CORPO REALE DI STATO MAGGIORE 1859 – 1871

 

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Arc. 1879: Gerbaix De Sonnaz d’Habères conte Giuseppe in gran montura da Colonnello di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Cuneo, 30 settembre 1828 – Roma, 8 aprile 1905). Sottotenente di Cavalleria nel 1846, partecipò alle campagne del 1848 e 1849 e nel 1854 passò nel Corpo di Stato Maggiore. Prese parte alla guerra di Crimea e poi a quella del 1859 quale capo di Stato Maggiore generale dell’armata durante la campagna del 1860 – 61, si meritò la croce da Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia all’attacco e presa di Mola di Gaeta e la promozione per merito di guerra a Tenente Colonnello nella campagna dell’Umbria e delle Marche. Colonnello capo di Stato maggiore del IV Corpo d’Armata nel 1861, divenne nel 1862 Aiutante di Campo del Principe Umberto. Per la guerra del 1866 fu Capo di Stato Maggiore della 16^ Divisione e a Custoza si meritò la medaglia d’argento al valor militare e la promozione a Maggior Generale. Dal 1874 al 1882 fu Aiutante di Campo del principe e poi Re Umberto I. Tenente Generale nel 1875, ebbe nel 1882 il comando della Divisione di Palermo. Comandante il IV Corpo d’Armata nel 1883, andò in P.A. per età nel 1896 e nel 1899 passò nella riserva. Nel 1904 gli fu conferito il Collare dell’Annunziata e nel 1884 era stato nominato Senatore. Fotografia CDV. Fotografo: A. Duroni – Milano. 1861 ca.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata
   1884
Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
  Mola di Gaeta 1860
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
  «Per aver contribuito significativamente a salvare la vita al Principe ereditario Umberto, formando un quadrato, mercé cui si poté sostenere l’urto della cavalleria nemica» 1866.
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (5 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (5 barrette)
   
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia
   

Onorificenze straniere

Grand'Ufficiale dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine dell’Aquila Rossa (Impero tedesco)
   
Grand'Ufficiale dell'Ordine di Nichan Iftikar (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine di Nichan Iftikar (Tunisia)
   
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
   
Commendatore dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine Reale Norvegese di Sant’Olav (Norvegia)
   
Commendatore dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine del Dannebrog (Danimarca)
   
Commendatore dell'Ordine del Leone di Zähringen (Baden) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine del Leone di Zähringen (Baden)
   
Commendatore dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine dell’Immacolata Concezione di Vila Viçosa (Portogallo)
   
Cavaliere di IV classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di IV classe dell’Ordine di Sant’Anna (Impero russo)
   
Cavaliere di V classe dell'Ordine di San Stanislao (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di V classe dell’Ordine di San Stanislao (Impero russo)
   
Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito)
   
Medaglia turca di Crimea (Impero Ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia turca di Crimea (Impero Ottomano)
   
Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d'Indipendenza italiana (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d’Indipendenza italiana (Francia)

Arc. 2930: Corpo Reale di Stato Maggiore: Lombardini Camillo in montura festiva da Colonnello di Stato Maggiore mod. 12 marzo 1860 – 1° giugno 1864 (Parma 10 marzo 1821 – Brescia 25 luglio 1883). Figlio di Antonio e di Corinna Drugman fu educato nel collegio di Neustadt. Fu volontario nella Fanteria delle Reali Truppe Parmensi nel 1841 e il 29 gennaio 1843 venne nominato Sottotenente nel 2° Battaglione di Fanteria. Nel 1845 fece parte dell’Ispezione di Artiglieria e Genio del Comitato Truppe e il 13 febbraio 1847 venne nominato I° Tenente Capo Sezione del Genio. Nella guerra del 1848 contro l’Austria entrò nel I° Battaglione Fanteria del Governo Provvisorio di Parma e meritò a Santa Lucia la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Il I° gennaio 1849 entrò nell’Esercito Sardo come Tenente del Genio, partecipò alla campagna di quell’anno e nel 1850 passò come Tenente nello Stato Maggiore. L’11 agosto 1851 venne promosso Capitano e nel 1855 – 56 partecipò alla guerra di Crimea. Nel 1859, durante la guerra contro l’Austria, fu Capo di Stato Maggiore della Brigata Aosta e a Confienza ottenne la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Il 24 giugno dello stesso anno alla battaglia di San Martino venne promosso  Maggiore per meriti di guerra. Il 15 ottobre 1860 fu promosso Tenente Colonnello e venne destinato come Capo di Stato Maggiore al 3° Dipartimento Militare di Parma. Il 2 marzo 1862 ottenne il grado di Colonnello e fu Capo di Stato Maggiore del 2° Dipartimento Militare di Milano e nel 1866, durante la campagna, fu Capo di Stato Maggiore del I° Corpo d’Armata. A Custoza, nello stesso anno, fu insignito della Croce di Ufficiale dell’ordine Militare di Savoia e il 20 agosto fu nominato Maggior Generale Comandante la Brigata Savona. Nel 1867 passò al comando della Brigata Aosta e nel 1871 al comando della 1^ Brigata di Fanteria della Divisione di Bologna. Fu Aiutante di Campo Effettivo del Re dal 1° febbraio 1872 al 17 maggio 1877 poi Onorario e, dopo la Morte di Re Vittorio Emanuele II lo fu anche di Re Umberto I. Il 17 maggio 1877 venne promosso Tenente Generale Comandante la divisione di Brescia dove morì improvvisamente nel 1883. Fotografia CDV. Fotografo: G. Calvi – Parma.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     Confienza – 1859
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     Custoza – 1866 
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     Santa Lucia 1848
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     1860
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     1864
Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (5 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (4 barrette)
   

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Legion d’onore
      1859
Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d'Indipendenza italiana (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d’Indipendenza italiana (Francia)
     1859
Cavaliere di V classe dell'Ordine di San Stanislao (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di San Stanislao (Impero russo)
     1873
Cavaliere di Grande Stella dell'Ordine del Leone e del Sole (Impero persiano) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Leone e del Sole (Impero persiano)
     1875
Cavaliere di I classe dell'Ordine di Medjidié (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I classe dell’Ordine di Medjidié (Impero ottomano)
      1872
Cavaliere dell'Ordine di Carlo III (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine di Carlo III (Regno di Spagna)
     1873
Gran Maestro dell'Ordine Reale di Hohenzollern - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Reale di Hohenzollern
     1873
Gran maestro dell'Ordine imperiale austriaco di Francesco Giuseppe - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine imperiale austriaco di Francesco Giuseppe
     1874

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Arc. 1927: Corpo Reale di Stato Maggiore: Morra di Lavriano e della Montà conte Roberto in montura festiva da Colonnello dello Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Torino, 24 dicembre 1830 – Roma, 20 marzo 1917). Sottotenente di cavalleria nel 1848, passò nel 1849 in artiglieria e poi nel corpo di Stato Maggiore. Partecipò alle campagne del 1848-49, 1859 e 1866, meritando a Custoza la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Raggiunse il grado di Colonnello nel 1868 e di Maggior Generale nel 1877; comandò la 18^ Brigata di Fanteria e poi fu Aiutante di Campo Generale Re. Tenente Generale nel 1883, meritò nell’epidemia del 1885 in Sicilia, la Medaglia d’Argento dei Benemeriti della salute pubblica. Comandò successivamente la Divisione militare di Padova, Milano e Roma e poi Corpo d’Armata di Napoli. Alla fine del 1893 fu destinato a governare, come Regio Commissario straordinario, la Sicilia posta in stato di assedio ed in premio del suo operato ebbe la Croce di Grande Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Anche se operò una repressione a tratti brutale e indiscriminata, e si distinse per la durezza con cui in breve stroncò il movimento di protesta. Comandante il VI Corpo d’Armata dal 1894 e l’VIII dal 1895, andò in P.A. e nel 1901 passò nella riserva. Deputato, rappresentò alla Camera il collegio di Carmagnola nella 12ma legislatura, e nel 1890 ebbe la nomina a Senatore. Dal 1898, e per più anni, fu ambasciatore italiano in Russia. Fotografia CDV. Fotografo: Montabone – Torino. 1868 ca.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi   Maurizio e Lazzaro
    8 giugno 1893
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
    10 giugno 1890
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Grande ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
    9 agosto 1894
Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valore militare
    «Per il valore dimostrato nella battaglia di Custoza»
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (4 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza    (4 barrette)
   
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia
   

Onorificenze straniere

Gran Commendatore dell’Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Commendatore dell’Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
  — 9 gennaio 1868
Commendatore del Reale Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore del Reale Ordine di Carlo III (Spagna)
  — 26 marzo 1871
Commendatore dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
  — ottobre 1865
Commendatore dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine del Dannebrog (Danimarca)
  — 5 settembre 1863
Commendatore dell'Ordine del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine del Cristo (Portogallo)
  — 24 ottobre 1863
Commendatore dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine dell’Immacolata Concezione di Vila Viçosa (Portogallo)
  — 21 agosto 1865
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
   
Cavaliere dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)
  — 2 agosto 1863
Medaille Commémorative de la Campagne d'Italie de 1859 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaille Commémorative de la Campagne d’Italie de 1859 (Francia)
 

