decorazioni e radiato dalla Regia Marina. Poiché all’epoca la degradazione comportava anche la perdita della pensione, visse gli ultimi anni di vita in povertà alleviata solo da un sussidio che il re Vittorio Emanuele II gli assegnò a titolo personale e in forma riservata. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Alinari – Firenze.

Onorificenze italiane

Cavaliere di Gran Croce decorato del Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato del Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia (revocata) - nastrino per uniforme ordinaria    Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia (revocata)
   3 ottobre 1860
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’Argento al Valor Militare
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Immacolata Concezione di Vila Viçosa (Portogallo)
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
Cavaliere di IV Classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di IV Classe dell’Ordine di Sant’Anna (Impero di Russia)
Medaille Commémorative de la Campagne d'Italie de 1859 (Impero francese) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaille Commémorative de la Campagne d’Italie de 1859 (Impero francese)

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Arc. 2264: Regia Marina: Ammiraglio Pellion di Persano conte Carlo (Vercelli 11 marzo 1806 – Torino 28 luglio 1883). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1922: Regia Marina: D’Aste Ricci marchese Alessandro in gran montura da Viceammiraglio (Albenga 1841 – Genova 1881). Si avviò alla carriera della marina militare; partecipò alla campagna del 1848-49; passò quindi, nel 1853, col grado di capitano di vascello, a comandare la Regia Scuola di Marina. Nella campagna del 1860, al comando della nave Governolo, meritò la medaglia d’oro al valor militare “per essersi distinto nel fatto d’armi e dedizione di Ancona” (settembre 1860). Per primo, infatti, al comando della Governolo ed a fianco della Costituzione, attaccò i forti di Ancona, sostenendone con mirabile sangue freddo e audacia il fuoco, che combatté con molta bravura. con la Vittorio Emanuele, quindi, e la Carlo Alberto, sopravvenente in aiuto, contribuì alla capitolazione della piazza, smantellandone le opere di fortificazione. Successivamente prese parte alle operazioni contro Gaeta, guadagnandosi l’Ordine militare di Savoia. Raggiunse il grado di Contrammiraglio nel 1861; fu membro del Consiglio dell’Ammiragliato fino al 1865 e venne eletto deputato del collegio di Albenga per sei legislature (VII – XII). Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Alinari – Firenze.

Onorificenze

Medaglia d'oro al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’oro al Valor Militare
  Ancona 1860
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
  Gaeta 1860
Ufficiale della Legion d'onore della Repubblica Francese - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale della Legion d’onore della Repubblica Francese

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Arc. 2255: Regia Marina: Provana Del Sabbione Pompeo in gran montura da Vice ammiraglio (Torino, 10 aprile 1816 – Torino, 1º gennaio 1884). Il 1° settembre 1828 divenne allievo della Regia scuola di Marina di Genova e, terminato il periodo di addestramento con le previste crociere di istruzione, il 13 marzo 1833 fu nominato guardiamarina di seconda classe del corpo dello stato maggiore generale. Dopo vari imbarchi e promozioni, da luogotenente di vascello di seconda classe prese parte alla prima guerra di indipendenza, del 1848-49, e da capitano di fregata al comando della corvetta di secondo rango a ruote Malfatano alla guerra di Crimea nel 1855-56, durante la quale rimorchiò da Genova a quella lontana penisola il brigantino Azzardoso carico di truppe e di viveri per il corpo di spedizione piemontese. Nella primavera del 1859, come comandante della pirofregata di secondo rango a ruote Governolo, fece la spola più volte fra Genova e Tolone per concorrere al trasporto dei reparti francesi che avrebbero combattuto durante la seconda guerra di indipendenza. Il 19 giugno di quello stesso anno entrò a far parte della Divisione navale posta agli ordini del capitano di vascello Edoardo Tholosano di Valgrisanche che operava in Adriatico contro la flotta asburgica.  Il 16 ottobre 1859 fu promosso capitano di vascello di seconda classe ed ebbe il comando della grande fregata di primo rango a vela S. Michele, con la quale nel settembre del 1860 prese parte all’assedio di Ancona guadagnandosi la croce di ufficiale dell’Ordine militare di Savoia. Sbarcato dalla S. Michele, Provana del Sabbione divenne comandante della moderna pirofregata di primo rango a elica Vittorio Emanuele e si mise in luce fra il novembre del 1860 e il febbraio del 1861 durante le operazioni nelle acque di Gaeta ottenendo la medaglia d’argento al valor militare. Dopo la resa di tale piazzaforte borbonica, nel marzo successivo egli partecipò all’assedio e al cannoneggiamento finale della cittadella di Messina che portò alla resa dell’intera guarnigione. Il 1° aprile 1861, a soli quarantacinque anni d’età, ebbe la promozione a contrammiraglio e nel 1863 comandò, alzando la sua insegna sulla fregata di primo rango a elica Maria Adelaide, la neoricostituita squadra di evoluzione al cui addestramento, nei limiti imposti da una severa economia, dedicò ogni suo sforzo, specialmente per quello che riguardava la fanteria di Marina imbarcata sulle navi e il personale addetto alle macchine a vapore. Durante il periodo in cui fu responsabile di questa importante formazione navale, egli ebbe modo di effettuare una campagna nel Mediterraneo occidentale, successivamente un viaggio in Portogallo e infine presenziò a Napoli alla prima rivista navale organizzata dopo la proclamazione della nascita del Regno d’Italia. Il 16 febbraio 1864 Provana del Sabbione, su sua richiesta, fu collocato in disponibilità, ma fu richiamato in servizio il 1° aprile 1865 e destinato ad Ancona. Dopo la sconfitta subita dalla Marina italiana nella battaglia di Lissa del 20 luglio 1866 durante la terza guerra d’indipendenza, gli fu proposto di assumere il comando della flotta. Egli rifiutò tale offerta, sebbene si dichiarasse disposto a prendere parte al conflitto come semplice comandante di nave. L’insuccesso di Lissa ebbe gravi ripercussioni all’interno della Marina, che da quell’episodio in poi ebbe un periodo non facile. Per tentare di risollevarne le sorti il 10 novembre 1867 Provana del Sabbione, che nel frattempo era divenuto comandante del secondo Dipartimento marittimo di Napoli e membro della Società geografica italiana, fu nominato ministro della Marina, e il successivo 1° dicembre venne promosso viceammiraglio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze italiane

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria     Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria     Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria     Medaglia d’argento al valor militare
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (4 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria     Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre   d’Indipendenza (4 barrette)

Onorificenze straniere

Commendatore dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Medaglia inglese della Guerra di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia inglese della Guerra di Crimea

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Arc. 2601: Regia Marina: Provana Del Sabbione Pompeo in piccola montura da Viceammiraglio (Torino, 10 aprile 1816 – Torino, 1º gennaio 1884). Fotografia CDV. Fotografo: A. Bernoud – Napoli.

