Arc. 1548: Corpo Sanitario: Prof. Dr. Bernhard von Langenbeck in uniforme ordinaria da Tenente Generale Medico (Padingbüttel, 9 novembre 1810 – Wiesbaden, 29 settembre 1887). I genitori di Bernhard Langenbeck erano il pastore Georg Langenbeck (nato il 26 settembre 1766 – 12 dicembre 1844) e Johanna Charlotte Elisabeth Sussmann. Dopo che suo padre fu nominato sovrintendente a Sandstedt nel 1827, Langenbeck, che in precedenza aveva studiato solo da suo padre, fu ospitato come studente all’Andreas-Gymnasium di Hildesheim e nel collegio locale. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, nel 1830 iniziò gli studi di medicina presso l’Università Georg-August di Gottinga, dove suo zio Konrad Johann Martin Langenbeck, nato a Horneburg, insegnava come professore di anatomia e chirurgia. Il nipote conseguì il dottorato nel 1835 con la dissertazione De retinae structura penitiore (Sulla struttura interna della retina). Un anno dopo pubblicò lo studio De retina Observations anatomica-patologicae (Sulla retina – Osservazioni anatomo-patologiche). Per questa ricerca Langenbeck ricevette una borsa di studio che gli permise di intraprendere un viaggio di studio di due anni in Inghilterra, Francia, Olanda e Belgio. Era membro del Corpo Hassia Göttingen dal 1829. In seguito divenne membro onorario del corpo. Dopo il viaggio di studio, Langenbeck completò la sua abilitazione a Gottinga nel 1838 come docente privato di fisiologia e anatomia patologica. Fu nominato professore associato nel semestre estivo del 1841. Già nel 1842, all’età di 32 anni, fu nominato professore di chirurgia presso l’Università Christian Albrechts di Kiel, che si trovava nei giardini del palazzo finché non fu distrutta nel Seconda guerra mondiale. Langenbeck gestì anche il vicino Friedrichshospital sulla Flämisch Strasse a Kiel. Proposto come suo successore otto giorni dopo la morte di Johann Friedrich Dieffenbach, Langenbeck assunse la direzione dell’ambulatorio della Charité a Berlino il 13 maggio 1848. Il suo successore a Kiel fu Louis Stromeyer. Dal 1848 al 1882 Langenbeck, in qualità di titolare della cattedra di chirurgia, fece della Clinica chirurgica Charité il centro chirurgico d’Europa, che Ernst von Bergmann rilevò come suo successore nel 1882. Lavorò anche all’Ospedale Ebraico. Nel 1866/67 fu rettore dell’università. Nel 1860 Langenbeck fondò insieme ai suoi studenti Theodor Billroth e Ernst Julius Gurlt la rivista Archive for Clinical Surgery, che esiste ancora oggi come Archivio di chirurgia Langenbeck. Fu lui ad avviare l’iniziativa che, insieme a Gustav Simon e Richard von Volkmann, portò alla fondazione nel 1872 della Società tedesca di chirurgia, di cui fu presidente fino al 1885 e di cui fu eletto presidente onorario a vita. Nonostante la sua specializzazione in chirurgia nell’ambito della medicina, per lui era molto importante il contatto intenso con la professione medica generale e la loro formazione ad ampio raggio, come per Rudolf Virchow. Per questo motivo nel 1860 fondò con R. Virchow e Albrecht von Graefe la Società medica berlinese, di cui fu eletto presidente dal 1872 al 1882 e di cui rimase presidente onorario a vita. Oggi entrambe le società sono nuovamente proprietarie della Casa Langenbeck-Virchow sulla Luisenstrasse a Berlino, la cui facciata e le cui stanze ricordano von Langenbeck. Come ufficiale medico dell’esercito prussiano, Langenbeck prese parte a tutte le guerre di unificazione tedesca. Nella guerra dello Schleswig-Holstein (1848–1851) tra i ducati contro la Danimarca e nella guerra tedesco-danese (1864) fu impiegato come medico dello stato maggiore. Per i suoi servizi, il re Guglielmo I lo elevò alla nobiltà ereditaria prussiana il 9 luglio 1864. Come chirurgo generale e primo chirurgo consulente dell’esercito prussiano nonché capo del servizio medico chirurgico, von Langenbeck partecipò alla campagna contro l’Austria nel 1866 e alla guerra contro la Francia nel 1870/71. Dal 24 dicembre 1872 Langenbeck era a capo del corpo medico. In questa posizione ricevette il grado personale di tenente generale e il titolo di vero consigliere privato nel 1882. Trattò l’imperatore Guglielmo I dopo l’attentato di Karl Eduard Nobiling il 2 giugno 1878. Langenbeck divenne famoso nel mondo, tra le altre cose, per le operazioni al viso e alla testa. Ha sviluppato una chirurgia plastica del naso e delle labbra che porta il suo nome, nonché una chirurgia plastica del palato per il trattamento della palatoschisi e un metodo di asportazione della laringe e resezione mascellare. È anche considerato un pioniere della neurochirurgia. Nel 1852 eseguì un’osteotomia sottocutanea. Nel 1858 tentò di trattare una frattura femorale non guarita con una vite metallica (inserita per via transtrocanterica) ed è quindi il fondatore dell’osteosintesi con viti. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1343: Corpo Sanitario: Ufficiale Medico in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: E. Viel – Meaux S/M. Guerra franco-prussiana 1870-71.
Arc. 1269: Corpo Sanitario: Ufficiale Medico in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Schrank & Massak – Wien.
Arc. 1527: Corpo Sanitario: Sottufficiale Infermiere del Reggimento Fanteria Renano n. 28 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2324: Corpo Sanitario: Sottufficiale Infermiere in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1367: Genio: Ufficiale di un Battaglione del Genio in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: J.B. Hilsdorf – Bingen a. Rhein. Datata 1870.
GENIO – TRUPPA
Arc. 590: Genio: Soldato Volontario di 1 anno in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: A. Stock – Berlin. (Spada?).
INGEGNERI
Arc. 1352: Corpo Ingegneri: Tenente Colonnello ( Biehler ) del Corpo Ingegneri in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: P. Graff – Berlin.
Arc. 1286: Corpo Ingegneri: Maggiore del Corpo Ingegneri in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: C. S. Schlenke & Comp. – Thorn.
Arc. 2322: Corpo Ingegneri: Ufficiale superiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: P. Biegner – Berlin.
Arc. 1160: Corpo Ingegneri: Ufficiale inferiore del Corpo Ingegneri in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Reischig & Reuss – Coblenz.
Arc. 1396:Corpo Ingegneri: Ufficiale inferiore del Corpo Ingegneri in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Thomas – Coblenz.
Arc. 1851:Corpo Ingegneri: Ufficiale inferiore del Corpo Ingegneri in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: J. Bschille – Berlin.
Arc. 1815: Artiglieria della Guardia: Colonnello comandante di un Reggimento di Artiglieria della guardia in grande uniforme. Il Pickelhaube è il modello 1860. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto
Arc. 1525: Artiglieria della Guardia: Leopold zu Lippe-Biesterfeld in uniforme ordinaria da Tenente di Artiglieria della Guardia (Detmold, 30 maggio 1847 – Arnhem, 30 dicembre 1908). Era il quarto figlio e il secondo figlio maschio di Giulio, conte di Lippe-Biesterfeld, e di sua moglie, la contessa Adelheid di Castell-Castell. Leopold studiò legge ed economia all’ università di Bonn e Lipsia. Nel 1871 si arruolò nell’esercito prussiano e prestò servizio nella guerra franco-prussiana. Dopo la guerra, continuò la sua carriera militare e alla fine salì al grado di Maggiore Generale. Nel 1882 Leopoldo sposò la principessa dei Paesi Bassi, figlia del re Guglielmo III. La coppia ebbe quattro figli insieme: il principe Bernhard (padre della regina Giuliana dei Paesi Bassi), la principessa Marie, la principessa Armgard e la principessa Aschwin. Leopold era noto per il suo interesse per l’agricoltura e la silvicoltura. Possedeva diverse tenute in Germania ed era membro di varie organizzazioni agricole e forestali. Fu anche coinvolto in politica e prestò servizio come membro del Reichstag dal 1884 al 1887. Morì il 30 dicembre 1908 ad Arnhem, nei Paesi Bassi, all’età di 61 anni. Fu sepolto nel mausoleo della Casa di Lippe a Detmold. Fotografia CDV. Fotografo: C. Günther – Berlin. Guerra franco-prussiana.
Arc. 1560: Artiglieria: Colonnello comandante di un Reggimento Artiglieria da campagna in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. G3: Artiglieria: Ufficiali del Reggimento Artiglieria da campagna Assiano n. 11 in gran montura. Fotografia formato 35 x 29,5. Fotografo: Sconosciuto. Datata 1866.
Arc. 1293: Artiglieria: Capitano di un Reggimento di Artiglieria da Campagna in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: C. Zimmermann – Berlin.
Arc. 1396: Artiglieria: Ufficiale inferiore del Reggimento Artiglieria da campagna Pomerania n. 2 in gran montura. L’ufficiale faceva parte di una Batteria a cavallo. Fotografia CDV. Fotografo: H. Thomas – Coblenz.
Arc. 1443: Artiglieria: Tenente del Reggimento Artiglieria da campagna Pomerania n. 2 in gran montura. L’ufficiale faceva parte di una Batteria a cavallo. Fotografia CDV. Fotografo: B. Friedlander – Stettin.
Arc. 1368: Artiglieria: Maggiore di un Reggimento Artiglieria da campagna in piccola montura. L’ufficiale faceva parte di una Batteria montata. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1002: Artiglieria: Ufficiale inferiore in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: G. Schwartz & Comp. – Berlin.
Arc. 561: Artiglieria: Secondo Tenente in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 1302: Artiglieria: Ufficiale inferiore in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: W. Wallnan – Berlin.
Arc. 657: Artiglieria: Maggiore e Ufficiale inferiore di Artiglieria da Campagna. Fotografia CDV. Fotografo: A. M. Pinot – Versailles. Guerra franco-prussiana. 1870-71.
Arc. 601: Artiglieria: Ufficiale inferiore di un Reggimento Artiglieria da campagna in piccola montura. L’ufficiale faceva parte di una Batteria a cavallo. Fotografia CDV. Fotografo: H. Kost & Coldenburg – Berlin.
Arc. 1537: Artiglieria: Ufficiale di un Reggimento Artiglieria da campagna in montura da campagna. L’ufficiale faceva parte di una Batteria a cavallo. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
TRUPPA
Arc. 1532: Artiglieria: Sergente di Artiglieria da campagna in montura da campagna. Il Sottufficiale faceva parte di una Batteria a cavallo. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1456: Artiglieria: Sergente del Reggimento Artiglieria da campagna Pomerania n. 2 in piccola montura. Il Sottufficiale faceva parte di una Batteria a cavallo. Fotografia CDV. Fotografo: Lutze & Witte – Berlin – Stettin – Magdeburg.
Arc. 820: Artiglieria: Soldato del Reggimento Artiglieria da campagna Hessiano n. 11 in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Gahr & Hungari – Mainz.
Arc. 1370: Artiglieria: Soldato di una Batteria a cavallo in montura di servizio. Fotografia CDV. Fotografo: A. Müthel – Mölln.
Arc. 1150: Artiglieria: Soldato del Reggimento Artiglieria da campagna Pomeriano n. 2 in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: L.C.W. Roether – Stettin.
Arc. 1439: Artiglieria: Soldato del Reggimento Artiglieria da campagna Magdeburg n. 4 in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Lochmann – Magdeburg.
Arc. 1923: Artiglieria: Soldato di un Reggimento Artiglieria da campagna in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Ch. Herbert – Beauvais. Guerra franco-prussiana 1870-71.
Arc. 2718: Artiglieria: Soldato di un Reggimento di Artiglieria da campagna in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: C. Herbert – Beauvais.
Arc. 1524: Artiglieria: Soldato del Reggimento Artiglieria da campagna Brandenburg n. 3 in montura di servizio. Fotografia CDV. Fotografo: G. Gräfe – Torgau.
Arc. 1443: Artiglieria: Soldato volontario di 1 anno del Reggimento Artiglieria da campagna Magdeburg n. 4 in montura di servizio. Fotografia CDV. Fotografo: J. Kosmehl – Magdeburg.
Arc. 1411: Artiglieria: Soldato di un Reggimento di Artiglieria da campagna in montura di servizio. Fotografia CDV. Fotografo: S. Deisting – Molln.
Arc. 886: Artiglieria: Caporale di un Reggimento Artiglieria da campagna in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: G. Donner – Creuznach.
TRENO
Arc. 664: Treno: Soldato del Battaglione Treno Schleswig-Holstein n. 9 in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: G. Kanberg – Rendsburg.
Arc. 3341: conteKarl August Adalbert zu Solms-Wildenfels in piccola montura da Tenente Colonnello del 2° Reggimento Ulani Brandenburg n° 11 (Potsdam, 7 settembre 1823 – Berlin- Halensee 28 febbraio 1918). Era figlio di Otto Graf zu Solms-Wildenfels (1794–1834) e di Pauline Adele Sophie Freiin von Sirtema van Grovestins (1802–1848) dell’antica nobiltà olandese-frisona. August zu Solms-Wildenfels era un pronipote di Friedrich Ludwig zu Solms-Wildenfels e Tecklenburg (1708–1789) e un pronipote di suo padre Heinrich Wilhelm zu Solms-Wildenfels-Laubach (1675–1741). Dal 1834 in poi, Solms-Wildenfels frequentò l’Accademia Militare a Potsdam e Berlino. Iniziò la sua carriera nel 1840 come Sottotenente nel reggimento dei Corazzieri della Guardia dell’esercito prussiano a Potsdam. Per un membro della nobiltà protestante tedesca che non era soggetto al servizio militare, l’unica posizione appropriata era il servizio in uno degli esclusivi reggimenti della guardia a cavallo prussiana in una delle città reali e quindi al seguito del re di Prussia. Tenente dal 1843, Solms-Wildenfels prese parte agli scontri di strada durante la rivolta Berlino il 18 marzo 1848. Nella guerra contro l’Austria del 1866 combatté con il grado di Maggiore e comandante di squadrone a Skalitz, Schweinschädel e nella battaglia di Königgrätz. Dopo la guerra, nell’ottobre 1866 gli fu affidato il comando dell’11° Reggimento Ulani e nel dicembre fu promosso Tenente Colonnello. Nella guerra contro la Francia del 1870/71, guidò il suo reggimento negli assedi delle fortezze di Metz, Toul e Parigi e nelle battaglie di Beaugency-Cravant e Le Mans, per le quali Solms-Wildenfels ricevette la Croce di Ferro di 2ª Classe. Nominato comandante della 29^ Brigata di Cavalleria nel giugno 1873 e promosso a Maggiore Generale, concluse la sua carriera come Tenente Generale nel settembre 1881, decorato con l’Ordine dell’Aquila Rossa di 2^ classe con foglie di quercia, e l’Ordine della Corona di prima classe. Il primo matrimonio di Solms-Wildenfels fu con la contessa Elisabeth zu Solms-Baruth (1836-1868) a Baruth/Mark il 12 luglio 1862. Era figlia del conte Federico di Solms-Baruth e sorellastra del principe Federico di Solms-Baruth. Dopo la sua morte, sposò Fanny contessa von Schimmelmann (1846–1918), figlia del conte Ernst von Schimmelmann-Ahrensburg (1820–1885) e sorella maggiore di Adeline von Schimmelmann (1854–1913), ad Ahrensburg il 28 settembre 1875. Sua sorella Luise (1822–1888) era sposata con il tenente generale prussiano Hermann von Michaelis (1813–1890) dal 1839. Fotografia CDV. Fotografo: G. Ehlers – Altona. Datata gennaio 1871.
Arc. 1563: Ulani: Maggiore di un Reggimento Ulani in gran montura. La tschapka è del mod. 1862. Fotografia CDV. Fotografo: F. Baechler – Weifsenfels.
Arc. 2362: Ulani: Ufficiale inferiore di un Reggimento Ulani in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Emden . Frankfurt a. M.
Arc. 734: Ulani: Ufficiale inferiore del 1° Reggimento Ulani Hanover n. 13 in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1789: Ulani: Ufficiale inferiore di un Reggimento Ulani in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Emden – Frankfurt A. M.
Arc. 1804: Ulani: Ufficiale inferiore di un Reggimento Ulani in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1697: Ulani: Ufficiale inferiore di un Reggimento Ulani in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl.
Arc. 2329: Ulani: Ufficiale inferiore di un Reggimento Ulani in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: C. Herbert – Beauvais. Guerra franco-prussiana 1870-71.
Arc. 3520: Ulani: Ufficiale inferiore di un Reggimento Ulani in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: C. Grieser – Beeskow.
Arc. 2079: Ulani: Ufficiale inferiore du un Reggimento Ulani in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Zadig – Gleiwitz.
Arc. 3519: Ulani: Ufficiale inferiore in montura da campagna con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: V. Reze – Reims. Guerra franco – prussiana 1870 – 71.
TRUPPA
Arc. 1498: Ulani: Soldato del Reggimento Ulani Slesia n. 2 in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: A. Wohlfarth – Verden.
Arc. 1498: Ulani: Soldato del Reggimento Ulani Slesia n. 2 in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: A. Wohlfarth – Verden.
Arc. 1524: Ulani: Soldato del 2° Reggimento Ulani Pomerania n. 9 in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1292: Ulani: Soldato del 2° Reggimento Ulani Brandenburg n. 11 in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: J. Konecke – Gardelegen.
Arc. 2509: Ulani: Soldato del 1° Reggimento Ulani Hannover n. 13 in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: H. Möbus – Hannover.
Arc. 734: Ulani: Soldato del 1° Reggimento Ulani Guardie in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: T. Haertel – Potsdam.
Arc. 1369: Ulani: Trombettiere del Reggimento Ulani Prussia dell’Ovest n. 1 in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: M. Thiele & Sohn – Krotoschin.
Arc. 1920: Ulani: Sergente del 1° Reggimento Ulani Hanoveriano n. 13 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2340: Ulani: Sottufficiali e soldati di un Reggimento Ulani in piccola montura. Fotografia formato 14,3 x 11. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1902: Ulani: Soldato di un Reggimento Ulani in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Ch. Herbert – Beauvais. Guerra franco-prussiana 1870-71.
Arc. 1901: Ulani: Soldato di un Reggimento Ulani in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Ch. Herbert – Beauvais. Guerra franco-prussiana 1870-71.
Arc. 1901: Ulani: Soldato di un Reggimento Ulani in montura da campagna con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Ch. Herbert – Beauvais. Guerra franco-prussiana. 1870-71.
Arc. 2329: Ulani: Soldato di un Reggimento ulani in montura da campagna con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Ch. Herbert – Beauvais.
Arc. 1276: Ussari: Ufficiale superiore di un Reggimento Ussari in piccola montura con interim Attila. Fotografia CDV. Fotografo: A. Grundner – Berlin.
Arc. 2712: Ussari: Johan Ludwig III principe von Sayn – Wittgenstein – Hohenstein (Hailer, 20 novembre 1831 – Laasphe, 6 aprile 1812) in piccola montura da Maggiore di un Reggimento Ussari. Johann Ludwig Friedrich Wilhelm Adolf Alexander Karl era il terzo figlio e primogenito di Alexander zu Sayn-Wittgenstein-Hohenstein e di sua moglie Amalia nata contessa zu Bentheim-Tecklenburg-Rheda. Frequentò l’istituto scolastico Schnepfenthal e l’Accademia dei cavalieri (Liegnitz). Completò i suoi studi presso l’Università Ruprecht-Karls di Heidelberg e la Rheinische Friedrich-Wilhelms-Universität di Bonn. Nel 1853 divenne membro del Corpo del Borussia Bonn (associazione studentesca). Successivamente prestò servizio nella cavalleria dell’esercito prussiano, dove alla fine fu nominato maggiore à la suite. Dopo la morte di suo padre, gli succedette nel 1874 come terzo principe di Sayn-Wittgenstein-Hohenstein. Fu capo della Casa di Sayn-Wittgenstein-Hohenstein e anziano della Casa principesca e di contea di Sayn e Wittgenstein. Dal 1876, in quanto proprietario dell’ex contea imperiale di Wittgenstein (quota Hohenstein), fu membro ereditario del maniero prussiano e dal 1875 al 1885 nel parlamento provinciale della provincia di Vestfalia. Fotografia CDV. Fotografo: Courleux (Francia). Guerra franco – prussiana 1870-71.
Arc. 1289: Ussari: Capitano (von Kotze) in piccola montura con interim Attila. Fotografia CDV. Fotografo: Krüger – Schwedt a/O. Datata 1867.
Arc. 1344: Ussari: Ufficiale inferiore di un Reggimento Ussari in piccola montura con interim Attila. Fotografia CDV. Fotografo: J. Seib – Frankfurt a/M.
Arc. 1441: Ussari: Ufficiale inferiore di un Reggimento Ussari in piccola montura con interim Attila e cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1735: Ussari: Ufficiale inferiore di un Reggimento Ussari in piccola montura con interim Attila. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1625: Ussari: Ufficiale inferiore del 2° Reggimento Ussari n. 2 in piccola montura con interim Attila. Fotografia CDV. Fotografo: A. & F. Zeuschner – Posen.
Arc. 975: Ussari: Primo Tenente del Reggimento Ussari del Re n. 7 (1° Renano) in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: F. Max – Bonn.
Arc. 781: Ussari: Ufficiali in piccola montura. I due ufficiali si sono scambiati la giacca. Fotografia CDV. Fotografo: C. Boquet – Bar-le-Duc. Guerra franco – prussiana 1870-71.
Arc. 2719: Ussari:Johan Ludwig III principe von Sayn – Wittgenstein – Hohenstein (Hailer, 20 novembre 1831 – Laasphe, 6 aprile 1812) in piccola montura con cappotto da Ufficiale di un Reggimento Ussari. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase – Berlin – Koeln – Breslau. Datata 1866.
TRUPPA
Arc. 2647: Ussari: Ussaro del Reggimento Ussari della Turingia n. 12 in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 735: Ussari: Ussaro volontario di 1 anno del Reggimento Ussari Guardie in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 1900: Ussari: Ussaro in montura da campagna con sabretache. Fotografia CDV. Fotografo: G. Robelt.
Arc. 194: Ussari: Ussaro in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Arc. 1394: Ussari: Ussaro del 2° Reggimento Ussari n. 2 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: M. Nordon – Lissa.
Arc. 1367: Ussari: Ussaro volontario di 1 anno in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: F. Hundt – Münster.
Arc. 735: Ussari: Ussaro del Reggimento Ussari Westphalia n. 8 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: C. J. Ophoven – Lippstadt.
Arc. 1914: Dragoni:Carlo I di Romania, nato principe Carlo Eitel Federico Zefirino Ludovico di Hohenzollern-Sigmaringen in uniforme da ufficiale dei Dragoni della Guardia (Sigmaringen, 20 aprile 1839 – Sinaia, 10 ottobre 1914). Carlo nacque a Sigmaringen come Principe Karl von Hohenzollern Sigmaringen. Era il secondo figlio di Carlo Antonio, Principe di Hohenzollern-Sigmaringen e della moglie Principessa Giuseppina di Baden. Dopo aver concluso gli studi elementari, Carlo entrò nella Scuola per Cadetti di Münster e nel 1857 frequentò i corsi della Scuola di Artiglieria di Berlino. Fino al 1866, quando accettò la corona di Romania, fu un ufficiale prussiano. Prese parte nella seconda guerra dello Schleswig, in particolare all’assalto alla cittadella di Fredericia e a Dybbøl, esperienze che gli furono molto utili durante la guerra russo-turca. Anche se era abbastanza esile e non molto alto, il principe Carlo era ritenuto un ottimo soldato, in salute e disciplinato, e un bravo politico dalle idee liberali. Conosceva molte lingue europee e la sua famiglia era imparentata con i Bonaparte, infatti godeva di relazioni molto strette con Napoleone III di Francia. La Romania all’epoca era sotto influenza della cultura francese e la raccomandazione di Napoleone del Principe Carlo pesava molto negli ambienti politici rumeni, come anche pesava la parentela con la famiglia reale prussiana. Ion Brătianu fu il politico rumeno inviato a negoziare con Carlo e la sua famiglia la possibilità di incoronazione al trono di Romania. L’ex sovrano rumeno Alexandru Ioan Cuza era stato espulso dal Paese e la Romania era nel caos. Siccome la sua elezione era stata l’unica ragione dell’unione della Valacchia e della Moldavia all’interno del Principato danubiano, la nazione correva il serio pericolo della dissoluzione. Il giovane Carlo dovette viaggiare in incognito per Düsseldorf-Bonn-Friburgo-Zurigo-Vienna-Budapest, a causa del conflitto esistente tra il suo paese e l’Impero austriaco. Viaggiò con il nome falso di Karl Hettingen e quando mise piede sul suolo rumeno, Brătianu gli si inginocchiò davanti e gli chiese di unirsi a lui nella carrozza (al tempo la Romania non disponeva di ferrovie). Il 10 maggio 1866 Carlo entrò a Bucarest. La notizia del suo arrivo era stata trasmessa tramite telegrafo e il nuovo sovrano fu salutato da una grande folla, ansiosa di vederlo. A Băneasa gli furono consegnate le chiavi della città; come segno del destino, il suo arrivo fu salutato da una lunga pioggia dopo un lungo periodo di siccità. Il nuovo sovrano pronunciò il giuramento in francese: “Giuro di difendere le leggi della Romania, di preservare i suoi diritti e l’integrità del suo territorio”. Immediatamente dopo l’arrivo nel Paese, il Parlamento della Romania adottò il 29 giugno 1866 la prima Costituzione, una delle più avanzate dell’epoca, in quanto permetteva lo sviluppo e la modernizzazione dello stato della Romania. Con una mossa audace, la Costituzione scelse di ignorare l’allora dipendenza della nazione dell’Impero ottomano, costruendo la via per l’indipendenza. L’articolo 82 diceva: “I poteri del sovrano sono ereditari e hanno inizio da Sua Maestà, il Principe Carlo I di Hohenzollern-Sigmaringen, in linea maschile attraverso il diritto del primogenito, con l’esclusione delle femmine e della loro prole. I discendenti di Sua Maestà dovranno essere allevati con religione Ortodossa orientale”. Dopo la proclamazione dell’indipendenza (1877), la Romania divenne uno stato sovrano a tutti gli effetti. Dal 1878 Carlo ebbe il titolo di Altezza Reale. Il 15 marzo 1881 fu modificata la Costituzione per affermare, tra le altre cose, che da allora il Capo di Stato sarebbe stato chiamato Re, mentre l’erede sarebbe stato detto Principe reale. Nello stesso anno Carlo fu incoronato Re. L’idea di base di tutte le costituzioni reali della Romania era che il re comanda senza governare. Si ritiene che Carlo fosse una persona fredda, sempre attento al prestigio della dinastia che aveva fondato. La moglie, Elisabetta, diceva che il re portava la corona anche la notte; il sovrano era infatti molto meticoloso e cercava di imporre il proprio stile su tutti coloro che lo circondavano. Anche se devoto al suo ruolo di principe e re rumeno, non dimenticò mai le sue radici tedesche. In 48 anni di regno (il regno più lungo di ogni principe rumeno mai esistito), aiutò la Romania a riconquistare l’indipendenza, aumentando il suo prestigio, ristabilendo l’economia e fondando una dinastia. Nei Carpazi, costruì il Castello di Peleș, ancora oggi una delle attrazioni turistiche più note. Il castello fu costruito in stile tedesco, in memoria delle origini del re, Durante il suo regno, furono costituite anche le prime università rumene a Iași e a Bucarest. Dopo la guerra russo-turca, la Romania ebbe la Dobrugia e Carlo ordinò la costruzione del primo ponte sul Danubio, tra Fetești e Cernavodă, collegando la provincia neo-acquisita con il resto del Paese. Il lungo regno di Carlo aiutò il veloce sviluppo dello stato rumeno, ma verso la fine del suo regno e con l’inizio della prima guerra mondiale, il re di origine tedesca volle entrare in guerra al fianco delle Potenze Centrali, mentre l’opinione pubblica rumena stava dalla parte della Triplice Intesa. Carlo aveva firmato un trattato segreto nel 1883 che aveva legato la Romania alla Triplice Alleanza, e anche se il trattato poteva essere attivato solo in caso di attacco da parte dell’Impero russo verso uno degli stipulatori del trattato, Carlo fu convinto che la cosa più conveniente e onorevole da fare era quella di entrare in guerra a fianco dell’Impero tedesco. Carlo tenne una riunione di emergenza con i membri del governo, parlando loro del trattato segreto e esponendo le sue opinioni. Una delle cause della sua morte, avvenuta il 27 settembre/10 ottobre 1914 potrebbe essere dovuta al forte disaccordo che trovò nel governo. Il futuro re Ferdinando, sotto l’influenza della moglie Maria di Sassonia-Coburgo-Gotha, principessa britannica, fu meglio disposto ad ascoltare il volere dell’opinione pubblica. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze rumene
Gran Maestro dell’Ordine della Stella di Romania
22 maggio 1866
Gran Maestro (e fondatore) dell’Ordine della Corona
14 marzo 1881
Gran Maestro (e fondatore) dell’Ordine di Carol I
10 maggio 1906
Onorificenze straniere
Cavaliere straniero del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (K.G., Regno Unito)
30 giugno 1892
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (austriaco)
1884
Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
1878
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
1878
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
1878
Croce di I classe dell’Ordine di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila nera (Prussia)
Cavaliere di II classe dell’Ordine Imperiale di San Giorgio
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi d’Assia
Croce al merito militare di I classe
Cavaliere dell’Ordine dei Santi Cirillo e Metodio (Regno di Bulgaria
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini
10 aprile 1879
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Kamehameha I Honolulu
15 giugno 1882
Arc. 2712: Dragoni: Ufficiale del Reggimento Dragoni della Guardia in gran montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: C. Suck -Berlin.
Arc. 1278: Dragoni: Ufficiale superiore di un Reggimento Dragoni in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: P. Graff – Berlin.
Arc. 2509: Dragoni: Ufficiale inferiore di un Reggimento Dragoni in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: O. Wigand – Wiesbaden.
Arc. 2058: Dragoni: Ufficiale inferiore di un Reggimento Dragoni in gran montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: E. Milster – Berlin. Datata 1867.
Arc. 1278: Dragoni: Ufficiale inferiore di un Reggimento Dragoni in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Arc. 1279. Dragoni: Ufficiale inferiore di un Reggimento Dragoni in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Meltzer – Berlin.
Arc. 1305: Dragoni: Ufficiale inferiore di un Reggimento Dragoni in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: E. Herold & Riemann – Breslau.
Arc. 1424: Dragoni: Ufficiale inferiore del Reggimento Dragoni Magdeburg n. 6 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: F. Brandt – Flensburg.
Arc. 2325: Dragoni: Ufficiali di un Reggimento Dragoni in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
TRUPPA
Arc. 720: Dragoni: Soldato volontario di 1 anno del Reggimento Dragoni della Guardia in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase – Berlin – Koeln – Breslau.
Arc. 729: Dragoni: Soldato volontario di 1 anno del Reggimento Dragoni della Guardia in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Co. – Berlin.
Arc. 1601: Dragoni: Soldato volontario di 1 anno di un Reggimento Dragoni della Guardia in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schwartz & Comp. – Berlin.
Arc. 1601: Dragoni: Soldato volontario di 1 anno di un Reggimento Dragoni della Guardia in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: C. Dreske – Berlin.
Arc. 1495: Dragoni: Caporale di un Reggimento Dragoni Guardie in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Photographisches Institut – Berlin.
Arc. 2323: Dragoni: Musicante di un Reggimento Dragoni in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: W. Scheer – Gleiwitz.
Arc. 1800: Dragoni: Soldato di un Reggimento Dragoni in piccola montura. Il pickelaube è da parata. Fotografia CDV. Fotografo: F. Boden – Glatz.
Arc. 1489: Dragoni: Soldato di un Reggimento Dragoni in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Bayer.
Arc. 2082: Fanteria: Ufficiali e soldati in uniformi di varie epoche. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
GUARDIA UFFICIALI
Arc. 1294bis: Guardia: Colonnello di un Reggimento della Guardia a piedi Aiutante di Stato maggiore in uniforme da parata. Fotografia CDV. Fotografo: H. Thomas – Coblenz.
Arc. 2310: Guardia: Colonnello von Pawel in uniforme da Colonnello di un Reggimento della Guardia a piedi. Fotografia CDV. L’ufficiale è senza una mano. Fotografo: H. Engelmann’s – Posen. Datata 1862.
Arc. 706: Guardia: Ufficiale inferiore del 1° Reggimento della Guardia a piedi in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 595: Guardia: Ufficiale inferiore del 2° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme ordinaria con mantella. Fotografia CDV. Fotografo: Schwendy & Suck – Berlin.
Arc. 1828: Guardia: Ufficiale inferiore di un Reggimento della Guardia a piedi in bassa uniforme. Fotografia CDV. Fotografo: A. Mehlrreurer – Luxemburg.
Arc. 1439: Guardia: Ufficiale inferiore di un Reggimento della Guardia a piedi in bassa uniforme con mantella. Fotografia CDV. Fotografo: G. Schipper – Wiesbaden.
GUARDIA TRUPPA
Arc. 788: Guardia: Musicante del 4° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme da parata. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1521: Guardia: Musicanti del 2° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme da campagna. Al centro un soldato di Fanteria. Fotografia CDV. Fotografo: Mr. Naser – Prag.
Arc. 3128: Guardie: Granatiere del 1° Reggimento Granatieri Guardie a piedi in uniforme da parata. Fotografia CDV. Fotografo: H. Sulle – Potsdam.
Arc. 791: Guardia: Soldato del 1° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: T. Haertel – Potsdam.
Arc. 1304: Guardia: Soldato del 1° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1398: Guardia: Soldato del 1° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: F. Jakisch – Potsdam.
Arc. 2501: Guardia: Soldato del 2° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: C. Zimmermann – Berlin.
Arc. 1843: Guardia: Soldato del 2° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: Dr. C. H. Puhlmann – Berlin.
Arc. 1346: Guardia: Soldato del 2° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: Dr. C. H. Puhlmann – Berlin.
Arc. 1861: Guardia: Soldato volontario di un anno del 2° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: R. H. Bengen – Leer.
Arc. 1851: Guardia: Soldato del 3° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: H. von Bock – Berlin.
Arc. 2718: Guardia: Soldato volontario di un anno del 2° Reggimento della Guardia a piedi in uniforme ordinaria. Fotografia CDV. Fotografo: C. Dreske – Berlin.
Arc. 1455: Guardia: Soldato del 3° Reggimento della guardia a piedi in piccola uniforme. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schätzig – Berlin.
Arc. 1456: Guardia: Soldato volontario di un anno del 2° Reggimento della guardia a piedi in piccola uniforme. Fotografia CDV. Fotografo Pflaum & Co. – Berlin.
Arc. 2823: Guardia: Sottufficiale di un Reggimento della Guardia a piedi in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
FANTERIAUFFICIALI
Arc. 1297: Fanteria: Colonnello comandante di un reggimento di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Tonnies – Aalborg.
Arc. 1205: Fanteria: Colonnello comandante di un reggimento di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1286: Fanteria: Colonnello comandante di un reggimento di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: A. Ballerstaedt – Danzig.
Arc. 1158: Fanteria: Colonnello comandante di un reggimento di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: W. Wallnau – Berlin.
Arc. 1790: Fanteria: Colonnello comandante di un reggimento di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Roux – Cassel.
Arc. 3341:Franz Wilhelm Hermann Gustav Adolf des Barres in gran montura da Colonnello Comandante Reggimento Fucilieri Holstein n. 85 (Neuwied, 16 settembre 1814 – Bleichfelde, 31 dicembre 1873). Adolf era figlio del Capitano prussiano, Adolf des Barres (1788–1828) e di sua moglie Wilhelmine, nata Luedemann (1790–1835). Il Generale di Fanteria prussiano Julius von Vallet des Barres (1820–1897) era suo fratello minore. Barres frequentò scuole private a Colonia e Magonza e il liceo di Colonia. Il 16 settembre 1829 si arruolò nel 35° Reggimento Fanteria (3° reggimento di riserva) dell’esercito prussiano a Magonza come moschettiere e alla fine di ottobre 1832 venne promosso Sottotenente. Dopo brevi incarichi presso la Compagnia dei pionieri di riserva a Magonza e presso il Battaglione di Fanteria d’addestramento, il 1° ottobre 1840 venne assegnato come educatore all’Accademia a Bensberg. Promosso primo Tenente, Barres fu trasferito all’Accademia di Kulm il 9 aprile 1846 e alla fine di aprile 1850 fu assegnato al corpo dei cadetti del 40° reggimento Fanteria (8° reggimento di riserva). Da metà novembre 1850 lavorò come capo dipartimento presso l’Accademia di Kulm, divenne Capitano all’inizio di dicembre 1851 e tornò al servizio militare il 10 giugno 1856, quando fu nominato comandante di compagnia nel 40° Reggimento Fanteria (8° reggimento di riserva). Dopo essere stato nominato comandante di compagnia nel battaglione Landwehr a Gräfrath nel giugno/luglio 1859, il 13 novembre fu trasferito all’11° Reggimento Granatieri con il grado di Maggiore e il 1° luglio 1860 fu nominato comandante del 1° battaglione a Breslavia. In qualità di Tenente Colonnello, Barres guidò il suo battaglione nella battaglia di Langensalza nel 1866 durante la guerra austro – tedesca. Riuscì a mantenere una posizione nei pressi di Merxleben per diverse ore e durante la ritirata fu attaccato quattro volte dalla cavalleria hannoveriana, in superiorità numerica. Nonostante gli inviti alla resa, Barres riuscì a respingerli e a ricondurre le sue unità e la bandiera indietro, nonostante alcune perdite. Per la sua condotta prudente gli fu conferita la più alta onorificenza prussiana al valore, l’Ordine Pour le Mérite. Con l’avanzare della guerra, prese parte alle battaglie nei pressi di Uettingen e al bombardamento di Würzburg, nell’ambito della campagna principale. Dopo il trattato di pace, il 30 ottobre 1866 Barres fu nominato comandante del neonato Reggimento di Fanteria n. 85 a Rendsburg e il 31 dicembre 1866 fu promosso Colonnello. Per motivi di salute non fu in grado di assumere il comando di una brigata. Il 12 aprile 1870 venne nominato comandante di Saarlouis, in un incarico analogo a quello del suo reggimento. Il 18 agosto 1871 venne promosso Maggior Generale. Con il conseguimento del brevetto per il suo grado, il 16 marzo 1872 venne nominato comandante dell’8^ Brigata di Fanteria a Bromberg, poiché dopo la guerra lo stato maggiore attivo apparteneva ancora all’esercito di occupazione in Francia. Grazie alla sua salute, il 9 agosto 1873 Barres fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Rossa, Seconda Classe con Foglie di Quercia, con una pensione, ma morì di una grave malattia alla fine dell’anno. Barres sposò Pauline Horn (1820–1892) il 27 maggio 1848 a Bensberg. Dal matrimonio nacque il futuro Generale di Fanteria prussiano Karl von Vallet des Barres (1855–1919), che, come tutti i membri viventi della famiglia des Barres, fu elevato alla nobiltà ereditaria prussiana come “von Vallet des Barres” dall’imperatore Guglielmo II il 6 novembre 1893. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 3428: Fanteria: Colonnello comandante un Reggimento di Fanteria in gran montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 533: Fanteria: Maggiore Koch in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: J. Weck – Dresden. Datata 1863.
Arc. 1826: Fanteria: Capitano in gran montura. Il pickelhaube è di un modello precedente al 1860. Fotografia CDV. Fotografo: K. Festge – Erfurt.
Arc. 1395: Fanteria: Ufficiale inferiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Reischig & Reuss – Coblenz.
Arc. 1399: Fanteria: Ufficiale inferiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Reischig & Reuss – Coblenz.
Arc. 1398: Fanteria: Ufficiale inferiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1161: Fanteria: Ufficiale inferiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Reischig & Reuss – Coblenz.
Arc. 1624: Fanteria: Ufficiale inferiore in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: R. Juttner – Neisse.
Arc. 1399: Fanteria: Ufficiale inferiore in gran montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Reischig & Reuss – Coblenz.
Arc. 1392: Fanteria: Ufficiale inferiore in gran montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1293. Fanteria: Ufficiale inferiore in grande uniforme con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: H. Thomas – Coblenz.
Arc. 1013: Fanteria: Ufficiale inferiore in gran montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1368: Fanteria: Sottotenente del 1° Reggimento Fanteria Alta Slesia n° 22 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 632: Fanteria: Ufficiale inferiore in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1301: Fanteria: Ufficiale inferiore in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1542: Fanteria: Ufficiale inferiore in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Tönnies – Aalborg
Arc. 1304: Fanteria: Ufficiale inferiore in piccola montura con cappotto. Fotografia CDV. Fotografo: Wigand-Sohn – Berlin.
Arc. 435: Fanteria: Ufficiale inferiore in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Tönnes – Aalborg. Datata 1865.
Arc. 1542: Fanteria: Ufficiale superiore in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: H. Tönnies – Aalborg.
Arc. 1554: Fanteria: Ufficiale inferiore in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: H. Tönnies – Aalborg.
Arc. 435: Fanteria: Ufficiale inferiore in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: H. Tönnies Aalborg.
Arc. 1409: Fanteria: Ufficiale inferiore in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: F. W. Schmidt – Horsens.
Arc. 611: Fanteria: Ufficiale inferiore in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: W. Stoltenburg – Stettin.
Arc. 1788: Fanteria: Ufficiale inferiore in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Parkinson – Dieppe. Guerra franco-prussiana 1870-71.
Arc. 1294: Fanteria: Ufficiale inferiore in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: I. E. Bögh – Aarhuns.
Arc. 3410: Fanteria: Ufficiale inferiore in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: G. & A. Overbeck – Düsseldorf. Datata 1867.
Arc. 1556: Fanteria: Capitano Aiutante di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: E. Noelkel – Neisse.
Arc. 1554: Fanteria: Ufficiale Aiutante di Fanteria in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
FANTERIA TRUPPA
Arc. 1440: Fanteria: Sergente Maggiore di un Reggimento Fucilieri in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: J. B. Laurent – Mainz.
Arc. 1061: Fanteria: Sergente del 3° Reggimento Fanteria Brandeburgo n. 20 in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2322: Fanteria: Sergente del 3° Reggimento Fanteria Renano n. 29 in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: J. B. Hilsdorf – Bingen
Arc. 1397: Fanteria: Sergente di un Reggimento Fucilieri in montura da campagna. Fotografia formato 10,5 x 7. Fotografo: Sconosciuto
Arc. 1665: Fanteria: Sergente e Caporale di un Reggimento di Fanteria. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. Guerra franco-prussiana. Datata 19 gennaio 1871.
Arc. 1370: Fanteria: Sergente di un Reggimento Fucilieri in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Th. Schütz – Bremen.
Arc. 1490: Fanteria: Sergente di un Reggimento Fucilieri in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: F. Raps – Coeln.
Arc. 1393: Fanteria: Sergente di un Reggimento Fanteria in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: 32v Rue Colbert – Tours. Guerra franco-prussiana. 1870-71.
Arc.1372: Fanteria: Soldato di un Reggimento di Fanteria in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: I. F. Tödt – Hamburg.
Arc. 2082: Fanteria: Soldato di un Reggimento di Fanteria in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1828: Fanteria: Soldato di un Reggimento Fanteria in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: L. Pahal – Crossen.
Arc. 1860: Fanteria: Soldato di un Reggimento di Fanteria in montura da parata. Fotografia CDV. Fotografo: Pfeiffer & Unger – Guben.
Arc. G4: Fanteria: Soldato di un Reggimento di Fanteria in gran montura. Dagherrotipo formato 9 x 7. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1347: Fanteria: Soldato del Reggimento Fucilieri del Magdeburgo n. 36 in gran montura. Fotografia CDV acquerellata a mano. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1714: Fanteria: Soldato di un Reggimento Fucilieri in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Leykum jun.
Arc: 793: Fanteria: Soldato di un Reggimento Fanteria in gran montura. Fotografia CDv. Fotografo: W. Ernst – Hannover.
Arc. 1347: Fanteria: Soldato di un Reggimento Fanteria in gran montura e Marinaio in montura ordinaria. Fotografia CDV. Fotografo: F. Zunkel – Stettin.
Arc. 1441: Fanteria: Soldato di un Reggimento di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: J. Giere – Hannover.
Arc. 1152: Fanteria: Soldato di un Reggimento di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: C. Fahrenhorst – Wesel.
Arc. 886: Fanteria: Soldato del Reggimento Fanteria Hannoveriano n. 74 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Ramm – Hannover.
Arc. 885: Fanteria: Soldato del 3° Reggimento Fanteria Hannoveriano n. 79 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 887: Fanteria: Soldato di un Reggimento Fucilieri in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: F. Raps – Coeln.
Arc. 1369: Fanteria: Soldato di un Reggimento Fanteria in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: K. P. Glückstadt – St. Georg.
Arc. 1290: Fanteria: Soldati dell’8° Reggimento Fanteria Brandenburg n. 64 (Prinz Friedrich Carl von Pruβen). Fotografia CDV. Fotografo: G. Renard – Kiel.
Arc. 1437: Fanteria: Soldati del 7° Reggimento Fanteria Renano n. 69 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: G. Eisele – Coblenz.
Arc. 1004: Fanteria: Soldato del Reggimento Fanteria Frisia Orientale n. 78 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: G. Lancelot – Troyes. Guerra franco-prussiana 1870-71. Datata 1° gennaio 1871.
Arc. 1003: Fanteria: Soldato di un Reggimento Fucilieri in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1373: Fanteria: Soldato di un Reggimento Fucilieri in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1711: Fanteria: Soldato del 3° Reggimento Fanteria Hanoveriana n. 79 in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: A. H. Burdorf – Hildesheim.
Arc. 1850: Fanteria: Soldato del 4° Reggimento Fanteria Slesiana n. 51 in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schmidt – Breslau.
Arc. 1157: Fanteria: Soldato del 3° Reggimento Fanteria Hanoveriano n. 79 in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: A. H. Burdorf – Hildesheim.
Arc. 1859: Fanteria: Musicante di un Reggimento Fucilieri in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: A. Schwartz – Brandenburg.
Arc. 1842: Fanteria: Musicante del 1° Reggimento Fanteria Hannoveriano n. 74 in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1787: Fanteria: Musicante Tamburino e soldato di un Reggimento Fanteria in montura da campagna. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. G1: Fanteria: Musicanti del Reggimento Fucilieri Hohenzollern n. 40 e del 5° Reggimento Fanteria Renana n. 65 in piccola montura. Fotografia formato 21,5 x 18. Fotografo: Sconosciuto.
JÄGER UFFICIALI
Arc. 2360: Fanteria – Jäger: Ufficiale inferiore di un battaglione Jäger Guardie in montura da parata. fotografia CDV. Fotografo: F. Weisbrod – Frankfurt.
Arc. 1923: Fanteria – Jäger: Henning von Hobe in montura da campagna con cappotto da Tenente Aiutante del Battaglione Jäger. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 1352: Fanteria – Jäger: Ufficiale di un Battaglione Jäger in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. Al retro: Versailles 1870. Guerra franco-prussiana 1870-71.
JÄGER TRUPPA
Arc. 2080:Fanteria – Jäger: Sergente Portabandiera in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: G. J. Koch – Heidelberg.
Arc. 1786: Fanteria – Jäger: Sottufficiale del Battaglione Jäger Guardie in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 1788: Fanteria – Jäger: Soldato del Battaglione Jäger Guardie in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 1442: Fanteria – Jäger: Soldato del Battaglione Jäger Guardie in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 1373: Fanteria – Jäger: Sergente di un Battaglione Jäger in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1723:Fanteria – Jäger: Soldato del Battaglione Jäger Guardie in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 898: Fanteria – Jäger: Soldato del Battaglione Jäger Lauenburg n. 9 in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: W. Witt – Ratzeburg
Arc. 2323: Fanteria – Jäger: Soldato di un Battaglione Jäger in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: E. Wagener – Lüneburg.
Arc. G3: Fanteria – Jäger: Soldato volontario di un anno del 2° Battaglione Jäger 2^ Compagnia in montura da parata. Fotografia formato 22 x 18,2. Fotografo: Sconosciuto. Datata 13 aprile 1857.
Arc. 1725: Fanteria –Jäger: Soldato di un Battaglione Jäger in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 1272: Fanteria-Jäger: Soldato del Battaglione Jäger Lauenburg n. 9 in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: W. Witt – Ratzeburg.
Arc. 1003: Fanteria – Jäger: Soldato del Reggimento Jäger Prussia Est n. 1 in montura da campagna. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Arc. 1787: Granatieri Guardie: Ufficiale del 3° Reggimento Granatieri Guardie Regina Elisabetta in uniforme ordinaria. il Pickelhaube è il modello 1867. Fotografia CDV. Fotografo E. Herold & Riemann – Breslau.
Arc. G4: Granatieri Guardie: Musicante di un Reggimento Granatieri Guardie in gran montura. Fotografia formato 18 x 15. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. G: Granatieri Guardie: Granatiere del Reggimento Granatieri Guardie Imperatore Alessandro n. 1 in gran montura. Dagherrotipo 8 x 7. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 3128: Granatieri Guardie: Granatiere del Reggimento Granatieri Guardie a piedi n. 1 in uniforme da parata. Fotografia CDV. Fotografo: H. Sulle – Potsdam.
Arc. 907: Granatieri Guardie: Granatiere del 3° Reggimento Granatieri Guardie Regina Elisabetta in uniforme da parata. Fotografia CDV. Fotografo: A. Herrmuth – Berlin.
Arc. 1874: Granatieri Guardie: Granatiere del 2° Reggimento Granatieri Guardie Keiser Franz in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: H. Schutt – Berlin.
Arc. 1602: Mosaico fotografico dei regnanti degli antichi stati tedeschi. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1491: Mosaico fotografico: l’Imperatore Guglielmo II e i suoi generali. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1925: Mosaico fotografico dei comandanti Generali dell’esercito prussiano durante la guerra del 1866. Fotografia CDV. Fotografo: C. Raush – Berlin.
Arc. 1602: Mosaico fotografico Generali comandanti prussiani durante la guerra franco prussiana del 1870-71. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1805:Mosaico fotografico Generali comandanti prussiani durante la guerra franco prussiana del 1870-71. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 3162:Mosaico fotografico Generali comandanti prussiani durante la guerra franco prussiana del 1870-71. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1854:Mosaico fotografico Generali comandanti prussiani durante la guerra franco prussiana del 1870-71. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1628: Mosaico fotografico dei Generali comandanti dell’esercito prussiano nella guerra franco prussiana del 1870-71. Fotografia a forma di Croce di Ferro formato 8,7 x 6. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. G1: Stato Maggiore Generale dell’Armata Prussiana nella Guerra franco-prussiana 1870 – 1871. Fotografia formato 31 x 25,3. Fotografo: A. Bath – Berlin.