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Arc. 2970: Corpo Reale di Stato Maggiore: Ceva di Nucetto marchese Federico in gran montura da Colonnello di Stato Maggiore mod. 12 marzo 1860 – 1° giugno 1864 (Chambery 17 settembre 1824 – Genova 1909). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 18 luglio 1837, uscì il 20 settembre 1845 Luogotenente del Corpo di Stato Maggiore. Nella campagna del 1848 ebbe a Sommacampagna una Menzione Onorevole, poi, Capitano il 14 ottobre 1848, ottenne a Novara la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Fu Maggiore nel 1859. Tenente Colonnello il 14 giugno 1860, Colonnello il 14 aprile 1861, fu Direttore dell’Ufficio Tecnico e poi di quello Topografico di Napoli. Il 26 ottobre 1868 venne promosso Maggior Generale nello Stato Maggiore delle Piazze e comandante della fortezza e della provincia di Verona. Il 22 dicembre 1872 fu collocato a riposo. Fotografia CDV. Fotografo: Le Lieure – Torino.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Novara 1849
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Menzione Onorevole 
    Sommacampagna 1848      

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Arc. 2067: Corpo Reale di Stato Maggiore: Driquet nobile Edoardo in gran montura da Tenente colonnello di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Buda, 6 novembre 1824 – Firenze, 28 ottobre 1916). Edoardo Driquet è uno di quei patrioti ungheresi che sceglie l’Italia come patria d’elezione. Nel 1838 è Cadetto in Austria e nel 1845 è Sottotenente in un reparto di Fanteria ungherese. Nel 1848 si arruola volontario nel 1° Reggimento Fanteria del Governo Provvisorio Lombardo e nel 1845 entra nel 5° Reggimento Fanteria dell’esercito Sardo. Nel 1853 è nominato Capitano di Stato Maggiore e nella guerra del 1859 fa parte del Quartier Generale. Durante la guerra, alla Battaglia di San Martino (24 giugno 1859) ottiene l’Ordine Militare di Savoia. Il 13 marzo 1860 viene promosso Maggiore e il 14 aprile 1861 è Tenente Colonnello e viene nominato Direttore di Istruzione pratica a Orbetello. Il 24 settembre 1862 è Capo di Stato Maggiore della Divisione Messina e nell’ottobre dello stesso anno è Direttore dei Lavori Topografici in Sicilia. Il 12 marzo 1863 viene promosso Colonnello e I Capo del neonato Ufficio Informazioni, primo embrione dell’intelligence italiana. Nel 1866 è inviato al seguito del Generale Giuseppe Govone a Berlino per negoziare con Bismark e von Moltke l’alleanza italo-prussiana che porta alla terza guerra d’indipendenza. All’indomani della sconfitta nella battaglia di Custoza vengono riversate sull’Ufficio Ie accuse di inefficienza che ne causano il subitaneo scioglimento. Durante la guerra è Capo di Stato Maggiore e il 31 agosto dello stesso anno è Segretario Generale del Ministero della Guerra fino al 25 novembre 1869 quando viene promosso Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Forlì. Il 21 agosto del 1870 è Maggior Generale e passa al comando della 1^ Brigata di Fanteria della Divisione di Firenze e l’anno successivo prende il comando della 2^ Brigata Fanteria della Divisione di Palermo. Nel 1875 è Comandante in 2^ del Corpo Reale di Stato Maggiore e il 17 maggio 1877 è promosso Tenente Generale Comandante la Divisione di Palermo e poi quelle di Brescia e Verona. Nel 1887 è al comando dell’8° Corpo d’Armata di Firenze e nel marzo 1891 Driquet è nominato dal presidente del Consiglio di Rudinì membro della commissione d’inchiesta sulle brutalità commesse nella colonia d’Eritrea dal tenente dei carabinieri Livraghi e dall’ufficiale di polizia Cagnassi. Il 6 gennaio 1895 è posto in P.A.  e poi nel 1899 viene messo nella Riserva e nel 1896 viene eletto Senatore del Regno.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
     Battaglia di San Martino, 24 giugno 1859
Medaglia Mauriziana - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana
   
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza
   
Medaglia commemorativa delle Campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle Campagne d’Africa
   
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia
   

Onorificenze straniere

Cavaliere di II classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di II classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa (Impero tedesco)
   
Commendatore dell'Ordine di Nichan Iftikar (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine di Nichan Iftikar (Tunisia)
   
Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d'Indipendenza italiana (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d’Indipendenza italiana (Francia)
   

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Arc. 1943: Corpo Reale di Stato Maggiore: De Bassecourt marchese Vincenzo in gran montura da Tenente Colonnello mod. 06/03/1856 – 01/06/1864 ( Madrid 5 aprile 1822 – 1896). Uscito dalla Scuola di Marina di Genova Sottotenente del Genio Navale nel 1841, passò poi nell’ Artglieria nel 1844. Prese parte alle campagne del 1848-49 e il 4 maggio 1853 venne promosso Capitano. Partecipò alla campagna del 1859 e nel maggio 1860 ottenne il grado di Maggiore e nella campagna del 1860, alla presa di Perugia, si meritò la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Il 12 settembre dello stesso anno passò, con il grado di Tenente Colonnello al Corpo Reale di Stato Maggiore. Nel 1863 – 1864 fu inviato negli Stati Uniti come osservatore durante la Guerra di Secessione americana e il 31 dicembre del 1863 ottenne il grado di Colonnello. Nel 1864 fu nominato Capo di Stato Maggiore del 7° Dipartimento e nel 1865 passò in aspettativa. Nella campagna del 1866 venne assegnato come Capo di Stato Maggiore alla Divisione di Milano. Nel 1869 passò al 3° Corpo dell’Esercito e nel 1870 fu al Comando dello Stato Maggiore. Nel 1871 ottenne il grado di Colonnello Brigadiere Comandante la 4^ Brigata di Fanteria della Divisione di Verona e il 29 settembre 1872 venne promosso Maggior Generale. Nel 1875 è comandante della 39^ Brigata di Fanteria e nel 1879 è comandante del presidio di Venezia. Il 26 ottobre 1881 è collocato nella Riserva con il grado di Tenente Generale. Fotografia CDV. Fotografo: Sole et Arte – Torino.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Perugia – 1860

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Arc. 3172: Corpo Reale di Stato Maggiore: Caccialupi Gaetano in montura festiva da Tenente Colonnello di Stato Maggiore mod. 01 giugno 1864 – 05 agosto 1871 (Pavia 1825 – Milano 1899). Volontario delle 5 Giornate di Milano nel 1848, entrò come Sottotenente di Fanteria nell’esercito sardo. Tenente nel 5° Reggimento Fanteria il 21 agosto 1853, prese parte alla spedizione di Crimea nel 1855-56 in qualità di ufficiale dello Stato Maggiore della 5^ Brigata. Nella Campagna del 1859 meritò la Medaglia d’Argento al Valor Militare a Palestro e una seconda medaglia gli venne conferita a Castelfidardo il 18 settembre 1860. Promosso Maggiore nello Stato Maggiore il 1° giugno 1861, ottenne il grado di Tenente Colonnello il 20 agosto 1866 e la nomina a Sotto Capo di Stato Maggiore presso il Comando Truppe della Media Italia. Nel 1870 fu Capo di Stato Maggiore della Divisione di Torino e l’8 novembre 1871 venne promosso Colonnello Comandante il 55° Reggimento Fanteria. Nel 1875 fu Capo di Stato Maggiore presso il Comando Generale a Firenze e il 27 maggio 1877 venne promosso Maggior Generale al comando della 32^ e poi della 29^ Brigata Fanteria. Fu poi Capo di Stato Maggiore in 2^ del Corpo di Stato Maggiore e il 3 luglio 1884 fu promosso Tenente Generale Comandante la Divisione Piacenza e poi quella di Cuneo. In Posizione Ausiliaria nel 1891 fu Aiutante di Campo Onorario del Re ( di Vittorio Emanuele II e di Umberto I) dal 1875 al 1899. Fotografia CDV. Fotografo: Anriot – Bologna.