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Arc. 813: Regia Marina: Boyl di Putifigari Gioacchino in gran montura da Contrammiraglio (Cagliari, 4 settembre 1815 – Torino, 12 ottobre 1892). Nato a Cagliari il 4 sett. 1815 da Vittorio e Maddalena Vacca, nel 1831 entrò come allievo nella Marina militare del Regno di Sardegna. Al tempo della guerra di Crimea, ancor prima che si stipulasse la convenzione del 26 gennaio 1855 con cui il Regno di Sardegna aderiva al trattato di alleanza già concluso tra l’Inghilterra e la Francia contro la Russia, il Boyl, allora capitano di fregata, fu inviato in Francia con altri ufficiali per osservare e riferire sui preparativi per l’imbarco e sull’organizzazione dei servizi del corpo di spedizione francese. Durante le operazioni in Crimea il fu capo di Stato Maggiore della divisione navale. Divenne quindi, nel 1860, capitano di vascello e nell’aprile del 1861 contrammiraglio, con la carica di capo di Stato Maggiore del dipartimento marittimo meridionale. Nel 1861-62, quando il generale Menabrea fu ministro della Marina nel gabinetto Ricasoli, fu segretario generale dello stesso ministero, e in tale qualità si presentò candidato alla Camera nel collegio di Oristano, resosi vacante nel dicembre ’61 per le dimissioni del deputato Giuseppe Corrias. Fu battuto nel gennaio e nel marzo 1862 dal magistrato Giovanni Mura, ma le elezioni furono annullate; finalmente il Boyl fu eletto nelle votazioni del 13-20 luglio, convalidate dalla Camera. Ai lavori parlamentari partecipò poco: unitosi alla maggioranza moderata, non prese mai la parola e si recò a Torino solo per le votazioni più importanti; l’11 marzo 1865 votò contro l’abolizione della pena di morte. Con le dimissioni del ministero Ricasoli, riprese il suo posto nella Marina. Dopo Aspromonte fu presidente del tribunale incaricato di giudicare i comandanti Giraud e Avogadro, i quali non avevano impedito a Garibaldi il passaggio dello stretto di Messina. Nel gennaio 1863 fu nominato presidente della sezione del consiglio di ammiragliato mercantile sedente in Genova; fu inoltre comandante in prima del materiale nel dipartimento marittimo dell’Adriatico, poi aiutante generale del primo dipartimento marittimo e dal febbraio ’64 comandante in capo dello stesso dipartimento. Nelle elezioni generali del 1865 e del 1867 si presentò candidato nel collegio di Oristano, ma non fu eletto. Con r.d. del 18 novembre 1871 fu nominato senatore e la nomina fu convalidata dal Senato il 5 marzo 1872. Anche ai lavori del Senato partecipò poco; rare volte prese la parola in discussioni riguardanti la Marina. Morì a Torino il 12 ott. 1892. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Bernieri – Torino.

Onorificenze italiane

Grand'ufficiale dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria     Grand’ufficiale dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'indipendenza (4 berrette) - nastrino per uniforme ordinaria     Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’indipendenza  (4 berrette)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria     Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia

Onorificenze straniere

Ufficiale dell'ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria     Ufficiale dell’ordine della Legion d’onore (Francia)
Medaglia piemontese della guerra di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria     Medaglia piemontese della guerra di Crimea

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Arc. 2415: Regia Marina: Albini Giovanni Battista in piccola montura con spencer da Capitano di Vascello (La Maddalena, 20 settembre 1812 – Cassano Spinola, 14 agosto 1876). Figlio dell’Ammiraglio Giuseppe Albini entrò in servizio nella Regia Marina a 14 anni. Partecipò alla campagna dell’Adriatico del 1848 agli ordini del padre. Nel 1859, Capitano di Vascello e già in fama di ardito ed esperto uomo di mare, ebbe il comando della fregata “Vittorio Emanuele” e lo tenne sia durante la breve, per quanto infruttuosa, campagna dei Franco-Sardi in Adriatico, sia l’anno successivo, nelle operazioni contro Ancona. Nel Consiglio di Guerra del 28 settembre 1860, fu l’unico comandante che sostenne l’ardimentoso partito di attaccare i forti a specchio del mare. Quando l’attacco fu deciso, fu la “Vittorio Emanuele” che si portò il 3 ottobre animosamente a tiro di pistola dalla Lanterna e fece saltare in aria la polveriera cagionando così la resa della piazza. Per questa azione l’ Albini fu decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare. E poco dopo, sotto Gaeta, fu insignito dell’Ordine Militare di Savoia e promosso Contrammiraglio per merito di guerra. Quattro anni dopo l’Albini, già Vice Ammiraglio, comandava la squadra italiana che, insieme a una squadra francese, ebbe l’incarico di proteggere il Bey nei moti rivoluzionari di Tunisi. Nella campagna del 1866 venne destinato al comando delle navi di legno ma, o che fosse l’esitazione a misurarsi con navi di tal genere contro navi corazzate o che l’azione si fosse svolta con un eccezionale rapidità, l’Albini non trovò modo di esplicare la sua azione nella tragica giornata di Lissa. Qualcuno volle attribuire l’inazione di lui anche a mal volere verso Persano. Comunque, il giudizio sulla sua azione in quell’infausta battaglia fu concordemente severo e nel settembre 1867 fu collocato a riposo. E da allora, fino alla sua morte,  l’ Ammiraglio visse chiuso in un austero silenzio. Fotografia CDV. Fotografo: Marzocchini – Livorno.

Onorificenze italiane

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro al valor militare
   Ancona 3 ottobre 1860 – Fregata “Vittorio Emanuele”
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   Regia Nave “Beroldo”, marzo 1858
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (5 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza   (5 barrette)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia

Onorificenze straniere

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito)

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Arc. 2601: Regia Marina: Tholosano di Valgrisanche barone Edoardo in piccola montura da Vice Ammiraglio. (Fossano, 18 novembre 1808 – Torino, 22 aprile 1887). Entrato alla R. Scuola di marina nel 1820, partecipò nel 1825, col grado di guardiamarina di 2a classe, alla spedizione della marina sarda a Tripoli e, al comando di una delle tre lance della R.N. Commercio, tentò lo sbarco nel porto e la distruzione dei legni nemici. Nei successivi gradi ebbe numerose destinazioni a terra e a bordo, e col grado di capitano di fregata prese parte alla guerra del 1848-49, imbarcato sul brigantino Colombo e sulla fregata S. Michele. Da capitano di vascello, imbarcato sulla fregata Vittorio Emanuele, durante la guerra del 1859 ebbe il comando della divisione sarda, e, insieme con unità francesi, diresse in Adriatico per bloccare gli Austriaci. Ma mentre stava per iniziarsi l’azione contro Venezia, cessarono le ostilità e la divisione del Th. ritornò nel Tirreno. Nel 1861 divenne Vice Ammiraglio, nel 1864 fu nominato senatore e nel 1868 passò nella riserva. Fotografia CDV. Fotografo: A. Bernoud – Napoli.

Onorificenze italiane

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi   Maurizio e Lazzaro
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (2 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (2 barrette)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia

Onorificenze straniere

Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Legion d’onore (Francia)
Cavaliere di II classe dell'Ordine di Nichan Iftikar (Impero Ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di II classe dell’Ordine di Nichan Iftikar (Impero Ottomano)
Cavaliere di V classe dell'Ordine di San Stanislao (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di V classe dell’Ordine di San Stanislao (Impero russo)
Medaille Commémorative de la Campagne d'Italie de 1859 - nastrino per uniforme ordinaria   Medaille Commémorative de la Campagne d’Italie de 1859

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Arc. 2596. Regia Marina: Ammiraglio Giovanni Vacca (Napoli, 12 marzo 1810 – Napoli, 2 luglio 1879). Entrato in servizio nella Real Marina del Regno delle Due Sicilie nel 1828, divenne Contrammiraglio nel 1860. Partecipò alla spedizione di Tripoli nel 1828, a quella di Tunisi nel 1832, a quella di Sicilia nel 1849. Fu tra i primi ufficiali della marina napoletana ad aderire all’impresa garibaldina. Nella Guerra del 1866 comandò a Lissa la divisione delle navi non corazzate. Fu deputato di Altamura al Parlamento nella VIII legislatura. Fotografia CDV. Fotografo: Le Lieure – Torino.

Onorificenze

Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

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Arc. 2600: Regia Marina: Ricardi di Netro Vittorio Emanuele in gran montura da Contrammiraglio (Torino 19 aprile 1814 – Torino 30 luglio 1868). Fu ammesso alla Scuola di Marina di Genova nel 1826, conseguendo la nomina a Guardiamarina nel 1831. Percorse la normale carriera  dal 1856 al 1859 comandò la Scuola Militare di Marina in Genova. Membro del Consiglio di Marina nel 1859 e Capitano di Vascello di 1^ classe nel 1860, nella campagna del 1860-61 meritò la Medaglia d’Argento al Valor Militare e la Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Promosso Contrammiraglio nel 1861 fu Aiutante Generale di Marina e nel 1865 fu prescelto quale comandante della Divisione navale del Sud America. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
  1860
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
  1861

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Arc. 796: Regia Marina: Ricardi di Netro Vittorio Emanuele in gran montura da Contrammiraglio. Fotografia CDV. Fotografo: E. Di Chanaz – Torino.