Arc. 2308:Eduard Peucker, dal 1816 von Peucker Schmiedeberg 19 gennaio 1791 – Berlino 10 febbraio 1876). Peucker proveniva da un’antica famiglia di Bernstadt an der Weide (Bassa Slesia) dal 1664. Era figlio del commerciante e proprietario terrieri Christian Peucker e di sua moglie Christiane Henriette Klaussen. Dopo aver frequentato il Maria Magdalenen Gymnasyum a Breslavia, Peucker si unì alla 4^ Compagnia della Brigata di Artiglieria della Slesia il 24 giugno 1809. L’indirizzo preso gli venne suggerito direttamente dal Capo Militare prussiano Gneisenau che Peucker aveva incontrato con la sua famiglia. Fu nominato Sottotenente nel 1811 e prese parte alla campagna contro la Russia del 1812 distinguendosi per le sue capacità militari e ricevendo diverse decorazioni. Il 16 maggio 1816 fu elevato alla nobiltà e in giugno fu trasferito al Ministero della Guerra. Nel 1842 fu promosso Maggior Generale e si unì alla Commissione Militare federale a Francoforte sul Meno come Commissario Militare prussiano nel maggio 1848. Il 15 luglio 1848 l’Arciduca Johann lo nominò Ministro della Guerra del Reich. Dopo essere stato promosso Luogotenente Generale prussiano l’8 maggio 1849, il suo gabinetto si dimise il 10 maggio 1849 dopo il rifiuto della Costituzione imperiale da parte della Prussia. Il 10 giugno 1849 ricevette il comando del Corpo Federale che era stato formato per rovesciare la Rivoluzione in Baden. Nel dicembre 1849 divenne membro della Commissione Centrale Federale per la conservazione della Confederazione tedesca per la Prussia e nel dicembre 1850 si recò a Kassel come Commissario Militare prussiano. Peucker visse poi a Berlino per alcuni anni senza alcun obbligo ufficiale prima di essere nominato Ispettore Generale dell’istruzione militare nel 1854 guadagnando meriti riorganizzando le scuole militari prussiane e migliorando i metodi di insegnamento. Il 22 novembre 1858 Peucker fu nominato Generale di Fanteria e dal 1860 fu dottore onorario della Friedrich Wilhelms Univerität di Berlino. Il 18 ottobre 1861 fu insignito della Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa e nominato Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera il 17 marzo 1863. Il 21 novembre 1872 presentò le sue dimissioni e gli fu concessa la pensione. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schartz – Berlino.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Arc. 1433:Eduard Peucker, dal 1816 von Peucker Schmiedeberg 19 gennaio 1791 – Berlino 10 febbraio 1876). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2311:Karl Friedrich Ludwig von Hahn (Breslau 8 dicembre 1795 – Berlino 23 marzo 1865). Il 1 ° maggio 1805, Hahn si unì al 10° Battaglione Fucilieri dell’esercito prussiano come caporale. A causa della sconfitta della Prussia nella quarta guerra di coalizione contro la Francia, fu reso inattivo nel 1807. Il 1° settembre 1809, si unì al battaglione di artiglieria della Slesia come artigliere e fu promosso a sottotenente alla metà di novembre del 1811. Durante le guerre di liberazione, combatté nelle battaglie vicino a Dresda, Kulm, Laon, Parigi, nel blocco di Erfurt e nelle battaglie vicino a Issy, Oulchy e Claye. Il 19 giugno 1815 fu promosso primo Tenente e come tale Hahn si unì alla brigata d’artiglieria di Brandeburgo il 23 maggio 1816. Il 30 marzo 1817 divenne Capitano e il 10 ottobre 1817 aiutante dell’Ispezione Generale di Artiglieria e membro della commissione d’esame dell’artiglieria. Con un brevetto del 20 febbraio 1830 Hahn fu promosso Maggiore il 15 febbraio 1830 e nominato comandante di dipartimento della 5^ Brigata di Artiglieria. Il 7 dicembre 1831 fu trasferito alla Brigata di Artiglieria delle Guardie. Due anni dopo fu inviato in Russia per ispezionare l’artiglieria l’Artiglieria di quel paese. Hahn ricevette l’ Ordine di Sant’Anna di II Classe e per la sua relazione nel 1834 l’Ordine dell’ Aquila Rossa di IV Classe e il 26 novembre 1834 l’ Ordine di San Stanislao di II Classe. Il 29 gennaio 1835 Hahn divenne membro della commissione d’esame dei primi luogotenenti dell’artiglieria e a metà settembre 1835 ottenne il grado di Primo Aiutante dell’Ispezione Generale di Artiglieria. Il 30 settembre 1835 ricevette anche i diamanti per l’Ordine di Sant’Anna di II Classe. Nel 1839 ricevette anche l’Ordine del Valore Turco e la Croce di Cavaliere dell’Ordine Guelfo. Il 10 settembre 1840 Hahn fu promosso Tenente Colonnello, il 5 giugno 1841 divenne Capo di Stato Maggiore presso l’Ispezione Generale di Artiglieria, ma rimase assegnato alla Guardia. Poco dopo, il 3 luglio 1841, divenne segretario della commissione d’esame per le scienze militari e le materie tecniche. Il 28 marzo 1843 fu promosso Colonnello e il 22 agosto 1843 fu anche Aiutante di Campo del re Federico Guglielmo IV. Il 27 marzo 1847 divenne Brigadiere della Brigata d’Artiglieria delle Guardie. Dal 29 luglio 1848 fu Capo di Stato Maggiore dell’Alto Comando nelle Marche e in tale veste Hahn fu promosso Maggiore Generale l’11 settembre 1848. Il 16 marzo 1849 venne nominato dal Generale von Prittwitz come Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Federale nello Schleswig, prese parte alla campagna contro la Danimarca e ricevette le spade per l’Ordine dell’Aquila Rossa di II Classe con foglie di quercia, per il suo lavoro. Il 4 ottobre 1849 fu nominato ispettore della 2^ Ispezione di Artiglieria, ma rimase di stanza al confine con l’Holstein-Lauenburg. Il 16 ottobre 1849 Hahn ricevette il comando delle truppe di stanza nei ducati di Schleswig e Holstein e il 26 settembre 1850 venne trasferito a Berlino come comandante e per questo ricevette un’indennità di 1200 talleri. Ma il 4 novembre 1851, fu trasferito a Magonza come comandante e allo stesso tempo assunse la guida della brigata di occupazione. Il 22 marzo 1853 fu promosso Tenente Generale e il 30 marzo 1854 fu nominato Ispettore Generale dell’Artiglieria. Il 25 maggio 1854 Hahn ricevette la Gran Croce dell’Ordine al Merito di Filippo il Magnanimo. Il 22 luglio 1854 fu nominato secondo curatore della Scuola di Artiglieria e Ingegneria. Ricevette altre decorazioni, come la Gran Croce dell’Ordine dei Cavalieri di Avis e il 22 dicembre 1855 fu nominato Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni, il 26 giugno 1856 fu insignito dell’Ordine russo di Sant’Anna di prima classe e il 25 agosto 1857 i diamanti. Il 24 dicembre 1857 ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa di 1a classe con le spade, e il 15 giugno 1858 gli fu dato il permesso di portare la sciabola assegnata dal Granduca Michele. Il 7 dicembre 1858 fu posto al comando del reggimento di artiglieria delle guardie e promosso a Generale di Fanteria il 31 maggio 1859. Hahn ricevette i diamanti per l’Ordine dell’Aquila Rossa di 1a Classe. Inoltre, il 28 agosto 1860, gli fu conferita la Gran Croce dell’Ordine Guelfo, l’Ordine dello Zähringer Löwen, il 21 ottobre 1860 la Gran Croce dell’Ordine di Albrecht e il 3 novembre 1860 la Gran Croce dell’Ordine di Oldenburg, l’8 novembre 1860 la Gran Croce dell’Ordine Leopoldo, l’11 aprile 1861 la Gran Croce dell’Ordine al Merito della Corona Bavarese, l’8 giugno 1861 la Gran Croce dell’Ordine di Guglielmo, il 24 agosto 1861 la Gran Croce del Servizio Militare e Civile dell’Ordine di Adolf di Nassau con le spade. Il 18 ottobre 1861 fu nominato comandante della Brigata d’Artiglieria della Prussia orientale e ricevette la Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa con le spade e il 17 marzo 1863 fu nominato Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera. Il 20 dicembre 1864 Hahn fu messo a riposo con la pensione. Morì il 23 marzo 1865 all’età di 69 anni a Berlino. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di I Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere di II Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere di IV Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Leopoldo (Impero austriaco)
Commendatore dell’Ordine Militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
Gran Croce dell’Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau
Cavaliere dell’Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover)
Gran maestro dell’ordine al merito della Corona bavarese
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Anna II Classe
Cavaliere dell’Ordine di San Stanislao
Gran Croce dell’Ordine Militare di San Benedetto d’Avis (Portogallo)
Arc. 1316:Johann Wilhelm Adam Wolf von Tümpling (Soldau, 10 maggio 1781 – Potsdam, 10 agosto 1871). Adam proveniva dalla nobile famiglia di Tümpling. Era il figlio di Ferdinand von Tümpling (1750-1803) e di sua moglie Sophie Juliane Charlotte, nata von Stedingk della famiglia Lenschow (1745-1813). Suo padre era un colonnello prussiano, comandante del Reggimento Ussari von Glaser e cavaliere dell’ordine Pour le Mérite. Tümpling fu arruolato il 15 giugno 1795 come Estandartenjunker nel reggimento di dragoni “Ansbach-Bayreuth” dell’esercito prussiano. Lì fu nominato Guardiamarina il 19 dicembre 1796 e promosso Sottotenente il 13 luglio 1799. Durante la campagna del 1806, fu ferito nella battaglia di Auerstedt e salvò il suo amico Ferdinand von Schill, anch’egli ferito, portandolo da Kölleda al Weißensee. Quindi Tümpling fu alla capitolazione ai francesi di Stettino. L’8 agosto 1811, divenne primo Tenente nel Reggimento Dragoni “Queen”, il 24 maggio 1812 fu Capitano di stato maggiore, e infine il 22 luglio 1813, aiutante del Maggior Generale Adolf Friedrich von Oppen, capo della cavalleria del II corpo di von Bulow. Combatté nella campagna del 1813/14 a Vehlitz, Möckern, Lützen, Bautzen e ricevette la Croce di ferro di II classe per lo scontro di Hoyerswerda. Questo fu seguito dalle battaglie a Luckau, Großbeeren, Dennewitz, Lipsia e l’assalto ad Arnhem, per il quale Tümpling fu promosso Capitano il 27 dicembre 1813 e insignito della Croce di ferro di I classe. Per i suoi successi a Laon fu insignito dell’Ordine di San Vladimir IV Classe con Spade dallo Zar di Russia e dell’Ordine della Spada di III classe dal Re di Svezia. Mentre la guerra continuava, Tümpling combatté a Hoogstraeten, Düren, Soissons, Compiègne e Crépy. Il 18 giugno 1815 fu promosso Maggiore e venne a Coblenza come aiutante di Gneisenau all’inizio di ottobre, quando aveva assunto il comando generale sul Basso Reno. Re Federico Guglielmo III nominò Tümpling come segna di grande fiducia Aiutante del principe ereditario il 1° marzo 1820. Tra i due si sviluppò un’intima amicizia, che durò fino alla morte del futuro re. Dopo sei anni, il 22 novembre 1826, gli fu ordinato per la prima volta di prestare servizio nel 2° Reggimento degli Ulani della Guardia Landwehr e poi il 30 marzo 1827 fu nominato comandante del 1° Reggimento deGLI ulani della Guardia Landwehr. In questa posizione fu promosso Tenente Colonnello un anno dopo e per il suo eccellente servizio fu insignito anche dell’Ordine di San Giovanni nel 1829. Il 30 marzo 1831 divenne Colonnello e nel 1835 fu incaricato della rivista Kalisch. Con la sua promozione a Maggior Generale il 7 aprile 1838, divenne comandante della 1^ Brigata di Cavalleria della Guardia. In questa posizione fu contemporaneamente dal 7 marzo 1843 comandante a Potsdam. Il 30 marzo 1844, 30° anniversario della battaglia di Parigi, il re lo nominò comandante dell’intera Cavalleria della Guardia. L’anno successivo fu promosso Tenente Generale e nominato Aiutante Generale del re. Durante la Rivoluzione di marzo, Tümpling diede le dimissioni nel maggio 1848, ma queste non furono concesse. Su sua rinnovata richiesta, ricevette il congedo il 24 ottobre 1848, con l’assegnazione dell’uniforme di aiutante generale. Poco dopo, il 29 novembre 1848, gli fu conferito il grado di General di Cavalleria. Il 24 giugno 1856, divenne cavaliere dell’Ordine di San Giovanni. Al funerale del re Federico Guglielmo IV il 7 gennaio 1861, era di nuovo in servizio, sebbene avesse già 80 anni. Insieme all’Aiutante Generale von Gerlach e al Feldmaresciallo von Wrangel, che indossava il Reichspaniard, camminò immediatamente dietro il carro funebre reale. Tümpling ricevette la Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa con Foglie di Quercia il 18 gennaio 1861, subito dopo l’insediamento di Guglielmo I. Lo presentò il 10 maggio 1862 anche à la suite del 1° Reggimento Guardie Ulani. In occasione del suo 70° anniversario di servizio, Tümpling fu nominato cavaliere il 15 giugno 1865. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere di II Classe della Croce di Ferro
Cavaliere di I Classe della Croce di Ferro
27 dicembre 1813
Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia
Commendatore dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo
Arc. 1770:Konstantin Bernhard von Voigts-Rhetz in tenuta di parata da Generale d’Armata (16 July 1809 – 14 April 1877). Voigts Rhets entrò nel 9° Reggimento Fanteria prussiano nel 1827 e fu nominato ufficiale nel 1829. Tra il 1833 e il 1835 frequentò l’Accademia Militare e nel 1837 fu assegnato alla Divisione di topografia. Entrò a far parte dello Stato Maggiore nel 1839 e fu promosso Capitano nel 1841 e Maggiore nel 1847 quando entrò nello Stato Maggiore del V Corpo. Quando scoppiarono le rivoluzioni nel 1848, partecipò alla repressione dell’insurrezione a Posen. Nel 1852 divenne Capo di Stato Maggiore del V Corpo e, dopo essere stato promosso Colonnello nel 1855, nel 1858 ricevette il comando della 9^ Brigata di Fanteria con il grado di Maggior Generale. Nel 1859 fu direttore del Ministero della Guerra prussiano e nel 1860 gli fu conferito il comando della Fortezza della Confederazione tedesca in Lussemburgo. Nel 1863 fu promosso Tenente Generale e gli venne affidato il comando della 7^ Divisione di Fanteria. Nel 1864 divenne comandante in capo della guarnigione a Francoforte sul Meno. Durante la guerra austro-prussiana del 1866 Voigts Rhets servì come Capo di Stato Maggiore della 1^ Armata, guidata dal Principe Friedrich Karl di Prussia. In questa funzione contribuì alle vittorie prussiane a Münchengrätz, Gitschin e Sadowa. Dopo la guerra fu nominato Governatore Generale della neo annessa provincia di Hannover e comandante del nuovo X Corpo. Durante la guerra franco-prussiana del 1870-71 il X Corpo di Voigts Rhets entrò a far parte della 2^ Armata, sempre guidata dal principe Friedrch Karl. Con queste truppe prese parte alle battaglie di Mars-la-Tour e Gravelotte. Dopo Gravelotte, il X Corpo faceva parte delle truppe che assediavano Metz e dopo la sua caduta, Voigts Rhets e il X Corpo furono inviati nella Loira, dove vinse a Beaune-la-Rolande. Dopo la fine della guerra rimase al comando del Corpo fino a quando, nel 1873, si ritirò per motivi di salute. Gli fu assegnata una rendita di 150.000 talleri per i suoi servizi durante la guerra. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Arc. 1553:Konstantin Bernhard von Voigts-Rhetz in grande uniforme da Generale d’Armata (16 July 1809 – 14 April 1877). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1010:Philipp Franz Reinald Victurnian Prinz von Croÿ in uniforme da parata da Tenente Generale à la suite d’Armata (Dülmen, 26 novembre 1801 – Bad Ems, 2 agosto 1871). Philipp von Croÿ discendeva dall’antica famiglia nobile de Croÿ, originaria della contea di Ponthieu in Piccardia, menzionata per la prima volta nei documenti nel XII secolo. Era figlio del grande spagnolo e principe imperiale tedesco Augusto duca di Croÿ, (1765–1822) della linea Solre e di Anne Victurienne Henriette de Rochechouart-Montemart (1773–1806). Il duca Alfred von Croÿ (1789–1861) e il maggiore generale olandese Ferdinand von Croÿ (1791–1865) erano suoi fratelli. Croÿ inizialmente prestò servizio militare in Olanda come Tenente nel 1819 fino a quando non si trasferì nell’esercito prussiano nel 1826 e fu assegnato al Reggimento di Cavalleria della Guardia Landwehr come Sottotenente con un brevetto dal 1819. Fu promosso Primo Tenente nel 1829, fu assegnato al 5° Reggimento Ulani nel 1832, fu promosso Capitano nel 1833 e Maggiore nel 1842, allo stesso tempo assegnato all’8° Reggimento Ussari. Nel marzo 1845 divenne comandante di squadrone nel Reggimento dei Dragoni della Guardia, dove dal novembre dello stesso anno fu ufficiale di Stato Maggiore permanente. Nell’ottobre 1848 il re Federico Guglielmo IV lo nominò Aiutante di Campo. Croÿ salì al grado di Tenente Colonnello nel 1849, divenne comandante del 4° Reggimento Ussari nel 1850 e fu promosso Colonnello nel 1851. Sempre nel 1851 divenne comandante del 2° Reggimento Ulani della Guardia e nel 1853 comandante della 13^ Brigata di Cavalleria. Fu promosso Maggiore Generale nel 1854. Fu sollevato dall’incarico di comandante di Brigata nel 1857 e contemporaneamente fu nominato Generale à la suite. Croÿ passò poi agli ufficiali à la suite dell’esercito nel 1858 con l’incarico di Tenente Generale. Nel 1861 ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossadi 1 Classe, e nel 1868 fu nominato tenente generale. Nel 1856 prese parte al parlamento provinciale della provincia di Vestfalia come rappresentante del fratello Alfred. Nel 1824 sposò la principessa Johanna Wilhelmina zu Salm-Salm (1796–1868), figlia del principe Konstantin zu Salm-Salm (1762–1828) e della contessa Maria Walburga von Sternberg-Manderscheid (1770–1806). Dal matrimonio nacquero otto figli. Fotografia CDV. Fotografo: W. Severin – Düsseldorf.
Arc. 3249:Adolf Karl Friedrich Ludwig Prinz zu Hohenlohe-Ingelfingen (Breslavia, 29 gennaio 1797 – Koschentin, 24 aprile 1873). Adolfo era figlio del principe Federico Luigi di Hohenlohe-Ingelfingen e di sua moglie, la contessa Maria Amalia Cristiana Carlotta von Hoym. Iniziò la propria carriera militare nell’esercito prussiano come sottotenente il 27 aprile 1815 e servì sotto il comando del generale Friedrich von Kleist, prendendo parte agli assedi di Sedan, Mezières e Montmédy nel corso della campagna militare contro la Francia nel 1815. Nel marzo del 1817 si arruolò nel reggimento degli ulani della guardia, ma si ritirò l’anno successivo e divenne amministratore distrettuale a Lublinitz. Promosso Landwehr nel settembre del 1830, il 12 settembre 1841 divenne comandante del 23º reggimento Landwehr. Nel 1847 divenne per breve tempo membro del parlamento prussiano e poi di quell’ dell’unione a Erfurt. Fu in seguito senatore prussiano, rappresentando una direzione politica di stampo feudale-conservatore. Rifiutò sia il burocratismo conservatore di Otto Theodor von Manteuffel sia le tendenze liberal-conservatrici della Nuova Era. Dopo il rovesciamento del principe Carlo Antonio di Hohenzollern-Sigmaringen, venne prescelto quale Primo Ministro della Prussia, ma egli stesso si trovò in difficoltà per la mancanza di una vera e propria esperienza politica. Era ad ogni modo fiducioso di trovare un compromesso nel conflitto sorto tra l’esercito e la maggioranza liberale della Camera dei rappresentanti prussiana. Il ruolo di guida del governo fu ad ogni modo esercitato da August von der Heydt. Dopo la rinnovata vittoria del Partito del Progresso nelle elezioni del 6 maggio 1862, il principe di Hohenlohe-Ingelfingen si dimise. Tuttavia, Guglielmo I non accettò le sue dimissioni ed a quel punto il principe penso di dimettersi per motivi di salute. Dopo che Otto von Bismarck fu nominato primo ministro, si ritirò dalla vita politica.Il principe Adolfo di Hohenlohe-Ingelfingen si sposò il 19 aprile 1819 con la principessa Luisa di Hohenlohe-Langenburg (22 agosto 1799 – 17 gennaio 1881). Il matrimonio produsse dieci figli, cinque dei quali morirono prematuramente. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera (Prussia)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
Arc. 1822: Tenente Generale in uniforme di parata. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2311:Eduard Ernst Lobo da Silveira Graf von Oriola (Stockholm 20 aprile 1809 – Breslau 20 ottobre 1862). Era un membro dei conti prussiani di Oriola e il secondo figlio del diplomatico portoghese Joaquim José Lobo da Silveira (1772-1846) e sua moglie Sophia Amalie Murray (1787-1862). Il padre fu accettato nei conti prussiani come Joaquim von Oriola nel 1822. Dopo la sua formazione nel Corpo dei Cadetti di Berlino, Oriola fu trasferito al Reggimento dei Dragoni della Guardia dell’esercito prussiano il 5 aprile 1826 come sottotenente. Per ulteriore formazione si diplomò alla Scuola Generale di Guerra nel 1829/32. Nell’agosto 1837 Oriola, accompagnato dal generale Friedrich zu Dohna-Schlobitten, prese parte alle esercitazioni dell’esercito francese a Compiègne e l’anno successivo fu promosso a Primo Luogotenente. Nell’aprile 1839 fu trasferito nello Stato Maggiore dell’VIII Corpo d’armata e con la promozione a capitano il 30 marzo 1840 Oriola fu trasferito allo Stato Maggiore Generale. Nominato ciambellano il 14 marzo 1842, Oriola era al servizio del principe Adalberto di Prussia nel 1842/43 che lo portò in viaggio in Brasile. Portarono l’Ordine dell’Aquila Nera all’imperatore Pedro II per conto del re Federico Guglielmo IV. Nel 1844/46 Oriola ricevette l’ordine di accompagnare il principe Waldemar di Prussia nel suo viaggio in India visitando l’Himalaya e il Tibet. Nell’India britannica parteciparono alla prima guerra sikh e presero parte ai combattimenti a fianco degli inglesi. In riconoscimento del suo coraggio, specialmente nella battaglia di Ferozeshah, Oriola fu insignito dell’Ordine di Pour le Mérite al suo ritorno il 18 dicembre 1846. Nel frattempo promosso a maggiore, dapprima prestò servizio nel Grande Stato Maggiore. Comandato dall’aprile al luglio 1848 come aiutante di Campo da Federico Guglielmo IV, era con il re sul campo di battaglia nello Schleswig-Holstein. Il 14 ottobre 1848, Oriola divenne un ufficiale di stato maggiore nel Reggimento dei Dragoni della Guardia e per un breve periodo fu a capo di questo reggimento dalla fine di novembre 1850 a metà febbraio 1851. L’11 marzo 1852 Oriola fu nominato comandante del 7 ° Reggimento Ussari a Bonn, promosso Tenente Colonnello il 23 marzo 1852 e colonnello il 13 luglio 1854. Dal 30 ottobre 1856 al 1 luglio 1857 fu comandante della 5^ Brigata di Cavalleria e poi della 2^ Brigata di Cavalleria della Guardia. Il 22 maggio 1858 fu promosso Maggior Generale e il 19 novembre 1859 gli fu dato il comando della 1^ Brigata di Cavalleria della Guardia. Infine Oriola fu incaricato il 1 luglio 1860 del comando dell’11^ Divisione e il 18 ottobre 1861 fu promosso Tenente Generale. Oriola fu premiato con la stella per l’Ordine dell’Aquila Rossa di II Classe il 14 novembre 1861 e nel corso della sua carriera militare ricevette la Gran Croce dell’Ordine della Corona di Quercia, la Commander Cross di II Classe dell’Ordine di Enrico il Leone e l’Ordine di Sant’Anna di II Classe. Morì di infarto a Breslavia il 20 ottobre 1862 mentre era in servizio. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite
Cavaliere di II Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Anna II Classe
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona di quercia
Cavaliere di gran croce dell’Ordine di Enrico il Leone
Arc. 2309:Adolf Albert Ferdinand Karl Friedrich von Bonin (Heeren 11 novembre 1803 – Berlino 16 aprile 1872). Adolf von Bonin proveniva da un’antica famiglia aristocratica della Pomerania orientale. Suo padre Gustav Ferdinand von Bonin (Elvershagen 26 marzo 1773 – Berlino 17 gennaio 1837) era un Maggiore prussiano dell’8° Reggimento Ussari e Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite e sua moglie Anna Elisabeth Adolfine Karoline, Freiin von Plettenberg (Heeren 24 giugno 1776 – Berlino 19 febbraio 1843). Suo fratello Gustav (1797–1878) era un avvocato amministrativo e politico prussiano. Bonin fu cadetto a Berlino dal 1817 e fu poi trasferito al 2 ° Reggimento della Guardia il 28 luglio 1821 come Sottotenente. Dal 1 ° ottobre 1824 al 30 giugno 1826 fu inviato alla Scuola Generale di Guerra per ulteriore addestramento. Nel 1828 fu promosso aiutante di reggimento e dal 2 dicembre 1830 fu aiutante presso il Comando Generale del Corpo delle Guardie. Il 24 gennaio 1833 fu nominato aiutante del principe Adalberto di Prussia e dopo la sua promozione a primo tenente nel 1838 divenne aiutante del re Federico Guglielmo III. In seguito servì in questa carica Federico Guglielmo IV e Guglielmo I. Divenne colonnello nel 1851, Maggiore Generale nel 1854, Luogotenente Generale e aiutante generale del re nel 1858, comandante Generale del 1° corpo d’armata nel 1863 e Generale di Fanteria nel 1864. Nella guerra del 1866 il suo primo corpo d’armata era nella seconda armata del principe ereditario e durante la sua marcia attraverso i Monti dei Giganti subì una sconfitta nell’attacco del Generale Gablenz nella battaglia di Trautenau il 27 giugno e dovette ritirarsi. Questa ritirata mise in pericolo l’avanzata prussiana perché il suo corpo avrebbe dovuto colmare lo spazio con la prima armata del principe Friedrich Karl Nikolaus von Prussia. Poiché non era partito per la battaglia di Königgrätz alle dieci e mezza del mattino, solo la testa del suo corpo raggiunse il campo di battaglia appena in tempo intorno alle 15:00 per dare il cambio alla Guardia in difficoltà. Durante la marcia, le sue truppe intralciavano anche la cavalleria, che doveva restare dietro al treno e quindi non raggiunse più il campo di battaglia. Solo una brigata dell’intero I Corpo d’armata venne schierata. Moltke descrisse Bonin come incompetente per quanto riguarda i suoi servizi a Königgrätz. Dopo che la pace fu conclusa, Bonin fu inviato nel Regno di Sassonia nel 1867 come comandante in capo delle truppe prussiane. Dopo una vacanza di diversi mesi, Bonin fu nominato capo del Reitenden Feldjägerkorps e presidente della Commissione generale dell’ordine pubblico. Non ebbe alcun comando attivo durante la guerra franco-prussiana e durante questo periodo, Bonin fu inizialmente utilizzato come governatore generale per i distretti delle province di Brandeburgo e Sassonia e fu poi nominato governatore generale della Lorena a metà agosto 1870. Dopo la fine della guerra, Bonin si dimise dalla sua precedente posizione di aiutante generale del re e presidente della commissione generale dell’ordine, nonché dalla sua posizione di capo della Reitende Feldjägerkorps. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale dinastico di Hohenzollern
Cavaliere di I Classe dell’Ordine della Corona
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Anna
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Leopoldo
Cavaliere di gran croce dell’Ordine Reale di Alberto di Sassonia
Arc. 1374:Adolf Albert Ferdinand Karl Friedrich von Bonin (Heeren 11 novembre 1803 – Berlino 16 aprile 1872). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2514:Viktor I Hohenlohe-Schillingsfürst, duca di Ratibor, principe di Corvey, principe di Hohenlohe-Schillingsfürst (Langenburg, 10 febbraio 1818 – Schloss Rauden, 30 gennaio 1893). Vittorio nacque a Langenburg nel Regno di Württemberg, figlio primogenito degli eredi maschi di Francesco Giuseppe, V principe di Hohenlohe-Schillingsfürst (1787–1841, figlio a sua volta di Carlo Alberto II, principe di Hohenlohe-Schillingsfürst e della Baronessa Giuditta Reviczky de Revisnye, e di sua moglie, la principessa Costanza di Hohenlohe-Langenburg (1792–1847), figlia di Carlo Luigi, III Principe di Hohenlohe-Langenburg e della Contessa Amalia di Solms-Baruth. Fu il fratello maggiore di Chlodwig zu Hohenlohe-Schillingsfürst divenuto cancelliere tedesco nel 1894, del Cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe-Schillingsfürst e di Costantino di Hohenlohe-Waldenburg-Schillingsfürst Alto Sovrintendente e Generale di Cavalleria dell’Austria-Ungheria Dopo le iniziali lezioni private, frequentò il reale ginnasio ad Erfurt. Studiò poi legge e lingue moderne a Gottinga, Bonn, Heidelberg e Losanna. Si recò anche in Svizzera, Italia, Francia ed Inghilterra. Successivamente gestì la proprietà di suo zio, il Langravio d’Assia-Rotenburg, Vittorio Amedeo. Queste proprietà includevano il monastero di Corvey in Vestfalia, Ratibor nell’alta Slesia. Questa zona era, in termini di dimensioni, di 34.000 ettari e consisteva principalmente di aree forestali. Viktor fu creato Duca di Ratibor e Principe di Corvey il 15 ottobre 1840 da Re Federico Guglielmo IV di Prussia. La sua carriera militare cominciò in giovane età nella cavalleria. Nel 1844 fu dapprima nel Baden, dal luglio 1850 fu un maggiore prussiano. Nel decennio del 1850 comandò le esercitazioni del 2° -Reggimento Landwehr. Durante la guerra austro-prussiana e la guerra franco-prussiana, organizzò in qualità di presidente dell’Unione dei Cavalieri dell’Ordine di Malta il personale infermieristico volontario. Nel 1872 ricevé il titolo onorifico di generale di cavalleria à la suite. Nel 1847 Vittorio di Ratibor fu membro della dieta prussiana unita. Tra il 1856 ed il 1893 è stato membro del parlamento provinciale per la provincia della Slesia. In un primo momento fu maresciallo dell’Assemblea. dopo l’introduzione del nuovo ordine provinciale, fu più volte presidente. Fu anche tra il 1849-1852 nella seconda camera del Preußischer Landtag. Nel 1850 Ratibor fu un membro dell’Unione Parlamentare di Erfurt. Dal 1867-1870 fece parte Reichstag tedesco del nord, e 1872-1890 del Reichstag tedesco. Egli fu anche membro dal 1854-1893 della Camera dei signori di Prussia. In quest’ultima, egli fu cofondatore del Nuovo Gruppo nel 1870-1872, dal 1877-1893 fu Presidente della Camera. Ratibor era uno degli aristocratici liberal-conservatore, riformatore politico, fu un sostenitore di Otto von Bismarck. Fu anche uno dei fondatori del Partito liberale conservatore. Fotografia CDV. Fotografo: E. Milster – Berlin.
Onorificenze
Onorificenze tedesche
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila rossa di Prussia
Cavaliere di II Classe della Croce di Ferro
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (Impero austro-ungarico)
Arc. 2975:Wilhelm Günther Enno von Colomb (Berlino 31 agosto 1812 – Kassel 10 febbraio 1886). Era figlio del generale di cavalleria prussiano Peter von Colomb (1775-1854) e della sua prima moglie Maria Henriette, nata von Stosch (1784-1822). Anche suo fratello Gebhard (1815-1891) e il suo fratellastro Karl (1831-1911) divennero Luogotenenti Generali prussiani. Colomb frequentò il Friedrich-Wilhelm-Gymnasium di Berlino e il Gymnasium di Neise. Il 20 febbraio 1831 si unì al 1º Reggimento Guard-Uhlan dell’esercito prussiano a Potsdam come ulano. Lì Colomb fu promosso Sottotenente il 20 dicembre 1831 e completò la Scuola Generale di Guerra dall’ottobre 1835 alla fine di giugno 1838. Nell’ottobre 1839 fu promosso Aiutante di reggimento, divenne primo Tenente l’11 maggio 1848 e come tale il 13 febbraio 1849 Aiutante di Campo della 2^ Brigata di Cavalleria delle Guardie. Già il 3 marzo 1849 fu impiegato come Aiutante di Campo presso il Comando Generale del Corpo delle Guardie. Promosso a Rittmeister nell’ottobre 1851, Colomb fu assegnato al Ministero della Guerra nel dipartimento di Remont il 1° maggio 1853 e qui trasferito il 2 dicembre 1853. Il 15 novembre 1855 si dimise dal servizio e divenne capo squadrone del 4° Reggimento ulani. Lì fu promosso Maggiore alla fine di marzo 1858 e l’8 luglio 1858 tornò nel 1º reggimento ulani della guardia. Dapprima fu impiegato come ufficiale di stato maggiore, poi dal 25 luglio 1859 a Colomb fu affidata la direzione del reggimento e il 24 luglio 1861 fu infine nominato comandante. Nella guerra contro l’Austria del 1866 comandò il suo reggimento nella battaglia di Königgrätz e ricevette l’Ordine della Corona di III Classe con spade per i suoi servizi. Colomb fu nominato comandante della 12^ Brigata di Cavalleria il 5 marzo 1867, e in questa posizione fu promosso a Maggiore Generale il 18 giugno 1869. Durante la mobilitazione in occasione della guerra contro la Francia, il 18 luglio 1870 Colomb ricevette il comando della 3^ Brigata di Cavalleria, con la quale partecipò alle battaglie di Beaumont, Sedan, Orléans e Le Mans nonché all’assedio di Parigi. I suoi successi sono furono riconosciuti con entrambe le classi della Croce di Ferro. Dopo la pace di Francoforte, Colomb fu di nuovo comandante della 12^ Brigata di Cavalleria. Dopo la sua promozione a Tenente Generale il 2 settembre 1873, fu trasferito agli ufficiali dell’esercito il 25 novembre 1873 e il 10 febbraio 1874 fu nominato comandante di Kassel. In questa posizione, Colomb ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa di prima classe con foglie di quercia il 20 gennaio 1878 e il 1 marzo 1881, in occasione del suo 50° anniversario di servizio, la Croce e la Stella del Commendatore del Regio Casa dell’Ordine di Hohenzollern. Il 14 luglio 1885 fu messo a disposizione. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere di III Classe con Spade dell’Ordine della Corona
1866
Cavaliere di 1^ Classe della Croce di Ferro
1870
Cavaliere di 2^ Classe della Croce di Ferro
1870
Cavaliere di I classe con foglie di quercia dell’Ordine dell’Aquila rossa di Prussia
Arc. 1949: Tenente Generale von Langensfeld (?) in grande uniforme. Fotografia CDV. Fotografo: A. & F. Zeuschner – Posen.
Arc. 1948:Hans August von Glisczinski (Essen, 24 agosto 1803 – Berlino, 9 settembre 1886). Hans August era figlio di Georg Ernst von Glisczinski (1757-1827) e di sua moglie Sophie Juliane, nata von Goldbeck (1770-1814)[1]. Suo padre era il capitano a. D. ed è stato insignito dell’Ordine Pour le Mérite durante la prima guerra di coalizione sul Reno. Nella quarta guerra di coalizione fu gravemente ferito vicino a Lubecca nel 1806 e poi si ritirò nella sua tenuta di Gustow. Anche suo fratello Emil divenne tenente generale prussiano. Glisczinski frequentò l’Accademia di Berlino con due fratelli e divenne amico di Albrecht von Roon. Il 9 luglio 1819 fu trasferito al 25° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano come Sottotenente. Dal 1823 al 1826 frequentò la scuola di Guerra per ulteriore formazione, dove incontrò Helmuth von Moltke. Dal 30 marzo 1828 Glisczinski fu comandato come aiutante della 14^ Brigata di Fanteria e alla fine di marzo 1833 fu aggregato al 28° Reggimento di Fanteria. Il 30 marzo 1835 fu nominato Aiutante del Comando Generale del VII Corpo d’Armata e due anni dopo, pur rimanendo in tale posizione, fu aggregato al 16° Reggimento Fanteria. Promosso Capitano, fu nominato comandante di compagnia nel 17° Reggimento Fanteria il 30 marzo 1840 con brevetto datato 9 ottobre 1836. Nella stessa veste Glisczinski giunse il 7 aprile 1842 nel 16° Reggimento di Fanteria. Promosso Maggiore, il 7 dicembre 1846 fu trasferito al 15° Reggimento Landwehr su richiesta del Generale von der Groeben e nominato comandante del 3° Battaglione nominato a Bielefeld. Durante la Rivoluzione di marzo ci furono manifestazioni anche a Bielefeld, ma Glisczinski rifiutò di armare la milizia. Nel maggio 1849 ci furono disordini a Iserlohn e il battaglione di 602 uomini fu inviato ad occupare Iserlohn. Nel bel mezzo dei disordini fu trasferito allo Stato Maggiore del IV Corpo d’Armata a Magdeburgo il 26 giugno 1849. Il 18 aprile 1850 fu incaricato degli affari come Capo di Stato Maggiore del Corpo delle Guardie e il 27 febbraio 1851 succedette al Generale di fanteria Friedrich von Dankbahr come Capo di Stato Maggiore. In questa posizione salì al grado di Colonnello all’inizio di ottobre 1854, fu nominato comandante della 13^ Brigata di Fanteria il 10 dicembre 1857 e il 9 gennaio 1858 à la suite di stato maggiore. Il 22 maggio 1858 fu promosso Maggiore Generale. Il 24 luglio 1861 inizialmente incaricato della guida della 4^ Divisione e nominato suo comandante il 24 settembre 1861. Il 18 ottobre 1861 fu promosso Tenente Generale. Il 13 aprile 1862, il Segretario alla Guerra Roon lo portò all’Ufficio della Guerra, dove divenne Direttore del Dipartimento Generale della Guerra. L’11 giugno 1864 ricevette l’Ordine di Sant’Anna I Classe. Per la preparazione della guerra contro la Danimarca, Glisczinski ricevette una lettera di riconoscimento dal re Guglielmo I il 14 gennaio 1865 e il 23 febbraio 1865 dall’Ordine della Corona Ferrea, Prima Classe. Premiato con l’Ordine dell’Aquila Rossa di Prima Classe con Foglie di Quercia, fu collocato il 9 marzo 1866 con una pensione a causa di un’ulcera allo stomaco. Morì a Berlino il 9 settembre 1886 e fu sepolto accanto alla moglie il 12 settembre 1886 nell’Invalidenfriedhof. Fotografia CDV. Fotografo: G. Schwartz & Comp. – Berlin.
Arc. 2686: Wilhelm Bogun von Wangenheim (Elbing, 18 marzo 1797 – Potsdam, 11 ottobre 1865). Wilhelms era il figlio del mercante Elbląg Gottfried Bogun e di sua moglie Regina Concordia, nata von Wangenheim. Durante le guerre di liberazione giunse il 31 dicembre 1813 come volontario nel 3° Battaglione del 3° Reggimento di Fanteria della Prussia orientale e combatté nell’assedio di Danzica. Il 16 novembre 1814 fu promosso Sottotenente con licenza del 15 maggio 1814 e quattro giorni dopo lasciò l’esercito. Con il ritorno di Napoleone, tornò nell’esercito, il 20 aprile 1815 ed entrò nel 3° Reggimento di Fanteria Landwehr della Prussia orientale. Il 6 settembre 1816 fu aggregato al 13° Reggimento di Fanteria. Dal 1 ottobre 1817 al 30 giugno 1820 fu comandato alla Scuola Generale di Guerra. Dopo il suo ritorno, il 25 settembre 1820 fu trasferito alla 4^ sezione pionieri della 3^ Brigata di ingegneri. Fu promosso primo Luogotenente il 19 marzo 1821 e contemporaneamente nominato aiutante della 4^ Divisione Genio. Il 30 marzo 1822 venne assegnato al servizio di fortificazione nella fortezza di Colonia, da lì fu trasferito alla fortezza di Jülich il 6 luglio 1825. Il 2 giugno 1827 fu elevato alla nobiltà prussiana con il nome di “Bogun von Wangenheim”. Il 6 aprile 1831 venne nominato comandante della 1^ Compagnia nella 4^ Sezione Pioneer, dove fu promosso Capitano il 22 giugno 1832. L’anno successivo, il 27 giugno 1833, fu nominato secondo aiutante dell’Ispettorato Generale del Genio e del Corpo dei Pionieri. Bogun fu aggregato al 3° Ispettorato degli Ingegneri il 26 novembre 1839 e promosso al grado di aiutante come Maggiore il 26 marzo 1841. Poco dopo, il 18 ottobre 1841, fu trasferito al dipartimento di ingegneria del Ministero della Guerra e, dalla fine di marzo 1842, fu anche membro della commissione d’esame per Capitani di seconda classe e primi Tenenti del corpo di ingegneria . Il 26 maggio 1842 fu incaricato degli affari come capo del dipartimento di ingegneria del Ministero della Guerra e confermato il 7 settembre 1843. Il 5 settembre 1848 fu trasferito al dipartimento navale come sovrintendente. Pur mantenendo la sua posizione, Bogun fu trasferito al Ministero della Guerra del Reich a Francoforte sul Meno il 17 novembre 1848, dove dirigeva il Ministero della Marina. Lì fu promosso Tenente Colonnello l’8 maggio 1849 e messo a disposizione della Commissione federale provvisoria il 1 gennaio 1850. Fu promosso Colonnello il 18 gennaio 1851 e aggregato allo stato maggiore del Genio il 2 dicembre 1853. Il 5 marzo 1854 fu trasferito come ispettore alla 2° ispezione di ingegnere e il 13 luglio 1854 fu promosso Maggior Generale. In occasione dell’incoronazione del re Guglielmo I il 18 ottobre 1861, fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Rossa di Prima Classe con Foglie di Quercia. Il 31 dicembre 1863, per celebrare il suo 50° anniversario di servizio, ricevette l’Ordine della Corona, Prima Classe. Poco dopo, il 4 gennaio 1864, Bogun si ritirò. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Arc. 1349:Bernhard Franz Wilhelm von Werder (Potsdam, Bernhard proveniva dalla nobile famiglia von Werder ed era figlio del Generale di Fanteria e comandante generale del 1° Corpo d’Armata Franz Karl von Werder. Il 9 agosto 1840 Werder, dal corpo dei cadetti, si arruolò come Sottotenente nel 1° Reggimento di Fanteria della Guardia dell’esercito prussiano. Come primo Tenente e Capitano, prestò servizio a lungo come aiutante, prima nel battaglione di addestramento della fanteria, poi nella 1^ Brigata di Fanteria della Guardia. Incaricato il 3 ottobre 1857 di servire il re Federico Guglielmo IV, fu nominato aiutante di ala alla vigilia di Capodanno del 1858. Nel 1859 divenne Maggiore e gli fu affidata la direzione del battaglione di cacciatori di piedi della Guardia. Nel 1864, poco prima dello scoppio della guerra con la Danimarca; gli viene affidato il comando del Reggimento Fucilieri delle Guardie e promosso Colonnello. Durante la guerra austro-prussiana del 1866 comandò il Reggimento Fucilieri della Guardia e, a capo di questo reggimento, ebbe un ruolo così notevole nella campagna di Boemia che re Guglielmo gli conferì l’ordine Pour le Merit il 18 settembre 1866 . Il 7 novembre 1869 fu nominato plenipotenziario dell’esercito a San Pietroburgo e mantenne questa carica per quasi 17 anni fino al 1886. In tale veste, prese parte alla guerra russo-turca presso il Quartier Generale. Werder fu promosso Tenente Generale durante il suo soggiorno a San Pietroburgo nel 1875 e il 22 marzo 1876 fu nominato aiutante generale. Otto anni dopo fu promosso Generale di Fanteria. Nell’agosto 1886 Werder divenne governatore di Berlino. Dopo la morte dell’imperatore Guglielmo, si dimise il 22 marzo 1888 da Aiutante Generale di Federico III. Il 19 settembre 1888 il Werder fu messo a disposizione con una pensione e nel contempo seguiva il reggimento di fucilieri della Guardia pur conservando la carica di aiutante generale. Visse principalmente a Berlino, ma ogni anno fu ospite dello zar Alessandro III per diverse settimane a San Pietroburgo. Nel dicembre 1892, su espressa richiesta dello zar, fu nominato ambasciatore presso la corte russa con un reddito annuo di servizio di 150.000 marchi. Fu richiamato da questo incarico il 18 gennaio 1901 e nominato successore del defunto Feldmaresciallo generale conte von Blumenthal come capo del corpo equestre della polizia militare. Per celebrare il suo 80° compleanno, il 26 febbraio 1903, l’imperatore gli conferì il titolo di Gran Commendatore dell’Ordine Reale della Casa di Hohenzollern. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2687: Heinrich Carl Woldemar Prinz von Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg in grande uniforme da Tenente Generale (Liepzig, 13 ottobre 1810 – Mainz, 20 gennaio 1871). I suoi genitori erano il generale Emil di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg (1767–1841) e Sofie von Scheel (1776–1836). Woldemar iniziò a studiare giurisprudenza all’Università di Lipsia nel 1827 ed entrò nel Corpo Lusazia di Lipsia. Dopo essere stato costretto ad abbandonare prematuramente l’università a causa di un duello, intraprese la carriera di ufficiale nell’esercito prussiano. Nel maggio 1828 si arruolò nel 7° Reggimento Corazzieri ad Halberstadt come Sottotenente e nel 1837 fu promosso primo Tenente. Solo due anni dopo divenne Capitano. Nel 1844 venne trasferito al Reggimento Guardie del Corpo, dove divenne Maggiore nel 1845. Infine, nel 1848, venne trasferito nell’esercito nello Schleswig-Holstein. Qui ottenne nel 1850 il grado di ufficiale di Stato Maggiore e nello stesso anno divenne comandante della fortezza di Küstrin. Nel 1851 ottenne il comando della fortezza di Neisse. Nel 1852 venne promosso Tenente Colonnello e infine Colonnello nel 1854. Nel 1857 divenne comandante della città di Magdeburgo e nel 1858 ne divenne cittadino onorario. Passato al comando di Coblenza e Ehrenbreitstein, nel 1861 fu nominato Tenente Generale e Aiutante Generale del Re Guglielmo I e nel 1862 fu nominato comandante in capo delle truppe federali a Francoforte sul Meno. Nel 1864 fu vicegovernatore della fortezza di Magonza e nel 1866 venne promosso Generale di Cavalleria. Dal 1866 fino alla sua morte nel 1871 fu governatore della fortezza di Magonza e nel 1871 ne divenne cittadino onorario. Nel 1882 la città di Magonza gli eresse un mausoleo nel cimitero principale di Magonza (tra i campi 27 e 30), il cosiddetto monumento al principe Holstein. Il mausoleo fu progettato dall’architetto comunale Eduard Kreyßig basandosi sul modello della tomba romana di Saint-Rémy-de-Provence; il medaglione con il busto del principe fu realizzato dallo scultore Heinrich Barth. Fotografia CDV. Fotografo: B. Erdmann – Mainz.
Arc. 1235:Heinrich Carl Woldemar Prinz von Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg in grande uniforme da Tenente Generale (Liepzig, 13 ottobre 1810 – Mainz, 20 gennaio 1871). Fotografia CDV. Fotografo: H. Thomas – Coblenz.
Arc. 2688:Friedrich Wilhelm Karl Oskar barone von Wrangel (Königsberg, 28 settembre 1812 – Quitzdorf am See, 28 novembre 1899). Era il figlio del Tenente Generale prussiano August Friedrich Ludwig Freiherr von Wrangel e di sua moglie Karoline Sophie Henriette, nata contessa Truchsess von Waldburg (1777-1819). Wrangel fu educato nelle case dei cadetti di Culm e Berlino ed entrò in servizio militare il 13 agosto 1830, come Sottotenente nella 1° Reggimento della Guardia a piedi. Frequentò il Prussian Staff College di Berlino dal 1837 al 1840. Nel dicembre 1841 dovette lasciare il servizio a causa di duelli e dopo essere guarito dalla grave ferita ricevuta, fu reintegrato nel marzo 1843 dal futuro Kaiser Guglielmo I. L’anno successivo fu assegnato al Dipartimento di Trigonometria dello stato maggiore a Berlino. Divenuto primo Luogotenente nel 1846, accompagnò suo zio, il Tenente Generale Friedrich Graf von Wrangel, quando quest’ultimo aveva ricevuto il comando supremo delle truppe tedesche destinate alla prima guerra dello Schleswig. Di conseguenza si recò nei ducati dell’Elba nell’aprile 1848. Lì divenne Capitano e fu trasferito allo stato maggiore dello Schleswig-Holstein, partecipando alle campagne del 1848 e del 1849. Quando la Prussia richiamò i suoi ufficiali nell’aprile 1850, Wrangel divenne capo del dipartimento topografico e tornò al servizio in prima linea solo come Tenente Colonnello durante la mobilitazione del 1859. Ora era a capo di un reggimento Landwehr, che presto divenne il 61° (8° Pomerania) Reggimento di Fanteria a Stolp. Nella guerra austro-prussiana divenne comandante della 26^ Brigata di Fanteria a Münster e prese parte alla Campagna del Meno. Combatté nelle battaglie di Dermbach, Kissingen, Laufach, Aschaffenburg, Tauberbischofsheim e nella battaglia di Gerchsheim. Per i suoi servizi a Gerchsheim, fu insignito del Pour le Mérite. Il 10 agosto 1867 fu nominato comandante della 18^ Divisione a Flensburg e promosso Tenente Generale nella primavera del 1868. Nella guerra franco-prussiana, la sua divisione fece parte del IX Corpo d’armata e partecipò alle battaglie di Colombey-Nouilly, Mars-la-Tour e Gravelotte. Durante l’assedio di Metz, le sue truppe attaccarono dal 1° settembre durante la battaglia di Noiseville a sostegno della battaglia difensiva del I Corpo prussiano di stanza sulla riva orientale della Mosella. La sua divisione si distinse in particolare nella seconda battaglia di Orléans all’inizio di dicembre. Per questo Wrangel ricevette le foglie di quercia per il suo Pour le Mérite. Con il progredire della guerra, la divisione di Wrangel fu coinvolta nella battaglia di Le Mans l’11 gennaio 1871. Dopo la conclusione della pace, Wrangel rimase a capo della sua divisione a Flensburg fino al giugno 1872, quando divenne governatore di Posen. Il 2 settembre 1873 gli fu conferito il grado di Generale di Fanteria. Wrangel si sarebbe ritirato il 12 dicembre 1876. In riconoscimento dei suoi molti anni di servizio, Guglielmo I gli conferì la Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa con Foglie di Quercia e Spade il 16 settembre 1881. Fu anche cavaliere dell’Ordine Johanniter. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2515:Philipp Carl Christian barone von Canstein (Eschwege 4 febbraio 1804 – Kassel 5 novembre 1877). Philipp Carl era il figlio del capitano Christian Ludwig von Canstein (29 luglio 1766 – Ziegenhain 19 giugno 1813) e di sua moglie Christine, nata von Wurmb. Il 1° agosto 1819 Canstein si unì al 2° reggimento di fanteria a Stettino come cadetto e fu promosso tenente in seconda nel 1821. Questo fu seguito da diversi incarichi presso la scuola per cadetti di Berlino fino a quando arrivò in Alta Slesia come Maggiore nel 23° Reggimento di Fanteria nel 1849. A Breslavia Canstein fu nel 1857 Tenente Colonnello al comando dell’11° Reggimento di Fanteria e nel 1863 assunse il comando dell’11^ Brigata di Fanteria a Brandenburg an der Havel. Lo guidò nella guerra tedesco-danese del 1864 durante l’assalto al Düppeler Schanzen. Per questo il 7 giugno gli fu stato conferito il Pour le Mérite. Dopo la guerra contro la Danimarca, Canstein divenne comandante della 15^ Divisione a Colonia il 4 gennaio 1866, che guidò nella battaglia di Königgrätz il 3 luglio 1866 durante la guerra tedesca, e per la quale fu insignito il 20 settembre 1866 con le foglie di quercia dell’Ordine Pour le Mérite. Nell’aprile 1869 Canstein divenne governatore di Magdeburgo. Durante la guerra franco-prussiana del 1870/71 fu comandante nelle Marche e governatore di Berlino. L’8 novembre 1871, Canstein fu messo a disposizione con una pensione e fu insignito del Gran Commendatore dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern. Il primo matrimonio di Canstein dal 19 marzo 1839 fu Marie von Troschke (1817–1841), figlia del tenente generale Ernst von Troschke (1780–1847). Dopo la sua morte, il 29 luglio 1844, sposò Adelheid von Krauseneck (1817–1888), figlia di Wilhelm von Krauseneck. Uno dei suoi due figli era Ernst Raban von Canstein. Fotografia CDV. Fotografo: H. Quaas – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale dinastico di Hohenzollern
Arc. 1949:Friedrich Adrian Herwarth von Bittenfeld (Halberstadt 13 aprile 1802 – Merseburg 13 gennaio 1884). Friedrich proveniva dall’antica famiglia nobile della città di Augusta Herwarth von Bittenfeld, menzionata per la prima volta nel 1246. Era il figlio del Maggiore Generale prussiano Johann Eberhard Ernst Herwarth von Bittenfeld (1753-1833) e di sua moglie Johanna Friedericke Auguste von Arnstedt (1765-1851). Anche due dei suoi fratelli divennero generali nell’esercito prussiano: Eberhard Herwarth von Bittenfeld (1796–1884) e Hans Paulus Herwarth von Bittenfeld (1800–1881). Dopo aver frequentato l’Università di Berlino, Herwarth von Bittenfeld si unì al 2° Reggimento della Guardia il 22 aprile 1819. Lì fu promosso Sottotenente il 20 ottobre 1819. Dal 1 agosto 1825 al 30 giugno 1828 gli fu ordinato un ulteriore addestramento presso la Scuola Generale di Guerra. Sei mesi dopo divenne aiutante del 1° battaglione e l’8 aprile 1832, Herwarth von Bittenfeld si unì alla 2^ Brigata di Fanteria della Guardia come aiutante. Nell’ulteriore corso della sua carriera militare divenne Colonnello il 10 maggio 1855 comandante del 2° Reggimento della Guardia a piedi. Allo stesso tempo, fu anche membro del consiglio di amministrazione militare della palestra centrale dal 14 giugno 1855. Il 12 novembre 1857 fu nominato comandante della 14^ Brigata di Fanteria. Dopo essere diventato Maggior Generale il 22 maggio 1858 e dopo un anno fu nominato comandante della 3^ Brigata di Fanteria delle Guardie. Con la sua promozione a Tenente Generale fu impiegato solo quando fu nominato comandante della 4^ Divisione il 3 aprile 1862. Guidò poi la divisione anche nel 1866 durante la guerra austro-tedesca nella battaglia di Gitschin e Königgrätz. Dopo la fine della guerra, Herwarth von Bittenfeld fu incaricato degli affari del Comando generale del II Corpo d’Armata il 23 agosto 1866. Il 9 aprile 1867 fu nominato governatore di Königsberg e in quanto tale, ricevette il ruolo di Generale di Fanteria il 22 marzo 1868. In occasione della celebrazione del suo 50° anniversario di servizio, il 22 aprile 1869, fu insignito dell’Ordine della Corona, Prima Classe, con il nastro smaltato dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia e spade sull’anello. Poco prima dello scoppio della guerra franco-prussiana, Herwarth von Bittenfeld fu collocato a riposo il 9 luglio 1870 e fu insignito del Gran Commendatore dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern. Fotografia CDV. Fotografo: J. Schafer – Frankfurt.
Arc. 1312:Ferdinand Wilhelm Wiko von Werder (Magdeburg, 14 giugno 1785 – Berlino 15 giugno 1861). Ferdinando era figlio del maggiore generale prussiano Friedrich Wilhelm von Werder (1747-1820) e della sua seconda moglie Marianne Elisabeth, nata Barth (1777-1865). Anche suo fratello Wilhelm (1786-1854) divenne luogotenente generale prussiano. Il 16 novembre 1797, Werder si unì al Reggimento di Fanteria “von Kunheim” dell’esercito prussiano come caporale. Il 1 giugno 1798 prestò giuramento e fu promosso Sottotenente il 1 agosto 1803. Come tale, prese parte alla Quarta Guerra di Coalizione, combatté vicino a Lubecca e fu fatto prigioniero a Ratekau dopo la capitolazione. Dopo la pace di Tilsit, il 20 maggio 1810, il Werder fu aggregato con metà paga al reggimento a piedi delle Guardie. Entro la metà di aprile 1812 fu promosso Capitano di stato maggiore e, in vista delle guerre di liberazione del 3 luglio 1813, fu inizialmente nominato comandante della 2^ Compagnia Cacciatori Volontari del 1° Reggimento delle Guardie. Lì fu promosso Capitano l’11 agosto 1813 e passò il 29 dicembre alla compagnia nel battaglione Garde Jäger. Durante la guerra combatté nelle battaglie di Großgörschen, Bautzen e Kulm e fu insignito della Croce di ferro di II classe vicino a Lipsia e della croce di II classe dell’Ordine di Sant’Anna vicino a Parigi. Il 5 marzo 1816 fu promosso Maggiore e allo stesso tempo nominato comandante del 2° Battaglione nel 2° Reggimento Landwehr della Guardia. Dieci giorni dopo fu trasferito al 12° Reggimento di Fanteria. Lì fu nominato comandante del Battaglione Fucilieri il 19 gennaio 1818. Il 30 marzo 1830 fu promosso Tenente Colonnello e il 30 marzo 1832 venne incaricato della guida del reggimento di fanteria. Il 30 marzo 1833 venne promosso Colonnello e il 18 gennaio 1834 ottenne l’Ordine di San Giovanni e il 10 settembre 1837 l’Ordine dell’Aquila Rossa di III Classe con un nastro. Il 30 marzo 1839 il Werder ricevette il comando della 5^ Brigata di Fanteria a Francoforte e il 7 aprile 1839 fu aggregato al Reggimento di Fanteria Leggera. Il 30 marzo 1840 fu promosso Maggior Generale e il 7 aprile 1842 trasferito a Stettino come comandante della 3^ Brigata di Fanteria. Per motivi di salute diede le dimissionI il 9 agosto 1842 e dopo il suo ritiro, il 1 ottobre 1846 il re Federico Guglielmo IV gli conferì il grado di Tenente Generale. Werder morì celibe il 15 giugno 1861 a Berlino e fu sepolto il 18 giugno 1861 nell’Invalidenfriedhof. Il suo comandante di divisione Georg von Hessen scrisse nella sua valutazione nel 1838: “Il suo comportamento morale, un comportamento molto nobile e dignitoso, ama molto i suoi subordinati, ha un buon effetto sul corpo degli ufficiali. Mantiene il reggimento in condizioni lodevoli, lodevole come comandante di brigata in linea”. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe
Cavaliere di III classe dell’Ordine dell’Aquila rossa di Prussia
Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo
Arc. 1552:Leopold von Gerlach in uniforme da Generale di Fanteria (Berlino, 17 settembre 1790 – Berlino 10 gennaio 1861). Era il figlio di Carl Friedrich Leopold von Gerlach (1757-1813) e di sua moglie Agnes, nata von Raumer (1762-1831). Suo padre fu sindaco di Berlino dal 1809 al 1813, poi presidente del governo e presidente della camera di guerra e di dominio della marca elettorale. Leopold entrò nell’esercito molto presto e prese parte alla battaglia di Auerstaedt nel 1806. Lo stesso anno fu fatto prigioniero di guerra. Ha poi studiato legge a Gottinga e Heidelberg. Dal 1813 al 1814 fu uno dei seguaci di Gebhard Leberecht von Blücher, poi nel 1815 tornò nello stato maggiore durante le guerre di liberazione contro Napoleone I. Nel 1826 divenne Aiutante di Campo del principe Guglielmo, futuro imperatore di Germania, di cui condivideva le visioni devote e conservatrici. Nel 1838 divenne Colonnello, poi capo di stato maggiore del 3° Corpo d’Armata, poi Maggior Generale nel 1844, Tenente Generale nel 1849 e infine Aiutante Generale (aiutante di campo) del re Federico Guglielmo IV. In questa posizione, fece parte delle forze reazionarie, sia politicamente che religiosamente. Si ritirò con il grado di Generale di Fanteria. Con il fratello Ernst Ludwig von Gerlach fu membro della Christlich-deutsche Tischgesellschaft, poi dei “Maikäferei” e infine del partito conservatore. I fratelli Gerlach erano tra i membri più influenti del partito e fecero anche parte del partito di corte (“Hofpartei”), più comunemente noto come “Kamarilla”, che cercò di influenzare Federico Guglielmo IV a favore di un ordine in Prussia e Germania basato sulle tradizioni cristiane. L’estremismo dei fratelli Gerlach portò il partito conservatore a molte divisioni interne. Leopold von Gerlach morì di influenza contratta durante i funerali di Federico Guglielmo IV. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schwartz & Co. – Berlin.
Arc. 2309:Theodor Alexander Viktor Ernst von Schoeler (Potsdam 22 marzo 1807 – Coburg 23 agosto 1894). Alexander era un figlio del generale prussiano di fanteria e direttore del dipartimento generale della guerra Moritz von Schoeler (1771–1855) e di sua moglie Eleonore, nata Burggräfin e contessa von Dohna-Lauck (1777–1855). Suo nonno paterno era il maggiore generale Johann Friedrich Wilhelm von Schoeler e suo nonno materno era il maggiore generale August Burggraf e il conte zu Dohna-Lauck. Suo zio, Friedrich von Schoeler, era un generale prussiano e cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera. Seguendo la tradizione di famiglia, Schoeler divenne ufficiale di carriera nell’esercito prussiano il 28 aprile 1824. Prima prestò servizio nel reggimento imperatore Franz Grenadier e a metà novembre 1825 fu promosso luogotenente. Da metà febbraio 1830 all’inizio di aprile 1833 fu aiutante di battaglione e poi aiutante di reggimento fino alla fine di giugno 1836. Nel 1838 fu assegnato al Comando Generale del Corpo delle Guardie. Schoeler divenne primo tenente nell’aprile 1841 e fu promosso Capitano il 13 aprile 1847 comandante di compagnia. In questa veste prese parte alla soppressione della rivoluzione a Berlino nel marzo 1848 e più tardi, durante la guerra contro la Danimarca nella battaglia vicino a Schleswig. Durante il suo comando come aiutante presso l’Alto Comando nelle Marche, Schoeler fu aggregato al suo reggimento alla fine di novembre 1849 e due anni dopo come aiutante al comando generale. Come Maggiore fu trasferito allo Stato maggiore del Comando di fanteria della guardia a metà giugno 1853. Alla fine del dicembre 1856 assegnato brevemente al comando generale del corpo direttivo, Schoeler fu incaricato il 4 aprile 1857 come capo di stato maggiore del VI Corpo d’Armata. Dopo la sua promozione a tenente colonnello, fu nominato capo del personale il 30 maggio 1857. Alla fine di maggio 1859 fu promosso colonnello e il 5 maggio 1860 gli fu affidato il comando del 12 ° reggimento di fanteria, da cui fu formato il 6 ° reggimento di fanteria di Brandeburgo all’inizio di luglio 1860. Schoeler fu comandante di reggimento fino al 19 dicembre 1863, dopodiché fu nominato comandante della 31a Brigata di fanteria e promosso a Maggiore Generale alla fine di giugno 1864. Nella guerra prussiano-tedesca, Schoeler entrò in Boemia nel 1866 con l’Elbarmee, sotto il comando del generale di fanteria Eberhard Herwarth von Bittenfeld, e si distinse nelle battaglie di Hühnerwasser e nella battaglia di Königgrätz. Su suggerimento di Bittenfeld gli fu affidato l’ordine Pour le Mérite dal re Guglielmo I. Durante la fase finale della campagna in Boemia, Schoeler assunse la guida dell’8a divisione di fanteria dal generale August Wilhelm von Horn il 21 luglio 1866 e fu promosso a tenente generale alla fine di settembre 1866. Dopo l’inizio della guerra franco-prussiana, la divisione di Schoeler fu riunita nell’area di Mannheim come parte del IV Corpo d’armata fino al 29 luglio 1870 e marciò in Francia attraverso Toul. Dopo l’inseguimento, l’8a divisione incontrò nuovamente il nemico il 30 agosto nella battaglia di Beaumont, il 1 settembre le truppe di Schoeler intervennero anche nella battaglia di Sedan e riuscirono a riconquistare il sobborgo perduto di Balan. Il 16 settembre, l’8a divisione raggiunse Nanteuil come ala destra della 3a armata e pochi giorni dopo prese parte all’assedio di Parigi. Oltre a entrambe le classi della Croce di Ferro, fu insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare Max Joseph. Con l’assegnazione dell’Ordine dell’Aquila Rossa di Prima Classe con Foglie di Quercia, Schoeler fu messo a disposizione ancor prima del trattato di pace del 22 aprile 1871, in approvazione della sua richiesta di dimissioni con pensione. Dopo la sua partenza gli fu conferito il grado di Generale di Fanteria. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Massimiliano Giuseppe
Cavaliere di I Classe con Foglie di Quercia dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Arc. 1911: Ludwig Wilhelm,principe di Bentheim e Steinfurt (1º agosto 1812 – 28 settembre 1890). Nacque a Burgsteinfurt, nell’allora elettorato di Brunswick-Lüneburg il 1º agosto 1812, primogenito del principe Alessio I di Bentheim e Steinfurt (1781-1866) e di sua moglie, la principessa Guglielmina di Solms-Braunfels (1793-1865), figlia del terzo principe di Solms-Braunfels, Guglielmo. Dal 1844, Luigi Guglielmo fu reso Rittmeister à la suite del reggimento reale hannoveriano Garde du Corps fino a levarsi al grado di maggiore nel 1849. Nel 1855, Luigi Guglielmo fu creato tenente colonnello, colonnello nel 1859, maggior generale nel 1862, e luogotenente generale nel 1879. Nel 1866, Luigi Guglielmo successe a suo padre come capo del casato principesco di Bentheim e Steinfurt. In quanto tale, diventò membro ereditario della camera dei signori prussiana e della Prima Camera della Dieta del Regno di Hannover. In seguito all’annessione dell’Hannover da parte della Prussia, Luigi Guglielmo fu al servizio come membro del consiglio provinciale westfaliano. Al principio del 1875, Luigi Guglielmo diventò membro della camera dei signori württemberghese. Ereditò il seggio dallo zio senza figli Ferdinando di Solms-Braunfels morto nel 1873. Dopo il 1884, Luigi Guglielmo era rappresentato al consiglio provinciale westfaliano a Stoccarda da suo figlio, Alessio. Luigi Guglielmo sposò la langravia Berta d’Assia-Philippsthal-Barchfeld, figlia maggiore di Carlo, langravio d’Assia-Philippsthal-Barchfeld e della sua prima moglie, la principessa Augusta di Hohenlohe-Ingelfingen, il 27 giugno 1839 nel castello di Barchfeld. Fotografia CDV. Fotografo: F. Brandt’s – Flensburg.