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi   Maurizio e Lazzaro
    
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
    
Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
     
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Palestro – 1859
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Castelfidardo – 18 settembre 1860
Medaglia piemontese della guerra di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia piemontese della guerra di Crimea
   
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (5 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (5 barrette)
   

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Arc. 2487: Corpo Reale di Stato Maggiore: Rizzardi Ercole in montura festiva da Tenente Colonnello di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Milano 18 luglio 1822 – Milano 16 febbraio 1895). Entrato all’accademia Militare di Torino il 25 aprile 1835, uscì il 25 agosto 1841 Sottotenente nel Reggimento Piemonte Reale Cavalleria. Nella campagna del 1849 fu, alla Sforzesca, decorato della medaglia d’argento al valor militare. Il 5 giugno 1853 fu promosso Capitano e nel 1859 fu decorato della Croce dell’Ordine Militare di Savoia e della Legion d’Onore a Solferino al comando dello Squadrone Guide di nuova formazione; l’anno dopo passò nello Stato Maggiore ed ebbe la nomina a Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia per la campagna dell’Umbria e Marche, una seconda medaglia d’argento e una menzione onorevole in quella della Bassa Italia. Tenente Colonnello Capo di Stato Maggiore della 1^ Divisione  il 14 aprile 1861, diventò Colonnello  il 20 novembre 1868 e comandò i Lancieri di Firenze e poi i Lancieri di Novara. Promosso Maggior Generale il 14 agosto 1870 comandò una Brigata di Cavalleria a Verona e nel 1879 fu trasferito alla riserva. Nel 1881 fu promosso Tenente Generale. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Alinari – Firenze.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Sorzesca 1849
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Campagna della Bassa Italia 1860
Medaglia di bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria     Menzione Onorevole
      Campagna della Bassa Italia 1860
Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia
    Solferino 1859
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
    Campagna delle Umbria e Marche 1860
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Legion d’onore
    Solferino 1859

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Arc. 3268: Corpo Reale di Stato Maggiore: De Sauget Guglielmo in montura festiva da Tenente Colonnello di Stato Maggiore 12 marzo 1860 – 1° giugno 1864 con spada all’orientale dello Stato Maggiore del Regno delle Due Sicilie (Monteleone di Calabria, 1° aprile 1820 – Napoli 17 maggio1897). Tenente Colonnello nello Stato Maggiore nell’esercito del Regno delle Due Sicilie, fu Capo di Stato Maggiore della 1^ Divisione come Attendente del Generale Marra il 28 luglio 1860. Passato con l’Esercito Meridionale (Garibaldi), fu Sotto Direttore del Ministero della Guerra il 7 settembre 1860. Promosso Colonnello il 22 ottobre 1860, fu Direttore del Dipartimento di Guerra il 22 novembre 1860. Trasferito al Regio Esercito Italiano con il grado di Tenente Colonnello il 24 gennaio 1861, venne promosso Colonnello nello Stato Maggiore il 12 settembre 1861 e venne destinato al comando del Collegio Militare della Nunziatella di Napoli. Colonnello Brigadiere nel 1865 fu al comando della Brigata Cuneo per poi essere posto al comando della Brigata mista 8° e 71° Reggimento Fanteria durante la campagna del 1866. Maggior Generale il 20 agosto 1866 fu al comando della Brigata Savona e nel 1871 ottenne il comando della Brigata di Fanteria della Divisione Perugia. Nel 1875 venne trasferito al comando della 32^ Brigata Fanteria e ottenne il grado di Tenente Generale e il comando della Divisione Salerno il 17 maggio 1877. Nel 1884 fu al comando del 7° Corpo d’Armata di Ancona e nel 1887 del 6° Corpo d’Armata di Bologna. In Posizione Ausiliaria il 14 settembre 1888, venne collocato nella Riserva il 16 aprile 1892. Fu Senatore del Regno dal 1886. Fotografia CDV. Fotografo: Grillet – Napoli.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
 
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
 
Medaglia mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
 
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (4 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (4 barrette)
 
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
 
Onorificenze straniere
 
Cavaliere dell'Ordine del Merito sotto il titolo di San Lodovico (Ducato di Lucca) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine del Merito sotto il titolo di San Lodovico (Ducato di Lucca

Arc. 1779: Ettore Bertolè-Viale in montura festiva da Tenente Colonnello di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Genova, 25 novembre 1829 – Torino, 13 novembre 1892). Nato in una famiglia di tradizioni militari (il padre ed alcuni dei suoi fratelli intrapresero questa stessa carriera), frequentò l’accademia militare di Torino terminando il proprio corso nel 1844. Nominato Sottotenente a diciotto anni, l’anno successivo divenne Luogotenente venendo inscritto nel 16º Reggimento di Fanteria col quale prese parte alla Prima guerra d’indipendenza. Dopo la fine della guerra, riprese i propri studi e divenne ufficiale di Stato Maggiore per poi aderire alla Guerra di Crimea ove partecipò col grado di Capitano al comando della 2ª Brigata provvisoria dello Stato Maggiore.  Prese parte quindi il 16 agosto 1855 alla Battaglia della Cernaia durante la guerra di Crimea. Nel 1859 prese parte alla Seconda guerra d’indipendenza col grado di Capitano di Stato Maggiore, combattendo sotto il generale Manfredo Fanti che lo mantenne in grande stima e considerazione. Prese parte quindi alla battaglia di Palestro ed a quella di Magenta, ove acquisì la prima Medaglia d’Argento al Valor Militare e la croce di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Dopo l’Armistizio di Villafranca, divenne segretario del Generale Fanti seguendolo nelle campagne in Emilia e Toscana. Nel 1860 quando il Generale Fanti divenne ministro della guerra, comandante la spedizione nelle Marche ed in Umbria, nonché capo di Stato maggiore del Re nell’impresa del Mezzogiorno, Ettore Bertolè Viale venne promosso Tenente Colonnello e Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Il 13 giugno 1861, prescelto quale segretario generale del ministro della guerra, divenne Colonnello. Nel 1866, col prospettarsi della Terza guerra d’indipendenza venne nominato Maggiore Generale, carica che mantenne sino al 1874 quando divenne comandante di Stato Maggiore e poi di Corpo d’Armata nel 1881 ottenendo la nomina di Aiutante di Campo di Sua Maestà e poi quello di Tenente Generale. Nel 1867, nel frattempo, era divenuto Ministro della Guerra del Regno, rimanendo in carica sino al 1869. Nel 1881, inoltre, scese anche in politica divenendo membro della camera dei deputati ove rimase nel collegio di Crescentino per cinque legislature (X-XIV). Nel 1887 egli stesso divenne ministro della guerra del Regno d’Italia. Ammalatosi, nel 1891 si ritirò dai propri incarichi politici e morì a Torino il 13 novembre 1892 all’età di sessantatré anni. Fotografia CDV. Fotografo: F.M. Chiapella – Napoli.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
   
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (4 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (4 barrette)
   

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Francesco Giuseppe (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Francesco Giuseppe (Impero austro-ungarico)
   
Gran Croce dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Croce dell’Ordine Militare di San Benedetto d’Avis (Portogallo)
   
Cavaliere di I classe dell'Ordine di Medjidié (Impero ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I classe dell’Ordine di Medjidié (Impero ottomano)
   
Cavaliere di I Classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa (Germania)
   
Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Croce dell’Ordine di Carlo III (Spagna)
   
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Bianca (Impero di Russia)
   
Cavaliere di Grande Stella dell'Ordine del Leone e del Sole (Impero persiano) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Grande Stella dell’Ordine del Leone e del Sole (Impero persiano)
   
Cavaliere Gran Commendatore dell'Ordine di Nichan Iftikar (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere Gran Commendatore dell’Ordine di Nichan Iftikar (Tunisia)
   
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
   
Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Regno Unito)

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Arc. 2929: Corpo Reale di Stato Maggiore: Alessandri Giovanni in gran montura da Tenente Colonnello di Stato Maggiore del Corpo Volontari Italiani o del Regio Esercito mod. 06 marzo 1856 – 1° giugno 1864 ( Venezia 1827 – Mondovì 31 maggio 1913). Sottotenente del 16° Reggimento Fanteria dell’Esercito Imperiale Austriaco nel 1847, passò all’Esercito della Repubblica di Venezia come Aiutante di campo del Generale Solera nel 1848. Nel 1849 passò come Capitano nella Legione Euganea dove venne nominato Maggiore e il 1° ottobre 1860 ottenne il grado di Tenente Colonnello Capo di Stato Maggiore della 2^ Brigata della 15^ Divisione dell’Esercito Meridionale e poi del Corpo Volontari Italiani, partecipò alla campagna dell’Italia Meridionale e ottenendo la Croce dI Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Il 27 marzo 1862 passò al regio Esercito italiano con il grado di Tenente Colonnello Capo di Stato Maggiore della Divisione di Catanzaro. Nel 1865 fu Capo di Stato Maggiore della Divisione di Cagliari e nel 1867 passò a comandare lo Stato Maggiore della Divisione di Savona. Il 29 aprile 1868 fu promosso Colonnello nello Stato Maggiore delle Piazze Comandante Provinciale poi del 39° Distretto Savona. Il 15 ottobre 1871 passò a comandare il 34° Distretto di Venezia e nel 1872 fu posto in disposizione. Nel 1880 venne posto al comando del 50° Distretto di Avellino e il 1° dicembre 1881 fu posto in Posizione Ausiliaria. Il 21 aprile 1887 venne promosso Maggior Generale della Riserva. Fotografia CDV. Fotografo: Grillet – Napoli. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia
    Italia Meridionale – 1860

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Arc. 2233: Corpo Reale di Stato Maggiore: Mazzoleni Giovanni in gran montura da Maggiore di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871. Sottotenente dei Bersaglieri il 14 marzo 1849 è promosso Capitano il 12 luglio 1859. Diventa Maggiore il 25 ottobre 1863 e poi Capo di Stato Maggiore della Divisione di Alessandria. Il 15 luglio 1877 è promosso Colonnello e nominato comandante della Scuola di Fanteria. Nell’aprile del 1882 è comandante del Distretto della Divisione di Genova e il 13 aprile 1884 viene messo in P.A. Fotografia CDV. Fotografo: H. Le Lieure – Torino. 1863 ca.