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Arc. 2599: Regia Marina: Pucci Ferdinando in gran montura da Contrammiraglio (Palermo 2/1/1800 – Napoli 28/12/1877). Giovanissimo Guardiamarina aveva servito, nel marzo 1814 durante il blocco di Genova, su una cannoniera siciliana aggregata alla squadra  inglese dell’ammiraglio Freemantle. In tale occasione fu citato all’ordine del giorno per aver messo in fuga sulla spiaggia di Viareggio i francesi con la sua cannoniera e preso loro una bandiera. Nel 1848 era capitano di fregata e fece parte, come comandante della fregata a vela Isabella da quarantaquattro cannoni, della squadra napoletana al comando dell’ammiraglio de Cosa, inviata in soccorso di Venezia nell’aprile di quell’anno e poi ingloriosamente ritirata. Il Pucci partecipò in seguito, agli ordini del generale Filangeri, alle operazioni per la riconquista della Sicilia, ricoprendo come capitano di vascello il comando del Deposito della Marina di Palermo. Nel decennio 1850-60 comandò prima come capitano e poi come brigadiere di marina il Dipartimento marittimo di Castellammare. All’entrata di Garibaldi a Napoli aderì alla marina del governo dittatoriale e nell’ottobre 1860 fu nominato contrammiraglio. Con tale grado fu mandato poco dopo a comandare il I dipartimento marittimo di Genova. L’incarico era tuttavia molto gravoso per la gran mole di lavoro creata dai problemi dell’unificazione alla Regia Marina italiana, specialmente per chi, come lui era invecchiato nella tranquilla routine del servizio napoletano. Nel febbraio 1864 arrivò il momento del ritiro ma nell’aprile 1867 fu designato a far parte della Commissione per l’esame dello stato di servizio di tutti gli ufficiali dello Stato Maggiore della Marina. Era padre di Emanuele ed Enrico Pucci, ambedue ufficiali della Marina napoletana e poi italiana. Fotografia CDV. Fotografo: Hodcend & Degoix – Genova.

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Arc. 2732: Regia Marina: Di Negro marchese Orazio in montura festiva da Contrammiraglio (Genova, 9 febbraio 1810 – Genova, 2 novembre 1872). Nato a Genova il 10 febbraio 1809 dal marchese Lazzaro Francesco e da Teresa Giustiniani, entrò ad undici anni nella Regia Scuola di marina di Genova, dalla quale uscì con la qualifica di guardiamarina. Percorse rapidamente i gradi della carriera, divenendo sottotenente di vascello nel 1830, luogotenente di vascello di seconda classe nel 1835, di prima classe nel 1837, primo luogotenente di vascello nel 1839, capitano di vascello di seconda nel 1842. Il 12 dicembre 1846, durante una furiosa libecciata che spazzava il porto di Genova, il Di Negro compì un atto eroico (che gli fruttò una medaglia al valore) portando in salvo l’equipaggio del brigantino greco “Alessandro”. Nel 1848, scoppiato il conflitto tra il Piemonte e l’Austria, gli fu affidato il comando della pirocorvetta “Tripoli”, con la quale partecipò alla campagna marittima nell’Adriatico e al blocco di Trieste. Il 3 luglio si distinse in un’audace azione nel porto di Pirano, dove sotto il fuoco delle batterie nemiche riuscì a liberare un’imbarcazione veneta catturata dagli Austriaci, ottenendo per questo fatto una seconda medaglia d’argento al valor militare. Promosso capitano di fregata nello stesso 1848, poi capitano di vascello di seconda classe l’anno seguente e di prima classe nel 1852, ebbe il comando della flotta sarda in navigazione nel Mediterraneo. Deciso l’intervento piemontese nella guerra di Crimea, il Di Negro fu nominato comandante delle forze navali in Oriente, cioè della piccola squadra destinata a trasportare il contingente comandato da Alfonso Ferrero della Marmora, che salpò da Genova il 28 aprile 1855 e giunse a Balaklava il 28 maggio. Imbarcato prima sul “Governolo” e poi sul “Carlo Alberto”, ottenne di schierare le proprie navi con quelle alleate, che dovevano attaccare Sebastopoli dal mare; l’azione non ebbe luogo ma si fece tuttavia apprezzare per capacità di comando e perizia nautica. In seguito fece parte del Congresso permanente della marina militare, poi fu nominato direttore dell’arsenale marittimo di Genova: carica che ricopriva nel giugno del 1860 quando Cavour, tramite il viceammiraglio F. Serra, gli faceva pervenire l’ordine di “dare armi ed attrezzi per aiutare in Sicilia”. Intanto nel 1859, dopo Villafranca, il Di Negro era stato promosso contrammiraglio, e il 20 aprile 1860 aveva raggiunto l’apice della carriera con la promozione a viceammiraglio. Compiuta la liberazione del Mezzogiorno, mentre ancora il comandante della flotta sarda Persano si trovava impegnato nell’assedio di Gaeta e si profilava il difficile problema della fusione tra l’ex marina borbonica e quella piemontese, il Cavour stimò opportuno spedire a Napoli il Di Negro, affinché prendesse in mano la situazione e procedesse ad una energica opera di riordinamento militare. Il Di Negro mostrò inizialmente di meritare la fiducia del conte, ma già alla fine dell’aprile 1861, stanco delle sorde opposizioni che continuamente incontrava, rinunciò alla carica, anzi chiese ed ottenne il collocamento a riposo, ritirandosi a vita privata nella città natale. La ricompensa giunse il 20 nov. 1861, con la nomina a senatore del Regno; ma nel Senato, dove prestò giuramento il 3 dicembre, rimase figura anonima, del tutto assente dall’attività di quella assemblea. Ritornò sulla scena pubblica nel 1863, all’epoca del gabinetto Farini-Minghetti, quando fu chiamato il 25 gennaio a sostituire G. Ricci, ministro dimissionario della Marina: ed il suo arrivo risultò gradito a quegli esponenti conservatori dell’esercito i quali, come G. Thaon di Revel, consideravano il Di Negro un garante di stabilità negli ordinamenti militari. La presenza nel ministero fu però brevissima: già il 21 apr. 1863 egli rassegnò le proprie dimissioni, prontamente accettate dal re, e fu sostituito dal barone E. Cugia. L’anziano ex ufficiale, già alle prese con problemi di salute, era poco incline ad impegnarsi in quel dicastero tanto avvelenato da tensioni e contrasti che sarebbero poi esplosi drammaticamente all’indomani di Lissa. Uscì quindi in fretta e senza rimpianti conservando, con la sinecura senatoria, la funzione già da tempo svolta di “governatore” del principe Oddone di Savoia.