Arc. 1914:Karl Wilhelm August Theodor barone von Troschke (Berlino 13. marzo 1810 – Ebenda 11. febbraio 1876). Theodor era un membro della nobile famiglia baronale prussiana von Troshke e i suoi genitori erano il Maggior Generale prussiano Ernst von Troshke (1741 – 1809) e la sua terza moglie Juliane Henriette Wilhelmine von Luck (1771 – 1826) sorella del Generale di Fanteria prussiano Hans von Luck (1775 – 1859). Troschke iniziò la sua carriera nel 1820 come cadetto a Potsdam e come tale si trasferì a Berlino nel 1823. Fu promosso Sottotenente nel 1827e fu assegnato alla Brigata di Artiglieria delle Guardie. Dal 1833 al 1836 frequentò la Scuola Generale di Guerra e dal 1837 al 1839 all’Ufficio Topografico. Nel 1839 fu promosso Tenente nella 4^ Brigata di Artiglieria, nel 1840 fu assegnato per alcuni mesi al Dipartimento di Pionieri delle Guardie, nel 1841 all’Ufficio Topografico e quindi allo Stato Maggiore Generale. Nel 1842 fu promosso Capitano di Stato Maggiore del 3° Corpo d’Armata e nel 1846 Maggiore nel 1° Corpo. Nel 1848 divenne comandante di dipartimento della 2^ Brigata di Artiglieria e nel 1853 ottenne la promozione a Tenente Colonnello comandante del 1° Reggimento Artiglieria. Nel 1854 fu promosso Colonnello e nel 1858 era Maggior Generale. Nel 1859 venne insignito della Croce di II Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa e nel 1860 divenne membro della commissione d’esame per i primi Tenenti di Artiglieria. Nel 1860 ricevette la Croce di Commendatore di 1^ Classe dell’Ordine Guelfo di Hannover e la croce di Gran Commendatore Onorario dell’Ordine della Camera di Oldenburg. Nel 1862 divenne membro della Commissione Generale dell’Ordine e nel 1863 fu promosso Tenente Generale. Troschke andò in pensione nel 1865 e in questa occasione ricevette la Croce di Commendatore dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern. Rimase comunque membro votante del Comitato Generale di Artiglieria e della Commissione generale dell’Ordine. Nel 1867, con l’approvazione reale, fu nominato dalla città di Gartz come candidato al parlamento della Confederazione della Germania settentrionale. Troscke rimase attivo come autore editoriale storico-militare per tutta la vita. Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere di II Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
1859
Commendatore di I Classe dell’Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover)
1860
Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern
1865
Arc. 2684: Tenente Generale in grande uniforme. Fotografia CDV. Fotografo: H. Thomas – Coblenz.
Arc. 2319:Wilhelm von Malachowski und Griffa (Oppeln, 14 luglio 1815 – Breslau, 4 April 1872) in gran montura da Maggior Generale. Wilhelm era figlio del Tenente Generale prussiano Karl von Malachowski e Griffa (1783-1844) e della sua prima moglie Amalie Sylvia, nata von Ziemietzky (1786-1826). Fotografia CDV. Malachowski frequentò le case dei cadetti a Potsdam e Berlino. Fu quindi trasferito al 31° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano a Erfurt il 7 agosto 1832 come Sottotenente. Dall’ottobre 1838 al giugno 1840 frequentò la Scuola Generale di Guerra per ulteriore addestramento. Dal settembre 1840 fu incaricato per due mesi di prestare servizio nella Compagnia Pionieri a Magonza e dal 4 febbraio 1841 nel Corpo dei Cadetti. A metà aprile 1845, Malachowski fu promosso primo Tenente. Durante le esercitazioni autunnali, il 7 agosto 1846 fu comandato al servizio del battaglione Garde Jäger e il 7 agosto 1849 al reggimento di artiglieria della Guardia. Dopo essere stato trasferito al 19° Reggimento di Fanteria il 25 settembre 1849, divenne Capitano e comandante di compagnia a metà novembre 1850. Nel 1855 Malachowski ricevette l’ordine di eseguire dei test con il fucile Minié presso la fabbrica di fucili di Spandau e l’anno successivo prese parte a test simili a Breslavia. Fu promosso Maggiore il 9 gennaio 1858 e Tenente Colonnello il 18 ottobre 1861. Il 18 dicembre 1864 fu nominato comandante del 3° Reggimento di Fanteria dell’Alta Slesia n. 62 a Ratibor e in questa posizione divenne Colonnello il 18 giugno 1865. L’anno successivo Malachowski prese parte alla guerra austr-tedesca. In occasione della festa religiosa, Malachowski ricevette l’Ordine della Corona di terza Classe nel gennaio 1867 e l’anno successivo l’Ordine dell’Aquila Rossa di terza Classe. Sotto la posizione à la suite del suo reggimento, fu nominato comandante della 21^ Brigata di Fanteria di stanza a Breslavia il 9 giugno 1868 e promosso a Maggiore Generale il 3 luglio 1868. Durante la guerra contro la Francia del 1870, Malachowski guidò la sua grande unità nel bombardamento di Pfalzburg, nell’accerchiamento di Parigi e nelle battaglie a L’Haÿ, Chevilly, Champigny e Brie. Per il suo impegno ricevette la Croce di Ferro di II Classe. Malachowski morì a Breslavia il 4 aprile 1872. Il 1 gennaio 1870, il suo comandante generale, Wilhelm von Tümpling, disse in una valutazione: “Sotto ogni aspetto, è un ottimo comandante di brigata e lo ha dimostrato in ogni occasione e con risultati pratici nel corso dell’anno”. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2307: Karl Johann Phänomen von Alvensleben (Berlino 18 marzo 1807 – Potsdam 16 aprile 1877). Era il tezo figlio di Ludwig Friedrich von Alvensleben (1762 – 1820) e di sua moglie Henriette Eleonore von Hake (1772 – 1835). sua padre era un ufficiale di cavalleria prussiano del Reggimento Gensdarmes e fu dimesso nel 1806 dopo la sconfitta da parte dei francesi e lo scioglimento del reggimento. Alvensleben su diplomò al Friedrich Wilhelm Gymnasium di Neuruppin e si unì al 1° Reggimento della Guardia nell’esercito prussiano l’11 aprile 1824. A metà aprile 1827 fu promosso Tenente in seconda e fu destinato alla fabbrica di fucili di Potsdam dal 1842 al 1844. All’inizio del 1848 fu promosso Capitano e comandante della compagnia. Con la promozione a Maggiore, il 9 maggio 1854, avvenne il trasferimento come vice comandante al 3° Battaglione del 3° Reggimento Guardie Landwher. Dal 14 aprile 1857 divenne comandante del 1° Battaglione del 2° Reggimento Guardie e quando il reggimento fu aggregato, Alvensleben divenne comandante del contingente prussiano a Francoforte sul Meno alla fine del 1859 e fu promosso Colonnello a metà ottobre 1861. Il 13 marzo 1862 fu nominato comandante del 2° Reggimento Fanteria della Westfalia e alla sua testa prese parte alla battaglia di Missunde e al passaggio ad Alsen nel 1864 durante la guerra contro la Danimarca. In riconoscimento dei suoi successi, fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Rossa a metà agosto 1864 e con l’Ordine di Ferro di II classe nel febbraio 1865. L’11 ottobre, per motivi di salute, fu messo a disposizione con il grado di Maggior Generale. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere di II Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Croce di Ferro di II classe
Arc. 2308:Otto Bernhard von Schkopp (Polssen 5 febbraio 1817 – Wiesbaden 8 ottobre 1904). Bernhard era figlio dell’ex capitano del Reggimento dragoni “von Brüsewitz” e ispettore telegrafico a Paderborn, Heinrich Gotthard Bogislav von Schkopp (1782-1852) e di sua moglie Wilhelmine Elisabeth, nata von Hanff. Frequentò il Joachimsthalsche Gymnasium di Berlino e studiò teologia a Bonn e Berlino. A Bonn divenne membro del Corps Rhenania nel 1836. Il 1 aprile 1840 si unì al 13° Reggimento di Fanteria come fuciliere, fu trasferito al 37° Reggimento di Fanteria come Sottotenente nel 1841 e prestò servizio come Aiutante di reggimento dal 1843 al 1847. Il 5 agosto 1843 fu trasferito al 25° Reggimento Fanteria e nel 1848 fu nominato Aiutante del Comando Generale dell’VIII Corpo d’Armata. Il 16 gennaio 1849, pur rimanendo in questo comando, fu promosso primo Tenente nel 30° Reggimento Fanteria, nel 1852 Capitano nel 36° Reggimento Fanteria. Nel 1856 divenne comandante di compagnia nel 35° Reggimento Fanteria si arruolò nel Grande Stato Maggiore Generale, nel gennaio 1858 passò allo Stato Maggiore Generale dell’11° Divisione. Nel marzo 1858 il Maggiore Schkopp divenne comandante del 2° Battaglione del 1° Reggimento di Fanteria Posen, poi comandante di Battaglione nel 3° Reggimento di Fanteria di Posen e il 18 ottobre 1861 fu promosso Tenente Colonnello. Nell’agosto 1864 fu trasferito all’Ufficio di Guerra come capo dipartimento e fu promosso Colonnello il 18 giugno 1865. Nella campagna contro l’Austria nel 1866 fu comandante del reggimento di fanteria di riserva della Pomerania nel 2° Corpo d’Armata di riserva. Il 4 aprile 1867 fu nominato comandante del 6° Reggimento di Fanteria renana. Dal giugno 1869 fu un Maggior Generale e comandante della 44^ Brigata di Fanteria. Prese parte alla guerra franco-prussiana, fu alla battaglia di Wörth e a Parigi come capo della 22^ Divisione. Durante l’assedio di Parigi fu comandante della 21^ Divisione. Premiato con entrambe le classi della Croce di Ferro, Schkopp fu nominato comandante della 27^ Brigata di Fanteria dopo il trattato di pace del 17 giugno 1871. Il 12 aprile 1873 venne nominato comandante della 31^ Divisione e in questa veste fu promosso Tenente Generale il 2 settembre 1873. Il 26 gennaio 1878 divenne governatore di Strasburgo. In considerazione della salute della moglie, Schkopp diede le dimissioni nella primavera del 1881. Questo gli fu approvato il 12 marzo 1881, con il contestuale conferimento del grado di Generale di Fanteria. Fotografia CDV. Fotografo: F. Haarstick – Düsseldorf.
Arc. 1568: Tenente Generale in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1688:Friedrich Wilhelm Georg Ernst Prinz von Preußen (Düsseldorf, 12 febbraio 1826 – Düsseldorf 2 maggio 1902). Il principe Giorgio nacque a Düsseldorf, il figlio più giovane del principe Federico di Prussia, nipote di Federico Guglielmo II di Prussia. Sua madre era la principessa Guglielmina Luisa di Anhalt-Bernburg, unica figlia sopravvissuta di Alessio Federico Cristiano, duca di Anhalt-Bernburg. Trascorse la sua giovinezza sul Reno vicino al castello Jägerhof, dove era di stanza suo padre. Viaggiò spesso in Gran Bretagna, Francia e Italia, scoprendo arte e letteratura. Nonostante la tradizione della famiglia Hohenzollern, il principe Giorgio non mostrò alcuna inclinazione alla carriera militare; inoltre, sebbene i suoi primi talenti musicali iniziassero a svilupparsi molto bene, divenne ufficiale militare nel 1836; nel 1861 fu a capo dei Lancieri di Pomerania e nel 1866 fu Generale di Cavalleria. Durante la guerra austro-prussiana nel 1866, Giorgio portò il suo reggimento in battaglie contro l’Austria e combatté anche nella guerra franco-prussiana dal 1870 al 1871. Nel 1850 si recò a Berlino, dove il principe frequentò il salotto di Minna von Tresckow. Fu lei a incoraggiarlo a pubblicare le sue opere. Nel 1872 pubblicò in forma anonima la sua autobiografia “Foglie gialle”, ma non erano disponibili ulteriori approfondimenti sulla sua privacy. Quando fu costituita l’Associazione generale della letteratura tedesca, nel 1873 fu protettore del Museo storico della città di Düsseldorf. Nello stesso anno diventò presidente dell’Accademia delle Scienze senza fini di lucro. Alla sua morte, avrebbe lasciato in eredità la sua vasta biblioteca di circa 6.000 titoli alla Biblioteca universitaria di Bonn. Il principe Giorgio era di natura modesta e riservata e si preoccupava poco dello vita mondana richiesta dalla società reale. Di conseguenza, partecipò raramente, alle feste di corte e alle funzioni statali; George si teneva anche accuratamente lontano dalla politica e vedeva poco i suoi parenti, tranne che a cene puramente private e familiari. Scelse invece di dedicarsi all’arte e alla letteratura. George spesso si divertiva a visitare librerie di seconda mano e frugare tra i loro contenuti in cerca di tesori letterari. Di conseguenza, raccolse un gran numero di libri che hanno riempito il suo palazzo in Wilhelmstrasse a Berlino. Il principe scrisse molte delle sue opere in quello che si diceva fosse un ottimo francese, spesso sotto pseudonimi; di conseguenza, il pubblico di molti dei suoi spettacoli non sapeva che dietro di loro c’era un principe prussiano. Prima della guerra franco-prussiana, il principe Giorgio era molto vicino a molti scrittori, poeti e altre figure letterarie francesi come Alexandre Dumas; molti di loro si riunivano ogni anno a Ems con il principe per discutere di argomenti artistici. Dopo la guerra, tuttavia, le frizioni prussiane e francesi aumentarono e Giorgio trovò difficile conciliare i suoi piaceri privati con le opinioni della sua famiglia. Smise di viaggiare a Parigi e infatti non mise piede sul suolo francese per molti anni. Nonostante la distanza, il principe Giorgio si sforzò di seguire da vicino la scena letteraria a Parigi da allora in poi, e i suoi conoscenti rimasero spesso scioccati da quanto bene sapesse cosa stava accadendo artisticamente in Francia. Un contemporaneo di George in seguito osservò che, sebbene gli piacesse dilettarsi con la poesia, “i suoi sforzi furono apprezzati meglio nella cerchia della corte, dove sono stati rappresentati alcuni dei suoi pezzi, che nel mondo esterno”. Il principe Giorgio morì il 2 maggio 1902 a Berlino. A quel tempo, era il membro vivente più anziano della Casa degli Hohenzollern. Dopo la sua morte la sua salma fu portata al castello Rheinstein, che aveva ereditato nel 1863 con il suo unico fratello il principe Alexander e per il quale aveva sempre nutrito una predilezione; il 9 maggio 1902 fu sepolto nella cappella del castello. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2307:Eduard August von Brauchitsch (Lindenau, 12 marzo 1798 – Wiesbaden, 29 novembre 1869). Eduard proveniva dall’antica famiglia nobile slesiana von Brauchitsch. Era il figlio di Karl von Brauchitsch (1755-1839) e di sua moglie Adolfine, nata von Oertzen (1770-1844). Suo padre era scudiero prussiano del Kurmark, nonché signore di Wensöwen, Sidden e Chogow. Proveniente dal corpo dei cadetti, Brauchitsch si arruolò nell’esercito prussiano il 26 aprile 1815 come sottotenente nel 2° Reggimento delle Guardie a piedi. Dall’ottobre 1819 al settembre 1822 completò la Scuola Generale di Guerra e successivamente fu promosso Primo Luogotenente. Nell’ulteriore corso della sua carriera militare, Brauchitsch prestò servizio come Aiutante del re Federico Guglielmo III dall’agosto 1838 fino alla sua morte. Promosso Colonnello il 10 maggio 1848, fu comandante del 31° Reggimento di Fanteria dal 5 agosto 1848 e fu incaricato della Brigata di Fanteria della 3^ Divisione per tutta la durata della campagna di Baden del 1849. Per i suoi successi ricevette la Croce di Commendatore, di Prima Classe, dell’Ordine del Leone Zähringer. Dal 4 maggio 1850 al 4 novembre 1851 Brauchitsch comandò il 1 ° Reggimento delle Guardie a piedi, poi assunse il comando della 2^ Brigata Landwehr delle Guardie e divenne Maggior Generale il 23 marzo 1852. Negli anni a venire ebbe vari incarichi come comandante di brigata fino a quando fu finalmente nominato comandante della 2^ Divisione il 14 febbraio 1857. Poco dopo, il 9 aprile 1857, fu promosso Tenente Generale e, pur mantenendo il comando, nominato Aiutante Generale del re. Dal 1 luglio 1860 Brauchitsch venne nominato governatore del Lussemburgo. Promosso il 25 giugno 1864 a General di Fanteria, fu insignito dell’Ordine della Corona, Prima Classe, il 26 aprile 1865 in occasione del suo 50° anniversario di servizio. Brauchitsch fu sollevato dalla sua posizione in Lussemburgo il 24 agosto 1867. Servì come Presidente della Commissione Generale dell’Ordine. Brauchitsch fu dal 1856 come cavaliere dell’Ordine di San Giovanni nel Balley Brandeburgo. La sua tomba si trova nel cimitero degli invalidi di Berlino. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 3293:Karl Konrad Louis von Hanenfeldt in grande uniforme da Tenente Generale (Labiau, 23 Novembre 1815 – Dresden, 18 Maggio 1888). Louis von Hanenfeldt proveniva da un’antica famiglia baltica ed era figlio di Leopold Konrad Konstantin von Hanenfeldt (Poduren, 14 giugno 1775 – Labiau, 3 luglio 1828) e di sua moglie Luise, nata von Rogalla (4 novembre 1780 – Königsberg, 9 maggio 1873). Hanenfeldt fu cadetto a Kulm dal 16 maggio 1827 e poi si trasferì all’Accademia di Berlino nell’agosto 1829. Da lì fu trasferito al 1° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano come Sottotenente il 7 agosto 1832. Per ulteriore addestramento fu assegnato all’Accademia Generale di Guerra dal novembre 1832 all’ottobre 1836 e dall’ottobre 1840 alla metà di giugno 1841. Nel frattempo fu insegnante presso la scuola di divisione della 1^ Divisione dal settembre 1838 al 30 giugno 1840. Negli anni successivi seguirono altri incarichi, prima come educatore presso l’Accademia Militare di Berlino, poi al dipartimento topografico del Grande Stato Maggiore Generale e al Grande Stato Maggiore Generale. Hanenfeldt venne trasferito qui e promosso Tenente il 27 marzo 1848. Tre mesi dopo fu trasferito allo Stato Maggiore del II Corpo d’armata a Stettino e promosso Capitano il 6 gennaio 1849. Nell’aprile 1853 Hanenfeldt ottenne il permesso di prendere parte ad una spedizione francese ad Algeri. Tornò quindi al suo vecchio incarico, divenne Maggiore il 18 giugno 1853 e fu trasferito nuovamente allo Stato Maggiore il 28 marzo 1854. Dalla metà di maggio 1855 alla fine di gennaio 1857 fece parte dello Stato Maggiore della 13^ Divisione a Münster e poi dello Stato Maggiore del 1° Corpo d’Armata a Königsberg. L’8 gennaio 1858 passò al servizio militare come comandante di battaglione nel Reggimento di Fanteria n. 21, dove fu promosso Tenente Colonnello il 22 maggio 1858. Il 18 gennaio 1859 Hanenfeldt ritornò allo Stato Maggiore come caporeparto, dove rimase fino al 28 ottobre 1859, quando fu trasferito come Capo di Stato Maggiore del II Corpo d’Armata. Fu promosso Colonnello del II Corpo d’Armata il 1 luglio 1860; In questa carica gli fu conferito anche l’Ordine della Corona di III Classe e Croce di Commendatore dell’Ordine di Sant’Olav. Dal 5 marzo 1863 fu comandante del Reggimento Granatieri n. 11. Fu nominato à la suite il 13 agosto 1864 e contemporaneamente fu nominato comandante della 21^ Brigata di Fanteria e promosso Maggior Generale il 18 aprile 1865. Come tale prese parte alla battaglia di Königgrätz nel 1866 durante la guerra contro l’Austria. La sua brigata catturò 35 cannoni e riuscì a fare più di 2.000 prigionieri. Per questo, Hanenfeldt ricevette il più alto riconoscimento prussiano al coraggio, l’Ordine Pour le Mérite, il 20 settembre 1866. Dopo la fine della guerra, fu nominato comandante della 2^ Divisione il 30 ottobre 1866 e promosso Tenente Generale il 18 aprile 1867. Il 21 aprile 1868 ricevette la Stella dell’Ordine dell’Aquila Rossa di 2^ classe, e gli fu assegnata una pensione. Durante la guerra franco-prussiana, dal 23 luglio 1870 fu promosso come vicecapo di Stato Maggiore dell’esercito. Hanenfeldt fu sollevato da questo incarico il 23 maggio 1871. Poco dopo gli fu conferita la Croce di Gran Commendatore dell’Ordine al Merito Militare Bavarese. Il 19 maggio 1860 Hanenfeldt sposò Friederike Magdalene von Hanenfeld (Sunzel, 26 agosto 1834 – Dresden, 6 aprile 1909), figlia del giudice amministrativo Johann von Hanenfeld, che aveva acquistato il castello di Sunzel nel 1851. Dal matrimonio nacquero due figli, Friedrich (nato il 20 maggio 1861) e Luise (nata il 2 novembre 1862). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. Koeln.
Arc. 3417: Wilhelm V von Wied in gran montura da Generale (Neuwied, 22 agosto 1845 – Neuwied, 22 ottobre 1907) fu principe della Casata di Wied dal 1864 al 1907. Guglielmo era il figlio secondogenito di Ermanno di Wied (1814–1864, figlio a sua volta di Giovanni Augusto Carlo, ultimo principe territoriale di Wied), e di sua moglie Maria di Nassau (1825–1902), figlia del duca Guglielmo di Nassau e della sua prima moglie, Luisa di Sassonia-Hildburghausen. Per parte di madre egli era discendente di Giorgio II di Gran Bretagna. Durante la Guerra austro-prussiana nel 1866 egli venne nominato Luogotenente Generale nello staff della 2ª armata prussiana e durante il 1870-71 prese parte anche alla Guerra franco-prussiana sempre tra le file della Germania. Tra il 1893 ed il 1897 fu commissario imperiale e capo militare delle infermiere volontarie nell’esercito. Nel 1893 fu inoltre nominato Generale di Fanteria. A livello politico, Guglielmo fu uno strenuo sostenitore della politica coloniale dell’Impero di Germania, distinguendosi però tra il 1891 ed il 1892 come consigliere nella commissione di governo contro lo schiavismo. Nel 1897 divenne membro del Consiglio Coloniale il che gli permise di indire esplorazioni nel continente africano e dal 1898 al 1901 fu cofondatore e presidente della lega marittima tedesca. Tra il 1875 ed il 1886 egli fu Maresciallo della Provincia del Reno al parlamento tedesco e fu a capo del parlamento provinciale locale per due mandati, dal 1888 al 1894 e dal 1899 al 1901. Dal 1878 divenne anche membro del senato prussiano, del quale fu presidente dal 1897 al 1904. Guglielmo sposò il 18 luglio 1871 a Wassenaar, la principessa Maria d’Orange-Nassau (1841–1910), figlia minore del principe Federico d’Orange-Nassau (1792–1839), figlio secondogenito di Guglielmo I dei Paesi Bassi e di sua moglie, la principessa Luisa di Prussia (1808–1870), figlia di Federico Guglielmo III di Prussia. Fotografia CDV. Fotografo: H. Koch – Neuwied.
Onorificenze
Onorificenze tedesche
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila rossa (Impero tedesco)
Cavaliere di I Classe dell’Ordine della Corona di Prussia
Gran Commendatore dell’Ordine Reale di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo (Impero Tedesco)
Croce di ferro di I classe
Cavaliere di Gran Croce con gemme dell’Ordine della Corona Wendica
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco Bianco
Cavaliere di Gran Croce della Corona del Württemberg (Württemberg)
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona di Quercia (Lussemburgo)
Cavaliere dell’Ordine del Leone d’Oro di Nassau (Lussemburgo)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Norvegese di Sant’Olav (Norvegia)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella di Romania (Romania)
Arc. 2688: Walther von Cronegh in uniforme da Maggior Generale comandante della 2^ Brigata di Fanteria della Guardia. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Arc. 2513: Maggior Generale in grande uniforme. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schmidt – Erfurt.
Arc. 2685:Friedrich Julius Wilhelm Graf von Bose (Sangerhausen 12 settembre 1809 – Hasserode 22 luglio 1894). Julius proveniva dalla famiglia von Bose ed era figlio del Rittmeister sassone Ernst Gottlieb von Bose (Ellingshausen 9 novembre 1772 – Engelsburg 6 gennaio 1845) e di sua moglie Johanna Sophie Friederike, nata Lüttich (1781 – 1855) . Bose fu paggio alla corte di Weimar dal 1821 e si unì al 26° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano come moschettiere nel 1826. Divenne Sottotenente nel 1829 e frequentò la Scuola generale di guerra dal 1832 al 1835. Dal diploma alla scuola di guerra fino al 1852 fu aiutante, da ultimo nel comando generale del IV Corpo d’Armata. In seguito fu comandante di compagnia nel 27° Reggimento di Fanteria per circa un anno e fu trasferito allo Stato maggiore come Maggiore nel 1853. Nel 1858 divenne Capo di Stato Maggiore del IV Corpo d’Armata. Dopo aver guidato il 40° Reggimento Fucilieri Hohenzollern come Colonnello dal 1860, fu nominato al ministero della Guerra nel 1861 e difese con grande energia la posizione del governo durante i negoziati nel Landtag. Bose venne promosso Maggior Generale dal 1864. Nella guerra tedesca del 1866 guidò in modo eccellente la 15^ Brigata di Fanteria. Nella battaglia vicino a Podol, avanzò le sue truppe, fucile in mano, per l’attacco notturno. Prese parte alle battaglie di Münchengrätz, Königgrätz, Göding, Holitsch e Blumenau. Dopo l’accordo di pace, Bose fu promosso Tenente Generale e comandante della 20^ Divisione ad Hannover. Secondo A. K. O. del 26 giugno 1869, gli fu concesso il diritto di indossare l’uniforme à la suite del 31° Reggimento di Fanteria a Erfurt. Quando scoppiò la guerra franco-prussiana, fu nominato comandante generale dell’XI Corpo d’Armata. Il 6 agosto 1870, Bose fu ferito due volte nella battaglia di Wörth non potendo tornare alla testa delle sue truppe fino al 1871. Per i suoi servizi in questa guerra ricevette una premio di 100.000 talleri. Nel 1873, Bose fu nominato Generale di Fanteria e comandante del 31° Reggimento di Fanteria, che prese il suo nome dalla sua morte. Nell’ottobre 1876 ricevette la cittadinanza onoraria della città di Kassel. Il 6 aprile 1880 Bose fu elevato al grado di conte e lasciato nella sua posizione di comandante del 31° Reggimento di Fanteria con una pensione. Fotografia CDV. Fotografo: Der Photographischen Gesellschaft – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere di III Classe con stella dell’Ordine imperiale della Corona ferrea
15 giugno 1852
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine austriaco imperiale di Leopoldo
19 dicembre 1863
Cavaliere di II Classe dell’Ordine imperiale di Sant’Anna (Impero russo)
11 giugno 1864
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
20 ottobre 1866
Croce di Ferro di II classe
1866
Cavaliere dell’Ordine al Merito militare del Württemberg
18 marzo 1871
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine austriaco imperiale di Leopoldo
10 luglio 1873
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa
12 settembre 1874
Cavaliere dell’Ordine imperiale di Sant’Aleksandr Nevskij (Impero russo)
24 giugno 1875
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
8 ottobre 1876
Gran Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern
8 gennaio 1878
Arc. 446:Friedrich Julius Wilhelm Graf von Bose (Sangerhausen 12 settembre 1809 – Hasserode 22 luglio 1894). Fotografia CDV. Fotografo: Der Photografischen Gesellschaft – Berlin.
Arc. 1769:Friedrich Julius Wilhelm Graf von Bose (Sangerhausen 12 settembre 1809 – Hasserode 22 luglio 1894). Fotografia CDV. Fotografo: C. Schwartz & Co. – Berlin.
Arc. 1512:Friedrich Julius Wilhelm Graf von Bose (Sangerhausen 12 settembre 1809 – Hasserode 22 luglio 1894). Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlin.
Arc. 1314: Maggior Generale in grande uniforme. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Arc. 3145:Hermann Friedrich Karl von Gansauge (Groß Möringen, 21 aprile 1798 – Berlin, 15 febbraio 1871). Hermann era figlio di Christoph Friedrich August von Gansauge (1768-1810) e di sua moglie Wilhelmine Amalie, nata Henckel von Donnersmarck (1777-1847). Suo padre era locatario di Groß Möringen e canonico a Magdeburgo nel monastero di San Sebastiano. I suoi genitori divorziarono il 15 giugno 1804 e la madre sposò poi Hans Karl von Tresckow (1779-1845), i cui figli Udo (1808-1885) e Bernhard (1805-1878) divennero generali prussiani. Ganauge ricevette la sua istruzione presso il Kloster-Gymnasium di Magdeburgo. Dopo l’appello del re “al mio popolo”, Gansauge lasciò segretamente la scuola e voleva entrare al servizio prussiano, ma fu respinto. Entrò quindi al servizio russo il 3 marzo 1813 e si unì ai cosacchi del Don. Sotto Bichalow prese parte alle campagne primaverili e autunnali del 1813. Dopo la Battaglia delle Nazioni, entrò al servizio prussiano il 18 novembre 1813 e divenne un cacciatore volontario nel Reggimento Dragoni “Königin”. Combatté nelle battaglie di Großbeeren, Dennewitz, Lipsia, Wavre e Waterloo. Partecipò anche alle battaglie di Mühlberg, Luckau, Zahna e Jüterbog, Hoogstaeten, St. Denis e Aubervilliers e all’assedio di Maubeuge. Per il suo comportamento coraggioso a Hoogstraaten fu trasferito al 1° Reggimento di Cavalleria della Pomerania Landwehr come Sottotenente il 21 febbraio 1814, ma già il 18 giugno 1814 entrò in il 2° Reggimento di Cavalleria della Pomerania Landwehr. Dopo la guerra fu aggregato al Reggimento Corazzieri di Brandeburgo il 27 febbraio 1816. Nel 1818, per colmare le lacune scolastiche, ricevette un congedo di due anni, che usò per seguire corsi di storia e scienze naturali all’Università di Berlino. Ebbe così tanto successo che il 17 settembre 1822 fu assegnato per un anno alla casa dei cadetti di Berlino come insegnante e fu promosso primo Luogotenente a metà giugno 1823. Fu poi aggregato il 21 agosto 1829 come Capitano al 7° Reggimento Corazzieri e il 2 settembre 1829 al 2° Reggimento Corazzieri. Per ampliare le sue conoscenze, partecipò a un viaggio al sud con i principi Biron di Curlandia e ìl 30 marzo 1831 fu aggregato al 2° Reggimento Guardie Ulani. Fu solo il 30 marzo 1831 che ricevette la licenza di Capitano e dal 1832 Gansauge pubblicò una serie di pubblicazioni militari. Fu poi comandato il 18 maggio 1832 per un anno alla Brigata Artiglieria delle Guardie e il 4 aprile 1835 allo Stato Maggiore Generale. Anche in riconoscimento dei suoi successi come scrittore, il 19 maggio 1836 fu nominato membro della Commissione di studio militare e allo stesso tempo insegnante presso la Scuola Generale di Guerra. Fu promosso Maggiore il 7 aprile 1842 e sollevato dal comando di insegnante il 25 ottobre 1842. Il 21 marzo 1848 si dimise da comandante di Squadrone nel 4° Reggimento Corazzieri. Durante i disordini in Polonia, Gansauge prese parte alla battaglia di Milosalv nel 1848 e fu promosso ufficiale di stato maggiore a metà settembre 1849. Durante la repressione del Baden, combatté una battaglia vicino a Ladenburg e prese parte alla presa della fortezza di Rastatt. Dopo aver occupato la fortezza, ne fu nominato comandante il 10 settembre 1849. Fu promosso Tenente Colonnello il 26 settembre 1850 e venne ancora assegnato al 6° Reggimento Corazzieri il 4 febbraio 1851 prima di passare, il 22 febbraio 1851, come comandante al 2° Reggimento Ulani. Lì fu promosso Colonnello il 13 novembre 1851 e dal 17 marzo 1853 al 12 luglio 1854 fu comandante del 1° Reggimento Corazzieri e poi comandante della 15° Brigata di Cavalleria. Il 12 luglio 1855 fu promosso Maggior Generale e il 12 novembre 1855 fu nominato comandante della Fortezza di Colonia. In questa posizione ottenne il grado di Tenente Generale alla fine di maggio 1859 e dalla fine di dicembre 1859 ricevette lo stipendio annuo di 4000 talleri. Alla fine di maggio 1860 fu insignito della Stella dell’Ordine dell’Aquila Rossa II Classe con Foglie di Quercia. Fu anche insignito del Commendatore dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern. Si trasferì a Berlino, dove si dedicò interamente ai suoi studi e intraprese lunghi viaggi attraverso l’Europa. Ganauge morì a Berlino il 15 febbraio 1871 e fu sepolto tre giorni dopo nell’Invalidenfriedhof vicino a Scharnhorst. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Gran Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern
Cavaliere di II Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia
Arc. 2743:Heinrich Rudolf Ferdinand August Alexander von Horn (Danzig, 18 giugno 1798 – Potsdam, 20 maggio 1863). All’inizio delle guerre di liberazione, Horn frequentò la casa dei cadetti a Berlino e alla fine di aprile 1815 fu trasferito all’8° Reggimento Fanteria Leggera dell’esercito prussiano come Sottotenente alla fine di aprile 1815. Con il reggimento partecipò alle battaglie di Ligny e Wavre e all’occupazione della capitale francese durante la campagna estiva. Decorato con la Croce di Ferro II Classe e l’Ordine di San Vladimir IV Classe, Horn fu nominato Aiutante nel Landwehr Magdeburg il 23 aprile 1816 alla fine della guerra. Dalla fine di marzo 1818 fu Aiutante della brigata a Münster per due anni. Fu promosso Primo Tenente E Aiutante della 16^ Brigata di Fanteria a Treviri e il 30 marzo 1822. Quattro anni dopo fu trasferito a Erfurt come Aiutante dell’8^ Divisione e Horn fu promosso Capitano nel marzo 1827. Aggregato al 32° Reggimento di Fanteria il 30 marzo 1830, venne trasferito al 27° Reggimento di Fanteria come comandante di compagnia il 30 marzo 1831. Dal 30 marzo 1837 al 27 luglio 1841 fu a Jülich e ottenne il grado di Maggiore e comandante del 2 ° Battaglione nel 25 ° Reggimento Landwehr. Successivamente trasferito al 29° Reggimento di Fanteria, Horn fu inizialmente comandante del 1° Battaglione e da metà maggio 1846 del Battaglione Fucilieri. Il 27 marzo 1847 fu promosso Tenente Colonnello e il 13 maggio 1848 fu posto al comando del 36° Reggimento di Fanteria. Poco dopo, il 6 luglio 1848, fu nominato comandante del 25° Reggimento di Fanteria. Allo stesso tempo, dall’autunno 1848 alla primavera del 1849, a Horn fu anche affidata la gestione fu comandante a Bonn. Con una colonna mobile composta da fanteria, cavalleria e artiglieria, ristabilì l’ordine nei distretti di Wittlich, Bitburg e Prüm. Nel 1849, Horn guidò il suo reggimento nella soppressione della Rivoluzione del Baden nelle battaglie vicino a Rastatt e Kuppenheim. Il Granduca Leopoldo conferì quindi a Horn la Croce di Cavaliere dell’Ordine al Merito di Karl Friedrich. Il 19 novembre 1849 venne promosso Colonnello e dal 14 maggio 1850 al 16 aprile 1851 prestò servizio come comandante del 40° reggimento di fanteria e poi fino al 14 aprile 1852 come comandante di Minden per poi passare come comandante alla 12^ Brigata di Fanteria. Nella stessa veste fu dal 4 maggio 1852 al comando 24^ Brigata di Fanteria e venne promosso Maggior Generale il 22 marzo 1853. Il 22 ottobre 1856 ottenne il grado di Tenente Generale, gli venne conferito l’Ordine dell’Aquila rossa di II Classe e poco dopo venne messo in pensione. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere di II Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
22 ottobre 1856
Arc. 2684: Friedrich Gustav Graf von Waldersee (Dessau 21 luglio 1795 – Potsdam 15 gennaio 1864). Friedrich Graf von Waldersee era figlio di Franz Graf Waldersee, figlio del principe Leopoldo III di Anhalt-Dessau. Suo fratello era Franz Heinrich Graf von Waldersee. Waldersee iniziò la sua carriera militare nel 1812 come junker nel reggimento delle guardie a piedi e nel 1813 divenne Sottotenente. Come tale, prese parte alle Guerre di Liberazione e guadagnò la Croce di Ferro di II classe nella battaglia di Großgörschen. Nel 1827 fu comandante del dipartimento scolastico del reggimento e nel 1841 comandante del battaglione di fanteria di addestramento. Dal 9 marzo 1848 fu comandante ad interim del 1° Reggimento dei Granatieri della Guardia dell’Imperatore Alessandro. Con questo reparto partecipò alla soppressione della Rivoluzione di marzo a Berlino nel 1848 e nello stesso anno alla campagna contro la Danimarca. Waldersee ricevette l’ordine Pour le Mérite il 18 settembre 1848 per i suoi successi nella battaglia vicino a Schleswig. Nel 1849 comandò le truppe prussiane e sassoni nella soppressione della rivolta di maggio di Dresda. Nel 1850 era membro della Camera del Parlamento dell’Unione di Erfurt. Dal 1 maggio 1850 al 17 aprile 1851 fu il comandante del Corpo dei Cadetti. Divenne quindi comandante della 14^ Brigata Landwehr. Mantenne questo comando anche dopo la sua nomina il 15 maggio 1851 come rappresentante autorizzato presso la Commissione militare federale a Francoforte sul Meno. Il 3 gennaio 1852 fu nominato comandante della 14^ Brigata di Fanteria e il 22 marzo 1853 fu promosso a Maggiore Generale. In quanto tale, il 30 marzo, gli fu dato il comando supremo delle truppe federali di stanza a Francoforte sul Meno. Il 5 maggio 1854, Waldersee fu inizialmente incaricato di gestire gli affari del ministro della Guerra. Ha ricevuto la sua nomina a Ministro di Stato e della Guerra tre mesi dopo. Allo stesso tempo era anche capo del consiglio di amministrazione del Great Military Orphanage di Potsdam. Dopo essere stato promosso a Tenente Generale il 9 aprile 1857, si ritirò dal servizio attivo l’anno successivo il 6 novembre su sua richiesta con una pensione e fu messo a disposizione con il conferimento dell’Ordine dell’Aquila Rossa di Prima Classe con Foglie di Quercia. A causa delle cattive condizioni di salute rifiutò il comando di un Corpo d’Armata. In occasione del 50° anniversario del giorno della battaglia di Großgörschen, Waldersee fu insignito dell’Ordine della Corona di 1^ classe, il 2 maggio 1863. Fotografia CDV. Fotografo: A. & F. Zeuschners – Poznan.
Onorificenze
Cavaliere di I Classe con Foglie di Quercia dell’Ordine dell’Aquila Rossa
6 novembre 1858
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Croce di Ferro di II classe
18 settembre 1848
Cavaliere di I Classe dell’Ordine della Corona
2 maggio 1863
Arc. 713:Thilo Alexander von Trotha (Groβ Germersleben, 21 febbraio 1814 – Schkopau, 20 dicembre 1888). Thilo era figlio del capitano prussiano Otto von Trotha (1778–1862) e di sua moglie Wilhelmine, nata von Boden (1785–1873). Il Tenente Generale prussiano Ernst von Trotha (1819–1903) era il suo fratello più giovane. Trotha frequentòl’Accademia a Potsdam e Berlino. Il 10 agosto 1831 fu trasferito al 1° Reggimento Ulani della Guardia (Landwehr) dell’esercito prussiano. Con la promozione a Sottotenente, fu trasferito al 3° Reggimento Ussari a metà aprile 1833. Dopo un anno di comando dello squadrone di addestramento, Trotha fu promosso primo Tenente alla fine di febbraio 1845 e ricevette la Croce di Cavaliere dell’Ordine di Guelfo dal suo comandante di reggimento, re Ernesto Augusto I, nel giugno 1847. Nel 1848 lui e il suo reggimento presero parte alle battaglie vicino a Schleswig, Busdorf e Düppel durante la guerra dello Schleswig-Holstein. L’anno successivo Trotha e il suo reparto vennero impiegati per reprimere la rivoluzione nel Palatinato e nel Baden. Lì prese parte alla battaglia di Ladenburg e all’assedio e alla cattura di Rastatt. Promosso Capitano, divenne comandante del 2° squadrone a metà novembre 1849. In seguito, dal 16 maggio 1857 al 13 giugno 1859, fu ufficiale maggiore nel 1° Reggimento Ussari a Danzica. Trotha fu quindi incaricato di guidare il 6° Reggimento Ussari a Neustadt nell’Alta Slesia e fu nominato comandante del reggimento il 12 maggio 1860. In questa posizione fu promosso Colonnello entro la fine di giugno 1864. Trotha guidò il suo reggimento nella guerra contro l’Austria nella battaglia di Königgrätz nel 1866. Durante la campagna prestò servizio anche come capo della Divisione di Cavalleria del IV Corpo d’Armata. Per il suo comportamento, Trotha ricevette le spade dell’Ordine dell’Aquila Rossa di III Classe e fu nominato comandante della neonata 18^ Brigata di Cavalleria ad Atona il 30 ottobre 1866, con una posizione à la suite nel suo reggimento. Come tale, fu promosso a Maggior Generale a metà aprile 1867. Il 10 settembre 1868, Trotha ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa, di Seconda Classe con foglie di quercia e spade sull’anello, e gli fu assegnata una pensione legale. Trotha fu un cavaliere onorario dell’Ordine di San Giovanni e signore di Schkopau e Collenbey. Morì celibe. Fotografia CDV. Fotografo: F. Brandt – Flensburg.
Arc. 2313:Hermann von Alvensleben (Schochwitz, 10 aprile 1809 – Schochwitz, 8 gennaio 1887). Hermann apparteneva al casato degli Alvensleben, di origini sassoni e prussiane, che aveva dato il nome a numerosi vescovi, condottieri e statisti: uno di loro, Joachim I von Alvensleben, era stato amico dell’elettore sassone Federico il Saggio e fautore dell’avvento politico del protestantesimo in Germania. In verità suo padre non era un Alvensleben, bensì Helmuth Dichter (1740-1813), ricco mercante di stoffe, che nel 1807 aveva sposato la diciassettenne Maria Theresia Wöllner (1790-1809), vedova von Alvensleben già da tre anni ed erede al titolo di contessa von Alvensleben del ramo turingio e cadetto della famiglia. Sua madre morì dandolo alla luce e più tardi morirono anche i fratellastri di primo letto di questa, così che Hermann, pur avendo veramente sangue nobile nelle vene, si trovò erede del titolo e alla morte del padre venne adottato da Johann Friedrich Karl II von Alvensleben e dalla moglie Karoline von Hirschfeld (1783-1859) ed ebbe il diritto di assumere il cognome von Alvensleben e le sostanze del ramo cadetto turingio. Alvensleben intraprese la carriera militare presso la Kadettenanstalt di Berlino e nel 1827 venne integrato come effettivo (con il grado di Tenente) nell’esercito prussiano. Partecipò alla repressione dei moti del 1848 in Posnania, a Berlino e in Baden e partecipò alla Prima Guerra dello Schleswig sotto i generali von Wrangel e Eduard von Bonin. Contrariamente ai suoi fratellastri Constantin von Alvensleben, eroe della guerra franco-prussiana, e Gustav von Alvensleben, Hermann non ebbe una rapida carriera e solo nel 1858 giunse al grado di Colonnello. Nel 1866 partecipò alla Guerra austro-prussiana al comando della 1^ Divisione di Cavalleria nel corpo di cavalleria della prima armata come Maggior Generale. Promosso Tenente Generale ebbe il comando di un reggimento di cavalleria della guardia reale di Guglielmo I di Germania, dal quale fu creato cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Rossa. Dal 1867 al 1871 fu a capo della piazzaforte militare di Hannover, dove gli è stata dedicata la Alvenslebenstraße. Messo a riposo, passò gli ultimi anni della sua vita nella nativa Stochwitz. Nel 1841 aveva sposato Karoline von Kalitzsch (1814-1878), appartenente ad una famiglia della piccola nobiltà di campagna. Ebbero un solo figlio, Ludolf von Alvensleben, dal cui matrimonio con la baronessina Antoinette von (de) Ricou (1870-1950), nacque Ludolf-Hermann von Alvensleben, celebre generale delle Waffen-SS. Fotografia CDV. Fotografo: J. Giere – Hannover.
Arc. 2310:Franz Heinrich Georg Graf von Waldersee (Dessau 25 aprile 1791 – Breslau 16 gennaio 1873). Franz Heinrich Graf von Waldersee era figlio di Franz Anton Graf Waldersee (1763-1823) e di sua moglie Luise Karoline Kasimira Sophie, nata contessa von Anhalt (Halberstadt 3 settembre 1767 – Potsdam 4 aprile 1842). Suo fratello minore era il futuro tenente generale prussiano e ministro della guerra Friedrich von Waldersee (1795–1864). Waldersee entrò il 22 febbraio 1806 come Junker nel 1° Reggimento Dragoni “Re di Baviera” dell’esercito prussiano. Il 23 novembre 1812 divenne primo Tenente. Prese parte alla campagna nel 1813 come ufficiale di stato maggiore nel reggimento Guardie del Corpo e prese parte alle battaglie di Großgörschen, Bautzen, Großbeeren e Lipsia. Il 5 giugno 1815 fu promosso a Rittmeister e il 30 marzo 1819 a Maggiore. Dopo un lungo periodo di pace fu nominato capo del 3° reggimento Ulani il 21 settembre 1832 e il 25 settembre 1832 comandante di reggimento. Il 18 febbraio 1834, Waldersee fu trasferito al reggimento Guardie del Corpo come comandante. In questa posizione fu promosso Tenente Colonnello il 30 marzo 1834 e Colonnello il 30 marzo 1836. Il 25 marzo 1841 fu promosso al comando della 2^ Brigata di Cavalleria delle Guardie e il 7 aprile 1842 a Maggiore Generale. Il 14 febbraio 1848 fu promosso a comandante della Brigata di Cavalleria della Guardia e l’8 maggio 1849 a Tenente Generale. Dal 15 agosto 1856 al 14 agosto 1864 fu il comandante generale del 5° Corpo d’Armata a Posen, nel frattempo fu promosso Generale di Cavalleria il 18 settembre 1858. Waldersee abbandonò il corpo il 13 giugno 1859 e poi divenne governatore di Posen. Tra il 18 maggio 1864 e il 1° maggio 1870 fu governatore di Berlino e, durante l’assenza del Generale Feldmaresciallo Friedrich von Wrangel in occasione della guerra di Germania nel 1866, gli fu affidato l’incarico di comandante in capo nelle Marche. Il 2 maggio 1870, Waldersee fu messo a disposizione, lasciando il suo incarico come Comandante del 4° Reggimento dei Dragoni con una pensione. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schwartz – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero russo)
26 novembre 1834
Cavaliere di II Classe dell’Ordine imperiale di San Stanislao (Impero russo)
8 giugno 1838
Commendatore dell’Ordine della Corona del Württemberg
13 giugno 1838
Commendatore dell’Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover)
16 luglio 1840
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Enrico il Leone (Ducato di Brunswick)
17 dicembre 1840
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada
22 luglio 1840
Cavaliere di I Classe dell’Ordine imperiale della Corona ferrea
17 ottobre 1846
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine austriaco imperiale di Leopoldo
21 dicembre 1852
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso (Ducato di Anhalt)
30 marzo 1857
Croce d’Onore di I Classe dell’Ordine Reale di Hohenzollern
18 marzo 1858
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa
18 ottobre 1861
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
17 marzo 1863
Cavaliere dell’Ordine imperiale di Sant’Aleksandr Nevskij (Impero russo)
19 marzo 1864
Gran Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern
23 marzo 1868
Arc. 3145:Gustav Friedrich Beyer, dopo il 1859 von Beyer (Berlino, Beyer era figlio di un funzionario del governo prussiano e fratello maggiore di Alexander Beyer, che in seguito diventò sindaco di Potsdam. Si arruolò nell’esercito prussiano nell’aprile 1829, studiò presso l’Accademia di guerra prussiana come Sottotenente dal 1835 al 1838, fu promosso primo Luogotenente nel 1846 e partecipò alla repressione della rivoluzione di Baden nel 1849 con il grado di Aiutante di Brigata. Fu subito trasferito allo Stato Maggiore Generale e l’anno successivo al Ministero della Guerra, dove divenne Maggiore nel 1853 e capo del dipartimento centrale nel 1855. Dal 1860 fu Colonnello comandante del 31° Reggimento Fanteria. Nel 1864 fu promosso Maggiore Generale e prese così il comando della 32^ Brigata di Fanteria. Quando scoppiò la guerra austro-prussiana, ricevette il comando di una divisione combinata di circa 19.000 uomini tratti dalle guarnigioni delle fortezze occidentali che entrarono nell’elettorato dell’Assia il 16 giugno da Wetzlar, dopo l’ultimatum prussiano. Il 19 giugno conquistò Kassel, la capitale dell’elettorato dell’Assia, senza combattere. I soldati dell’elettorato dell’Assia si rifugiarono a Fulda e Hanau. Insieme a Maximilian Duncker, che era il commissario civile prussiano, Beyer assunse l’amministrazione dell’Elettore d’Assia e interiorizzò l’Elettore d’Assia Federico Guglielmo. La divisione di Beyer faceva parte di quello che in seguito divenne noto come l’esercito principale (inizialmente l’esercito dell’Occidente) sotto Vogel von Falckenstein. Dopo che i due reggimenti dell’Elettorato dell’Assia furono in grado di tornare indietro, fu chiamato a inseguire le truppe di Hannover sospettate di essere vicino a Gottinga. La sua divisione avanzò a piedi perché le ferrovie erano distrutte. Beyer passò per Eisenach in direzione Langensalza ma non combatté con gli Hannover, che capitolarono il 29 giugno 1866. Dopo l’unione con le altre due divisioni dell’esercito principale, prese parte nel luglio 1866 alla campagna del Main contro l’esercito federale. Una parte delle sue formazioni provocò il 4 luglio a Hünfeld, la fuga della cavalleria di riserva bavarese agli ordini del principe di Thurn und Taxis dopo un breve scontro a fuoco. Ad Hammelburg/Kissigen, forzò il passaggio della Saale il 10 novembre. Nella battaglia di Werbach parti della divisione Beyer combatterono contro la divisione Baden e il 25 e 26 luglio 1866 davanti a Würzburg a Helmstadt, Uettingen e Roßbrunn. Quando, dopo la pace di Praga, il granduca Federico di Baden ordinò la completa modernizzazione della divisione del Baden secondo il modello prussiano, Beyer fu trasferito a Karlsruhe nel 1867 come plenipotenziario militare prussiano. Con l’approvazione dell’alto comando prussiano, entrò al servizio del Granducato di Baden il 18 febbraio 1868 come Ministro della Guerra e Aiutante Generale del Granduca. Nel 1870, Beyer guidò la divisione del Baden nella guerra contro la Francia. La sua divisione faceva parte della 3^ Armata del principe ereditario e partecipò alla battaglia di Frœschwiller-Wœrth poi all’assedio di Strasburgo sotto il comando supremo del generale August von Werder. Questa unità divenne in seguito il 14° Corpo d’Armata. Poco dopo la capitolazione di Strasburgo il 13 agosto 1870, Beyer si ammalò gravemente e non poté riprendere il comando della sua divisione fino al 12 ottobre. il 30 ottobre 1870, dopo una scaramuccia, occupò Digione e rimase in azione contro l’esercito garibaldino dei Vosgi, finché dovette lasciare nuovamente il comando l’11 dicembre per motivi di salute. Anche prima del trattato di pace, assunse il Ministero della Guerra. Quando il 15 luglio 1871 il Granducato di Baden concluse un accordo con la Prussia in base al quale gli ufficiali passavano nell’esercito prussiano, Beyer divenne governatore della fortezza di Coblenza e di Ehrenbreitstein. Fu promosso Generale di Fanteria nel 1873. Il 22 marzo 1877, in riconoscimento dei suoi servizi, Beyer fu nominato comandante del 39° Reggimento Fucilieri dall’imperatore Guglielmo I. Nel 1880 si ritirò dal servizio militare e morì il 7 dicembre 1889 a Lipsia per un attacco cardiaco. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1772:Federico di Orange-Nassau in tenuta ordinaria da Generale prussiano (Berlino, febbraio 1797 – Wassenaar, 8 settembre 1881). Crebbe alla corte di suo nonno Federico Guglielmo II di Prussia e di suo zio Federico Guglielmo III di Prussia; uno dei suoi precettori fu Karl von Clausewitz. A sedici anni combatté alla battaglia di Lipsia e fu il primo della sua dinastia a far ritorno nei Paesi Bassi nel mese di dicembre del 1813; poiché non parlava olandese fu mandato all’università di Leida per migliore la propria educazione. Quando Napoleone Bonaparte tornò dall’Elba durante i Cento giorni al principe fu ordinato di staccarsi dall’esercito guidato da Wellington e di posizionarsi nelle retrovie, presso Braine, in modo da intervenire se la battaglia di Waterloo fosse stata persa. Secondo un trattato dinastico, Federico avrebbe ereditato i possessi tedeschi della Casa di Orange-Nassau alla morte del padre, ma non essendo questi più di loro proprietà, meditò di cedere le sue pretese in cambio del Granducato di Lussemburgo: lasciò cadere ogni pretesa in cambio di vaste proprietà nei Paesi Bassi e per il titolo di Principe dei Paesi Bassi. Nel 1826 venne nominato Commissario generale al Ministero della Guerra: con questo incarico riorganizzò l’esercito basandosi sul modello prussiano e fondò l’Accademia Militare di Breda e fece equipaggiare l’esercito con un armamento moderno. Nel 1829 Federico fu candidato al trono greco ma rifiutò, non volendo divenire sovrano di un paese di cui ignorava lingua e tradizioni. Durante la rivoluzione belga del 1830, Federico comandò le truppe mandate a Bruxelles per sopprimere la ribellione e dopo l’indipendenza del Belgio partecipò alla campagna dei dieci giorni del 1831. Quando suo padre abdicò nel 1840, Federico si ritirò a vita privata nelle sue proprietà a Wassenaar ma alla morte di suo fratello maggiore Guglielmo II dei Paesi Bassi, il nuovo re suo nipote Guglielmo III dei Paesi Bassi lo richiamò alla vita pubblica ed nel 1849 lo creò Ispettore generale dell’esercito, carica che tenne fino al 1868, quando si dimise per il mancato sostegno ai suoi piani di ammodernamento dell’esercito. Il principe Federico si sposò il 21 maggio 1825 con la sua prima cugina Luisa, figlia del re Federico Guglielmo III di Prussia e della regina Luisa di Meclemburgo-Strelitz. Fotografia CDV. Fotografo: C. Swartz & C. – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
10 febbraio 1850
Arc. 1770:Eduard Friedrich Karl von Fransecky in uniforme da Maggior Generale dell’esercito di Oldenburg (Gedern, 16 novembre 1807 – Wiesbaden, 22 maggio 1890). Nel 1818 entrò alla Scuola Miliatre prussiana di Potsdam. Nel 1825 fu promosso Sottotenente nel 16° Reggimento Fanteria di stanza a Düsseldorf. Tra il 1843 e il 1857 Fransecky prestò servizio nella divisione dello Stato Maggiore prussiano. Combatté nella guerra contro la Danimarca nel 1848, prestando servizio nello Schleswig. Nel 1860 von fu assegnato a Oldenburg dove comandò il Reggimento Fanteria Oldenburg. Nel novembre 1864 fu promosso Maggiore Generale e poi Tenente Generale. Gli fu affidato il comando della 7^ Divisione di stanza a Magdeburgo. Nella guerra austro-prussiana la sua divisione faceva parte della 2^ Armata. La sua divisione fu coinvolta nelle battaglie di Münchengrätz e Königgrätz. Per queste battaglie gli fu conferita la decorazione Pour le Mérite. Tra il 1867 e il 1869 prestò servizio come ispettore dell’esercito sassone. Nel 1870 divenne il comandante generale del 2° Corpo prussiano. Durante la guerra franco-prussiana il 2° Corpo prussiano faceva parte del 2° esercito tedesco comandato dal principe Federico Carlo. Fransecky si distinse a Gravelotte, dove raggiunse il campo di battaglia dopo una marcia forzata di 16 ore. Dopo Gravelotte, il 2° Corpo fecero parte delle truppe che assediavano Metz. Dopo la caduta di Metz Fransecky e il 2° Corpo furono inviati a Parigi. Durante l’assedio di Parigi, Fransecky ricevette il comando delle truppe tra la Senna e la Marna. Il 2 dicembre 1870 Ducrot tentò di sfondare l’anello tedesco a Villiers, ma la sortita fu fermata dalle truppe al comando di Fransecky. Nel gennaio 1871 il 2° Corpo fu distaccato dall’assedio e posto sotto il comando della neonata Armata del Sud di Edwin von Manteuffel. Sotto il suo comando , Fransecky prese parte alle operazioni nella Côte-d’Or e nel Giura contro l’Armée de l’Est di Bourbaki. Dopo che le forze di Bourbaki furono sconfitte a Pontarlier e costrette a oltrepassare il confine svizzero, Fransecky ricevette il comando del 14° Corpo a Strasburgo e il 5 febbraio 1871 gli furono assegnate le foglie di quercia al suo Pour le Mérite. Nel 1879 fu nominato governatore di Berlino. Si dimise da governatore per motivi di salute nel 1882. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2315:Eduard Friedrich Karl von Fransecky in uniforme da Tenente Generale dell’esercito prussiano (Gedern, 16 novembre 1807 – Wiesbaden, 22 maggio 1890). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2685:Conrad Wilhelm Ferdinand von Prondzynski (Graudenz 26 novembre 1804 – Berlin-Köpenick 26 febbraio 1871). I suoi genitori erano il tenente Johann Georg Maximilian von Prondczynski ( 18 febbraio 1773 – 1828) e sua moglie Wilhelmine Luise von Wittich (29 febbraio 1768 – 1833). Si arruolò a Kulm come cadetto il 3 agosto 1816 e passò a Berlino il 4 giugno 1818. Al termine degli studi, il 28 luglio 1821, fu promosso Sottotenente nel 19° Reggimento di Fanteria. Da lì fu assegnato alla Scuola Generale di Guerra dal 1824 al 1827. Dopo il suo ritorno fu aiutante di battaglione dal 1828 al 1833 e dal 1829 al 1830 fu anche insegnante presso la scuola di divisione della 10^ Divisione. Al suo ritorno fu aggregato al 15° Reggimento di Fanteria il 26 ottobre 1833. Dal 1837 al 1840 fu assegnato all’Ufficio Topografico e il 30 marzo 1838 fu trasferito al 17° Reggimento di Fanteria come Primo Tenente. Fu trasferito poi alla 6^ Brigata Landwehr come aiutante il 19 febbraio 1842 e dal 1843 fu anche impiegato come insegnante presso la Scuola unica di Artiglieria e Genio di Berlino. A tal fine fu aggregato al 20° Reggimento di Fanteria il 30 marzo 1844, lasciando la sua carica di Capitano con brevetto il 30 aprile 1840. Il 22 marzo 1847 fu promosso comandante di compagnia nel 7° Reggimento di Fanteria. Durante le rivolte di Poznan nel 1848, combatté in battaglia con i Leoni. Il 9 novembre 1849, fu trasferito al 7° Reggimento Landwehr come Maggiore, dove era comandante del 2° battaglione a Jauer. Lì fu promosso Tenente Colonnello il 13 luglio 1854 e trasferito al 23° Reggimento di Fanteria il 10 maggio 1855, dove fu comandante del Battaglione Fucilieri. Il 15 giugno 1857 fu trasferito al 21° Reggimento di Fanteria come comandante, dove fu promosso Colonnello il 22 maggio 1858. Il 3 ottobre 1859 fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Rossa, 3a classe, e il 23 agosto 1860 fu trasferito alla 9^ Brigata di Fanteria come comandante, con il 21° Reggimento di Fanteria à la suite. Fu promosso Maggiore Generale il 18 ottobre 1861 e insignito dell’Ordine dell’Aquila Rossa di 2a classe con foglie di quercia il 18 gennaio 1863. Il 29 gennaio 1863 giunse alla fortezza del Lussemburgo come comandante e gli fu affidato il compito di guidare la brigata di occupazione. Vi rimase fino al 25 giugno 1865, quando fu promosso Tenente Generale e comandante della 12^ divisione. L’11 marzo 1865 ricevette la Croce da Gran Ufficiale della corona di quercia lussemburghese e il 19 gennaio 1866 la stella dell’Ordine dell’Aquila Rossa. Durante la guerra tedesca prese parte alla battaglia di Königgrätz e al recinto di Josefstadt. Per questo ricevette la Pour le Mérite il 20 settembre 1866. Fu poi nominato governatore della Fortezza di Coblenza e Ehrenbreitstein il 18 maggio 1867. Il 10 settembre 1867 fu insignito dell’Ordine turco Medschidje di 1a classe e il 23 agosto 1869 con l’Ordine dell’aquila rossa di 1a classe con foglie di quercia. Fu messo in pensione il 5 giugno 1870 e fu promosso al grado di un Generale di Fanteria. Il 17 giugno 1870, ricevette altri 1000 talleri per coprire le spese relative alla sua partenza. Morì il 26 febbraio 1871 a Berlino-Köpenick. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schwartz & C. – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere di III Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
3 ottobre 1859
Cavaliere di II Classe con foglie di quercia dell’Ordine dell’Aquila Rossa
18 gennaio 1863
Cavaliere di II Classe con foglie di quercia e stella dell’Ordine dell’Aquila Rossa
19 gennaio 1866
Grand Ufficiale dell’Ordine della Corona di quercia Lussemburghese
11 marzo 1865
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
20 settembre 1866
Cavaliere di I classe dell’Ordine di Medjidié (Impero Ottomano)
10 settembre 1867
Cavaliere di I Classe con foglie di Quercia dell’Ordine dell’Aquila Rossa
10 settembre 1869
Arc. 1607:Otto Albrecht Karl Heinrich von der Mülbe (Braunsberg, 18 aprile 1801 – Potsdam 28 novembre 1891). Von der Mülbe era figlio del maggiore generale prussiano Hans Christoph Ludwig von der Mülbe (1748-1811) e di sua moglie Dorothea Luise Helene Sophie, nata von Lübtow (1766-1846) della famiglia Bichow. Frequentò il liceo cattolico nella sua città natale e la casa dei cadetti di Berlino. Su raccomandazione del Tenente Generale Bonin, fu assegnato all’esercito prussiano all’età di diciassette anni il 5 maggio 1818 come sottotenente nel Reggimento Granatieri dell’imperatore Alessandro. Per ulteriore addestramento, si diplomò alla scuola generale di guerra nel 1821/24 e fu promosso comandante di compagnia nel 1839, alla fine di marzo 1846 a Maggiore e ufficiale di stato maggiore. In quanto tale, Mülbe prese parte alla soppressione dei moti rivoluzionari a Berlino nel marzo 1848 e alla battaglia dello Schleswig durante la campagna contro la Danimarca nell’aprile 1848. In autunno venne nel Brandeburgo per unirsi al reggimento del futuro feldmaresciallo Steinmetz. Il 21 dicembre 1848 divenne secondo in comando del 2° Battaglione nel 2° Reggimento Guardie Landwehr a Magdeburgo, che Mülbe guidò l’anno successivo durante la soppressione della Rivoluzione del Baden nelle battaglie vicino a Neudorf, Wiesenthal, Durlach e Kirchheimbolanden. Per il suo comportamento ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa IV Classe con Spade e la Croce di Commendatore dell’Ordine del Leone Zähringer. Il 19 gennaio 1850 fu trasferito a Potsdam come comandante del 2° Battaglione nel 1° Reggimento delle Guardie a piedi. In questa posizione, Mülbe salì al grado di Colonnello entro la metà di luglio 1854. Dal 10 maggio 1855 al 14 giugno 1857 fu comandante del 13° Reggimento di Fanteria a Munster. Servì poi come comandante della 13^ Brigata di Fanteria a Magdeburgo per sei mesi e venne trasferito alla 4^ Brigata di Fanteria della Guardia con lo stesso grado il 3 dicembre 1857. Due settimane dopo la sua promozione a Maggiore Generale, Mülbe ricevette il comando della 2^ Brigata di Fanteria della Guardia il 3 giugno 1858. Insignito della Croce di Commendatore dell’Ordine di Leopoldo nel giugno 1859, lavorò anche come membro della Commissione di Studio dell’Accademia di Guerra. Il 13 maggio 1861 Mülbe fu incaricato della 10^ Divisione a Posen. Il giorno dell’incoronazione di Guglielmo I a re di Prussia, Mülbe fu promosso Tenente Generale nel 1861. Il 9 dicembre 1863, inizialmente incaricato di guidare la 2^ Divisione delle Guardie, fu nominato comandante di questa grande unità l’8 gennaio 1864. In occasione della guerra contro la Danimarca, Mülbe ricevette il comando di una divisione combinata di guardie e fanteria nello Schleswig, che guidò nelle battaglie di Satrup, Fredericia e nell’assedio del Düppeler Schanzen, in cui non giocò un ruolo decisivo ruolo. Premiato con l’Ordine dell’Aquila Rossa con stelle e foglie di quercia e spade sull’anello per il suo lavoro, von der Mülbe fu nominato comandante della 1^ Divisione delle Guardie il 18 maggio 1864. Fu sollevato dal suo comando come comandante della divisione combinata il 5 luglio 1864 e gli successe il generale Falckenstein. Gli austriaci alleati lo onorarono in agosto assegnandogli l’Ordine della Corona Ferrea, di Prima Classe, con Decorazione di Guerra. Con problemi di salute, Mülbe diede le dimissioni, che il re inizialmente rifiutò all’inizio di giugno 1865. A Mülbe fu concesso il congedo fino all’inizio delle esercitazioni autunnali e l’11 ottobre 1865, su sua rinnovata richiesta, fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Rossa, Prima Classe con Foglie di Quercia e Spade sull’Anello, con la pensione legale e si ritirò a Danzica. Con l’inizio della guerra tedesca fu riattivato con il grado e i poteri di comandante generale e nominato comandante di un corpo mobile di riserva (10° corpo d’armata), che era radunato vicino a Berlino e consisteva in unità di landwehr, vale a dire quindici battaglioni di guardie e soldati delle Landwehr provinciali, quattro reggimenti di cavalleria e un distaccamento di artiglieria e ingegneri. A capo del suo corpo, entrò a Dresda il 21 giugno 1866. Fu brevemente governatore militare nel Regno di Sassonia dal 22 giugno all’8 luglio 1866 e poi seguì il Bittenfeldschen Corps come riserva a Praga con la Garde-Landwehr-Division, assunse il comando in Boemia. Qui ricevette la notizia dell’armistizio. Mülbe partecipò all’ingresso delle truppe a Berlino e si ritirò il 17 settembre 1866, ricevendo il grado di Generale di fanteria. Fotografia CDV. Fotografo: Loescher & Petsch.