Arc. 3357: Corpo Reale di Stato Maggiore: Cristiano Lobbia in gran montura da Maggiore di Stato Maggiore (Asiago, 30 gennaio 1826 – Venezia, 2 aprile 1876).  Durante la sua carriera militare raggiunse i gradi di Colonnello del Regio Esercito, comandante dei Cacciatori delle Alpi, alto ufficiale durante la spedizione dei Mille, Generale del Genio, sottocapo di Stato Maggiore poi Capo di Stato Maggiore, Vicecomandante del corpo dei Bersaglieri e Ministro della Guerra. Grazie ai suoi servigi e alla sua lealtà verso l’Italia ottenne, oltre al pubblico elogio di Garibaldi, le croci di Savoia, della Corona d’Italia, dei Ss. Maurizio e Lazzaro e la medaglia d’argento al valore militare. In seguito, anche i titoli di Colonnello e Generale della Repubblica Francese dopo aver combattuto al fianco di Napoleone III contro la Prussia nella Guerra Franco-Prussiana. Nacque ad Asiago (città un tempo parte della Reggenza dei Sette Comuni) da Maddalena Bonomo e Giovanni Domenico; la sua famiglia era benestante e probabilmente risiedeva nella Casa Lobbia che sorgeva nei pressi del Duomo cittadino. Dotato di spiccata intelligenza, venne avviato agli studi di matematica e nel 1846 si iscrisse all’Università degli Studi di Padova, ma due anni dopo abbandonò gli studi per unirsi ai moti insurrezionali del 1848 contro l’Impero Austriaco che a quel tempo governava il Veneto, costituendo e comandando un corpo di 800 volontari da lui chiamato “Legione Cimbrica”, detta anche “dei Crociati” per via della divisa che indossavano, composta da una camicia azzurra con una grande croce rossa sul petto. La Legione Cimbrica si distinse per valore nel contenere l’avanzata delle truppe austriache, assai superiori di numero e meglio armate ed addestrate e parecchi dei volontari superstiti presero successivamente parte alla seconda guerra di indipendenza e alla Spedizione dei Mille. Ripresi gli studi e conseguita la laurea in Matematica, gli venne affidata la direzione dei lavori della nuova strada denominata Costo di Asiago, che portò a termine superando con il suo ingegno le difficoltà tecniche emerse nel corso dei lavori. Ma nel petto dello stimato professionista batte un cuore di patriota, e quando alcuni anni dopo inizia la seconda guerra di indipendenza, Cristiano Lobbia non ha esitazioni a mettersi in contatto con Garibaldi, a cui era già noto il valore del comandante legionario, che gli conferì il grado di colonnello ed il comando di un battaglione dei Cacciatori delle Alpi, alla guida del quale si distinse nuovamente per il suo valore impegnando con successo gli austriaci nel 1859 in quelle valli che, a ricordo della vittoria, portano tuttora il nome di “Lobbia Alta”, “Lobbia Media” e “Lobbia Bassa”. L’anno seguente il Lobbia parteciperà all’impresa dei Mille, anche qui distinguendosi per le sue qualità, in particolare durante la cattura della piazzaforte borbonica di Messina che gli valse la promozione sul campo a Capo di Stato Maggiore. Nel 1867 Cristiano Lobbia, una volta conclusa la sua carriera militare come vice comandante del corpo dei Bersaglieri, viene eletto deputato al Parlamento del Regno d’Italia nel collegio di Thiene tra i rappresentanti di sinistra del partito liberale. Egli si fece notare e stimare quasi immediatamente per la sua statura morale e per lo spirito battagliero che lo animava. La sua battaglia parlamentare più famosa è quella relativa allo “scandalo del Monopolio dei Tabacchi”, che scaturì dai fondati sospetti che l’approvazione parlamentare della concessione da parte del Regno ad un gruppo di imprese private del monopolio della coltivazione del tabacco e della manifattura dei prodotti da fumo fosse stata “pilotata” per mezzo di finanziamenti illeciti da parte di noti banchieri interessati nell’affare ad un nutrito numero di deputati (si parla di circa 60). Ciò diede origine nel maggio del 1869 ad una virulenta campagna di stampa, che spinse il Parlamento di Firenze, allora capitale del Regno, a nominare un’apposita commissione di inchiesta. Nel corso del dibattito parlamentare, quando sembrava ormai che la proposta di nominare la commissione stesse per essere respinta, Lobbia dichiarò in aula di essere in possesso di prove e testimonianze decisive riguardanti le tangenti pagate al deputato Giuseppe Civinini, anche lui ex garibaldino, il cui voto era stato tra quelli determinanti per l’approvazione del monopolio, mostrando agli esterrefatti deputati una busta il cui contenuto – egli disse – avrebbe provato senza ombra di dubbio le responsabilità di corrotti e corruttori. A seguito di questo clamoroso episodio la Camera votò l’istituzione della Commissione di inchiesta, alla cui presidenza venne nominato l’on. Giuseppe Pisanelli. La commissione si insediò il 1º giugno 1869, e convocò come primi testimoni Francesco Crispi e lo stesso Lobbia per il successivo 16 giugno, ma la notte precedente, mentre si recava a casa del deputato Antonio Martinati, Lobbia rimase vittima di un’aggressione da parte di uno sconosciuto in via dell’Amorino, che dapprima gli sferrò un colpo di bastone in testa e poi lo ferì con tre coltellate al petto. Grande fu l’indignazione che questo attentato suscitò nell’opinione pubblica, che vedeva nel Lobbia un paladino in lotta contro il malaffare e la corruzione dilagante. La stampa indipendente criticò l’accaduto e vi furono manifestazioni e tumulti in diverse città italiane, ed in modo particolare a Milano dove si contarono diversi feriti negli scontri con le forze dell’ordine, che operarono sequestri di giornali, scioglimenti di riunioni e numerosi arresti. Garibaldi stesso espresse la sua solidarietà a Lobbia con una sua lettera, in cui definiva “tempi borgiani” l’atmosfera in cui era maturato il delitto. Ancor più sorprendente dell’attentato a Lobbia fu il fatto che il 17 giugno il Governo, tramite un Regio Decreto, dichiarava chiusa d’autorità la sessione parlamentare, impedendo di fatto la continuazione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta e la testimonianza di Lobbia. La stampa di sinistra criticò aspramente il Governo, accusandolo di voler sfuggire alle sue responsabilità, ma la stampa di parte governativa cominciò ad insinuare che l’agguato a Lobbia fosse stato simulato dallo stesso deputato per nascondere l’assoluta mancanza di prove a carico di Civinini e degli altri personaggi da lui accusati, sfruttando la circostanza che a soccorrerlo fosse stato il suo alleato Martinati, e che non vi fossero altri testimoni del fatto, dal momento che un altro uomo che aveva assistito all’episodio era morto durante l’estate in circostanze misteriose, ed il cadavere di un’altra persona, che alcuni indizi indicavano come il sospetto aggressore, venne ripescato nell’Arno. La vicenda ebbe un ovvio strascico giudiziario, ed il procedimento penale dapprima iniziato contro ignoti per l’aggressione al Lobbia, si trasformò ben presto in una trappola per il deputato veneto, grazie soprattutto all’azione del Regio Procuratore di Firenze che, per compiacenza verso il governo, accusò il Lobbia di aver messo in scena l’attentato, ottenendo il 17 novembre la condanna dello stesso e del Martinati per “simulazione di reato”. La sentenza provocò nuovo scalpore nell’opinione pubblica, ed il Lobbia, presentatosi in Parlamento indossando provocatoriamente la stessa bombetta che portava la sera in cui fu aggredito, e che presentava un incavo nel mezzo dovuto al colpo di bastone ricevuto, vide accrescersi ulteriormente la sua popolarità al punto che un intraprendente cappellaio fiorentino si mise a fabbricare e a vendere cappelli “alla Lobbia” dando così origine al famoso copricapo. Lobbia e Martinati fecero ricorso in appello, ma la condanna venne confermata. Nel frattempo era scoppiata la guerra franco-prussiana e Lobbia, avendo saputo che Garibaldi stava raccogliendo volontari per combattere i Prussiani a fianco della III Repubblica Francese, non esitò a rinunciare al mandato parlamentare per tornare nuovamente a combattere con l’Armata dei Vosgi, stavolta con il grado di generale, e partecipare valorosamente alla battaglia di Digione. Terminata la campagna bellica, Cristiano Lobbia tornò alla sua attività di ingegnere civile e nel 1872 ottenne finalmente soddisfazione dalla Suprema Corte di Cassazione, che annullò la precedente sentenza di condanna e decise un nuovo processo d’appello, celebrato presso la Corte di Appello di Lucca che si concluse nel 1875 con una sentenza di assoluzione per insufficienza di prove. Fu questa una ben magra consolazione per Lobbia, il quale, provato dalle traversie e dalle amarezze subite, si spense a Venezia pochi mesi dopo all’età di 50 anni, senza poter assistere alla nascita del suo terzo figlio, Cristiano. Nella città lagunare gli vennero tributati solenni funerali, con larga partecipazione di autorità e di pubblico come riconoscimento per i suoi sacrifici e la sua dirittura morale. Oggi è sepolto nel cimitero di Asiago tra le tombe dei cittadini illustri dell’Altopiano. Fotografia CDV. Fotografo: Laisné & Cie. – Palermo. 