Onorificenze italiane

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
  12 giugno 1856
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
  Genova 12 dicembre 1846
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
  Pirano 3 luglio 1848
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (1 barretta) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza   (1 barretta)

Onorificenze straniere

Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Legion d’onore (Francia)
Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno (Stato Pontificio) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno (Stato Pontificio)
Compagno dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria   Compagno dell’Ordine del Bagno (Regno Unito)
Cavaliere di IV classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di IV classe dell’Ordine di Sant’Anna (Impero di Russia)
Cavaliere di V classe dell'Ordine di Medjidié (Impero Ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di V classe dell’Ordine di Medjidié (Impero Ottomano)
Cavaliere di II classe dell'Ordine di Nichan Iftikar (Impero Ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di II classe dell’Ordine di Nichan Iftikar (Impero Ottomano)
Croce d'argento dell'Ordine del Salvatore (Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria   Croce d’argento dell’Ordine del Salvatore (Grecia)

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Arc. 2847: Regia Marina: Wright Alessandro in gran montura invernale da Capitano di Vascello (Vienna 27 dicembre 1816 – 1869). Nel 1829 venne ammesso alla Scuola di Marina di Genova conseguendo il 13 marzo 1833 la nomina a Guardiamarina. Seguì un lungo periodo di imbarco, allora consueto, nei gradi di ufficiale subalterno, durato oltre dieci anni, su varie unità navali a vela e a propulsione mista, tra le quali, per particolari attività operative, la fregata a vela Regina (1833), impegnata nelle acque tunisine a dare protezione ai sudditi piemontesi a fronte delle vessazioni del Bey, la fregata a vela des Geneys (1834), nelle acque del Rio de la Plata, e il brigantino Nereide (1840-1842), in costante presenza nelle acque marocchine. Sbarcato, ebbe per un anno l’incarico di Aiutante di Bandiera del comandante generale della Marina, Maggiore Generale Luigi Serra. Promosso Luogotenente di Vascello di 2^ Classe nel 1844, dopo un anno di imbarco sulla fregata a vela Beroldo, fu trasferito sul brigantino Eridano (1848-1851), impegnato come stazionario nelle acque sudamericane e su cui fu promosso Luogotenente di vascello di 1^ Classe nel 1849; quindi, il 31 marzo 1855, fu in comando della pirocorvetta San Giovanni nel grado di Capitano di fregata di 2^ Classe, operando in Mar Nero nell’ambito del rifornimento del Corpo di spedizione piemontese in Crimea con truppe francesi e inglesi nella guerra contro la Russia. Capitano di Fregata nel 1859 in comando della pirofregata Malfatano, impiegata nelle campagne di istruzione degli Allievi della Scuola di Marina di Genova, fu nel Levante e passò poi, il 13 ottobre 1860, Capitano di Vascello di 2^ Classe, al comando della pirofregata Costituzione, della Squadra di operazioni dell’Ammiraglio Pellion di Persano, partecipando nel 1860 alla campagna in Adriatico, culminante con l’assedio e la presa di Ancona, azioni nelle quali si distinse per valore e abilità marinaresca, meritando la Medaglia d’Argento al Valor Militare  e l’onorificenza francese di Ufficiale della Legion d’Onore. Con la stessa nave, dopo la proclamazione del Regno d’Italia, prese parte al blocco di Gaeta e al bombardamento del forte, meritando una seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare, poi commutata in Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Sempre in comando della Costituzione ebbe il privilegio di presenziare all’ingresso di re Vittorio Emanuele II a Napoli. Promosso Capitano di Vascello di 1^ Classe, nel 1861 fu comandante in 2^ del personale C.R.E. presso il Dipartimento settentrionale di Genova, incarico che tenne fino all’anno dopo, quando imbarcò in comando, per breve tempo, della pirofregata Maria Adelaide, impegnata in una missione speciale in Portogallo: con a bordo il principe Umberto, la nave fu destinata a scorta d’onore insieme alla squadra navale alla principessa Maria Pia che, imbarcata sulla pirofregata portoghese Bartolomeu Diaz, si recava a Lisbona per andare in sposa a Luigi I, re del Portogallo. Nel 1863-64 fu trasferito al comando della pirofregata Carlo Alberto, sulla quale portò lodevolmente a compimento un impegnativo periodo di stazione nelle acque tunisine insieme a unità di altre Marine per una grave situazione politica della reggenza di Tunisi. Promosso Contrammiraglio il 31 marzo 1864, fu nominato Aiutante Generale del 1° Dipartimento marittimo di Spezia, e il 1° novembre 1865 membro del Consiglio degli Ammiragli. In disposizione  l’11 marzo 1865, fu collocato a riposo per limiti di età nel 1868. Ufficiale della prima Marina, che ebbe la ventura di partecipare con onore e spirito di servizio agli eventi principali nel periodo di transizione dalla Marina sarda alla Regia Marina e che passò oltre trent’anni della carriera sul mare in ben 27 destinazioni d’imbarco in Mediterraneo e in Atlantico. Fotografia CDV. Fotografo: A. Bernoud – Napoli – Firenze – Livorno.

Onorificenze

Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
  Ancona 1860
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
  Gaeta 1860
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria     Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
   Ancona 1860
Medaglia inglese della Guerra di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia inglese della Guerra di Crimea

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Arc. 2599: Regia Marina: Albini Giovanni Battista in piccola montura con spencer da Capitano di Vascello (La Maddalena, 20 settembre 1812 – Cassano Spinola, 14 agosto 1876). Figlio dell’Ammiraglio Giuseppe Albini entrò in servizio nella Regia Marina a 14 anni. Partecipò alla campagna dell’Adriatico del 1848 agli ordini del padre. Nel 1859, Capitano di Vascello e già in fama di ardito ed esperto uomo di mare, ebbe il comando della fregata “Vittorio Emanuele” e lo tenne sia durante la breve, per quanto infruttuosa, campagna dei Franco-Sardi in Adriatico, sia l’anno successivo, nelle operazioni contro Ancona. Nel Consiglio di Guerra del 28 settembre 1860, fu l’unico comandante che sostenne l’ardimentoso partito di attaccare i forti a specchio del mare. Quando l’attacco fu deciso, fu la “Vittorio Emanuele” che si portò il 3 ottobre animosamente a tiro di pistola dalla Lanterna e fece saltare in aria la polveriera cagionando così la resa della piazza. Per questa azione l’ Albini fu decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare. E poco dopo, sotto Gaeta, fu insignito dell’Ordine Militare di Savoia e promosso Contrammiraglio per merito di guerra. Quattro anni dopo l’Albini, già Vice Ammiraglio, comandava la squadra italiana che, insieme a una squadra francese, ebbe l’incarico di proteggere il Bey nei moti rivoluzionari di Tunisi. Nella campagna del 1866 venne destinato al comando delle navi di legno ma, o che fosse l’esitazione a misurarsi con navi di tal genere contro navi corazzate o che l’azione si fosse svolta con un eccezionale rapidità, l’Albini non trovò modo di esplicare la sua azione nella tragica giornata di Lissa. Qualcuno volle attribuire l’inazione di lui anche a mal volere verso Persano. Comunque, il giudizio sulla sua azione in quell’infausta battaglia fu concordemente severo e nel settembre 1867 fu collocato a riposo. E da allora, fino alla sua morte,  l’ Ammiraglio visse chiuso in un austero silenzio. Fotografia CDV. fotografo: A. Bernoud – Napoli.

Onorificenze italiane

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine militare di Savoia
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro al valor militare
   Ancona 3 ottobre 1860 – Fregata “Vittorio Emanuele”
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   Regia Nave “Beroldo”, marzo 1858
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (5 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza   (5 barrette)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia

Onorificenze straniere

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito)

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Arc. 838: Regia Marina: Ammiraglio Albini Giovanni Battista. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2846: Regia Marina: Anguissola conte Amilcare (Napoli, 23 febbraio 1820 – Napoli, 16 aprile 1901). Nato da una nobile famiglia di militari (padre Viceammiraglio e fratello Generale), entrò a tredici anni nella Scuola di Marina di Napoli, uscendone nel 1837 col grado di Guardiamarina della Marina borbonica. Nel 1859 Capitano di Fregata e nel 1860, a quarant’anni, Contrammiraglio per decreto dittatoriale di Garibaldi. Sotto il governo dittatoriale fu nel 1860 Comandante Generale della Marina garibaldina e, per poco meno di un mese, ministro della Marina garibaldina. Il grado di Contrammiraglio gli fu confermato dalla Regia Marina, pur venendo immesso nei ruoli dopo tre anni di attesa. Ebbe il comando della Divisione navale del Sud America negli anni 1867-68. Collocato a riposo il 16 novembre 1885, fu insignito della Medaglia di III Classe per la campagna di Sicilia del 1849 e della Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Fu deputato di Napoli per l’VIII e di Pozzuoli per la XIII legislatura. Durante il breve periodo nel quale resse la carica di ministro della Marina sotto Garibaldi, il Contrammiraglio Anguissola pose mano al suo riordino: istituì un reggimento di Fanteria di Marina, formò un Corpo amministrativo e un Corpo delle segreterie militari della Marina e pubblicò un Regolamento organico della Maestranza di Marina. L’Ammiraglio Anguissola fu causa non ultima della disgregazione della Marina borbonica alla quale apparteneva. Di ceppo emiliano trapiantato a Napoli e fervente assertore dell’unità d’Italia, non esitò a trasferire la fregata a ruote borbonica Veloce, posta al suo comando, alla Marina garibaldina, nei cui ranghi venne ribattezzata Tukery. Le conseguenze di tale atto ebbero un rilevante impatto sul morale e sulla disciplina della Marina borbonica, che cessò di esistere come forza armata. Fotografia CDV. Fotografo: H. Le Lieure – Torino.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
  1860
Medaglia d'oro per la campagna di Sicilia del 1849 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro per la campagna di Sicilia del 1849