Arc. 1552:Adolf von Hohenlohe-Ingelfingen (Breslavia, 29 gennaio 1797 – Koschentin, 24 aprile 1873). Era figlio del principe Federico Luigi di Hohenlohe-Ingelfingen e di sua moglie, la contessa Maria Amalia Cristiana Carlotta von Hoym. Iniziò la propria carriera militare nell’esercito prussiano come Sottotenente il 27 aprile 1815 e servì sotto il comando del generale Friedrich von Kleist, prendendo parte agli assedi di Sedan, Mezières e Montmédy nel corso della campagna militare contro la Francia nel 1815. Nel marzo del 1817 si arruolò nel reggimento degli ulani della guardia, ma si ritirò l’anno successivo e divenne amministratore distrettuale a Lublinitz. Promosso Landwehrnel settembre del 1830, il 12 settembre 1841 divenne comandante del 23º Reggimento Landwehr. Nel 1847 divenne per breve tempo membro del parlamento prussiano e poi di quell’ dell’unione a Erfurt. Fu in seguito senatore prussiano, rappresentando una direzione politica di stampo feudale-conservatore. Rifiutò sia il burocratismo conservatore di Otto Theodor von Manteuffel sia le tendenze liberal-conservatrici della Nuova Era. Dopo il rovesciamento del principe Carlo Antonio di Hohenzollern-Sigmaringen, venne prescelto quale Primo Ministro della Prussia, ma egli stesso si trovò in difficoltà per la mancanza di una vera e propria esperienza politica. Era ad ogni modo fiducioso di trovare un compromesso nel conflitto sorto tra l’esercito e la maggioranza liberale della Camera dei rappresentanti prussiana. Il ruolo di guida del governo fu ad ogni modo esercitato da August von der Heydt. Dopo la rinnovata vittoria del Partito del Progresso nelle elezioni del 6 maggio 1862, il principe di Hohenlohe-Ingelfingen si dimise. Tuttavia, Guglielmo I non accettò le sue dimissioni ed a quel punto il principe penso di dimettersi per motivi di salute. Dopo che Otto von Bismarck fu nominato primo ministro, si ritirò dalla vita politica. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & C. – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera (Prussia)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
Arc. 1816:Albert Ehrenreich Gustav von Manstein in piccola montura da Tenente Generale (Willnischken 24 agosto 1805 – Flensburg 11 Maggio 1877). Era figlio di Albrecht Ernst von Manstein (1776 – 1812) e sua moglie Karoline Ernestine von Ciesielsky (1778 – 1848). Suo padre cadde come Maggiore nel 2° Reggimento Dragoni della Prussia Occidentale e Cavaliere Pour le Mérite nella battaglia di Piktupönen. Nella sua giovinezza, Manstein frequentò le case dei Cadetti a Kulm e Berlino e poi si unì al 3° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano il 20 settembre 1822. L’anno successivo venne promosso Sottotenente e dal 1835 fu primo Tenente del Reggimento per poi guadagnare il grado di Aiutante della 1^ Brigata Landwehr. Dal 15 giugno 1841 al 21 marzo 1843 fu Aiutante del Comando Generale del 1° Corpo d’Armata. Nel 1863 fu promosso Tenente Generale e comandante della 6^ Divisione e nella guerra tedesco – danese del 1864 guidò la sua Divisione nell’assalto al Düppeler Schanzen e nel passaggio ad Alsen. Per questi risultati Manstein ricevette l’Ordine Pour le Mérite il 21 aprile 1864 e la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Maria Teresa il 21 agosto 1864. Nella Guerra del 1866 guidò la riserva della 1^ Armata con la quale poté intervenire in modo decisivo alla fine della battaglia di Königgrätz. Per i suoi servizi militari ricevette le foglie di quercia per la Pour le Mérite il 20 settembre 1866. Nel 1867 divenne il comandante generale della IX Corpo d’Armata e, infine, Generale di Fanteria nel 1868. Nella guerra franco-prussiana del 1870-71 guidò le sue truppe a Gravelotte poi sulla Loira ad Orleans e Le Mans con ottimi risultati. Per i suoi servizi in questa guerra ricevette un compenso di 100.000 talleri. La città di Altona gli concesse la cittadinanza onoraria nel 1872 e, in occasione del suo 50° anniversario di servizio, Guglielmo I gli conferì la Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia e spade il 20 settembre 1872. Il 29 luglio 1873, Manstein fu lasciato nella sua posizione di Capo dell’ 84° Reggimento Fanteria e fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Nera. Il Forte S. Quentin della fortezza di Metz gli fu intitolato il 1° settembre 1873. Manstein ha trascorso la sua vecchiaia a Billwerder e lì fu sepolto nel cimitero della chiesa di San Nicolai. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine militare di Maria Teresa (Impero austro-ungarico)
21 agosto 1864
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
29 luglio 1873
Cavaliere di Gran Croce con Foglie di Quercia e Spade dell’Ordine dell’Aquila Rossa
20 settembre 1872
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
20 settembre 1866
Arc. 446:Albert Ehrenreich Gustav von Manstein in piccola montura da Tenente Generale (Willnischken 24 agosto 1805 – Flensburg 11 Maggio 1877). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2321:Louis Wilhelm Franz von Mutius in piccola montura da Tenente Generale (Oels, 20 marzo 1796 – Austerlitz, 6 agosto 1866). Figlio del maggiore generale prussiano Johann Karl von Mutius e di sua moglie, la baronessa Charlotte Friederike von Lützow (1758-1811), Louis nacque a Oels nel 1796. Il 1º febbraio 1813, Mutius iniziò la propria carriera militare unendosi al 1º Reggimento Corazzieri dell’esercito prussiano come semplice soldato. Divenne Sottotenente il 20 maggio 1813 e prese parte alle operazioni delle guerre napoleoniche in Germania, combattendo nella battaglia di Großgörschen e nella battaglia di Haynau. Per i suoi successi conseguiti ad Haynau, ottenne la II classe della croce di ferro da poco istituita. Nella campagna autunnale del 1813 combatté nella battaglia di Dresda, nella battaglia di Kulm e nella battaglia di Liebertwolkwitz; prese parte in seguito alla battaglia di Lipsia e nella primavera del 1814 alla battaglia di Montmirail. Dopo aver prestato servizio in Francia a seguito dell’esercito prussiano vincitore, venne trasferito a Breslavia e promosso Tenente il 6 luglio 1818. Nel 1821 Mutius venne trasferito alla 10ª Divisione di stanza a Posen, ottenendo nel 1829 il grado di Rittmeister nel 5º Reggimento corazzieri. Dal 1833 al 1835 fu Aiutante di Campo presso il comando generale del V Corpo d’Armata, divenendo poi comandante di squadrone nel 1º Reggimento Corazzieri. Nel 1835 venne promosso Maggiore ed il 20 marzo 1841 venne incluso nello Stato Maggiore. Nel 1848 venne nominato comandante dell’8º Reggimento Ulani e prese pare alla soppressione della rivoluzione del Baden. Qui si guadagnò fama di comandante abile e prudente, in particolare guidando l’avanguardia dell’esercito. Il 19 novembre 1849 venne promosso al grado di Tenente Colonnello ed il 19 aprile 1851 a quello di Colonnello, sempre nell’8º Reggimento Ulani che in questo periodo cambiò più volte sede di guarnigione. Il 18 novembre 1852 von Mutius venne trasferito a Treviri come comandante della 16ª Brigata di Cavalleria. In questa posizione venne promosso Maggiore Generale il 13 luglio 1854. Nel 1855 fece parte della commissione che elaborò nuovi regolamenti per le esercitazioni di cavalleria a Berlino. Nella primavera del 1858 venne nominato comandante della 13ª Divisione di stanza a Munster e nel novembre del 1858 assunse temporaneamente il comando generale del VII Corpo d’Armata divenendo Tenente Generale il 22 novembre 1858. In questa posizione venne mobilitato con riserva nel 1859 in occasione della guerra scoppiata tra Francia e Austria ma venne poi trasferito nella 12ª Divisione di Cavalleria dal novembre di quello stesso anno. Nel 1860 venne nominato Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni e l’anno successivo ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa di I classe, con foglie di quercia e spade. Nell’agosto del 1862 guidò le esercitazioni di cavalleria nei pressi di Berlino con otto reggimenti e tre batterie a cavallo. Dall’ottobre del 1862 al gennaio del 1863 fu comandante dell’11ª Divisione di Cavalleria di stanza a Breslavia. Il 30 gennaio 1863 ottenne il comando del VI Corpo d’Armata prussiano. In occasione dei suoi 50 anni di servizio militare, ricevette la I classe dell’Ordine della Corona da re Guglielmo I di Prussia e la gran croce dell’Ordine del Falco Bianco dal granduca Carlo Alessandro di Sassonia-Weimar-Eisenach, suo ex compagno di reggimento. Nel giugno del 1864 ottenne il grado di Generale di Cavalleria. Durante la guerra austro-prussiana del 1866, il suo corpo d’armata ebbe l’incarico di invadere la Boemia passando attraverso i Monti dei Giganti, come ala sinistra della 2ª Armata comandata dal principe ereditario di Prussia, ma von Mutius dovette rinunciare al comando e rimase in Alta Slesia come unità di supporto con tre reggimenti e una batteria d’artiglieria (il cosiddetto “Distaccamento Knobelsdorff”). Il resto del suo corpo d’armata venne posto alle dipendenze della V corpo d’armata nel corso dell’invasione della Boemia. Venne coinvolto nella battaglia di Nachod ed in quella di Skalitznon. Durante l’avanzata verso Königgrätz, parti della 12ª Divisione si trovarono davanti a Josephstadt e Mutius col resto dei suoi uomini prese parte alla battaglia di Königgrätz. Avanzò sull’estrema sinistra prussiana e respinse l’ala destra austriaca, ma gli austriaci riuscirono a sfuggire all’accerchiamento. Il 28 luglio 1866 ricevette l’Ordine Pour le Mérite per i suoi successi nella campagna. Louis von Mutius morì di colera il 6 agosto 1866 vicino ad Austerlitz, in Moravia. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Cavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia e spade
Cavaliere di I classe dell’Ordine della Corona di Prussia
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite
Croce di ferro di I classe
Croce di ferro di II classe
Croce di Kulm
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine del Falco Bianco (Sassonia-Weimar)
Arc. 2978:Gerhard August von Witzleben (Düsseldorf, 27 dicembre 1808 – Berlino, 7 maggio 1880) in piccola montura da Maggior Generale. August apparteneva alla nobile famiglia turingia dei Witzleben. Era figlio del Colonnello prussiano Karl August von Witzleben (1773–1839), autore di romanzi e novelle “storico-romantici” con lo pseudonimo di A. von Tromlitz, e di sua moglie Antoinette, nata baronessa von Heine (1780–1810). Suo fratello maggiore era il Tenente Generale Ferdinand von Witzleben. Dal 1821 al 1825 frequentò le scuole conventuali di Donndorf e Roßleben prima di arruolarsi nell’esercito prussiano il 25 novembre. Lì, si unì al Reggimento Granatieri Kaiser Franz a Berlino. Fu promosso a “portepeefähnrich” il 12 aprile 1826 e a Sottotenente il 17 aprile 1827, ma fu nominato ufficiale il 17 dicembre 1829. Dal 1831 al 1834 fu assegnato alla Scuola Generale di Guerra e, nel 1838, all’Ufficio Topografico, dove rimase fino al 1840. Il 27 giugno 1843 fu promosso a Sottotenente e, nel 1846, trascorse un anno come insegnante presso la Scuola Divisionale del Corpo della Guardia. Sempre nel 1846, ricevette la Croce al Merito dell’Ordine della Casa di Sassonia-Ernestino. Nel marzo 1848, Witzleben partecipò alla repressione della rivolta di Berlino, fu promosso Capitano il 6 aprile 1848 e successivamente partecipò alla campagna contro la Danimarca, dove partecipò come comandante di compagnia alla battaglia dello Schleswig il 23 aprile. Il 3 febbraio 1853, fu promosso Maggiore senza commissione al seguito del Reggimento e inviato a Gotha per assumere il comando del Reggimento di Fanteria ducale Sassonia-Coburgo-Gotha. Ricevette la nomina a Maggiore il 14 novembre 1854 e fu promosso Tenente Colonnello nel 1859. Inizialmente Witzleben si impegnò per l’unificazione dei vari contingenti della Turingia e l’annessione alla Prussia. Il 1° agosto 1860 divenne comandante del 1° Reggimento di Fanteria Vestfaliano n. 13 a Münster e fu promosso Colonnello il 18 ottobre 1860. Il Ducato di Sassonia-Coburgo-Gotha concluse una convenzione militare con la Prussia nel 1861, alla quale partecipò anche Witzleben. Ricevette la Croce di Commendatore dell’Ordine della Casa Sassone-Ernestina il 14 gennaio 1861 e l’Ordine dell’Aquila Rossa di Terza Classe con Nastro il 20 settembre 1861. Il 18 ottobre 1862 fu presente all’incoronazione a Königsberg. Guidò il suo reggimento anche nella guerra tedesco-danese del 1864, dove partecipò all’assalto delle Ridotte di Düppel. Il 7 giugno 1864 ricevette le spade dell’Ordine dell’Aquila Rossa di Terza Classe e, il 21 agosto 1864, l’Ordine della Corona Ferrea con Decorazione di Guerra. Il 18 aprile 1865 fu assegnato al 13° Reggimento di Fanteria e si ritirò dal servizio in prima linea il 18 giugno 1865 con il grado di Maggiore Generale, venendo trasferito agli ufficiali dell’esercito. Nel maggio 1866 fu assegnato alla Fortezza di Kolberg come comandante, fino alla nomina a Tenente Generale il 9 gennaio 1868. Si trasferì a Dessau per trascorrere la pensione e lavorare come scrittore militare. Il 20 agosto 1873 assunse la direzione del Settimanale Militare e si trasferì a Berlino. Il 13 giugno 1876 gli fu conferita l’Ordine dell’Aquila Rossa di Seconda Classe con Foglie di Quercia e Spade su Anello, in occasione del 60° anniversario del Military Weekly. Aveva già collaborato all’Enciclopedia Conversazionale Militare di Hans Eggert Willibald von der Lühe dal 1836 al 1841. Scrisse anche per la Militär-Literaturzeitung e per l’enciclopedia di Ersch e Gruber, nonché per il Dizionario Conciso delle Scienze Militari Complete di Bernhard von Poten e collaborò all’Allgemeine Deutsche Biographie. Fotografia CDV. Fotografo: W. Lampmann – Dresden.
Arc. 3340:Gustav Bernhard Karl Thilo von Schimmelmann in piccola montura da Tenente Generale 1873). Era figlio del capo forestale Ernst Karl Heinrich von Schimmelmann e di sua moglie Elisabeth Sophie Luise Friederike, nata von Seebach. Schimmelmann si arruolò il 16 gennaio 1834 nel 1° Reggimento a piedi della Guardia dell’esercito prussiano e alla fine dell’anno fu promosso Sottotenente. Dal 1841 al 1843 venne assegnato alla Scuola Generale di Guerra. Seguì nel 1846/47 un incarico presso l’ufficio topografico. Promosso Tenente il 22 agosto 1848, divenne comandante di compagnia nel 2° Battaglione del 4° Reggimento della Guardia Landwehr. Successivamente si impegnò nella campagna di Baden. Per la battaglia di Wiesenthal, Schimmelmann ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa di IV Classe con Spade. Dopo essere stato assegnato al servizio topografico dello Stato Maggiore, il 17 ottobre 1850 fu promosso Capitano. Il 18 luglio 1855 venne promosso Maggiore nello Stato Maggiore della 16^ Divisione di Fanteria. Contemporaneamente, dall’8 settembre 1855, Schimmelmann fu anche direttore delle scuole divisionali unificate della 15^ e 16^ Divisione di Fanteria. A metà ottobre 1855 venne assegnato allo Stato Maggiore del governo militare della provincia della Renania. Entrò nello Stato Maggiore dell’esercito il 16 ottobre 1858 e fu nominato Aiutante di Campo personale del principe reggente Guglielmo; in questa posizione, il 31 maggio 1859, Schimmelmann fu promosso Tenente Colonnello e fu nominato Aiutante di Campo di Guglielmo dopo la sua ascesa al trono di Prussia. Pur mantenendo questa posizione, il 18 ottobre 1861 Schimmelmann fu promosso Colonnello e contemporaneamente nominato comandante del 39° Reggimento Fucilieri. Nello stesso mese ricevette la Croce di Commendatore della Legion d’Onore e l’11 giugno 1864 l’Ordine di San Vladimiro di 3ª classe. Il 18 aprile 1865 Schimmelmann venne nominato comandante della 9^ Brigata di Fanteria e due mesi dopo venne promosso a Maggiore Generale. Guidò questa brigata durante la guerra contro l’Austria nelle battaglie di Gitschin e Sadowa. Si dimostrò così capace che il 20 settembre 1866 fu decorato con l’ordine Pour le Mérite. Poco prima della guerra contro la Francia, Schimmelmann fu nominato comandante della 17^ Divisione di Fanteria e, pochi giorni dopo, promosso Tenente Generale. Guidò la sua grande unità durante la battaglia di Saint-Privat e l’assedio di Metz, per i quali ricevette anche la Croce di Ferro di 1ª Classe. All’inizio di novembre del 1870 Schimmelmann si ammalò e dovette cedere il comando della divisione al Maggiore Generale Hermann von Tresckow. Fu solo dopo la conclusione della pace che Schimmelmann assunse il comando della 17^ Divisione di Fanteria il 23 maggio 1871, che comandò fino al 22 dicembre 1871. In riconoscimento dei suoi meriti, ricevette la Stella dell’Ordine dell’Aquila Rossa di 2a Classe con Foglie di Quercia e Spade il 16 giugno 1871. Schimmelmann venne poi nominato comandante di Magdeburgo. Morì in questa città per un’emorragia. Schimmelmann sposò Marie Luitgarde Wesermann (nata il 6 novembre 1828 a Elberfeld e morta il 28 ottobre 1909 a Friedrichroda) il 10 luglio 1866 a Wittgendorf. Era la figlia del capomastro del distretto Heinrich Moritz Wesermann. Dal matrimonio nacque il futuro Colonnello di polizia Ernst von Schimmelmann (1869–1953), al quale fu conferita la medaglia Pour le Mérite durante la prima guerra mondiale come comandante del 394° Reggimento di Fanteria. Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlin.
Arc. 3391:Hugo Eberhard Leopold Unico Graf zu Münster-Meinhövel in piccola montura da Tenente Generale (Berlin, 30 giugno 1812 – Hannover, 6 maggio 1880). I suoi genitori erano il futuro Maggiore Generale prussiano Gustav von Münster-Meinhövel (1782–1839) e la sua seconda moglie, Henriette Karoline Julie, nata von der Marwitz (Friedersdorf, 25 gennaio 1789 – Berlin, 10 ottobre 1872), figlia del Maresciallo di Corte Behrendt Friedrich August von der Marwitz. Münster-Meinhövel si arruolò nel 1° Reggimento Ulani dell’Esercito prussiano come Sottotenente il 29 luglio 1829, proveniente dal Corpo dei Cadetti di Berlino. Dal 1832 al 1834 frequentò la Scuola Generale di Guerra. Nel 1839 divenne Aiutante di Campo, due anni dopo Tenente di corpo e un anno dopo Aiutante di Campo presso il Comando Generale della Cavalleria della Guardia. Nel 1845 fu nominato Capitano della Guardia di Corpo. Nel marzo 1848 partecipò ai combattimenti di strada a Berlino. Nello stesso anno fu nominato Cavaliere del Balley Brandenburg dell’Ordine di San Giovanni. Nell’aprile e nel maggio del 1849 partecipò alla campagna contro la Danimarca come Aiutante di Campo dell’Alto Comando delle truppe confederate tedesche. Nel 1850 fu trasferito all’Ufficio dell’Aiutante di Campo Reale. Nello stesso anno fu promosso Maggiore e prestò servizio come Aiutante di Campo di Re Federico Guglielmo IV. Dal 1850 in poi, prestò servizio per sei anni come plenipotenziario militare a San Pietroburgo, succedendo al Tenente Generale Friedrich Wilhelm von Rauch, che aveva ricoperto questo incarico per 17 anni dal 1833. Durante questo periodo, fu promosso a Tenente Colonnello nel 1853, a Colonnello due anni dopo e, al suo ritorno nel 1856, comandante del Reggimento della Guardia di Corpo. Fu promosso a Maggior Generale nel 1859. Nel 1863 divenne inviato straordinario presso la corte dell’Elettorato d’Assia. Alla fine di quell’anno, divenne comandante di una divisione di cavalleria combinata in preparazione della guerra contro la Danimarca. Nel 1864, divenne Tenente Generale e rappresentante del Comandante Generale dell’VIII Corpo d’Armata. Dal 25 aprile 1864 al 29 ottobre 1866, comandò la 14ª Divisione. Nel giugno 1866, entrò a far parte dell’Armata dell’Elba nella guerra contro l’Austria e partecipò alle azioni di Münchengrätz e Königgrätz. Per i suoi servizi in questa guerra, ricevette l’Ordine Pour le Mérite il 20 settembre 1866. Dopo la guerra, comandò la neonata 19ª Divisione dal 30 ottobre 1866 al 9 agosto 1867. Fu poi messo in riserva con una pensione per malattia, ma continuò a prestare servizio come Aiutante Generale del Re. In riconoscimento dei suoi molti anni di servizio, il 22 marzo 1870 Münster-Meinhövel fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Rossa, Prima Classe con Foglie di Quercia e Spade all’Anello, e promosso Generale di Cavalleria il 26 luglio 1870. Sposò Bertha Eleonore Beatrix von der Marwitz (Friedersdorf, 30 luglio 1817 – Hannover, 5 aprile 1879) il 23 ottobre 1851 a Berlino. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1570:Julius August Heinrich Edwin von Roeder (Grottkau, 7 gennaio 1808- Wiesbaden, 8 maggio 1889). I suoi genitori furono il Maggiore Generale prussiano Heinrich von Roeder (1742-1831) e la sua seconda moglie Sophie Henriette Christiane, nata Trützschler von Falkenstein (1762-1838). Anche altri tre fratelli Maximilian Eugen (1782-1844), Karl (1787-1856) e Hermann (1797-1857) divennero generali prussiani. Dal 1819 Roeder frequentò la Scuola dei cadetti a Potsdam e Berlino. L’8 aprile 1825 fu trasferito al Reggimento Granatieri Kaiser Franz dell’esercito prussiano a Berlino come Sottotenente. Roder si diplomò alla scuola generale di guerra nel 1829/32 e fu incaricato dell’ufficio topografico dal 1837 al 1839. Come primo Tenente, Roeder fu insegnante presso la Scuola dei cadetti di Berlino dal 1841 al 1846, fu promosso Capitano il 12 ottobre 1846 e nominato comandante della 6^ Compagnia del Reggimento il 13 aprile 1847. Durante la rivoluzione del 1848 appartenne alla guardia del castello e partecipò alla repressione della rivolta delle barricate. Prese parte con il reggimento alla guerra dello Schleswig e fu gravemente ferito il 23 aprile 1850 nella battaglia dello Schleswig con un colpo all’addome. Roeder si riprese rapidamente e tornò al fronte poche settimane dopo. Nel 1851 fu promosso Maggiore, nel 1852 gli fu affidato il comando del 1° Battaglione. Nel 1855 divenne secondo in comando del 1° Battaglione del 1° Reggimento Guardie Landwehr a Berlino. Nel 1856 fu promosso Tenente Colonnello, nel 1858 divenne comandante del 5° battaglione Jäger a Görlitz. Il 17 febbraio 1859 fu incaricato del comando del 10° Reggimento di Fanteria a Posen. Con la sua promozione a Colonnello, Roeder fu nominato comandante di reggimento il 31 maggio 1859. Con la ridenominazione, il 1 ° reggimento granatieri della Slesia (n. 10) si trasferì nella sua nuova guarnigione a Schweidnitz e Reichenbach (battaglione fucilieri). Sotto la posizione à la suite del reggimento, Roeder fu al comando della 12^ Brigata di Fanteria il 10 marzo 1863 e promosso a Maggiore Generale il 17 marzo 1863 e nominato comandante di questa brigata. Roeder partecipò alla guerra contro la Danimarca con la sua unità nel 1864 e riuscì a distinguersi anche il 18 aprile 1864 nella battaglia per il mulino Düppeler. Insieme alla brigata “Groeben”, fu in grado di battere le riserve danesi poche ore dopo il passaggio. Per l’azione, Roeder ricevette l’Ordine Pour le Mérite e la Croce di Comandante dell’ Ordine di Leopoldo con decorazioni di guerra. Al ritorno dalla campagna, il suo elmo fu decorato con una corona d’alloro dalla Granduchessa Alessandrina di Meclemburgo. Apprezzò così tanto questo segno da precisare nel testamento che questa corona gli doveva essere messa nella sua bara. Nel gennaio 1866 fu nominato ispettore delle guarnigioni delle fortezze federali di Magonza e Rastatt. Per mobilitarsi per la guerra del 1866, lui e il suo staff furono posti sotto il governatore militare della provincia del Reno e della Vestfalia. Roeder ricevette quindi l’ordine di occupare il Ducato di Nassau. Dal 22 luglio al 6 agosto 1866 fu comandante di Francoforte sul Meno. Dopo la guerra fu nominato governatore della fortezza di Magonza il 13 settembre e promosso Tenente Generale in tale carica il 20 settembre 1866. Negli anni seguenti, Roeder ricevette la Stella dell’Ordine dell’Aquila Rossa II Classe con foglie di quercia e spade sull’anello, nonché la Gran Croce dell’Ordine di Filippo il Magnanimo con le spade. Poiché soffriva molto per le conseguenze della sua grave ferita nel 1848, Roeder fu dimissionato il 2 luglio 1868 e insignito della Croce di Commendatore dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern con la pensione legale. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1512:Hugo Ewald von Kirchbach, dal 1880 Graf von Kirchbach in piccola montura da tenente Generale (Neumarkt, 23 maggio 1809 – Niesky, 6 ottobre 1887). Era il figlio di Franz Karl Helmuth von Kirchbach e di sua moglie Babette, nata Weiland (morta nel 1834). Suo padre era un capitano prussiano e aiutante del Maggiore Generale Losthin durante la campagna di Francia il 12 maggio 1814 morì di febbre vicino a Neuville-Saint-Vaast. Kirchbach studiò presso le case dei cadetti a Culm e Berlino dal 1820 e fu trasferito il 5 aprile 1826 come Porta bandiera nel 26° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano a Magdeburgo. Un anno dopo, il 29 marzo 1827, ricevette la licenza di ufficiale. Nel 1831/34 Kirchbach si diplomò alla Scuola Generale di Guerra e dal 1° gennaio 1835 fu Aiutante di battaglione. All’inizio di giugno 1838 fu assegnato all’ufficio topografico. In qualità di primo Tenente, Kirchbach prestò servizio come aiutante della 7^ Divisione di Fanteria per quattro anni a partire dal marzo 1841 e successivamente fu promosso aiutante Capitano dell’ 8^ Divisione di Fanteria. Nell’ottobre 1845 Kirchbach ricevette sette mesi di licenza per viaggiare in Francia, Italia, Austria e negli stati della Germania meridionale. Alla fine di novembre 1848 scoppiarono disordini rivoluzionari a Erfurt e Kirchbach contribuì a reprimerli. Per questo ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa di 4^ Classe premiata con le spade. Il 28 dicembre 1850 fu promosso Maggiore, sei mesi dopo fu trasferito come aiutante al comando generale della Guardia del Corpo a Berlino. Questo fu seguito, dal 1° ottobre 1855 al 30 giugno 1858, da un lavoro di insegnante presso la Scuola Generale di Guerra. Nel frattempo Kirchbach, il 15 ottobre 1856, venne promosso Tenente Colonnello. Oltre all’attività di insegnamento, fu dal 30 dicembre 1856 al 9 dicembre 1857 capo di servizio presso lo stato maggiore poi capo di stato maggiore del Corpo della Guardia. Nell’aprile 1858 fu anche nominato membro della commissione di studio della Scuola Generale di Guerra. Dopo aver prestato servizio come Capo di Stato Maggiore del 3° Corpo d’Armata, Kirchbach fu nominato comandante del 36° Reggimento Fucilieri ad Halle il 13 ottobre 1859. Dal 1° luglio 1860 comandò il 66° Reggimento di Fanteria. Fu nominato comandante della 19^ Brigata di Fanteria il 19 gennaio 1863 e promosso a Maggior Generale il 17 marzo 1863. Nella guerra del Ducato del 1864 comandò la 21^ Brigata di Fanteria mobile nello Schleswig. Promosso Tenente Generale in mobilitazione, guidò con lode la 10^ Divisione durante la guerra austro-prussiana. Per la sua partecipazione con successo alle battaglie di Nachod e Skalitz e alla battaglia di Schweinschädel, fu insignito dell’ordine Pour le Mérite. Durante la battaglia di Sadowa non era presente, il 5° Corpo d’Armata non raggiunse in tempo la battaglia nonostante una marcia forzata. Allo scoppio della guerra contro la Francia, il 18 luglio 1870 Kirchbach ricevette il comando del 5° Corpo d’Armata e il 10 agosto 1870 fu nominato Generale di Fanteria. Prese parte alla battaglia di Wissembourg e alla battaglia di Frœschwiller-Wœrth, dove fu leggermente ferito al collo. Nella battaglia di Sedan (1 settembre 1870), gli fu affidato il compito di chiudere l’anello a nord che abbracciava l’esercito francese entrando in contatto con l’esercito della Mosa proveniente da est e chiudendo la via dell’esercito francese . A causa dell’occupazione di Versailles il 19 settembre 1870, completò l’assedio di Parigi nel sud-ovest coprendo l’assedio del re Guglielmo I e del principe ereditario a Versailles fino al 9 febbraio 1871. Respinse tutti gli assalti dei parigini, inclusi l’ultimo grande fallimento il 19 gennaio 1871 (Battaglia di Buzenval). A febbraio marciò con il suo corpo a Orleans, a marzo a Vesoul. Il 16 maggio 1871 fu nominato Comandante Generale del 5° Corpo d’Armata. Per i suoi servizi in questa guerra, fu insignito delle Foglie di Quercia per Pour le Mérite, della Gran Croce dell’Ordine al Merito Militare del Württemberg e della Croce di Commendatore dell’Ordine Militare di Massimiliano-Giuseppe di Baviera. Inoltre, il re di Prussia gli concesse una dotazione di 100.000 talleri. Nel marzo 1872 acquistò con la dotazione una tenuta a Moholz nel distretto di Rothenburg-in-Upper-Lusace. Dopo quasi 54 anni di servizio come ufficiale prussiano, Kirchbach fu elevato il 3 febbraio 1880 al titolo ereditario di conte con una pensione a sua disposizione. Kirchbach fu un Cavaliere di Giustizia dell’Ordine di San Giovanni. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1513:Philipp Carl Christian barone von Canstein in piccola montura da Tenente Generale (Eschwege Il 1° agosto 1819, Canstein si arruolò come cadetto nel 2° Reggimento Granatieri a Stettino e fu promosso Sottotenente nel 1821. Ebbe diversi incarichi alla scuola dei cadetti a Berlino, fino a diventare Maggiore nel suo 23° Reggimento di Fanteria nell’Alta Slesia. A Breslavia, Canstein fu nominato Tenente Colonnello al comando dell’11° Reggimento Granatieri. Nel 1863 prese il comando dell’11^ Brigata di Fanteria a Brandeburgo-sur-la-Havel. Lo guidò durante la Guerra dei Ducati del 1864, quando la ridotta Düppel fu presa d’assalto. Per questo fu stato decorato con il Pour le Mérite il 7 giugno. Dopo la guerra contro la Danimarca, Canstein divenne il 4 gennaio 1866 comandante della 15^ Divisione di Fanteria a Colonia, che guidò durante la guerra austro-prussiana il 3 luglio nella battaglia di Sadowa ottenendo le foglie di quercia dell’ordine Pour le Mérite il 20 settembre 1866. Nell’aprile 1869 Canstein divenne governatore di Magdeburgo. Durante la guerra franco-prussiana del 1870/71 fu comandante nelle Marche e governatore di Berlino. L’8 novembre 1871 Canstein fu messo a disposizione con l’assegnazione del titolo di Gran Commendatore dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern con pensione. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Co. – Berlin.
Arc. 2810:Karl Johann von Schmidt (Schwedt, 12 gennaio 1817 – Danzig, 25 agosto 1875). Dopo aver frequentato il liceo a Stralsund e le case dei cadetti a Kulm e Berlino, Schmidt fu assegnato al 4 ° Reggimento Ulani dell’esercito prussiano nel 1834 come Sottotenente. Dal 1838 al 1840 fu comandato al Lehrkadron e nel 1842 divenne Aiutante di reggimento. Nel 1846 fu impiegato come aiutante nella 3^ Divisione e nel 1848 fu promosso Primo Luogotenente. Dal 1849 al 1850 fu insegnante presso la scuola di divisione della 3^ Divisione, nel 1852 fu promosso Capitano e nel 1853 divenne capo squadrone nel 4° Reggimento Ulani. Nel 1859 Schmidt ricevette il grado di Maggiore, ma nello stesso anno fu ufficiale di stato maggiore. Dal 1860 al 1863 fu al comando del 4° Reggimento Landwehr Uhlan, con il quale fu trasferito al confine polacco nel 1863. Sempre nel 1863 fu incaricato del 4° Reggimento Corazzieri, sotto la stessa posizione à la suite. Quando fu promosso Tenente Colonnello nel settembre 1863, divenne comandante del 4° Reggimento Corazzieri.Dopo aver preso parte alla guerra tedesco-danese, ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa IV classe nel 1865 e fu promosso Colonnello in giugno 1866. Con l’esercito principale prese parte alla guerra austro-tedesca del 1866, in particolare nelle battaglie di Dermbach, Aschaffenburg, Tauberbischofsheim e Gerchsheim ottenendo l’Ordine della Corona III Classe con le spade e divenne comandante del reggimento 16° Reggimento Ussari. L’assegnazione della croce del comandante onorario dell’Ordine della Casa di Oldenburg ebbe luogo nel 1867. Nella guerra contro la Francia nel 1870/71 fu a capo del suo reggimento. Dopo che il precedente comandante era stato ferito nella battaglia di Mars-la-Tour, il 16 agosto 1870 gli fu affidato il comando della 14^ Brigata di Cavalleria e successivamente fu ripetutamente capo della 6^ Divisione di Cavalleria, anche nella battaglia di Le Mans. Nella battaglia di Vionville lui stesso fu gravemente ferito. Durante quella guerra ricevette entrambe le classi della Croce di Ferro e dell’Ordine Pour le Mérite. I suoi successi includono l’incursione nella Sologne dopo la seconda battaglia di Orléans e l’inseguimento dopo la battaglia di Le Mans, che intraprese dal 13 al 17 gennaio 1871 a Laval. Dopo la pace, fu coinvolto nell’addestramento della cavalleria e fu pioniere nella direzione di esercizi di divisione di cavalleria. Nel 1873 ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa di II Classe con foglie di quercia. Assunto il comando della 7^ Divisione, morì il 25 agosto 1875 a Danzica. Fotografia CDV. Fotografo: H. Schwieger – Kiel. Datata 24 ottobre 1864.
Onorificenze
Cavaliere di IV Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
1865
Cavaliere di II Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia
1875
Cavaliere di III Classe dell’Ordine della Corona con spade
1866
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite
Croce di ferro di I classe
Croce di ferro di II classe
Arc. 2306:Johann Georg Philipp von Wussow (Potsdam 1° maggio 1792 – Frankfurt, 7 settembre 1870). Philipp era figlio del capitano prussiano e signore di Wulkow Franz von Wussow (1752-1800) e di sua moglie Dorothea, nata Schmidt (1753-1835). Wussow frequentò la casa dei cadetti di Berlino e fu trasferito il 12 aprile 1811 come Sottotenente al reggimento di fanteria dell’esercito prussiano. Nella campagna contro la Russia nel 1812 prese parte alle battaglie di Eckau, Tomosna, Mesothen, Dahlenkirchen, Wollgund e all’assedio di Riga. Dopo la campagna, fu comandato il 22 luglio 1813 come ufficiale di stato maggiore del Tenente Generale von Yorck. Durante le guerre di liberazione combatté nelle battaglie vicino a Großgörschen, dove ricevette l’Ordine di San Vladimir IV di classe, vicino a Bautzen e sul Katzbach. Durante la traversata a Wartenburg conseguì la Croce di Ferro di 2a Classe. Wussow combatté a Laon e Parigi. Fu ferito a Ligny e insignito della Croce di Ferro di Prima Classe, a Waterloo. Partecipò anche alle battaglie di Möckern, Königswartha, Bunzlau, Löwenberg, alla traversata di Taub e alle battaglie di Chalons, Montmirail, Saint-Dizier, Meaux, Issy e St. Cloud. Durante questo periodo fu trasferito allo Stato Maggiore del 1° Corpo d’Armata il 22 dicembre 1813 e allo Stato Maggiore del principe Blücher il 22 marzo 1815. Il 9 giugno 1815 fu promosso primo Luogotenente e il 3 agosto 1815 fu comandato allo Stato Maggiore Generale. Alla fine di marzo 1817 Wussow fu promosso Capitano e il 5 maggio 1818 fu trasferito nel corpo dei cadetti. Lasciandolo in questa posizione, fu trasferito allo Stato Maggiore Generale il 26 maggio 1818, e nel 1823/25 fu attivo anche come esaminatore presso la Commissione Superiore per gli Esami Militari. Il 18 giugno 1825 fu trasferito allo Stato Maggiore dell’VIII Corpo d’Armata come Maggiore il 23 giugno 1825. Da lì fu trasferito allo Stato Maggiore del II Corpo d’Armata il 5 aprile 1830, e nel 1832/35 Wussow fu anche insegnante presso la Scuola Generale di Guerra. Il 5 gennaio 1835 fu trasferito all’VIII Corpo d’Armata come Capo di Stato Maggiore Generale e in tale veste fu promosso Tenente Colonnello alla fine di marzo 1838 e due anni dopo Colonnello. Il 12 settembre 1842 Wussow ricevette l’Ordine di San Giovanni e il 17 settembre 1842, pur rimanendo nella sua posizione, fu nominato Aiutante di Campo del re Federico Guglielmo IV e Capitano del castello di Stolzenfels am Rhein. Il 22 marzo 1845 divenne comandante della 16^ Brigata di Fanteria e fu promosso a Maggiore Generale il 31 marzo 1846. Nello stesso anno, gli fu ordinato di ispezionare le truppe federali tedesche a Kurhessen, Nassau e Lussemburgo. Il 31 ottobre 1846 ricevette la Croce di Commendatore, di Prima Classe, dell’Ordine della Casa del Leone d’Oro. Il 9 marzo 1848 divenne capo di Stato Maggiore del principe di Prussia come governatore militare delle province del Reno e della Vestfalia. Durante la Rivoluzione di marzo prese parte ai combattimenti di strada a Berlino. Dall’8 aprile 1848 al 1 maggio 1850 Wussow fu comandante della fortezza di Coblenza. Seguì la sua nomina a comandante della 5^ Divisione e il 2 gennaio 1851 divenne comandante del corpo mobile prussiano di stanza al confine con il Meclemburgo. Il 19 aprile 1851 fu promosso Luogotenente Generale e alla fine di giugno 1856 fu insignito dell’Ordine di Sant’Anna I Classe. Il 7 maggio 1857 fu nominato Comandante Generale del II Corpo d’Armata e promosso il 31 maggio 1859 a Generale di Fanteria. Durante la mobilitazione in occasione della Guerra di Sardegna fu governatore militare della Pomerania. In occasione del suo 50° anniversario di servizio, Wussow ricevette i diamanti per l’Ordine dell’Aquila Rossa di 1^ classe, con foglie di quercia. Il 16 febbraio 1861 ricevette anche la Gran Croce dell’Ordine al Merito della Corona Bavarese e dell’Ordine di Albrecht. Il 18 ottobre 1861 ricevette la Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa. Sollevato dalla sua posizione di comandante generale, fu nominato Aiutante Generale del re il 29 gennaio 1863 e il 17 marzo 1863 fu nominato Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera. Il 24 giugno 1863 gli fu ordinato di ispezionare le truppe federali tedesche a Braunschweig e Hannover, il 20 settembre 1863 ricevette la Gran Croce dell’Ordine Guelfo e l’11 giugno 1864 l’Ordine Alexander Nevsky. Fu messo a disposizione il 9 febbraio 1869. Morì il 7 settembre 1870 a Francoforte (Oder). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin
Arc. 2305:August Karl Friedrich Christian von Goeben (Stade, 10 dicembre 1816 – Koblenz, 13 novembre 1880). August Karl von Goeben proveniva da una famiglia appartenente alla nobiltà del Ducato di Brema. Era figlio di Wilhelm von Goeben (1791-1872) e di sua moglie Johanna Friederike Wilhelmine, nata Kuckuck-Walden (1792-1832), figlia del Maggior Generale di Hannover Augustin Kuckuck-Walden (1767-1841). Il padre di Goeben aveva combattuto con la legione tedesca del re in Spagna, era il maggiore a. D. e direttore del fondo vedovile per i tribunali e i dipendenti pubblici di Hannover. Anche suo fratello minore Wilhelm (1818 – 1902) era un generale di fanteria prussiano. Frequentò la scuola a Stade e dal 1826 a Celle. Si unì al 24° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano a Neuruppin il 3 novembre 1833 come moschettiere. Qui fu promosso Sottotenente il 15 febbraio 1835, ma si congedò nel marzo dell’anno successivo. In circostanze avventurose, travestito da pastore basco, attraversò i Pirenei verso la Spagna e si presentò a Villafranca presso il quartier generale del pretendente spagnolo Don Carlos. Il 1 giugno 1836 Goeben fu assunto come Luogotenente nell’esercito carlista e prese parte a cinque campagne nella prima guerra carlista fino al 1840. Fu ferito più volte, trascorse molti mesi in prigionia, dalla quale riuscì a fuggire, e infine salì al grado di Tenente Colonnello. Ricevette la Croce di Cavaliere dell’Ordine di San Fernando e l’Ordine di Isabella la Cattolica per i suoi successi. Dopo la fine della guerra e il crollo dell’ultima resistenza carlista, Goeben raggiunse la Francia dopo un’odissea di diversi mesi via Barcellona e tornò in Germania a piedi e senza un soldo nell’autunno del 1841. Il 26 febbraio 1842 fu nuovamente impiegato al servizio prussiano come Sottotenente, assegnato all’8° Reggimento di Fanteria e contemporaneamente allo Stato Maggiore Generale a Berlino. Il 1 aprile 1843 vi fu trasferito. Nel 1849 Goeben prese parte alla campagna di Baden nello stato maggiore del principe di Prussia, dove fu coinvolto in molte scaramucce e nell’accerchiamento di Rastatt. Dopo un anno di servizio con il 16° Reggimento Fanteria, Goeben fu restituito allo stato maggiore nel 1850 come Maggiore. Ulteriori tappe della sua carriera militare lo portarono nel 1855 come Tenente Colonnello e capo di stato maggiore del IV Corpo d’Armata a Magdeburgo e nel 1858 nella stessa posizione allo stato maggiore dell’VIII Corpo d’Armata. Nel novembre dello stesso anno Goeben fu promosso Colonnello. Nel 1860 Goeben prese parte alla campagna spagnola contro il Marocco come rappresentante dello Stato maggiore prussiano come osservatore militare. Nella guerra tedesco-danese del 1864 comandò la 26^ Brigata di Fanteria da Münster vicino a Düppel e Alsen. Nel 1865 Goeben fu promosso Tenente Generale e nominato comandante della 13^ Divisione. Durante la guerra austro-tedesca del 1866, Goeben prese parte alle battaglie tra la Prussia e gli stati tedeschi alleati con l’Austria. Operò prima nella sua città natale di Hannover e poi combatté quasi indipendentemente una serie di battaglie nella campagna principale, in particolare a Dermbach, Kissingen, Laufach, Aschaffenburg, Tauberbischofsheim, Gerchsheim e Würzburg. Nella guerra contro la Francia guidò l’VIII Corpo d’Armata come Comandante Generale dal 18 luglio 1870. Già il 26 luglio era stato promosso a Generale di Fanteria. Prese parte alle battaglie di Spichern, Colombey e Gravelotte e poi all’accerchiamento di Metz. Dopo la resa di Metz, si recò nel nord della Francia sotto il comando supremo di Edwin von Manteuffel e combatté le battaglie di Amiens, Hallue e Bapaume. Dopo che Manteuffel fu nominato al comando dell’esercito meridionale, Goeben assunse il comando della 1^ Armata il 9 gennaio 1871. Il 19 gennaio 1871 sconfisse l’esercito del nord francese al comando di Faidherbe a Saint-Quentin. Dopo lo scioglimento della 1^ Armata il 6 giugno 1871, Goeben ricevette la Gran Croce della Croce di Ferro per la vittoria di San Quintino. Fu nominato capo del 2° Reggimento di fanteria renana. Oltre a molti altri riconoscimenti, ricevette una dotazione nazionale di 200.000 talleri dalle riparazioni francesi per i suoi servizi in questa guerra. Nel 1875 fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Nera. Nel gennaio 1878 Guglielmo I lo rimandò in Spagna, dove incontrò l’imperatore alle nozze del re Alfonso XIII. Dal 1871 August von Goeben guidò il comando generale dell’VIII Corpo d’Armata a Coblenza. Dopo aver presentato nel dicembre 1879 una richiesta di dimissioni per motivi di salute, che non fu accolta, morì in questa posizione e fu sepolto a Coblenza il 17 novembre 1880. Fotografia CDV. Fotografo: H. Kuntzmann – Berlin.
Arc. 1570: Maggior Generale von Kölher in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Dresden.
Arc. 1568: Maggior Generale in piccola montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2690: Robert Januarius von Frankenberg und Ludwigsdorf(Danzig, 28 marzo 1807 – Köln, 16 maggio 1873). Robert proveniva dalla nobile famiglia slesiana di Frankenberg e Ludwigsdorf. Era il figlio del Capitano di stato maggiore prussiano Johann Sigismondo von Frankenberg e Ludwigsdorf (1766-1814) e di sua moglie Friederike, nata Bender (1777-1826). Frankenberg frequentò prima la scuola dei cadetti a Potsdam dal 1817, poi a Berlino dal 1821. L’8 aprile 1824 fu trasferito all’esercito prussiano come Portabandiera e fu promosso Sottotenente il 15 novembre 1825. Come primo Tenente, fu insegnante presso la United Guards Division School dal 1844 all’aprile 1847 e poi passò da Capitano al comando della compagnia nel suo reggimento principale. Con il reggimento partecipò alla repressione dei moti di marzo a Berlino e poi alla campagna contro la Danimarca. L’11 maggio 1852 Frankenberg divenne Maggiore e come tale l’8 novembre 1855 comandante del battaglione fucilieri. Poco dopo, l’11 dicembre 1855, divenne secondo comandante del II battaglione del 1° reggimento Landwehr delle guardie a Stettino e in tale veste il 9 aprile 1857 fu promosso Tenente Colonnello. Con la sua promozione a Colonnello il 31 maggio 1859, Frankenberg divenne comandante del 7° Reggimento di Fanteria. Il 25 giugno 1864 fu promosso Maggiore Generale e come tale fu nominato comandante di Colonia il 25 giugno 1864. In questa posizione fu promosso Tenente Generale il 20 settembre 1866. Quattro anni dopo, il 16 luglio 1870, fu nominato governatore della Fortezza di Colonia e il 13 ottobre 1871 ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa di Prima Classe con Foglie di Quercia, per i suoi molti anni di servizio. Il 22 marzo 1873 l’imperatore gli conferì anche il grado di Generale di Fanteria. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schmidt – Erfurt.