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Arc. 58: Corpo Reale di Stato Maggiore: Sanvitale conte Ugo in gran montura da Maggiore di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Parma 1817 – 189 ). Tenente nel I° Spahis (Francia) nel 1856, viene promosso Capitano nel 1859 e il 25 ottobre 1863 è nominato Capitano di Stato Maggiore nel Regio Esercito. Il 9 novembre dello stesso anno è già Maggiore e passa nell’Ufficio Superiore di Torino e nel 1864 è addetto nella Divisione di Modena. Nel 1865 è nella Divisione Militare di Torino e nel 1867 passa alla Divisione di Firenze. Nel 1870 è Capo di Stato Maggiore della 3^ Divisione e poco dopo passa alla Divisione di Perugia. Il 12 marzo 1871 è promosso Tenente Colonnello di Fanteria nel I° Distretto di Alessandria e nell’ottobre dello stesso anno è comandante del 52° Distretto di Macerata. Nel dicembre del 1874 passa nella riserva e nel dicembre del 1893 è promosso Colonnello. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1864 ca.

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Arc. 2698: Corpo Reale di Stato Maggiore: Centurione principe Giuseppe in gran montura da Maggiore di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871. Fotografia CDV. Fotografo: A. Bernoud – Firenze – Napoli – Livorno. 1860 ca.

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Arc. 2069: Corpo Reale di Stato Maggiore: Chiarle Vittorio in gran montura da Maggiore di Stato Maggiore (Torino, 1828 – 1904). Sottotenente di Fanteria nel 1848, partecipò alle campagne di quell’anno e del successivo, e a Novara rimase ferito. Combattè anche in Crimea, nella campagna del 1859 – 60 e nel 1866 col grado di Maggiore di Stato Maggiore. Comandò da Colonnello (1872) il 64° Reggimento Fanteria della Brigata Cagliari. Maggior Generale nel 1877, tenne il comando della Brigata Bologna e nel 1885 andò in posizione ausiliaria. Nel 1895 fu promosso Tenente Generale nella riserva. Fotografia CDV. Fotografo: F. Sidoli – Piacenza.

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Arc. Corpo Reale di Stato Maggiore: Maggiore in montura festiva con spencer e stivali. Fotografia CDV. Fotografo: G. Isola – Parma.

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Arc. 3246: Corpo Reale di Stato Maggiore: Maggiore in montura festiva con spencer e stivali. Fotografia CDV. Fotografo: R. Ferretti – Ferrara. 

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Arc. 2796: Corpo Reale di Stato Maggiore: Perrone di San Martino conte Angelo in gran montura da Capitano di Stato Maggiore con cappotto Ufficiale d’Ordinanza Effettivo dei Reali Principi Umberto e Amedeo (stesso distintivo di quello del Re) mod. 15 agosto 1860 – 24 novembre 1861 (Torino 14 dicembre 1829 – Torino 16 marzo 1891). Allievo dell’Accademia Militare di Torino il 6 ottobre 1844 ne uscì il 3 settembre 1848 Sottotenente nei Granatieri Guardie. Tenente il 20 luglio 1855, fu dapprima applicato e poi, nel 1860, Capitano effettivo del Corpo di Stato Maggiore e nella campagna del 1859 ebbe a San Martino la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Maggiore il 3 aprile 1862, partecipò alla campagna del 1866 e “per l’intelligenza e l’attività spiegate durante la giornata del 24 giugno in faccia al nemico, e pei lodevoli servizi resi durante la campagna” ebbe la seconda Medaglia al Valor Militare. Nel 1868 ottenne l’aspettativa e nel 1870 andò in ritiro. Fu Ufficiale d’Ordinanza Effettivo dei Reali Principi Umberto e Amedeo dal 1860 al 18 settembre 1862 e Ufficiale d’Ordinanza Onorario del Re dall’11 giugno 1863 al 1870.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    San Martino 24 giugno 1859
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Custoza 24 giugno 1866

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Arc. 407: Corpo Reale di Stato Maggiore: Ferreri Cesare in montura festiva da Maggiore di Stato Maggiore mod. 12 marzo 1860 – 1° giugno 1864 Ufficiale d’Ordinanza del Re (Mondovì, 9 maggio 1829 – Torino, 1909). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 2 gennaio 1845, uscì il 28 marzo 1848 Sottotenente nell’11° Reggimento Fanteria. Tenente il 23 dicembre 1848, partecipò alla campagna del 1848-49. Promosso Capitano il 26 luglio 1855, fu trasferito allo Stato Maggiore. Il 23 maggio 1859, durante la campagna contro l’Austria, in seguito a ferita d’arma da fuoco riportata nei combattimenti sulla Sesia, dovette subire l’amputazione del piede destro. Ottenne per il contegno tenuto durante i combattimenti la Medaglia D’Argento al Valor Militare. Promosso Maggiore fu Comandante in 2^ del Collegio Militare di Milano per poi essere promosso Tenente Colonnello e Comandante della Scuola il 14 aprile 1861. Promosso Colonnello il 12 marzo 1863 passò al comando del Collegio Militare di Napoli il 1° settembre 1869. Maggior Generale il 9 dicembre 1871 venne posto al comando della Scuola Militare di Modena fino al suo passaggio in Posizione Ausiliaria nel 1880. Venne promosso Tenente Generale nella Riserva il 22 ottobre 1885. Fu Ufficiale d’Ordinanza Onorario del Re dal 1860 al 12 marzo 1863. Fotografia CDV. Fotografo: E. Maza – Milano.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Sesia 1859

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Arc. 783: Corpo Reale di Stato Maggiore: Bellentani Vincenzo in gran montura da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 ( Sorbolo 1824 ). Partecipò da sottufficiale alla campagna del 1848 e promosso sottotenente nel 23° fanteria delle truppe lombarde prese parte alla campagna del 1849 ed alla spedizione d’Oriente del 1855 – 56. Si distinse nella campagna del 1859 meritandosi una Medaglia d’Argento al Valor Militare nel fatto d’armi di Palestro e riconfermò brillantemente il suo valore nella campagna d’Ancona e Bassa Italia (1860 – 61) durante la quale si guadagnò una Medaglia di Bronzo al Valore per la presa di Perugia e l’assedio di Ancona e la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia per la presa di Capua. Fu insegnante alla Scuola Militare di Modena (1862-66) e prese parte quale Capitano addetto al quartier generale principale alla campagna del 1866. Promosso Colonnello nel 1878, comandò il 46° e il 64° Reggimento Fanteria, dopo aver trascorso due anni nell’arma dei Carabinieri Reali quale comandante della Legione Torino e della Legione Allievi. Collocato in P.A. a sua domanda (1885), raggiunse nel 1894 il grado di Maggior Generale nella riserva. Fotografia CDV. Fotografo: A. Hautmann & C. – Firenze. 1866 ca.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia
    Assedio di Ancona 1860
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Palestro 1859
Medaglia di bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Menzione Onorevole
     Perugia 1860

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Arc. 1506: Corpo Reale di Stato Maggiore: Capitano in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: E. di Chanaz – Torino.