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Arc. 838: Regia Marina: Piola Caselli Alessandro Giuseppe in gran montura da Capitano di Vascello (Alessandria 1825 – Torino 1910). Il 1° luglio 1839 Piola Caselli fu nominato allievo della Regia Scuola di Marina di Genova e, completato il periodo di istruzione con le prescritte navigazioni, con il grado di guardiamarina di prima classe del corpo dello stato maggiore generale, si imbarcò sul brigantino Daino operando anche nelle acque argentine. Rientrato in Europa, ebbe modo di partecipare alla prima guerra d’indipendenza, dapprima a bordo dell’avviso a ruote in legno Authion, poi sulla corvetta Aquila e infine sulla corvetta di secondo rango a ruote Malfatano, con cui prese parte il 2 giugno 1848 al cannoneggiamento dei forti austriaci di Caorle e di S. Margherita. Il successivo 20 settembre fu trasferito sulla fregata a vela Euridice e il 1° novembre ebbe la promozione a sottotenente di vascello. Il 20 giugno 1849 fu destinato sulla fregata di primo rango a vela S. Michele e il 16 ottobre seguente ebbe come suo primo comando quello della cannoniera Sentinella fino al 18 marzo 1850. Dopo altri imbarchi, il 20 maggio 1853, mentre era sull’Aquila nelle acque del mar de la Plata, divenne luogotenente di vascello di seconda classe. Il 2 novembre 1854 fu mandato sulla pirofregata a elica di primo rango Carlo Alberto, poi sulla pirofregata a ruote di secondo rango Governolo e in seguito sull’Euridice con le quali prese parte alla guerra di Crimea. Il 29 gennaio 1857 fu destinato alla corvetta a ruote di secondo rango Malfatano che compì una missione diplomatica in Egitto e, dopo aver servito brevemente su altre due navi, l’11 febbraio 1859 divenne luogotenente di vascello di prima classe e prese parte alla seconda guerra d’indipendenza imbarcandosi di nuovo sulla Malfatano e poi sulla Carlo Alberto. Terminato il conflitto, prese servizio sulla fregata di primo rango a elica Maria Adelaide e dal 14 marzo al 19 giugno 1860 ebbe il comando dell’Authion con cui, per ordine del presidente del Consiglio Camillo Benso di Cavour, seguì l’andamento dei moti scoppiati in Sicilia nell’aprile e la spedizione dei Mille. Ai primi di giugno il barone Casimiro Pisani, segretario di Stato agli Affari esteri del primo governo dittatoriale siciliano, chiese a Cavour di poter affidare il dicastero della Marina a Piola Caselli, il quale era disposto a dimettersi da quella sarda. Cavour all’inizio si oppose, ma poi, rendendosi conto che in questo modo avrebbe avuto un uomo di sua fiducia all’interno della compagine garibaldina, dette l’autorizzazione. Dapprima con il grado di capitano di fregata e poi dal 5 luglio con quello di capitano di vascello, Piola Caselli prese servizio nella Marina dittatoriale e la organizzò anche in vista dello sbarco in Calabria. Ebbe modo pure di mettersi in evidenza imbarcandosi come comandante superiore in mare sulla pirofregata di secondo rango a ruote Tukery (già borbonica Veloce), con la quale l’11 luglio 1860 vicino a Messina catturò due vapori napoletani e la notte fra il 13 e il 14 agosto penetrò nel porto di Castellammare di Stabia per impossessarsi del vascello borbonico Monarca, venendo tuttavia respinto. Verso la metà di settembre, dopo che Giuseppe Garibaldi era giunto a Napoli, Piola Caselli presentò le dimissioni dalla carica di segretario per la Marina e fu nominato comandante della fregata di primo rango a elica Garibaldi (già partenopea Borbone). Il 24 ottobre 1860 cessò di servire nella Marina dittatoriale, il 1° novembre fu riammesso in quella sarda con il grado di capitano di corvetta ed ebbe la nomina a cavaliere dell’Ordine militare di Savoia per l’azione condotta contro il Monarca. Il 1° gennaio 1861 fu promosso capitano di fregata di seconda classe e dal 21 marzo divenne comandante del trasporto «Volturno» fino al luglio successivo, quando rivestì lo stesso incarico sulla Malfatano, concorrendo al salvataggio del vapore britannico Cairo che gli valse il dono di una sciabola d’onore da parte del governo inglese. Dal 1° aprile al 1° giugno 1862 fu capo di stato maggiore presso il primo dipartimento marittimo a Genova, per poi assumere il comando della Maria Adelaide che, insieme ad altre navi, in autunno scortò in Portogallo la principessa Maria Pia di Savoia che doveva sposare re Luigi I di Braganza. Rientrato in Italia, il 16 febbraio 1863 Piola Caselli fu nominato comandante della moderna pirocorvetta corazzata Formidabile e il 1° aprile successivo divenne capitano di fregata di prima classe. Dopo altri comandi navali, il 1° giugno 1866 fu promosso capitano di vascello di seconda classe mentre era responsabile della pirofregata corazzata Ancona, con la quale prese parte alla terza guerra d’indipendenza. Si distinse durante le operazioni nelle acque di Lissa cannoneggiando il 18 luglio le batterie austriache di Porto Comisa, il 19 quelle di Porto S. Giorgio e il 20 partecipando alla battaglia navale. Fra il luglio e l’ottobre del 1867 ebbe la direzione delle navi che pattugliavano il litorale laziale per impedire un eventuale sbarco dei garibaldini che volevano attaccare Roma, ma che poi seguirono un percorso terrestre e furono battuti a Mentana. Dopo aver comandato brevemente la fregata corazzata a elica Messina, fu nominato responsabile della terza divisione del Corpo reale equipaggi fino al 10 maggio 1870 e dal successivo 10 settembre divenne comandante del vascello Re Galantuomo, già borbonico Monarca, impiegato come nave scuola cannonieri. Il 1° ottobre 1871 fu promosso capitano di vascello di prima classe e svolse anche il compito di presidente della commissione di Tiro sulle polveri a lenta combustione. Dopo altri incarichi sempre più prestigiosi fu nominato contrammiraglio e dal 16 luglio 1878 all’11 settembre 1879 ebbe il comando della divisione navale sott’ordine della Squadra permanente. Nel 1880 e nel 1881 fu membro del Consiglio superiore di Marina e il 16 novembre 1882 fu collocato a riposo; pochi mesi dopo, nel marzo del 1883, si presentò candidato a deputato nei collegi di Chiavari e La Spezia, ma senza essere eletto. Fotografia CDV. Fotografo: A. Sorgato – Venezia.