Arc. 1548:Karl Rudolf Ollech, dal 1861 von Ollech in piccola montura da Maggior Generale (Graudenz, 22 giugno 1811 – Berlino, 25 ottobre 1884). Karl Rudolf era figlio del capitano Christian Ollech (1782-1835) e di Christiane Henriette, nata Galant (1777-1859). Ollech studiò alle scuole di Treviri e Juliers. Si laureò poi all’Accademia di Berlino e Potsdam nell’aprile 1823. Il 26 luglio 1828 fu nominato Sottotenente nel 16° reggimento Fanteria dell’esercito prussiano, in cui suo padre prestò servizio per molti anni. Per ulteriore addestramento, Ollech fu inviato alla scuola generale di guerra dal 1° ottobre 1832 al 30 giugno 1835. Lavorò poi dal 1836 al 1839 come insegnante presso la scuola della 14^ Divisione di fanteria e dal 1839 al 1845 presso la Casa del cadetto di Berlino. Nel frattempo, fu nominato primo Luogotenente il 20 luglio 1843. Nel 1849, come Capitano e comandante di compagnia nel 30° Reggimento Fanteria, prese parte alla campagna di Baden. Nel 1853 fu nominato Maggiore nello stato maggiore della 13^ Divisione di Fanteria e nel 1855 nello stato maggiore, dove dirigeva il dipartimento di storia della guerra. Insegnò anche alla Scuola di Guerra, fu membro della Alta Commissione di Studi militari del Corpo dei Cadetti e delle Scuole Divisionali e nel 1858 anche alla Scuola di Guerra. Nominato capo del servizio presso lo stato maggiore nel 1857, Ollech divenne Tenente Colonnello nel 1858 e Colonnello nel 1860. All’incoronazione del re Guglielmo I, Ollech fu elevato a nobiltà ereditaria in riconoscimento del suo buon e leale servizio. Nel 1861 divenne comandante del corpo dei cadetti, e sappiamo con quanta durezza si oppose ai sentimenti dei deputati dell’epoca come commissario di governo nel Landtag del 1862, definendo i cadetti il fiore della nazione. . Maggiore generale dal 1864, Ollech ricevette il comando della 17^ Brigata di Fanteria. A capo di quest’ultima fece parte del 5° Corpo d’Armata durante la guerra del 1866 e fu ferito così gravemente da un proiettile alla coscia nei pressi di Nachod da non poter più essere prestato al servizio militare anche dopo la sua guarigione. Il 20 settembre 1866 fu decorato con l’Ordine Pour le Mérite per le sue imprese durante la campagna. Alla fine del 1866 fu promosso Tenente Generale, e in tale veste Ollech fu messo a disposizione del capo di stato maggiore dell’esercito il 17 gennaio 1868. L’11 luglio 1870 gli fu affidato la funzioni di governatore di Coblenza e della fortezza di Ehrenbreitstein. Dopo soli due mesi fu sollevato da questa funzione e nominato governatore di Strasburgo durante la guerra contro la Francia. Dopo la fine della guerra, Ollech fu nominato direttore dell’Accademia di guerra il 20 maggio 1871. I suoi molti anni di servizio furono riconosciuti il 18 gennaio 1873 dall’assegnazione dell’Ordine dell’Aquila Rossa di 1^ Classe con foglie di quercia e spade e il 22 marzo 1873 fu promosso Generale di Fanteria. Il 15 dicembre 1877 Ollech fu messo a disposizione con una pensione e, con la distinzione di Gran Commendatore dell’Ordine Reale della Casa di Hohenzollern, gli fu affidata la gestione degli affari come Governatore della casa degli Invalides di Berlino. Morì il 25 ottobre 1884 a Berlino di flebite e fu sepolto tre giorni dopo nel cimitero degli Invalides. Ollech, vero rappresentante del soldato prussiano devoto, zelante, rozzo e duro, ma di rigida pietà ortodossa, acquisì un nome importante come autore della storia della guerra. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1809:Karl Rudolf Ollech, dal 1861 von Ollech in piccola montura da Maggior Generale (Graudenz, 22 giugno 1811 – Berlino, 25 ottobre 1884). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2810:Karl Georg Gustav von Willisen, dal 1866 Barone von Willisen (Breslau, 19 ottobre 1819 – Berlin, 24 luglio 1886). Karl proveniva dalla famiglia von Willisen, che originariamente viveva a Wetterau. Era il figlio del Tenente Generale prussiano Karl von Willisen (1788-1873), che – come i suoi fratelli minori Wilhelm e Friedrich Adolf von Willisen, ricevette l’approvazione prussiana per usare il titolo di barone per sé e per i suoi discendenti il 29 aprile 1866 a Berlino. Sua madre era la contessa Albertine Dyhrn, nata von Köller della famiglia Cantreck (1787-1825), fu sposata con il conte Wilhelm Karl von Dyhrn-Schönau nel suo primo matrimonio. Ricevette il suo primo addestramento militare nel Corpo dei cadetti di Berlino e il 5 agosto 1837 si unì al 7° Reggimento Corazzieri come porta bandiera e dove fu promosso Sottotenente il 6 marzo 1838. Dal 1844 al 1846 fu inviato alla Scuola Generale di Guerra per ulteriore addestramento. Durante la rivoluzione di marzo tedesca del 1848 fu coinvolto in combattimenti di strada a Berlino. Nel 1849 divenne Aiutante della 14^ Brigata di Cavalleria, nel 1852 fu primo Tenente con trasferimento al reparto topografico dello Stato Maggiore. Dal 1855 fu Capitano, un anno dopo fu trasferito allo Stato Maggiore dell’VIII Corpo d’Armata e nel 1857 passò nuovamente allo Stato Maggiore. Nel 1858 divenne Rittmeister e comandante di squadrone, nel 1859 fu ufficiale della 3^ Divisione di Cavalleria e nello stesso anno Maggiore di stato maggiore. Nel 1860 fu trasferito allo Stato Maggiore Generale della Divisione di Cavalleria delle Guardie. Durante la guerra contro la Danimarca, Willisen fu comandato alla 13^ Divisione di Fanteria, prese parte alla conquista dell’isola di Alsen il 29 giugno 1864 e ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa IV Classe con le Spade. Il 4 gennaio 1866, come Tenente Colonnello, fu inizialmente incaricato del 3° Reggimento Dragoni di Neumark e il 3 aprile Willisen fu nominato comandante di reggimento. Guidò questo reparto nello stesso anno durante la guerra contro l’Austria nelle battaglie di Monaco, Grätz e Königgrätz e nella battaglia di Blumenau. Dopo l’accordo di pace, Willisen ricevette l’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern con spade e fu promosso Colonnello il 31 dicembre 1866. Nella guerra contro la Francia guidò il suo reggimento con l’8^ Divisione di Fanteria nella battaglia di Gravelotte e nell’assedio di Metz. Il 23 novembre 1870 Willisen ricevette l’ordine di guidare la Brigata di Cavalleria del Baden e prese parte alla battaglia di Nuits. Premiato con entrambe le classi della Croce di ferro e della Croce di cavaliere dell’Ordine al merito militare Karl Friedrich, venne lasciato al comando del suo reparto. Come risultato della convenzione militare con la Prussia, la 28^ Brigata di Cavalleria a Karlsruhe fu formata dalla Brigata di cavalleria del Baden e Willisen fu nominato comandante della grande unità nel giugno 1871. Con questo incarico fu promosso Maggior Generale a metà agosto 1871 e nella primavera dell’anno successivo fu membro di una commissione che, sulla base delle esperienze dell’ultima guerra, elaborò proposte per modificare i regolamenti per la cavalleria . Il 7 dicembre 1875 fu inizialmente incaricato della guida della 28^ Divisione e il 21 novembre 1876 venne promosso Tenente Generale. In riconoscimento dei suoi molti anni di servizio, il Kaiser Guglielmo I gli conferì l’Ordine dell’Aquila Rossa, di Prima Classe, con foglie di quercia e spade nel gennaio 1882 in occasione della festa dell’Ordine. Il 23 novembre 1882 fu nominato governatore di Berlino e in questa posizione Willisen fu promosso Generale di Cavalleria il 20 settembre 1884. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere di IV Classe con spade dell’Ordine dell’Aquila Rossa
29 giugno 1864
Cavaliere di I Classe con foglie di quercia e spade dell’Ordine dell’Aquila Rossa
gennaio 1882
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale dinastico di Hohenzollern
1866
Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe
Arc. 1655:Alexander Eduard Kuno barone von der Goltz (Wilhelmsthal, ). Kuno veniva dalla famiglia von der Goltz del ramo Groß-Lauth. Era il figlio del barone Karl von der Goltz (1769-1844) e di sua moglie Henriette Magdalene, nata de Genée (1779-1854). Suo padre è un Capitano prussiano signore di Kramionken nel distretto di Sensburg e sindaco di Strelno. Dal settembre 1828, Goltz studiò alle scuole dei cadetti di Culm e Berlino . Venne poi trasferito al 1° Reggimento GranatierI dell’esercito prussiano come Sottotenente 14 agosto 1834. Con questo reggimento partecipò alle battaglie di Goltz Schleswig e Appenrade come primo Tenente durante la guerra contro la Danimarca nel 1848. Dopo la fine della guerra, Goltz è trasferito al 1° Reggimento Landwehr della Guardia il 18 novembre 1848 servendo come comandante di compagnia del 2° Battaglione. Sei mesi dopo si riunì al 4° Reggimento della Guardia Landwehr come comandante di compagnia e prese parte alla repressione della rivoluzione di Baden . Partecipò ai combattimenti a Wiesenthal Kirchheimbolanden, Neudorf e Kuppenheim e ricevette per il suo operato il 20 settembre 1849 l’ Ordine dell’Aquila Rossa di 4^ classe con spade. Poco dopo, Goltz fu di nuovo al 1° Reggimento Granatieri. Dopo un comando di tre mesi come ufficiale di stato maggiore nella 2^ Divisione della Guardia, fu infine promosso Capitano il 14 ottobre 1851 e contemporaneamente nominato comandante di compagnia . Nel 1857, si trasferì al Battaglione di Fanteria della Guardia, e poi si è unì allo Stato Maggiore del 1° Corpo d’Armata l’8 Maggio 1858. Nel maggio 1862, tornò al servizio delle truppe e gli fu affidato il comando del 2° Battaglione del 15° Reggimento Fanteria come Tenente Colonnello. Nella Guerra dei Ducati nel 1864, guidò il suo battaglione nelle battaglie di Rackebüll e Lillemölle, nonché nell’assalto alla ridotta di Düppel . Per il successo ad Alsen e la sconfitta delle truppe danesi a Kjär e Sønderburg , fu insignito dell’Ordine Pour le Mérite il 14 agosto 1864. Venne assegnato al comando del 15° Reggimento Fanteria il 21 novembre 1864, e promosso Colonnello due mesi dopo. Nella guerra austro-prussiana del 1866, per i suoi successi in questa campagna, ricevette le foglie di quercia per il Pour le Mérite. Promosso Maggior Generale nel mese di luglio del 1869, comandò la 26^ Brigata di Fanteria a Münster di cui faceva parte il suo ex reggimento, il 55 ° Reggimento di Fanteria “conte von Bülow Dennewitz” . Nella guerra franco-prussiana , combatté nel 7° Corpo d’Armata sotto il comando di Heinrich Adolf von Zastrow , nell’ambito del 1^ Armata del Generale von Steinmetz. Il suo comandante di divisione Adolf von Glümer impedì alla Brigata di impegnarsi nella battaglia di Forbach-Spicheren, tuttavia Goltz condusse le operazioni verso Forbach , e per questo ricevette la Croce di Ferro di 2^ classe. L’impegno più importante della Brigata fu forse il 14 agosto 1870, quando il suo forte attacco fece cambiare le sorti della battaglia di Borny-Colombey . Dopo la caduta di Metz , ottenne il comando di unità aggiuntive, inclusi due reggimenti di cavalleria. Questa unità, ora chiamata anche “Distaccamento Goltz” combatté nel 14° Corpo d’Armata al comando di August von Werder contro l’ esercito dei Vosgi al comando di Giuseppe Garibaldi . Senza successo, assediò la cittadella di Langres , dove si trovavano 3.000 soldati. Nel gennaio 1871 si ritirò per sostenere von Werder contro l’ Armata d’Oriente agli ordini di Charles Denis Bourbaki . Partecipò alla battaglia di Villersexel e alla battaglia di Héricourt . Dopo questa battaglia si gettò all’inseguimento delle truppe di Bourbaki, che si concluse con il passaggio e l’internamento di 87.000 uomini nella Svizzera neutrale. Il nuovo assedio pianificato di Langres non ebbe luogo a causa dell’armistizio. Dopo la fondazione dell’Impero tedesco, Goltz fu nominato ispettore dei cacciatori e fucilieri nel maggio 1871 e fu responsabile della gestione del corpo a cavallo della polizia militare. L’11 aprile 1873 venne assegnato al comando della 1^ divisione a Königsberg . Dopo la sua promozione al grado di Tenente Generale , venne nominato comandante della Divisione il 25 novembre 1873. Nel dicembre 1877, prese il comando della 13^ Divisione di Fanteria a Münster , che comprendeva anche il suo reggimento del 1866 e quelli del 1870-1871. Il 13 marzo 1880, Goltz fu posto in disponibilità con l’attribuzione del grado di Generale di Fanteria con pensione. Dal febbraio 1867 Goltz rappresentò il collegio elettorale di Minden – Lübbecke nel Reichstag della Confederazione della Germania settentrionale e nel parlamento doganale . Quando fu nominato Maggior Generale nel 1869, dovette dimettersi da queste cariche, ma fu rieletto con elezioni suppletive il 9 settembre 1868 e fu membro del Partito Conservatore . Fu membro del Reichstag fino al 1871. Fotografia CDV. Fotografo: F. Hundt – Münster.
Arc. 1328:Rudolf Ferdinand von Kummer (Szelejewo, 11 aprile 1816 – Potsdam, 3 maggio 1900). Appartenente ad una famiglia di militari della Prussia; intraprese egli stesso la carriera militare come Tenente di fanteria nell’esercito prussiano che allora vantava alcune tra le più brillanti menti della strategia militare: Clausewitz, Scharnhorst, Grolman e Gneisau. Nel 1848 fu promosso Capitano e assegnato allo stato maggiore e partecipò alla repressione della rivolta polacca in Posnania. Promosso Maggiore nel 1855, divenne ufficiale di stato maggiore nella 10^ Divisione di Fanteria e entrò nelle Guardie del Corpo; cinque anni dopo divenne Tenente Colonnello e capo di stato maggiore del I Corpo d’Armata di stanza presso Königsberg. Nel 1861 divenne Colonnello nelle Guardie del Corpo. Dal 1864 al 1865 von Kummer comandò il 37° Reggimento Fanteria a Posen (Poznań), del quale facevano parte come commilitoni Hermann von Malotki e Hugo von Obernitz. Nel 1865 fu nominato Maggior Generale e durante la guerra austro-prussiana fu comandante dell’armata del Meno e partecipò alla Mainfeldzug, quando l’armata prussiana comandata da Vogel von Falckenstein e Manteuffel sconfisse i confederati della Germania meridionale comandati da Carlo Teodoro di Baviera e Alessandro d’Assia; nel 1868 fu promosso Tenente Generale. Partecipò alla guerra franco-prussiana, inizialmente come comandante della riserva durante l’assedio di Metz, dove portò la richiesta di capitolazione alla guarnigione francese. Successivamente comandò un corpo d’armata e affrontò i francesi a Noisseville e a Bellevue, quando riportò un’importante vittoria tattica sui francesi del celebre maresciallo di Francia Bazaine; il 27 ottobre 1870 fu nominato comandante di Metz e addetto ai trasporti di convogli militari. Comandò la 15^ Divisione di Fanteria dell’VIII Corpo d’Armata nella Francia settentrionale, servendo sotto Goeben e Manteuffel ad Amiens, sull’Hallue, a Bapaume e San Quintino. Dopo la vittoria von Kummer fu comandante militare di Colonia sul Reno; messo a riposo nel 1877, si tenne sempre a disposizione dell’esercito, occupando per brevi periodi incarichi amministrativi presso il ministero della guerra. Fotografia CDV. Fotografo: C. Schwartz & Comp. – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere di Gran Croce con Foglie di Quercia dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Gran Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Croce di Ferro di II classe
Commendatore dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo
Arc. 1822:Heinrich Gustav Ludwig Freiherr von Freystedt (Bruchsal, 1 settembre 1809 – 8 maggio 1885). Heinrich era l’unico figlio di Karl von Freystedt e Luise Julie Hauchecorne. Freystedt iniziò la sua formazione militare nell’esercito del Baden nel 1824 subito dopo la sua conferma e divenne Tenente nel 1825. Nel 1830 accompagnò il padre come aiutante di campo in missioni diplomatiche in alcune capitali europee. Nel 1841 fu promosso a Capitano e nel 1851 a Maggiore. Nel 1854, come Tenente Colonnello, divenne anche comandante del 2° Reggimento Dragoni. Nel 1856 ottenne il grado di Colonnello e nel 1860 venne promosso Maggior Generale. Nel 1866 venne collocato a riposo e nel 1877 venne promosso dal Kaiser Tenente Generale. Nel 1852 fu insignito della Croce di Commendatore II Classe dell’Ordine del Leone Zähringer. Freystedt era un appassionato cavaliere che si dedicò anche all’allevamento di cavalli. Trascorse la sua pensione in parte a Karlsruhe e in parte nella sua tenuta a Istein, dove nel 1850 convertì l’ex Dinghof del capitolo della cattedrale di Basilea in un piccolo palazzo con parco. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
Arc. 1612:Christof Gottlieb Albert Freiherr von Barnekow (Hohenwalde, 2 agosto 1809 – Naumburg, 24 maggio 1895). Albert era figlio del Capitano di cavalleria prussiano Gottlieb von Barnekow (1781-1814) e di sua moglie Laurette, vedova Brandt, nata Gaesbeck (1787-1863). Barnekow si unì al 1° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano a Königsberg l’11 luglio 1826 come moschettiere. Ha continuato il servizio militare ininterrotto per i successivi 40 anni di pace, salendo al grado di Generale. Nel 1829 fu Sottotenente, dal 1831 nel 39° Reggimento Fanteria e lì dal 1833 al 1836 fu Aiutante del II Battaglione. Nel 1841 fu promosso primo Tenente, cinque anni dopo nel 1846 fu nominato Capitano e infine nel 1852 Maggiore. Come tale fu comandante del 1° Battaglione del 39° Reggimento di Fanteria, nominato Tenente Colonnello nel 1858 e promosso Colonnello nel 1860. Come tale, comandò il 6° Reggimento di Fanteria renana dal 1 luglio 1860 all’8 gennaio 1864. Nel 1864 prese parte alla guerra contro la Danimarca come Maggior Generale, ma senza prendere attivamente parte ai combattimenti con la sua unità . Barnekow visse la sua prima missione di combattimento nella guerra austro-tedesca nel 1866 nella battaglia di Trautenau. Come comandante della 2ª Brigata di Fanteria, fece parte della 1ª Divisione del 1° Corpo d’Armata. La sua brigata formò la riserva e assicurò la ritirata del corpo. Il 20 settembre 1866 ricevette l’Ordine Pour le Mérite per i suoi successi in questa battaglia. Più tardi durante la guerra prese parte alla battaglia di Königgrätz. Il 30 ottobre 1866 Barnekow fu comandante della 16^ Divisione a Treviri e come tale il 31 dicembre 1866 fu promosso Tenente Generale. Guidò questa grande unità nel 1870/71 nella guerra contro la Francia. Il primo scontro avvenne nella battaglia di Spichern, quando intervenne con la sua divisione nella battaglia di propria iniziativa. Le sue truppe e altre due divisioni (5^ e 13^ divisione) erano state allarmate dal rumore della battaglia. Queste unità aggiuntive costrinsero i francesi a ritirarsi. Nella battaglia di Mars-la-Tour, la 16^ Divisione raggiunse il campo di battaglia insieme alle restanti unità dell’VIII e X Corpo d’Armata nel tardo pomeriggio e poi si impegnò immediatamente nei combattimenti. Anche qui, senza aspettare un ordine, Barnekow si era avviato in direzione del fuoco dei cannoni. Dopo la battaglia di Gravelotte, von Barnekow e le sue unità fecero parte dell’esercito assediante di fronte a Metz. Dopo la capitolazione della fortezza il 27 ottobre 1870, la 16^ Divisione fu trasferita nel nord della Francia, dove seguirono le battaglie vicino ad Amiens, all’Halle e poi l’assedio della fortezza di Péronne fino al 9 gennaio 1871. 10 giorni dopo von Barnekow guidò l’ala destra nella battaglia di Saint-Quentin, con la quale penetrò come prima unità in città e costrinse i francesi a una frettolosa ritirata, in cui furono poi catturati gran parte dei soldati dell’esercito settentrionale. Oltre alla Croce di Ferro di II e di I Classe, ricevette anche le Foglie di Quercia per la Pour le Mérite per il suo servizio in guerra. Dopo la guerra sostituì il comandante generale del 1° Corpo d’Armata nella Prussia orientale. Il 22 marzo 1872, Barnekow ricevette una dotazione di 40.000 talleri per i suoi molti anni di servizio e fu nominato proprietario del 6° Reggimento di fanteria renana il 14 settembre dello stesso anno. Dopo la sua promozione a Generale di Fanteria, il 19 settembre 1873 fu nominato comandante generale del 1° Corpo d’armata. Il 2 agosto 1876, in occasione del suo 50° anniversario di servizio, Barnekow ricevette la Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia e spade sull’anello. Tre anni dopo, Guglielmo I gli conferì l’Ordine dell’Aquila Nera. Il 5 giugno 1883, Barnekow fu finalmente messo a disposizione e insignito della stella di Gran Commendatore dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern. Fotografia CDV. Fotografo Sconosciuto.
Arc. 2061:Julius Ludwig Wilhelm von Loewenfeld (Leeden, Loewenfeld studiò presso la casa dei cadetti di Berlino e fu poi trasferito il 5 aprile 1826 come Sottotenente al reggimento di fanteria di riserva della Guardia Landwehr dell’esercito prussiano, che poi divenne Reggimento Fucilieri della Guardia. Dal 1828 al 1834 fu aiutante del 1° Battaglione poi mantenne lo stesso incarico fino al 1843 con il 1° Battaglione del 4° Reggimento Guardie della Landwehr ad Hamm. Nel 1848, quando era primo Tenente, represse, con gli uomini dell’8° compagnia del suo reggimento, una rivolta scoppiata nel carcere di Spandau. Alla fine dell’anno, Loewenfeld fu promosso Capitano e comandante di compagnia. Promosso Maggiore, divenne comandante del 2° Battaglione a metà maggio 1854 e fu trasferito al 1° Reggimento di Fanteria delle Guardie il 12 giugno 1855. Dal 30 dicembre al 6 aprile 1857 fu comandante del battaglione fucilieri e fu poi nominato aiutante di Campo di Federico Guglielmo IV con promozione al grado di Tenente Colonnello. Loewenfeld accompagnò il re in diversi viaggi finché non si ammalò. Lasciandolo al suo posto, gli fu affidato il comando del 2° Reggimento Granatieri a Stettino il 12 novembre 1857 e quello del reggimento di fanteria di riserva della Guardia il 22 maggio 1858. Il 15 aprile 1859 fu nominato comandante di questo unità, promosso Colonnello alla fine di maggio 1859, e nel gennaio 1861 fu decorato con la Croce di Cavaliere dell’Ordine della Casa Reale di Hohenzollern. Il 7 marzo 1863 gli venne affidato il comando della 10^ Brigata di Fanteria a Francoforte sull’Oder e il 17 marzo 1863 fu nominato comandante di Brigata come Maggior Generale. Il 12 agosto 1863 fu trasferito di nuovo a Berlino, dove Loewenfeld ricevette il comando della 4^ Brigata di Fanteria delle Guardie. Dal 19 dicembre 1863 fu comandante della 1^ Brigata di Fanteria della Guardia e dell’ufficio del comando di Potsdam, per la durata del distaccamento del generale Wilhelm Hiller von Gaertringen. Il 9 gennaio 1864 fu nominato comandante di questa brigata e il 22 marzo divenne anche comandante della piazza di Potsdam. In questa posizione ricevette l’Ordine di San Stanislao di 1^ classe nel giugno 1864. Il 2 giugno 1866 Loewenfeld fu nominato comandante della 9^ Divisione di Fanteria a Glogau, che guidò nella guerra contro l’Austria come parte del 5° Corpo d’armata. Dopo aver preso possesso dello stretto passo di Nachod, il 26 giugno 1866, riuscì a difendere le alture contro 21 battaglioni nemici per circa tre ore nella battaglia che si svolse il giorno successivo con cinque battaglioni e mezzo e due sezioni di cacciatori. Per questo, Loewenfeld riceve l’ordine Pour le Mérite. Partecipò anche alle battaglie di Skalitz, Schweinschädel e Sadowa. Dopo il trattato di pace, Loewenfeld fu nominato comandante della 2^ Divisione delle Guardie il 17 settembre 1866. Subito dopo fu promosso Tenente Generale e insignito della Croce al merito militare del Meclemburgo. All’inizio di giugno 1870 fu anche decorato con diamanti dell’Ordine di Sant’Anna di 1^ classe. Per motivi di salute, Loewenfeld rinunciò al comando della divisione durante la mobilitazione per la guerra contro la Francia e fu inizialmente governatore generale del 5° e 6° distretto del corpo d’armata. A metà settembre 1870 divenne ispettore dei due corpi di riserva nei pressi di Berlino e dopo la capitolazione di Metz, il 28 ottobre 1870 fu nominato governatore della fortezza di Metz. In questa posizione fu anche responsabile del quartier generale di Longwy e ricevette la Croce di Ferro di 2^ classe dopo la resa della città e della fortezza. Per motivi di salute rassegnò le dimissioni. Di conseguenza fu trasferito dall’esercito il 17 giugno 1871, lasciandolo nella sua posizione di ufficiale, e il 27 giugno 1871 fu congedato con il grado di Generale di Fanteria. Dopo il suo addio, il Kaiser Guglielmo I gli conferì l’Ordine dell’Aquila Rossa di 1^ Classe con Foglie di Quercia in occasione della festa del gennaio 1872. Loewenfeld trascorse la sua pensione in Svizzera e in Italia fino a quando si stabilì definitivamente a Potsdam. Fotografia CDV. Fotografo: König Wilhelm Gallerie – Berlin. Datata 1867.
Arc. 845:Alexander Friedrich Adolf Heinrich von Zastrow (Danzig, 11 agosto 1801 – Schöneberg 12 agosto 1875). Adolf Heinrich proveniva dalla nobile famiglia della Pomerania Zastrow. Era figlio del Colonnello prussiano e comandante della 6^ Brigata di Fanteria Alexander Heinrich Gebhard von Zastrow (1768-1815) e di sua moglie Karoline Albertine Juliane, nata von Blankenstein (1758-1868). Dall’8 settembre 1815 Zastrow frequentò la scuola per cadetti di Berlino. In qualità di sottufficiale, fu il paggio personale del re prussiano Federico Guglielmo III dal 15 aprile al 10 ottobre 1819. Zastrow fu quindi arruolato come Sottotenente nel 1° Reggimento della Guardia a piedi e fu comandato dal 1823 al 1825 per ulteriore addestramento presso la Scuola Generale di Guerra. Fu qui che scoprì il suo particolare interesse per le fortificazioni, che si rifletteva nel manuale del 1828 dei più eccellenti sistemi ed esempi di arte di fortificazione. Il 17 aprile 1834 fu promosso Primo Luogotenente. Nel 1839 fu comandato per tre anni dopo in Turchia e nel 1848 venne promosso Maggiore dell’esercito dello Schleswig-Holstein. Ritornato in Prussia nel 1850, divenne comandante di battaglione nel Reggimento Granatieri “Re Federico Guglielmo IV” (1° Pomerania), poi Colonnello comandante del Reggimento di Fanteria “von Goeben” (2° renano), e successivamente comandante della 19^ Brigata di Fanteria e nel 1863 come Tenente Generale comandante dell’11^ Divisione. Nella guerra tedesca del 1866, a capo di questa divisione, diede un importante contributo alla decisione di Königgrätz, per poi diventare Comandante Generale del VII Corpo d’Armata, che guidò a Spichern, Gravelotte, Metz e in Borgogna nel Guerra franco-prussiana del 1870/71. Dopo la caduta della fortezza di Metz, assediò Thionville, Montmédy e Mezières. Alla fine della campagna, lui e il suo corpo furono mobilitati per sostenere l’esercito meridionale del generale Edwin von Manteuffel. Il 5 febbraio 1871 fu insignito della croce Pour le Mérite per i suoi servizi in questa guerra e ricevette una dotazione di 100.000 talleri. Dopo la guerra, Zastrow divenne comandante onorario del 1° Reggimento Granatieri della Slesia. Il 5 ottobre 1871 fu sollevato dalla carica di comandante generale e nominato membro della Commissione nazionale di difesa. Lasciandolo membro della commissione, fu collocato il 27 dicembre 1873 con pensione. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1091:Federico Francesco II di Meclemburgo-Schwerin (Ludwigslust, 28 febbraio 1823 – Schwerin, 15 aprile 1883). Federico Francesco era il figlio maggiore del granduca ereditario Paolo Federico di Meclemburgo-Schwerin e di sua moglie, la principessa Alessandrina di Prussia. Il giovane principe trascorse gli anni della sua giovinezza a Ludwigslust, assieme ai genitori, alla corte del nonno, il granduca Federico Francesco I. Divenne erede del ducato alla morte del nonno, il granduca Federico Francesco I, il 1º febbraio 1837. Si recò quindi a Berlino. Il 15 ottobre 1840 descrisse nel suo diario la sua “fiducia incrollabile nel trono prussiano”, dimostrando una propensione a favorire il disegno espansionistico che la Prussia stava coltivando in quegli anni sulla Germania. Successivamente servì nello staff del feldmaresciallo generale Friedrich von Wrangel durante la seconda guerra dello Schleswig. Proseguì i propri studi presso l’università di Bonn, ove si immatricolò il 5 novembre 1840 e dove ebbe modo di studiare con i migliori professori della sua epoca, studiando con particolare interesse la Germania di Tacito, dalla quale ricaverà una certa passione per il mondo classico. Terminata l’università, compì dei viaggi nei Paesi Bassi e in Italia. Lo spirito gioviale e il carattere allegro gli fruttarono in questi anni amicizie che si riveleranno poi preziose per fini politici, come quelle con i principi Cristiano di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg (poi re Cristiano VIII di Danimarca), Federico d’Assia e Leopoldo di Lippe. Durante la guerra austro-prussiana fu comandante delle truppe che occuparono Lipsia e assediarono Norimberga. Prese inoltre parte alla guerra franco-prussiana, durante la quale fu governatore generale di Reims e comandante generale delle forze che assediarono Toul. Ottenne quindi l’incarico di difendere le truppe tedesche durante l’assedio di Parigi dall’attacco delle armate della Loira e nella battaglia di Beaune-la-Rolande sconfisse le armate francesi. Morì il 15 aprile 1883 e gli successe il figlio maggiore, Federico Francesco III. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze mecklenburghesi
Gran maestro dell’Ordine della Corona wendica
Croce di I classe al merito militare del granducato di Meclemburgo-Schwerin
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Cavaliere di gran croce della Croce di ferro
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Cavaliere dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata
Arc. 1340:Friedrich Wilhelm Gustav Stiehle, dal 1863 von Stiehle (Erfurt, 14 agosto 1823 – Berlin, 15 novembre 1899). Gustav era il figlio del Tenente Generale prussiano Friedrich von Stiehle (1791-1874) e di sua moglie Elisabeth Friederike Karoline, nata Töpke. Stiehle ha frequetò la scuola pedagogica di Halle e la scuola superiore di Erfurt. Successivamente si unì al 21° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano l’11 febbraio 1840 come moschettiere e fu promosso Sottotenente alla fine di febbraio 1841. Dal 1844 al 1847 frequentò la Scuola Generale di GuerraGeneral e nel 1848 prese parte ai conflitti nella provincia di Posen. Fu assegnato al dipartimento trigonometrico dello Stato maggiore dal 1852 al 1855, nel 1858 fu al comando del 7° Reggimento e fu promosso Maggiore nel 1859. In qualità di direttore, Stiehle organizzò le scuole di guerra di nuova costituzione a Potsdam e Neisse e nel 1860 assunse la direzione del dipartimento di storia della guerra dello Stato maggiore. Nel 1864 prese parte alla guerra contro la Danimarca al servizio del feldmaresciallo von Wrangel e firmò anche l’armistizio tra Prussia, Austria e Danimarca il 18 luglio 1864 a Christiansfeld. Stiehle prese parte alla guerra austro-tedesca nel 1866 e combatté come Colonnello a Hühnerwasser, Münchengrätz e nella battaglia di Königgrätz. Prese parte ai negoziati della pace preliminare di Nikolsburg e guidò i negoziati militari finali dopo la pace di Praga. Con la mobilitazione per la guerra contro la Francia, Stiehle fu nominato Capo di Stato Maggiore della 2^ Armata e poco dopo venne promosso Maggior Generale il 26 luglio 1870. Durante i combattimenti prese parte alle battaglie di Gravelotte, Beaune-la-Rolande, Orléans e Le Mans, e all’assedio di Metz. Con il generale francese Louis Jarras (1811-1890) completò la resa di Metz. Riuscì a distinguersi più volte durante la guerra e ricevette il 6 ottobre 1870, la Croce di Ferro, Prima Classe, e il 18 gennaio 1870, le Foglie di quercia per il Pour le Mérite. Dopo la guerra, fu ispettore di cacciatori e fucilieri dal 1873 al 1875. Dal 28 ottobre 1875 fu comandante della 7^ Divisione e poco dopo fu promosso Tenente Generale il 4 novembre. In quanto tale, fu nominato Aiutante Generale del Kaiser Guglielmo I il 22 marzo 1877, pur rimanendo in questo comando del suo reparto. Stiehle rinunciò al comando il 17 agosto 1881 e assunse la carica di comandante generale del V Corpo d’Armata. In questa posizione fu promosso Generale di Fanteria il 9 giugno 1884. Il 21 marzo 1886 rinunciò al corpo e fu successivamente nominato capo del genio e ispettore generale dei forti. Il 4 settembre 1888 fu messo a disposizione come Aiutante Generale e à la suite del corpo degli ingegneri e dei pionieri. Fotografia CDV. Fotografo: B.J. Hirsch – Berlin.
Arc. 712:Bruno Hugo Karl Friedrich von François (Magdebourg, François studiò alla scuola pedagogica di Halle e alle scuole secondarie di Coblenza, Colonia e Lussemburgo. Il 29 dicembre 1834 si arruolò come moschettiere nel 37° Reggimento Fucilieri dell’esercito prussiano, comandato all’epoca da suo padre. Nel gennaio 1836 vi fu promosso Sottotenente e, dal 1 ottobre 1839, fu assegnato per tre anni alla Scuola Generale di Guerra per continuare la sua formazione. Durante la sua carriera militare, François partecipò alla guerra contro la Danimarca nel 1864. Il 4 gennaio 1866 fu nominato comandante del 58° Reggimento Fanteria. In quanto tale, François divenne Colonnello l’8 giugno 1866 e lo stesso anno combatté a Nachod, Skalitz e Schweinschädel contro gli austriaci. Ferito nella battaglia di Sadowa il 3 luglio 1866, fu decorato con l’Ordine Pour le Mérite il 20 settembre 1866. Fu incaricato il 14 luglio 1870 del comando della 27^ Brigata di Fanteria e fu promosso a Maggior Generale il 26 luglio 1870. Cinque giorni dopo fu nominato comandante di questa brigata, con la quale entrò in guerra contro la Francia. Come comandante di brigata, François comandò il 39° Reggimento Fucilieri e il 74° Reggimento Fanteria durante la battaglia di Forbach-Spicheren. Poco dopo aver raggiunto l’altopiano di Spicheren dopo l’assalto della Montagna Rossa, fu colpito sotto il braccio destro sollevato crollando a terra. Colpito da altri quattro proiettili di un cecchino, morì. Le sue ultime parole sarebbero state: “E’ una bella morte sul campo di battaglia; Mi piace morire perché vedo la battaglia andare. Il suo luogo di morte, recintato e dotato di una lapide commemorativa, è nelle immediate vicinanze del memoriale del 74° Reggimento Fanteria. La sua tomba si trova nel cimitero onorario del Giardino franco-tedesco a Saarbrücken. L’iscrizione tombale recita: “Fu colpito da cinque proiettili nemici durante l’avanzata vittoriosa nell’assalto alle alture di Spicheren il 6 agosto 1870. I cavalli sono preparati per il giorno della battaglia, ma la vittoria è del Signore. Salmi 21.31”. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1735:Bruno Hugo Karl Friedrich von François (Magdebourg,
Arc. 1716:Gustav Eduard Hindersin, dal 1865 von Hindersin (Wernigerode, 18 luglio 1804 – Berlin, 25 gennaio 1872). Era il figlio del pastore Friedrich Wilhelm Hindersin (1754-1824) e di sua moglie Charlotte Beate, nata Schmid (1770-1837). Hindersin si laureò al Liceo nella sua città natale e si unì alla 3^ Brigata di Artiglieria dell’esercito prussiano il 16 ottobre 1820 come artigliere. Dopo aver frequentato con successo la Scuola unita di Artiglieria e Genio fu promosso Sottotenente. Dal 1829 al 1832 Hindersin continuò la sua formazione presso la Scuola Generale di Guerra. Fu poi aiutante di dipartimento e insegnante presso la scuola di brigata a Magdeburgo. In seguito dal 1835 al 1837 fu al comando dell’ufficio topografico. Promosso Primo Tenente il 22 dicembre 1838, Hindersin fu incaricato allo stato maggiore generale il 7 aprile 1841. Con la sua promozione a Capitano giunse il 12 aprile 1842 nello Stato Maggiore del 1° Corpo d’Armata. Da lì tornò allo stato maggiore nel marzo 1846 e diresse il dipartimento topografico come Maggiore e allo stesso tempo, fu anche insegnante alla Scuola Generale di Guerra dal 1847 al 1848. Dopo la rivoluzione del 1848/49, fu assegnato al corpo federale unito sotto Eduard von Peucker per reprimere i rivoluzionari del Baden, prima come ufficiale di stato maggiore e poi come capo di stato maggiore generale. Fu catturato dal popolo di Baden vicino a Ladenburg e trasportato a Rastatt, dove fu rilasciato prima della caduta della città. Entro la metà di ottobre 1861, Hindersin fu promosso Tenente Generale. Durante la guerra contro la Danimarca nel 1864, Hindersin fu incaricato della gestione tecnica dell’artiglieria e degli attacchi ingegneristici contro il Düppeler Schanzen. Per la riuscita esecuzione fu insignito dell’Ordine Pour le Mérite il 22 aprile 1864 e dopo la guerra fu nominato 2° Ispettore Generale di Artiglieria pur mantenendo la sua posizione di Ispettore del 2° Ispettorato di Artiglieria. Il 20 dicembre 1864 Hindersin divenne finalmente ispettore generale e curatore della Scuola Unita di Artiglieria e Genio. In riconoscimento del suo servizio durante la guerra del 1864 fu nominato cavaliere il 22 marzo 1865 e gli fu conferito uno stemma che incorporava elementi di quello della famiglia scozzese Henderson. In qualità di ispettore generale, cercò di armare le truppe con fucili rigati e prima che ciò fosse raggiunto, nel 1866 scoppiò la guerra austro-tedesca. Hindersin fu comandato al quartier generale del re Guglielmo I. Qui analizzò le carenze emerse e iniziò l’istituzione di una scuola di tiro con l’artiglieria. Nel 1866 venne promosso Generale di Fanteria e l’8 gennaio 1868 venne nominato membro della Commissione Nazionale di Difesa. Nella guerra contro la Francia del 1870/71 partecipò alle battaglie di Gravelotte e Sedan e all’assedio di Parigi. Oltre a entrambe le classi della Croce di Ferro, Hindersin ricevette la Gran Croce dell’Ordine al Merito Militare di Baviera e l’Ordine della Corona del Württemberg. Al cerimoniale ingresso a Berlino, Guglielmo I lo presentò à la suite del reggimento di artiglieria da campo della Guardia. Poco dopo, fu anche insignito Hindersin della Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa in occasione del suo 50° anniversario di servizio. Due giorni dopo la sua morte fu sepolto nell’Invalidenfriedhof a Berlino, accanto ai suoi due figli maggiori. Al funerale parteciparono l’imperatore Guglielmo I e il principe ereditario Federico, nonché numerose figure militari prussiane di alto rango. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2316:Franz August von Etzel (Berlin, 16 ottobre 1808 – Ebenda, 25 dicembre 1888). August proveniva da una nobile famiglia di origine irlandese. Era il figlio del Maggior Generale prussiano August O’ Etzel (1784-1850) e di sua moglie Elise Adelheid, nata Hitzig (1789-1866). Dopo il riconoscimento prussiano della nobiltà il 25 giugno 1846, la famiglia si fece chiamare von Etzel. Frequentò le scuole a Berlino e Coblenza e dopo lunghi viaggi, si unì al battaglione di fucilieri delle guardie dell’esercito prussiano il 3 novembre 1824 come fuciliere. Qui il 14 ottobre 1826 salì al grado di Sottotenente e si diplomò dal 1831 al 1834 alla Scuola Generale di Guerra. Tra il 1835 e il 1837 Etzel fu insegnante presso la Scuola del Corpo delle Guardie del Corpo. Negli anni dal 1837 al 1840 fu assegnato all’ufficio topografico e nel 1842 divenne Capitano di Stato Maggiore Generale e nel 1844 entrò a far parte dello Stato Maggiore Generale del II Corpo d’Armata. Dal 1848 prestò nuovamente servizio come Maggiore di stato maggiore generale. Durante la rivoluzione del 1848/49 fu anche a capo del telegrafo e nel 1849, durante la campagna contro la Danimarca, Etzel fu capo di stato maggiore della divisione mobile “von Hirschfeld” nello Jutland. Prese parte alle battaglie di Alminde, Viuf, Veile e Aarhus e rimase ferito. Nel 1850 gli furono affidate le trattative militari a Copenaghen e dal 1850 al 1851 fu insegnante di tattica presso la Scuola Generale di Guerra. Nel 1853 fu promosso Tenente Colonnello e nominato capo di dipartimento del Grande Stato Maggiore Generale. Tre anni dopo fu promosso Colonnello. Nel 1857 Etzel fu nominato comandante del 15° Reggimento di Fanteria (Principe Federico dei Paesi Bassi) a Minden. In posizione à la suite, il 19 maggio 1859 fu incaricato di guidare la 32^ Brigata di Fanteria. Alla fine del mese Etzel fu promosso Maggior Generale e nominato comandante di quella brigata. Nel 1860 ricevette il comando della 29^ Brigata di Fanteria a Colonia e di nuovo nel 1863 della 32^ Brigata di Fanteria e allo stesso tempo era comandante delle truppe prussiane nella città di Francoforte sul Meno. Nello stesso anno fu messo a capo della 16^ Divisione il 19 dicembre, nominato comandante il 4 gennaio 1864 e promosso in tale posizione il 25 giugno 1864 a Tenente Generale. Durante la guerra contro l’Austria, Etzel prese parte alle battaglie di Monaco Grätz e Königgrätz nel 1866. Nello stesso anno divenne direttore dell’Accademia di guerra. Durante la mobilitazione in occasione della guerra contro la Francia, fu nominato Comandante Generale del Vice Comando Generale del IX. Corpo d’Armata. In questa posizione, Etzel ricevette il ruolo di Generale di Fanteria il 26 luglio 1870. Il 22 luglio 1871 fu nominato governatore di Stettino. I suoi molti anni di successi trovarono espressione il 29 agosto 1871 quando fu insignito dell’Ordine della Corona di 1^ Classe, con il nastro smaltato dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia e spade sull’anello. Il 19 ottobre 1871 Etzel fu finalmente messo a riposo. Etzel fu membro del parlamento nella seconda legislatura del Reichstag tedesco dal 1874 al 1877 come rappresentante del collegio elettorale Minden 1 (Minden-Lübbecke). Apparteneva al gruppo parlamentare del Partito Nazionale Liberale. Fotografia CDV. Fotografo: E. Bieber – Hamburg.
Arc. 1334:Friedrich Wilhelm Ludwig von Wittich (Münster, 15 ottobre 1818 – Kreis Soldin, 2 ottobre 1884). Era il figlio del Maggior Generale prussiano Karl August von Wittich (1772–1831) e di sua moglie Christiane Johanna Friederike Elisabeth, nata von Redern (1780–1842). Von Wittich ricevette la sua educazione nel corpo dei cadetti e si arruolò nell’esercito prussiano nel 1835 come Sottotenente. Nel 1844 divenne aiutante di stato maggiore della 2^ Divisione e nel 1852 di stato maggiore del V Corpo. Promosso Maggiore nel 1857, fu trasferito al personale della 9^ Divisione e nel 1861 di nuovo al V Corpo. Il 18 ottobre fu promosso Tenente Colonnello; nel 1863 divenne Capo di Stato Maggiore del II Corpo d’Armata e nel 1864 del IV Corpo d’Armata. Con il grado di Colonnello, si distinse nella guerra austro-prussiana e ricevette per i suoi servigi il prestigioso Pour le Mérite. Il 22 marzo 1868 divenne Maggior Generale e comandante della 49^ Brigata (1^ Brigata di Fanteria granducale dell’Assia). Guidò la sua unità durante la guerra franco-prussiana nelle battaglie di Vionville, Gravelotte e Noisseville. Il 22 settembre 1870 fu nominato comandante della 22^ Divisione (Impero tedesco) e con essa partecipò alle ardue e lunghe operazioni lungo la Loira e contro Le Mans dall’ottobre 1870 al gennaio 1871. Nel corso di queste battaglie combatté sotto il Generale von der Tann il 10 ottobre nella battaglia di Artenay, l’11 a Orléans e il 18 nell’assalto a Châteaudun. Il 21 ottobre occupò Chartres e poi combatté sotto il Granduca di Meclemburgo-Schwerin il 2 dicembre nella battaglia di Loigny-Poupry, il 3 e 4 ancora a Orléans, dall’8 al 10 nella battaglia di Beaugency. Prima del volgere dell’anno ricevette le foglie di quercia al Pour le Merite. Contribuì anche in modo significativo alle vittorie nella battaglia di Le Mans (10-12 gennaio) e ad Alençon (15 gennaio). Successivamente, il 18 agosto 1871, von Wittich fu promosso Tenente Generale. Il 18 marzo 1872 fu nominato comandante della 31^ Divisione a Strasburgo. Si ritirò dal servizio nell’aprile 1873. Nel 1889 in suo onore gli venne intitolato l’83° Reggimento (3° reggimento di fanteria Kurhessian) “von Wittich”. Dal 1879 al 1881 von Wittich fu membro del Reichstag tedesco per il Partito conservatore tedesco e il collegio elettorale di Landsberg. Sposò Johanna Albertine Luise Anna Hiller von Gaertringen il 16 giugno 1863. Era la vedova di Anton von Bredelow (1818–1861) e figlia del ciambellano Rudolf Hiller von Gaertringen († 27 ottobre 1866) e Sophie von Motz. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1341:Hugo Moritz Anton Heinrich Freiherr von Obernitz (Bischofswerder, 16 aprile 1819 – Honnef, 18 settembre 1901). Hugo era figlio del Maggiore prussiano a. D. Friedrich Karl Moritz von Obernitz (1786–1844) e sua moglie Wilhelmine, nata Austria (1879–1832). Dopo aver frequentato le case dei cadetti a Kulm e Berlino, Obernitz si unì al 4° Reggimento di Fanteria il 18 agosto 1836 come Sottotenente. Nel 1852 divenne Capitano e Maggiore nel 1856. Dal giugno 1861 Tenente Colonnello e dalla primavera 1863 comandante del Reggimento Fucilieri Garde. Il 6 giugno 1865 venne nominato membro della commissione di studio dell’Accademia di guerra di Berlino. Durante la guerra tedesca guidò la 1^ Brigata di Fanteria delle guardie nell’unità della seconda armata contro gli austriaci a Soor e Könighof. Nella battaglia decisiva vicino a Königgrätz il 3 luglio, le sue truppe catturarono 40 cannoni e il villaggio di Chlum. Per questo Obernitz fu insignito dell’Ordine Pour le Mérite il 17 settembre 1866 e promosso a Maggior Generale il 29 settembre 1866. Dal 1868 al 1871 fu ispettore dei cacciatori e fucilieri. Ebbe molto successo come comandante della divisione da campo del Württemberg nella guerra franco-prussiana del 1870/71 nelle battaglie di Wörth e nel II Corpo d’armata del generale von Eduard von Fransecky nell’assedio di Parigi. Obernitz ha ricevette una dotazione di 100.000 talleri per questi servizi. Il 22 ottobre 1871 divenne comandante della 14^ Divisione a Düsseldorf. L’11 giugno 1879 fu nominato comandante generale del XIV Corpo d’armata a Karlsruhe, che mantenne fino al suo pensionamento nell’agosto 1888. Nel frattempo, Obernitz fu promosso a General di Fanteria l’11 giugno 1879 e nominato proprietario del reggimento granatieri “Re Federico il Grande” (3 ° prussiano orientale) il 22 marzo 1884. Il 18 agosto 1886 ha celebrò il suo cinquantesimo anniversario di servizio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2306:Karl Georg Heinrich Friedrich von Wnuck (Königsberg 29 novembre 1803 – Wiesbaden 2 maggio 1881). Karl Wilhelm era un membro della tribù Zemmen della nobile famiglia Pomerania-Pomerania von Wnuck, di cui numerosi membri entrarono nell’esercito prussiano. I suoi genitori erano il Colonnello prussiano e comandante del battaglione di guarnigione a Pillau e proprietario terriero a Zemmen, Matthias Friedrich von Wnuck (1754-1811) e Amalie Henriette von Maltitz (1780-1825). Frequentò le scuole di grammatica a Königsberg e Elbing. Cadetto dal 1819, fu trasferito dal corpo dei cadetti nel 1821 come Guardiamarina al 5° Reggimento Corazzieri dell’esercito prussiano. Fu promosso Sottotenente nel 1822, fu aiutante di reggimento dal 1830 al 1840, aumentò ulteriormente nel 1836 a primo Tenente e nel 1843 divenne Capitano e comandante di squadrone. Nel 1846 ricevette la Croce di servizio. Nel 1849 gli fu ordinato di istituire la scuola di equitazione militare a Schwedt. Wnuck ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa IV Classe nel 1850 e fu nominato Maggiore nel 1853 mantenendo il comando dello squadrone. Nel 1854 fu trasferito all’8° Reggimento Corazzieri come ufficiale di stato maggiore, nel 1856 fu comandante dell’8° Reggimento di Cavalleria pesante Landwehr e nel 1857 fu nominato comandante del 2° Reggimento Ulani. Qui fu promosso Tenente Colonnello nel 1857 e Colonnello nel 1859. Nel 1858 Wnuck ottenne l’Ordine dell’Aquila Rossa di 3^ classe, divenne poi comandante della 10^ Brigata di Cavalleria nel 1861 e ricevette l’Ordine della Corona 3^ Classe. Dal 1863 al 1864 gli fu affidato il comando delle truppe di stanza al confine tra Wreschen e Kempen. Sempre nel 1863 divenne Cavaliere d’Onore dell’Ordine di San Giovanni e nel 1864 ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa di 2^ classe con foglie di quercia e l’Ordine di Sant’Anna di 2^ classe con diamanti. Fu anche promosso Maggiore Generale nel 1864. Wnuck fu messo a disposizione nel 1866 in approvazione della sua richiesta di dimissioni con una pensione e l’assegnazione della stella dell’Ordine dell’Aquila Rossa II Classe. Tuttavia, nel 1866 fu nominato vice comandante generale del V Corpo d’Armata. Prese parte alla guerra austro-tedesca meritandosi l’Ordine Pour le Mérite per il suo servizio con Vysokow. Nel 1866 Wnuck fu finalmente promosso Tenente Generale e nel 1868 fu nuovamente messo a disposizione con una pensione, ma nel 1870 durante la guerra contro la Francia fu nominato prima comandante di Posen e poi vicecomandante generale del V Corpo d’Armata. Il 3 giugno 1871, Wnuck si dimise. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1716:Karl barone von Horn (Speyer 15 dicembre 1818 – München 14 settembre 1896). Karl era il figlio del Maggior Generale bavarese Wilhelm von Horn e di sua moglie Marianne, nata Hager (1796-1831). Horn si diplomò al Corpo dei cadetti bavaresi e divenne Sottotenente nell’artiglieria dell’esercito bavarese nel 1838. Partecipò alla guerra del 1866 contro la Prussia. Come Maggior Generale, combatté nella guerra contro la Francia nel 1870/71 e ricevette entrambe le classi della Croce di Ferro e, il 19 settembre 1870, della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Max Joseph per i suoi successi. Dopo la fine della guerra, Horn fu comandante della brigata di occupazione Metz e il 25 aprile 1875 fu promosso Tenente Generale a comandante della 4^ Divisione a Würzburg. Infine, il 16 giugno 1881, fu nominato Comandante Generale del I Corpo d’Armata. Dal 6 agosto 1881, Horn fu anche Aiutante Generale del re Ludovico II. Era il proprietario del 2° Reggimento Artiglieria da Campo “Horn” dal 21 agosto 1884 e fu insignito della Gran Croce dell’Ordine al Merito Militare in riconoscimento dei suoi molti anni di servizio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1338:Heinrich Ludwig Franz von Plonski (Bernau, 5 dicembre 1802 – Coburg, 14 gennaio 1880). Il 9 luglio 1820 Plonski uscì dal corpo dei cadetti come Sottotenente al 19° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano. Nel 1833 fu promosso primo Tenente e, dopo essere stato assegnato alla 10^ Brigata di Fanteria nel 1838/39, lavorò come insegnante presso la scuola di divisione. Dal novembre 1839 tornò al servizio militare come comandante di compagnia, divenendo Capitano nel 1841 e Maggiore nel 1847, nonché comandante di battaglione nel 13° Reggimento di Fanteria. Nel marzo 1848 fu trasferito al 30° Reggimento Landwehr e nel novembre 1848 al 26° Reggimento di Fanteria. Il primo impiego in combattimento fu nel 1848/49 nella campagna di Baden e del Palatinato. Plonski fu promosso Tenente Colonnello nel 1853 e Colonnello nel 1855. Dal 1853 fu comandante del 7° Reggimento Granatieri e nel 1854 divenne ispettore dei cacciatori e fucilieri nello stato maggiore e allo stesso tempo comandante della Garde-Jäger-Bataillon. Fu sollevato da questo comando nel 1856 e divenne comandante del Feldjägerkorps a cavallo. Il 22 maggio 1858 ricevette il suo successivo incarico come comandante della 16^ Brigata di Fanteria, solo dodici giorni dopo fu nuovamente trasferito, questa volta alla 4^ Brigata di Fanteria della Guardia. In questa posizione divenne Maggior Generale nel novembre 1858. Nel gennaio 1861 divenne comandante della 12^ Divisione e nello stesso mese Tenente Generale. Nel maggio 1864 fu trasferito alla 2^ Divisione della Guardia. Nel 1864 prese parte alla guerra contro la Danimarca e alla fine comandò la divisione combinata delle guardie assemblata per questa guerra. Due anni dopo comandò la sua divisione nella guerra contro l’Austria e il 30 ottobre 1866 divenne comandante generale della neonata XI Corpo d’Armata in Assia e in questa posizione venne promosso a Generale di Fanteria il 22 marzo 1868. Con lo scoppio della guerra del 1870, diede questo comando a Julius von Bose, ma rimase comandante generale del vice comando generale fino all’8 gennaio 1871, poiché von Bose dal 6 agosto 1870 rimase ferito. Premiato con la Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa con Foglie di Quercia e Spade sull’Anello, fu messo a disposizione il 23 marzo 1871 alla fine della guerra. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2312:Ferdinand Emil Karl Friedrich Wilhelm von Schwartzkoppen (Manoir d’Obereimer, tudiò al liceo Laurentianum di Arnsberg e si arruolò nell’esercito prussiano dopo essersi diplomato il 10 gennaio 1826. La sua prima unità fu il 30° Reggimento di Fanteria a Treviri e in Lussemburgo. Divenne Sottotenente nel 1829 aiutante di reggimento. Nel 1841 divenne aiutante al comando della fortezza del Lussemburgo e nel 1846 fu promosso Capitano e prestò servizio come comandante di compagnia nel 36° Reggimento Fucilieri. Nel 1847 fu trasferito al 2° Reggimento Granatieri. Acquisì la sua prima esperienza di combattimento con questo reggimento nel 1848 durante i combattimenti di strada a Berlino e poi nella guerra contro la Danimarca. Il 23 aprile fu ferito durante l’assalto all’Annettenhöhe durante la battaglia dello Schleswig e il chirurgo Bernhard von Langenbeck gli salvò il braccio destro dopo diversi interventi chirurgici. Dopo aver proseguito la sua carriera militare in varie funzioni, divenne Colonnello e comandante del 55° Reggimento di Fanteria. Con questo reggimento partecipò alla Guerra dei Ducati il 18 aprile 1864 e fu coinvolto nell’assalto alla ridotta di Düppel. Dopo la guerra, nel 1864 fu promosso Maggior Generale comandante della 27^ Brigata di Fanteria e con quest’ultimo fece parte dell’Armata dell’Elba nella guerra austro-prussiana e marciò nel Regno di Boemia. Nella battaglia di Sadowa meritò l’Ordine Pour le Mérite per aver preso d’assalto la città di Problus. Il 30 ottobre 1866 fu trasferito come comandante della 18^ Divisione di Fanteria a Flensburg e il 10 agosto 1867 riprese il comando della 19^ Divisione di Fanteria ad Hannover e alla fine dell’anno fu promosso Tenente Generale. La 19^ Divisione faceva parte del 10° Corpo d’Armata con la 2^ Armata e il suo primo grande impegno ebbe luogo durante la battaglia di Mars-la-Tour. Schwartzkoppen e la sua divisione marciarono verso il suono della battaglia e attaccarono con due dei suoi reggimenti in movimento, senza aver perlustrato il terreno o la forza e la posizione del nemico. I suoi soldati avevano marciato per dodici ore e di conseguenza erano esausti. Durante l’attacco alle alture di Bruville, i due reggimenti furono presi tra il fuoco incrociato di due divisioni francesi (Grenier e Cissey). In meno di 30 minuti i suoi reggimenti persero 2.600 uomini e dovettero ritirarsi completamente sconfitti. Queste perdite erano pari al 60% della forza totale e il 45% di tutti i soldati dei reggimenti erano morti compreso il Generale di Brigata von Wedell e i due comandanti di reggimento. I soldati non riuscirono nemmeno a portare le truppe francesi nel raggio dei loro fucili. Fu solo grazie a un attacco di cavalleria che alleggerì la pressione sui reggimenti dandogli il tempo di sganciarsi dal nemico. Un contrattacco francese venne effettuato con una sola brigata e potè quindi essere respinto quando i francesi si trovarono alla portata dei fucili tedeschi. Dopo questa battaglia si ammalò e non venne più impiegato in questa guerra. Dopo la pace di Francoforte, divenne governatore militare di Berlino e gli fu affidato il comando della Gendarmeria di Stato. Nel 1873 fu promosso Generale di Fanteria e nel dicembre 1874 Comandante Generale del 13° Corpo d’Armata. Fotografia CDV. Fotografo: F. Brandt – Flensburg.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen con spade (Granducato di Baden)
13 maggio 1873
Gran Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern
Cavaliere di Gran Croce con Foglie di Quercia e Spade dell’Ordine dell’Aquila Rossa
23 settembre 1876
Cavaliere di Gran croce dell’Ordine della Corona del Württemberg
28 settembre 1876
Arc. 436:Karl Friedrich Wilhelm Leopold August Graf von Werder (Schloßberg, 12 settembre 1808 – Gut Grüssow, 12 settembre 1887). August von Werder apparteneva ad una nobile famiglia di proprietari terrieri dell’Uckermark e discendeva da Lutz von der Werder. Nel 1825 entrò nel Reggimento delle Guardie del Corpo come ufficiale e nel 1826 era secondo Luogotenente nel 1° Reggimento della guardia a piedi. Dal 1839 insegnò e diresse la cattedra di topografia all’accademia militare di Berlino. Nel 1846 fu promosso Capitano presso lo stato maggiore. Trasferito in fanteria come Maggiore nel 1853, in pochi anni raggiunse il grado di Tenente Colonnello. Nel 1859 divenne Colonnello e ispettore generale degli Jäger e degli Schützen, giungendo nel 1863 al grado di Maggior Generale e nel 1866 di Tenente Generale della III Divisione di stanza vicino a Gitschin e Königgrätz. Partecipò alla guerra franco-prussiana e fu uno dei principali comandanti dell’esercito prussiano: dopo la vittoria prussiana a Wœrth, il principe Federico incaricò von Werder di muovere verso Strasburgo, la città che insieme a Metz era considerata una delle chiavi per la vittoria finale sui francesi. Al comando di 40.000 uomini il 15 agosto 1870 von Werder incominciò l’assedio di Strasburgo, difesa dal generale francese Uhrich. Parte del suo stato maggiore, diretto dal Colonnello Gustav Hermann von Alvensleben sosteneva la strategia di prendere la rocca con il metodo tradizionale, ossia attraverso l’iniziale bombardamento cui sarebbe seguito l’assalto attraverso la breccia, mentre un’altra parte, capeggiata da Hugo von Kottwitz sosteneva la strategia del cannoneggiamento diretto contro obiettivi sia militari che civili minando il morale della popolazione e aspettando la rese della città. Optando per l’inedita strategia del bombardamento ad oltranza, la notte del 23 agosto i cannoni tedeschi aprirono il fuoco e dopo quattro notti di incessante fuoco d’artiglieria interi quartieri vennero distrutti e furono provocati seri danni anche ai monumenti. La popolazione fu presa dal panico e il piano di Werder e Kottwitz ebbe l’effetto immediato di suscitare arrendevolezza e scoraggiamento nella cittadinanze e l’arcivescovo di Strasburgo negoziò con Werder un “cessate il fuoco” con la promessa di un pagamento di 100.000 franchi per ogni giorno di cessazione dell’attività delle armi pesanti ma Uhrich non ratificò la proposta e Werder si rese conto che le munizioni non bastavano per sostenere ancora a lungo il bombardamento. Attenuata l’intensità del bombardamento si decise di colpire precisi punti delle mura al fine di aprire brecce. L’11 settembre una delegazione di ufficiali svizzeri portò al generale Uhrich la notizia della sconfitta di Napoleone III a Sedan; Uhrich rifiutò di arrendersi ma la cattura della prima fortezza e allora, il 27 settembre, Uhrich si arrese. Dopo la cattura di Strasburgo, von Werder comandò un corpo d’armata in Franca Contea e comandò le truppe tedesche durante la Battaglia di Digione contro i garibaldini, riportando una pesante sconfitta. Partecipò all’assedio di Belfort sotto il generale Udo von Treskow e poi affrontò i francesi di Charles Denis Bourbaki alla Battaglia di Villersexel e poi a quella di Lisaine, dove sconfisse definitivamente l’armata di Bourbaki. Dopo la guerra ricevette molti onori ed ebbe il comando di alcuni corpi d’armata all’interno della Germania. Quando nel 1875 si ritirò dall’esercito ebbe in dotazione 200.000 talleri. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere dell’Ordine Reale dell’ordine di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine Pour le Merite
Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe
Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine della Fedeltà
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Carlo Federico
Cavaliere di II classe dell’Ordine del Leone di Zähringen
Cavaliere di II classe con spade dell’Ordine al Merito Militare di Baviera (Baviera)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi d’Assia
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona Wendica
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito militare del Württemberg
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau (Ducato di Nassau)
Croce di III Classe dell’Ordine della Croce d’Onore di Schwarzburg-Sondershausen (Principato di Schwarzburg-Sondershausen)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Leopoldo (Impero austriaco)
Cavaliere dell’Ordine Imperiale di Sant’Aleksandr Nevskij (Impero russo)
Cavaliere di I Classe con spade dell’Ordine di Sant’Anna (Impero russo)
Cavaliere di IV classe dell’Ordine di San Giorgio (Impero russo)
Cavaliere di I classe dell’Ordine di San Stanislao (Impero russo)
Cavaliere di II Classe dell’Ordine di San Vladimiro (Impero russo)
Arc. 1339:Reimar Constantin von Alvensleben (Eichenbarleben, 26 agosto 1809 – Berlino, 28 marzo 1892). Constantin von Alvensleben proveniva dalla nobile famiglia della Bassa Germania von Alvensleben. I suoi genitori erano il Tenente Colonnello Gebhard Johann von Alvensleben e sua moglie Caroline Friederike Eleonore von Alvensleben. Aveva quattro fratelli, di cui Werner e Gustav divennero anche generali. Come i suoi fratelli maggiori, Alvensleben fu educato nella casa dei cadetti di Berlino e nel 1827 fu assegnato al Kaiser Alexander Grenadier Regiment dell’esercito prussiano come Sottotenente. Nel 1858 era salito al grado di Tenente Colonnello e nel 1860 divenne capo del dipartimento per gli affari dell’esercito nel Ministero della Guerra, nello stesso anno Colonnello e nel 1861 comandante del Kaiser Alexander Garde-Grenadier-Regiment. Già nel 1861 fu ritrasferito alle truppe e successivamente assunse varie posizioni di comando. Dopo la guerra tedesco-danese del 1864 divenne Maggior Generale, dopo la guerra tedesca del 1866, nella quale guidò inizialmente con successo la 2^ Brigata delle Guardie e dal 3 luglio la 1^ Divisione delle Guardie, fu promosso Tenente Generale. Durante la battaglia di Königgrätz dovette continuare l’attacco del generale decaduto Wilhelm Hiller von Gaertringen alle posizioni austriache a Chlum e per questo fu insignito dell’Ordine Pour le Mérite. All’inizio della guerra franco-prussiana, Alvensleben fu nominato comandante generale del III Corpo d’Armata. La 5a e 6a divisione, che erano subordinate al corpo d’armata, furono assegnate all’esercito del principe Federico Carlo di Prussia che avanzava sulla fortezza di Metz. Nella battaglia di Mars-la-Tour del 16 agosto, prese la decisione, che avrebbe avuto gravi conseguenze per l’esercito francese; attaccò le truppe nemiche vicino a Vionville con il suo corpo così vigorosamente che l’esercito nemico a ovest di Metz venne messo fuori gioco. Due giorni dopo, il 18 agosto, le sue truppe intervennero anche nella battaglia di Gravelotte, poi rimasero come corpo d’assedio sulla riva sinistra della Mosella e riuscirono a far cadere la fortezza di Metz il 26 ottobre. Alla fine di ottobre 1870, Alvensleben guidò il suo corpo contro la neonata Armata della Loira, salvò il X Corpo d’Armata assediato nella battaglia di Beaune-La-Rolande contro il generale Crouzat il 28 novembre e attaccò il 3 e 4 dicembre durante la Battaglia di Orléans. Infine, dal 6 al 12 gennaio 1871, le truppe nemiche del generale Alfred Chanzy furono sconfitte nella battaglia di Le Mans. Il generale Alvensleben ricevette una dotazione di 150.000 talleri per i suoi servizi. Il 26 marzo 1873 cedette il comando della III. Corpo d’Armata e si ritirò dal servizio militare. In occasione dell’anniversario della decisiva battaglia di Le Mans, Alvensleben ricevette l’Ordine dell’Aquila Nera e la Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia e spade sull’anello il 12 gennaio 1892. Il 30 marzo 1892, il giorno delle sue cerimonie funebri, Guglielmo II emise l’AKO che il 6° reggimento di fanteria di Brandeburgo n. 52 di stanza a Cottbus sarebbe stato in futuro chiamato “von Alvensleben” (6° reggimento di fanteria di Brandeburgo). Fotografia CDV. Fotografo: R.J. Hirsch – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
12 gennaio 1892
Cavaliere di Gran Croce con Foglie di Quercia e Spade dell’Ordine dell’Aquila Rossa
12 gennaio 1892
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Arc. 1339:Gustav von Alvensleben (Eichenbarleben, 30 settembre 1803 – Gernrode, 30 giugno 1881). Gustav proveniva dalla nobile famiglia della Bassa Germania von Alvensleben. I suoi genitori erano il Tenente Colonnello prussiano Gebhard Johann von Alvensleben (1773-1856) e sua moglie Caroline Friederike Eleonore, nata von Alvensleben (1773-1826). Aveva quattro fratelli, Werner e Constantin divennero anche generali. Cresciuto come i suoi fratelli nel corpo dei cadetti, si unì al reggimento delle guardie di Alessandro nel 1821 come Sottotenente. Nel 1841 fu promosso Capitano e sei anni dopo Maggiore, con passaggio allo Stato Maggiore. Nel 1849 Alvensleben divenne capo di stato maggiore al comando del corpo mobile dell’esercito a Baden durante la campagna del Palatinato-Baden. Dal 1850 Alvensleben fu capo di stato maggiore dell’VIII Corpo d’armata e quattro anni dopo fu assunto dal governo militare della provincia del Reno e della Vestfalia. Nel 1855 fu promosso Colonnello, nel 1858 Maggior Generale e tre anni dopo prestò servizio presso il principe di Prussia. Nel 1861 venne nominato Aiutante Generale del re di Prussia e l’8 febbraio 1863, come aiutante generale prussiano, concluse la Convenzione con la Russia, che prese il suo nome. Due anni dopo divenne Tenente Generale. Nella guerra austro-prussiana del 1866 prestò servizio nel quartier generale del re e il 30 ottobre prese il comando del IV Corpo d’armata. Nel 1868 Alvensleben divenne finalmente Generale di Fanteria. Anche nella guerra franco-prussiana del 1870/71 fu al comando del IV Corpo d’Armata e lo guidò nelle battaglie di Beaumont e Sedan per condurle poi contro Parigi. Per i suoi servizi in questa guerra ha ricevuto una dotazione di 100.000 talleri. Il 10 ottobre 1872 si congedò. Fotografia CDV. Fotografo: R.J. Hirsch – Berlin.