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Arc. 887: Corpo Reale di Stato Maggiore: Ottolenghi Giuseppe (Sabbioneta, 26 dicembre 1838 – Torino, 2 novembre 1904) in piccola montura con spencer da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871. Nacque a Sabbioneta (provincia di Mantova) il 26 dicembre 1838, figlio di Aronne, di professione negoziante, e della signora Gentilla Ester Forti. Alcuni anni dopo la famiglia, che da parte del padre era originaria di Acqui, ritornò in Piemonte, ed egli proseguì gli studi a Torino, iscrivendosi anche alla locale università. Nell’imminenza dello scoppio della seconda guerra di indipendenza si arruolò volontario nell’armata sarda. Seguì due brevi corsi presso la Regia Accademia Militare e la Scuola normale di Fanteria di Ivrea, al termine dei quali, il 27 luglio 1859 ottenne il grado di Sottotenente, entrando in servizio presso il 17º Reggimento Fanteria “Acqui”. L’anno successivo venne promosso Tenente, e partecipò alla campagna dell’Italia meridionale dove, il 12 novembre 1860, rimase ferito durante l’assedio di Gaeta, venendo decorato per questo con una Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nel maggio 1861 entrò in servizio presso il Corpo di Stato maggiore rimanendovi successivamente come addetto all’Ufficio superiore e allo Stato Maggiore delle truppe fino al 1871. Durante questo periodo, il 12 marzo 1863, ottenne la promozione a Capitano. Distaccato presso il VI Corpo d’armata di Napoli, durante le operazioni di repressione del brigantaggio rimase due volte ferito, e il 30 maggio 1864 durante uno scontro a Sant’Ilario Calabro, ebbe il cavallo ucciso sotto di lui mentre con una colonna mista di Fanteria e Cavalleria scortava il suo comandante. Lo scontro si concluse con la definitiva eliminazione di una delle bande che avevano partecipato all’agguato, e questo fatto gli valse la concessione di una seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare. Durante la terza guerra d’indipendenza fu addetto allo Stato Maggiore della 3ª Divisione al comando dal Generale Filippo Brignone. Durante la battaglia di Custoza, il 24 giugno, in località Monte Croce, visto che il Generale Brignone si trovava in una situazione di pericolo, di sua iniziativa si pose al comando dei carabinieri e delle guide addetti al comando, andando alla carica del nemico e respingendolo. Per questa azione fu decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. La stima di cui godeva all’interno dello Stato maggiore ebbe conferma nell’estate 1869, quando venne prescelto per assistere alle grandi manovre dell’esercito francese, le ultime del Secondo Impero, che si tenevano quell’anno a Châlons. Durante la guerra franco-prussiana fu attaché militare presso l’esercito francese. Nell’agosto 1871 divenne insegnante titolare di storia e arte militare presso la Regia Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena. Promosso Maggiore il 9 novembre 1872, fu destinato al 62º Reggimento Fanteria, di stanza in Sicilia, espletando il necessario periodo di comando previsto per gli ufficiali di Stato Maggiore. Ritornò a Modena nel 1873, riprendendo il precedente incarico, dando alle stampe, presso la Tipografia sociale, i due volumi di Tattica ed operazioni speciali destinati agli allievi dell’Accademia. Nel dicembre dello stesso anno fu trasferito a Torino in qualità di addetto allo Stato Maggiore del locale comando generale, e il 25 febbraio 1877 convolò a giuste nozze con la signora Elisa Lea Segre. In quello stesso anno divenne Capo di Stato Maggiore della 2ª Divisione territoriale di Alessandria, e ottenne la promozione a Tenente Colonnello. Dall’aprile 1879 entrò a far parte della Commissione internazionale incaricata, dopo lo svolgimento del Congresso di Berlino, di fissare i confini fra il Regno del Montenegro e l’Impero ottomano, svolgendo tale incarico sino alla fine del 1880. Nel giugno 1881, promosso Colonnello, assunse il comando del 27º Reggimento Fanteria “Pavia”, che mantenne per circa un anno, passando nel novembre 1882 al comando quello del neocostituito 4º Reggimento Alpini a Torino. Nel 1884 ritornò al Corpo di Stato Maggiore, dapprima come addetto dapprima al II Corpo d’Armata di Genova, passando nel 1886 presso la direzione del I Corpo d’Armata di Torino. L’8 aprile 1888 assunse il comando della Brigata Re, di stanza a Roma, con il grado di Colonnello Brigadiere, ricevendo il giorno 14 dello stesso mese la promozione a Maggiore Generale. Durante la sua permanenza nella capitale, venne prescelto da Re Umberto I a svolgere l’incarico di insegnante di materie militari del principe ereditario Vittorio Emanuele. Il rapporto tra lui e il futuro sovrano proseguì tra il 1891 e 1892 quando, trasferita la Brigata Re a Napoli, il principe assunse il comando del 1º Reggimento Fanteria. Nel gennaio 1895 fu elevato al rango di Tenente Generale, e fu trasferito a Torino in qualità di comandante della locale Divisione militare territoriale, incarico che mantenne sino al suo trasferimento a Palermo nel luglio 1899, dove assunse il comando del XII Corpo d’Armata. Il 16 aprile 1902 assunse il comando del IV Corpo d’Armata, mantenendolo per solo un mese. Il 14 maggio fu nominato Ministro della guerra nel governo liberale presieduto da Giuseppe Zanardelli, sostituendo Coriolano Ponza di San Martino . L’ingresso nel governo comportò la contemporanea nomina a Senatore del Regno. Le ristrettezze del bilancio governativo non gli permisero di realizzare i suoi piani per l’ammodernamento dell’esercito, soprattutto in materia di reclutamento e di organico, ma ebbe il merito di snellire il funzionamento del ministero decentrando molte delle incombenze ai comandi di armata e di corpo d’armata, accelerò le carriere degli ufficiali subalterni con la promozione a capitano di 400 tenenti soprannumerari, fissò i nuovi organici dei farmacisti degli ospedali militari, e formò le prime compagnie sciatori nei reggimenti alpini portando avanti l’opera di modernizzazione avviata dal suo predecessore Ponza di San Martino. Dopo le dimissioni del Governo Zanardelli, formalizzate il 21 ottobre 1903, venne collocato a disposizione per breve tempo, assumendo il comando del I Corpo d’Armata di Torino il 1º dicembre dello stesso anno. Mantenne tale incarico fino alla sua morte, avvenuta improvvisamente a Torino il 2 novembre 1904 per un attacco cardiaco. Fotografia CDV. Fotografo: A. Bernoud – Livorno – Firenze – Napoli. 

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia, 1866[8] - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, 1866
 
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
                    «Per il valore dimostrato all’assedio di Gaeta»
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
                   «Nella repressione del brigantaggio»
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia
 
Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Grand’Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
 
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria   Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)
 
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza
 
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
 

Onorificenze straniere

Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d'Indipendenza italiana - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia francese commemorativa della Seconda Guerra d’Indipendenza italiana

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Arc. 422: Corpo Reale di Stato Maggiore: Domenico Farini (Montescutolo, 2 luglio 1834 – Roma, 18 gennaio 1900) in gran montura da Tenente di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871. Nacque a Montescutolo dove suo padre, il noto patriota Luigi Carlo Farini, di professione medico, da Russi era stato mandato al confino per motivi politici dalle autorità pontificie. Seguì il padre in esilio dapprima nel Granducato di Toscana (1843) successivamente in Piemonte. Nel 1850 entrò nell’Accademia Reale di Torino da cui nel 1855 uscì col grado di Sottotenente del Genio militare. Durante la seconda guerra di indipendenza italiana comandò dapprima una Compagnia di Zappatori (1859) e poi durante la campagna 1860 – 61 fu  trasferito allo Stato Maggiore di Manfredo Fanti; prese parte all’assedio di Ancona e di Gaeta meritando una  Medaglia d’Argento al Valor Militare e la Croce dell’Ordine Militare di Savoia . Fece la campagna del 1866 e poi si dimise per dedicarsi alla vita politica. Dopo che suo padre fu nominato da Cavour dittatore degli stati dell’Italia centrale, seguì il padre come addetto agli affari militari. Cominciò allora anche la carriera politica: fu deputato di Russi all’Assemblea Nazionale dei popoli delle Romagne (l’organo istituito per favorire l’annessione delle ex legazioni al Regno di Sardegna). Massone, il 21 giugno 1867, durante l’Assemblea costituente di Napoli, nei locali della Loggia “Egeria”, fu nominato membro del Grande Oriente d’Italia. Farini fu eletto alla Camera dei deputati italiana nel 1864, nel collegio di Ravenna schierandosi poi nel gruppo di centro sinistra. Fu segretario della Camera per tre volte tra il 1878 e il 1884. Dopo un periodo di assenza dalle attività politiche, da lui trascorso a Saluggia in Piemonte, fu eletto senatore nel 1886 e l’anno successivo fu nominato presidente del senato del regno, riconfermato nel 1894. Nel 1892 il Re lo insignì del collare dell’Annunziata. Fotografia CDV. Fotografo: F.M. Chiapella – Torino. 1863 ca.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
    1892
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
    1892
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
    1892
Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia
    Campagna della Bassa Italia 1860
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Campagna della Bassa Italia 1860
Medaglia commemorativa delle campagne delle guerre d'indipendenza (4 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle guerre d’indipendenza             (4 barrette)
   
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia

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Arc. 1240: Corpo Reale di Stato Maggiore: Rasini di Mortigliengo conte Calisto Angelo in gran montura da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 ( Savigliano 1840 – Treviso 1911 ). Sottotenente dei Granatieri nel 1858, partecipò alla guerra del 1859 e meritò la Medaglia d’Argento al Valor Militare a San Martino. Passato nello Stato Maggiore prese parte alla campagna dell’Umbria e delle Marche dove ottenne, a Perugia una seconda Medaglia d’Argento, ed a quella della Bassa Italia dove a Mola di Gaeta ebbe la Menzione Onorevole. Nella guerra del 1866 fu decorato a Custoza della Croce da Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Dopo essere stato Ufficiale d’Ordinanza del Re Vittorio Emanuele II, fu promosso nel 1881 Colonnello comandante il 36° Reggimento Fanteria. Maggior Generale nel 1889, comandò la Brigata Napoli e l’anno seguente fu Aiutante di Campo Generale di Re Umberto I; nel 1894 passò al comando della Brigata Reggio. Tenente Generale comandante la Divisione militare di Bari nel 1895, passò nel 1896 a comandare quella di Alessandria. Andato in P.A. nel 1899, venne trasferito nella riserva nel 1902. Fotografia CDV. Fotografo: E. Di Chanaz – Torino. 1865 ca.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia
    Custoza 1866
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    San Martino 1859
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Perugia 1860
Medaglia di bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria     Menzione Onorevole
      Mola di Gaeta 1860

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Arc. 3322: Corpo Reale di Stato Maggiore: Tenente in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: L. Tuminello – Torino. 

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Arc. 3322: Corpo Reale di Stato Maggiore: Tenente in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Alinari – Firenze. 