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
Medaglia commemorativa della Liberazione di Sicilia (1860) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa della Liberazione di Sicilia (1860)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia con fascette 1848, 1849, 1859, 1860, 1861 - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia con fascette 1848, 1849,  1859, 1860, 1861

Onorificenze straniere

Médaille commémorative de la campagne d'Italie 1859 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Médaille commémorative de la campagne d’Italie 1859 (Francia)
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Legion d’onore (Francia)
;Medaglia commemorativa della guerra di Crimea (Gran Bretagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa della guerra di Crimea (Gran Bretagna)

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Arc. 2844: Regia Marina: Faà di Bruno Emilio in gran montura da Capitano di Vascello di 1^ Classe (Alessandria 7 marzo 1820 – al largo dell’isola di Lissa 20 luglio 1866). Venne ammesso alla Scuola di Marina di Genova nel 1833, conseguì la nomina a Guardiamarina di 1^ Classe nel 1840. Negli anni 1841-1843 si imbarcò sulla fregata a vela Des Geneis, partecipando alla crociera nelle Americhe. Prese parte alla campagna navale del 1848-1849 in Adriatico imbarcato sull’avviso a ruote Malfatano, impegnato nel bombardamento delle batterie costiere di Caorle e, promosso Luogotenente di Vascello, terminò la campagna di guerra sulla fregata a vela San Michele. Negli anni successivi ebbe diversi incarichi a bordo e a terra. Nel 1851 fu incaricato di una speciale missione presso il governo britannico. Capitano di Corvetta nel 1860 e Capitano di Fregata nel 1861, al comando dell’avviso a ruote Authion, prese parte nel corso della campagna navale della seconda guerra d’indipendenza agli assedi di Gaeta e di Messina, distinguendosi e meritandosi la menzione onorevole. Passato al comando della fregata a elica San Giovanni, nel 1863 compì una prima missione nelle Americhe, visitando i consolati italiani, riscuotendo il plauso del Ministro della Marina e conseguendo la promozione a capitano di Vascello. L’anno successivo, sempre al comando del San Giovanni, salpò da Genova per Philadelfia, dove ispezionò lo stato dei lavori della fregata corazzata Re d’Italia, in costruzione presso i cantieri di quella città. Proseguì poi per la Baia di Baffin (Canada), prima nave della Regia Marina a visitare quelle estreme regioni. Nel 1865, passato al comando della pirofregata corazzata Castelfidardo, fu inviato a Tunisi in missione diplomatico-militare, dando prova di saggezza e di abilità. Nel maggio 1866 fu promosso Capitano di Vascello di 1^ Classe e assunse il comando della fregata corazzata Re d’Italia con la quale, il 20 luglio successivo, nel corso della campagna navale in Adriatico della terza guerra d’indipendenza contro l’Austria-Ungheria, sostenne un duro scontro con la flotta austriaca, trovando la morte nell’affondamento della propria unità. Alla sua memoria fu tributata la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro al valor militare
   Lissa 20 luglio 1866

Per la sua eroica condotta nelle azioni di Lissa, nelle quali lasciava la vita. Adriatico 20 luglio 1866″.

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Menzione Onorevole
   Gaeta 1860
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

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Arc. 1685: Avogadro di Cerrione conte Lodovico in gran montura da Capitano di Vascello (Biella 4 dicembre 1816 – Torino 3 marzo 1893). Entrato alla Scuola di marina di Genova il 10 dicembre 1831 ne esce il 21 luglio 1835 Guardiamarina di 2^ classe. Partecipa alla guerra del 1848 – 1849 e il 17 dicembre 1851 è promosso Tenente di vascello. Nel 1855 è in Crimea e nel 1859 partecipa alla campagna per l’indipendenza. Il 18 marzo 1860 è Capitano di Fregata  e il 7 aprile 1861 ottiene il grado di Capitano di Vascello. Nel 1862 al comando della Fregata Vittorio Emanuele, operante nelle acque della Sicilia orientale con altra unità della squadra, ebbe l’ordine, in un clima di generale incertezza e confusione, di impedire lo sbarco di Garibaldi e delle sue truppe in Calabria (Aspromonte) che, da fervente patriota dell’Unità d’Italia, non ebbe animo di eseguire; perse il comando e fu accusato di alto tradimento, venendo poi assolto dal Consiglio di Guerra di Genova per “inesistenza del reato”. Il 17 marzo 1873 viene collocato a riposo e nel 1874 ottiene il grado di contrammiraglio. Fotografia CDV. Fotografo: E. Bianchi – Genova.

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Arc. 2845: Regia Marina: Civita Luigi Matteo in gran montura da Capitano di Vascello (Napoli 26 maggio 1830 – Napoli 5 ottobre 1889). Figlio del Professore di Ostetricia Teodoro Civita, nacque a Napoli il 26 maggio 1830. Frequentò il Real Collegio Militare e ne uscì, col grado di Guardiamarina nel 1848 dopo aver ultimati gli studi nell’Accademia di Marina che era stata ricostituita nel 1844. Alfiere di Vascello nel 1851, Tenente di Vascello nel 1859, era imbarcato sul Veloce comandato da Anguissola e, condividendo la decisione del Comandante, disertò passando alla Marina di Garibaldi. Il 14 settembre come ricompensa per essere passato con i garibaldini ottenne il comando della Fregata a vapore Tancredi e con questa effettuò il bombardamento contro le truppe napoletane sul Garigliano ed a mola di Gaeta per cui gli venne concessa la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Fu tra i promossi dell’ottobre del 1860 al grado di Capitano di Fregata. Proseguì la carriera militare nella Marina italiana ed ebbe il comando nel 1870 della cannoniera corazzata Varese e nel 1878 della corazzata Palestro. Comandò la 2^ Divisione della Squadra permanente nel 1883-84, della Divisione di Manovra nel 1885 e nel 1889 venne collocato in posizione ausiliaria con il grado di Contrammiraglio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   1860
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

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Arc. 2226: Regia Marina: Sery Antonio in gran montura da Capitano di Vascello. Fotografia CDV. Fotografo: G. Gallino – Genova. Al retro “Sery Antonio all’amico Califani – 1870”.

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Arc. 2595: Regia Marina: Paolucci Giuseppe in piccola montura con spencer da Capitano di Vascello. Nel 1867 il Paolucci fu coinvolto nell’inchiesta aperta sulla disfatta di Lissa della campagna del 1866. In qualità di Capo di Stato Maggiore del Viceammiraglio Albini, anche lui sotto inchiesta, fu messo a riposo. Fotografia CDV. Fotografo: A. Bernoud – Napoli.

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Arc. 810: Regia Marina: Dr. Golia in piccola montura da Direttore di Sanità Marittima. Fotografia CDV. Fotografo: C. Fratacci – Napoli.

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Arc. 2261: Regia Marina: Cappellini Alfredo in gran montura da Capitano di Fregata di 1^ classe (Livorno, 29 dicembre 1828 – Lissa, 20 luglio 1866). Uscito nel 1848 col grado di Guardiamarina dal collegio della Regia Marina Sarda di Genova, fece la campagna di quell’anno nell’Adriatico e nel 1855-56, quella di Crimea. Nel 1860, con il grado di Tenente di Vascello, passò al comando della cannoniera Curtatone del governo provvisorio di Toscana ed ebbe poi nella marina sarda il comando della cannoniera Veloce con la quale fu all’assedio di Gaeta del 1861 partecipando al blocco della piazza dove ottenne la Medaglia d’Argento al Valor Militare e la promozione a Capitano di Fregata 2^ classe con il quale passò a comandare la nave Archimede. Nella campagna del 1866, promosso Capitano di Fregata di 1^ classe, il Cappellini ebbe ai suoi ordini la nuova cannoniera corazzata Palestro, sulla quale terminò gloriosamente la giovane vita a Lissa. Nell’attacco dell’isola, il 18 luglio, battè le fortificazioni di ponente del porto di San Giorgio. Due giorni dopo, nello scontro funesto con la squadra austriaca, il Cappellini si trovò con la sua nave, dotata di una velocità minore delle altre della squadra corazzata, in linea di fila tra la Re d’Italia a prora e la San Martino a poppa, e con esse dovette sostenere il fuoco di ben settenari nemiche. Breve ma violenta fu la lotta; ad un tratto a bordo della Palestro scoppiò un incendio. Prontamente il Cappellini diede gli ordini opportuni: tra l’altro, fece allagare le santabarbare, perché il fuoco non vi si propagasse. Ai comandanti delle navi, mandati dal Persano in aiuto della Palestro, rispose rifiutando ogni soccorso, poiché riteneva di poter domare l’incendio con i mezzi di bordo; all’equipaggio disse ” chi vuole andare se ne vada, io resto al mio posto “, e l’equipaggio naturalmente imitò il comandante. La lotta con il fuoco durò varie ore; verso le due e mezza pomeridiane, infine, la nave saltò in aria per lo scoppio delle polveri e con essa l’eroico equipaggio. Fotografia CDV. Fotografo: A. Pavia – Genova.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   Cannoniera Veloce – Gaeta 1861
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’oro al valor militare alla memoria
 «Per aver nella battaglia di Lissa, avvenuta il 20 luglio 1866, fra la flotta   austriaca e quella italiana, preferito morire con tutti i suoi ufficiali ed il suo equipaggio anziché abbandonare la pirocorvetta Palestro da lui comandata ed in preda alle fiamme.»
Corazzata Palestro – Lissa, 20 luglio 1866

