Colonnelli Comandanti

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Arc. 2389: Bogianchino Odoardo in uniforme da campagna da colonnello Comandante del 9° Reggimento Lancieri di Firenze mod. 1900 – 1920 (Novara, 21 luglio 1851 – Roma 1924). Sottotenente nel 15° Reggimento Cavalleria Lodi il 10 settembre 1871, divenne Capitano nell’ 11° Reggimento Cavalleria Foggia l’11 ottobre 1885 per poi passare al 6° Reggimento Lancieri d’Aosta. Maggiore nel 24° Reggimento Cavalleria Vicenza il 30 gennaio 1896, ottenne il grado di Tenente Colonnello nel 23° Reggimento Cavalleria Umberto I l’11 marzo 1900. Nel 1903 ottenne il comando del 9° Reggimento Lancieri di Firenze e il 14 aprile 1904 venne promosso Colonnello. Il 21 gennaio 1906 fu in disposizione e il 22 febbraio 1906 fu a Disposizione del Ministero della Guerra fino al 24 maggio 1906 quando gli venne affidato il comando del 36° Distretto Militare di Roma. Nel 1909 venne collocato in Posizione Ausiliaria e nel 1913 passò alla Riserva ottenendo il grado di Maggior Generale il 9 aprile 1914. Richiamato nel 1915 in occasione dello scoppio della guerra contro l’Austria, fu Addetto al Sottosegretariato di Stato per le Armi e Munizioni fino al 1916. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: A. Reggiani – Santa Maria Capua a Vetere. 

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Arc. 814: Colonnello Comandante del 119° Reggimento Fanteria (o Distretto) in uniforme da campagna mod. 1900 – 1920. Fotografia formato 10,5 x 5. Fotografo: Sconosciuto. Datata 1915.  

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Arc. G1: Clavarino marchese Alfeo in grande uniforme da Colonnello Comandante del 6° Reggimento Artiglieria mod. 14 febbraio 1907 – 1915 ( Genova 1855 – 19..). Allievo all’Accademia Militare di Torino ne uscì Sottotenente di Artiglieria nel 1876. Percorse tutta la sua carriera in quest’arma e nel 1906 venne promosso Colonnello Comandante il 6° Reggimento Artiglieria. Nel 1910 passò nel ruolo tecnico quale capo ufficio degli studi del materiale presso l’Ispettorato di Costruzioni di Artiglieria, divenendo Maggior Generale nel 1911. All’inizio della guerra contro l’Austria fu comandante dell’Artiglieria del XIV Corpo d’Armata e, promosso Tenente Generale nell’agosto 1915, ritornò alle sue mansioni tecniche. Qualche anno dopo la pace lasciò il servizio attivo e nel 1924 ottenne il grado di Generale di Corpo d’Armata nella Riserva. Fotografia formato 28 x 20. Fotografo: Montabone – Milano. Autografa e datata marzo 1911. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     

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Arc. 2029: Leonelli Vincenzo in grande uniforme da Colonnello Comandante del 94° Reggimento Fanteria mod. 14 febbraio 1907 – 1915 (1868 – 19..). Sottotenente nel 1887, percorse la carriera in fanteria e nel 1915, col grado di Maggiore fu al comando del 2° Battaglione del 121° Reggimento Fanteria. Durante la grande guerra partecipò attivamente guadagnando una Medaglia di Bronzo al Valor Militare e venendo ferito. Ottenne poi il grado di Colonnello Comandante il 94° Reggimento Fanteria e nel 1920 lasciò il servizio. Nel 1923 venne promosso Generale di Brigata in Aspettativa per Riduzione Quadri. Fotografia formato 13 x 9. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 4 barrette
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   

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Arc. 2022: Maggiolini – Scarampi nobile dei conti e nobili dei signori Di Mombercelli e Belvedere Alessandro in uniforme da Colonnello Comandante del 72° Reggimento Fanteria mod. 14 febbraio 1907 – 1915 (3 marzo 1854 – 19..). Sottotenente nel 1° Reggimento Bersaglieri il 23 agosto 1874 fu promosso Tenente il 16 gennaio 1879. Capitano il 21 marzo 1886 venne promosso Maggiore nel 6° Reggimento Bersaglieri per poi ottenere il grado di Tenente Colonnello nel 4° Fanteria il 20 gennaio 1901. Il 16 giugno 1906 venne promosso Colonnello Comandante del 72° Reggimento Fanteria dove rimase al comando fino al 31 marzo 1912. Fotografia formato 16,5 x 11,5. Fotografo: Schemboche – Torino. Autografa e datata 1912. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     

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Arc. 2088: Prato Emanuele Filiberto in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 37° Reggimento Fanteria mod. 18 febbraio 1909 – 9 aprile 1915 (Asti 1862 – Torino 1933). Sottotenente di Fanteria l’11 luglio 1880, passò il 29 agosto 1882 come Tenente negli Alpini. L’11 ottobre 1888 venne promosso Capitano nel 47° Reggimento Fanteria  e il 19 maggio 1898 passò nel 69° Reggimento con il grado di Maggiore. Il 29 settembre 1903 fu promosso Tenente Colonnello nel 65° Reggimento e il 18 marzo 1909 fu Colonnello Comandante del 37° Reggimento Fanteria. Collocato in Posizione Ausiliaria il 25 gennaio 1914, venne richiamato per lo scoppio della guerra alla quale partecipò come comandante del 159° Reggimento Fanteria guadagnando la Medaglia d’Argento al Valore Militare e dove rimase al comando dal 24 maggio 1915 al 28 maggio 1916. Promosso Maggior Generale il 21 settembre 1916 fu Ispettore delle Truppe di Marcia e nel 1919 venne collocato nella Riserva dove, il 1° febbraio 1923 venne promosso Generale di Divisione. Fotografia formato 16,7 x 10,5. Fotografo: Alemanni – Homs/Libia.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     1915

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Arc. 3000: Palmegiani Umberto in uniforme da Colonnello Brigadiere mod. 1915 – 16 ( Rieti 01 marzo 1861 – Torino 16 novembre 1930). Entrato all’Accademia Militare il 15 settembre 1879 ne uscì Sottotenente dello Stato Maggiore di Artiglieria il 29 luglio 1882. dopo aver frequentato la Scuola di Applicazione il 24 aprile 1881. Tenente nel 17° Reggimento Artiglieria il 12 aprile 1884, passò all’8° Artiglieria il 12 settembre 1886 e al Comitato delle Fonderie di Genova il 19 agosto 1888. Il 19 aprile 1891 venne promosso Capitano nel 6° Artiglieria e il 25 ottobre dello stesso anno venne assegnato alla Direzione di Artiglieria di Verona e poi al Comando Locale di Artiglieria di Roma nel Comitato del Ministero della Guerra. Il 2 gennaio 1896 venne trasferito nel Reggimento Artiglieria da Montagna e il 15 marzo 1906 ottenne il grado di Maggiore nel 1° Reggimento Artiglieria da Fortezza. Il 21 marzo 1907 tornò nuovamente al Reggimento Artiglieria da Montagna e il 30 giugno 1912 venne promosso Tenente Colonnello nel 1° Artiglieria da Montagna. L’8 aprile 1915 fu Comandante Facente Funzione e il 6 luglio 1915 ottenne il grado di Colonnello Comandante il 39° Reggimento Artiglieria e il 16 settembre 1915 fu Fuori Quadro Comandato di Corpo d’Armata a Torino. Passò poi come Comandante in 2^ all’Accademia Militare e il 13 aprile 1917 fu a Disposizione  e poi Colonnello Brigadiere Comandante il 17° Raggruppamento d’Assedio. Fu presidente della Commissione di Sorveglianza delle Materie Prime e il 10 luglio 1920 fu collocato in Posizione Ausiliaria. Il 22 luglio dello stesso anno venne promosso Generale di Divisione e nel 1928 venne trasferito nella Riserva. Fotografia formato 9 x 13,5. Fotografo: Sconosciuto. Fronte di Osoppo datata 18 agosto 1917.

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Arc. 2097: Foderaro Gaetano in uniforme ordinaria da colonnello Comandante del 48° Reggimento Fanteria mod. 18 febbraio 1909 – aprile 1915 (Catanzaro 1861 – 1930). Colonnello del 48° Reggimento Fanteria nel 1913, fu Colonnello Brigadiere Comandante della Brigata Liguria dal 24 giugno al 7 dicembre 1915. Promosso Maggior Generale il 1° agosto 1915, venne collocato in Posizione Ausiliaria nel 1919. Il 1° febbraio 1923 ottenne il grado di Generale di Divisione nella Riserva. Fotografia formato 8,5 x 5,5. Fotografo: I. Carli – Aquila. 

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Arc. 3031: Costa Alessandro in uniforme ordinaria da Colonnello Veterinario mod. 18 febbraio 1909 – 1915 (8 dicembre 1851 – 19..). Sottotenente Veterinario il 15 novembre 1874 nel 5° Reggimento Artiglieria, passò il 13 aprile 1884 al 6° Reggimento Artiglieria. Nel 1887 partì per l’Africa dove rimase fino al 1889 e al rientro in Italia fu assegnato al 13° Reggimento Artiglieria. Maggiore il 3 aprile 1893 nel 3° Corpo d’Armata, passò poi al 9°. Tenente Colonnello il 14 settembre 1898, fu Capo Ufficio Ispezione Veterinaria dal 21 dicembre 1899 al 14 novembre 1913. Venne collocato poi in Posizione Ausiliaria dove venne promosso Colonnello il 17 settembre 1900. Fotografia formato 13,8 x 9. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 3027: Dotta Pietro in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 77° Reggimento Fanteria mod. 1915 -1918 (8 aprile 1871 – 19..). Allievo Ufficiale l’8 novembre 1889, uscì Sottotenente nel 1° Reggimento Alpini l’11 settembre 1892. Tenente nel 94° Reggimento Fanteria il 18 ottobre 1896, venne promosso Capitano nel 50° Reggimento Fanteria il 17 dicembre 1908. Il 19 ottobre 1915 ottenne il grado di Maggiore Comandante il 2° Battaglione del 54° Reggimento Fanteria e il 6 novembre 1916 venne promosso Tenente Colonnello Comandante del 3° Battaglione del 77° Reggimento Fanteria. Colonnello Comandante del 77° Fanteria dal 1° luglio al 10 novembre 1917, andò in congedo Provvisorio il 1° giugno 1918. Fotografia formato 13,2 x 8. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2033: Maggiotto Giovanni in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante dell”8° Reggimento Bersaglieri mod. 1915 – 1918 (Venezia 1857 – 1938). Sottotenente dei Bersaglieri nel 1877, partecipò alla campagna d’Africa del 1885, a quella del 1895-96, a quella del 1911-12 in Libia, da colonnello al comando dell’8° Reggimento Bersaglieri e della posizione di Homs, che fortificò e tenne  contro i tentativi del nemico di riprenderla, guadagnandovi la promozione al grado di Maggior Generale per merito di guerra. Partecipò quindi alla battaglia di Zanzur e all’occupazione del Garian. Rientrato in Italia nel 1914, entrò l’anno seguente in guerra comandando la Brigata Bergamo. L’armistizio lo trovò Tenente Generale Ispettore dell’Aereonautica; di qui passò al Ministero Armi e Munizioni Generale e quindi divenne Generale Ispettore dei Servizi Logistici. Passato in Posizione Ausiliaria nel 1919, ebbe vari incarichi ministeriali; partecipò alla Marcia su Roma e quindi fu per qualche tempo Prefetto del Regno, a Como, a Grosseto, e infine a Girgenti. Nel 1927 raggiunse il grado di Generale di Corpo d’Armata nella Riserva. Fotografia formato 11 x 8,4. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
    
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
   
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
 

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Arc. 1762: Dho Giovanni Battista in uniforme ordinaria da Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Bersaglieri mod. 1916 – 20 giugno 1918 (Frabosa Soprana, 16 settembre 1870 – Roma 12 aprile 1941). Ammesso in accademia nel 1888 fu Sottotenente (1891) e Tenente (1895) nel 7º Reggimento Bersaglieri. Assegnato nel 1896 al 3º Reggimento partì per la campagna d’Africa in Libia ed Eritrea. In Africa rimase come combattente ed in seguito con incarichi militari fino al 1907. Rientrato in Italia con l’intero reggimento vi tornò nel 1911 per la guerra italo-turca, destinato alle zone della Tripolitania e della Cirenaica. Nel 1914 venne promosso Maggiore per meriti sul campo e destinato al comando del 17º Battaglione Fanteria indigena e in seguito del 9º Battaglione Bersaglieri. Tornò definitivamente in Italia nel 1917; promosso Colonnello venne prima assegnato al Ministero della Guerra, in seguito al comando del Reggimento Deposito Bersaglieri di Ancona, dove rimase fino al 6 aprile 1918. Nella parte finale del primo conflitto mondiale, dal 1º giugno 1918 fino all’amistizio di Villa Giusti, comandatò con il grado di Colonnello Brigadiere la VI Brigata Bersaglieri. Promosso Brigadiere Generale dopo la guerra venne nominato comandante della 1ª Brigata Bersaglieri, dove nel 1923 fu promosso Generale di Brigata. In tale grado, cessato dal comando, venne nominato ispettore del corpo. Promosso Generale di Divisione è nominato comandante generale delle Divisioni Territoriali Militari di Brescia e Bologna e della 2ª Divisione Celere di Bologna. Collocato a riposo per raggiunti limiti di età nel 1938 col grado di Generale di Corpo d’Armata. Nel corso della carriera fu stato membro della Commissione Centrale per il Tiro a Segno Nazionale e l’educazione fisica a scopo militare, e per cinque anni ispettore della Gioventù Italiana del Littorio. Fotografia formato 9,2 x 7,8. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Civili

Cavaliere dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
Ufficiale dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
Commendatore dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia decorato di Gran Cordone - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia decorato di Gran Cordone
   
Cavaliere dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
   

Militari

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     3 aprile 1896
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Diede esempio di calma e di intrepidezza ai suoi giovani ascari, che per la prima volta affrontavano       la prova del gioco e più degli altri erano battuti dai tiri nemici
   19 giugno 1912
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Prese parte attiva al combattimento con una compagnia di indigeni da lui educati ed istruiti e, con il     suo contegno calmo, con l’esempio e con l’ascendente sui dipendenti, seppe mantenere durante           tutto il combattimento ordine e disciplina irreprensibili
   1º gennaio 1913
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Incaricato di fiancheggiare col proprio reparto una colonna, ed attaccato da forti nuclei nemici in         terreno difficile ed insidioso, compiva in modo abile e coraggioso il suo mandato, contribuendo               efficacemente al buon esito dell’azione.»
   29 luglio 1913
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Per il contegno abile e coraggioso tenuto durante il combattimento
   9 marzo 1915
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     «Assunto il comando in una critica situazione, creata dall’occupazione nemica dell’ausa di Cà Lunga,         con energica persistenza, con personale valore e intelligente direzione, conteneva per quattro giorni il       nemico senza concedergli tregua; finché, con geniale e rapida azione di sorpresa, accuratamente               preparata, lo ributtava al di là del fiume ristabilendo così la contrastata nostra linea di difesa
   24 dicembre 1917
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra
   
Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918
   
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia interalleata della vittoria
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Croce d'oro per anzianità di servizio - nastrino per uniforme ordinaria    Croce d’oro per anzianità di servizio
   
Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri
   
Medaglia d'oro al merito di lungo comando di reparto - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’oro al merito di lungo comando di reparto
   

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Arc. 3041: Sapienza Luigi in uniforme da combattimento da Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Murge mod. 1916 – 20 giugno 1918 (Catania 1866 – 19..). Sottotenente nel 55° Reggimento Fanteria il 2 agosto 1886, partecipò alla campagna eritrea  del 1887 e il 30 marzo 1890 venne promosso Tenente. Promosso Capitano nel 2° Reggimento Alpini il 28 luglio 1902, combatté nella guerra italo-turca del 1911-12 meritandosi una Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Prese parte alla guerra contro l’Austria venendo promosso Maggiore Comandante il Battaglione Alpini Tolmezzo il 24 maggio 1915. Tenente Colonnello per meriti di guerra ebbe il comando del 38° Reggimento Fanteria l’11 novembre 1915 e la promozione a Colonnello subito dopo. Il 25 aprile 1916 passò al comando del 4° gruppo Alpini meritandosi due medaglie d’Argento al valor Militare. Colonnello Brigadiere Comandante la Brigata Murge il 1° giugno 1917, passò poi al comando del 2° Gruppo Alpini il 23 luglio 1917. Successivamente comandò la Brigata Ravenna il 4 dicembre 1917 e la 2^ Brigata Cecoslovacca il 16 aprile 1918. Brigadiere Generale il 20 giugno 1918, fu comandante del 6° Gruppo alpini passando in Posizione Ausiliaria Speciale nel 1920. Promosso Generale Brigata il 1° febbraio 1923 venne collocato nella riserva nel 1932. Fotografia formato 14 x 9. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
   
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918
   

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Arc. 3039: Bivona Francesco in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 79° Reggimento Fanteria mod. 4 novembre 1918 – 19 febbraio 1920 (Palermo, 13 gennaio 1871 – Roma, 19..). Allievo Ufficiale il 1° ottobre 1889, divenne Sottotenente nel 57° Reggimento Fanteria il 3 agosto 1891. Tenente il 4 maggio 1895, ottenne il grado di Capitano nell’86° Reggimento Fanteria il 16 giugno 1907 e fu Maggiore nel 2° Battaglione del 62° Reggimento Fanteria dal maggio al novembre 1915. Partecipò alla guerra contro l’Austria e venne promosso Tenente Colonnello nel 4° Battaglione del 63° Fanteria dal 1° giugno all’8 luglio 1916. Promosso Colonnello il 26 luglio 1917, fu comandante del 24° Reggimento Fanteria dall’11 settembre al 25 novembre 1917 per passare poi, il 16 gennaio 1918, al comando del 79° Reggimento Fanteria. Il 16 luglio 1920 passò al comando del 94° Distretto Militare di Trieste e a Disposizione del Ministero il 16 giugno 1925 per poi essere nominato a capo  della Divisione Ministeriale. Promosso Generale di Brigata il 28 maggio 1927 fu comandante della 13^ Divisione di Fanteria Udine e in seguito Ispettore Mobile della stessa divisione. Il 1° febbraio 1929 fu Giudice Effettivo del Tribunale Militare Supremo e il 27 gennaio 1933 venne collocato in Posizione Ausiliaria. Il 20 novembre 1940 venne nominato Generale di Divisione e, per anzianità dal 1° gennaio dello stesso anno, andò in Riserva. Fotografia formato 13,5 x 8,7. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2030: Colonnello Comandante del 94° Reggimento Fanteria mod. 4 novembre 1918 – 19 febbraio 1920 (o 94° Distretto Militare di Trieste) in uniforme ordinaria. Fotografia formato 14 x 9,8. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2535. Colonnello di Amministrazione in uniforme ordinaria con spencer mod. 25 dicembre 1902 – 1920. Fotografia formato 13,4 x 8,3. Fotografo: M. Cavajà – Torino. 

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Arc. 998: Franchi Italo in uniforme da campagna da Colonnello Comandante di Legione CC.RR. mod. 25 dicembre 1902 – 14 novembre 1933 ( Tempio 28 marzo 1866 – Torino 194.). Allievo Ufficiale il 2 ottobre 1883, uscì Sottotenente nel 46° Reggimento Fanteria il 25 agosto 1885. Tenente l’11 ottobre 1888, venne trasferito nei CC.RR. il 15 giugno 1890. Passò poi alla Legione di Roma e il 15 febbraio 1900 venne promosso Capitano nella Legione di Torino. Promosso Maggiore nella Legione di Roma Divisione Est 2 il 31 marzo 1912, divenne comandante del 2° Battaglione del Reggimento Mobile nel 1915 meritandosi la medaglia d’Argento al Valor Militare a Gabrje. Tenente Colonnello alla Legione di Roma il 19 ottobre 1916, passò a disposizione della Legione di Firenze il 27 aprile 1919. Il 22 febbraio 1920 ottenne il grado di Colonnello e il comando della Legione di Bologna e il 7 luglio 1921 passò alla Legione di Ancona. Passò al comando della Legione di Napoli il 18 giugno 1922 e l’8 marzo 1923 venne promosso Generale di Brigata e gli venne affidato il comando del 6° Gruppo delle Legioni di Napoli. In Aspettativa per Riduzione Quadri il 16 dicembre 1926, passò nella Riserva nel 1928 per poi passare in Congedo Assoluto. Fotografia formato 13,8 x 9. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Gabrje – 1916

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Arc. 2192: Giaroli Giuseppe in grande uniforme da Colonnello Comandante la Scuola Allievi Ufficiali di Complemento e Allievi Sottufficiali mod. 19 febbraio 1920 – 22 marzo 1923 (8 settembre 1870 – Modena 19..). Allievo Ufficiale il 9 novembre 1899, venne promosso Sottotenente di Fanteria il 30 ottobre 1896. Promosso Tenente nel 56° Reggimento Fanteria il 21 dicembre 1899, ottenne il grado di Capitano nel 36° Reggimento Fanteria il 30 ottobre 1911. Maggiore nel 56° Reggimento Fanteria 1915, partecipò alla grande guerra meritandosi una Medaglia d’Argento al Valor Militare. Passato al 55° Reggimento Fanteria il 28 settembre 1916, venne promosso Tenente Colonnello Comandante il 66° Reggimento Fanteria il 5 agosto 1917. Promosso Colonnello l’8 dicembre 1918 fu a disposizione del Ministero presso il Corpo d’Armata di Bologna e successivamente fu comandante della Scuola Allievi Ufficiali di Complemento e Allievi Sottufficiali di Modena il 1° gennaio 1921. Fu comandante del 94° Reggimento Fanteria il 30 aprile 1925 e del 57° Distretto Militare di Reggio Emilia il 1° ottobre 1925 e venne collocato in Posizione Ausiliaria l’8 settembre 1928. Richiamato in servizio dal 26 al 29 marzo 1931 divenne Generale di Brigata il 19 maggio 1933 e Generale di Divisione della Riserva l’8 settembre 1938. Fotografia formato 9 x 6,7. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   

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Arc. 2036: Scimeca Vito in grande uniforme da Colonnello Comandante del 35° Reggimento Fanteria mod. 19 febbraio 1920 – 22 marzo 1923 (Ciminna PA 8 gennaio 1875 – 1953). Allievo alla Scuola Militare di Modena ne uscì Sottotenente di Fanteria il 20 ottobre 1895. Il 29 dicembre 1898 venne promosso Tenente nell’86° Reggimento Fanteria, il 1° luglio 1909 ottenne il grado di Capitano nel 35° Reggimento Fanteria e promosso Maggiore divenne poi Tenente Colonnello Capo di Stato Maggiore della 34^ Divisione il 12 settembre 1915. Venne trasferito alla 11^ Divisione dal 3 giugno al 23 settembre 1916 e il 26 luglio 1917 venne promosso Colonnello e fu Delegato presso le truppe in Francia. Dal  novembre 1918 al settembre 1919 fu Rappresentante italiano nella Commissione per l’Armistizio e poi passò al comando del 35° Reggimento Fanteria. Nel 1926 fu comandante del 6° Distretto Militare di Bologna e il 9 ottobre 1927 ottenne il grado di Generale di Brigata Comandante della 6^ Brigata di Fanteria e poi Ispettore Mobilitato della Divisione di Milano. Generale di Divisione il 7 ottobre 1933 fu Comandante della Divisione Timavo a Trieste e nel 1935 Comandante del Corpo d’Armata di Bari. Il 1° luglio 1937 venne promosso Generale di Corpo d’Armata presso il Ministero della Guerra per incarichi speciali a Bologna e nel 1940 venne collocato nella Riserva. Fotografia da negativo formato 15 x 10. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. G1: Piella conte Paolo in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 9° Reggimento Lancieri di Firenze mod. 19 febbraio 1920 – 22 marzo 1923 ( Bologna 3 gennaio 1873 – 19..). Allievo Ufficiale il 10 febbraio 1890, fu Sottotenente nel 6° Reggimento Lancieri d’Aosta l’11 settembre 1892. Promosso Tenente il 9 luglio 1896, ottenne il grado di Capitano il 1° ottobre 1906. Ufficiale d’Ordinanza Effettivo del Duca d’Aosta dal 6 maggio 1906 al 10 luglio 1910, fu poi Onorario fino al 1915. Maggiore nel 1915, partecipò alla guerra contro l’Austria e venne promosso Tenente Colonnello Comandante il 9° Reggimento Lancieri di Firenze il 27 settembre 1917. Il 2 novembre 1917 venne promosso Colonnello e Meritò la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla battaglia di Vittorio Veneto. In Aspettativa per Riduzione Quadri nel 1926, venne promosso Generale di Brigata il 4 giugno 1930 in Riserva. Il 16 giugno 1934 ottenne il grado di Generale di Divisione e fu Gentiluomo di Corte di S.A.R. Elena Duchessa d’Aosta. Fotografia formato 27 x 19,8 Fotografo: Sconosciuto. Autografata e datata 1922.

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     Vittorio Veneto 4 novembre 1918

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Arc. 3065: Caruso Giovanni in uniforme ordinaria da Tenente Colonnello del 13° Reggimento Fanteria mod. 19 febbraio 1920 – 22 marzo 1923 (Napoli, 22 luglio 1883 – 196.). Allievo Ufficiale il 5 novembre 1903, venne promosso Sottotenente nel 93° Reggimento Fanteria il 7 settembre 1905. Tenente il 7 settembre 1908, Capitano nel 1915, nel 1917 fu Maggiore Comandante il 2° Battaglione del 13° Reggimento Fanteria. Promosso Tenente Colonnello il 22 agosto 1917, frequentò la Scuola di Guerra il 1° febbraio 1920 e fu Sottocapo di Stato Maggiore del Corpo d’Armata di Bologna il 1° dicembre 1921. Colonnello il 13 giugno 1926, per anzianità il 13 marzo 1926, prese il comando del 67° Reggimento Fanteria e successivamente venne trasferito al Comando di Corpo d’Armata di Torino. Comandante del presidio Militare dell’Isola d’Elba il 25 ottobre 1935, venne promosso Generale di Brigata facente quadro presso il Corpo d’Armata di Firenze ( Comandante Isola d’Elba) il 20 gennaio 1938 e per anzianità il 1° settembre 1937. Generale di Divisione facente quadro presso il Comando Difesa Territoriale di Napoli per incarichi speciali il 15 ottobre 1940, per anzianità il 30 giugno 1939, passò poi al comando del 30° Corpo d’Armata come Ispettore del Porto di Napoli. Nel 1943 fu Comandante della zona di Bari. Fotografia formato 16,5 x 8,1. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 3070: Azzariti Luigi in uniforme ordinaria da Tenente Colonnello del Genio Ferrovieri mod. 19 febbraio 1920 – 22 marzo 1923 (5 maggio 1874 – 19..). Sottotenente del Genio il 17 febbraio 1895, venne promosso Tenente nel 2° Reggimento Genio il 21 agosto 1897. Capitano nel 1° Reggimento Genio il 5 settembre 1909, venne promosso Maggiore e poi Tenente Colonnello nel Genio ferrovieri il 31 maggio 1917. Fu promosso Colonnello Comandante dell’8° Reggimento Genio e il 4 aprile 1932 ottenne il grado di Generale di Brigata Comandante il Genio del Corpo d’Armata di Alessandria. Il 1° gennaio 1936 divenne Generale di Divisione a Disposizione del Ministero della Guerra per poi essere collocato in Posizione Ausiliaria Speciale. Richiamato in servizio alla Direzione Generale del Genio, venne promosso Generale di Corpo d’Armata nella Riserva il 1° gennaio 1939. Fotografia formato 10,8 x 7,4. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2104: Colonnello di Stato maggiore in grande uniforme mod. 22 marzo 1923 – 16 settembre 1926. Fotografia formato 14 x 8,8. Fotografo: P. Calosci – Pistoia. 

