
Arc. 1310: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Giovanni era figlio del principe Massimiliano di Sassonia, figlio minore del principe elettore Federico Cristiano di Sassonia, e della sua prima moglie, Carolina di Borbone-Parma. Inizialmente Giovanni aveva poche possibilità di ereditare la corona sassone. Nel 1822, però, quando suo fratello maggiore Clemente morì celibe in Italia, Giovanni era preceduto solo da un altro fratello maggiore Federico Augusto. Nel 1827, quando suo zio Antonio divenne re. Giovanni divenne terzo in linea di successione al trono e, dopo che suo padre Massimiliano ebbe rinunciato ai propri diritti di successione nel 1830, divenne secondo in linea di successione. Nel 1836 suo fratello Federico Augusto divenne re e Giovanni divenne l’erede al trono. Sposò, il 21 novembre 1822 a Dresda, la principessa Amalia Augusta di Baviera (1801-1877), figlia del re Massimiliano I di Baviera e della sua seconda moglie, Carolina di Baden. La sorella gemella di Amalia, Elisabetta, divenne regina consorte del re Federico Guglielmo IV di Prussia. Giovanni divenne re di Sassonia alla morte del fratello Federico Augusto II, avvenuta nel 1854. Durante il suo regno si giunse alla definizione di un trattato commerciale con la Francia (1862) e al riconoscimento del neonato Regno d’Italia. Dopo la sconfitta di Sadowa, la Sassonia si unì alla Confederazione della Germania del Nord. Venne concesso un finanziamento speciale per le scuole e l’istruzione superiore. L’Accademia delle Scienze sassone fu sponsorizzata da lui e fu fondata nel 1863 la rivista “Nuovo Archivio di Storia sassone”. Accanto alla politica Giovanni di Sassonia si occupò di letteratura. Sotto lo pseudonimo di Philalethes (“Amico della verità”), Giovanni tradusse in tedesco la Divina Commedia di Dante. Giovanni morì a Pillnitz e venne succeduto dal figlio Alberto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze sassoni
Gran Maestro dell’Ordine della Corona Fiorata
Gran Maestro dell’Ordine Militare di Sant’Enrico
Gran Maestro dell’Ordine Reale di Alberto di Sassonia
Gran Maestro dell’Ordine Civile di Sassonia Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro
Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata 1850
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro 1850
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite 1868

Arc. 2520: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Dresden.

Arc. 899: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 2637: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 1471: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Dresden.

Arc. 1472: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Dresden.

Arc. 2345: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Dresden.