Arc. 855:Friedrich Theodor Alexander Graf von Bismarck-Bohlen (Karlsburg, 25 giugno 1818 – Karlsburg 9 maggio 1894). Friedrich Alexander proveniva dalla nobile famiglia Bismarck. Era il figlio maggiore del luogotenente generale prussiano Theodor von Bismarck-Bohlen (1790-1873) e di sua moglie Caroline, nata contessa von Bohlen (1798-1858). Il cancelliere Otto von Bismarck era un lontano cugino. Nacque nella casa della sua famiglia a Schloss Karlsburg vicino a Wolgast, ed è cresciuto nel corpo dei cadetti a Berlino. Nel 1842 gli fu ordinato di accompagnare il principe Adalberto di Prussia, con il quale visitò il Brasile e altri paesi d’oltremare. Dopo il suo ritorno, ricevette due anni di permesso per frequentare l’Università di Berlino. Nel 1846 divenne consigliere militare del principe Federico Carlo Nikolaus di Prussia quando studiava all’Università di Bonn. Nel 1848 tornò al suo reggimento, fu promosso Rittmeister l’anno successivo e presto fu comandante di squadrone. Nel 1853, il re Federico Guglielmo IV di Prussia lo volle al suo servizio personale e lo nominò aiutante dell’ala. Nel 1856 Bismarck-Bohlen divenne comandante della Leibgendarmerie e nel 1858 gli venne affidato il Reggimento degli Ussari della Guardia. Nel 1859 fu promosso Colonnello e nel 1861 gli fu affidato il comando della 5^ Brigata di Cavalleria a Francoforte. Nel 1864 divenne Maggior Generale e come tale partecipò allo Stato Maggiore del Comando Generale del Corpo di Cavalleria della Prima Armata durante la guerra austro-tedesca nelle battaglie nei pressi di Monaco di Baviera Grätz, Gitschin, Königgrätz e Blumenau. Nello stesso anno fu nominato comandante ad Hannover e promosso Tenente Generale. Nel 1868 divenne comandante di Berlino e capo dell’intera gendarmeria rurale. Durante la guerra contro la Francia, Bismarck-Bohlen fu governatore generale dell’Alsazia nel 1870/71. Nell’agosto 1871 fu promosso al grado di comandante generale, e il 21 novembre fu nominato Aiutante Generale dell’imperatore. Il 30 marzo 1873 Bismarck-Bohlen ricevette il ruolo di General di Cavalleria. Bismarck-Bohlen morì nella sua tenuta di Karlsburg. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 436:Theophil Eugen Anton von Podbielski (Cöpenick, 17 ottobre 1814 – Berlin, 31 ottobre 1879). Veniva dall’ex nobile famiglia polacca Podbielski. I suoi genitori erano il Tenente Colonnello prussiano A. D. Anton von Podbielski (1780-1841) e sua moglie Johanna Eleonore, nata von Falkenhayn (1787-1869). Podbielski frequentò la facoltà di Pedagogia Sulechów e l’Accademia dei Cavalieri di Liegnitz. Il 1 maggio 1831 si unì al 1° Reggimento Ulani dell’esercito prussiano. Fu promosso Sottotenente il 9 febbraio 1833 dopo aver superato l’esame “con la massima lode”. Aveva appena 19 anni. Dal 1836 al 1839 Podbielski si diplomò alla Scuola Generale di Guerra. Nel 1841 fu nominato Aiutante della 5^ Brigata di Cavalleria. Nominato Aiutante, nel 1855 fu nominato Maggiore dello Stato maggiore del III Corpo d’Armata e il 12 gennaio 1858 fu comandante del Reggimento Ussari della Turingia n. 12. Promosso Tenente Colonnello nel 1859 e Colonnello nel 1861, Podbielski ricevette il comando della 16^ Brigata di Cavalleria nel marzo 1863 e veniva promosso a Maggior Generale allo stesso tempo. Nel dicembre 1863 divenne quartiermastro del feldmaresciallo Friedrich von Wrangel nell’esercito prussiano nello Schleswig-Holstein, che in seguito avrebbe avuto un ruolo nella guerra tedesco-danese. Podbielski rimase come capo di stato maggiore nei ducati dell’Elba fino al 1865 e poi divenne direttore del Dipartimento generale della guerra presso il Ministero della guerra. Durante la guerra tedesca, Podbielski fu quartiermastro generale dell’esercito e ricevette l’Ordine Pour le Mérite per il suo lavoro il 18 settembre 1866. Dopo la conclusione della pace, tornò al dipartimento di guerra, divenne Tenente Generale nel 1867 e ebbe un grande ruolo nella riorganizzazione dell’esercito nella Confederazione della Germania settentrionale. Allo stesso tempo entrò nel Bundesrat e nel Reichstag. Durante la guerra franco-prussiana, Podbielski fu nuovamente nominato quartiermastro generale dell’esercito. I suoi dispacci dal teatro di guerra sono di valore storico. Per i suoi servizi in questa guerra ricevette una dotazione di 100.000 talleri e il 5 marzo 1871 le foglie di quercia all’Ordine Pour le Mérite. Nel 1872 Podbielski fu nominato Ispettore Generale di Artiglieria e nel 1873 Generale di Cavalleria. Sotto Podbielski, l’artiglieria vide la separazione dell’artiglieria da campo dall’artiglieria da fortezza e il riarmamento dell’artiglieria da campo. Nel 1889 divenne proprietario del reggimento di artiglieria da campo n. 5. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1613:Julius Hartwig Friedrich von Hartmann (Hannover, 2 marzo 1817 – Baden-Baden, 30 aprile 1878). Era il figlio del Generale di artiglieria reale di Hannover Julius von Hartmann (1774-1856) e della sua prima moglie Sophie, nata Hausmann (1788-1824). Il riconoscimento della nobiltà prussiana della nobiltà precedente hannoveriana avvenne con il più alto ordine di gabinetto il 29 maggio 1856 a Sanssouci. Hartmann si unì al 10° Reggimento Ussari dell’esercito prussiano il 1° maggio 1834 ad Aschersleben. Il 24 settembre 1835 fu promosso Sottotenente e completò nel 1839-1842 la Scuola Generale di Guerra. Impiegato dall’Ufficio topografico dal 1844, entrò a far parte dello Stato Maggiore Generale nel 1848, divenne Capitano il 6 gennaio 1849 e nello stesso anno prese parte alla repressione della Rivoluzione di Baden. Nel 1850 Hartmann si recò nello Schleswig-Holstein per conto del Ministero degli Affari Esteri prussiano, in seguito vari comandi militari lo portarono in Boemia, Sassonia e Slesia. Nel febbraio 1851 passò al personale del III Corpo d’Armata e nel 1853 come Maggiore del Grande Stato Maggiore Generale e il 14 maggio 1857 divenne comandante del 2° Reggimento Dragoni, che comandò fino alla fine del 1858. Hartmann fu promosso tenente colonnello il 22 novembre 1858 e prima della fine dell’anno fu assegnato al War Office, dove divenne capo degli affari dell’esercito il 20 gennaio 1859. Portò avanti la riorganizzazione dell’esercito e rappresentò questo piano nel parlamento statale come commissario del governo. Il 12 giugno 1860 Hartmann divenne Capo di Stato Maggiore Generale del VI Corpo d’armata e promosso Colonnello il 1° luglio. Il 29 gennaio 1863 ricevette il comando della 9^ Brigata di Cavalleria, alla testa della quale guidò fino a maggio 1864 il comando del 1° e 2° distretto militare di confine contro gli invasori polacchi sul confine prussiano-russo. Il 18 aprile 1865, Hartmann fu promosso Maggior Generale e nominato primo comandante di Coblenza e Ehrenbreitstein. Nella guerra contro l’Austria nel 1866, Hartmann prese il comando della divisione di cavalleria della 2^ Armata, con la quale prese parte alle battaglie di Königgrätz, Tobitschau e Roketnitz. Il 18 aprile 1867 salì al grado di Tenente Generale e, in qualità di rappresentante militare, consigliò al Ministero della Guerra di Monaco la riorganizzazione dell’esercito bavarese. Il 21 aprile 1868 gli fu affidato il comando della 2^ Divisione a Danzica. Allo scoppio della guerra franco-prussiana nel luglio 1870, Hartmann prese il comando della 1^ Divisione di Cavalleria. Partecipò alle battaglie di Colombey-Nouilly e Gravelotte e si fermò poi davanti alla fortezza di Metz fino alla fine di settembre. Dopo aver comandato temporaneamente le forze di contenimento a Thionville, Hartmann prese parte alla battaglia di Beaune-la-Rolande il 28 novembre, coprì l’ala sinistra dell’esercito durante i combattimenti a Orléans e fu poi schierato a marce forzate dopo l’ala destra lanciata contro Vendôme. Il 15 dicembre guidò in modo indipendente un’ostinata battaglia di ricognizione a Villechauve e Château-Renault e infine occupò Tours il 19 gennaio 1871. Alla fine di maggio, Hartmann venne nominato governatore di Strasburgo. In questa posizione ricevette il grado di Generale di Cavalleria il 2 settembre 1873. Insignito dell’Ordine della Corona, Prima Classe, con il nastro smaltato dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia e spade sull’anello, Hartmann fu messo a riposo il 12 maggio 1875 con una pensione. Fotografia CDV. Fotografo:Sconosciuto.
Arc. 2686:Albrecht von Stosch in piccola montura da Maggior Generale (Koblenz 20 aprile 1818 – Mittelheim 29 febbraio 1896). Albrecht proveniva da un ramo dell’antica famiglia nobile della Slesia Stosch. Era il figlio del Tenente Generale prussiano Ferdinand von Stosch (1784-1857) e sua moglie Karoline, divorziata da Kräwel, nata Woltersdorf (1785-1848). Dal settembre 1829 Stosch frequentò le scuole per cadetti a Potsdam e Berlino. Il 12 agosto 1835, fu trasferito al 29° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano come Sottotenente. Dal 1839 al 1842 si laureò alla Scuola Generale di Guerra. Dal 1844 al 1847 fu nel dipartimento topografico dello Stato maggiore, nel 1856 divenne Maggiore e nel 1861 Colonnello e Capo di Stato Maggiore del IV Corpo d’Armata. Durante la mobilitazione in occasione della guerra tedesca, fu nominato Quartiermastro Maggiore della 2^ Armata e poco dopo promosso a Maggiore Generale il 15 giugno 1866. Stosch prese parte alle battaglie vicino a Nachod e Königgrätz e ricevette l’ordine Pour le Mérite il 20 settembre 1866. Fino al 1870 fu direttore del dipartimento di economia militare nel ministero della guerra. Promosso Luogotenente Generale il 26 luglio 1870, Stosch prese parte come direttore generale dell’esercito durante la guerra contro la Francia alle battaglie di Gravelotte, Sedan, Loigny e Poupry, Orléans e all’assedio di Parigi. Per i suoi successi fu tra l’altro onorato di entrambe le classi della Croce di Ferro. Dopo la fine della guerra, dal 10 luglio 1871, fu Capo di Stato Maggiore dell’esercito di occupazione in Francia. Per i suoi servizi in questa guerra ricevette una dotazione di 100.000 talleri. Nel gennaio 1872 Stosch fu nominato capo dell’Ammiragliato imperiale con il carattere di ministro di Stato senza portafoglio. Nel 1875 divenne Generale di Fanteria e Ammiraglio. Era un amico dell ‘”imperatore dei 99 giorni” Federico III e come un vecchio liberale, un oppositore della politica interna di Bismarck, motivo per cui fu messo a disposizione il 20 marzo 1883 a causa delle divergenze di opinione con la pensione legale. Stosch dedicò molte energie alla creazione di istituti scientifici (il Seewarte, l’ufficio idrografico e l’accademia navale), per ampliare notevolmente la Marina imperiale, per consentire la costruzione delle navi nei cantieri navali locali e per trasferire la rigida disciplina dell’esercito terrestre prussiano alla marina . Quest’ultimo tentativo, tuttavia, incontrò la resistenza degli ufficiali di marina più anziani. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Gran collare dell’Ordine dell’Aquila Nera
17 settembre 1881
Cavaliere di Gran Croce con Foglie di Quercia dell’Ordine dell’Aquila Rossa
19 gennaio 1878
Cavaliere di II Classe con Stella dell’Ordine della Corona
Commendatore con stella e spade dell’Ordine Reale di Hohenzollern
16 giugno 1871
Cavaliere di gran croce dell’Ordine Reale di Alberto di Sassonia
30 aprile 1867
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito militare di Baviera
16 novembre 1870
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito di San Michele
11 giugno 1868
Cavaliere di Gran Croce con Spade dell’Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
8 marzo 1871
Gran Maestro dell’Ordine al Merito militare del Württemberg
17 gennaio 1871
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco Bianco (Sassonia-Weimar-Eisenach)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona wendica
9 dicembre 1871
Croce di I Classe al merito militare del granducato di Meclemburgo-Schwerin
26 dicembre 1870
Commendatore di I Classe dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
Commendatore di I Classe dell’Ordine di Luigi d’Assia
26 marzo 1868
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso per l’Anhalt-Köthen
5 marzo 1868
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
22 maggio 1868
Cavaliere di gran croce dell’Ordine della Corona d’Italia (Regno d’Italia)
11 gennaio 1870
Cavaliere di gran croce dell’Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
9 novembre 1869
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Leopoldo (Regno del Belgio)
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Bianca
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine imperiale austriaco di Francesco Giuseppe
23 ottobre 1869
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine austriaco imperiale di Leopoldo
Cavaliere dell’Ordine imperiale di Sant’Aleksandr Nevskij (Impero russo)
Cavaliere di I Classe dell’Ordine di Sant’Anna
Cavaliere di I Classe dell’Ordine di San Stanislao
17 agosto 1869
Cavaliere di I Classe dell’Ordine di Mejidiyye
21 novembre 1869
Arc. 1729:Justus Rudolf Ferdinand von Seelhorst (Kroppenstedt, 26 gennaio 1805 – Naumburg, 5 marzo 1887). Ferdinando era figlio del Maggiore prussiano e signore di Podendorf Friedrich von Seelhorst (1755-1812) e di sua moglie Henriette, nata von Holleuffer (1774-1833), figlia di Heinrich August von Holleuffer. Seelhorst frequentò la casa dei cadetti di Berlino e fu trasferito al 31° Reggimento di Fanteria dell’esercito prussiano il 13 ottobre 1822 come Sottotenente. Dal 1828 al 1830 fu insegnante di scuola dell’8^ Divisione. Nel 1835 fu comandato al battaglione di fanteria e promosso a primo Luogotenente a metà settembre 1835. Fra il 1836 e il 1839 seguì un comando all’ufficio topografico. Promosso Capitano, tornò al suo reggimento principale come comandante di compagnia il 14 giugno 1843 e contemporaneamente lavorò da metà luglio 1843 a metà ottobre 1847 come direttore della scuola di divisione dell’8^ Divisione. Fu promosso Maggiore all’inizio di agosto 1848 e divenne comandante del 21° Reggimento Landwehr il 24 agosto 1848. Il 10 febbraio 1853 fu trasferito al 14° Reggimento di Fanteria come comandante di battaglione. Dopo la sua promozione a Tenente Colonnello, Seelhorst fu nominato comandante del 4° Reggimento di Fanteria il 7 maggio 1857 e fu promosso Colonnello il 15 ottobre 1857 con brevetto datato 31 dicembre 1856. Con la promozione a Maggiore Generale Seelhorst ricevette il 1 luglio 1860 il comandante della 5^ Brigata di Fanteria a Stettino. In occasione delle celebrazioni per l’incoronazione del re Guglielmo I nell’ottobre 1861, fu insignito dell’Ordine di Seconda Classe dell’Aquila Rossa con Foglie di Quercia. Insignito dell’Ordine della Corona II Classe con Stella, fu collocato in pensione il 7 aprile 1863. Durante la guerra austro-tedesca, Seelhorst fu presidente del 2° comando di trasporto di ambulanze della 1^ Armata nel 1866 e fu promosso a Tenente Generale il 3 gennaio 1867. Durante la guerra contro la Francia, Seelhorst fu richiamato nuovamente nel 1870/71 e schierato come comandante della 13^ Brigata di Fanteria a Magdeburgo. Morì a Naumburg (Saale) nel 1887. Fotografia CDV. Fotografo: A. Windel – Stettin.
Arc. 2316:Helmuth von Gordon (Kolberg, 30 luglio 1811 – Dresden, 26 dicembre 1889). Helmuth proveniva dalla nobile famiglia originariamente scozzese, i Gordon. Era il figlio di Joseph Maximilian von Gordon (1772-1847) e di sua moglie, nata von Engelbrecht. Suo padre era un ispettore delle saline a Kolberg e un Luogotenente prussiano del Reggimento Fanteria “von Borcke”. Dall’aprile 1824, Gordon frequentò in gioventù le case dei cadetti Kulm e Berlino. Il 26 luglio 1828 fu trasferito nell’esercito prussiano come Sottotenente nella 4^ Divisione Fucilieri. Gordon si diplomò alla Scuola Generale di Guerra dal 1831 al 1834 e poi divenne Aiutante della 3^ Divisione Fucilieri. Dal 1837 al 1840 lavorò come insegnante presso la scuola di divisione della 13^ Divisione. Gordon venne quindi assegnato all’ufficio topografico e il 1° aprile 1843 fu trasferito all’11^ Brigata di Fanteria come aiutante e poco meno di tre settimane dopo fu promosso primo Tenente. In qualità di Capitano e comandante di compagnia, Gordon tornò alla sua unità originale l’11 dicembre 1847, che ora era conosciuta come la 6^ Jägerabteilung. L’anno successivo Gordon fu trasferito a Düsseldorf come comandante di compagnia nel 7° Battaglione Jäger e nel maggio 1849 lui e il suo battaglione combatterono per le strade a Breslavia. In qualità di Maggiore, fu presso lo stato maggiore della 4^ Divisione dalla metà di giugno 1853 e si trasferì nello stato maggiore del II Corpo d’armata nel marzo 1857. Il 16 maggio 1857 assunse il comando del Battaglione Fucilieri del 18° Reggimento Fanteria e fu promosso Tenente Colonnello il 22 maggio 1858. Fu comandante del 7° Reggimento Mobile Landwehr dal 14 giugno 1859 al 7 maggio 1860 e successivamente fu incaricato del 7° Reggimento Fanteria combinata. Con la sua promozione a Colonnello il 1 luglio 1860, Gordon fu nominato comandante del 47° Reggimento Fanteria e nel dicembre 1863 trasferì il suo reggimento a Ostrowo per occupare il confine. In posizione à la suite, Gordon rinunciò al reggimento il 3 maggio 1864 e fu incaricato della 14^ Brigata di Fanteria. Con la promozione a Maggior Generale il 25 giugno 1864, gli venne affidato il comando di questa brigata. Con la brigata, Gordon guidò l’avanguardia della 7^ Divisione durante la guerra contro l’Austria nel 1866. Si distinse nelle battaglie di Monaco Grätz e Blumenau e durante la battaglia di Königgrätz riuscì a prendere le alture a Cistowes e difendersi da attacchi superiori fino a quando la situazione non si risolse con l’arrivo della 2^ Armata. Dopo la fine della guerra, Gordon ricevette il più alto riconoscimento al coraggio prussiano, il Pour le Mérite, per questo risultato il 20 settembre 1866. Il 30 ottobre 1866 Gordon fu promosso al comando dell’11^ Divisione e il 31 dicembre 1866 con brevetto del 30 ottobre 1866 fu promosso Tenente Generale. Fu schierato con la grande unità durante la guerra franco-prussiana nel bombardamento di Pfalzburg e Toul e nella battaglia di Moulin Saquet. Dopo la fine della guerra, Gordon fu messo a disposizione per dismissioni il 24 ottobre 1871, ricevendo il grado di Generale di Fanteria con pensione. Fotografia CDV. Fotografo: E. Biegner – Berlin.
Arc. 2059:Hermann Konstantin von Gersdorff (Klieslingswalde, Dopo l’addestramento presso l’Istituto dei cadetti di Dresda, Gersdorff entrò il 16 maggio 1827 come Sottotenente nel 2° Reggimento di Fanteria delle Guardie dell’esercito prussiano. Fu trasferito al reggimento di fanteria di riserva della Guardia il 14 maggio 1829 e dal 1 ottobre 1832 al 1 luglio 1833 fu inviato alla Scuola Generale di Guerra. In seguito Gersdorff fece parte del Battaglione di Schermagliatori della Guardia dal 18 marzo 1835. Si congedò e nel 1842/44 prese parte alle campagne di Russia nel Caucaso con i futuri generali Wilhelm Hiller von Gärtringen ( 1809-1866) e August Graf von Werder (1808-1888). Gersdorff partecipò alle battaglie su Ourup, Oisunger, Serani, Assa e Kalanitsch e ha ricevuto l’Ordine di San Vladimir di 4^ classe con le spade per i suoi successi. Dopo la sua onorificenza, fu nominato cavaliere onorario dell’Ordine di San Giovanni e il 15 marzo 1845 ricevette l’incarico di primo Luogotenente. Nel 1848 fu responsabile dell’organizzazione delle truppe durante la guerra dello Schleswig-Holstein e combatté vicino a Schleswig, Hadersleben e Kolding. Nel 1853 Gersdorff divenne un Maggiore dello Stato Maggiore della 16^ Divisione di Fanteria, nel 1859 comandante del 4° Battaglione di Fanteria e nel 1860 comandante del 67° Reggimento di Fanteria. Nel 1864, come Maggiore Generale, guidò l’11^ Brigata di Fanteria nella guerra contro la Danimarca e nel 1866 nella guerra contro l’Austria. partecipò alle battaglie di Münchengrätz e Sadowa. Infine, Gersdorff fu nominato comandante della 22^ Divisione di Fanteria il 30 ottobre 1866 e il 31 dicembre 1866 fu promosso Tenente Generale. Quando Julius von Bose, comandante generale dell’11° Corpo d’Armata, nella guerra franco-prussiana nella battaglia di Frœschwiller-Wœrth il 6 agosto 1870, fu gravemente ferito, Gersdorff fu messo al comando del corpo d’armata. Tuttavia, a mezzogiorno nella battaglia di Sedan del 1 settembre 1870, mentre guidava la lotta per Floing, lui stesso fu ferito così gravemente da un proiettile al petto che morì mentre era ancora a Sedan il 13 settembre. Fotografia CDV. Fotografo: E. Biegner – Berlin.
Arc. 2809: Eduard Moritz Flies, dopo 1864von Flies (Charlottenburg, 25 agosto 1802 – Wiesbaden, 10 dicembre 1886). Nel 1820, Flies si arruolò come ussaro nel 3° Reggimento Ussaro dell’esercito prussiano. Il 13 novembre 1824 divenne Sottotenente e, come tale, fu ordinato allo squadrone di istruzione nel 1829-30. Dal 1834 prestò servizio come Aiutante del reggimento, diventando primo Tenente nel maggio 1838 e capo squadrone con la sua promozione a Rittmeister il 24 maggio 1841. Come Maggiore, ricevette il comando del 2° Reggimento Ussari e in questo divenne Tenente Colonnello il 9 aprile 1857 e Colonnello il 31 maggio 1859. In quanto tale incaricato del comando della 6^ Brigata di Cavalleria e infine nominato comandante di questa brigata il 20 giugno 12 maggio 1860. Per i suoi servizi al comando delle truppe, Flies ricevette il 18 ottobre 1861 l’ordine dell’Aquila Rossa di II Classe con foglie di quercia e il 22 settembre 1863 l’Ordine della Corona di II Classe. Con la sua brigata, Flies partecipò alla guerra contro la Danimarca nel 1864. Re Guglielmo I onorò i suoi servigi il 18 giugno 1864 nobilitandolo, inoltre lo promosse al grado di Maggior Generale il 25 giugno 1864. Il 21 agosto , 1864, gli alleati austriaci lo decorarono con la Croce di Commendatore dell’Ordine di Leopoldo con Decoro di Guerra. Dopo la pace di Vienna, Flies rimase nello Schleswig-Holstein come comandante di una brigata di cavalleria combinata. Durante la guerra austro-prussiana del 1866, fu inizialmente comandante della brigata di cavalleria combinata del Meno. Fu lì che ricevette dal Generale Manteuffel l’ordine di guidare la sua unità, composta da cinque battaglioni con 8.150 uomini oltre a 225 cavalieri e 22 pezzi di artiglieria, verso Gotha via Magdeburgo e Halle. Dovette quindi inseguire gli Hannover che si ritiravano e bloccando la loro via di ritirata. Nonostante la netta inferiorità delle sue truppe, ordinò l’attacco il 27 giugno 1866 a Langensalza. Flies si ammalò durante i combattimenti e perse quasi un quinto delle sue truppe. La battaglia si concluse sicuramente con una vittoria per gli Hannover, ma ormai erano circondati dalle truppe prussiane e non potevano più continuare a combattere a causa dell’interruzione dei rifornimenti. Flies fu poi nominato l’11 luglio 1866 comandante della divisione formata dalle truppe dei Ducati dell’Elba per la durata della mobilitazione. Finita la guerra, fu nominato comandante di Altona il 15 settembre 1866. Venne sollevato da tale incarico il 7 gennaio 1868, e congedato con pensione e riconoscimento dell’Ordine dell’Aquila Rossa, I Classe con Foglie di quercia e spade. Oltre alla pensione, dal 2 febbraio 1870 ricevette un’indennità annuale di 500 talleri. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere di II Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia
18 ottobre 1861
Cavaliere di I Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia e spade
7 gennaio 1868
Cavaliere di II Classe dell’Ordine della Corona di Prussia
22 settembre 1863
Commendatore dell’Ordine austriaco imperiale di Leopoldo
Arc. 3340: Friedrich August von Mertens in piccola montura da Tenente Generale (Kottbus, 13 marzo 1808 – Pfaffendorf bei Koblenz, 28 aprile 1896). Si dedicò inizialmente al campo dell’edilizia, si arruolò nell’esercito il 1° ottobre 1828 con la Divisione Pionieri della Guardia e divenne ufficiale il 28 dicembre 1830 e dal 10 gennaio 1863, dopo un periodo di servizio trascorso principalmente nel servizio di costruzione di fortezze e dopo essere stato membro della Commissione per le fortificazioni costiere della Confederazione tedesca nel 1862. Fu Colonnello e Ispettore della 6^ Ispezione delle fortezze a Colonia, quando fu assegnato all’Alto comando degli eserciti alleati come primo ufficiale del genio un anno dopo allo scoppio della guerra contro la Danimarca. In questa veste guidò gli sforzi per catturare il Düppel Schanzen e l’attraversamento verso Alsen. L’assegnazione dell’Ordine pour le mérite e la nobiltà furono i segni esteriori del riconoscimento dei suoi successi. Gli venne poi affidata la cura delle fortificazioni di Sundewitt e Sonderburg nonché del porto di Kiel. Durante la guerra del 1866 contro l’Austria, costruì le fortificazioni nei pressi di Dresda. Il 6 giugno 1868 si ritirò dal servizio attivo come Maggiore Generale e Ispettore della 3^ Ispezione del Genio a Magonza, ma vi si riunì allo scoppio della guerra contro la Francia. Fu prima Comandante di Magdeburgo, poi gli furono affidati i compiti di Capo del Genio del Corpo d’Assedio di Strasburgo e infine ricoprì la stessa posizione prima di Belfort. Dopo la conclusione della pace, tornò in pensione come Tenente Generale e gli fu conferita la Croce di ferro di prima classe e le Foglie di quercia dell’Ordine pour le mérite. Morì l’8 aprile 1896 a Pfaffendorf vicino a Coblenza. Fotografia CDV. Fotografo: A. Brandt – Flensburg.
Arc. 2060:Karl August von Griesheim (Pöthen, 15 luglio 1799 – Potsdam, 10 febbraio 1878). Karl era figlio di Karl von Griesheim (1756-1815) e di sua moglie Henriette, nata Winkler von Dölitz (1766-1849). Suo padre era signore di Netzschkau, Pöthen, Kleinzschocher e Obertau. Il 1 luglio 1815 Griesheim si unì al 3° Reggimento Ussari dell’esercito prussiano e fu promosso Sottotenente entro la fine di gennaio 1820. Fu quindi assegnato allo squadrone di insegnamento per un anno e prestò servizio come Aiutante di reggimento dal 1827. Questo fu seguito nell’agosto 1833 da un comando come aiutante della 4a brigata di cavalleria a Stargard. Quando fu promosso primo Tenente, Griesheim fu sollevato da questo comando. All’inizio di maggio 1840 fu promosso a Rittmeister e capo squadrone. In qualità di Maggiore, Griesheim ricevette il comando del 3° Reggimento Ussari il 5 febbraio 1853 e fu promosso Tenente Colonnello in questa posizione alla fine di marzo 1853. Il 24 aprile 1854 rinunciò alla sua associazione e fu nominato comandante del Reggimento Dragoni della Guardia. Promosso Colonnello a metà luglio 1855, fu impiegato come comandante della 5^ Brigata di Cavalleria a Francoforte (Oder) dal 4 aprile al 17 marzo 1858, e poi Griesheim comandò la 1^ Brigata di Cavalleria delle Guardie a Potsdam. Divenne Maggior Generale il 22 novembre 1858 e assunse la 2^ Brigata di Cavalleria delle Guardie a Berlino a metà novembre 1859. Alla fine del 1860, Griesheim presentò le sue dimissioni, che furono respinte nel gennaio 1861. Rimase nel suo incarico di comandante di brigata e nel dicembre 1861 fu insignito della Gran Croce dell’Ordine al Merito di San Michele. Allo stesso tempo, dalla metà di maggio 1862, Griesheim fu anche incaricato di sostituire l’ispettore della scuola di equitazione militare. Alla fine dell’estate dello stesso anno, Griesheim prese parte agli esercizi della Cavalleria di Guardia del Generale von Mutius. Il 29 gennaio 1863 fu promosso Tenente Generale a Königsberg e comandò la 1^ divisione. Per ristabilire la sua salute, Griesheim si trasferì in vacanza in Pomerania nell’ottobre 1865. Poiché non vi fu alcun miglioramento, fu collocato il 7 dicembre 1865 con la pensione legale disponibile. Per tutta la durata della mobilitazione in occasione della guerra contro l’Austria, Griesheim fu nel 1866 Comandante Generale del Vice Comando Generale del 3° Corpo d’armata a Berlino. Dal 17 maggio 1866 gli fu conferito anche il comando supremo di tutte le parti del Corpo di Guardia rimaste nella sua area di corpo. Il 3 gennaio 1867, il re Guglielmo I gli concesse il ruolo di Generale di Cavalleria. Per tutta la durata della guerra contro la Francia, Griesheim tornò alla sua ultima posizione di comandante generale nel 1870/71. L’imperatore onorò i suoi molti anni di servizio il 30 luglio 1871 conferendogli l’Ordine della Corona, di Prima Classe, con il nastro smaltato dell’Ordine dell’Aquila Rossa con foglie di quercia. Fotografia CDV. Fotografo: H. Prothmann – Königsberg.
Arc. 2316:Georg Arnold Carl von Kameke (Pasewalk,). Georg proveniva dall’antica famiglia nobile dei Pomerania Kameke. Era il figlio del Tenente Generale Georg von Kameke (1770-1837) e di sua moglie Henriette Luise Karoline, nata Lehmann (1795-1878). Anche suo fratello Hermann (1819–1889) iniziò una carriera militare e divenne anche lui un generale di fanteria. Dopo il liceo a Stettino , Kameke entrò il 1 ° gennaio 1834 come pioniere nel 2 ° Battaglione Pionieri dell’esercito prussiano . Dal 1 ottobre 1834 al 30 settembre 1836, fu inviato alla Scuola Unita di Artiglieria e Ingegneria per l’addestramento. Il 2 gennaio 1835 fu trasferito al battaglione dei pionieri della Guardia. Con il suo diploma, Kameke fu promosso il 29 settembre 1836, Tenente poi assegnato al 1° Ispettorato di ingegneria. Qui prestò servizio per quasi un anno, poi ritornò alla sua unità originaria. Per approfondire la sua conoscenza, Kameke dovette, negli anni a venire, costruire la fortezza di Posen e il servizio di fortificazione di Königsberg . Il 27 aprile 1848 Kameke tornò al 1 ° Ispettorato degli Ingegneri, fu nominato qui come Secondo Aiutante e infine divenne Primo Luogotenente (dal 1 ° luglio 1848). Con la promozione al grado di Capitano il 12 ottobre 1850, fu trasferito al Gran Stato Maggiore . Dopo sei mesi, Kameke venne assegnato allo Stato maggiore del 7° Corpo d’Armata, dove rimane per quasi cinque anni. Come Maggiore , tornò poi allo stato maggiore e fu inviato all’ambasciata di Vienna fino al 15 marzo 1858. Dopo una breve periodo nello Stato Maggiore del 1° Corpo d’Armata il 15 aprile 1858, venne trasferito al Dipartimento degli Affari Tecnici presso il Ministero della Guerra. Nel settembre 1858, Kameke accompagnò il principe Carlo di Prussia in un giro di ispezione del contingente federale austriaco. Dopo aver ottenuto il grado di Tenente Colonnello il 31 maggio 1859, fu nominato il 20 ottobre 1859 al comando del Battaglione degli ingegneri. Nel giugno 1861 fu promosso Colonnello e gli fu dato il comando dell’11° Reggimento Granatieri; nel marzo 1863 fu nominato Capo di Stato Maggiore dell’8° Corpo d’Armata. Nel 1865, fu elevato al grado di Maggior Generale e poco dopo divenne Capo di Stato Maggiore del 2° Corpo. Kameke prese parte alla guerra austro-prussiana come capo di stato maggiore del 2° Corpo d’Armata e nel 1867 fu nominato capo dell’intero corpo di ingegneria. Nel 1868 ottenne il grado di Tenente Generale. Durante la guerra franco-prussiana , Kameke guidò la 14^ Divisione Fanteria nella battaglia di Forbach-Spicheren e dimostrò il suo valore anche a Borny-Colombey e Saint-Privat . Dopo la resa della fortezza di Metz , conquistò Thionville , Montmédy e assedia Mézières . Anche prima della caduta di Mézières, il 23 dicembre 1870 fu chiamato a Versailles per guidare l’attacco del Genio a Parigi . Per i suoi servizi in questa guerra, ricevette una dotazione di 100.000 talleri. Il 18 febbraio 1871 fu nominato capo del corpo di ingegneria e ispettore generale delle fortezze . Il 9 novembre 1873 Kameke succedette a Roon come ministro della guerra e il 22 marzo 1875 fu nominato Generale di Fanteria e proprietario del 77° Reggimento di Fanteria. Il 3 marzo 1883 si dimise dal suo incarico e si ritirò nella sua proprietà a Hohenfelde vicino a Kolberg in Pomerania . Kameke fu Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera, dell’Ordine al Merito con Foglie di Quercia e Cavaliere di Giustizia dell’Ordine di San Giovanni . Fotografia CDV. Fotografo: A. Serrault – Versailles.
Arc. 440:Georg Arnold Carl von Kameke (Pasewalk,). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2319:Alfred Bonaventura von Rauch (Potsdam 1 aprile 1824 – Berlino 25 settembre 1900). Alfred von Rauch era figlio del Tenente Generale prussiano Friedrich Wilhelm von Rauch (1790–1850), Aiutante Generale re Federico Guglielmo IV di Prussia e rappresentante militare prussiano alla corte dello zar a San Pietroburgo, e sua moglie Laurette von Moltke. Suo nonno era il Maggior Generale Bonaventura von Rauch (1740–1814), il suo bisnonno era il generale di cavalleria Joachim Bernhard von Prittwitz e il ministro della guerra prussiano Gustav von Rauch era suo zio. Rauch aveva due fratelli che divennero ufficiali di cavalleria: il Tenente generale Friedrich Wilhelm von Rauch, comandante della 14^ Brigata di Cavalleria, e il Colonnello Egmont von Rauch, comandante del Reggimento Ussari di Brandeburgo (“Zietensche Hussars”). Sua sorella Elise Countess von Fersen, nata von Rauch, servì l’imperatrice russa Alexandra Feodorovna come dama di compagnia. Nella sua giovinezza, Rauch frequentò l’Accademia dei cadetti a Potsdam e Berlino. Il 9 agosto 1842, fu trasferito al reggimento delle Guardie del Corpo dell’esercito prussiano come sottotenente. Nel 1848 fu ufficiale d’ordinanza del principe Albrecht di Prussia, il fratello più giovane di Federico Guglielmo IV, e poi nella stessa posizione del generale di cavalleria Friedrich von Wrangel. Dal 1849 al 1855 fu a Berlino come aiutante sotto Wrangel presso l’alto comando nelle marche e al comando generale del 3° Corpo d’Armata. Nel 1855 Rauch fu promosso Rittmeister e nel 1856 era capo squadrone nel reggimento delle Guardie del Corpo. Nel 1858 il re Federico Guglielmo IV lo nominò Aiutante di Campo e nel 1859 fu promosso Maggiore nel 1859 e Tenente Colonnello nel 1863. Durante la guerra contro la Danimarca nel 1864 prese parte al bombardamento di Fredericia e all’assalto del Düppeler Schanzen nel quartier generale di Wrangels. Successivamente, Rauch fu il successore del colonnello Wilhelm Herzog zu Mecklenburg, comandante del reggimento dei Corazzieri di Brandeburgo (imperatore Nicolaus I di Russia) a Brandenburg an der Havel. Guidò il reggimento nella guerra contro l’Austria nel 1866 nella battaglia di Königgrätz e nella guerra contro la Francia nel 1870/71, come Maggior Generale, comandò la 17^ Brigata di Cavalleria granducale del Meclemburgo di stanza a Schwerin; i due reggimenti di Dragoni del Meclemburgo 17° e 18° rispettivamente di Ludwigslust e Parchim. Il suo comandante di divisione scrisse di Rauch nel 1870: “Un ufficiale elegante, con una personalità accattivante, tatto, destrezza e conoscenza del servizio. Ha condotto le esercitazioni di quest’anno in brigata con 3 reggimenti e 1 batteria con cura e calma, ed è stato soddisfacente anche nella gestione delle manovre di divisione. Adatto per il trasporto. ”Rauch rimase al comando della Brigata di Cavalleria Schwerin fino al 1875; dal 1903 al 1906 fu comandata dal figlio Friedrich. Nel 1875 Alfred von Rauch divenne Tenente Ispettore Generale e capo del dipartimento per la Rimonta presso il ministero della Guerra di Berlino. Il 23 agosto 1883 Rauch fu messo a disposizione come Generale di cavalleria. Il primo dell’anno del 1884, il Kaiser Wilhelm I nominò Rauch suo Aiutante Generale e, allo stesso tempo, presidente della Commissione generale dell’ordine a Berlino a metà aprile. Il 9 giugno 1884 fu reintegrato nell’esercito attivo. Anche sotto i successori di Guglielmo I, sotto Federico III e Wilhelm II, Rauch ha lavorato come Aiutante Generale per continuare a dirigere la commissione dell’ordine. Rauch fu rilasciato dal suo incarico il 7 luglio 1894, ricevette la pensione con l’assegnazione dei diamanti per la Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa. Fotografia CDV. Fotografo: H. Kuntzmann & C. – Berlino.
Onorificenze
Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa con diamanti
Arc. 2314:Oskar Ernst Karl von Sperling (Kolleda, 31 gennaio 1814 – Dreden, 1° maggio 1872). Entrò nell’esercito prussiano nel 1832 come Allievo Ufficiale nel 31° Reggimento di Fanteria. Nel 1835 Sperling fu nominato Sottotenente e tra il 1838 e il 1841 fu studente presso il Prussian Staff College. Successivamente prestò servizio come aiutante nel Dipartimento topografico dello Stato maggiore prussiano e, come aiutante del 29° Reggimento Fanteria, partecipò alla repressione della Rivoluzione del Baden. Promosso Capitano il 16 novembre 1852, rimase nella 15^ Divisione come aiutante fino all’aprile 1857. Prestò poi brevemente servizio come comandante di compagnia nel 32° Reggimento Fanteria prima di tornare nello stato maggiore nel gennaio 1858, con una promozione a Maggiore. Nel 1860 fu inviato in Italia come osservatore militare, dove partecipò all’assedio di Gaeta. Il 18 ottobre 1861, ormai rientrato in Prussia, Sperling fu promosso Tenente Colonnello. Nel marzo 1863 divenne capo di stato maggiore del VI Corpo d’Armata, che era di stanza a Breslavia e in questa posizione partecipò alla seconda guerra dello Schleswig. Il 18 giugno 1865 fu promosso Colonnello. Durante la guerra austro-prussiana partecipò alla campagna in Boemia con il corpo facente parte della Seconda Armata, comandata dal principe ereditario Federico Guglielmo di Prussia. Combatté nella battaglia di Königgrätz e ricevette il Pour le Mérite il 16 settembre 1866, su raccomandazione del generale di cavalleria Louis von Mutius. Quest’ultimo scrisse “Lo devo all’inquieta attività del Colonnello von Sperling e alle sue misure sensibili che le truppe del VI Corpo d’armata siano intervenute nella battaglia di Königgrätz al momento giusto, e la sua abilità personale sul campo di battaglia stesso gli dà una giusta pretesa all’ambito premio, per il quale lo raccomando a Vostra Altissima Grazia». Nel 1868 fu promosso a Maggior Generale. Durante la guerra franco-prussiana, fu il capo di stato maggiore della Prima Armata, comandata da Karl Friedrich von Steinmetz e successivamente da Edwin Freiherr von Manteuffel. Tuttavia, poiché la sua salute peggiorava, Sperling tornò presto in Germania e si ritirò dal servizio attivo. Il 22 marzo 1872 ricevette un bonus di 50.000 talleri. Fotografia CDV. Fotografo: T. Schahl – Dijon. Datata 25 marzo 1871
Onorificenze
Croce di Ferro di I e II classe
1870
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
16 settembre 1866
Cavaliere di II Classe con Stella dell’Ordine della Corona
Cavaliere di Gran Croce con Spade dell’Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
Arc. 2678:Karl Gustav Alfred Wilhelm von Doering in piccola montura da Maggior Generale (Königsberg 3 settembre 1819 – Vionville 16 agosto 1870). Doering arrivò alla Scuola dei cadetti di Potsdam all’età di 11 anni nel 1830 e dal novembre 1833 si trasferì al principale istituto dei cadetti di Berlino. Nel 1836 fu trasferito al 1° Reggimento Granatieri della Guardia dell’esercito prussiano a Berlino come Sottotenente. Dal 1842 al 1844 fu assegnato alla 1^ Brigata d’Artiglieria a Danzica. All’inizio dell’ottobre 1846 fu inviato alla Scuola Generale di Guerra di Berlino. Durante le sue vacanze nel 1847, trascorse un breve periodo con il 1° Reggimento Leib-Hussar a Rosenberg. A causa dei disordini a Berlino (Rivoluzione del marzo 1848), la Scuola Generale di Guerra fu chiusa nel 1848 e agli ufficiali assegnati fu ordinato di tornare a casa alle loro unità. Doering ha prese ai combattimenti di strada a Berlino nel marzo 1848. Apparteneva al battaglione dei fucilieri, che copriva il castello e da qui faceva avanzare le sue compagnie in direzioni diverse. Prima di allora era uno di quegli ufficiali a cui era stato concesso un congedo perché avevano seguito la richiesta del principe Friedrich di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg di combattere i danesi nell’esercito dello Schleswig-Holstein. Nel 1848 prestò servizio come aiutante di compagnia nel 10° battaglione di Fanteria dello Schleswig-Holstein dove partecipò all’attacco a Missunde (23 aprile 1848) e all’assedio di Fredericia (da maggio a giugno 1849). Nel 1849 fu promosso primo Tenente e prestò servizio nel battaglione della Guardia Landwehr dell’Holstein. Nel 1850 tornò in Prussia e in novembre proseguì gli studi presso la scuola Generale di Guerra di Berlino. Dal febbraio 1851 si trovò successivamente come aiutante nell’alto comando del Corpo delle Guardie, del II e il IV Corpo d’armata. Nel 1852 fu promosso Capitano. Dal 1854 guidò una compagnia del Reggimento Granatieri Guardie. La sua leadership di truppe indipendenti gli valse un riconoscimento generale e portò a un trasferimento allo stato maggiore. Nel 1858 entrò a far parte dello Stato maggiore della 3^ Divisione a Stettino, che era guidata dal principe Friedrich Karl di Prussia nel 1859. La collaborazione e il rapporto tra i due uomini si rivelò molto funzionale. Nell’agosto 1860 Doering fu nominato direttore della Scuola di Guerra a Potsdam, questo incarico durò fino alla primavera del 1863. Dopo che Doering fu promosso Tenente Colonnello nel 1863, assunse la guida di un battaglione nel 5° Reggimento di Fanteria della Westfalia a Münster. Durante la partecipazione alla guerra contro la Danimarca si distinse nell’aprile 1864 quando prese d’assalto il Düppeler Schanzen e ricevette l’ordine di Pour le Mérite. Nel giugno 1864 fu trasferito allo Stato maggiore a Berlino come capo dipartimento. Nel 1865 fu promosso Colonnello e assegnato alle principali manovre delle truppe russe a Pietroburgo. Durante la guerra contro l’Austria, dal marzo 1866, diresse il nuovo servizio di intelligence dello Stato maggiore. Un ultimo tentativo personale per trattenere il Regno di Hannover dalla guerra contro la Prussia fallì. Incontrò Re Giorgio V a Langensalza il 26 giugno senza ottenere nulla. Durante l’avanzata in Boemia, era capo sezione dello stato maggiore presso la sede di von Moltke e partecipò il 3 luglio 1866 alla battaglia di Königgrätz. Dopo il trattato di pace fu nominato comandante del 3° Reggimento Granatieri della Guardia Regina Elisabetta a Dresda. Quando scoppiò la guerra contro la Francia il 14 luglio 1870, gli fu dato il comando della 9^ Brigata di Fanteria della 5a Divisione sotto il Tenente Generale von Stülpnagel. Nel 1870 fu promosso a Maggiore Generale. Il 6 agosto, durante la battaglia di Spichern, riconobbe la difficoltà della 14^ Divisione sotto il Generale von Kameke. Prendendosi la responsabilità portò la sua brigata in soccorso urgente contro la destra francese e svolse un ruolo essenziale nel successo della giornata. Il corpo d’armata del Tenente Generale von Alvensleben aprì la battaglia di Mars la Tour il 16 agosto, la 9^ brigata di fanteria subì pesanti perdite a causa del fuoco difensivo francese mentre avanzava su Vionville. Quando Doering stava avanzando con la sua brigata sull’altopiano tra Rezonville e Vionville intorno a mezzogiorno, un proiettile lo colpì all’addome e morì sul campo di battaglia. Il Generale von Alvensleben lamentava la morte di Doering come una perdita non solo per il corpo ma per l’intero esercito e il Generale von Stülpnagel rimpianse ardentemente Doering nelle fasi successive della campagna in situazioni difficili. “Se avessi il generale von Doering adesso” (4 dicembre 1870 battaglia vicino a Orleans). Doering fu trasferito al Dohnaschen Gut Finckenstein nella Prussia occidentale e sepolto nel sagrato della chiesa parrocchiale ai margini di un bosco di querce.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
settembre 1864
Arc. 444:Eberhard zu Stolberg-Wernigerode (Peterswaldau 11 marzo 1810 – Johannisbad 8 agosto 1872). Eberhard era il figlio maggiore del conte Anton zu Stolberg-Wernigerode e di sua moglie Luise, nata von der Recke. Crebbe a Schloss Kreppelhof in Slesia e ricevette la sua prima educazione da tutor privati. Successivamente ha frequentò l’istituto scolastico a Bunzlau e il liceo classico a Glogau. Nel 1830 si arruolò nell’esercito prussiano e prestò servizio nel 2° Reggimento Guardie Uhlan. Stolberg-Wernigerode divenne il secondo Aiutante di Campo del principe Guglielmo di Prussia nel 1836 e nel 1841 fu promosso Primo Luogotenente. Dopo il suo matrimonio si ritirò dal servizio militare attivo come Capitano nel 1842. Nel 1847 fu membro del parlamento e fu lì che incontrò Otto von Bismarck al quale rimase legato per tutta la sua vita. Durante la rivoluzione del 1848/49 fu attivo nei circoli politici antirivoluzionari e nel 1849 fu eletto alla seconda camera del parlamento statale prussiano da quattro distretti della Slesia. Nel distretto di Landshut fu anche eletto amministratore distrettuale e ricoprì questa posizione per dieci anni. Nel 1852 assistette al duello Vincke-Bismarck e dopo la morte del padre nel 1854, divenne il signore della tenuta Kreppelhof. Nel 1853 divenne membro della Camera dei Lord prussiana e poco tempo dopo fu vicepresidente e dal 1862 presidente della Camera, mantenne questa posizione fino alla sua morte. Fu co-fondatore e nel 1861/62 primo presidente dell’Associazione popolare prussiana conservatrice. Tra il 1867 e il 1869 fu membro del Reichstag della Confederazione della Germania settentrionale come appartenete ai conservatori. Dal 1869 al 1872 fu presidente della provincia prussiana della Slesia. Stolberg-Wernigerode fu nominato cancelliere del ramo protestante dell’Ordine di San Giovanni nel 1852 e nel 1856 divenne Commendatore per la Slesia. Durante la guerra tedesco-danese del 1864 si rimise al servizio dell’esercito. Nel 1866 fu nominato ispettore militare del volontariato con sede a Berlino. Egli stesso partecipò alla campagna del 1866 in Boemia ma rifiutò la sua partecipazione durante la guerra del 1870-71. Nel gennaio 1871 si recò in Francia e portò a Guglielmo I le congratulazioni della famiglia signorile prussiana. Portava il titolo di Royal Prussian Real Privy Council e fu anche Tenente Generale nell’esercito e dal 1869 primo capo dei cacciatori e capo dell’ufficio reale di caccia. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 492: Eberhard zu Stolberg-Wernigerode (Peterswaldau 11 marzo 1810 – Johannisbad 8 agosto 1872). Fotografia CDV. Fotografo: G. Mohr – Frankfurt.