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Arc. 3003: De Benedetti Giovanni Antonio in uniforme ordinaria da Colonnello di Stato Maggiore mod. 22 marzo 1923 – 16 settembre 1926 (9 ottobre 1878 – 19..). Sottotenente del Genio l’8 settembre 1900, venne promosso Tenente nel 3° Reggimento Genio l’11 agosto 1903. Capitano il 30 settembre 1910 venne trasferito nello Stato Maggiore della Divisione di Milano e il 31 maggio 1917 ottenne il grado di Tenente Colonnello in servizio presso lo Stato Maggiore. Colonnello nel 1924 venne promosso Generale di Brigata Comandante il Genio del Corpo d’Armata di Verona il 31 agosto 1932. Nel 1934 passò al Corpo d’Armata di Roma e il 1° gennaio 1936 ottenne il grado di Generale di Divisione presso il Comitato del Ministero della Marina alla Direzione Centrale del Genio Militare del quale divenne Direttore Generale il 1° maggio 1936. Generale di Corpo d’Armata il 1° gennaio 1939 venne posto in Riserva il 1° maggio 1939 per poi essere richiamato nel 1940 per incarichi speciali. Fotografia formato 7,2 x 5,5. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1880: Conti Ugo in grande uniforme da Colonnello Comandante l’8° Reggimento Bersaglieri mod. 22 marzo 1923 – 16 settembre 1926 (Firenze, 16 settembre 1872 – Firenze, 4 dicembre 1931). Allievo Ufficiale il 23 ottobre 1890, venne promosso Sottotenente il 12 settembre 1893. Promosso Tenente l’8 giugno 1897 venne trasferito al 12° Reggimento Bersaglieri e il 1° luglio 1909 ottenne il grado di Capitano nel 2° Reggimento Bersaglieri. Partecipò alla guerra contro l’Austria ottenendo 2 Medaglie d’Argento al Valor Militare e la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Il 28 ottobre 1915 venne promosso Maggiore e il 6 gennaio 1918 ottenne il grado di Colonnello. Il 16 luglio 1918 gli venne affidato il comando dell’8° Reggimento Bersaglieri. Fotografia formato 5,7 x 4,2 montata su luttino. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     

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Arc. 1962: Rossi Edmondo in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 55° Reggimento Fanteria mod. 22 marzo 1923 – 16 settembre 1926 (16 giugno 1883 – Firenze 196.). In servizio il 30 novembre 1900, venne promosso Sottotenente nel 23° Reggimento Fanteria il 14 settembre 1906. Tenente il 14 settembre 1909, frequentò la Scuola di Guerra nel 1914. Capitano il 31 dicembre 1914, partecipò alla grande guerra e il 14 giugno 1917 ottenne il grado di Maggiore. Tenente Colonnello di Stato Maggiore facente quadro il 7 ottobre 1917, venne promosso Colonnello Comandante il 55° Reggimento Fanteria il 14 agosto 1926 passando poi come Capo di Stato Maggiore al Corpo d’Armata di Trieste. Generale di Brigata  Vice Comandante della Divisione Pasubio il 16 giugno 1935, passò al comando della 1^ Divisione “Dio lo Vuole” dei CC.NN. del Corpo Truppe Volontarie nella guerra di Spagna nel 1936 – 37 partecipando alla conquista di Malaga. Generale di Divisione Comandante la Divisione “Sabauda”il 1° settembre 1937, passò poi al comando della Divisione “Lupi di Toscana” nel 1939. Collocato in Riserva venne richiamato nel 1941 presso il Comando del 7° Corpo d’Armata per poi tornare nella riserva. Fotografia formato 13,8 x 8,8. Fotografo: A. Garatti – Treviso. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     18 aprile 1932
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     4 luglio 1935
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     19 dicembre 1940
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     31 maggio 1934
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

 

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Arc. 2091: Aymonino Aldo in grande uniforme da Colonnello Comandante il Reggimento Savoia Cavalleria mod. 22 marzo 1923 – 16 settembre 1926 (20 aprile 1880 – Roma, 16 gennaio 1946). Sottotenente dei Lancieri di Novara il 20 aprile 1899, venne promosso Tenente il 22 aprile 1902. Capitano di Stato Maggiore il 18 febbraio 1915, fu Maggiore Capo di Stato Maggiore della 4^ Divisione di Cavalleria dal 31 maggio al 10 agosto 1917 e il 4 gennaio 1918 venne promosso Colonnello. Fu Capo Gruppo Missione degli Eserciti Alleati al Comando Supremo dall’aprile 1918 al luglio 1919 poi fu nello Stato Maggiore a disposizione del Generale Giardino. Comandante del 3° Reggimento Savoia Cavalleria il 1° maggio 1924 venne poi trasferito al Corpo d’Armata di Roma come Capo di Stato Maggiore. Promosso Generale di Brigata fu Comandante del 3° Comando di Cavalleria e Ispettore del Servizio Ippico e Veterinario del Ministero della Guerra. Generale di Divisione il 25 febbraio 1932 fu al comando della Divisione Trieste, della divisione Celere nel 1933, fu dal 1935 al 1938 1° Aiutante di Campo Effettivo del principe ereditario Umberto di Savoia poi Onorario. Fu al comando del Corpo d’Armata di Firenze e il 1° gennaio 1936 venne promosso Generale di Corpo d’Armata. Nel giugno 1940 fu al comando del 7° Corpo d’Armata Mobile e dal 26 gennaio 1941 al 25 settembre 1943 e poi dal 4 settembre 1944 al 12 marzo 1945 fu Comandante generale della Guardia di Finanza per poi essere trasferito definitivamente nella Riserva. Fotografia formato 13,5 x 8,5. Fotografo: Jenzi – Milano.

Onorificenze

Medaglia Mauriziana - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia Mauriziana
   
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
 

 

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Arc. 812: Chiarizia Ettore in uniforme da campagna da Colonnello Commissario (Napoli, 13 giugno 1871 – Roma, 10 novembre 1938). Sottotenente Commissario nel 7° Corpo d’Armata di Ancona il 14 aprile 1892, fu Tenente nel 10° Corpo d’Armata di Napoli il 9 luglio 1896. Capitano il 17 giugno 1906, fu Tenente Colonnello  presso la Direzione del Commissariato di Firenze il 31 ottobre 1917 per poi passare a quello di Palermo. Fu trasferito poi all’Ispettorato del Servizio del Commissariato il 13 gennaio 1920 e venne promosso Colonnello nel 1920. Maggior Generale Commissario il 22 gennaio 1930, fu Ispettore Commissario della 1^ Zona di Milano e il 10 gennaio 1934 fu Tenente Generale Commissario Capo del Corpo e Ispettore dei Servizi di Commissariato. In Posizione Ausiliaria il 12 aprile 1937, fu Tenente Generale Capo Onorario con rango e uniforme da Generale di Corpo d’Armata dal 28 aprile 1937. Fotografia formato 10,5 x 7,8. Fotografo: Fotografo: Sconosciuto. Datata Roma – Aprile 1923.

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   

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Arc. G3: Mastai Ferretti conte Pio in uniforme da parata da Colonnello Comandante del 45° Reggimento Fanteria mod. 1926 – 1933 (Ancona 1881 – 5 novembre 1941). Nipote di Papa Pio IX al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti, venne promosso Sottotenente il 5 settembre 1904. Tenente il 5 settembre 1907, prese parte alla guerra contro l’Austria e ottenne il grado di Maggiore di Stato Maggiore della 66^ Divisione nel 1917. Tenente Colonnello il 22 ottobre 1918, fu Capo di Stato Maggiore della Divisione di Ancona nel 1919 e il 22 febbraio 1927 ottenne il grado di Colonnello Comandante del 45° Reggimento Fanteria. Fu Comandante della Scuola Allievi di Complemento di Milano e nel 1934 Comandante del Distretto Militare di Milano. Nominato Generale di Brigata il 1° gennaio 1936 fu Vice Comandante della Divisione Gran Sasso e nel 1937 venne comandato al Corpo d’Armata di Bologna con incarichi speciali. Venne promosso Generale di Divisione nella Riserva il 31 luglio 1940. Fotografia formato 24 x 17,4. Fotografo: Sconosciuto. Autografata e firmata 2 giugno 1929. 

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Arc. 1637: S.A.R. Umberto di Savoia principe di Piemonte in grande uniforme da Colonnello Comandante del 12° Reggimento Fanteria mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Racconigi, 15 settembre 1904 – Ginevra, 18 marzo 1983). La sua formazione, rigorosa e severa, seguì la tradizione sabauda, con precettori privati coordinati dall’ammiraglio Attilio Bonaldi che aveva pieno controllo sulla vita del principe. Umberto imparò a essere formalmente inappuntabile, anche se interiormente inquieto. Con il re si sviluppò un rispettoso distacco che durò tutta la vita. Lo scoppio della prima guerra mondiale lo trascinò, ancora bambino, nella propaganda bellica: presenziò a parate e manifestazioni patriottiche, incontrò le truppe, frequentò l’ospedale organizzato dalla regina al Quirinale. Nel 1916 ebbe il permesso di raggiungere il re al fronte. Pur con ovvie cautele, condivise le ristrettezze della situazione, facendosi notare per il coraggio e la precisione con cui ottemperava ai propri compiti. Gli piaceva studiare, soprattutto materie umanistiche. Nel 1919 entrò nel Collegio militare di Roma, dove ottenne la maturità classica. Si iscrisse allora al corso per ufficiali di fanteria, assentandosi periodicamente dall’Italia per crociere ‘formative’ via mare. In quel periodo fu infatti il ‘biglietto da visita’ della dinastia, esibito agli italiani di ogni latitudine, ma senza alcun coinvolgimento politico diretto. Il motto per cui «I Savoia regnano uno alla volta» fu applicato alla lettera. Umberto si rivelò ufficiale rigoroso, ma gentile e premuroso, con la truppa e i colleghi, serio e raffinato. Moltiplicò le apparizioni in eventi pubblici mietendo diffusi consensi. Nel 1925 terminò con successo l’Accademia militare. Inviato a Torino, come tenente del 91° reggimento della brigata Basilicata, si stabilì in un’ala del Palazzo Reale che fece restaurare con gusto moderno. Si fece notare nella vita notturna torinese animando la cronaca rosa. Con la soubrette Carla Mignone (in arte Milly) ebbe una relazione probabilmente solo platonica, il che alimentò forse voci sulla sua presunta omosessualità. Benito Mussolini, nel suo contraddittorio rapporto con la monarchia, temeva la crescente popolarità del principe e lo fece spiare costantemente dall’OVRA (Opera Vigilanza Repressione Antifascista), la polizia segreta; avrebbe addirittura portato con sé il relativo dossier nel tentativo di fuga dell’aprile del 1945. Durante quegli anni di spensieratezza, tuttavia, Umberto sviluppò anche un diverso lato del carattere, mistico e religioso, similmente al suo avo Carlo Alberto. Nel 1928 fece un pellegrinaggio in Terrasanta. Salutò con sincero gaudio la firma dei Patti lateranensi. Il 24 ottobre 1929, a Bruxelles, scampò a un attentato, segno della rilevanza politica che stava acquisendo. Era tempo di lasciare la vita da scapolo, visto anche il montare delle trame antimonarchiche fasciste: serviva un erede. Le nozze con la principessa di Sassonia Coburgo Gotha Maria José del Belgio – combinate da tempo – furono fissate per l’8 gennaio 1930. Mussolini, in divisa e collare dell’Annunziata, funse da notaio della Corona. Gli sposi erano eleganti e bellissimi (Umberto stesso aveva disegnato l’abito della moglie). Furono anche ricevuti da Pio XI: un segnale del nuovo corso nei rapporti tra Chiesa e Stato. L’avvenenza della coppia erede al trono colpì l’immaginario popolare e il duce non poté esserne felice. Umberto si mantenne comunque su un antifascismo generico, manifestato in ambiti circoscritti o privati. La coppia reale si stabilì a Torino, ma presto si rivelò non troppo ben assortita: ci furono attriti che la promozione di Umberto a generale, con il suo trasferimento a Napoli, attenuò parzialmente. Nella stagione napoletana (1931-35) Maria José ebbe occasione di coltivare certe sue idee ‘liberali’, frequentando tra l’altro anche Benedetto Croce. Rimase incinta, ma ci furono voci e pettegolezzi – spesso di matrice fascista – circa l’effettiva paternità del nascituro. Maria Pia di Savoia nacque il 24 settembre 1934. Al battesimo fece scalpore l’assenza del duce: la nascita di un’erede non lo rasserenò certo mentre varava il suo progetto imperiale. Umberto fu tenuto lontano dal fronte e dai ‘riflettori’ della vittoria africana. Ma quando le sanzioni colpirono l’Italia e la regina Elena partecipò alla Giornata della fede, in cui gli italiani donarono gli anelli nuziali, il principe donò il proprio collare dell’Annunziata; fece poi seminare a grano sette ettari del parco di Racconigi. Umberto completò intanto la propria carriera militare (generale di corpo d’armata), proseguì in quella di rappresentanza (fece le veci del padre ai funerali di Giorgio V d’Inghilterra) ed ebbe un figlio maschio, Vittorio Emanuele, nato il 12 febbraio 1937. Fu questo un altro brutto colpo per il duce, che invidiava ad Adolf Hitler la libertà da ogni autorità superiore e che nel 1938 andò due volte in rotta di collisione con la Corona: con la creazione del primo maresciallato dell’Impero, che toccava le prerogative militari regie, e di fronte alla freddezza degli ambienti di corte verso la crescente intesa con la Germania (specialmente durante la visita di Hitler a Roma). Il re trasmise sentimenti antitedeschi al figlio, che era anche fortemente cattolico, quindi Umberto non poteva concepire positivamente un’alleanza con il Führer. La presenza della principessa belga, preoccupata per le future sorti del proprio Paese, non migliorò le cose. In ogni caso, visto il successo di Mussolini alla Conferenza di Monaco, Umberto badò a tenere una condotta ‘fascistissima’: a Milano presenziò al passaggio del duce rientrante da Monaco, partecipò alle nozze di Bruno Mussolini, si recò ‘in pellegrinaggio’ – come già i propri genitori – a Predappio. Mentre l’Italia espandeva la propria influenza sull’Albania e si prospettava un possibile impegno bellico, fu ancora tenuto lontano da incarichi di primo piano. Solo in casi estremi, il padre accettò che gli fosse assegnato un comando di rilievo. Umberto, come sempre, ubbidì. «Come militare io assolsi sempre il mio dovere: era questo l’esempio che dovevo dare. Quanto alle mie idee personali sul Fascismo […], rifuggii sempre da ogni atteggiamento politico specifico» (Bolla, 1949, p. 87). A guerra ormai imminente, il 24 febbraio 1940 nacque la terzogenita Maria Gabriella. Quando l’Italia entrò nel conflitto, Umberto ottenne il comando delle armate al confine francese: la Francia era però prossima al collasso e le operazioni furono molto limitate. Successivamente si ventilarono per lui diversi incarichi ma non se ne fece nulla. Il regime non desiderava dare a Umberto occasioni di visibilità, mentre il re non voleva fargli correre rischi né comprometterlo in caso di sconfitte; gli furono anche vietate visite d’ispezione fuori dal territorio nazionale. Dopo il febbraio del 1942 gli fu affidato il comando delle Armate Sud, che prevedeva un ‘innocuo’ stanziamento ad Anagni. Senza possibilità di recitare una parte attiva nel conflitto, Umberto si andò allineando alle posizioni della moglie, ispettrice nazionale della Croce rossa e sempre più avversa al regime. Insieme intrapresero una serie di azioni umanitarie in favore della popolazione italiana, guadagnandone in popolarità. Alla fine del 1942 – in coincidenza con il ventennale del fascismo – Umberto fu nominato maresciallo d’Italia. Poco dopo, il 2 febbraio 1943, nacque l’ultimogenita, Maria Beatrice. L’evento passò quasi inosservato, al confronto con il drammatico quadro bellico. Il risveglio delle opposizioni al regime passò anche attraverso la Corona, ma non attraverso Umberto: «Il figlio non farà nulla contro il padre, neppure un passo risoluto per piegarlo ai nostri piani. Il Principe ha idee chiare, peccato non abbia la ferma volontà di fare» (Bonomi, 1947, p. 108). Nelle vicende del 25 luglio 1943, Umberto e Maria José non ebbero ruolo attivo: «Teniamo da parte i giovani» avrebbe detto il ministro della Real Casa, Pietro d’Acquarone, a Pietro Badoglio. Maria José fu spedita con i figli a Sant’Anna di Valdieri e poi d’urgenza in Svizzera, per mettere il piccolo erede al riparo dai nazisti. Si ricongiunse con il marito solo alla fine della guerra. Umberto, che era stato trasferito lontano dalle zone calde, a Sessa Aurunca, fu convocato a Roma l’8 settembre: il re gli comunicò la firma dell’armistizio. Tra scarsa pianificazione e varie incertezze si compì un rocambolesco trasferimento verso Pescara e poi Brindisi. Umberto era critico sulle modalità di abbandono della capitale, poi più volte chiese di tornare. Il re risolse la questione presentando la decisione come un ordine. Dopo la liberazione di Roma, nel giugno del 1944, Vittorio Emanuele mantenne un impegno preso con gli anglo-americani e i Comitati di liberazione nazionale (CLN) defilandosi politicamente: nominò Umberto luogotenente del Regno (carica ideata ad hoc), ma rifiutò l’abdicazione e rimase re. Entro tali limiti Umberto adottò una linea di apertura e collaborazione sia con le forze antifasciste, sia con gli Alleati. Il 5 giugno accolse le dimissioni del governo Badoglio e l’8 incaricò Ivanoe Bonomi, espressione delle forze democratiche. Nominò un nuovo ministro della Real Casa: il marchese Falcone Lucifero, con un passato anche di socialista riformista, che avrebbe potuto costituire un utile canale di comunicazione con le nuove forze politiche. Il d.l.l. n. 151 del 25 giugno 1944 sancì che, al termine della guerra, sarebbe stata eletta a suffragio universale un’Assemblea costituente per scegliere la forma dello Stato e preparare una nuova costituzione: una prospettiva che metteva sotto scacco a un tempo la monarchia e lo Statuto albertino. Come in passato, Umberto fu piuttosto abile nelle attività di rappresentanza: aprì i palazzi sabaudi agli sfollati e ai feriti e s’impegnò in una fitta serie d’incontri sul territorio, con maggiore successo al Sud. Formalmente – in un’Italia che bramava normalità – Umberto cercò di tornare a prassi di tipo costituzionale: alla crisi del governo Bonomi avviò consultazioni tra i diversi esponenti politici. Il suo scopo si fece più chiaro: ‘rasserenare’ il Paese, cercando al tempo stesso di ‘ripulire’ l’immagine della dinastia. Per questo si pronunciò con «parole insolitamente dure» (Speroni, 1992, p. 269) contro i decreti governativi sull’epurazione, che pure firmò. Il 18 marzo 1946 siglò anche il decreto che modificava la situazione prevista dal d.l.l. n. 151 del 1944 indicendo per il 2 giugno le elezioni per l’Assemblea costituente assieme a un referendum per la scelta tra monarchia e repubblica. Il 9 maggio il re abdicò e partì in esilio. Il figlio salì al trono come Umberto II: aveva fin lì agito «come un perfetto Presidente della Repubblica» (Oliva, 2000, p. 202), ma certamente senza il piglio personalistico e carismatico di un sovrano in un contesto così delicato, né mostrava ora le caratteristiche adatte a una competizione elettorale tanto accesa. Il fronte monarchico appariva per di più poco compatto. Il referendum diede la vittoria alla repubblica. Il re rifiutò di lasciare Corona e Paese senza un verdetto confermativo della Cassazione. Ci furono, al Sud, agitazioni filomonarchiche. Il 12 giugno Alcide De Gasperi s’insediò come capo provvisorio dello Stato. Il giorno seguente Umberto lasciò il Quirinale: non abdicò, non trasmise i poteri e lanciò un duro proclama in cui definì «rivoluzionario» e «arbitrario» l’operato del governo e disse di aver dovuto agire nell’alternativa «di provocare spargimento di sangue o di subire la violenza». Il 13 giugno, assieme ai collaboratori più stretti, partì alla volta del Portogallo dove ritrovò Maria José e i figli, ma nell’estate del 1947 la coppia si divise definitivamente. Gli anni dell’esilio portarono anche dissapori con la prole e specialmente con il figlio maschio. Con l’entrata in vigore della costituzione repubblicana, il 1° gennaio 1948, l’esilio volontario del re acquisì forza di legge. Umberto si dichiarò sorpreso perché intenzionato ad allontanarsi dall’Italia solo per «qualche tempo», contando di tornare per dare il proprio «apporto all’opera di pacificazione e ricostruzione» una volta placate «le passioni» (Speroni, 1992, p. 316). Coerentemente, non rinunciò mai a quelli che percepiva come propri doveri istituzionali, tenendosi aggiornato sulla politica italiana e inviando messaggi per celebrare ricorrenze e commentare avvenimenti. Dal 1964 cominciò una lunga lotta contro un tumore – con ripetuti interventi chirurgici, tenuti nascosti alla stampa –, che terminò il 18 marzo 1983, quando morì in una clinica di Ginevra. Poco meno di un anno prima aveva espresso a papa Giovanni Paolo II, in Portogallo, il proprio desiderio di morire in Italia. Anche per interessamento del pontefice, il governo italiano discusse l’abrogazione della norma costituzionale sull’esilio, ma inutilmente, perché Umberto morì prima della fine dell’iter abrogativo, che fu interrotto. Fotografia formato 13,6 x 8,6. Fotografo: Fotocolore – Torino.