Arc. 443: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 2641: Alberto di Sassonia, nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Era il figlio maggiore del principe Giovanni e della principessa Amalia Augusta di Baviera; il padre succedette al fratello Federico Augusto II al trono come re nel 1854. Alberto si conquistò una notevole fama militare capeggiando le truppe sassoni nella Prima guerra dello Schleswig, nella Guerra austro-prussiana e nella Guerra franco-prussiana. Il suo periodo di governo come re fu scarso di eventi politici rilevanti. L’educazione del principe Alberto di Sassonia, come era in uso presso i principi tedeschi, si concentrò essenzialmente sulle materie militari, ma egli partecipò anche ad alcune letture all’Università di Bonn. La sua prima esperienza bellica fu nel 1849, quando servì come capitano nella Prima guerra dello Schleswig contro la Danimarca. Allo scoppio della Guerra austro-prussiana nel 1866, il principe ereditario prese il comando delle forze sassoni, opponendosi all’armata prussiana del principe Federico Carlo di Prussia. Nessun tentativo era stato fatto per tentare di difendere la Sassonia; la maggior parte dell’esercito sassone si riversò in Boemia, unendosi così alle truppe dell’impero austriaco. Ebbe invece una parte predominante nelle battaglie lungo il fiume Jizera e nella battaglia di Jičín. Il principe ereditario, comunque, sconfisse gli avversari nella decisiva battaglia di Königgrätz (3 luglio 1866). I sassoni mantennero tenacemente la propria posizione, ma furono coinvolti nella sconfitta dei loro alleati. Nel corso di queste operazioni il principe si guadagnò la stima di soldato valoroso; dopo che venne siglata la pace, la Sassonia entrò nella Confederazione Germanica del Nord ed Alberto ottenne il comando dell’esercito, che ora era divenuto il XII Corpo Armato della Germania del Nord, e da questa posizione promosse una nuova riorganizzazione. Allo scoppio della Guerra franco-prussiana nel 1870 comandò nuovamente l’esercito sassone, che venne incluso nella 2ª Armata sotto il comando del principe Federico Carlo di Prussia, suo antico avversario. Alla battaglia di Gravelotte i sassoni costituirono l’ala che comandò la parte decisiva della battaglia. Venne succeduto nel comando del XII corpo dal fratello, il principe Giorgio, che aveva servito sotto il suo comando nelle operazioni in Boemia. Alberto rappresentò una notevole forza in campo anche nella battaglia di Sedan, comandando la 4ª Armata contro il generale Patrice de Mac-Mahon; le azioni militari di Buzancy e Beaumont, il 29 e 30 agosto 1870, vennero combattute sotto la sua direzione; nella battaglia di Sedan (1º settembre 1870), con le truppe ai suoi ordini, Alberto cambiò l’esito della battaglia a favore dei prussiani. Durante l’assedio di Parigi le sue truppe si limitarono ad operazioni di copertura delle ali alleate. Alla conclusione del Trattato di Francoforte (1871), venne nominato comandante delle truppe tedesche occupanti la Francia, posizione che rimase suo appannaggio sino alla Comune di Parigi. Alla conclusione della pace venne nominato Ispettore Generale delle armate e Feldmaresciallo. Alla morte del padre, il re Giovanni, il 29 ottobre 1873, il principe ereditario gli succedette con il nome di Alberto. Il suo regno fu scarsamente ricco di eventi; egli prese solo raramente parte alla vita politica, dedicandosi agli affari militari, nei quali il suo valore e la sua esperienza potevano manifestarsi al meglio, non solo nell’esercito sassone, ma nelle armate tedesche in generale. Nel 1897 venne nominato arbitro nella contesa tra i pretendenti al Principato di Lippe. Nel 1853 Alberto sposò Carola, figlia di Gustavo di Vasa e nipote di Gustavo IV Adolfo di Svezia. Alberto morì nel castello di Sibyllenort, in Slesia; non avendo eredi diretti gli successe sul trono il fratello Giorgio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze sassoni
Gran Maestro dell’Ordine della Corona Fiorata
Gran Maestro dell’Ordine Militare di Sant’Enrico
Gran Maestro dell’Ordine Reale di Alberto di Sassonia
Gran Maestro dell’Ordine Civile di Sassonia Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (austriaco)
Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna) 1850
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno di Sardegna) 1850
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite
Cavaliere di Gran Croce della Croce di Ferro
Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe
Cavaliere dell’Ordine Militare di Maria Teresa (Impero austriaco)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe (Baviera)
Cavaliere di Gran Croce con spade dell’Ordine al Merito Militare di Baviera (Baviera)
Cavaliere di I classe dell’Ordine del Leone di Zähringen (Baden)
Cavaliere di II Classe dell’Ordine Imperiale di San Giorgio
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia) 2 giugno 1875

Arc. 1010: Alberto di Sassonia, nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia CDV. Fotografo: L. Angerer – Wien.

Arc. 1329: Alberto di Sassonia, nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 1328: Alberto di Sassonia, nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 1485: Alberto di Sassonia , nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: T. Hanfstaengel – Dresden.

Arc. G: Alberto di Sassonia , nato come Federico Augusto Alberto in uniforme da Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia formato 21,5 x 13. Fotografo: F. Hanfstaengl – Dresden.

Arc. 1517: Alberto di Sassonia e la moglie Carola di Vasa. Fotografia CDV. Fotografo: A. Hoffmann – Dresden.