Arc. 1617:Hans Heinrich XI von Hochberg duca e principe di Pless (Berlino, 10 settembre 1833 – Castello di Albrechtsberg, 14 agosto 1907). Apparteneva ad un’antica e nobile famiglia della Slesia, grandemente dotata dagli elettori del Brandenburgo sin dal Cinquecento e nota sia dall’XI secolo in quanto il suo capostipite era un gentiluomo coppiere di Alberto l’Orso. Un altro membro della famiglia era stato amico personale di Corrado di Masovia, che gli aveva donato alcuni territori presso Białowieża. I conti di Hochberg possedevano, oltre a questo principale titolo, anche quelli di principi di Pless e di baroni di Fürstenstein. Come molti membri della sua famiglia, fu educato in una scuola militare prussiana, dalla quale uscì come Tenente degli ussari. Combatté durante la guerra austro-prussiana, giungendo al grado di Colonnello. Lasciato il servizio militare, ebbe un’intensa vita a corte, divenendo gentiluomo di camera di Guglielmo I e amico personale del cancelliere Otto von Bismarck; entrato nella cerchia dei fedelissimi di Bismarck, appoggiò pienamente i progetti di questi riguardo al Kulturkampf, l’espansione coloniale (della quale fu uno dei maggiori promontori) e soprattutto della conversione dell’aristocrazia tedesca (e soprattutto prussiana), in una aristocrazia, oltre che feudale anche imprenditoriale, come in Gran Bretagna, cercando di diminuire e liquidare il potere dell’alta borghesia nel commercio. Deputato alla Camera dei Signori di Prussia, fu uno dei fondatori del “Partito Liberale-Nazionale Tedesco” e fu gestore di un importante rete industriale e imprenditoriale da lui diretta, che l rese il secondo uomo più ricco della Germania dopo Friedrich Krupp. Fu definito da Siegfried von Roedern “l’uomo più ricco che tra i ricchi meno esercitò la sua influenza”. Lasciata momentaneamente la direzione del suo partito a Vittorio di Hohenlohe-Ratibor, si impegnò attivamente come ufficiale di stato maggiore nella guerra franco-prussiana, venendo promosso Maggior Generale. Insieme al politico Moritz Karl Henning von Blanckenburg, riuscì a salvaguardare dal saccheggio alcuni importanti reperti riposti nel castello di Amboise e dei capolavori artistici al museo del Louvre. Dopo la guerra lasciò ogni attività politica e si ritirò nella sua campagna presso Bialoweza, dove si dedicò alla caccia al bisonte e ad alcune personali riforme a favore dei contadini che abitavano nei suoi grandi feudi sia a Bialoweza, oggi tra Polonia e Bielorussia, che all’epoca era territorio russo, sia in Slesia e in Turingia. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila nera
Commendatore dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo
Croce di ferro di I classe
Croce di ferro di II classe
Arc. 2690:Heinrich Gottfried Grimm (Sargstedt, 21 giugno 1804 – Berlin, 24 dicembre 1884). Grimm ricevette la sua formazione medica dal 1821 al 1825 presso l’Università Friedrich Wilhelm di Berlino. Prestò servizio presso l’ospedale Charité per un anno e nel 1830, durante la rivolta polacca, gestì un ospedale da campo leggero. Nel 1832 fu capo degli ospedali militari francesi e olandesi durante il bombardamento di Anversa, nel 1835 divenne medico di reggimento a Potsdam e nel 1838 medico di stato maggiore e contemporaneamente incaricò come subdirettore della direzione degli istituti di addestramento medico militare a Berlino. Nel 1840 Grimm divenne medico personale di Federico Guglielmo IV, nel 1844 medico generale, nel 1847 secondo e nel 1851 primo medico di stato maggiore e capo della medicina militare. In questa posizione rese grandi servizi allo sviluppo del servizio medico dell’esercito prussiano per quasi tre decenni, per il quale fornì una formazione e un’organizzazione complete attraverso una serie di riforme globali. Il 2 febbraio 1861 il re Guglielmo I lo nominò primo medico personale. Ebbe un ruole molto importante alla redazione dei regolamenti sul servizio medico sul campo (1855), il regolamento sul servizio infermieristico sul campo (1863), le istruzioni sul servizio medico sul campo (1869), il decreto sull’organizzazione del servizio corpo medico (1873) e il War Medical Order (1878). Nel 1879, su sua richiesta, si ritirò a causa di una grave malattia agli occhi, pur mantenendo la sua posizione di primo medico personale dell’imperatore. Heinrich Gottfried Grimm morì a Berlino la vigilia di Natale del 1884 all’età di 80 anni e fu sepolto nell’Antico Cimitero di San Matteo a Schöneberg. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 3146:Robert Friedrich Wilms, anche Ferdinand Wilms (Arnswalde, 9 settembre 1824 – Berlin, 24 settembre 1889). Figlio di un farmacista, Wilms si trasferì in tenera età a Stargard in Pomerania con i genitori, dove frequentò il liceo. Dal 1842 al 1846 studiò alla Friedrich-Wilhelms-University di Berlino, divenne assistente di Johannes Müller e nel 1847, dopo aver superato l’esame di stato, intraprese un viaggio scientifico a Praga e Vienna, dopodiché si recò al Kranken di recente apertura – e il Deaconess Institute Bethanien di Berlino come assistente medico. Lì si dedicò sempre più alla chirurgia e divenne medico ordinatore nel 1852 e primario nel 1862. Fu presto nominato membro del Privy Medical Council e nel 1858 divenne anche membro permanente del Senior Examination Committee in materia di chirurgia. Parallelamente al suo lavoro come primario, ma fuori dall’università, Wilms gestiva uno studio privato a Berlino. Nel 1861 divenne medico personale del principe Giorgio di Prussia. Partecipò come medico generale consultivo alle guerre del 1866 (guerra austro-tedesca) e del 1870/71 (guerra tedesco-francese) e ricevette la Croce di ferro, prima classe. Nel 1866 fu nominato alla commissione per la riforma della medicina militare e come esaminatore alla commissione d’esame per i medici di primo grado. Robert Wilms morì il 24 settembre 1880 a Berlino all’età di 56 anni a causa di un’infezione che aveva contratto durante una delle sue operazioni. Fu sepolto nel Cimitero II di Gerusalemme e Chiesa Nuova davanti alla Hallesches Tor. Wilms portò a una rinascita della tracheotomia nella difterite e perfezionò la tecnica chirurgica per il taglio dell’uretra esterna (uretrotomia). – Insieme al suo collega Bernhard von Langenbeck, Robert Ferdinand Wilms apparteneva a chirurghi e diagnostici di vasta fama. Wilms non si rese famoso né come insegnante pubblico né come scrittore; Tuttavia, insieme a Bernhard von Langenbeck, era il medico più ricercato e il più famoso diagnostico e chirurgo di Berlino. Inoltre, si fece un nome migliorando le condizioni igieniche a Betania, dove a quel tempo la struttura veniva ancora pulita con l’acqua del canale Luisenstadt. Wilms cercò invano di richiamare l’attenzione sull’igiene inadeguata dell’ospedale, e quando sempre più pazienti operati con successo morirono di infezioni, nella sua disperazione si accampò in giardino e da allora in poi operò all’aperto in una tenda militare ventilata. Scrisse un reclamo dove si lamentava di questi problemi per cinquanta pagine circa “il telo infetto delle tende operatorie, la piantumazione troppo fitta degli orti, l’insufficiente ventilazione nelle stanze dei malati”, la concimazione degli orti, la mancanza di pulizia degli abiti delle infermiere, il maneggio negligente della cucina le acque reflue e fognarie, la mancanza di un luogo di isolamento, la contaminazione del suolo del cortile da pozzi neri e l’acqua cattiva del pozzo. Fotografia CDV. Fotografo: E. Milster – Berlin.
Arc. 1727: Principe Otto von Bismark in gran montura da Generale delle Guardie del Corpo, il Ministro della Guerra Albrecht von Roon e il Capo di Stato Maggiore Helmuth graf von Moltke in gran montura da Generale. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1295:Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen in grande uniforme da Generale delle Guardie del Corpo (Schönhausen, 1º aprile 1815 – Friedrichsruh, 30 luglio 1898). Fu il secondogenito della famiglia aristocratica dei Bismarck-Schönhausen, una rigida casta di latifondisti conservatori, autoritari e molto influenti.Tra il 1832 e il 1835 Bismarck frequentò la facoltà di giurisprudenza a Gottinga e a Berlino. In realtà studiò poco e si divertì molto, ma si laureò comunque nel 1835. Nei primi 32 anni della sua vita Bismarck non pensava molto alla politica. Nel 1847 sposò Giovanna Puttkamer e, per trovarsi una “sistemazione di prestigio”, iniziò ad interessarsi alla vita politica. Nello stesso anno partecipò come deputato alla Dieta degli Stati Tedeschi convocata dal re della Prussia – la prima che raccogliesse i rappresentanti degli Stati tedeschi che allora formavano la Confederazione Germanica, formatasi nel 1815. Nel 1848 scoppiarono delle rivolte democratiche in tutta l’Europa e rovesciarono il fragile equilibrio politico che si era creato nel 1815, durante il Congresso di Vienna. Anche la Germania fu coinvolta. Il 18 marzo 1848 venne repressa un’insurrezione popolare a Berlino, provocando circa 800 morti. Gli obbiettivi di questa rivolta furono l’introduzione di una costituzione democratica, una libera stampa, e l’unione della Germania. Il trono di Federico Guglielmo IV, re della Prussia, vacillò, ma il giovane deputato Bismarck si schierò decisamente dalla sua parte, ribadendo che la sovranità non poteva venire dal popolo, ma solo dall’alto, dal “diritto divino” dell’imperatore. Per Bismarck i rischi legati alle rivendicazioni democratiche erano elevati – basta ricordarsi che Carlo Marx aveva già scritto il suo “Manifesto dei comunisti”. L’atteggiamento duro di Bismarck fu premiato dal re della Prussia, che in seguito gli affidò sempre più importanti incarichi. In quegli anni Bismarck divenne il consigliere più stretto del re. Dal 1859 al 1862 Bismarck fu ambasciatore della Prussia a San Pietroburgo, dando prova di una grande abilità diplomatica. Fu lui a inventare la “Realpolitik”, una politica che lo avrebbe reso famoso e che seguì una sola regola: raggiungere l’obiettivo proposto con il mezzo più rapido, sicuro, efficace, qualunque esso fosse. Un grande salto di carriera fece Bismarck nel 1862 quando il re, a causa di una grave crisi politica, lo richiamò a Berlino e lo fece diventare Cancelliere (Primo Ministro) della Prussia e Ministro degli affari esteri. Questa crisi era dovuta al rifiuto dell’opposizione di accettare i provvedimenti di potenziamento, ammodernamento e riorganizzazione dell’esercito. L’imperatore, come spesso, non sapeva bene cosa fare, Bismarck invece scelse la linea dura. Questo conflitto diventa una vera e propria guerra contro il parlamento che si trascinò avanti fino al 1866. Il parlamento venne sciolto due volte e la stampa liberale criticò aspramente Bismarck, ma il cancelliere riuscì a restare sempre al suo posto di comando. Dopo le rivolte del 1848 la questione dell’unità della Germania divenne sempre più urgente da risolvere, anche per liberare lo sviluppo economico in Germania, ostacolato da troppi confini e dogane interni e troppe leggi diverse. Bismarck aveva capito che la Germania poteva essere unita o “dal basso”, cioè dal popolo con tutti i rischi che questo comportava o “dall’alto”, cioè da qualcuno abbastanza forte da costringere gli altri stati ad aderire a uno stato unitario. Per la verità, non era entusiasta dell’idea di una Germania unita: era troppo prussiano per vedere la Prussia in uno stato insieme a 30 altri stati tedeschi. Ma quando c’era un problema da affrontare Bismarck lo affrontò, sempre con i suoi mezzi. Il problema più importante da affrontare fu l’Austria: includerla in una Germania unita o no? Bismarck risolse la questione con una guerra. Nel 1866 provocò, per futili motivi, una guerra con l’Austria e inflisse agli Asburgo una schiacciante disfatta. La Confederazione degli stati tedeschi, fondato nel 1815 e fino ad allora capeggiata dall’Austria fu sciolta. Al suo posto venne costituita una Confederazione della Germania settentrionale sotto l’influenza della Prussia. E così l’Austria era estromessa dalla questione “Germania unita”. La nuova Prussia era talmente grande e potente che la Francia si sentì minacciata. C’era aria di guerra, e la guerra arrivò. Nel 1870 la Prussia provocò un’altra guerra, questa volta contro la Francia, il “nemico storico” della Germania. La guerra, alla quale adesso parteciparono quasi tutti gli stati della Germania, durò 6 mesi e finì con la totale disfatta della Francia. Il 16 gennaio del 1871, nella galleria degli specchi della reggia di Versailles, il re della Prussia fu proclamato primo imperatore del nuovo Reich, col nome Guglielmo I.Il modo in cui Bismarck aveva guidato la Prussia a diventare padrone della Germania era senz’altro caratterizzato da una grande spietatezza. L’appellativo “cancelliere di ferro” che non dispiaceva più di tanto a Bismarck è sicuramente azzeccato, almeno per certi aspetti della sua politica. Un esempio, diventato famoso, di questa spietatezza lo fornì Bismarck nel 1870, poco prima che iniziasse la guerra con la Francia. Era scoppiata una crisi diplomatica tra la Francia e la Prussia sulla successione al trono della Spagna, una questione in cui era coinvolto anche un principe della casata degli Hohenzollern al quale la Francia invece si oppose con forza. Dopo movimentate e eccitate trattative il re di Prussia incontrò l’ambasciatore francese nella località termale di Ems e dopo mandò a Berlino un dispaccio con un resoconto del colloquio, terminato con un ennesimo nulla di fatto. A questo punto Bismarck fece esplodere la situazione con un trucco: pubblicò la notizia del dispaccio, manipolando però parzialmente il suo contenuto in modo che la posizione del re della Prussia nei confronti della Francia sembrasse molto più dura di quanto non fosse in realtà. Il governo francese lo interpretò come una grave provocazione, ingestibile di fronte all’opinione pubblica e dichiarò guerra alla Prussia. Esattamente quello che voleva Bismarck. Raggiunto lo stato unitario del “Deutsches Reich” (Impero tedesco), Bismarck, ora non più cancelliere della Prussia, ma cancelliere del Reich, si rivelò un uomo politico non affatto aggressivo, almeno nella politica estera. La Germania era circondata dalle potenze “vecchie”, cioè Francia, Inghilterra, Austria e Russia, tutti diffidenti e sospettosi nei confronti di questo nuovo e forte elemento nella scacchiera politica dell’Europa, da sempre molto precaria e instabile. Fino alle sue dimissioni (forzate) nel 1890, Bismarck si mostrò un diplomatico cauto e molto abile che più di una volta riuscì a districare scontri politici e anche militari tra le potenze europee. Certo, sempre nell’interesse della Germania, ma l’equilibrio tra Russia, Turchia, stati Balcani, Austria, Francia e Inghilterra, pur essendo sempre labile e spesso sull’orlo del tracollo, fu sicuramente in buona parte merito suo. Nella politica interna invece Bismarck rimase il temuto “cancelliere di ferro”, piuttosto insofferente nei confronti dell’influenza che aveva ottenuto il parlamento del Reich. Odiava in particolare due partiti: i socialdemocratici, che durante il suo cancellierato erano ancora un partito rivoluzionario che volevano sovvertire lo stato a favore di una dittatura del proletariato e il partito del “Zentrum”, un nuovo partito cattolico sospettato da Bismarck di agire non nell’interesse della Germania, ma in quello del Vaticano. Contro entrambi i partiti Bismarck riuscì a far approvare delle leggi durissime, in particolare contro i socialdemocratici, che ostacolarono pesantemente la loro vita politica. Parallelamente cercò di venire incontro agli elettori dei socialdemocratici con delle riforme che per l’epoca erano rivoluzionarie: introdusse il primo sistema previdenziale sociale al mondo, che sarebbe servito da modello per tutti gli altri paesi. Istituì l’assicurazione contro le malattie, quella contro gli infortuni e infine realizzò un progetto di assicurazione per la vecchiaia. Ma nonostante ciò non riuscì a impedire che il partito socialdemocratico crescesse, lentamente ma in maniera inesorabile. E anche la cosiddetta “Kulturkampf” (lotta culturale) contro il partito cattolico del Zentrum non ebbe il successo sperato. Nel 1888 morì l’imperatore Guglielmo I e salì al trono suo figlio Guglielmo II. Subito si aprì un contrasto tra Bismarck e il giovane 29enne sovrano che, oltre ad essere geloso della popolarità di Bismarck, gradì sempre meno la politica di Bismarck, prudente verso l’esterno e dura verso l’interno. Questi contrasti tra cancelliere e imperatore andarono avanti per due anni e a un certo punto, nel 1890, Bismarck si sentì costretto a dimettersi dal governo e ritornare a malincuore alla vita privata. Dopo otto anni di vita trascorsa nel suo podere di Friedrichsruh, Bismarck morì il 30 luglio 1898, a 83 anni d’età. Il ritiro di Bismarck dalla scena politica nel 1890 rappresentò una specie di spartiacque nella storia della Germania. Soprattutto la nuova politica estera del imperatore Guglielmo II, aggressiva e poco diplomatica, aprì la strada per creare le condizione per lo scoppio del prima guerra mondiale. Fotografia CDv. Fotografo: J. Fernandez – Madrid.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Cavaliere dell’Ordine supremo dell’Aquila Nera con collare e diamanti
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila con foglie di quercia, corona, scettro, spade e diamanti
Gran Commendatore con diamanti del Reale Ordine dinastico di Hohenzollern
Cavaliere con spade del Reale Ordine dinastico di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite per le Scienze e le Arti (classe di pace)
Croce di Ferro di I classe 1870
1870
Croce di Ferro di II classe per combattenti 1870 con foglie di quercia del “25°”
1870; foglie di quercia, 1º agosto 1895
Commendatore del Baliaggio del Brandeburgo dell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni dell’Ospedale di Gerusalemme
Cavaliere con collare dell’Ordine di Guglielmo
1870
Medaglia di salvataggio con nastro
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della corona del Württemberg
Cavaliere di gran croce dell’ordine di Luigi d’Assia (Assia)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso (Anhalt-Köthen)
1862
Cavaliere dell’Ordine dinastico della Fedeltà (Granducato di Baden)
1871
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto (Regno di Baviera)
1866
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia (Ducato di Sassonia)
1866
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco Bianco (Sassonia-Weimar-Eisenach)
1866
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover)
1857
Cavaliere di Gran Croce con Corona d’oro dell’Ordine al merito di Pietro Federico Luigi (Granducato di Oldenburg)
1866
Cavaliere dell’Ordine della Corona Fiorata (Regno di Sassonia)
1868
Onorificenze straniere
Cavaliere di Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Regno del Belgio)
1863
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Dannebrog (Regno di Danimarca)
1852
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Legion d’onore (Impero Francese)
1865
Gran Cordone dell’Ordine del Crisantemo (Impero Giapponese)
1882
Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
1867
Cavaliere dell’Ordine Supremo del Cristo (Santa Sede)
1885
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Regno di Svezia)
1875
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (Regno di Spagna)
1875
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada (Regno di Portogallo)
Cavaliere dell’Ordine Imperiale di Sant’Andrea (Impero Russo)
Arc. 2809:Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen (Schönhausen, 1º aprile 1815 – Friedrichsruh, 30 luglio 1898). Fotografia CDV. Fotografo: E. Biegner – Berlin.
Arc. 417:Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen (Schönhausen, 1º aprile 1815 – Friedrichsruh, 30 luglio 1898). Fotografia CDV. Fotografo: König Wilhelm Gallerie – Berlin. Datata 1866.
Arc. 1324:Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen (Schönhausen, 1º aprile 1815 – Friedrichsruh, 30 luglio 1898). Fotografia CDV. Fotografo: E. Biegner – Berlin.
Arc. 445:Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen durante la guerra franco-prussiana 1870-71 (Schönhausen, 1º aprile 1815 – Friedrichsruh, 30 luglio 1898). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1069:Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen durante la guerra franco-prussiana 1870-71 (Schönhausen, 1º aprile 1815 – Friedrichsruh, 30 luglio 1898). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1069:Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen (Schönhausen, 1º aprile 1815 – Friedrichsruh, 30 luglio 1898). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 696:Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen (Schönhausen, 1º aprile 1815 – Friedrichsruh, 30 luglio 1898). Fotografia CDV. Fotografo: B. J. Birsch – Berlin.
Arc. 72: Johanna von Puttkamer principessa Von Bismark (1824-1894). Moglie del principe Otto Von Bismark. Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlino. 1865 ca.
Arc. 1515:Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen, al centro la moglie Johanna von Puttkamer principessa Von Bismark (1824-1894) e la figlia Marie. Fotografia CDV. Fotografo: G. Linde – Putbus.
Arc. 3143:Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891). Von Moltke nacque nel Ducato di Meclemburgo-Schwerin da una famiglia di antica nobiltà. Suo padre nel 1805 si stabilì nell’Holstein e divenne cittadino danese, ma nello stesso periodo subì un tracollo economico per l’incendio della tenuta di campagna e per il saccheggio, da parte delle truppe francesi, delle proprietà cittadine di Lubecca, dove risiedeva la famiglia. Il giovane Moltke quindi crebbe in circostanze disagiate. All’età di nove anni fu mandato in collegio a Hohenfelde, a undici anni entrò come cadetto alla scuola di Copenaghen, destinato alla corte e all’esercito danese. Nel 1818 divenne paggio del re di Danimarca e Sottotenente in un reggimento di fanteria. A ventun anni decise di entrare al servizio della Prussia, pur perdendo l’anzianità di grado. Nel 1822 divenne sottotenente nell’8º Reggimento Fanteria di Francoforte sull’Oder. A ventitré anni fu ammesso alla Scuola di Guerra, dove studiò per tre anni diplomandosi nel 1826. Per un anno Moltke prestò servizio nella stessa scuola cadetti, per tre anni fu poi di guarnigione in Slesia e a Posen. Nel 1833, promosso Tenente, entrò nello Stato Maggiore Generale di Berlino, dove per le sue qualità di brillante ufficiale fu notato dai superiori, in particolare dal principe Guglielmo, allora Tenente Generale, in seguito re e imperatore. Fu ben accolto a corte e nella migliore società berlinese. Nel 1835 con la promozione a Capitano ottenne sei mesi di licenza per viaggiare nell’Europa sudorientale. Dopo una breve permanenza a Costantinopoli gli fu richiesto dal sultano Mahmud II di modernizzare l’esercito dell’Impero ottomano, e, dopo aver ricevuto autorizzazione da Berlino, accettò l’offerta. Rimase due anni a Costantinopoli, imparò il turco e ispezionò la capitale, il Bosforo e i Dardanelli. Viaggiò molto in Bulgaria e nei Balcani, e da entrambi i lati dello stretto. Nel 1838 fu inviato come consigliere militare presso il generale ottomano comandante le truppe in Armenia nel corso di una campagna contro Mehmet Ali. Durante l’estate Moltke compì estese ricognizioni e ispezioni, cavalcando per migliaia di chilometri. Navigò sulle rapide dell’Eufrate, visitò e mappò gran parte dell’Impero ottomano. Nel 1839 l’esercito mosse verso sud per combattere contro gli egiziani, ma all’avvicinarsi al nemico il generale turco rifiutò di ascoltare i consigli di Moltke, il quale si dimise dal suo ruolo e prese il comando dell’artiglieria. Nella battaglia di Nizib (oggi Nisibis), il 24 giugno 1839, l’esercito ottomano fu battuto. Con grande difficoltà von Moltke raggiunse il mar Nero, e quindi Costantinopoli; il suo protettore Mahmud II nel frattempo era morto, così von Moltke ritornò a Berlino, dove giunse, minato nella salute, nel dicembre 1839. Nel 1840 von Moltke fu assegnato al comando del IV Corpo d’Armata, di stanza a Berlino, pubblicò le sue mappe di Costantinopoli, e insieme ad altri viaggiatori tedeschi compilò una nuova mappa dell’Asia Minore nonché un saggio sulla geografia della regione. Nel 1848, dopo un breve ritorno allo Stato Maggiore di Berlino, divenne Capo di Stato Maggiore del IV Corpo d’Armata, di stanza in quel periodo a Magdeburgo, dove rimase sette anni durante i quali salì di grado a Tenente Colonnello e poi a Colonnello. Nel 1855 prestò servizio come aiutante personale del principe Federico (in seguito Federico III di Prussia); in questa veste accompagnò il Principe in Gran Bretagna per il matrimonio, a Parigi, e a San Pietroburgo per l’incoronazione dello zar Alessandro. Nel 1857 fu messo a capo dello Stato Maggiore Generale prussiano, una carica che ricoprì per i successivi trent’anni. Non appena insediato si mise al lavoro per modificare i metodi tattici e strategici dell’esercito prussiano, gli armamenti e i mezzi di comunicazione, l’addestramento dei quadri di comando, e i metodi di mobilitazione dell’esercito. Istituì anche lo studio della politica europea in relazione alla pianificazione delle possibili campagne militari. In breve tracciò le linee di un moderno Stato maggiore. Nel 1859 la seconda guerra di indipendenza diede il via alla mobilitazione dell’esercito prussiano, sebbene questo non entrasse nel conflitto. Dopo la mobilitazione l’esercito venne riorganizzato, e la sua forza venne quasi raddoppiata. La riorganizzazione non fu curata da von Moltke bensì dal principe reggente Guglielmo e dal ministro della guerra Albrecht von Roon. Von Moltke osservò da vicino la guerra in corso in Italia e ne redasse una storia (pubblicata nel 1862 con l’attribuzione alla divisione storica dello Stato maggiore prussiano). Nel dicembre 1862 a von Moltke fu richiesta una valutazione sugli aspetti militari della disputa con la Danimarca; considerò le difficoltà nel portare a termine una guerra, nel caso, probabile, in cui l’esercito danese si fosse ritirato sulle isole, dove, data l’inferiorità navale tedesca, sarebbe stato inattaccabile. Abbozzò un piano inteso ad aggirare sul fianco l’esercito danese prima di attaccarne le posizioni fronteggianti lo Schleswig, in modo da tagliare le vie di ritirata. Quando la guerra, nota come seconda guerra dello Schleswig, ebbe inizio nel febbraio 1864, von Moltke non fu aggregato alle forze prussiane ma rimase a Berlino. Il suo piano di guerra fu applicato malamente e l’esercito danese si rifugiò nelle fortezze di Dybbøl e Fredericia, entrambe le quali controllavano la via di ritirata sulle isole. Le fortezze furono poste sotto assedio – Dybbøl venne conquistata con un assalto e Fredericia fu abbandonata dai danesi senza colpo ferire – ma la guerra non dava segno di avvicinarsi alla fine. L’esercito danese era in salvo sulle isole di Als e Fionia. Il 30 aprile 1864 von Moltke divenne capo di stato maggiore delle forze alleate tedesche. Dopo un armistizio di due mesi l’esercito tedesco attaccò l’isola di Als (29 giugno). I danesi evacuarono l’isola e poco dopo accettarono le condizioni di pace proposte dai tedeschi. L’apparizione di von Moltke sul teatro di guerra aveva cambiato le sorti della guerra, e la sua influenza sul re si era notevolmente accresciuta. Di conseguenza, quando nel 1866 si ebbe lo scontro con l’Austria, i piani di von Moltke vennero adottati e scrupolosamente messi in pratica. Von Moltke pianificò e condusse le vittoriose operazioni militari durante la guerra austro-prussiana del 1866. I punti strategici principali sono i seguenti. Innanzitutto dimostrò la validità della concentrazione dello sforzo. I nemici erano due, l’esercito austro-sassone (270 000 uomini) e le armate tedesche del sud e del nord (circa 120 000). Le forze prussiane ammontavano dal canto loro a 60 000 uomini circa, ma Moltke cercò la superiorità in un punto decisivo: 48 000 uomini dovevano catturare l’armata di Hannover in meno di due settimane, e quindi attaccare e respingere le forze tedesche meridionali. Dopo che ebbero marciato sulla Sassonia, l’esercito sassone si ritirò in Boemia. Moltke aveva due armate a circa 150 chilometri l’una dall’altra, il problema era come avvicinarle per circondare l’esercito austriaco come i francesi a Waterloo fra sir Wellington e Blücher. Decise di riunire le due armate facendole avanzare verso Gitschin. Prevedeva che la marcia del Principe della Corona lo avrebbe probabilmente portato in collisione con una porzione dell’esercito austriaco, ma il Kronprinz disponeva di 100 000 uomini, e non era probabile che gli austriaci potessero contare su una forza superiore. Gli austriaci agli ordini di Ludwig von Benedek marciarono più rapidamente del previsto, e potevano opporsi al Kronprinz con quattro o cinque corpi d’armata; ma l’attenzione di Benedek si diresse invece sul principe Federico, e i suoi quattro corpi d’armata, privi di un comando unificato, furono decisamente battuti. Il 1º luglio Benedek riunì le proprie forze, ormai scosse, su una posizione difensiva di fronte a Sadowa. Le due armate di Moltke erano in quel momento a un giorno di marcia l’una dall’altra e ad altrettanto dal nemico, il 3 luglio entrarono in azione, la prima contro il centro, la seconda contro il fianco destro austriaco. L’esercito austriaco fu completamente sconfitto e la campagna e la guerra erano vinte. Moltke non fu molto soddisfatto dell’andamento della battaglia: tentò di spostare l’Armata dell’Elba sopra Königgrätz per prevenire la ritirata austriaca, ma il suo sottoposto non riuscì a giungervi in tempo; tentò anche di trattenere la 1ª Armata da un attacco troppo a fondo, sperando in tal modo di trattenere gli austriaci sulle loro posizioni abbastanza a lungo perché la ritirata fosse loro tagliata dall’armata del Kronprinz, ma anche questo non avvenne. Durante i negoziati di pace Otto von Bismarck si oppose al desiderio del re di annettere la Sassonia e altri territori oltre a quelli occupati, temendo l’intervento della Francia. Moltke, tuttavia, confidava di poter battere sia gli austriaci sia i francesi, se fossero intervenuti, e sottopose a Bismarck i suoi piani in caso di una guerra su due fronti. Moltke si trovò nuovamente a dirigere l’esercito prussiano nella guerra franco-prussiana (1870-1871), che mise le basi per la creazione dell’Impero tedesco nel 1871. Il grande successo del 1866 aveva rafforzato la posizione di Moltke, cosicché quando il 5 luglio 1870 fu emanato l’ordine di mobilitazione delle forze prussiane e tedesche del sud, il suo piano venne adottato senza alcuna obiezione. Cinque giorni dopo Moltke ricevette la nomina a capo di Stato maggiore generale dell’esercito per la durata della guerra. Le forze tedesche furono raggruppate in tre armate: la 1ª, agli ordini di Steinmetz, sulla Mosella vicino Treviri; la 2ª, di 130 000 uomini, sotto il Principe Reggente nei pressi di Homburg, con alle spalle una riserva di 60 000 uomini; la 3ª, ai comandi del Kronprintz Federico Carlo di Prussia, di 130 000 uomini, a Landau. Tre corpi d’armata erano tenuti indietro nel nordest della Germania, nel caso l’Austria facesse causa comune con la Francia. La battaglia di Wœrth si accese prematuramente, e quindi condusse non alla cattura dell’armata di Mac-Mahon, come si voleva, ma solo alla sua sconfitta e rapida ritirata. La battaglia di Spicheren non fu voluta da Moltke, il quale avrebbe preferito trattenere l’armata di Bazaine sulla Saar fino al momento in cui avrebbe potuto attaccarla di fronte con la 2ª Armata e sul fianco sinistro con la 1ª. Ma queste inaspettate vittorie non spiazzarono von Moltke, il quale portò avanti la pianificata avanzata su Pont-à-Mousson, passò la Mosella con la 1ª e la 2ª Armata, quindi si diresse a nord in un movimento accerchiante, cosicché l’effetto della battaglia di Gravelotte fu quello di sospingere Bazaine nella fortezza di Metz e tagliargli la via per Parigi. Niente mette pienamente in luce il pensiero e la volontà di Moltke quanto la sua determinazione di attaccare il 18 agosto alla battaglia di Gravelotte, quando altri strateghi avrebbero pensato che, una volta ottenuta una vittoria strategica, sarebbe stata inutile una vittoria tattica. Fu criticato per l’ultimo attacco di Gravelotte, causa di inutili perdite, ma oggi sappiamo che l’attacco fu ordinato dal re, e che Moltke si biasimò per non aver adoperato la propria influenza per impedirlo. Durante la notte seguente alla battaglia Moltke lasciò un’armata a impegnare Bazaine a Metz, e inviò le altre due verso Parigi, con la più meridionale in posizione avanzata, cosicché quando fosse entrata in contatto con l’armata di Mac-Mahon l’avrebbe sospinta verso nord. Il 25 agosto si scoprì che Mac-Mahon era diretto verso nordest per soccorrere Bazaine; appena accertata l’accuratezza dell’informazione Moltke ordinò alle sue colonne di dirigersi a nord invece che a ovest. L’ala destra di Mac-Mahon fu attaccata a Beaumont mentre tentava di attraversare la Mosa, costretta a interrompere l’avanzata e ritirarsi faticosamente presso Sedan. Alla battaglia di Sedan le due armate tedesche, guidate magistralmente da Moltke, riuscirono a circondare completamente l’armata francese, che il 1º settembre fu attaccata da tutte le direzioni e costretta alla resa. Moltke, dopo aver ottenuto a Sedan la più grande vittoria campale della sua carriera, riprese quindi l’avanzata su Parigi, che venne circondata. L’assedio di Metz ebbe termine il 27 ottobre; il 28 gennaio 1871 a Parigi fu concluso l’armistizio che pose fine alla guerra. Nell’ottobre 1870 Moltke ricevette il titolo di graf (conte), come ricompensa per i suoi servigi. Nel giugno 1871 fu promosso a Feldmaresciallo e ottenne una grossa prebenda monetaria. Fece parte della Dieta della Confederazione Tedesca del Nord dal 1867 al 1871 e dal 1891 fu membro del Reichstag, il Parlamento tedesco dell’epoca. Dopo la guerra franco-prussiana supervisionò la redazione della storia ufficiale, pubblicata fra il 1874 e il 1881 dallo Stato maggiore. Nel 1888 lasciò l’incarico di Capo di Stato Maggiore e gli successe Alfred von Waldersee. Suo nipote Helmuth Johann Ludwig von Moltke rivestì la medesima carica dal 1906 al 1914. Graf von Moltke lasciò il servizio attivo il 9 agosto 1888 e morì a Berlino nel 1891. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di I Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Cavaliere di Gran Croce della Croce di Ferro
Gran Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
Cavalieri dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero di Russia)
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
10 agosto 1881
Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Regno del Belgio)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Bianca (Impero di Russia)
Cavaliere di Gran Croce con corona e spade dell’Ordine al Merito di Pietro Federico Luigi
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi d’Assia
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Legion d’onore
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Leopoldo
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale di Santo Stefano d’Ungheria
Cavaliere dell’Ordine della fedeltà
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Carlo Federico
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Massimiliano Giuseppe
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Enrico il Leone
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona wendica
Croce al merito militare (Meclemburgo-Schwerin)
Cavaliere dell’Ordine della corona fiorata
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Sant’Enrico
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco Bianco
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito militare del Württemberg
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della spada
Cavaliere dell’Ordine di Aleksandr Nevskij
Cavaliere dell’Ordine di Mejidiyye
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Elefante Bianco
Arc. 2314:Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891). Fotografia CDV. Fotografo: C. Jacotin – Paris.
Arc. 2513:Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891) è stato un generale prussiano, feldmaresciallo, per trent’anni capo di stato maggiore dell’esercito prussiano ed artefice delle vittorie sull’Impero austro-ungarico e sulla Francia nel XIX secolo. È conosciuto anche come von Moltke il Vecchio per distinguerlo dal nipote Helmuth Johann Ludwig von Moltke, che comandò l’esercito imperiale tedesco allo scoppio della prima guerra mondiale.
Arc. 545:Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891). Fotografia CDV. Fotografo: E. Neurdein – Paris.
Arc. 1727:Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1499:Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891). Fotografia CDV. Fotografo: E. Jamrath & Sohn – Berlin.
Arc. 1479:Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891). Fotografia CDV. Fotografo: B.J. Hirsch – Berlin.
Arc. 1285:Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Loescher & Petsch – Berlin.
Arc. 141: Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891). Fotografia CDV. Fotografo: Reichard & Lindner – Berlino. 1873.
Arc. 1826:Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke (Parchim, 26 ottobre 1800 – Berlino, 24 aprile 1891). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 444:Friedrich Heinrich Ernst von Wrangel in gran montura da Generale comandante le Guardie del Corpo (Stettino, 13 aprile 1784 – Berlino, 1º novembre 1877). Il barone von Wrangel (conte nel 1864) nacque a Stettino, nella Pomerania prussiana da una nobile famiglia di tradizioni militari originaria della Baltica. Suo padre era il maggiore generale prussiano Friedrich Ernst von Wrangel(7 aprile 1720 – 13 gennaio 1805), mentre sua madre era Sophie Luise Elisabeth von Below (26 agosto 1752 – 26 aprile 1805). Dopo gli studi a Leida, intraprese la carriera delle armi in cavalleria e già nel 1796, all’età di dodici anni, divenne caporale nel 6º reggimento dragoni “Werther” dell’esercito prussiano. Il 5 ottobre 1798 venne nominato sottotenente. Durante le Guerre napoleoniche si distinse a Eylau, Heilsberg (1807) ed a Jena, dove ricevette l’onorificenza Pour le mérite per delle pesanti ferite subite ad una spalla nel corso di una carica francese. Wrangel venne quindi collocato nel 3º reggimento corazzieri reali ed il 19 marzo 1808 venne promosso tenente, ottenendo il 18 aprile 1809 il grado di capitano assieme al comando di uno squadrone. Successivamente combatté come colonnello dei dragoni la Guerra di Liberazione del 1813 negli scontri di Bautzen e Großgörschen dopo i quali ottenne il titolo di maggiore. Distintosi nella Battaglia di Lipsia ed a Wachau ricevette l’Ordine della Croce di Ferro nel 1815. Già il 13 maggio 1814 era stato promosso al grado di tenente colonnello, ed il 3 ottobre 1815 ottenne il grado di colonnello. Il 30 marzo 1823 ricevette la promozione a Maggior Generale, ottenne il comando della 10ª divisione di cavalleria ed entrò a far parte dell’Ordine Teutonico. Nel 1832 partecipò al soffocamento di alcune rivolte contadine in Posnania e in Slesia. Nel 1834, a capo della 13ª divisione con sede a Münster, represse le rivolte scoppiate tra l’arcivescovo di Colonia e la corona, operazioni dopo le quali venne promosso Tenente Generale. Ricevette quindi diversi privilegi dalla corte e si avvicinò sempre più al partito degli junker, ottenendo poi il comando delle piazzeforti di Königsberg e Stettino. Nel 1848 Wrangel ottenne il comando del II corpo d’armata della Confederazione Germanica nella Prima guerra dello Schleswig, venne promosso generale di cavalleria e vinse diversi scontri. Fu uno dei sostenitori di una reazione dura contro i liberali di Francoforte sul Meno e partecipò al bombardamento di Magonza e Münster. Ricevette poi da Federico Guglielmo IV il comando generale dell’esercito reazionario in Brandenburgo e sconfisse i rivoluzionari a Berlino, riportando il re in città e ristabilendo l’ordine. Per tali atti ricevette l’Ordine dell’Aquila Rossa. Durante questo periodo strinse inoltre una forte amicizia col principe ereditario Guglielmo, futuro primo imperatore di Germania. Durante la Seconda guerra dello Schleswig ebbe il comando supremo delle truppe prussiane e sconfisse i danesi a Idstedt, prendendo prigioniero il generale danese Gerhard Christoph von Krogh. Sconfisse nuovamente i danesi di Christian Julius de Meza a Lundby. Malgrado questo, lo stato maggiore dell’esercito prussiano si rese conto che Wrangel, anche a causa dell’età avanzata, non era più in grado di coordinare da solo le vaste operazioni previste sul campo dal comandante generale Helmuth Karl Bernhard von Moltke. Prese comunque parte alla prima ed alla seconda guerra dello Schleswig e successivamente alla Guerra franco-prussiana. L’estrema popolarità accumulata da Wrangel con le truppe e con il popolo, ad ogni modo, gli consentì di rimanere regolarmente in servizio e la sua presenza in ambito militare creò non pochi problemi: con von Moltke si scontrò da quando quest’ultimo cercò di rimuoverlo dai propri incarichi, sospettando che lo stesse facendo per invidia, come pure si scontrò col generale Albrecht von Roon per i medesimi motivi, ed infine si scontrò col primo ministro prussiano Otto von Bismarck che Wrangel definì “diplomatico da forca” in un dispaccio. Dopo la pace trovò comunque il modo di riappacificarsi con Bismarck. I contrasti che il vecchio generale ebbe erano spesso dettati dalla sua natura conservatrice e dalla sua visione ormai da molti ritenuta superata della guerra. Il 18 maggio 1864, Wrangel venne elevato al rango di conte. Dopo la sua promozione a Generalfeldmarschall nel 1856, era ancora l’ufficiale di più alto rango dell’esercito prussiano dopo l’imperatore; il conte Bogdan von Hutten-Czarski, nelle sue memorie, riportò che era consuetudine per gli ufficiali dell’esercito fare una visita ufficiale al vecchio feldmaresciallo. Morì nel 1877 all’età di 93 anni. Fotografia CDV. Fotografo: Loescher & Petscher – Berlin.
Onorificenze
Onorificenze tedesche
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere di I classe dell’Ordine Reale di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Cavaliere di Gran Croce della Croce di Ferro
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona Wendica (Meclemburgo-Schwerin)
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero russo)
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
11 agosto 1859
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale di Santo Stefano d’Ungheria (Impero austriaco)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Leopoldo (Impero austriaco)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Dannebrog (Danimarca)
Cavaliere dell’Ordine Teutonico
Arc. 1771:Friedrich Heinrich Ernst von Wrangel in gran montura da Generale comandante le Guardie del Corpo (Stettino, 13 aprile 1784 – Berlino, 1º novembre 1877). Fotografia CDV. Fotografo: G. Schwartz & Comp. – Berlin.
Arc. 1899:Friedrich Heinrich Ernst von Wrangel (Stettino, 13 aprile 1784 – Berlino, 1º novembre 1877). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1811:Friedrich Heinrich Ernst von Wrangel (Stettino, 13 aprile 1784 – Berlino, 1º novembre 1877). Fotografia CDV. Fotografo: H. Lehmann & C. – Berlin.
Arc. 1553:Albrecht Theodor Emil von Roon (Pleushagen, 30 aprile 1803 – Berlino, 23 febbraio 1879). Assieme al cancelliere Otto von Bismarck e al generale von Moltke, contribuì alla nascita dell’Impero tedesco e all’affermazione della Germania come potenza europea. Figura dominante del governo prussiano durante la decade chiave di metà Ottocento, con una serie di guerre di successo contro Danimarca, Austria e Francia, portò al consolidamento della leadership prussiana in Europa. Conservatore e sostenitore della monarchia, egli fu tra i principali modernizzatori dell’efficienza dell’esercito prussiano nel XIX secolo. Roon nacque a Pleushagen, presso Kolberg (Kołobrzeg), in Pomerania. La sua famiglia era di origini fiamminghe e si era successivamente insediata in Pomerania. Il piccolo Albrecht fu cresciuto principalmente dalla madre, dato che suo padre, ufficiale dell’esercito prussiano, morì durante le guerre della quarta coalizione capitanata da Napoleone Bonaparte. Una volta cresciuto Roon entrl nel corpo dei cadetti di Culm (Chełmno) nel 1816, dal quale nel 1818 procedette verso la scuola militare di Berlino e nel 1821 venne incluso nel 14° (3° Pomerania) reggimento aquartierato a Stargard, in Pomerania. Studiò all’accademia militare di Berlino dal 1824 al 1827. Nel 1826 venne trasferito nel 15º reggimento di Minden. Spedito nel 1832 al quartier generale del corpo d’armata di Karl von Müffling, a Krefeld, rimase deluso dall’inefficienza dell’esercito di cui faceva parte; scrisse pertanto e pubblicò lo stesso anno un’opera in tre volumi, Grundzüge der Erd-, Völker- und Staatenkunde (“Principi di fisica, nazionalismo e geografia politica”) in cui espresse i suoi pensieri raccogliendo un discreto successo. Nel 1835 entrò nello Stato Maggiore generale tedesco ottenendo la promozione a capitano l’anno successivo e quella di maggiore nel 1842. Nel 1844, in qualità di tutore del principe Federico Carlo di Prussia, impartì a questo lezioni all’università di Bonn e lo accompagnò in vari viaggi. Le fortune di von Roon iniziarono dopo che domò la rivolta scoppiata nel Baden per conto del futuro Guglielmo I di Germania, nell’ambito della primavera dei popoli. Divenne tenente colonnello nel 1850, colonnello un anno dopo. Promosso maggiore generale nel 1856 e tenente generale nel 1859, Roon era stato assegnato sin dal 1850 a diversi comandi e ad importanti missioni. Il principe Guglielmo divenne reggente nel 1858 e nel 1859 decise di nominare Roon a membro della commissione istituita per riorgranizzare l’esercito. Durante la Seconda guerra di indipendenza italiana, Roon ottenne di mobilitare una divisione. Sul finire del 1859, pur essendo ancora uno dei più giovani tenenti generali dell’esercito prussiano, egli succedette ad Eduard von Bonin come ministro della guerra prussiano. Due anni più tardi, nel 1861, gli venne assegnato anche il ministero della marina. Grazie al suo nuovo e prestigioso incarico, von Roon ottenne di poter riorganizzare l’esercito. Grazie anche all’approvazione di von Moltke ed Edwin von Manteuffel, prese il via la sua idea di una “nazione in armi”, sulla scia del pensiero di Gerhard von Scharnhorst, e la conseguente istituzione di una riserva permanente (Landwehr) con compiti secondari ma che in caso poteva essere inglobata nell’esercito vero e proprio. Questa innovazione, che mobilitò una gran massa di uomini, gli valse l’odio della popolazione, anche se le vittorie della guerra austro-prussiana (1866) e della guerra franco-prussiana (1870 – 1871) placarono in parte le loro ire. Roon venne creato conte il 19 gennaio 1871, appena dopo che Moltke ebbe ricevuto il medesimo onore. Nel gennaio del 1873, egli succedette a Bismarck nella carica di primo ministro, ma problemi di salute lo costrinsero alle dimissioni già nel novembre dello stesso anno. Morì sette anni dopo a Berlino, il 23 febbraio, non prima di essere stato nominato feldmaresciallo nel 1873. La sua salma riposa ancora oggi nella cripta della famiglia Roon al castello di Krobnitz, presso Görlitz. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Co. Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di I Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe
Arc. 1515:Federico Guglielmo Nicola Alberto di Prussia (Berlino, 8 maggio 1837 – Kamenz, 13 settembre 1906). Nel 1847 entrò nell’esercito prussiano e nel 1864 partecipò alla campagna dello Schleswig nel battaglione del principe Federico Carlo di Prussia e partecipando alle battaglie di Skalitz, Sadowa, Schweinschädel e Königgrätz nella guerra austro-prussiana nel 1866. Nella Guerra franco-prussiana comandò la II° Brigata di cavalleria e partecipò alle battaglie di Gravelotte e Sedan. Dopo la caduta del Secondo Impero, fu subordinato a Edwin von Manteuffel nei combattimenti intorno a Bapaume e St. Quentin. Nel 1874 divenne comandante degli X Corpi di stanza ad Hannover. Nel 1883 succedette allo zio Carlo come Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo. Nel 1885, Alberto fu scelto come Reggente per il Ducato di Brunswick, dal momento che il cancelliere tedesco Otto von Bismarck aveva rimosso Ernesto Augusto, principe ereditario di Hannover, dal suo incarico. Nel 1913 il figlio di Ernesto Augusto, Ernesto Augusto, divenne duca di Brunswick, regnando solo per 5 anni e 6 giorni. Dopo aver accettato la reggenza, Alberto e la sua famiglia risiedette principalmente a Brunswick, Berlino e Kamenz. Alberto sposò il 9 aprile 1873 a Berlino, Maria di Sassonia-Altenburg, figlia di Ernesto I di Sassonia-Altenburg. Alberto morì il 13 settembre 1906 a Kamenz. Fu sepolto nel Mausoleum auf dem Hutberge nel parco di Schloss Kamenz. Dopo la seconda guerra mondiale, il mausoleo fu saccheggiato e i cadaveri di Alberto e di sua moglie furono nuovamente sepolti nel parco.
Onorificenze
Onorificenze di Brunswick
Gran Maestro dell’Ordine di Enrico il Leone
Onorificenze prussiane
Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere dell’Ordine al merito della corona prussiana
Cavaliere di gran croce dell’ordine dell’Aquila rossa
Cavaliere di I classe dell’ordine della Corona
Gran Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern
Cavaliere di I classe con spade dell’Ordine principesco di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con fronde di quercia
Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe
Medaglia della campagna militare del 1864
Medaglia commemorativa della guerra del 1870-1871
Onorificenze tedesche
Cavaliere Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso (Anhalt)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Fedeltà (Granducato di Baden)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Carlo Federico (Granducato di Baden)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto (Regno di Baviera)
Cavaliere di I classe dell’ordine di Enrico il Leone (Brunswick)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine del Leone d’Oro (Granducato d’Assia e del Reno)
16 aprile 1853
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi d’Assia (Assia)
6 maggio 1870
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Croce d’Onore della Casa di Lippe (Principato di Lippe)
Cavaliere di Gran Croce con gemme dell’Ordine della Corona Wendica (Meclemburgo- Schwerin)
Croce di I Classe al merito militare (Meclemburgo-Schwerin)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito di Pietro Federico Luigi (Oldenburg)
5 settembre 1850
Cavaliere dell’ordine della Corona fiorata (Sassonia)
Cavaliere di gran croce dell’ordine del Falco bianco (Sassonia-Weimar-Eisenach)
Cavaliere di Gran Croce per sovrani dell’Ordine della corona del Württemberg (Württemberg)
Onorificenze straniere
Cavaliere del Toson d’oro (Spagna)
15 dicembre 1891
Collare dell’Ordine di Carlo III (Spagna)
15 maggio 1902
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria (Impero austriaco)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero russo)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Commendatore dell’Ordine Militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
25 agosto 1878
Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
Gran Croce dell’Ordine civile di Alfonso XII (Spagna)
6 giugno 1906
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella di Romania (Romania)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero russo)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Aleksandr Nevskij (Impero russo)
Cavaliere di I classe dell’Ordine imperiale di San Stanislao (Impero russo)
Cavaliere di I classe dell’Ordine imperiale di San Vladimiro (Impero russo)
Cavaliere di IV classe dell’Ordine Militare di San Giorgio (Impero russo)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine Reale Norvegese di Sant’Olav (Norvegia)
3 settembre 1856
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Bagno (Regno Unito)
Cavaliere onorario del Venerabilissimo Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (Regno Unito)
Croce al merito militare di I classe (Impero austro-ungarico)
Arc. 2514:Friedrich August Eberhard von Württemberg (Stoccarda, 24 gennaio 1813 – Zehdenick, 23 gennaio 1885). Augusto era il quinto e il più giovane dei figli del principe Paolo Federico di Württemberg (fratello del re Guglielmo I di Württemberg), e di sua moglie, la principessa Carlotta di Sassonia-Hildburghausen. Dopo 16 anni di servizio militare prestati nell’esercito del Regno di Württemberg, nel 1831 Augusto venne promosso al grado di Rittmeister nel 1º reggimento di cavalleria. Nell’aprile del 1831 ottenne il permesso dallo zio Guglielmo I di entrare a far parte dell’esercito prussiano col quale il Württemberg era alleato. Nell’esercito prussiano Augusto venne inizialmente assegnato al reggimento delle guardie del corpo del re e successivamente venne promosso Maggiore. Nel 1836 venne promosso al rango di Luogotenente Colonnello e nel 1838 divenne Colonnello, passando al reggimento di corazzieri della guardia. Nel 1844, come Maggiore Generale, Augusto assunse il comando della 1ª brigata di cavalleria e nel 1850 venne promosso al grado di Luogotenente Generale. Dopo una breve interruzione di due anni dal 1854 al 1856, egli comandò la 7ª divisione a Magdeburgo, ma rimase inquadrato nei reparti di cavalleria. Nel settembre del 1857 prestò servizio come comandante generale del 3º corpo d’armata ma il 3 giugno 1858 passò al comando della prestigiosa Guardia reale prussiana, posizione che mantenne per i vent’anni successivi. Nella guerra austro-prussiana del 1866, Augusto prese nuovamente le armi sotto il comando dell’allora principe ereditario Federico di Prussia come comandante generale di cavalleria nelle vittoriose battaglie di Soor e Burkersdorf. Si distinse grandemente anche nella battaglia di Sadowa del 3 luglio 1866 occupando poi la città di Chlum con le proprie truppe. Dopo questa campagna l’imperatore Guglielmo I di Germania ricompensò Augusto con la medaglia dell’ordine Pour le Mérite e lo nominò capo del 10º Reggimento di Ulani di Posen a Züllichau che mantenne simbolicamente il suo nome sino alla dissoluzione del corpo nel 1919. Nell’ambito della guerra franco-prussiana, Augusto prese parte alla Battaglia di Gravelotte il 18 agosto 1870 dove le sue truppe scelte della Guardia reale prussiana, mandate all’attacco allo scoperto contro le solide posizioni francesi, subirono forti perdite; solo l’intervento del XII corpo d’armata sassone, che aggirò sul fianco le linee nemiche, permise di vincere ugualmente la battaglia. Il corpo della Guardia prussiana venne successivamente inquadrato nella Maasarmee sotto il comando di Alberto, principe ereditario di Sassonia col quale prese parte alla Battaglia di Sedan, dove le sue truppe ebbero modo di distinguersi (scontri nel Bois de la Garenne), ed a parte dell’Assedio di Parigi. Dopo la fine della guerra Augusto venne ricevuto personalmente dal Kaiser che gli conferì la corona d’alloro per l’Ordine Pour le Mérite, oltre ad entrambe le classi della Croce di Ferro. Il 2 settembre 1873 venne nominato Colonnello Generale di cavalleria col grado di Feldmaresciallo. Chiamato a sostituire il feldmaresciallo Friedrich von Wrangel, Augusto venne trasferito nel giugno del 1878 al comando superiore dove rimase per quattro anni. Il 24 agosto 1882 chiese di essere messo a riposto e ricevette la croce di cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera direttamente dall’Imperatore. Augusto morì a Zehdenick presso Berlino il 12 gennaio 1885. La sua morte avvenne per un malore durante un viaggio di caccia. I suoi funerali si svolsero quattro giorni dopo a Berlino nella Garnisonkirche. La salma venne trasferita poi al Castello di Ludwigsburg dove trovò sepoltura nella cappella locale.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Croce di ferro di I classe
Croce di ferro di II classe
Arc. 1506:Edwin von Manteuffel (Dresda, 24 febbraio 1809 – Karlsbad, 17 giugno 1885). Figlio del presidente della corte suprema del Magdeburgo, entrò nella Guardia a cavallo a Berlino nel 1827, diventando ufficiale nel 1828. Dopo aver frequentato la scuola di guerra per due anni, servì come aiutante di campo del generale von Müffling e del Principe Alberto di Prussia. Venne promosso capitano nel 1843 e maggiore nel 1848. Successivamente fu aiutante di campo di Federico Guglielmo IV di Prussia. Raggiunse il grado di tenente colonnello nel 1852 e di colonnello comandante del 5º reggimento Ulani l’anno successivo, ricoprì anche incarichi diplomatici in Austria e Russia. Fu uno degli artefici della riorganizzazione dell’esercito prussiano nell’inizio degli anni sessanta dell’Ottocento. Combatté in tutte le campagne successive contro l’Austria, contro la Danimarca durante la seconda guerra dello Schleswig, divenendo governatore dello Schleswig e durante la Guerra austro-prussiana, nella quale occupò l’Holstein, comandò una divisione contro gli Hannoveriani (alleati dell’Austria) e comandò l’Armata del Meno. Durante la guerra franco-prussiana conquistò Amiens il 27 novembre 1870 nella battaglia di Villers-Bretonneux, sconfiggendo l’armata del Nord francese, che poi batté di nuovo il 23 dicembre nella battaglia di Pont-Noyelles (o L’Hallue) costringendo i francesi dopo una vittoria parziale a ritirarsi ad Arras. Infine accerchiò l’armata del generale Bourbaki, al comando di una forza di 150.000 uomini, già sconfitta dal generale Werder presso Héricourt tra il 15 e il 17 gennaio. Manteuffel, succeduto a August von Werder al comando del settore orientale, procedette in direzione di Bourbaki al fine di annientarlo, e questi, onde evitare l’accerchiamento delle sue truppe, arretrò fino a Besançon, ma senza riuscire a ritirarsi. Gran parte delle sue truppe dovette riparare in Svizzera sotto la spinta tedesca. Dopo il Congresso di Berlino nel 1878 Manteuffel, ancora una volta fu inviato in missione diplomatica in Russia, e dal 1879 fu governatore imperiale tedesco dell’Alsazia-Lorena. Fotografia CDV. Fotografo: A. Brandt – Flensburg. 1865 ca.
Arc. 1607:Edwin von Manteuffel (Dresda, 24 febbraio 1809 – Karlsbad, 17 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: H. Manfstaengl – Dresden.
Arc. 143:Edwin von Manteuffel (Dresda, 24 febbraio 1809 – Karlsbad, 17 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.
Arc. 1655:Edwin von Manteuffel (Dresda, 24 febbraio 1809 – Karlsbad, 17 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: Società Fotografica – Berlin.