Onorificenze

Onorificenze italiane

Gran maestro dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Gran maestro dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata
     9 maggio 1946
Gran maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Gran maestro dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     9 maggio 1946
Gran maestro dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran maestro dell’Ordine militare di Savoia
     9 maggio 1946 (già Commendatore)
Gran maestro dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran maestro dell’Ordine della Corona d’Italia
     9 maggio 1946 (già Cavaliere di gran croce)
Gran maestro dell'Ordine civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran maestro dell’Ordine civile di Savoia
     9 maggio 1946
Gran maestro dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran maestro dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
     9 maggio 1946 (già Cavaliere di gran croce)
Gran maestro dell'Ordine al merito del Lavoro - nastrino per uniforme ordinaria    Gran maestro dell’Ordine al merito del Lavoro
     9 maggio 1946
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Besa (Regno d'Albania) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine della Besa (Regno d’Albania)
     fino al 27 novembre 1943
Cavaliere di gran croce dell'Ordine di Skanderbeg (Regno d'Albania) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine di Skanderbeg (Regno d’Albania)
     fino al 27 novembre 1943
Cavaliere di gran croce dell'Ordine civile e militare dell'Aquila romana - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine civile e militare dell’Aquila romana
     fino al 3 gennaio 1945

Onorificenze straniere

Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Belgio)
   
Cavaliere dell'Ordine Supremo di Cristo (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo di Cristo (Santa Sede)
     2 gennaio 1932
Balì Cavaliere di gran croce di Onore e Devozione con Croce di Professione ad honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria    Balì Cavaliere di gran croce di Onore e Devozione con Croce di Professione ad honorem del Sovrano       Militare Ordine di Malta (SMOM)
     17 novembre 1922
Collare pro merito melitensi (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria    Collare pro merito melitensi (SMOM)
   
Cavaliere di gran croce dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede)
   
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
     31 agosto 1922
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
     7 settembre 1922
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (Spagna)
     19 novembre 1923
Collare del Reale e Distinto Ordine spagnolo di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Collare del Reale e Distinto Ordine spagnolo di Carlo III (Spagna)
   
Ordine di Michele il Coraggioso di 1ª classe (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria    Ordine di Michele il Coraggioso di 1ª classe (Regno di Romania)
     26 luglio 1943
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
   
Cavaliere di gran croce dell'Ordine reale norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine reale norvegese di Sant’Olav (Norvegia)
   
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine militare del Cristo (Portogallo)
   
Cavaliere dell'Ordine supremo dell'Aquila nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine supremo dell’Aquila nera (Regno di Prussia)
   
Decorato di Royal Victorian Chain (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Decorato di Royal Victorian Chain (Regno Unito)
   
Balì Cavaliere di Gran Croce di giustizia decorato di Collare del Sacro militare Ordine costantiniano di San Giorgio (Real Casa di Borbone delle Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria    Balì Cavaliere di Gran Croce di giustizia decorato di Collare del Sacro militare Ordine costantiniano di     San Giorgio (Real Casa di Borbone delle Due Sicilie)
   
Gran collare dell'Ordine dell'Aquila di Georgia e della Tunica senza cuciture di Nostro Signore Gesù Cristo (Casa Bagration - Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran collare dell’Ordine dell’Aquila di Georgia e della Tunica senza cuciture di Nostro Signore Gesù         Cristo (Casa Bagration – Georgia)
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine equestre per il merito civile e militare (Repubblica di San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine equestre per il merito civile e militare (Repubblica di San Marino)

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Arc. 1794: Stefanini Gino in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 15° Reggimento Fanteria mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Roma, 10 agosto 1883 – 19..). Allievo Ufficiale il 4 gennaio 1904, venne promosso Sottotenente nel 60° Reggimento Fanteria il 15 settembre 1907. Ottenne il grado di Tenente il 15 settembre 1910 per poi essere promosso Capitano il 18 aprile 1915. Prese parte alla grande guerra e il 16 agosto 1917 diventò Maggiore per poi ottenere il grado di Tenente Colonnello il 31 marzo 1926. Capo Sezione del Comando di Stato Maggiore il 27 giugno 1926 Colonnello il 1° febbraio 1932 fu a Disposizione e il 1° marzo 1932 gli venne affidato il comando del 15° Reggimento Fanteria. Il 20 settembre 1934 fu presso il Ministero della Guerra e rimase tale facente funzione come Direttore Capo di Divisione il 27 novembre 1934. Venne promosso Generale di Brigata facente quadro al Ministero della Guerra per incarichi speciali il 1° gennaio 1938 e ottenne i gradi da Generale di Divisione il 1° luglio 1941. Venne collocato in Riserva e il 10 agosto 1941 venne richiamato in servizio. Fotografia formato 8,7 x 6,2. Fotografo: E. Galeno – Caserta. 

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Arc. 2792: Laviano Francesco in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 7° Reggimento Artiglieria da Campagna mod. 1926 – 1933 (22 novembre 1880 – 2 agosto 1960). Maggiore di Artiglieria il 10 dicembre 1916, venne promosso Tenente Colonnello il 7 ottobre 1917. Colonnello il 30 gennaio 1927 fu comandante del 7° Reggimento Artiglieria da Campagna. Capo di Stato Maggiore del Corpo d’Armata di Roma nel 1934, venne promosso Generale di Brigata Comandante l’Artiglieria del Corpo d’Armata di Firenze il 1° gennaio 1936. Generale di Divisione Comandante la 15^ Divisione nel 1939, fu comandante della 62^ Divisione in Africa nel 1940 per poi essere promosso Generale di Corpo d’Armata presso il Ministero della Guerra il 1° luglio 1941. Fotografia formato 8,3 x 5,5. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     9 febbraio 1919
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     5 luglio 1923
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     24 novembre 1930
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     19 dicembre 1940
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     16 dicembre 1920
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     3 giugno 1938
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     3 aprile 1940
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

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Arc. 2551: Milone Catello in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 4° Reggimento Genio mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Castellamare di Stabia 22 settembre 1879 -194.). Allievo Ufficiale il 30 ottobre 1899, venne promosso Sottotenente del Genio il 23 settembre 1901. Promosso Tenente presso la Direzione del Genio di Napoli il 22 agosto 1904, ottenne il grado di Capitano nel 4° Reggimento Genio il 31 marzo 1912. Maggiore nel Reggimento Pontieri e Lagunari il 4 gennaio 1917, venne promosso Colonnello Comandante del 4° Reggimento Genio il 30 marzo 1928. Nel 1932 divenne Capo Ufficio Fortificazioni del Corpo d’Armata di Verona e nel 1935 passò al comando del Genio del Corpo d’Armata di Bolzano. Rimase tale il Posizione Ausiliaria Speciale e venne richiamato ottenendo il grado di Generale di Brigata nel 1936. Il 27 ottobre 1938 venne promosso Generale di Divisione e nel 1940 passò nella Riserva. Fotografia formato 23,5 x 9,3. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. G2: Rossi Andrea in uniforme ordinaria da colonnello Comandante del 18° Reggimento Fanteria mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (9 gennaio 1880 – Vicenza 19..). Sottotenente nel 4° Reggimento Fanteria l’8 settembre 1900, venne promosso Tenente il 29 settembre 1903. Maggiore Capo di Stato Maggiore della 53^ Divisione dal 2 giugno al al 12 luglio 1917, venne promosso Tenente Colonnello il 16 agosto 1917. Sotto Capo di Stato Maggiore al Comando Supremo delle forze armate italiane nei Balcani fino al 1° aprile 1919 venne promosso Colonnello facente quadro Capo di Stato Maggiore della Divisione di Trieste il 7 novembre 1918, fu comandante del 18° Reggimento Fanteria fino al 1932. Generale di Brigata il 1° marzo 1933, venne collocato in Posizione Ausiliaria e il 10 novembre 1939 fu promosso Generale di Divisione nella Riserva. Fotografia formato 27,3 x 18,8. Fotografo: Cav. G. Bruner & C. – Trento. 