Arc. 1926: Carola di Vasa, nata principessa di Svezia (Vienna, 5 agosto 1833 – Dresda, 15 dicembre 1907). Carola era figlia del principe Gustavo di Vasa (1799-1877) e di Luisa Amelia di Baden (1811-1854). I suoi nonni paterni erano il re Gustavo IV Adolfo di Svezia (1778-1837) e la regina Federica (1781-1826), nata principessa di Baden. Quelli materni il granduca Carlo II di Baden (1786-1818) e la granduchessa Stefania di Beauharnais (1789-1860). Carola nacque nel palazzo di Schönbrunn a Vienna. Suo padre Gustavo era stato principe ereditario di Svezia fino al 1809, anno in cui, a seguito di un colpo di Stato, il Parlamento svedese gli negò la possibilità di diventare re. Il principe, in esilio, non volle mai rinunciare ai suoi diritti di successione, per cui la sua unica figlia, Carola, fu sempre presentata come Principessa di Svezia. Carola possedeva il titolo di Principessa di Vasa, titolo ereditario che suo padre ricevette dall’imperatore Francesco I d’Austria per i meriti militari da lui conseguiti al servizio dell’esercito austriaco. Questo titolo nobiliare era puramente formale, in quanto i Vasa erano estinti, in Svezia, dalla seconda metà del XVII secolo. In realtà Carola apparteneva al casato degli Holstein-Gottorp. Durante la sua adolescenza Carola venne considerata dai contemporanei come una delle più belle principesse europee. Parlava con scioltezza il tedesco, il francese, l’inglese e anche un poco di svedese. Per lei si prese in considerazione un possibile matrimonio con Napoleone III di Francia, ma in seguito si decise di maritarla con il principe ereditario Alberto di Sassonia, figlio di Giovanni di Sassonia e Amalia Augusta di Baviera, il quale con questo obiettivo visitò Vienna nel gennaio del 1853; la visita si concluse con il fidanzamento ufficiale.
Il matrimonio si celebrò il 18 giugno dello stesso anno. La coppia non ebbe figli. Carola si era già convertita al cattolicesimo nell’anno precedente. Nel 1873, alla morte del re Giovanni I, Alberto e Carola salirono al trono del Regno di Sassonia. Nel 1877, con la morte del principe Gustavo, si pose fine alle rivendicazioni della famiglia sulla corona di Svezia. Già nel 1876 il re Oscar II di Svezia aveva visitato la Sassonia, visita che fu ricambiata dai sovrani nel 1888 con un soggiorno a Stoccolma. Carola morì a Dresda nel 1907, cinque anni dopo il marito. Fotografia CDV. Fotografo: L. Angerer – Wien.Onorificenze
Onorificenze sassone
Dama di Gran Croce Ordine di Sidonia Onorificenze straniere
Dama Nobile dell’Ordine della regina Maria Luisa

Arc. 1487: Carola di Vasa, nata principessa di Svezia (Vienna, 5 agosto 1833 – Dresda, 15 dicembre 1907). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: T. Hanfstaengl – Dresden.

Arc. 1376: Cavalleria: Giorgio di Sassonia in grande uniforme da Colonnello Comandante del 1° Reggimento Cavalleria Guardie in gran montura (Dresda, 8 agosto 1832 – Pillnitz, 15 ottobre 1904). Giorgio nacque nella capitale sassone, Dresda. Era il secondo figlio del re Giovanni di Sassonia (1801-1873) e di sua moglie Amalia Augusta di Baviera (1801-1877), figlia del re Massimiliano I Giuseppe di Baviera. Tra il 1849 ed il 1850 frequentò per sei mesi l’Università di Bonn, senza però laurearsi. L’11 maggio 1859 Giorgio sposò a Lisbona l’infanta Maria Anna Ferdinanda di Braganza (1843-1884), la figlia maggiore sopravvissuta della regina Maria II del Portogallo e del di lei consorte, il re Ferdinando II. Ferdinando era nato principe di Sassonia-Coburgo-Gotha-Koháry. Giorgio servì sotto il comando del fratello Alberto durante la Guerra austro-prussiana del 1866 e nella Guerra franco-prussiana. Nella riorganizzazione dell’esercito germanico successiva alla prima fase dei combattimenti, Giorgio succedette al fratello nel comando del XII corpo d’armata sassone che, inquadrato nella nuova Maasarmee (o IV armata), avrebbe guidato con successo alla decisiva battaglia di Sedan e nel successivo assedio di Parigi. Nel 1892, in occasione del suo sessantesimo compleanno, venne nominato Generale Feldmaresciallo. Col tempo divenne sempre più chiaro che Alberto non avrebbe avuto eredi e quindi si propose di nominare Giorgio erede al trono. Egli succedette ad Alberto come re di Sassonia il 19 giugno 1902, per soli due anni di regno. Morì a Pillnitz e venne succeduto dal figlio maggiore Federico Augusto III (1865-1932), che venne deposto nel 1918. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze sassoni
Onorificenze straniere