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Arc. 1092: Regia Marina: Avogadro di Cerrione conte Ludovico in gran montura da Capitano di Fregata (Biella 1816 – Torino 1893). Uscito col grado di Guardiamarina dall’Accademia Navale di Genova nel 1835, partecipò alle campagne del 1848, 1849, 1855 e 1859. Nel 1862 fu coinvolto nell’azione del Governo contro il generale Garibaldi, comandava la Regia Nave Vittorio Emanuele ed ebbe l’ordine di bloccare, unitamente alle altre navi della squadra, le coste della Sicilia orientale, per impedire lo sbarco del Generale Garibaldi sul continente. Conosciuta la fuga del Generale dall’isola e lo sbarco delle camicie rosse in Calabria, il comandante della Vittorio Emanuele accusato di alto tradimento ma il Consiglio di Guerra di Genova lo assolveva per inesistenza di reato (1862). Raggiunse il grado di Ammiraglio nel 1874. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 2304: Regia Marina: Piola Caselli Alessandro Giuseppe in gran montura da Capitano di Vascello (Alessandria 1825 – Torino 1910). Fotografia CDV. Fotografo: Grillet – Napoli. 1860 ca.

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Arc. 2696: Regia Marina: Giuseppe Murat.. in piccola montura invernale da Capitano di Fregata. Fotografia CDV. Fotografo: Descalzo e Hicos – Buenos Aires. Al retro ” Al caro amico Giuseppe Garibaldi dal suo amico Giuseppe Murat…”.

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Arc. 813: Regia Marina: Piola Caselli Alessandro Giuseppe in gran montura da Luogotenente di Vascello (Alessandria 1825 – Torino 1910). Fotografia CDV. Fotografo: V. Laisne’ – Palermo.

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Arc. 100: Regia Marina: Trotti Bentivoglio nobile Giulio in gran montura da Luogotenente di Vascello (Milano 1 agosto 1842 – Ancona 5 luglio 1866). Nel 1861 frequentava a Torino la scuola superiore di Marina e quell’anno Cavour firmava la sua nomina a Guardiamarina di Prima Classe. Viene promosso Luogotenente di Vascello e nel 1866 muore ad Ancona di tifo petecchiale contratto sulla nave dove era imbarcato. Il fratello Alessandro, pittore, lasciò i pennelli per seguire Garibaldi mentre l’altro fratello Antonio passò la vita nell’esercito diventando Generale. Giulio Trotti Bentivoglio era nipote di Alessandro Manzoni. Fotografia CDV. Fotografo: Montabone – Torino. 1866.

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Arc. 1720: Regia Marina: Pellion di Persano conte Ernesto in piccola montura invernale da Luogotenente di Vascello Ufficiale d’Ordinanza Onorario del Re. Figlio dell’Ammiraglio Carlo, partecipò all’assedio di Ancona meritandosi la medaglia d’Argento al Valor Militare e la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia all’assedio di Gaeta. Partecipò alla battaglia di Lissa in qualità di Aiutante del padre, e morì improvvisamente nel 1883 con il grado di Capitano di Fregata. Nello stesso anno morì anche il padre Carlo. Fotografia CDV. Fotografo: A. Noack – Genova.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
  Assedio di Gaeta – 1860
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   Assedio di Ancona – 1860

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Arc. 878: Regia Marina: Acton Ferdinando in piccola montura invernale da Luogotenente di Vascello (Napoli, 16 luglio 1832 – Roma, 18 febbraio 1891). Fratello di Guglielmo e di Ruggero Emerich nacque a Napoli il 16 luglio del 1832, entrando a 13 anni nella Scuola di Marina di Napoli, dalla quale uscì nel 1849 col grado di Guardiamarina. Nel 1849, a bordo della corvetta a vela Principe Carlo,  partecipò alla spedizione in Sicilia per la repressione dei moti insurrezionali, meritando la Medaglia di 4^ Classe: nel 1860, dopo la partenza di Francesco II di Borbone per Gaeta, passato nella Marina sarda col grado di Capitano di Fregata, a bordo della fregata a elica Maria Adelaide, nave ammiraglia della squadra che investì d’assedio Ancona, partecipò con onore all’azione come Aiutante di squadra, venendo decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nel prosieguo della carriera nella neonata Marina unitaria, negli incarichi sia a bordo sia a terra, venne frequentemente prescelto come Capo di Stato Maggiore degli Ammiragli comandanti per la sua riconosciuta competenza nella tattica navale: nel 1864 della 2^ Divisione navale della Squadra di evoluzione, nel 1869 della squadra del Mediterraneo, dal 1872 al 1876 del Dipartimento Militare Marittimo di Napoli e nel 1877 della Squadra permanente. Nel 1869 prese parte come membro di commissione alla compilazione della nuova regolamentazione tattica navale, meritando un encomio che gli valse la nomina a Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Inoltre, importanti furono gli incarichi ministeriali di carattere organizzativo e addestrativo che si alternarono nel periodo e che disimpegnò sempre con alta professionalità e intelligenza. Eletto deputato al Parlamento nel 1867 per il collegio di Amalfi, nel 1880 fu nominato senatore. Nel corso del suo incarico governativo, nel 1881 assunse per breve tempo l’incarico di Ministro della Guerra, che riassunse ad interim nel 1883. Con la promozione a Viceammiraglio all’indomani delle dimissioni da ministro, ebbe per un anno il comando della Squadra permanente: fu comandante del Dipartimento Militare Marittimo di Napoli (1885-87) e quindi dall’inizio del 1888 per un anno del Dipartimento di Spezia. In quell’anno, a luglio, sempre a capo del dipartimento, fu chiamato a dirigere un ciclo di esercitazioni complesse con il conferimento delle attribuzioni di comandante in capo dell’Armata navale, alzando la sua insegna sull’incrociatore nave reale Savoia, da bordo del quale in ottobre diresse la rassegna navale in onore dell’imperatore Guglielmo II di Germania. Dopo tali eventi riprese il comando del Dipartimento di spezia, assumendo la carica di Presidente del Consiglio superiore di Marina e di Capo di Stato Maggiore nel periodo 1888- 1889. nel 1889 fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, che premiava la sua opera altamente apprezzata in Marina. Ancora giovane, non aveva ancora 59 anni, morì a Roma per malattia il 18 febbraio 1891. Fotografia CDV. Fotografo: Grillet – Napoli.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (3 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (3 barrette)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine del Dannebrog (Danimarca)
Gran cordone dell'Ordine dell'Elefante Bianco (Siam) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran cordone dell’Ordine dell’Elefante Bianco (Siam)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sole Nascente (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I Classe dell’Ordine del Sole Nascente (Giappone)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Gran Croce dell'Ordine al Merito Navale (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Croce dell’Ordine al Merito Navale (Spagna)
Cavaliere di II classe dell'Ordine di Medjidié (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di II classe dell’Ordine di Medjidié (Impero ottomano)
Grande Ufficiale dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine Militare di San Benedetto d’Avis (Portogallo)
Commendatore di Numero dell'Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore di Numero dell’Ordine di Carlo III (Spagna)