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Arc. 2550: Valente Italo in uniforme ordinaria con mantella da Colonnello Capo Ufficio del Genio mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Salice Salentino, 20 ottobre 1878 – Verona, 1° aprile 1933). Sottotenente del Genio il 10 ottobre 1902, venne promosso Tenente nel 3° Reggimento Genio il 22 ottobre 1905. Capitano il 31 dicembre 1912 venne trasferito nel Battaglione Specialisti e successivamente nel Battaglione Aereostieri CAM. Maggiore il 12 aprile 1917 fu destinato al Comando Aereonautico (Dirigibilisti) per poi passare al Centro Rifornimento Aerostati e Dirigibili della Sezione di Napoli il 20 luglio 1919. In A.R.Q. il 26 ottobre 1920, venne richiamato il 15 gennaio 1922 e destinato al Gruppo Aerostati d’assalto nel Reparto Costruzioni Edilizie dell’Areonautica per poi tornare in A.R.Q. venne richiamato di nuovo il 1° novembre 1924 presso la Direzione del Genio di Trieste e il 31 marzo 1926 venne promosso Tenente Colonnello. Il 9 ottobre 1927 passò alla Sezione Fortificazioni del Corpo d’Armata di Trieste e il 9 agosto 1929 ottenne il grado di Colonnello. L’11 giugno 1929 fu nominato Capo Ufficio Fortificazioni del Corpo d’Armata di Udine e il 28 ottobre 1932 fu comandante del 2° Reggimento Genio Minatori. Fotografia formato 13,5 x 8,2. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1266: Arc. 2551: Milone Catello in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 4° Reggimento Genio mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Castellamare di Stabia 22 settembre 1879 -194.). Allievo Ufficiale il 30 ottobre 1899, venne promosso Sottotenente del Genio il 23 settembre 1901. Promosso Tenente presso la Direzione del Genio di Napoli il 22 agosto 1904, ottenne il grado di Capitano nel 4° Reggimento Genio il 31 marzo 1912. Maggiore nel Reggimento Pontieri e Lagunari il 4 gennaio 1917, venne promosso Colonnello Comandante del 4° Reggimento Genio il 30 marzo 1928. Nel 1932 divenne Capo Ufficio Fortificazioni del Corpo d’Armata di Verona e nel 1935 passò al comando del Genio del Corpo d’Armata di Bolzano. Rimase tale il Posizione Ausiliaria Speciale e venne richiamato ottenendo il grado di Generale di Brigata nel 1936. Il 27 ottobre 1938 venne promosso Generale di Divisione e nel 1940 passò nella Riserva. Fotografia formato 6,5 x 7,1. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2110: Colonnello Comandante dei Carabinieri in uniforme da Campagna mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933. Fotografia formato 13,8 x 8,8. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. G1: Fornaca Alessandro in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 75° Reggimento Fanteria mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1934 (7 dicembre 1882 – Tripoli 24 luglio 1838). Allievo Ufficiale il 5 novembre 1903 venne nominato Sottotenente di Fanteria il 7 settembre 1905. Il 7 settembre 1908 venne promosso Tenente nel 91° Reggimento Fanteria e il 1° giugno 1917 fu Maggiore del 52° Reggimento. Il 19 ottobre 1929 venne promosso Colonnello Comandante del 75° Reggimento Fanteria e successivamente fuori quadro Regie Truppe Coloniali in Tripolitania. Nel 1934 passò allo Stato Maggiore del Comando di Corpo e nel 1935 fu Capo di Stato Maggiore delle Regie Truppe Coloniali in Libia. Nel 1936 venne promosso Generale di Brigata. Fotografia formato 22,6 x 7,8. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2384: Navarini Enea in grande uniforme da Colonnello Comandante dell’81° Reggimento Fanteria mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1934 (Cesena, 1º aprile 1885 – Merano, 22 marzo 1977). Si arruolò nel Regio Esercito ottenendo il grado di Sottotenente nel 1905. Promosso al grado di Tenente nel 1911, quando si trovava presso il Collegio Militare di Napoli, l’anno successivo partì per la Cirenaica, combattendo in seno al 93° Reggimento Fanteria. Ritornò in Patria nel corso del 1914 con la promozione al grado di Capitano, assegnato al 18º Reggimento fanteria. Con l’entrata in guerra del Regno d’Italia, avvenuta il 24 maggio 1915, combattè valorosamente operando nel al 123°, 222° e 117º Reggimento Fanteria. Ferito più volte in combattimento fu promosso in successione al grado di Maggiore (1° giugno 1917) e poi a Tenente Colonnello (30 ottobre 1918) per “merito di guerra”. Al termine del conflitto risultava decorato con tre Medaglie d’Argento e due di Bronzo al Valor Militare, due Croci al merito di guerra, un Encomio solenne e con la Croce di Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Divenuto membro della Commissione Alleata Plebiscitaria che aveva sede a Klagenfurt am Wörthersee, in Carinzia, fino al 1923 fu contemporaneamente comandante del I Battaglione dell’80º Reggimento Fanteria. Il 2 giugno 1927 divenne Colonnello, assumendo il comando dell’81º Reggimento Fanteria “Torino”, e dal 1932 al 1935 diresse la Scuola Militare di Roma. Il 1º gennaio 1936 fu promosso al grado di Generale di Brigata, assumendo il comando della 17ª Brigata di Fanteria “Ferrara” di stanza a Forlì, ed alla fine dello stesso anno partì per la Somalia destinato al comando delle truppe del Galla e Sidama. Al termine della Guerra d’Etiopia fu decorato con la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Rientrò in Italia nel 1938 promosso al grado di Generale di Divisione il 30 giugno dello stesso anno, ed assumendo il comando della 56ª Divisione Fanteria “Casale” nel corso del 1939. Dopo l’entrata in guerra del Regno d’Italia, il 10 giugno 1940, mantenne il comando della divisione, che il 14 marzo 1941 fu imbarcata per raggiungere l’Albania per partecipare agli scontri conclusivi della campagna di Grecia. Dopo la sconfitta dell’esercito greco nell’aprile dello stesso anno, egli fu trasferito sul fronte nordafricano, assegnato al comando il XXI Corpo d’Armata. Durante la campagna africana fu inoltre uno degli uomini di fiducia di Erwin Rommel e capo di Delease (l’emanazione del Comando Supremo Italiano in Africa Settentrionale), fino al suo rimpatrio il 14 ottobre 1942. A quell’epoca risultava decorato con una quarta Medaglia d’Argento e una terza di Bronzo al Valor Militare, e con il titolo di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia, ed era stato promosso al grado di Generale di Corpo d’Armata in data 20 febbraio dello stesso anno. Il 26 ottobre 1942 riassunse il comando del XXI Corpo d’armata, su esplicita richiesta del Generale Rommel, nell’imminenza della seconda battaglia di El Alamein. Dopo la sconfitta dell’armata italo-tedesca rimase a comandare le unità superstiti del suo corpo d’armata fino ai primi mesi del 1943, quando in seguito alla ormai inevitabile perdita del fronte nordafricano, fu evacuato in Italia. Dal 21 febbraio 1943 fu destinato al comando della 1ª armata. Dal 28 febbraio ritornò a Roma a disposizione del ministero della guerra e dal 15 marzo comandò il XIX Corpo d’Armata a Bolzano, e durante l’invasione dell’Italia, trasferitosi col suo comando a Napoli, assicurò la difesa costiera della Campania fino a che, il 2 settembre cedette il comando del XIX Corpo d’Armata al Generale Riccardo Pentimalli. Navarini dall’11 settembre 1943, a seguito dell’armistizio di Cassibile, cogliendo il momento di disordine creatosi a seguito dell’armistizio, riuscì a fuggire e a raggiungere il Nord Italia, dove si unì alle forze del neonato esercito della Repubblica Sociale Italiana. Dal 1944 divenne comandante del Centro di Addestramento Unità Speciali della RSI. Dopo la fine della guerra, nell’aprile del 1945 fu sottoposto a procedimento di epurazione con la perdita del ruolo e del grado, ma già nel corso dello stesso anno tali provvedimenti vennero revocati. Fotografia formato 8,2 x 6. Fotografo: Sconosciuto. Datata 1928. 

Onorificenze

Onorificenze italiane

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     7 ottobre 1937
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     9 giugno 1943
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Al comando della sua compagnia, irrompeva in una trincea avversaria, sotto nutrito fuoco di                   fucileria, mitragliatrici e artiglieria. Ne manteneva con opportune disposizioni il possesso , vi faceva       dei prigionieri e ingaggiava una fiera lotta con altri numerosi nemici sopraggiunti, dando così prova di     mirabile coraggio.»
   Monte Sei Busi, 6 agosto 1916.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Comandante interinale di un battaglione, con sagge disposizioni con ammirevole ardire e sangue         freddo, portava le sue truppe all’attacco di trincee nemiche, conquistandole. Mentre poi, nella ripresa     dell’azione, si esponeva per meglio rendersi conto della situazione, veniva gravemente ferito.»
   Nova Vas, 15 settembre 1916.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «In tre giorni di aspra e dura lotta contro superiori forze nemiche, seppe guidare il suo battaglione         con volontà tenace, abile perizia, fede incrollabile e indomito coraggio. Nobile esempio ai propri             dipendenti nell’assalto, assolveva il compito affidatogli, mettendo in disordinata fuga il nemico, dopo     avergli inflitte numerose perdite. Strenuo difensore della posizione conquistata, con decimate forze       seppe resistere e ributtare i ripetuti e violentissimi contrattacchi nemici, continuando efficacemente       alla nostra vittoria.»
   Piave-Argine San Marco, 16-18 giugno 1918.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’argento al valor militare
     «Per l’esemplare calma, per l’alto ascendente e per il provato valore dimostrati in ripetute azioni di         guerra alla testa del suo corpo d’armata.»
   A.S. 1º agosto 1941-27 luglio 1942.
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Benche ferito ad un braccio, teneva ancora per qualche tempo il comando del proprio reparto               seguitando, con grande forza di volontà, a incorare i dipendenti. Ancora convalescente e con la ferita     non ben rimarginata, riprendeva il suo posto di combattimento, dando bello esempio di serena                 fermezza e valore.»
   Sagrado, 29 luglio – Trincea delle Frasche (Carso), 4 settembre 1915.
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Primo fra tutti, condusse più volte il suo battaglione all’assalto, e nonostante le ingenti perdite,             ottenne dai suoi soldati il maggior rendimento durante la lotta, dando bell’esempio di virtù militari.»
   Sober Vertoiba Superiore, 19-21 agosto 1917.
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Benche ferito ad un braccio, teneva ancora per qualche tempo il comando del proprio reparto               seguitando, con grande forza di volontà, a incorare i dipendenti. Ancora convalescente e con la ferita     non ben rimarginata, riprendeva il suo posto di combattimento, dando bello esempio di serena                 fermezza e valore.»
   Sagrado, 29 luglio – Trincea delle Frasche (Carso), 4 settembre 1915.
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     «Comandante di divisione in una fase offensiva, con azione rapida e decisa, si lanciava arditamente       all’inseguimento del nemico, raggiungendolo e sostenendo con esso, vittoriosamente, aspri                     combattimenti. Organizzatore sapiente ed appassionato, faceva della sua divisione un blocco                 granitico e dimostrava anche in circostanze difficili, qualità eccellenti di capo risoluto e coraggioso.»
   Fronte greco, 9-24 aprile 1941-XIX.
Croce al merito di guerra (2) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra (2)
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     Regio Decreto 18 aprile 1931
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Grande Ufficiale dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine Coloniale della Stella d’Italia
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911–1912 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911–1912
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918 - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915–1918
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   
Medaglia commemorativa per le operazioni in Africa Orientale - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa per le operazioni in Africa Orientale
   

Onorificenze estere

Grande Ufficiale dell'Ordine di Skanderbeg (Albania) - nastrino per uniforme ordinaria    Grande Ufficiale dell’Ordine di Skanderbeg (Albania)
     1942
Croce tedesca in oro (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce tedesca in oro (Germania)
     21 dicembre 1942

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Arc. 3031: Gillone Carlo in grande uniforme da Colonnello Medico mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (23 aprile 1870 – Trento, 19..). Sottotenente Medico il 4 luglio 1897, venne promosso Tenente nel 4° Reggimento Alpini il 20 luglio 1899. Passato al 50° Reggimento Fanteria il 21 novembre 1907, venne promosso Capitano il 22 dicembre 1907. Partito per la guerra contro l’Austria, fu Maggiore nel 1916 e ottenne il grado di Tenente Colonnello il 28 ottobre 1917. Il 20 giugno 1920 fu all’Ospedale Militare di Torino e il 13 ottobre 1927 gli venne affidato la Direzione dell’Ospedale Militare di Ancona. Colonnello il 14 febbraio 1928, fu Direttore dell’Ospedale Militare di Torino e il 18 febbraio 1930 fu Direttore Sanitario a Bologna. Il 31 marzo 1932 venne collocato in Posizione Ausiliaria e il 16 giugno 1934 venne promosso Maggior Generale Medico. Collocato in Riserva il 1° aprile 1940, ottenne il grado di Tenente Generale Medico il 30 giugno 1940. Fotografia formato 13,5 x 8,5. Fotografo: Sconosciuto. Autografata e datata 16 marzo 1930. 

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia d’Argento al Valor Militare
     
Medaglia a ricordo delle guerre combattute per l'Indipendenza e l'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo delle guerre combattute per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

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Arc. 2109: Colonnello Medico in uniforme ordinaria mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933. Fotografia formato 15 x 9,8. Fotografo: U. Campana – Genova. Datata 9 aprile 1932. 