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Arc. 2245: Corpo Reale di Stato Maggiore: Guidotti Ernesto in montura festiva da Maggiore dello Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Firenze 1833 – La Spezia 1918). Ufficiale toscano partecipò con il suo esercito alla campagna del 1859 e il 5 maggio 1859 passò nell’esercito sardo con il grado di Capitano di Stato Maggiore addetto alla 3^ Divisione. Il 23 marzo 1862 viene promosso Maggiore e Capo di Stato Maggiore della Divisione Palermo, della Divisione Parma nel 1865 e della Divisione Firenze nel 1866. Nella campagna di quell’anno meritò la Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Il 29 maggio 1869 viene nominato Tenente Colonnello e gli viene assegnato il comando del 6° Reggimento Fanteria. Nel 1870 diventa Ufficiale d’Ordinanza del Re Vittorio Emanuele II alla morte del quale passò con lo stesso grado al servizio di Umberto I. Il 22 ottobre 1874 è Colonnello comandante il 2° Bersaglieri e nel 1877 diventa Aiutante di Campo Effettivo di Vittorio Emanuele II e poi di Umberto I (03/05/1877 – 02/06/1881). Maggior Generale nel 1881 viene poi nominato Tenente Generale nel 1887 e gli viene affidato il comando della Divisione Bari e nel 1891 della Divisione Torino. Nel 1893 passa nella riserva. Fotografia CDV. Fotografo: A. Duroni – Milano. 1865 ca.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia
    1866

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Arc. Corpo Reale di Stato Maggiore: Maggiore in montura festiva. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Alinari – Firenze.

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Arc. 2942: Corpo Reale di Stato Maggiore: Incisa della Rocchetta Marchese Alberto in montura festiva con spencer da Capitano di Stato Maggiore in montura festiva con spencer da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Milano 1827 – Torino 1913). Sottotenente nel 1848, venne promosso Tenente del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna il 5 maggio 1849. Promosso Capitano venne trasferito al Corpo Reale di Stato Maggiore il 15 agosto 1858 e nel 1859 venne assegnato come addetto di Stato Maggiore alla 1^ Divisione del 5° Corpo d’Armata. Il 25 aprile 1861 venne promosso Maggiore nella 9^ Divisione e il 20 agosto 1866 ottenne il grado di Tenente Colonnello Sotto Capo di Stato Maggiore del Dipartimento Militare di Milano. Nel 1869 venne destinato al 6° Reggimento Fanteria della Brigata Aosta e nel 1870 gli venne affidato il comando del 31° Reggimento Fanteria della Brigata Siena. Il 12 marzo 1872 venne promosso Colonnello e il 18 febbraio 1880 fu Colonnello Brigadiere Comandante la 22^ Brigata di Fanteria a Roma. Il 16 agosto 1880 passò alla Riserva e il 16 febbraio 1882 fu nominato Maggior Generale. Fu Ufficiale d’Ordinanza Onorario del Re il 30 dicembre 1859, Aiutante di campo Onorario del Re dal 12 marzo 1872 al 23 gennaio 1878 poi con i distintivi di Cessata Casa. Fotografia CDV incollata su cartoncino. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia
    19 giugno 1859

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Arc. 1661: Corpo Reale di Stato Maggiore: Abate Luigi Carmine Felice in montura festiva da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Aquila 1836 – Napoli 1900). Nominato Alunno Alfiere nel Genio militare dell’Esercito delle Due Sicilie, passò col grado di Luogotenente nello Stato Maggiore del Genio dell’Esercito Italiano (1861) e nello stesso anno fu ammesso col grado col grado di Capitano nel Corpo di Stato Maggiore. Promosso Maggiore (1869) prestò per due anni servizio presso l’11° Fanteria e ritornò quindi nel Corpo di Stato Maggiore dove rimase fino al grado di Colonnello. Maggior Generale nel 1885 ebbe prima (1885 – 1890) il comando della Brigata Napoli, poi (1886 – 1890) la carica di Aiutante di Campo Generale di S.M. Nel 1891, promosso Tenente Generale, ebbe il comando della Divisione Militare di Messina e del VI e XIII Corpo d’Armata, sino a che nel 1898, fu collocato in posizione di servizio ausiliario su sua domanda. Prese parte alla Campagna della Bassa Italia (1860 – 61) ed a quella del 1866. Fotografia CDV. Fotografo: Fotografia Inglese – Napoli.

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Arc. 2237: Corpo Reale di Stato Maggiore: Moreno Gennaro in montura festiva da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Gaeta 1838 – Bologna 1901). Sottufficiale dell’esercito delle Due Sicilie, passò nel 1860 in quello italiano divenendo Sottotenente di Fanteria nel 1862. Passato nel Corpo di Stato Maggiore, combatté nel 1866 e 1870 meritando a Custoza la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Insegnò storia ed arte militare alla Scuola di Modena e, successivamente, dal 1879 al 1888, tattica, storia militare e logistica alla Scuola di guerra, della quale divenne Colonnello Comandante in 2^ nel 1888. Nel 1892 passò a comandare il 15° Fanteria e nel 1894 fu direttore generale della leva e truppe al ministero della guerra. Maggior Generale nel 1895, comandò la Brigata Pavia dal 1896 al 1899, nel quale anno ebbe il comando della Divisione Ravenna. Collaboratore della Rivista Militare pubblicò, fra l’altro, dei manuali di storia militare, dei manuali di logistica, una monografia su Calvi in Cadore ed uno studio sulla campagna del 1859. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1866 ca.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
    Custoza 1866

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Arc. 2485: Corpo Reale di Stato Maggiore: San Martino Valperga conte Guido in montura giornaliera da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Torino, 21 febbraio 1834 – Sestri Levante, 11 agosto 1916). Allievo della Scuola Militare entra nella Reale Accademia Militare di Torino dalla quale esce Sottotenente. Partecipa alla campagna del 1855-56 in Crimea e a quella del 1859. Nel 1860-61 partecipa alla campagna nella Bassa Italia dove gli viene conferita la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Partecipa poi alla campagna del 1866 contro l’Austria con il grado di Capitano di Stato Maggiore guadagnando alla fine delle guerre d’indipendenza due Medaglie d’Argento al Valor Militare. E’ eletto deputato nella X – XIV – XV legislatura e il 7 giugno 1886 viene eletto Senatore. Fotografia CDV montata su cartoncino. Fotografo: Sconosciuto. 1866 ca.

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
    1° giugno 1861
Medaglia d'argento al valor militare (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
   
Medaglia d'argento al valor militare (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
   
Medaglia piemontese della guerra di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia piemontese della guerra di Crimea
   
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (5 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d’Indipendenza (5 barrette)
   
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia a ricordo dell’Unità d’Italia

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Arc. 2929: Corpo Reale di Stato Maggiore: Perrier Giulio – Ernesto in montura festiva da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Chamonix 1837 – Palermo 1905). Sottotenente di Fanteria nel 1859, venne promosso Tenente il 10 giugno 1860 e il 12 marzo 1863 Capitano Applicato di Stato Maggiore nella Divisione Parma. Il 10 maggio 1872 ottenne il grado di Maggiore nel comando Generale Militare di Palermo. Il 15 luglio 1877 venne promosso Tenente Colonnello e l’8 novembre 1880 fu Colonnello Comandante del 25° Reggimento Fanteria della Brigata Bergamo. L’8 aprile 1888 ottenne il grado di Maggior Generale al comando della Brigata Casale e nel 1898 passò come Tenente Generale nella Riserva. Fu Ufficiale d’Ordinanza Onorario del Re dal 1875 al 23 gennaio 1878 poi distintivo di Cessata Casa fino all’8 aprile 1888. Fotografia CDV. Fotografo: G. Calvi – Parma.

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Arc. 3155: Corpo  Reale di Stato Maggiore: Carenzi Francesco in montura festiva da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Novi Ligure, 1837 – Roma, 1897). Partecipò da Sottotenente di Fanteria alla campagna del 1859 e, da Capitano di Stato Maggiore alla campagna del 1866. Promosso Colonnello nel 1881 fu comandante del 49° Reggimento Fanteria e quindi Addetto al Comando del Corpo di Stato Maggiore e nel 1884 fu nominato comandante in 2^ della Scuola Militare. Comandò da Colonnello Brigadiere la Brigata Forlì. Promosso Maggior Generale ebbe successivamente le funzioni di comandante della Brigata Granatieri di Sardegna, della Scuola Militare, di Sottosegretario di Stato alla Guerra. Raggiunto il grado di Tenente Generale nel 1894 comandò la Divisione Militare di Piacenza e nel 1896 ebbe la nomina a Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Fu deputato al Parlamento per i collegi di Pisa e Voltri nella XVII, XVIII E XIX Legislatura. Fotografia CDV. Fotografo: V. Laisné – Palermo. 

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Arc. 2772: Corpo Reale di Stato Maggiore: Capitano in montura festiva mod. 01/06/1864 – 05/08/1871. Fotografia CDV. Fotografo: E. Di Chanaz – Torino. 1865 ca.

Arc. 2448: Corpo Reale di Stato Maggiore: Capitano in montura festiva mod. 01/06/1864 – 05/08/1871. Fotografia formato 9,3 x 12,3. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2488: Corpo Reale di Stato Maggiore: Figdor Luigi in montura festiva da Capitano di Stato Maggiore mod. 01/06/1864 – 05/08/1871. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Bernieri – Torino. 1865 ca.