Arc. 3338: Maria Anna Ferdinanda di Portogallo (Lisbona, 21 agosto 1843 – Dresda, 5 febbraio 1884). Maria Anna Ferdinanda era la maggiore dei figli sopravvissuti della regina Maria II del Portogallo, e del suo secondo marito, il re consorte Ferdinando, principe di Sassonia-Coburgo-Gotha. Dopo la morte della madre nel 1853, quando Maria Anna aveva appena dieci anni, divenne la prima dama di corte, finché suo fratello maggiore, Pietro V del Portogallo, sposò nel maggio 1858 la principessa Stefania di Hohenzollern-Sigmaringen. Inizialmente le due cognate avevano un buon rapporto, in una lettera scritta nel 1859 ad Alberto, principe consorte, quando Stefania era già morta, il re Pietro V menziona che sua sorella fece commenti poco lusinghieri riguardo a sua moglie “per colpa della sua vanità femminile causata da uno status inferiore”. Il rapporto tra le cognate sembra aver avuto alti e bassi dall’arrivo di Stefania nel maggio 1858 e dal matrimonio di Maria Anna nel maggio 1859. Sposò, l’11 maggio 1859 al Palazzo di Bélem a Lisbona, il principe Giorgio di Sassonia (1832–1904), figlio del re Giovanni di Sassonia, appartenente al ramo cattolico della sua famiglia paterna. La regina Stefania cercò di organizzare una cerimonia brillante, ma, alla fine, il matrimonio si svolse in modo tranquillo e passò inosservato sia in Portogallo che in Sassonia. I novelli sposi trascorsero i loro primi giorni da sposati al Palazzo di Belém. Durante il loro breve soggiorno in Portogallo dopo la cerimonia, il principe Giorgio lasciò una brutta impressione alla famiglia reale portoghese, poiché “parlò a malapena con la sposa” e non assistette ad uno spettacolo teatrale al quale era stato invitato. Durante lo stesso spettacolo, Maria Anna, 15 anni, è stata vista piangere. La coppia partì per la Sassonia il 14 maggio. Maria Anna non poté portare con sé dame di compagnia portoghesi e durante il viaggio fu accompagnata solo dal fratello Luigi. Pietro V a proposito delle nozze scrive quanto segue: “le nozze di mia sorella con il principe Giorgio di Sassonia furono celebrate con più sfarzo che allegria. Al primo seguì un destino triste, poiché non lasciò simpatie e le persone che lo incontrarono spesso se ne andarono con una pessima impressione”. Il matrimonio non fu felice, secondo lo storico Eduardo Nobre che sostiene che il principe “non fu all’altezza delle aspettative e delle qualità dell’infanta portoghese”. Nonostante i loro problemi, ebbero otto figli. Sebbene rinunciasse alle sue pretese al trono portoghese quando si sposò, Maria Anna avrebbe potuto ancora diventare regina se la linea maschile si fosse estinta. Questa situazione quasi si verificò nel 1861, quando il re Pietro V e due degli altri suoi fratelli morirono di febbre tifoide e non lasciarono figli. Tuttavia, questa ipotesi fu completamente accantonata quando suo fratello, il re Luigi I, sposò la principessa Maria Pia di Savoia ed ebbe due figli, il futuro Carlo I e l’Infante Alfonso. Nonostante tutto, è improbabile che Maria Anna abbia mai dato grande importanza a questa ipotesi a causa del suo matrimonio travagliato e dei tanti figli. Intorno al 1883, il suo figlio più giovane, Alberto Carlo, si ammalò gravemente. Maria Anna si prese cura di lui per diversi mesi fino a quando guarì. Questo sforzo le fu fatale, siccome morì di sfinimento, il 5 febbraio 1884 prima che il marito diventasse re. Suo cognato Alberto di Sassonia, succedette al padre nel 1873, ma poiché non aveva figli, l’erede al trono era Giorgio. Maria Anna Ferdinanda non divenne mai regina poiché il cognato morì nel 1902 e suo marito divenne re quand’ella era ormai morta da diciotto anni. Suo figlio divenne re nel 1904 con il nome di Federico Augusto III: fu l’ultimo re di Sassonia. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze portoghesi