 

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Arc. 2094: Lomaglio conte Cesare in grande uniforme da Tenente Colonnello del 14° Reggimento Cavalleria Alessandria mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933. Frequentò l’Accademia Militare di Modena nel biennio 1907/09, da dove uscì con il grado di Sottotenente dell’arma di Cavalleria, l’8 ottobre 1909, e assegnato al Reggimento “Cavalleggeri di Monferrato” (13º). Passò dal 7 luglio 1910 al Reggimento “Cavalleggeri di Lucca” (16º), assegnato al 3º squadrone e partì per la Libia partecipando alla guerra italo-turca, nel 1911/12, ottenendo una Medaglia di Bronzo al Valor Militare nel fatto d’arme delle due palme il 12 marzo 1912. Promosso Tenente il 19 settembre 1912, fu in servizio presso lo Stato Maggiore della 45^ e la 53^ Divisione fra il 1915 e il 1918 per poi passare alla Divisione di Bari ottenendo altre due Medaglie di Bronzo. Capitano il 26 giugno 1916, finita la grande guerra, ebbe vari incarichi presso gli stati maggiori delle divisioni militari di Bari, Cuneo e Torino e presso il Reggimento Cavalleggeri Guide nei primi anni venti sino al grado di Maggiore. Passò ancora al Reggimento Cavalleggeri di Alessandria, assumendo il comando del II° gruppo squadroni. Promosso Tenente Colonnello il 1º maggio 1927 permase presso il comando dello stesso reggimento sino al dicembre 1928, quando fu nominato, dal 1º gennaio 1929, Aiutante di Campo del Re, per quattro anni, sino al 31 dicembre 1932. Rientrò allo Stato Maggiore ed ebbe incarichi di comando al corpo di Torino, al Reggimento “Piemonte Cavalleria” (2º) ad Udine e il comando del Reggimento Lancieri di Novara a Verona (dal 1º ottobre 1935 al 31 dicembre 1937). Dal 1º gennaio 1937, Lomaglio fu promosso Colonnello e ottenne il comando delle Scuola Centrale Truppe Celeri a Civitavecchia (dal 21 gennaio al 1º settembre 1938) per poi divenire il capo di Stato Maggiore delle isole italiane dell’Egeo, collaborando direttamente col governatore del possedimento, il Generale Cesare Maria de Vecchi, conte di Val Cismon (dal 2 settembre 1938 al 5 agosto 1940). Allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel giugno 1940, Lomaglio, conseguita la promozione a Generale di Brigata (anzianità 1º gennaio, notificata il 31 maggio), dopo breve periodo a disposizione del Capo di Stato Maggiore dell’esercito in Roma (1º settembre – 19 novembre). Dal 20 novembre ottenne il comando della 1ª Divisione celere Eugenio di Savoia, prima interinale, poi, dal 22 aprile 1941, facente funzioni, infine da titolare, partecipando, dall’aprile 1941, all’invasione e all’occupazione della Croazia. Il Generale Lomaglio era il comandante in Croazia della 1ª divisione celere Eugenio di Savoia composta dai Cavalleggeri di Alessandria, Saluzzo, dallo squadrone carri L San Giusto, di una sezione di artiglieria ippotrainata del 23° Artiglieria Divisione Re ed un battaglione Camicie Nere. I Cavalleggeri di Alessandia, comandati dal Colonnello Antonio Ajmone Cat furono i protagonisti della storica carica di Poloj (la sera del 17 ottobre 1942), compiuta per rompere l’accerchiamento della resistenza jugoslava e ritirarsi verso Perjasica. Tra i numerosi feriti nel combattimento, vi fu il vicecomandante della divisione, Generale di Brigata di cavalleria Mario Mazza (pari corso in accademia di Lomaglio ed effettivo dal 1º aprile 1942); Mazza riportò lesioni talmente gravi, il 17 ottobre 1942 a Poloj, che all’atto dell’armistizio era ancora in convalescenza presso la casa militare balneo termale di Acqui Terme. Venne catturato dai tedeschi ed internato a Shokken (Polonia) sino al 6 ottobre 1945. Il 1º gennaio 1943 Lomaglio fu promosso Generale di Divisione divenendo comandante titolare della divisione. All’atto dell’armistizio, la sera dell’8 settembre, si trovava a Sussak con la sua Unità celere e non ebbe disposizioni chiare per opporsi ai tedeschi. Rimasto bloccato a Fiume per alcuni giorni, il 22, d’accordo con le autorità tedesche, poté imbarcarsi per Trieste e rientrare nella sua residenza a Rinco Monferrato, presso Asti, dove attese la fine della guerra. Il suo comportamento in occasione dell’armistizio non fu censurato e conservò il grado. Dal 22 settembre 1945 riprese servizio presso il comando territoriale di Torino, dove presiedette la commissione d’inchiesta sui fondi dispersi della 4ª armata nei giorni dell’8 settembre. il 2 giugno 1947 venne collocato nella riserva. Promosso Generale di Corpo d’Armata, divenne Aiutante Generale Onorario di Umberto II in esilio. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 2 giugno 1956, gli fu conferita l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Fotografia formato 12 x 9. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     12 marzo 1912 – Due palme
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
   
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   
Medaglia a ricordo delle guerre combattute per l'Indipendenza e l'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo delle guerre combattute per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

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Arc. 2378: Cappa Ernesto in grande uniforme da Colonnello Comandante il 91° Reggimento Fanteria mod. 14 novembre 1933 – 30 aprile 1937 (Dogliani, 18 febbraio 1888 – Cuneo, 27 gennaio 1957). Dopo il corso degli studi, iniziati a Bra, proseguiti nel Liceo Beccaria di Mondovì e ultimati con la maturità classica (24 giugno 1906), si avviò alla carriera militare. Allievo Ufficiale il 3 novembre 1906, fu Sottotenente nel 32° Reggimento Fanteria il 4 settembre 1908. Dal 1906 al 1908 fu allievo dell’Accademia militare di Modena. Sottotenente al 32º Reggimento Fanteria Cuneo, poi Tenente al 32º Reggimento a Napoli, dal 12 gennaio 1912 al 1913 fu Segretario alla Scuola di Guerra. Con il 162º Reggimento Ivrea entrò in guerra nel 1915. Il 30 giugno 1915 fu promosso capitano. Decorato della Medaglia di Bronzo al Valor Militare perché “inviato con la propria compagnia al contrattacco di una posizione fu col proprio contegno calmo e risoluto di lodevole esempio ai propri dipendenti. Ferito all’avambraccio destro e costretto a ritirarsi dalla linea di fuoco di null’altro si dolse che di non poter continuare coi propri uomini nell’attacco intrapreso” Costesin 20 maggio 1916. Era presente al fatto d’armi di Balson avvenuto l’8 ottobre 1915 per cui la 7ª compagnia del 162º Reggimento Fanteria ebbe l’encomio solenne del comando della 34ª Divisione (ordine del giorno del 9 ottobre 1915). Colpito da assideramento ad entrambi i piedi e da congelamento di 1º grado al piede destro e ferito da arma da fuoco all’addome al combattimento in località Wralin-Prevala Zona Carnia il 25 ottobre 1917 fu successivamente prigioniero di guerra nell’ospedaletto da campo austriaco n° 930 di Mitteltrech. Croce al Merito di Guerra (D.M. 1º ottobre 1919) Decorato della Medaglia di Bronzo al Valore Militare con Regio decreto 18-11-1920. Motivazione: “Comandante di una posizione avanzata in critiche circostanze avendo il nemico tagliato l’unica via di ritirata mosse con le sue truppe già provate all’attacco per aprirsi un varco. Primo fra i primi dando bella prova d’arditezza e di decisione trascinò i dipendenti all’attacco quando venne gravemente colpito”. Robon – Carnia 24-25 ottobre 1917. Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia di motu proprio sovrano nel 1939. Dal 1920 al 1925, con il grado di Maggiore fu segretario della Scuola di Guerra, che frequentò poi fino al 1928. Dal 1929 al 1931 prestò servizio quale Tenente Colonnello a Bolzano, 1º Battaglione del 232º Fanteria. Dall’ottobre del 1931 al maggio del 1933 prestò servizio a Roma allo Stato Maggiore come Capo Ufficio Mobilitazione. Dal maggio del 1933 al settembre del 1937 fu prima Tenente Colonnello poi Colonnello comandante del 91º Reggimento Fanteria. Dal 1937 al 1940 fu Capo Ufficio Ordinamento e Mobilitazione dello Stato Maggiore dell’Esercito. Dal luglio 1940 all’aprile del 1943, come Generale di Brigata fu Capo del II Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito. Promosso nel 1942 Generale di Divisione, il 25 maggio 1943 assunse il comando della 7ª Divisione fanteria “Lupi di Toscana” dislocata nella Francia meridionale. Il 3 settembre 1943 la Divisione “Lupi di Toscana” iniziava il trasferimento in Italia (Zona od Ovest di Roma), che avrebbe dovuto terminare tra il 15 ed il 20 dello stesso mese. L’8 mattino il Generale Cappa giungeva a Roma e si recava a Monterotondo per ricevere ordini dal Reparto Operazioni dello S.M.R.E. – Ivi il Capo Reparto gli suggeriva di attendere in Roma che la Divisione si fosse concentrata. Ciononostante, il mattino del 9, il Gen. Cappa si portava in mezzo alle truppe della “Lupi” già giunte in zona (2° Battaglione e 5^ Batteria) per dividerne le sorti. Con tali truppe e con altre unità trovate in posto, organizzava la difesa nella zona assegnata (Santa Severa – Cerveteri – Palo) ed agendo di iniziativa – perché non si riusciva in nessun modo ad avere ordini da Enti superiori – impediva nei giorni 9, 10, 11 ai tedeschi di passare nella zona, fermava gli sbandati, impediva ad alcuni elementi di passare ai tedeschi, rintuzzava decisamente la prepotenza tedesca. In particolare il giorno 11 affrontava con le armi alla mano e costringeva a ritirarsi una formazione di paracadutisti tedeschi, che, penetrati di sorpresa nel recinto del Castello di Palo, sede del Comando della Divisione, intendeva catturare quest’ultimo; lo stesso giorno disperdeva col fuoco una colonna motocorazzata tedesca, che aveva attaccato improvvisamente e che si ritirava lasciando sul terreno uomini e materiali. Frattanto, il giorno 10, era intervenuta la convenzione di Roma – che faceva obbligo alle truppe, dislocate entro 50 km. dalla Capitale, di deporre le armi. Egli lo faceva il giorno 12, ottenendo dai tedeschi – a riconoscimento del contegno valoroso delle sue truppe – che: – i reparti non consegnassero le armi direttamente al tedeschi ma ad un ufficiale del Comando di Divisione; – agli ufficiali, marescialli, e CC.RR. della divisione fosse lasciato l’armamento individuale; – a tutti i militari venisse concessa la piena libertà; – la Bandiera del 78°Reggimento Fanteria (l’unica giunta a Palo) fosse portata a Roma con i dovuti onori. Il che fu fatto. Ritornato quindi in Piemonte, a Dogliani, non aderì in nessun modo alla Repubblica Sociale, ma dette la sua collaborazione al movimento partigiano e mantenne fitti contatti con l’organizzazione clandestina dei Comitati di liberazione. Terminata la guerra, nel 1947 ebbe il comando territoriale di Udine e poi di Padova. In quegli anni provvide alla riorganizzazione delle truppe del Veneto e alla prima sistemazione della frontiera. Nell’opera di tutela del confine orientale italiano si prodigò per Gorizia, che gli conferì la cittadinanza onoraria. Nominato Generale di Corpo d’Armata nel 1948, fu Segretario generale dell’Esercito fino al 1950. Dal 1950 ricoprì l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito fino al 1952. Subito dopo il suo collocamento a riposo, assunse la carica di Prefetto di Milano, incarico che mantenne dal 20 novembre 1952 al 25 ottobre del 1954. Fotografia formato 16,7 x 11,3. Fotografo: Gramaglia. Autografa e datata 7 settembre 1937. 

Onorificenze

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
     2 giugno 1953
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     «Ufficiale di elevate virtù militari ha collaborato validamente con ferma fede, spirito di abnegazione e     intelligente attività alla organizzazione e alla mobilitazione delle unità, dei mezzi e dei servizi per             operazioni conclusesi con il trionfo della Patria»
   31 luglio 1939
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     20 maggio 1916
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
     18 novembre 1918
Croce al merito di guerra (2) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito di guerra (2)
   
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Medaglia a ricordo delle guerre combattute per l'Indipendenza e l'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo delle guerre combattute per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   

 1940-1943 Medaglia commemorativa del periodo bellico it BAR.svg    Medaglia commemorativa del periodo bellico 1940–43

 Medaglia al merito di lungo comando nell'esercito 20 BAR.svg    Medaglia militare al merito di lungo comando

Anzianità di servizio 40 BAR.svg    Croce per anzianità di servizio

Legion Honneur Commandeur ribbon.svg    Commendatore della Legion d’Onore (Francia) 

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Arc. 1622: Natalini Osvaldo in grande uniforme da Colonnello Comandante del 9° Reggimento Genio mod. 14 novembre 1933 – 30 aprile 1937 (19 febbraio 1888 – 19..). Sottotenente del Genio il 19 settembre 1909, divenne Tenente nel 5° Reggimento Genio il 24 aprile 1912. Partecipò alla guerra contro l’Austria e divenne Maggiore nel 3° Reggimento Genio il 28 luglio 1918. Il 1° febbraio 1922 passò al 6° Battaglione Zappatori del Genio e il 15 luglio  1925 venne trasferito alla Divisione di Firenze. Promosso Tenente Colonnello il 1° dicembre 1926 passò al 3° Reggimento Genio e il 1° gennaio 1934 ottenne il grado di Colonnello e il comando del 9° Reggimento Genio. in aspettativa il 26 aprile 1935, fu comandante del 7° Reggimento Genio il 1° settembre 1936 e tornò in aspettativa il 10 gennaio 1937. Passò poi al Comando dell’8° Corpo d’Armata e nel 1940 fu presso l’Ispettorato del Genio. Il 1° dicembre 1941 fu presso il Comando del 17° Corpo d’Armata e il 28 maggio 1943 venne collocato nella Riserva. Fotografia formato 15 x 10,3. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Medaglia a ricordo delle guerre combattute per l'Indipendenza e l'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia a ricordo delle guerre combattute per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