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Arc. 2698: Corpo Reale di Stato Maggiore: Aymonino Carlo in piccola montura con spencer da Capitano di Stato Maggiore e Ufficiale d’Ordinanza Onorario del Re mod. 01/06/1864 – 05/08/1871 (Torino 1841 – Torino 1914). Sottotenente dei Granatieri nel 1859, partecipò come Tenente alla Campagna di Ancona e Bassa Italia (1860-61) guadagnandosi una Medaglia d’Argento al Valor Militare nel combattimento del Macerone. Il 31 marzo 1864 viene promosso Capitano e passa nello Stato Maggiore prendendo parte alle campagne del 1866 e 1870, meritandosi una seconda Medaglia d’Argento nel fatto d’arme di Civita Castellana. Promosso Maggiore nel 10° Reggimento Bersaglieri, passò nel 1877 nel Corpo di Stato Maggiore e dal 1880 al 1883, col grado di Tenente Colonnello, fu Ufficiale d’Ordinanza (10/06/1861 – 23/01/1878) e Aiutante di Campo di S.M. Colonnello nel 1883, fu comandante del 1° Reggimento Bersaglieri e del 49° Reggimento Fanteria e da Maggior Generale (1891) ebbe il comando della Brigata Ancona. Promosso Tenente Generale (1896) comandò la Divisione Militare di Perugia e più tardi (1898) la Divisione Militare di Firenze, sino a che, nel 1900, fu collocato in posizione di servizio ausiliario. Fotografia CDV. Fotografo: G. Marzocchini & Figlio – Livorno. 1866 ca.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Macerone 1860
Medaglia d'argento al valor militare (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’argento al valor militare
    Civita Castellana 1870

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Arc. 1760: Corpo Reale di Stato Maggiore: Giuseppe Cortesio conte Allighieri-Serego in montura festiva con spencer da Tenente di Stato Maggiore e la sorella Anna (Verona 18 dicembre 1840 – Verona 18 luglio 1887). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 1° ottobre 1861, uscì il 19 luglio 1863 Sottotenente del Genio. Tenente nel Corpo di Stato Maggiore il 13 agosto 1865, Capitano il 7 ottobre 1870, guadagnò nella campagna del 1866 la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Andato poi il 14 maggio 1872 in aspettativa, venne il 2 luglio 1873 dispensato dal servizio per volontaria dimissione. Fotografia CDV. Fotografo: Fabre – Torino. Datata 2 dicembre 1864.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria  Medaglia d’argento al valor militare – 1866

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Arc. 2853: Corpo Reale di Stato Maggiore: Orero Baldassarre in piccola montura da Tenente di Stato Maggiore ( Novara 1° giugno 1841 – Novara 1914). Entrato all’Accademia Militare il 22 ottobre 1855, uscì il 26 aprile 1859 Sergente del 10° Reggimento Fanteria perché non raggiungeva ancora l’età prescritta. Tenente il 2 maggio 1860, fu aggiunto al Corpo Reale di Stato Maggiore, ebbe nella campagna dell’Umbria e Marche una prima, e nella campagna della Bassa Italia una seconda Medaglia d’Argento al Valor Militare. Capitano dei Bersaglieri nel Maggio 1861, fu trasferito nel Corpo di Stato Maggiore e nel 1866 fu decorato a Primolano della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia “per essersi distinto non solo per coraggio, ma anche per le disposizioni date al principio del combattimento”. Maggiore il 22 settembre 1870, Tenente Colonnello il 15 luglio 1877, Colonnello il 25 gennaio 1880, diventò il 2 ottobre 1887 Maggior Generale e comandò la Brigata Calabria che resse fino al 1889. Il 4 novembre 1889 fu nominato comandante superiore nei presidi d’Africa e vi eseguì l’ardita marcia su Adua nel gennaio del 1890: comandò poi la Brigata Parma (1890- 1892), la Divisione Militare di Brescia (1892-1895) e infine quella di Roma, raggiungendo il grado di Tenente Generale al comando dell’ XI Corpo d’Armata nel 1898. Dopo il congresso di Berlino (1878) fu commissario italiano per la delimitazione dei confini fra gli Stati della penisola balcanica. Fotografia CDV. Fotografo: Grillet – Napoli.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     Primolano 1866
Medaglia d'argento al valor militare (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     1860
Medaglia d'argento al valor militare (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     1860

 

Arc. 3427: Incisa di Camerana conte Alberto in gran montura da Sottotenente di Stato Maggiore mod. 01 giugno 1864 – 05 agosto 1871 (Piana, 5 aprile 1845 – Torino, 3 febbraio 1913). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 20 novembre 1862, ne uscì Sottotenente nel Corpo di Stato Maggiore il 10 agosto 1865. Tenente il 15 agosto 1867, venne promosso Capitano il 21 marzo 1874. Maggiore il 18 settembre 1882, fu per qualche anno addetto all’ambasciata italiana a Parigi. Tenente Colonnello il 24 marzo 1887, venne promosso Colonnello il 23 agosto 1891 e gli venne affidato il comando del Reggimento Cavalleria Vittorio Emanuele. Nel 1896 fu incaricato del comando della 1^ Brigata di Cavalleria a Torino, comando che conservò col grado di Maggior Generale raggiunto il 13 agosto 1897. Il 17 aprile 1902 fu promosso Tenente Generale e nominato comandante la Divisione di Padova. Il 18 febbraio 1909 fu nominato comandante del VII Corpo d’Armata, il 29 luglio 1909 passò al comando del VI Corpo d’Armata. Il 19 maggio 1910 fu per ragioni di salute collocato a riposo ed inscritto nella riserva. Fotografia CDV. Fotografo: Schemboche – Torino. 

 

APPLICATI DI STATO MAGGIORE

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Arc. 2877: Applicati di stato Maggiore: Miotti Paolo in gran montura da Maggiore del 34° Reggimento Fanteria Brigata Livorno applicato di Stato Maggiore. Capitano nel 34° Reggimento Fanteria il 14 maggio 1859 fu assegnato alla Divisione militare di Ancona e il 4 Giugno 1864 fu promosso Maggiore e nominato Capo di Stato Maggiore della sotto Divisione di Siracusa. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2655: Applicati di Stato Maggiore: Capitano di Fanteria applicato di Stato Maggiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Gambina – Fici – Messina.

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Arc. 3267: Applicati di Stato Maggiore: Capitano del 19° Reggimento Fanteria Applicato di Stato Maggiore in montura festiva. Fotografia CDV. Fotografo: M. Falardi – Lecce. 

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Arc. 1058: Applicati di Stato Maggiore: Sottotenente di Fanteria applicato di Stato Maggiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Alinari – Firenze.

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Arc. 415: Applicati di Stato Maggiore: Sottotenente di Fanteria applicato di Stato Maggiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 667: Applicati di Stato Maggiore: Roero di Cortanze marchese Vittorio in gran montura da Tenente dei Granatieri di Sardegna applicato di Stato Maggiore (Torino 3 marzo 1841 – Viareggio 25 febbraio 1909). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 3 novembre 1856, ne uscì il 30 giugno 1859 Sottotenente nel 1° Reggimento Granatieri. Tenente nel 3° Reggimento Granatieri il 10 giugno 1860, Capitano nel 7° Granatieri il 4 giugno 1864, lasciò il servizio per volontarie dimissioni il 13 dicembre 1867. Fotografia CDV. Fotografo: Carjat & C. – Paris.

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Arc. 1493: Applicati di Stato Maggiore: Gianotti conte Cesare in gran montura da Tenente dei Granatieri Applicato di Stato Maggiore (Torino 19 dicembre 1836 – ). Entrato all’Accademia Militare di Torino il 22 ottobre 1849, uscì il 9 agosto 1855 Sottotenente dei Granatieri di Sardegna. Durante la campagna del  1859 ebbe alla Madonna della Scoperta la Medaglia d’Argento al Valor Militare. L’8 luglio 1860 venne promosso Capitano e Ufficiale d’Ordinanza e guadagnò la seconda Medaglia d’Argento. Nella campagna del 1866 ottenne la Croce dell’Ordine Militare di Savoia a Custoza “per l’intrepidezza e l’intelligenza con cui portò gli ordini del comandante di Divisione”. Maggiore il 22 novembre 1871, Tenente Colonnello il 13 luglio 1878 passò alla Riserva e fu nominato Gran Mastro delle cerimonie presso S.M. il Re. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al valor militare
     Madonna della Scoperta 1859
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al valor militare
     1860
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     Custoza 1860

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Arc. 130: Applicati di Stato Maggiore: Tenente dei Granatieri di Sardegna applicato di Stato Maggiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: A. Bernoud – Napoli. 1862 ca.

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Arc. 2268: Applicati di Stato Maggiore: Tenente dei Bersaglieri applicato di Stato Maggiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Farina & Comp. – Padova.

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Arc. 2839: Applicati di Stato Maggiore: Tenente dei Lancieri applicato di Stato Maggiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2238: Applicati di Stato Maggiore: Tenente del Reggimento Piemonte Reale Cavalleria in gran montura con spencer. Fotografia CDV. Fotografo: F.lli Bernieri – Torino. 

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Arc. 3253: Applicati di Stato Maggiore: Sottotenente del Reggimento Piemonte Reale Cavalleria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Rota – Torino. Datata 12 luglio 1865. 

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