Arc. 3115: Maria Anna Wittelsbach regina di Sassonia (Monaco di Baviera, 27 gennaio 1805 – Wachwitz, 13 settembre 1877). Maria Anna era figlia del re Massimiliano I di Baviera (1756-1825) e della sua seconda moglie Carolina di Baden (1776-1841). Aveva una sorella gemella, Sofia Federica, divenuta arciduchessa d’Austria come consorte di Francesco Carlo d’Asburgo-Lorena. Il 24 aprile del 1833, a Dresda, Maria sposò il principe ereditario di Sassonia Federico Augusto, figlio del principe Massimiliano di Sassonia e di Carolina di Borbone-Parma. La coppia ebbe un’unica figlia, la principessa Maria Amalia, nata il 12 aprile 1834 e morta il 17 maggio dello stesso anno. Nel 1836 Federico Augusto e Maria Anna divennero sovrani di Sassonia e lo furono fino al 1854, anno di morte di Federico. Gli succedette il fratello minore Giovanni di Sassonia (1801-1873) che, nel 1822, aveva sposato Amalia Augusta di Baviera (1801-1877), sorella maggiore di Maria Anna. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 1546: Maria Anna Wittelsbach regina di Sassonia (Monaco di Baviera, 27 gennaio 1805 – Wachwitz, 13 settembre 1877). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 3338: Sofia di Sassonia (Dresda, 15 marzo 1845 – Monaco di Baviera, 9 marzo 1867). Era l’ultima figlia del re Giovanni I di Sassonia e sua moglie, la regina Amalia Augusta di Baviera. Sposò, l’11 febbraio 1865, il cugino Carlo Teodoro in Baviera, secondo figlio maschio di Ludovica di Baviera e di Massimiliano duca in Baviera. Era quindi fratello di Elisabetta d’Austria e di Maria Sofia delle Due Sicilie. Carlo Teodoro era ufficiale dell’esercito e nel 1859, rinunciando il fratello maggiore Luigi di Baviera alla primogenitura per sposare la borghese Henriette Mendel, subentrò ai relativi diritti acquisendo proprietà e altri benefici economici. Dopo il parto Sofia fu colpita da gravi problemi respiratori che le provocarono una lunga debilitazione fisica. Riuscì a riprendersi ma l’anno dopo contrasse una grave influenza che non riuscì a superare. Morì a 22 anni. Rimasto vedovo, Carlo Teodoro volle intraprendere gli studi medici e divenne oculista. Nel 1874 Carlo Teodoro si risposò con Maria José di Braganza ed ebbe altri figli. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 2358: Adolf Bernhard Rabenhorst, dal 1856 von Rabenhorst, (Liepzig 29 maggio 1801 – Hoflößnitz 14 giugno 1873). Rabenhorst proveniva da un ambiente della classe media. I suoi genitori erano il libraio Christian Gottlieb Rabenhorst (1769-1808) e sua moglie Charlotte Juliane Wappler (1779-1802). Dal 1816 al 1823 ricevette una formazione scientifica militare presso l’Accademia militare di Dresda con successiva nomina a Junker. Nel 1840 Rabenhorst fu promosso Capitano e nel 1846 Maggiore mentre allo stesso tempo veniva nominato rappresentante militare sassone presso il Bundestag a Francoforte sul Meno. Nel 1849 fu promosso Colonnello e nominato ministro della guerra. In questa funzione, Rabenhorst, insieme al comandante delle truppe ausiliarie prussiane Friedrich von Waldersee, fece reprimere la rivolta di maggio di Dresda. Nello stesso anno fu promosso a Maggiore Generale e nel 1850 a Tenente Generale. Sempre nel 1849 Rabenhorst ricevette l’Ordine Militare di Sant’Enrico. Nel 1856 Rabenhorst fu elevato alla nobiltà ereditaria dal re Giovanni di Sassonia. Seguirono anni di costruzione e ammodernamento dell’esercito sassone. Come membro dell’intero ministero del Regno di Sassonia sotto Friedrich Ferdinand von Beust, guidò l’esercito sassone dalla parte dell’Austria nella guerra del 1866. Dopo la sua sconfitta nella battaglia di Königgrätz, si dimise dai suoi uffici nell’ottobre 1866. Rabenhorst si ritirò a Hoflößnitz, dove si dedicò alla sua passione, gli studi matematici e tecnici. Nel 1872 il re sassone gli conferì il grado di Generale di Fanteria. L’anno successivo Rabenhorst morì a Hoflößnitz.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine Militare di Sant’Enrico

Arc. 2357: Fanteria: Generale di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
PERSONALE DI CORTE

Arc. 1804: Personale di Corte: Cacciatore di Corte in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: B. Porth – Dresden.