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Arc. G3: Uva Francesco in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante della 7^ Legione Guardia di Finanza mod. 1934 – 37 (Bari, 1° novembre 1877 – 19..). In servizio nella Guardia di Finanza il 3 agosto 1897, venne nominato Tenente alla Tenenza di Ascoli Piceno. Passò poi alla Scuola Allievi Sottufficiali di Caserta il 9 febbraio 1911 per passare poi alla Tenenza di Sanpierdarena. Venne promosso Capitano e destinato alla Legione di Venezia per passare poi da Maggiore a comandare la 1^ Circoscrizione D.C. di Roma. Il 1° maggio 1928 fu Direttore dei Magazzini Centrali vestiario e qui fu promosso Tenente Colonnello il 31 dicembre 1928. Promosso Colonnello il 1° novembre 1932, ottenne il comando della 7^ Legione di Venezia il 1° dicembre 1932. Il 1° novembre 1935 venne collocato in Posizione Ausiliaria. Fotografia formato 21 x 17,8. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2947: Lomaglio conte Alessandro Giuseppe Maria Cesare in alta uniforme nera da Colonnello Comandante del 5° Reggimento Lancieri di Novara Aiutante di Campo Onorario del Re mod. 1938 – 40 (Asti, 10 ottobre 1887 – Asti, 3 maggio 1968). Frequentò l’Accademia Militare di Modena nel biennio 1907/09, da dove uscì con il grado di Sottotenente dell’arma di Cavalleria, l’8 ottobre 1909, e assegnato al Reggimento “Cavalleggeri di Monferrato” (13º). Passò dal 7 luglio 1910 al Reggimento “Cavalleggeri di Lucca” (16º), assegnato al 3º squadrone e partì per la Libia partecipando alla guerra italo-turca, nel 1911/12, ottenendo una Medaglia di Bronzo al Valor Militare nel fatto d’arme delle due palme il 12 marzo 1912. Da subalterno Lomaglio, rientrato in Italia, partecipò alla prima guerra mondiale nello Stato Maggiore presso le divisioni 45^ e 53^ ottenendo due altre Medaglie di Bronzo al Valor Militare. Finita la grande guerra ebbe vari incarichi presso gli stati maggiori delle divisioni militari di Bari, Cuneo e Torino e presso il Reggimento Cavalleggeri Guide nei primi anni venti sino al grado di Maggiore. Passò ancora al Reggimento Cavalleggeri di Alessandria, assumendo il comando del II° gruppo squadroni. Il 3 marzo 1924, a Torino, sposò la nobile bergamasca Vittoria Maria Luigia Mapelli Mozzo (nata a Redona il 20 agosto 1892) dalla quale non ebbe figli. Promosso Tenente Colonnello il 1º maggio 1927 permase presso il comando dello stesso reggimento sino al dicembre 1928, quando fu nominato, dal 1º gennaio 1929, Aiutante di Campo del Re, per quattro anni, sino al 31 dicembre 1932. Rientrò allo Stato Maggiore ed ebbe incarichi di comando al corpo di Torino, al Reggimento “Piemonte Cavalleria” (2º) ad Udine e il comando del Reggimento Lancieri di Novara a Verona (dal 1º ottobre 1935 al 31 dicembre 1937). Dal 1º gennaio 1937, Lomaglio fu promosso Colonnello e ottenne il comando delle scuola centrale truppe celeri a Civitavecchia (dal 21 gennaio al 1º settembre 1938) per poi divenire il Capo di Stato Maggiore delle isole italiane dell’Egeo, collaborando direttamente col governatore del possedimento, il Generale Cesare Maria de Vecchi, conte di Val Cismon (dal 2 settembre 1938 al 5 agosto 1940). Allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel giugno 1940, Lomaglio, conseguita la promozione a Generale di Brigata (anzianità 1º gennaio, notificata il 31 maggio), dopo breve periodo a disposizione del capo di stato maggiore dell’esercito in Roma (1º settembre – 19 novembre). Dal 20 novembre ottenne il comando della 1ª divisione celere Eugenio di Savoia, prima interinale, poi, dal 22 aprile 1941, facente funzioni, infine da titolare, partecipando, dall’aprile 1941, all’invasione e all’occupazione della Croazia. Il Generale Lomaglio era il comandante in Croazia della 1ª divisione celere Eugenio di Savoia composta dai Cavalleggeri di Alessandria, Saluzzo, dallo squadrone carri L San Giusto, di una sezione di artiglieria ippotrainata del 23° Artiglieria divisionale Re ed un battaglione Camicie Nere. I cavalleggeri di Alessandia, comandati dal colonnello Antonio Ajmone Cat furono i protagonisti della storica carica di Poloj (la sera del 17 ottobre 1942), compiuta per rompere l’accerchiamento della resistenza jugoslava e ritirarsi verso Perjasica. Tra i numerosi feriti nel combattimento, vi fu il vicecomandante della divisione, Generale di Brigata di cavalleria Mario Mazza (pari corso in accademia di Lomaglio ed effettivo dal 1º aprile 1942); Mazza riportò lesioni talmente gravi, il 17 ottobre 1942 a Poloj, che all’atto dell’armistizio era ancora in convalescenza presso la casa militare balneo termale di Acqui Terme. Venne catturato dai tedeschi ed internato a Shokken (Polonia) sino al 6 ottobre 1945. Il 1º gennaio 1943 Lomaglio fu promosso Generale di Divisione divenendo comandante titolare della divisione. All’atto dell’armistizio, la sera dell’8 settembre, si trovava a Sussak con la sua Unità celere e non ebbe disposizioni chiare per opporsi ai tedeschi. Rimasto bloccato a Fiume per alcuni giorni, il 22, d’accordo con le autorità tedesche, poté imbarcarsi per Trieste e rientrare nella sua residenza a Rinco Monferrato, presso Asti, dove attese la fine della guerra. Il suo comportamento in occasione dell’armistizio non fu censurato e conservò il grado. Dal 22 settembre 1945 riprese servizio presso il comando territoriale di Torino, dove presiedette la commissione d’inchiesta sui fondi dispersi della 4ª armata nei giorni dell’8 settembre. il 2 giugno 1947 venne collocato nella riserva. Promosso Generale di Corpo d’Armata, divenne Aiutante Generale Onorario di Umberto II in esilio. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 2 giugno 1956, gli fu conferita l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. Fotografia formato   . Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
   
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
   
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al valor militare
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca
   

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Arc. G1: Laviola Benedetto in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante il 65° Reggimento Fanteria mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 ( Catanzaro, 7 dicembre 1883 – Levico 22 luglio 1935). Allievo Ufficiale il 4 gennaio 1904, venne promosso Sottotenente nel 94° Reggimento Fanteria il 15 settembre 1907. Tenente il 15 settembre 1910, venne promosso Capitano nel 3° Battaglione Libico nel 1915. Fu Maggiore nel 47° Reggimento Fanteria il 26 maggio 1917 per poi passare al Deposito Fanteria di Avellino e successivamente al 135° Reggimento Fanteria. Passato al 232° Reggimento Fanteria il 30 luglio 1922, ottenne il grado di Tenente Colonnello il 31 dicembre 1923. Nel 1924 passò presso il Comando della divisione di Firenze e il 26 aprile 1927 tornò in Africa al comando del 26° Battaglione Eritreo. Il 17 gennaio 1931 ottenne il grado di Colonnello e il comando del Regio Corpo Truppe Coloniali in Tripolitania per poi passare il 2 luglio 1934 a disposizione del Corpo d’Armata di Roma. Il 1° gennaio 1934 fu comandante del 65° Reggimento Fanteria e il 15 maggio 1935 fu presso il comando del Corpo d’Armata di Milano. Fotografia formato 24,7 x 17. Fotografo: G. Croce – Piacenza. 

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Arc. 3040: Assanti Rosario in uniforme ordinaria da Colonnello del 47° Reggimento Fanteria mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Catanzaro, 3 agosto 1884 – Milano, 15 gennaio 1960). Si laureò in chimica pura all’università di Modena nel 1917, quando aveva già intrapreso la carriera militare. Conseguì anche un diploma in farmacia presso la Regia Scuola Universitaria di Catanzaro. Il 5 novembre 1904 cominciò la carriera militare come soldato volontario e Allievo nella Scuola Militare di prima categoria. Prestò giuramento di fedeltà a Parma il 21 ottobre 1906. Nello stesso anno venne nominato Sottotenente nel 94º Reggimento Fanteria. Nel 1908 venne trasferito al 48º Reggimento Fanteria dove nel 1909 verrà promosso per anzianità a Tenente. Il 18 novembre 1911 s’imbarcò a Napoli con il 50º Reggimento Fanteria per la Tripolitania e Cirenaica da dove farà ritorno il 2 settembre del 1912 a causa di malattia. Dal settembre del 1913 al maggio del 1914 fu effettivo alla Scuola Applicazione di Fanteria. Promosso per anzianità a Capitano nel 1915, dopo essere stato rimandato in Tripolitania e Cirenaica, partì nel marzo del 1916 per la guerra Italo-Austriaca. Promosso a Maggiore per anzianità nel 1917, nel 1921 cesserà di appartenere al Regio Corpo Coloniale in Somalia e verrà trasferito al 19º Reggimento Fanteria. Nel 1926 venne promosso per anzianità a Tenente Colonnello e nel 1930 nominato osservatore industriale nell’ordinamento della commissione suprema di difesa. Promosso per anzianità a Colonnello nel 1931 fu nominato comandante dell’84º Reggimento Fanteria. Nel 1935 fu comandante del distretto di Modena. Promosso nel 1939 per anzianità a Generale di Brigata venne destinato al comando del Corpo d’ Armata di Bologna con sede a Modena. Nel marzo del 1940 venne nominato comandante di zona militare del territorio di Piacenza e nel 1942 fu promosso per anzianità a Generale di Divisione e collocato sempre per anzianità nelle Riserva. Venne richiamato nel luglio del 1942 come comandante della zona militare di Piacenza. Collocato in congedo dal 1º luglio 1945, cessò di appartenere alla categoria di riserva per età ed è collocato in congedo assoluto nell’agosto del 1957. fotografia formato 14,6 x 9,6. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Medaglia commemorativa per il terremoto calabro-siculo - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa per il terremoto calabro-siculo
     «Per l’opera soccorritrice del 28 dicembre 1908»
   1908
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911-1912 (2 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911-1912 (2 anni di campagna)
     1911–1912
Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al Merito di Guerra
     31 dicembre 1918
Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al Merito di Guerra
     5 marzo 1919
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Croce al Merito di Guerra - Concessione per Valore Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al Merito di Guerra – Concessione per Valore Militare
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (2 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (2 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Distintivo d'Onore "Ferito in Servizio" - nastrino per uniforme ordinaria    Distintivo d’Onore “Ferito in Servizio”
   
Medaglia di bronzo al merito di lungo comando - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al merito di lungo comando
   
Cavaliere dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Coloniale della Stella d’Italia
   
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'ordine Coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’ordine Coloniale della Stella d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Croce per anzianità di servizio militare - nastrino per uniforme ordinaria    Croce per anzianità di servizio militare
   
Distintivo della guerra di liberazione - nastrino per uniforme ordinaria    Distintivo della guerra di liberazione
   

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Arc. 843: Colonnello di Stato Maggiore in uniforme ordinaria mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940. Fotografia formato 13 x 9. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 3059: Colonnello di Stato Maggiore in uniforme ordinaria mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940. Fotografia formato 13,6 x 8,5. Fotografo: N. Mastronardi – Trieste. 

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Arc. 722: Assanti Rosario in uniforme ordinaria con cappotto da Colonnello Comandante del 47° Distretto Militare di Modena mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Catanzaro, 3 agosto 1884 – Milano, 15 gennaio 1960). Si laureò in chimica pura all’università di Modena nel 1917, quando aveva già intrapreso la carriera militare e conseguì anche un diploma in farmacia presso la Regia Scuola Universitaria di Catanzaro. Il 5 novembre 1904 cominciò la carriera militare come soldato volontario e allievo nella Scuola Militare di prima categoria. Prestò giuramento di fedeltà a Parma il 21 ottobre 1906. Nello stesso anno venne nominato Sottotenente nel 94º reggimento Fanteria. Nel 1908 venne trasferito al 48º Reggimento Fanteria dove nel 1909 verrà promosso per anzianità a Tenente. Il 18 novembre 1911 s’imbarcò a Napoli con il 50º Reggimento Fanteria per la Tripolitania e Cirenaica da dove farà ritorno il 2 settembre del 1912 a causa di malattia. Dal settembre del 1913 al maggio del 1914 fu effettivo alla Scuola Applicazione Fanteria. Promosso per anzianità a Capitano nel 1915. Dopo essere stato rimandato in Tripolitania e Cirenaica partì nel marzo del 1916 per la guerra Italo-Austriaca. Promosso a Maggiore per anzianità nel 1917. Nel 1921 cessò di appartenere al R. Corpo Coloniale in Somalia e venne trasferito al 19º Fanteria. Nel 1926 venne promosso per anzianità a Tenente Colonnello e nel 1930 nominato osservatore industriale nell’ordinamento della commissione suprema di difesa. Promosso per anzianità a Colonnello nel 1931 venne nominato comandante dell’84º Reggimento Fanteria. Nel 1935 fu comandante del Distretto di Modena. Promosso nel 1939  a Generale di Brigata venne destinato al comando del Corpo d’Armata di Bologna con sede a Modena. Nel marzo del 1940 venne nominato comandante di zona militare del territorio di Piacenza. Nel 1942 fu promosso Generale di Divisione e collocato per anzianità nelle riserve. VeNne richiamato nel luglio del 1942 come comandante della zona militare di Piacenza. Collocato in congedo dal 1º luglio 1945, cessò di appartenere alla categoria di riserva per età ed fu collocato in congedo assoluto nell’agosto del 1957. Fotografia formato 14,7 x 10,2. Fotografo: B. Bandieri – Modena. 

Onorificenze

Medaglia commemorativa per il terremoto calabro-siculo - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa per il terremoto calabro-siculo
     «Per l’opera soccorritrice del 28 dicembre 1908»
   1908
Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911-1912 (2 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-turca 1911-1912 (2 anni di campagna)
     1911–1912
Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al Merito di Guerra
     31 dicembre 1918
Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al Merito di Guerra
     5 marzo 1919
Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa delle campagne d’Africa
   
Croce al Merito di Guerra - Concessione per Valore Militare - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al Merito di Guerra – Concessione per Valore Militare
   
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (2 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (2 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Distintivo d'Onore "Ferito in Servizio" - nastrino per uniforme ordinaria    Distintivo d’Onore “Ferito in Servizio”
   
Medaglia di bronzo al merito di lungo comando - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di bronzo al merito di lungo comando
   
Cavaliere dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Coloniale della Stella d’Italia
   
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
   
Ufficiale dell'ordine Coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’ordine Coloniale della Stella d’Italia
   
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Croce per anzianità di servizio militare - nastrino per uniforme ordinaria    Croce per anzianità di servizio militare
   
Distintivo della guerra di liberazione - nastrino per uniforme ordinaria    Distintivo della guerra di liberazione
   

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Arc. 1087b: Stefanini Gino in uniforme ordinaria da Colonnello presso il Ministero della Guerra facente funzione come Direttore Capo di Divisione mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 (Roma, 10 agosto 1883 – 19..). Allievo Ufficiale il 4 gennaio 1904, venne promosso Sottotenente nel 60° Reggimento Fanteria il 15 settembre 1907. Ottenne il grado di Tenente il 15 settembre 1910 per poi essere promosso Capitano il 18 aprile 1915. Prese parte alla grande guerra e il 16 agosto 1917 diventò Maggiore per poi ottenere il grado di Tenente Colonnello il 31 marzo 1926. Capo Sezione del Comando di Stato Maggiore il 27 giugno 1926 Colonnello il 1° febbraio 1932 fu a Disposizione e il 1° marzo 1932 gli venne affidato il comando del 15° Reggimento Fanteria. Il 20 settembre 1934 fu presso il Ministero della Guerra e rimase tale facente funzione come Direttore Capo di Divisione il 27 novembre 1934. Venne promosso Generale di Brigata facente quadro al Ministero della Guerra per incarichi speciali il 1° gennaio 1938 e ottenne i gradi da Generale di Divisione il 1° luglio 1941. Venne collocato in Riserva e il 10 agosto 1941 venne richiamato in servizio. Fotografia formato 9 x 6. Fotografo: S. Saltarello – Roma. 