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Arc. 877: Regia Marina: Turi Carlo in piccola montura invernale da Luogotenente di Vascello. ( Napoli 4 ottobre 1838 – La Spezia 23 agosto 1900). Fu ammesso alla Scuola di Marina di Napoli nel 1849 conseguendo la nomina a Guardiamarina nel 1855. Tenente di Vascello nel 1860, fece parte di quel gruppo di ufficiali della Real Marina napoletana che, animati da spirito unitario, passarono alla Marina di Garibaldi: prese pertanto parte alla campagna di Sicilia imbarcato sulla pirofregata a ruote Veloce ribattezzata Tukery. Partecipò quindi, imbarcato sul vascello Re Galantuomo, al bloccoed assedio di Gaeta nonché agli ultimi fatti d’arme accaduti nella piazzaforte, meritando la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Luogotenente di Vascello di 1^ Classe nel giugno 1866, il successivo mese di luglio, trovandosi imbarcato sulla fregata corazzata Varese, prese parte allo scontro di Lissa contro la flotta austriaca, merotando per il suo comportamento la Menzione Onorevole, poi commutata in Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Successivamente ebbe un incarico a terra quale Aiutante Maggiore della Direzione del C.R.E. del 2° Dipartimento Marittimo di Napoli. Capitano di Fregata di 2^ Classe nel 1873 e di 1^ Classe nel 1877 ebbe numerosi imbarchi, tra cui, nel biennio 1873-1875, le fregate corazzate Re di Portogallo e Roma. Nel 1877- 1879 fu comandante della pirocorvetta a ruote Guiscardo e nel 1879-1880 dell’avviso a ruote Messaggero. Capitano di Vascello nel 1881, dopo altri imbarchi in comando delle fregate corazzate Principe Amedeo, Roma e Maria Adelaide, nel 1887 assunse il comando dell’ariete torpediniere Giovanni Bausan, con il quale nel gennaio del 1888 si trasferì in Mar Rosso. In quel periodo fu decisa la rioccupazione, da parte dell’esercito, delle località dell’Eritrea perdute a seguito dello scontro di Dogali, con il sostegno delle navi lungo la costa: egli assunse pertanto il comando superiore navale in Mar Rosso fino al termine delle ostilità nell’aprile 1888, contribuendo con pesante tiro contro costa al successo dell’impresa. Promosso Contrammiraglio nel 1889, assunse la carica di Direttore Generale dell’arsenale del 1° Dipartimento Marittimo di La Spezia, che tenne fino al 1891, quando gli fu conferito il comando della Divisione navale, che lasciò nel 1893, trasferito a Taranto quale comandante militare marittimo della base. Nel 1895 ritornò in Mar Rosso al comando della Divisione navale colà costituita, con insegna sull’ariete torpediniere Etna, e dislocata nelle acque di Massaua in concomitanza con le operazioni del fronte terrestre di Adua. Rimpatriato nel settembre 1896, fu collocato in ausiliaria nel 1898. Fotografia CDV. Fotografo: Grillet – Napoli.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   Assedio di Gaeta – 1860
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di Bronzo al valor militare
   Lissa – 1866
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria     Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

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Arc. 2261: Regia Marina: Manolesso Ferro nobile Cristoforo in piccola montura invernale da Luogotenente di Vascello (1822 – 1887). Fu Tenente e poi Capitano della Marina Veneta ed in seguito alla caduta di Venezia preferì esulare e raggiungere Torino il 7 settembre 1849. Qui entro nella Marina Sarda e successivamente dalla marina da guerra italiana. Il 19 maggio 1861, all’assedio di Gaeta, si guadagnò la Croce dell’Ordine Militare di Savoia. Raggiunse il grado di Contrammiraglio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia – Gaeta 19 maggio 1861

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Arc. 2862: Regia Marina: Luogotenente di Vascello in montura ordinaria invernale. Fotografia CDV. Fotografo: A. Bernoud – Napoli – Firenze – Livorno.

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Arc. 2861: Regia Marina: Gomez Adolfo in piccola montura invernale da Luogotenente di Vascello di 1^ Classe. Alfiere di Vascello nella Marina napoletana il 24 ottobre 1859, alla fine della guerra passò alla Marina italiana e il 12 settembre 1861 fu promosso Luogotenente di Vascello di 2^ Classe. Promosso Luogotenente di Vascello di 1^ Classe e passato nello Stato Maggiore il 18 agosto 1872 fu collocato in riforma. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Alinari – Napoli – Firenze.

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Arc. 2264: Regia Marina: Luogotenente di Vascello in piccola montura invernale con spencer. Fotografia CDV. Fotografo: Ferret – Nice.

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Arc. 2863: Regia Marina: Sottotenente di Vascello in gran montura invernale. Fotografia CDV. Fotografo: G. Gallino – Genova.

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Arc. 796: Regia Marina: Macchinista di 1^ classe in piccola montura invernale. Fotografia CDV. Fotografo: C.N. Bettini – Livorno.

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Arc. 2366: Regia Marina: Primo Macchinista in piccola montura invernale. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 434: Regia Marina: Fabbio Mannati in piccola montura invernale con spencer da Pilota di seconda classe. Fotografia CDV. Fotografo: Ferret – Nizza. Al retro “Fabbio Mannati – Uff. di Marina – ottobre 1860”.

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Arc. 2696: Regia Marina: Errico Barile in gran montura da Primo Meccanico in gran montura invernale. Fotografia CDV. Fotografo: G. Jankovich – Venezia.   Al retro ” Ufficiale Meccanico Errico Barile all’esimio Patriotta e 1° Soldato d’Italia Generale Giuseppe Garibaldi”.

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Arc. 2897: Regia Marina: Pilota di 1^ Classe in piccola montura estiva. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2015: Regia Marina: Berardo Cacace in piccola montura invernale da Sotto Commissario. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. Al retro “Berardo Cacace Sotto Commissario di Marina in segno di stima all’Eroe Generale Garibaldi 21/5/1862”.

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Arc. 2253: Regia Marina: Secondo Macchinista in piccola montura invernale. Fotografia CDV. Fotografo: Marzocchini – Livorno.

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Arc. 2701: Regia Marina: Francesco De Maria in piccola montura invernale da Secondo Macchinista. Fotografia CDV. Fotografo: G. & L. Vianelli – Venezia. Al retro “al più leale Cittadino d’Italia – Francesco De Maria”.

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Arc. 797: Regia Marina: Sottotenente in piccola montura invernale. Fotografia CDV. Fotografo: Sommer & Behles – Napoli.

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Arc. 1977: Regia Marina: Guardiamarina in gran montura invernale. Fotografia CDV. Fotografo: G.B. Sciutto & C. – Genova.

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Arc. 1966: Regia Marina: Guardiamarina in piccola montura invernale. Fotografia CDV. Fotografo: G. Sommer – Napoli. 1861 – 1868.

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Arc. 202: Regia Marina: Guardiamarina in montura da libera uscita invernale. Fotografia formato gabinetto 16 x 10,7. Fotografo: Sconosciuto. 1868 – 1872.

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Arc. 877: Regia Marina: Giovanni Battista Pescetto Medico della Regia Scuola di Marina. Fotografia CDV. Fotografo: Rossi – Milano – Genova.

CORPO FANTERIA REAL MARINA

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Arc. 797: Corpo Fanteria Real Marina: Sottotenente in montura festiva invernale. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2492: Corpo Fanteria Real Marina: Sottotenente in montura festiva invernale. Fotografia CDV. Fotografo: G. Sommer – Napoli.

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Arc. 2260: Corpo Fanteria Real Marina: Sottotenente in montura festiva invernale. Fotografia CDV. Fotografo: Mazzarese & Marino – Trapani.

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