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Arc. 842: Colonnello di Stato Maggiore in uniforme bianca.mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940. Fotografia formato 13 x 8,8. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. G: Agostinucci Crispino in grande uniforme da Colonnello Comandante di Legione dei Carabinieri mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (22 giugno 1882 – 1969). Allievo Ufficiale il 4 novembre 1900, fu Sottotenente nel 44° Reggimento Fanteria il 25 agosto 1902. Tenente dei Carabinieri il 4 febbraio 1906 presso la Legione Allievi venne poi trasferito ad Ancona. Capitano nella Legione di Bari il 1° luglio 1914, venne promosso Maggiore il 31 dicembre 1917. Il 20 luglio 1922 ottenne il grado di Tenente Colonnello nel Regio Corpo Truppe Coloniali in Cirenaica e il 28 giugno 1929 venne promosso al grado di Colonnello. Segretario presso il Comando Generale dal 24 novembre 1931 al 15 maggio 1935, venne promosso Generale di Brigata e Ispettore della 3^ Zona di Firenze il 28 ottobre 1935. Comandò la 4^ Brigata nel 1938, ottenne il grado di Generale di Divisione il 31 dicembre 1938. Comandante Superiore in Albania nel 1940, fu Vicecomandante Generale dall’11 novembre 1940 al 21 giugno 1942. Dal 1947 al 1961 fu Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Fotografia formato 29,3 x 18,5. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     20 novembre 1941
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia
     14 gennaio 1917
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia
     27 ottobre 1930
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
     27 ottobre 1938
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
     20 novembre 1941
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     15 gennaio 1933
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     24 maggio 1935
Commendatore dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine coloniale della Stella d’Italia
     19 gennaio 1933

 

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Arc. 2095: Vianay Carlo – Gordon in uniforme ordinaria da colonnello della Guardia di Finanza mod. 16 settembre 1926 – 14 novembre 1933 (Torre Pellice, 5 ottobre 1891 – ….) Figlio di un pastore Valdese, entrò in servizio nella guardia di Finanza il 30 dicembre 1909. Fu Capitano Comandante della Guardia di Finanza delle Isole dell’Egeo nel 1917 e il 18 settembre 1931 venne promosso Colonnello Capo di Gabinetto presso il Ministero delle Finanze. Promosso Generale di Brigata non aderì alla Repubblica Sociale Italiana e fu cancellato dai ruoli nel settembre 1943. Fotografia formato 13,3 x 8,3. Fotografo: sconosciuto. 

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Arc. G3: Profumi Arturo in uniforme di guerra da Colonnello d’Artiglieria mod. 5 giugno 1940 (Torino, 4 maggio 1886 – San Giorgio Maggiore, 10 febbraio 1942). Sottotenente d’Artiglieria il 12 ottobre 1908, venne promosso Tenente nel 9° Reggimento Artiglieria Campale il 12 ottobre 1911. Partecipò alla guerra contro l’Austria e il 16 marzo 1918 venne promosso Maggiore nel 10° Reggimento Artiglieria Pesante Campale. Ottenne il grado di Tenente Colonnello presso il Comando del Distretto Militare di Verona come Istruttore dei Fasci Giovanili Combattenti il 16 maggio 1927 e il 30 giugno 1938 fu promosso Colonnello Direttore d’Artiglieria dell’11° Corpo d’Armata. Nel 1941 fu Direttore d’ Artiglieria del Corpo d’Armata di Venezia. Fotografia formato 24,2 x 17,5. Fotografo: Artegrafiche Gasparini – Venezia. 

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Arc. 2786: Secco Gustavo in uniforme da Colonnello di Stato Maggiore mod. 5 giugno 1940 (Torino, 1893 – 19..). Allievo all’Accademia Militare e alla Scuola di Applicazione, fu Sottotenente di Complemento nel 1° Reggimento Artiglieria da Montagna l’8 novembre 1914. In S.P.E. il 1° novembre 1915, venne promosso Tenente il 1° agosto 1916. Fu comandante di un Battaglione da Montagna nel luglio 1918 fino al dicembre del 1919 per passare poi nel 16° Reggimento Artiglieria. Il 10 ottobre 1920 fu alla Direzione dell’Artiglieria di Torino e Comandante del Battaglione Specialisti Sciatori dell’Artiglieria di Bracciano nel 1921. Capitano nel 12° Reggimento Artiglieria il 31 marzo 1923 fu assistente alla Rivista di Artiglieria e Genio. Frequentò la Scuola di Guerra nel 1927 e nel 1930 passò allo Stato Maggiore della Divisione Torino. Passò poi al 28° Reggimento Artiglieria nel 1931, venne promosso Maggiore 17 gennaio 1933 e nel maggio 1934 fu comandante del Gruppo Mondovì del 4° Reggimento Artiglieria Alpina. Nel 1936 fu Sotto Capo di Stato Maggiore nella Divisione Granatieri di Sardegna e nel 1937 fu Capo della Sezione Tecnica dell’Ufficio Addestramento del Comando del Corpo di Stato Maggiore. Promosso Tenente Colonnello Capo della Segreteria dell’Intendenza Generale dell’Esercito il 30 giugno 1938, passò nel 1939 al Ministero degli Affari Esteri e poi al Comando del Corpo di Stato Maggiore per poi essere promosso Colonnello Addetto allo Stato Maggiore Generale il 1° gennaio 1940. Fotografia formato 6,4 x 4. Fotografo: Sconosciuto. Autografa e datata 4 novembre 1940. 

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Arc. 2622: Colonnello del Genio in uniforme ordinaria mod. 5 giugno 1940. Fotografia formato 8,5 x 5,5. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2377: Colonnello Comandante dei Carabinieri in uniforme ordinaria mod. 5 giugno 1940. Fotografia formato 13,7 x 8,7. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. G3: Faldella Emilio in uniforme ordinaria da Colonnello Comandante del 3° Reggimento Alpini mod. 5 giugno 1940 (Maggiora 15 marzo 1897 – Torino 9 settembre 1975). Di antica famiglia del Monferrato, nel 1914 entrò nella Accademia Militare di Modena e nel maggio 1915 venne nominato Sottotenente e destinato al 3º Reggimento Alpini. Combatté sul Monte Nero, a Santa Maria di Tolmino, sul Vodil e sul Mrzli, sul Kukla (conca di Plezzo), nell’intera battaglia difensiva del Trentino. Per l’esfiltrazione dal Monte Biserto (Val Terragnolo) venne decorato nell’ottobre 1916 con la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Partecipò quindi a tutte le operazioni nella zona del Pasubio, al Monte Corno Battisti di Vallarsa e sul Coni Zugna. Dal luglio 1917 seguì le sorti del Generale Guido Liuzzi in quasi tutti i suoi comandi. Quale Aiutante Maggiore del 1º Gruppo Alpino partecipò alle battaglie del Piave e di Vittorio Veneto. Dopo il conflitto frequentò la Scuola di Guerra e venne trasferito allo Stato Maggiore col grado di Capitano. Nel 1928 fu promosso Maggiore e nominato comandante del Battaglione Dronero del 2º Reggimento Alpini. Nel giugno 1930 veNne destinato al Servizio Informazioni Militare: dal luglio 1930 al giugno 1935 fu in Spagna con l’incarico di copertura di console a Barcellona; nel gennaio 1935 venne promosso Tenente Colonnello; dal luglio 1935 all’agosto 1936 fu capo della sezione speciale Africa Orientale (AO). In questo periodo si occupò dell’affare Jacir Bey. Con l’inizio della guerra di Spagna, dal 28 agosto 1936 fu inviato al quartier generale dal generalissimo Francisco Franco, come “osservatore” e ufficiale di collegamento. Assunse poi il comando del “Raggruppamento carri-artiglieria” (due compagnie carri e sei batterie di artiglieria autotrasportate) nel corso della prima battaglia di Madrid (ottobre-novembre 1936). Dal dicembre 1936, con l’arrivo più massiccio di aiuti militari italiani in Spagna, fu nominato Capo di Stato Maggiore del Corpo Truppe Volontarie (in assenza del comandante Roatta, in Italia per conferire, prepara la battaglia per la conquista di Malaga). Nel febbraio 1937 sostituì ancora Roatta, ferito nei combattimenti di Malaga, finché non venne conquistata. Dopo la battaglia di Guadalajara, Roatta venne avvicendato con il Generale Ettore Bastico e Faldella con il Colonnello Gastone Gambara. Faldella assunse quindi il comando del 5º Reggimento Fanteria Legionaria: con questo incarico partecipò alla conquista di Bilbao ed alla battaglia di Santander (giugno – agosto 1937), ottenendo la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Nel dicembre 1937 terminò il suo periodo al SIM e venne trasferito all’Ufficio Addestramento dello Stato Maggiore dell’Esercito. Nel 1939 fu promosso Colonnello e divenne comandante del 3º Reggimento Alpini nel quale ebbe alle sue dipendenze il Cappellano Militare Secondo Pollo. Con il reggimento combatté nel 1940 sul fronte occidentale. Dall’agosto 1941 al maggio 1943 fu al comando dell’Ufficio Addestramento dello Stato Maggiore. Successivamente fu Capo di Stato Maggiore della 6ª Armata e delle Forze Armate della Sicilia (sotto il comando del Generale Alfredo Guzzoni). Generale di Brigata il 1º luglio 1943. L’8 settembre i pochi resti ed il comando della 6ª Armata sopravvissuti allo sbarco in Sicilia furono messi a riposo. Dopo l’armistizio, per ordine del Generale Antonio Sorice, ministro della Guerra, Faldella tornò all’attività di intelligence. Aderì alla Repubblica Sociale Italiana dove venne nominato Intendente generale delle forze armate, ma al contempo assunse il comando di una vasta ed efficiente rete clandestina operante in Venezia Giulia a favore del Regno del Sud. Tradito, fu arrestato il 16 maggio 1944. Venne liberato grazie all’intercessione del Maresciallo Rodolfo Graziani e visse nei mesi successivi a Milano in una curiosa situazione di semiclandestinità. Il 26 aprile 1945 per ordine di Raffaele Cadorna assunse il comando della piazza di Milano. Collocato a riposo a domanda dal 22 gennaio 1946, si dedicò successivamente ad attività sociali ed allo studio delle discipline militari, con particolare riguardo alla dimensione addestrativa. Il 27 marzo 1951 venne promosso Generale di Divisione e il 20 ottobre 1969 a titolo onorifico Generale di Corpo d’armata. Fotografia formato 22,4 x 17,4. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia
     21 maggio 1941
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia
     7 agosto 1938
Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
   
Cavaliere dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Coloniale della Stella d’Italia
   
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di argento al valor militare
     Monte Biserto, ottobre 1916
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
   
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia
   
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa italiana della vittoria
   

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Arc. 2386: Gregorji Claudio in uniforme di marcia da Colonnello di Stato Maggiore mod. 14 novembre 1933 – 5 giugno 1940 ( 1892 – 19..). Sottotenente di Fanteria il 23 febbraio 1913, ottenne il grado di Tenente Colonnello di Stato Maggiore Capo Delegazione Trasporti Terrestri di Roma il 2 dicembre 1928. Nel 1934 fu Capo di Stato Maggiore della Divisione Fossalta – Bologna e il 1° settembre 1937 venne promosso Colonnello Comandante dell’81° Reggimento Fanteria. Nel 1939 passò allo Stato Maggiore dell’8° Corpo d’Armata e il 1° luglio 1942 ottenne il grado di Generale di Brigata Comandante la 7^ Divisione Lupi di Toscana. Nel settembre 1943 venne catturato dai nazisti e lo rimase fino al termine del conflitto nel 1945. Fotografia formato 8,2 x 6. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 3061: Cremoli Pietro in uniforme di marcia da Tenente Colonnello facente funzione Comandante il 2° Reggimento Genio mod. 5 giugno 1940. (31 marzo 1888 – 19..). Sottotenente il 1° maggio 1916, venne promosso Tenente al Deposito di Fanteria di Ferrara il 1° febbraio 1917. Passato al 21° Reggimento Fanteria, fu alla Scuola di Applicazione di Fanteria il 13 giugno 1920 per poi passare al 68° Reggimento Fanteria. Trasferito al 2° Raggruppamento Trasporti, passò al 3° Centro Automobilistico il 1° novembre 1926, venne promosso Capitano nel 2° Centro Automobilistico il 10 gennaio 1927. Trasferito al 2° Reggimento Genio Ruolo Consegnatari il 13 aprile 1933 e per anzianità il 10 gennaio 1927, fu 1° Capitano il 1° agosto 1933. Promosso Maggiore facente quadro il 30 giugno 1939, ottenne il grado di Tenente Colonnello facente funzioni Comandante del 2à Reggimento Genio il 1à gennaio 1942. Fotografia formato 15 x 10. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. G3: Maglietto Vittorio in uniforme di marcia da Tenente Colonnello di Artiglieria mod. 5 giugno 1940 (Potenza, 28 maggio 1891 – 19..). Aspirante Ufficiale di Complemento di Artiglieria il 25 ottobre 1915, venne promosso Tenente nel 32° Reggimento Artiglieria il 1° gennaio 1916. Il 12 giugno 1921 passò al 13° Reggimento Artiglieria e il 18 giugno 1922 al 1° Reggimento Artiglieria Pesante Campale per poi essere trasferito alla Direzione Esper. Nettuno di Ciriè il 9 agosto 1925. Capitano il 31 marzo 1926, fu 1° Capitano il 1° agosto 1933. Trasferito all’11° Reggimento Artiglieria della Divisione di Fanteria, passò poi alla Scuola Allievi Ufficiali di Complemento di Brà il 29 dicembre 1935. Maggiore nel 7° Reggimento Artiglieria Antiaerea il 23 settembre 1937, venne nominato Comandante del Deposito del 3° Settore G. a. F. a Borgo San Dalmazzo il 24 dicembre 1939 e il 1° gennaio 1942 venne promosso Tenente Colonnello. Fotografia formato 21,8 x 15. Fotografo: Ramero – Borgo San Dalmazzo. 

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