Arc. 1510:Karl Eberhard Herwarth von Bittenfeld (Werther, 4 settembre 1796 – Bonn, 2 settembre 1884). Herwarth von Bittenfeld nacque a Großwerther in Turingia, in una famiglia aristocratica che aveva dato molti ufficiali superiori all’esercito prussiano. Entrò in fanteria, nel 2º Reggimento Guardie, nel 1811, e servì durante la guerra della Sesta coalizione (1813–15) contro la Francia napoleonica, distinguendosi nelle battaglie di Lützen (1813) e Parigi (1814). Durante gli anni di pace fece lentamente carriera. Allo scoppio della rivoluzione del 1848 a Berlino, era in servizio presso il palazzo reale, come colonnello del 1º Reggimento delle Guardie. Generalmajor nel 1852, Generalleutnant nel 1856, ricevette i gradi di generale di fanteria, ed il comando del VII° Corpo d’Armata nel 1860. Nella Seconda guerra dello Schleswig nel 1864, Herwarth von Bittenfeld assunse il comando dell’esercito Prussiano quando il principe Federico Carlo di Prussia divenne comandante delle forze alleate, e fu sotto il suo comando che i prussiani forzarono il passaggio delle isole Als che porterà alla vittoria sul generale Steinmann il 29 giugno, prologo alla fine della guerra che avvenne poco dopo. Bittenfeld venne nominato comandante dell’VIII° Corpo d’armata nell’autunno. Il 29 giugno era anche stato decorato con l’ordine Pour le Mérite. Allo scoppio della guerra austro-prussiana, Herwarth comandava l’Armata dell’Elba che invase il Regno di Sassonia e la Boemia, risalendo la valle del fiume Elba. Le sue truppe sconfissero gli austriaci presso Hühnerwasser e nella battaglia di Münchengrätz. Durante la decisiva battaglia di Sadowa le sue truppe formavano l’ala destra dello schieramento Prussiano ed Herwarth stesso diresse i combattimenti contro il fianco sinistro austriaco. Tornato al comando dell’VIII° Corpo dopo la guerra, Herwarth von Bittenfeld divenne un membro del Reichstag della Confederazione Tedesca del Nord dal 1867 fino al 1870, continuando a pianificare le difesa della Germania occidentale contro una possibile offensiva francese, fino al luglio 1870. Nel 1870, durante la guerra franco-prussiana, Herwarth von Bittenfeld non venne impiegato sul campo, ma era responsabile della non meno importante attività, di organizzazione e spedizioni di tutti gli uomini ed i materiali necessari per i combattimenti in Francia; in seguito assunse l’incarico di controllore dei prigionieri di guerra, quando la minaccia di invasione francese era stata eliminata. Nel 1871, il suo ottimo stato servizio, venne riconosciuto con la promozione al rango di Feldmaresciallo. Passò il resto della sua vita a Bonn, dove morì nel 1884. Dal 1889 il 13º reggimento di Fanteria (1° Westfalia) porta il suo nome. Fotografia CDV. Fotografo: C. Günter – Berlin. 1871 ca.
Arc. 1773:Karl Eberhard Herwarth von Bittenfeld (Werther, 4 settembre 1796 – Bonn, 2 settembre 1884). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2515: Karl Friedrich von Steinmetz (Eisenach, 25 dicembre 1796 – Bad Landeck, 4 agosto 1877). Fu educato alla scuola cadetti di Stolp in Pomerania, dal 1807 al 1811, nella situazione di miseria e povertà causata dall’occupazione francese. Allo scoppio della guerra della sesta coalizione lui e il fratello maggiore raggiunsero Breslavia, dove, nonostante la loro povertà furono arruolati nell’esercito, il maggiore come aspirante Alfiere, il minore come Sottotenente. Dopo un tentativo vano di ottenere il trasferimento negli ussari di Blücher, reggimento per cui sin da bambino aveva concepito un’intensa ammirazione sin da quando si trovava a Stolp, gli fu ordinato di presentarsi al generale Yorck, che trattò lui e gli altri ufficiali inviati da Breslavia con freddezza, fino a che Steinmetz chiese di ritornare dal re. I due fratelli presero parte ai più duri scontri della campagna del 1813, il maggiore rimanendo ucciso alla battaglia di Lipsia e il più giovane subendo diverse ferite. Durante la breve permanenza sul Reno utilizzò il tempo per migliorare la propria educazione militare e generale. Nelle battaglie in Francia guadagnò la Croce di Ferro di seconda classe. Dopo la conclusione della pace entrò a Parigi una volta sola, temendo di dilapidare i dieci ducati risparmiati e destinati alla madre. Per la stessa ragione si tenne alla larga dai piaceri cui indulgevano i suoi compagni più fortunati. Il suo disdegnare gli eccessi giovanili gli permise di superare i limiti della propria salute malferma e di acquisire il vigore fisico che conservò sino alla fine della carriera di soldato. Il suo carattere e il suo fisico furono rafforzati dallo stile di vita spartano, ma il suo temperamento fu amareggiato dalle circostanze che gli imposero tale autodisciplina. Poco dopo la guerra fu assegnato al 2º Reggimento della Guardia a piedi, di stanza a Berlino. Si dedicò con rigore allo studio e ai doveri della professione. Dal 1820 al 1824 studiò con profitto all’accademia di guerra, e alla fine del corso fu assegnato alla sezione topografica dello Stato maggiore. Il Generale von Müffling lo descrisse come arrogante e risentito per gli incoraggiamenti, che probabilmente vedeva come paternalismo, ma aggiunse che la sua abilità gli avrebbe consentito di primeggiare fra i suoi compagni. Il matrimonio con la cugina Julie, figlia del Tenente Generale KKF von Steinmetz, non solo temperarono il suo animo feroce ed irritabile, ma in qualche modo migliorarono anche le sue condizioni materiali, visto che il suocero si dimostrò generoso con la giovane coppia, e la promozione a Capitano della Landwehr di stanza a Potsdam, vicino alla residenza del generale, li pose in contatto quotidiano. Anche il suo comandante di brigata, Generale von Röder, era un eccellente soldato, e Steinmetz spesso ebbe a raccontare dei preziosi insegnamenti da lui ricevuti. Dal 1830 in poi il suo lavoro al reggimento e la sua carriera andarono avanti senza problemi per alcuni anni in varie guarnigioni, sino a che nel 1839 divenne Maggiore comandante di battaglione. In tale posizione ebbe numerose divergenze con i diretti superiori, poiché insisteva per un estenuante addestramento delle truppe, troppo pressante per i suoi compagni più conservatori, ma nel privato le sue relazioni, grazie soprattutto alla posizione sociale della moglie, erano le migliori. Nel 1848 era al comando di un battaglione della Guardia durante i disordini di Berlino, ma non vi fu coinvolto, e presto trovò un’occupazione più attiva nella Prima guerra dello Schleswig, dove ebbe modo di distinguersi al punto che Wrangel, il comandante in capo, gli riconobbe un ruolo decisivo nelle sorti della battaglia di Schleswig (23 aprile 1848). Si distinse ancora alla battaglia di Dybbøl, e lo stesso principe Guglielmo lo decorò con l’ordine Pour le Mérite. Al ritorno fu occupato nel difficile comando delle truppe del Brandeburgo durante la seduta di un’assemblea popolare democratica, e dopo di essa nel controllo di alcune truppe notoriamente percorse da fremiti rivoluzionari. Nel 1850 era governatore militare a Cassel, e nel 1851, diventato Colonnello comandante la scuola cadetti di Berlino, dispose una riforma del sistema di educazione prevalente, i cui difetti aveva apertamente condannato sin dal 1820. Ad oltre cinquant’anni di età imparò il latino e l’inglese, per migliorare le proprie competenze. Nel 1854, dopo 41 anni di servizio attivo, fu promosso Maggior Generale. A Magdeburgo, come a Berlino, il suo zelo riformatore gli creò numerosi nemici, e nell’ottobre dello stesso anno subì una dolorosa perdita con la morte della sua unica figlia, ventiseienne. Da Magdeburgo fu destinato al comando di una brigata della Guardia a Berlino (1857), e di qui quasi immediatamente al comando divisionale del I Corpo d’armata; al principio del 1858 fu promosso Tenente Generale e per i cinque anni in cui conservò questo comando si dedicò in particolar modo all’approfondimento della conoscenza dell’arma di cavalleria. Circa nel 1863, venendo a sapere che von Bonin, superiore a lui per rango, ma inferiore per età e anni di servizio, stava per ricevere il comando del I Corpo d’armata, meditò di ritirarsi, ma contemporaneamente gli fu assegnato il comando del II Corpo d’armata, e, poco dopo, quando il Kronprinz rilevò il medesimo comando, fu nominato comandante del V Corpo d’armata a Posen. Poco tempo dopo morì sua moglie. Venne promosso Generale di Fanteria nel 1864, e guidò il V Corpo d’armata nella guerra austro-prussiana nel 1866. Fu l’occasione della vita. La sua guida competente e risoluta si mise in luce nel corso di tre battaglie, vinte in tre giorni successivi, a Nachod, Skalitz e Schweinschädel, e si aprì la strada, attraverso le montagne nonostante la sconfitta del rivale von Bonin a Trautenau. Nel 1867, il “Leone di Nachod”, com’era popolarmente soprannominato, contrasse un secondo matrimonio con Elise von Krosigk. Per la prima volta nella vita era un uomo ragionevolmente ricco, avendo nel 1866 ricevuto una rendita vitalizia per i suoi servizi. Circa in quell’epoca venne eletto nel parlamento della Confederazione tedesca settentrionale. Allo scoppio della guerra franco-prussiana del 1870 Steinmetz fu assegnato al comando di una delle tre armate radunate sul Reno, le altre due agli ordini del principe Federico Carlo di Prussia e del Kronprinz. Ben presto emersero serie divergenze fra Steinmetz e il principe Federico Carlo. Il primo considerò come un’offesa personale l’ordine di sgomberare le strade per lasciare passare l’armata del principe, e vari incidenti (come a Spicheren) fecero via via montare in lui il risentimento finché sul campo di Gravelotte perse la calma e sprecò inutilmente le proprie truppe. Dopo di che non ci fu alternativa che rilevarlo dal comando della 1ª Armata e rimandarlo in patria col ruolo di governatore generale dei distretti del V e VI Corpo d’armata. Nell’aprile 1871 fu messo a riposo per propria richiesta, ma il suo luminoso stato di servizio non fu dimenticato dopo la vittoria, e fu promosso feldmaresciallo, con una pensione di 2.000 talleri e divenne membro della camera alta. Con lo spirito di lealtà che lo aveva guidato in tutta la carriera non tentò di giustificare la propria condotta del 1870. La sua vita di generale a riposo fu tranquilla e felice, e mantenne la salute sino all’ultimo. Il 37º Reggimento Fucilieri dell’esercito tedesco prese il suo nome. Fotografia CDV. Fotografo: H. Grat – Berlin.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare)
Croce di ferro di II classe
Arc. 1560:Karl Friedrich von Steinmetz (Eisenach, 25 dicembre 1796 – Bad Landeck, 4 agosto 1877). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1147:Albrecht Theodor Emil von Roon (Pleushagen, 30 aprile 1803 – Berlino, 23 febbraio 1879). Roon nacque a Pleushagen, presso Kolberg (Kołobrzeg), in Pomerania. La sua famiglia era di origini fiamminghe e si era successivamente insediata in Pomerania. Il piccolo Albrecht fu cresciuto principalmente dalla madre, dato che suo padre, ufficiale dell’esercito prussiano, morì durante le guerre della quarta coalizione capitanata da Napoleone Bonaparte. Una volta cresciuto Roon entrò nel corpo dei cadetti di Culm (Chełmno) nel 1816, dal quale nel 1818 procedette verso la scuola militare di Berlino e nel 1821 venne incluso nel 14° (3° Pomerania) reggimento acquartierato a Stargard, in Pomerania. Studiò all’accademia militare di Berlino dal 1824 al 1827. Nel 1826 venne trasferito nel 15º Reggimento di Minden. Spedito nel 1832 al quartier generale del corpo d’armata di Karl von Müffling, a Krefeld, rimase deluso dall’inefficienza dell’esercito di cui faceva parte; scrisse pertanto e pubblicò lo stesso anno un’opera in tre volumi, Grundzüge der Erd-Völker und Staatenkunde (“Principi di fisica, nazionalismo e geografia politica”) in cui espresse i suoi pensieri raccogliendo un discreto successo. Nel 1835 entrò nello Stato Maggiore generale tedesco ottenendo la promozione a Capitano l’anno successivo e quella di Maggiore nel 1842. Nel 1844, in qualità di tutore del principe Federico Carlo di Prussia, impartì a questo lezioni all’università di Bonn e lo accompagnò in vari viaggi. Le fortune di von Roon iniziarono dopo che domò la rivolta scoppiata nel Baden per conto del futuro Guglielmo I di Germania, nell’ambito della primavera dei popoli. Divenne Tenente Colonnello nel 1850, Colonnello un anno dopo. Promosso Maggior Generale nel 1856 e tenente generale nel 1859, Roon era stato assegnato sin dal 1850 a diversi comandi e ad importanti missioni. Il principe Guglielmo divenne reggente nel 1858 e nel 1859 decise di nominare Roon a membro della commissione istituita per riorganizzare l’esercito. Durante la Seconda guerra di indipendenza italiana, Roon ottenne di mobilitare una divisione. Sul finire del 1859, pur essendo ancora uno dei più giovani tenenti generali dell’esercito prussiano, egli succedette ad Eduard von Bonin come ministro della guerra prussiano. Due anni più tardi, nel 1861, gli venne assegnato anche il ministero della marina. Grazie al suo nuovo e prestigioso incarico, von Roon ottenne di poter riorganizzare l’esercito. Grazie anche all’approvazione di von Moltke ed Edwin von Manteuffel, prese il via la sua idea di una “nazione in armi”, sulla scia del pensiero di Gerhard von Scharnhorst, e la conseguente istituzione di una riserva permanente (Landwehr) con compiti secondari ma che in caso poteva essere inglobata nell’esercito vero e proprio. Questa innovazione, che mobilitò una gran massa di uomini, gli valse l’odio della popolazione, anche se le vittorie della guerra austro-prussiana (1866) e della guerra franco-prussiana (1870 – 1871) placarono in parte le loro ire. Roon venne creato conte il 19 gennaio 1871, appena dopo che Moltke ebbe ricevuto il medesimo onore. Nel gennaio del 1873, egli succedette a Bismarck nella carica di primo ministro, ma problemi di salute lo costrinsero alle dimissioni già nel novembre dello stesso anno. Morì sette anni dopo a Berlino, il 23 febbraio, non prima di essere stato nominato Feldmaresciallo nel 1873. Fotografia CDV. Fotografo: C. Günther – Berlin.
Onorificenze prussiane e tedesche
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di I Classe dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale dinastico di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe
Onorificenze straniere
Cavaliere di gran croce dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
Cavaliere di III classe dell’Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero di Russia)
Arc. 1340:Albrecht Theodor Emil von Roon (Pleushagen, 30 aprile 1803 – Berlino, 23 febbraio 1879). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1911:Eduard Vogel von Falkenstein (Breslavia, 5 gennaio1797 – castello di Dolzig, 6 aprile1885). Vogel von Falckenstei nacque a Breslavia, in Slesia, il 5 gennaio 1797, figlio di Hannibal Vogel von Falckenstein (25 marzo 1750 – 25 settembre 1808) maggiore dell’esercito prussiano, comandante di un battaglione in Slesia e cavaliere dell’ordine Pour le Mérite e di sua moglie, Charlotte Helene, nata Graetz (1769 – 5 novembre 1835). Entrò nell’esercito prussiano nel 1813, servendo dapprima come Jäger poi come ufficiale in un gruppo di volontari durante le guerre della sesta coalizione anti-francese, combatté a Großgörschen, Bautzen, Laon, nella battaglia del Katzbach, a Montmirail e a Château-Thierry. Per la sua condotta a Bischofswerda ottenne la croce di Ferro di II classe e per Thionville l’Ordine di San Giorgio di V classe. Promosso Maggiore nel 1841, partecipò alla repressione dei moti rivoluzionari del 1848 a Berlino, il 24 agosto del 1841 divenne comandante di un reggimento della Guardia in Holstein durante la Prima Guerra dello Schleswig contro i danesi guidati dal Generale barone Christoph von Krogh e nel 1850 gli fu intitolato il nome di un reggimento. Promosso Colonnello nel 1851 e Maggior Generale nel 1855, fu direttore del Dipartimento di Economia Militare fino al 1856, contribuendo molto al nuovo sviluppo delle tecniche militari e risanando le finanze dell’esercito prussiano; nel 1859 fu promosso Tenente Generale. Durante la Seconda Guerra dello Schleswig servì accanto ad un suo vecchio compagno d’armi, Friedrich Graf von Wrangel, e poi sotto Moltke e Manteuffel, divenendo poi luogotenente del ministro della guerra von Roon. Nel 1864 ricevette l’onorificenza Pour le Mérite, fu nominato governatore dello Jutland e comandante in capo del 7º Corpo d’Armata. Falckenstein partecipò alla guerra austro-prussiana, comandando l’invasione di Sassonia e Boemia e minò i collegamenti tra gli austriaci e i loro alleati, bloccando tutti i ponti sul fiume Meno. Successivamente comandò l’attaccò ad Hannover, conquistata dagli alleati degli austriaci, obbligando questi ad abbandonare la città, obbligando inoltre Giorgio di Hannover, duca di Cumberland, a far entrare il principato di Hannover nella Confederazione Germanica, troncando i suoi legami con l’Inghilterra, sconfiggendolo prima assieme a Moltke durante la Battaglia di Langensalza, nella quale i prussiani persero 1.753 uomini contro i 1.429 dell’Hannover. Questi ultimi si arresero a Nordhausen il 29 giugno. Falckenstein inoltre comandò lo stato maggiore delle armate che per prime entrarono a Francoforte sul Meno il 16 luglio; nel 1867 fu rappresentante di Königsberg al Reichstag e durante la Guerra franco-prussiana fu Governatore Generale delle Terre di frontiera tedesche (Renania-Palatinato, Saar) e quindi anche Governatore Generale della costa orientale del Reno e organizzò, per prevenire una sospetta invasione francese della Renania, la Seewehr, composta da volontari. Dal 1873 Falckenstein si ritirò in vita privata al castello di Dolzig e fu insignito del grado di feldmaresciallo. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1077:Eduard Vogel von Falkenstein (Breslavia, 5 gennaio1797 – castello di Dolzig, 6 aprile1885). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1147:Eduard Vogel von Falkenstein (Breslavia, 5 gennaio1797 – castello di Dolzig, 6 aprile1885). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1769:Karl Konstantin Albrecht Leonhardt Graf von Blumenthal (Schwedt, 30 luglio 1810 – Köthen, 21 dicembre 1900). Nacque a Schwedt, Brandeburgo, il 30 luglio 1810, figlio del capitano Ludwig von Blumenthal, rimasto poi ucciso nel 1813 durante la battaglia di Dennewitz. Cresciuto nella tenuta del nonno a Reddenthin, dove suo zio Gustav von Below aveva fondato quello che sarebbe diventato successivamente il Movimento Pentecostale, frequentò le scuole militari di Culm e Berlino come Allievo Ufficiale. Il 28 luglio 1827 fu assegnato come Sottotenente al Reggimento Fanteria della riserva della Guardia. Tra il 1830 e il 1833 frequentò la Scuola di guerra di Berlino, e tra il 1837 e il 1845 ricoprì l’incarico di aiutante del “Koblenzer Gardelandwehrbataillons”, venendo promosso Tenente nel 1844. Negli anni successivi tenne due studi approfonditi, ciascuno di tre mesi, delle tecniche delle armi in dotazione alla Brigata d’artiglieria della Guardia e al reparto genieri della Guardia. Dopo aver prestato servizio nella provincia renana, entrò a far parte della divisione topografica dello Stato Maggiore nel 1846. Come Tenente del 31º Reggimento Fanteria, nel 1848 partecipò alla repressione delle rivolte di Berlino, e nel 1849 fu promosso Capitano di stato maggiore. Lo stesso anno ha fatto parte dello stato maggiore del Generale Eduard von Bonin durante la prima guerra dello Schleswig, distinguendosi particolarmente durante la battaglia di Fredericia, tanto che fu nominato Capo di stato maggiore dell’Armata dello Schleswig-Holstein, quando il suo predecessore, il Capitano von Delius, rimase ucciso. Nel 1850 ricoprì l’incarico di ufficiale di stato maggiore della Divisione mobile di Tietzen, in Assia-Kassel. Mandato in missione in Inghilterra nello stesso anno, viaggiò anche in Francia e Belgio. Dopo aver raggiunto il grado di Tenente Colonnello, nel 1859 fu nominato aiutante personale del principe Federico Carlo. Nel 1860 divenne Colonnello comandante del 31º Reggimento Fanteria, e più tardi del 71º Reggimento Fanteria. Allo scoppio della seconda guerra dello Schleswig, nel 1864, ricopriva l’incarico di Capo di stato maggiore del III Corpo d’Armata, e fu nominato capo di stato maggiore dell’esercito che operava contro la Danimarca. Dimostrò molta abilità, in particolare nella battaglia di Dybbøl e nell’attacco notturno all’isola di Als, tanto che a guerra conclusa fu promosso Maggior Generale e decorato con la Croce di Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite. Durante la guerra austro-prussiana del 1866 ricoprì l’incarico di Capo di stato maggiore della 2ª Armata, al comando del Kronprinz di Prussia. Si distinse durante i duri combattimenti di Sadowa (3 luglio), quando l’intervento della sua armata tramutò una quasi sconfitta in una brillante vittoria. A Königgrätz il Principe Ereditario di Prussia gli disse: Io so a chi devo la condotta della mia armata, ma operò brillantemente anche nelle successive operazioni tra Olomouc e Vienna. Per questi risultati gli vennero assegnate le Foglie di quercia sulla Croce di Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite, e dall’ottobre del 1866 assunse il comando della 14ª Divisione di Düsseldorf con la promozione a Tenente General. Nel 1871 fu dichiarato cittadino onorario di Düsseldorf. Durante la guerra franco-prussiana del 1870–1871, ricoprì l’incarico di Capo di stato maggiore della 3ª Armata, sotto gli ordini del Principe Ereditario di Prussia. Le sue qualità di soldato gli valsero la fiducia del comandante in capo dell’esercito, generale von Moltke, che lo consultò spesso durante le fasi che precedettero la battaglia di Sedan e l’assedio di Parigi. Diresse la fasi dell’assedio alla capitale francese, rifiutandosi di bombardarla con l’artiglieria, e poi le operazioni condotte dal Generale Ludwig Freiherr von und zu der Tann-Rathsamhausen intorno ad Orléans, difendendo il Generale Federico Francesco II di Meclemburgo-Schwerin dalle interferenze operative di von Moltke. Dopo la fine del conflitto ricevette un premio di 150.000 talleri, e rappresentò la Prussia alla grandi manovre tenute dall’esercito inglese a Chobham, per assumere poi il comando del IV Corpo d’armata con Quartier generale a Magdeburgo. Nel 1873 fu promosso al grado di Generale di Fanteria, venendo elevato al rango nobiliare di Conte dieci anni dopo. Nel 1888 fu elevato al rango di Feldmaresciallo, assumendo l’incarico di Ispettore generale della 4^, e poi della 3^ Armata. Ritiratosi definitivamente a vita privata nel 1896, si spense nella sua tenuta di Quellendorf, vicino a Köthen, il 21 dicembre 1900, venendo sepolto nella tomba di famiglia di Krampfer. A partire dal 1 aprile 1876 divenne membro onorario dell’Accademia svedese delle scienze. Il 2 settembre 1873 gli venne intitolato il Forte XII della Piazzaforte di Strasburgo, una caserma di Halle e un ex miniera a Recklinghausen. Gli sono state intitolate numerose strade, tra cui a Heidelberg-Neuenheim e a Norimberga. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze tedesche
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con fronde di quercia
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila nera
Cavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila rossa
Cavaliere del Reale Ordine di Hohenzollern
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito militare del Württemberg
Commendatore dell’Ordine militare di Massimiliano Giuseppe
Croce commemorativa della campagna militare del 1866 (Prussia)
Medaglia commemorativa della guerra del 1870-1871 (Prussia)
Onorificenze estere
Cavaliere dell’Ordine Imperiale di Sant’Aleksandr Nevskij (Impero russo)
Arc. 1148:Karl Konstantin Albrecht Leonhardt Graf von Blumenthal (Schwedt, 30 luglio 1810 – Köthen, 21 dicembre 1900). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 72: Johanna von Puttkamer principessa Von Bismark (1824-1894). Moglie del principe Otto Von Bismark. Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlino. 1865 ca.
Arc. 1491: Mosaico fotografico raffigurante la Casa Imperiale tedesca. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1713:Federico Guglielmo I di Hohenzollern (Berlino, 14 agosto 1688 – Potsdam, 31 maggio 1740). Nacque il 15 agosto 1688, figlio unico dell’allora elettore, più tardi re Federico I, e da Sofia Carlotta di Hannover. Era, a differenza dei genitori, di indole completamente tedesca, duro e soldatesco, senza alcun interesse intellettuale. Negli ultimi anni del regno di suo padre si era messo a capo di un’opposizione contro il sistema amministrativo-finanziario del padre, sistema di dissipazione e di favoritismi. Subito dopo la sua assunzione al trono (25 febbraio 1713) diede alla sua corte un carattere schiettamente borghese, ripudiando il fastoso e minuto cerimoniale francese, e prese nelle sue mani le redini del governo. Come frutto della guerra di successione spagnola, a cui aveva preso parte il suo antecessore, ebbe nella pace di Utrecht l’alta Gheldria e il principato di Neuenburg in Svizzera. Ma si trovò subito di fronte alla guerra Nordica, in cui erano fortemente coinvolti gl’interessi della Prussia. Dopo lunghe esitazioni, concluse nel 1714 un accordo di garanzia con Pietro I di Russia, che gli assicurava la futura conquista dello sbocco dell’Oder, in cambio della quale egli garantiva l’affermarsi dello zar nelle provincie baltiche; poi, nel 1715, dichiarò guerra alla Svezia e conquistò, in unione coi Danesi, la Pomerania svedese. Nella pace di Stoccolma (1720) ottenne, con un compenso pecuniario, Stettino con lo sbocco dell’Oder fino al Peene, realizzando così i progetti del Grande Elettore. Ma con ciò egli si trovava completamente disarmato di fronte alla diplomazia superiore della corte imperiale: tanto che, dopo essersi unito con la Francia, l’Inghilterra e l’Olanda contro l’Austria (trattato di alleanza di Herrenhausen del 1725), già nell’anno seguente fu abilmente tratto dall’ambasciatore imperiale, conte Seckendorf, ad un’unione molto stretta con gli Asburgo (trattato di Wusterhausen). Soprattutto le aspirazioni della Prussia al ducato di Berg, la cui casa regnante stava per estinguersi, lo spinsero a questo passo: ma egli dovette sperimentare che l’imperatore Carlo VI si prendeva gioco di lui e non appoggiava in alcun modo le sue pretese. Anche la sua politica di fedeltà all’imperatore e all’impero non poté sminuire la diffidenza dell’Austria contro lo stato degli Hohenzollern, che man mano cresceva in potenza. L’importanza e i meriti del governo di F. G. sono soprattutto nel campo della politica interna. Egli ha dato compimento all’opera del Grande Elettore, alla fondazione cioè della monarchia assoluta e all’unità dello stato. In contrasto cosciente al regime di suo padre, fece regnare dappertutto un’economia inesorabile, spesso addirittura gretta. Col riordinamento dei beni demaniali e con la elaborazione di un sistema d’ imposte, con l’ordinamento di uno stato regolare e di un’esatta contabilità vennero presto estinti i debiti fatti, le rendite vennero accresciute e fu perfino raccolto un tesoro di 7 milioni di talleri. La riforma delle finanze rese possibile l’accrescimento dell’esercito a 80.000 uomini, mantenuto interamente con mezzi proprî e non più dipendente, come prima, dai sussidî ricevuti dalle potenze estere. Il “Soldatenkönig” (Re dei soldati), che indossava sempre l’uniforme militare, creò nell’esercito una disciplina ferrea. Egli attirò a sé dal ceto dei nobili un corpo di ufficiali assolutamente devoti a lui; i soldati vennero forniti da mercenarî arruolati, anche dai contadini del paese, il cui obbligo di servizio veniva regolato dal cosiddetto sistema cantonale (Kantonsystem). L’amministrazione militare e quella delle imposte, finora separate, vennero riunite insieme nel 1723 con l’istituzione del direttorio generale; con ciò fu dato compimento alla centralizzazione di tutta l’amministrazione interna. Quel che rimaneva ancora dell’antica amministrazione di stati e dell’indipendenza comunale venne abolito senz’altro. In questo stato di militari e d’impiegati, organizzato rigidamente, governava esclusivamente il re, che decideva tutte le questioni, sia grandi sia piccole. La sua politica economica era ispirata da direttive mercantilistiche: ma le sue preoccupazioni maggiori furono per la colonizzazione interna. Ciò che egli fece di più notevole a tal riguardo, fu il “Rétablissement” della Prussia Orientale, dove accolse anche i protestanti cacciati da Salisburgo. Con ragione egli venne chiamato “il più grande re interno di Prussia”. Ma questo sovrano severo e collerico non seppe acquistarsi l’amore dei suoi sudditi. Anche verso i numerosi figli, che ebbe dalla moglie Sofia Dorotea di Hannover, egli fu un padre tirannico e duro. Sono noti i conflitti che ebbe con sua figlia Guglielmina, più tardi margravia di Bayreuth, e specialmente col figlio maggiore, il principe ereditario Federico. Ma quando morì il 21 maggio 1740 all’età di soli 52 anni, egli lasciò al suo erede uno strumento di governo, col quale questi poté fare dello stato prussiano una grande potenza europea. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Nera
Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Gran Maestro dell’Ordre de la Générosité
Arc. 1337:Federico II di Hohenzollern, detto Federico il Grande (Berlino, 24 gennaio 1712 – Potsdam, 17 agosto 1786). Figlio di Federico Guglielmo I e di Sofia Dorotea di Hannover, fu educato, secondo precise disposizioni del padre, con la massima severità: accanto allo studio accurato della più recente storia europea e dell’economia politica, i più duri esercizi militari. Ma Federico, che manifestava in contrasto con le preferenze paterne un vivo interesse per le lettere e per la filosofia, seppe formarsi una cultura letteraria, grazie anche alla complicità del precettore, il calvinista francese Duhan de Jandun. L’insofferenza per la rozzezza e il formalismo militaresco dell’ambiente prussiano maturò, nel 1730, la decisione di fuggire dal regno. Ma il tentativo fallì e fu occasione di ogni sorta di efferatezza da parte del padre che aveva temuto un complotto contro la sua persona: F. fu sottoposto a un processo davanti a un consiglio di guerra e rinchiuso nella fortezza di Küstrin. Quivi, uscito di prigione piegato alla volontà paterna, funse da uditore della Camera dei demanî, acquistando una diretta esperienza dei problemi amministrativi del regno, che finirono per interessarlo profondamente. Sposatosi nel 1733 con la principessa Elisabetta Cristina di Brunswick-Lüneburg-Bevern, da cui non ebbe eredi, e ritiratosi nel castello di Rheinsberg, ebbe nuovamente l’occasione di dedicarsi allo studio delle lettere, circondandosi di letterati e di pensatori, fautori delle nuove idee illuministiche. Succeduto al padre il 31 maggio 1740, alla morte dell’imperatore Carlo VI seppe trar profitto dalla difficile posizione in cui era ridotta l’Austria in seguito alla contrastata successione di Maria Teresa per muoverle guerra con l’intento di entrare in possesso della Slesia. Dimostrandosi geniale condottiero, occupò Breslavia il 3 gennaio 1741 e conseguita la vittoria di Mollwitz, ottenne da Maria Teresa, stretta dai nemici da ogni parte, con la convenzione di Klein-Schnellendorf (9 ott.) la Bassa Slesia. Ripresa quindi la guerra, con il trattato di Breslavia (11 giugno 1742) ottenne anche l’Alta Slesia e la contea di Glatz. La morte di Carlo VII di Baviera e le mai sopite speranze di Maria Teresa di ricuperare la provincia perduta, spinsero F. nel 1745 a una nuova guerra contro l’Austria. Le vittorie prussiane di Hohenfriedberg, di Soor e di Hesselsdorf furono il preludio alla pace di Dresda del 25 dicembre: Maria Teresa confermò a Federico il possesso della Slesia, mentre il re di Prussia riconobbe come imperatore il di lei marito, Francesco I. Intanto dava mano alla riorganizzazione dello stato secondo i criterî di un intelligente, positivo illuminismo e nello spirito del più rigido accentramento: costituì una forte e onesta magistratura per l’applicazione di un nuovo codice di procedura (1747) e di un codice civile. Si interessò anche all’economia nazionale incoraggiando il commercio e l’industria (tessile principalmente), favorendo l’agricoltura con lavori di bonifica (la regione dell’Oder tra Swinemünde e Küstrin) e di colonizzazione. Ma l’alleanza fra Austria e Francia (trattato di Versailles, 1756), fino ad allora nemiche, convinse Federico, già alleato dal 16 gennaio dello stesso anno all’Inghilterra, a prevenire il concentrico attacco asburgico-borbonico, sostenuto anche dalla Russia. Ebbe così inizio la guerra dei Sette anni. Costretta nel 1756 alla capitolazione la Sassonia che aveva rifiutato di allearsi con la Prussia, Federico penetrò nella tarda primavera del 1757 in Boemia, giunse fino ad assediare Praga, ma la sconfitta, inflittagli dal Daun a Kolín il 18 giugno, lo obbligò a ritirarsi in Sassonia. Da lì, per impedire il congiungimento con gli Austriaci, si rivolse contro i Francesi battendoli il 5 novembre a Rossbach, quindi a marce forzate ritornò in Slesia, affrontò l’esercito austriaco due volte superiore e lo sconfisse a Leuthen (5 dicembre). Ma la guerra non era ancora al suo termine. Nel 1758 i Russi, dopo aver occupato Königsberg e la Prussia Orientale, stavano per unirsi agli Austriaci: con la vittoria di Zondorf (25 agosto), Federico impedì tale evento. Non così l’anno seguente. Battuto a Kunersdorf (12 agosto 1759), Federico ebbe l’esercito disfatto, disperò definitivamente della sua sorte, e solo l’indecisione e il disaccordo degli avversari lo salvarono dalla rovina. L’anno successivo Austriaci e Russi occuparono rispettivamente la Sassonia e il Brandeburgo, e per tre giorni la stessa Berlino. Malgrado la vittoria di Federico a Torgau (3 novembre 1760), la situazione restava quasi insostenibile, quando sopravvenne la morte della zarina Elisabetta e l’ascesa al trono di Pietro III, grande ammiratore di Federico, che abbandonò l’Austria stringendo poco dopo un patto di alleanza con la Prussia, con la quale firmò la pace nel maggio 1762. Il 21 luglio 1762 Federico batté ancora una volta gli Austriaci a Burkersdorf e meno di un anno dopo, il 15 gennaio 1763, anche Maria Teresa si rassegnò a porre termine al conflitto con la pace di Hubertsburg. Federico era salvo, la Slesia era rimasta alla Prussia. In questo lungo periodo di guerra, Federico rivelò in pieno le sue qualità di organizzatore e di condottiero, per le quali occupa un posto preminente nella storia dell’arte militare. A capo di uno stato di soli due milioni e mezzo di abitanti e senza unità territoriale, Federico seppe creare un esercito ben addestrato, fatto di milizie di leva obbligate al servizio, ma rafforzate col mercenariato. Alleggerì le ordinanze della cavalleria, aumentò la proporzione dei cannoni leggeri dell’artiglieria, curò la manovrabilità della fanteria, sì da poter formare la linea di battaglia in qualunque direzione. Riprese dal magistero del Montecuccoli il principio della “battaglia di ala”, cioè dell’azione frontale, ma pronta a farsi avvolgente, contro un’ala avversaria, derivandone la tattica dell’ordine obliquo. Praticò in strategia l’offensiva anche quando la guerra ebbe scopi politici difensivi, paralizzando così le mosse del nemico; e per aumentare il raggio d’azione della sua manovra strategica nel campo dei servizi logistici, ridusse i magazzini fissi a soli depositi di farina, incaricati di rifornire i forni di campagna mobili. Nella seconda campagna della guerra dei Sette anni (dal 1757 in poi) si delineò perfetta l’attuazione della manovra per linee interne, che doveva costituire il suo capolavoro, frutto dei numerosi accorgimenti logistici, organici e tattici. Dalla guerra dei Sette anni Federico era uscito con il paese prostrato. Con nuova genialità seppe promuovere l’opera di ricostruzione; favorì l’agricoltura e l’industria, riprese la colonizzazione e la bonifica delle regioni depresse. Non trascurò tuttavia di salvaguardare il prestigio e la posizione di rilievo che aveva procurato in Germania e in Europa al suo regno a prezzo dei sacrifici sopportati durante la guerra dei Sette anni. Estese ancora il suo dominio alla Prussia occidentale in virtù della prima spartizione della Polonia (1772), e sui principati di Ansbach e di Bayreuth in seguito alla guerra di successione di Baviera (pace di Teschen, 1779). Sospettoso dell’Austria, promosse nel 1785 una lega dei principi tedeschi (Fürstenbund) per costituire un contrappeso alla politica di Giuseppe II nell’Impero. Né fu solo uomo politico e grande condottiero di eserciti, ma anche generoso sebbene incostante protettore di artisti, filosofi, letterati. Ammiratore di Voltaire, intrecciò con lui una fitta corrispondenza, e lo volle con sé a Berlino nel triennio 1750-53: dopo questo soggiorno, tuttavia, i loro rapporti si guastarono. Cultore della musica, fu valente flautista e anche compositore. Abbellì Berlino e Potsdam di chiese, palazzi, castelli e altri edifici. Fu raccoglitore assiduo di opere d’arte prevalentemente francesi e rispondenti al gusto del lieto e del piacevole, che poi confluirono nel Kaiser-Friedrich-Museum di Berlino. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1713:Federico Guglielmo II di Prussia (Berlino, 25 settembre 1744 – Potsdam, 16 novembre 1797). Nato il 25 settembre 1744, era figlio del principe Augusto Guglielmo, primogenito di Federico il Grande: la morte prematura del padre (1758) lo fece successore al trono di Prussia. Era di carattere cavalleresco, affabile e bonario, ma era un debole gaudente, completamente privo di applicazione al lavoro e di forza di volontà. La sua sensualità sfrenata passava ogni limite. Una delle sue amanti, Guglielmina Enke, che più tardi ebbe il titolo di contessa Lichtenau, veniva chiamata la Pompadour di Prussia. Come alle donne, così anche ai suoi favoriti egli lasciava una larga ingerenza nella sua politica. Fra questi erano in prima prima linea il sassone Bischoffwerder, che introdusse il principe nella società segreta dei Rosacroce, e anche l’ex-teologo Wöllner, che, Rosacroce egli pure, gli fece dal 1784 delle conferenze sull’arte di governare. La sua assunzione al trono (17 agosto 1786) fu salutata dal popolo con grandi aspettative, poiché si sperava da lui una mitigazione del duro regime di Federico il Grande. Ma il nuovo re non pensò né a radicali riforme liberali, né all’abolizione dell’assolutismo. Fu sciolta subito sì l’odiata Regia dei monopolî, ma altre misure, come l’affrancazione del commercio del grano e l’abolizione del monopolio dei tabacchi, furono rimesse di nuovo più tardi, poiché la progettata riforma delle imposte si era dimostrata non applicabile. Il governo personale del re venne conservato, certo più in apparenza che in realtà, perché F. non aveva capacità per un tale compito. Ciò portò all’indebolimento dello stato, il cui carattere militare, così pronunciato sotto il regno di Federico il Grande, andò sempre più diminuendo. Un mutamento avvenne invece nel campo culturale-politico: l’influenza francese, prevalente fino allora, diminuì. Il teatro venne aperto anche per le opere tedesche; la capitale fu abbellita con la costruzione della porta di Brandeburgo e di altri edifizî. Ma un considerevole passo indietro veniva sancito dall’editto (promulgato nel 1788) del Wöllner, sulla religione, che nella sua applicazione andava contro tutti gl’indirizzi di libero pensiero, minacciava la libertà di coscienza e incoraggiava l’ipocrisia. Ancora più funesta la debolezza di Federico Guglielmo nella politica estera. La brillante campagna in Olanda (1787) non portò con sé alcun vantaggio vero allo stato, e la convenzione di Reichenberg, conclusa nel 1790 fra il re e Leopoldo II, successore dell’imperatore Giuseppe II, era un successo momentaneo, ma nello stesso tempo un’enorme perdita di prestigio. Unito all’Austria, egli si fece trascinare nel 1792 nella guerra contro la Francia rivoluzionaria, il cui esito sfortunato fu causato principalmente dal contrasto fra gli alleati, soprattutto nella questione della Polonia. Il re combinò con la Russia, ma senza l’Austria, la seconda divisione della Polonia, che gli fruttò nel 1793 Danzica, Thorn e i palatinati di Posen (Poznań) e di Kalisz. Ma il fatto che le sue forze erano impegnate ad oriente, la disfatta subita sul Reno e il completo esaurimento delle sue finanze resero necessaria la fine della guerra nell’occidente. Nella pace di Basilea egli abbandonò ai Francesi i suoi possessi sulla riva sinistra del Reno fino a una pace generale; in un articolo segreto fu prevista perfino la loro definitiva cessione dietro compensi territoriali. Nello stesso anno fu compiuta la divisione della Polonia col terzo trattato di divisione, concluso fra Russia, Prussia e Austria, per il quale la Prussia ricevette la Lituania, la Masovia e Varsavia. Così, sotto il breve regno di Federico Guglielmo la Prussia raggiungeva un grande accrescimento territoriale, dovendosi aggiungere agli acquisti fatti verso oriente l’accessione alla Prussia nel 1793 dei margraviati della Franconia Anspach e Bayreuth: sì che il regno occupava ormai circa 320.000 kmq., con circa 8.700.000 abitanti. Ma la compagine interna dello stato, così forte ancora nel 1786, era molto scossa alla morte del re (16 novembre 1797). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Nera
Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Gran Maestro dell’Ordine Pour le Mérite
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero russo)
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
20 novembre 1772
Arc. 1518:Federico Guglielmo IV (Berlino, 15 ottobre 1795 – Potsdam, 2 gennaio 1861). Federico Guglielmo venne educato a Potsdam da tutori privati, molti dei quali, membri della Reale Accademia delle Scienze di Berlino, avevano fatto esperienze civili di rilievo, come per esempio Friedrich Ancillon, lo storico Barthold Georg Niebuhr e il giurista Friedrich Carl von Savigny. Egli ebbe anche un’educazione di tipo militare che coltivò direttamente sul campo di battaglia grazie agli scontri con la Francia di Napoleone Bonaparte, ai quali prese parte nel 1814, pur mostrandosi indifferente al mestiere delle armi tanto caro a molti dei suoi antenati. La sua personalità artistica lo portava invece a interessarsi di architettura e giardinaggio paesaggistico, distinguendosi per essere divenuto patrono di molti artisti tedeschi del suo tempo, incluso l’architetto Karl Friedrich Schinkel. Nonostante la differenza di religione e a seguito di lunghe trattative diplomatiche, egli sposò Elisabetta Ludovica di Baviera nel 1823, ma la coppia non ebbe figli, probabilmente per l’impotenza del sovrano diagnosticata dal medico Christoph Wilhelm Hufeland. Come cultore del Romanticismo, promosse le arti tedesche e fu patrono di altri artisti prestigiosi, nutrendo un particolare interesse per il Medioevo: era affascinato dal passato tedesco in quella che gli sembrava la sua forma più mirabile, il Sacro Romano Impero. Nel 1815, a soli vent’anni, quando era ancora principe ereditario, fece una proposta di costituzione per lo stato, che però non venne mai applicata, dal momento che la maggior parte dell’aristocrazia intendeva mantenere il proprio consolidato potere. Egli si schierò d’altro canto contro la liberalizzazione e l’unificazione della Germania, preferendo permettere all’Austria di rimanere la principale delle potenze dell’area tedesca. Alla morte del padre, egli ascese al trono prussiano. Decise tuttavia di dare un tono diverso alla politica reazionaria inaugurata dal genitore defunto, diminuendo la censura sulla stampa e promettendo a un certo punto l’entrata in vigore di una costituzione, ma si rifiutò paradossalmente di avallare un’assemblea popolare legislativa, preferendo lavorare di concerto con l’aristocrazia in gruppi di lavoro locali nelle varie regioni del Regno di Prussia. Malgrado fosse un devoto luterano, i suoi sentimenti romantici lo posero in contrasto nella città di Colonia per aver liberato dalla prigionia Clemente Augusto di Droste-Vischering, arcivescovo di quella città, e per l’aver contribuito alla costruzione della Cattedrale di Colonia, una città nota per la sua propensione al romanticismo. Nel 1844 egli partecipò personalmente alla cerimonia d’inaugurazione della stessa cattedrale, divenendo il primo monarca di Prussia a fare il proprio ingresso in una cattedrale cattolica. Tornando sul piano politico, nel 1847 venne infine obbligato a convocare un’assemblea nazionale, che però non fu mai un vero e proprio corpo rappresentativo, ma più che altro una “dieta unita” che comprendeva tutte le province dello stato, che avevano propri diritti di tassazione. Mostrò una certa propensione a venire incontro alle richieste degli esponenti moti rivoluzionari del 1848 in Prussia; in ciò, non condivideva appieno la politica rigida del padre, alla quale si riavvicinò comunque in seguito. Quando anche in Prussia scoppiò la rivoluzione nel marzo del 1848, il re inizialmente tentò di reprimerla con la forza, ma successivamente richiamò le proprie truppe e si pose alla testa del movimento il 19 marzo di quello stesso anno. Egli formò così un governo di stampo liberale e diede alla luce la costituzione tanto attesa dalla Prussia. Quando però il suo trono fu nuovamente al sicuro da opposizioni, rioccupò Berlino con la forza e ristabilì l’ordine precedente. Egli a ogni modo aveva cambiato il proprio concetto di unificazione della Germania, il che spinse il Parlamento di Francoforte a offrirgli la corona dell’Impero tedesco il 3 aprile 1849, onore che egli rifiutò per l’eccessivo peso che essa avrebbe rappresentato in un periodo così incerto e non volendo soprattutto attirarsi le ire dell’Impero Austriaco. Essendo un tradizionalista reazionario, si pronunciò contro i borghesi che volevano rendergli la corona sostenendo che egli non aveva nulla da chiedere né da ricevere da una massa di bottegai. Sotto l’aspetto della politica interna, egli fondò una nuova costituzione che divideva finalmente il governo in due camere: quella alta formata da aristocratici ed eletta dalla camera legislativa, quella bassa composta dai tassati, suddivisi per fasce di tassazione. Non venne mai concesso il suffragio universale. La costituzione, inoltre, riservava al re il privilegio di eleggere tutti i ministri, ristabilendo anche le diete provinciali e ponendo a capo dell’esercito sempre il monarca. Tale costituzione rimase in vigore sino alla dissoluzione del regno nel 1918. Nel 1857 il sovrano fu colpito da una paralisi che interessò la metà sinistra del suo corpo e incise anche sulle sue capacità mentali. Suo fratello Guglielmo divenne reggente per lui sino alla sua morte, avvenuta nel 1861, quando lo stesso Guglielmo succedette al trono, in quanto Federico Guglielmo non aveva avuto figli dal proprio matrimonio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Nera
Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Gran Maestro dell’Ordine Reale di Hohenzollern
Gran Maestro dell’Ordine Pour le Mérite
Gran Maestro dell’Ordine della Croce di Ferro
Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (ramo austriaco)
Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Bianca
Senatore Gran Croce con collana S.A.I. Ordine Costantiniano di San Giorgio (Parma)
1856
Cavaliere dell’Insigne e Reale Ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini
29 agosto 1811
Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
19 gennaio 1840
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto (Baviera)
1823
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso (Anhalt)
18 maggio 1838
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Fedeltà (Baden)
1830
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen (Baden)
1830
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Enrico il Leone (Brunswick)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia (ducati ernestini)
ottobre 1838
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Giorgio (Hannover)
1826
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Guelfo (Hannover)
1839
Cavaliere di gran croce dell’Ordine di Luigi d’Assia (Assia)
11 aprile 1830
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone d’Oro (Assia)
5 settembre 1841
Croce d’onore di I Classe dell’Ordine principesco dinastico di Hohenzollern (Principati di Hohenzollern)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone d’Oro di Nassau (Lussemburgo)
maggio 1858
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito di Pietro Federico Luigi (Granducato di Oldenburg)
8 ottobre 1843
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco Bianco (Sassonia-Weimar-Eisenach)
16 febbraio 1829
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona Fiorata
1839
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg)
1818
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria (Impero austriaco)
1833
Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Belgio)
18 gennaio 1850
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dello Spirito Santo (Francia)
5 febbraio 1824
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Michele (Francia)
5 febbraio 1824
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)
novembre 1856
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
9 febbraio 1842
Cavaliere di gran croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi
Senatore gran croce con collare del Sacro imperiale angelico Ordine costantiniano di San Giorgio (Ducato di Parma)
1856
Cavaliere dell’Ordine Imperiale di Sant’Andrea (Impero russo)
15 settembre 1801
Cavaliere di IV classe dell’Ordine Militare di San Giorgio (Impero russo)
Cavaliere dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna)
9 ottobre 1847
Cavaliere dell’Insigne e Reale Ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere di Gran Croce del Reale ordine di San Ferdinando e del merito (Regno delle Due Sicilie)
Arc. 1336:Federico Guglielmo IV Re di Prussia (Berlino, 15 ottobre 1795 – Potsdam, 2 gennaio 1861). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1571:Federico Guglielmo IV Re di Prussia (Berlino, 15 ottobre 1795 – Potsdam, 2 gennaio 1861). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 999:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Secondogenito di Federico Guglielmo III re di Prussia e di Luisa di Meclemburgo-Strelitz, la sua posizione di secondogenito lo aveva subito tenuto al di fuori delle questioni politiche del tempo. Intrapresa la carriera militare, nel 1814 combatté contro Napoleone distinguendosi come ottimo soldato. Sottoposto agli ordini del generale Gebhard Leberecht von Blücher, prese parte alle battaglie di Waterloo e di Ligny. Divenne anche un eccellente diplomatico, venendo coinvolto in molte missioni dopo la caduta dell’Impero francese. Nel 1829 sposò la principessa Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach e, nel corso delle rivoluzioni del 1848, Guglielmo riuscì vittoriosamente a reprimere una rivolta provocata da suo fratello, il re Federico Guglielmo IV, che era nel frattempo succeduto alla morte del padre sul trono prussiano. Purtroppo, la repressione nel sangue e l’uso dei cannoni contro i rivoltosi, lo resero impopolare per l’epoca, facendogli guadagnare il soprannome di Kartätschenprinz (Principe delle Granate). Gli eventi iniziarono a mutare nel 1857, quando Federico Guglielmo IV fu colpito da un ictus, rimanendo mentalmente disabile per il resto della vita che, comunque, terminò pochi anni dopo, nel 1861. Nel gennaio del 1858 Guglielmo divenne quindi principe reggente per conto del fratello, che non aveva discendenti. Il 2 gennaio 1861 Federico Guglielmo IV morì e Guglielmo ascese al trono prussiano con il nome di Guglielmo I. Dal fratello, però, oltre alla corona, egli ereditò anche il conflitto con il parlamento, di stampo liberale. Il nuovo sovrano era considerato politicamente neutrale, dal momento che operò nell’ambito parlamentare meno di quanto avesse fatto Federico Guglielmo. Guglielmo, ad ogni modo, trovò una soluzione conservatrice per il conflitto: nominò Otto von Bismarck come suo primo ministro (Cancelliere). Secondo la costituzione prussiana, il primo ministro era responsabile delle proprie azioni unicamente verso il re e non verso il parlamento e Bismarck era l’uomo perfetto perché, per la sua tempra, tendeva a vedere la propria relazione con Guglielmo I come un rapporto tra vassallo e signore. Ad ogni modo, fu Bismarck a tenere le redini del governo ed a dirigerne l’andamento, così come gli affari inerenti alla casa reale e alla politica estera, fornendo in molte occasioni l’assistenza giusta a Guglielmo I. Grazie alle guerre portate avanti dal Cancelliere di ferro (contro la Danimarca nel 1864, l’Impero austriaco nel 1866 e la Francia nel 1870-1871), Guglielmo I giunse a cingere la corona di Imperatore del Reich Tedesco il 18 gennaio 1871, nel palazzo di Versailles in Francia ove egli venne ufficialmente dichiarato sovrano. Il titolo di “Imperatore tedesco” venne scelto dallo stesso Bismarck dopo una lunga discussione sul carattere federale da dare al nuovo impero. Guglielmo, per le proprie ambizioni politiche, avrebbe preferito il titolo di “Imperatore di Germania”, che ad ogni modo era chiaro non sarebbe stato accettato dagli altri monarchi tedeschi che pure continuavano formalmente a detenere il potere effettivo nei loro stati così come Guglielmo continuava a regnare autonomamente sulla Prussia. Inoltre l’antico titolo di Imperatore di Germania avrebbe generato inevitabilmente la pretesa su altre terre esterne ai confini della Germania del 1871 (con l’intento di ricostituire l’Impero creato da Carlo V, provocando così altre guerre). Guglielmo riuscì dove il fratello aveva fallito, in quanto Federico Guglielmo rifiutò il titolo di imperatore offertogli dalla dieta rivoluzionaria tedesca perché ad offriglielo era la volontà popolare. Guglielmo invece riuscì a diventare imperatore “per grazia di Dio” per merito dell’operato di Bismarck. Con questa cerimonia, inoltre, la Confederazione Tedesca del Nord (1867–1871) venne trasformata nel vero e proprio Impero tedesco (“Kaiserreich”, 1871 – 1918). Il nuovo Impero si presentava come abbiamo già accennato, come una confederazione di stati; l’Imperatore ne era il capo di Stato ed il Presidente (primus inter pares) dei monarchi federati (i re di Baviera, Württemberg e Sassonia, i granduchi di Baden, Meclemburgo ed Assia e molti altri principati tra cui le libere città di Amburgo, Lubecca e Brema). La sua elezione, ad ogni modo, non placò le insurrezioni ed il malcontento locale per il nuovo assetto dell’area germanica e l’11 maggio 1878 Max Hödel fallì nel tentativo di assassinare Guglielmo a Berlino. Un secondo attentato venne tentato il 2 giugno di quello stesso anno dall’anarchico Karl Nobiling, che riuscì solo a ferire Guglielmo prima di suicidarsi. Questi due attentati divennero il pretesto per l’istituzione delle leggi anti-socialiste che vennero introdotte dal governo Bismarck col supporto di gran parte del Reichstag a partire dal 18 ottobre 1878, col proponimento chiaro di combattere i socialisti ed i movimenti di classe. Le leggi privarono il Partito Socialdemocratico di Germania del proprio status legale e proibirono tutte le organizzazioni di lavoratori, oltre a sopprimere molti giornali di stampo socialista e confiscando i testi di letteratura socialista. Malgrado questo il socialismo faceva sempre più presa sulla popolazione e molte di queste leggi vennero abolite per pressioni delle masse dal 1º ottobre 1890. Guglielmo I incentivò anche il colonialismo tedesco: infatti, durante il suo regno, furono fondate le colonie di Togo, Camerun, Tanzania e Namibia in Africa, mentre nel Pacifico i tedeschi s’insediarono in Papua Nuova Guinea, colonizzando anche le Bismarck, le Salomone, Nauru e le Marshall. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. Berlin – Breslau.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Gran maestro e cavaliere dell’Ordine dell’Aquila nera
2 gennaio 1861
Gran maestro e cavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila rossa
2 gennaio 1861
Fondatore e primo Gran maestro dell’Ordine della Corona
11 ottobre 1861
Gran maestro dell’Ordine reale dinastico di Hohenzollern
2 gennaio 1861
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia
27 luglio 1849; foglie di quercia, 4 agosto 1866
Gran croce della Croce di ferro
16 giugno 1871
Croce di ferro di I classe
1813
Croce di ferro di II classe per combattenti, con barretta foglie di quercia del giubileo “25°”
1870; barretta “25°”, 18 agosto 1895
Protettore del Baliaggio del Brandeburgo dell’Ordine cavalleresco di San Giovanni dell’Ospedale di Gerusalemme
2 gennaio 1861
Onorificenze straniere
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso (Ducato di Anhalt)
Cavaliere dell’Ordine della fedeltà (Granducato di Baden)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Carlo Federico (Granducato di Baden)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine di Luigi d’Assia (Granducato d’Assia)
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (Impero austro-ungarico)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine reale di Santo Stefano d’Ungheria (Impero austro-ungarico)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine militare di Massimiliano Giuseppe (Regno di Baviera)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto (Regno di Baviera)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Enrico il Leone (Ducato di Brunswick)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
Cavaliere dell’Ordine di San Giorgio (Regno di Hannover)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover)
Cavaliere dell’Ordine del Leone d’Oro (Granducato d’Assia-Kassel)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi (Granducato d’Assia e Reno)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Filippo il Magnanimo (Granducato d’Assia e Reno)
Croce al merito militare (Granducato di Meclemburgo-Schwerin)
Cavaliere dell’Insigne e Reale Ordine di San Gennaro (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine reale di Kamehameha I (Regno delle Hawaii)
1876
Cavaliere dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna, poi d’Italia)
1850
Cavaliere di gran croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno di Sardegna, poi d’Italia)
1850
Medaglia d’oro al valor militare (Regno d’Italia)
«Per il valore dimostrato nella Battaglia di Sadowa» 3 luglio 1866
Cavaliere straniero del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (K.G., Regno Unito)
1861
Cavaliere dell’Ordine imperiale dell’Aquila bianca (Impero di Russia)
Cavaliere di I classe dell’Ordine imperiale di San Giorgio (Impero di Russia)
26 novembre 1869
Cavaliere di gran croce dell’Ordine militare di Sant’Enrico (Regno di Sassonia)
Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Regno di Svezia)
8 gennaio 1847
Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Regno di Danimarca)
1841
Arc. 1145:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 391:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Co. – Berlin.
Arc. 1825:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: G. Oehme & F. Jamrath – Berlin.
Arc. 1474: Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1146:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Arc. 2675:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2512:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia formato 10,6 x 8,1. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1311: Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: H. Schnaebeli – Berlin.
Arc. 1332:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico, imperatore di Germania (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1538:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico, imperatore di Germania (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 701:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1474:Guglielmo I in uniforme da generale durante la guerra franco-prussiana del 1870-71, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1473:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Reichard & Lindner – Berlin. 1880 ca.
Arc. 1333: Guglielmo I e il cancelliere principe Otto von Bismark. Fotografia CDV. Fotografo: W. Berndt – Dresden.
Arc. 1518:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1472:Guglielmo I, nato Guglielmo Federico Ludovico (Berlino, 22 marzo 1797 – Berlino, 9 marzo 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Petit & Trinquart – Paris.
Arc. 1332:Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach (Weimar, 30 settembre 1811 – Berlino, 7 gennaio 1890). Augusta ricevette un’ampia formazione che le fu sufficiente ad adempiere in seguito ai doveri di rappresentanza alla corte. La corte di Weimar, ove Augusta crebbe, era considerata una delle più liberali del tempo. Il Ducato di Sassonia-Weimar era stato il primo Stato tedesco ad approvare, già nel 1826, una Costituzione. La corte di Weimar, sotto l’influenza della defunta Anna Amalia di Sassonia-Weimar-Eisenach (1739-1807), era già da tempo molto aperta all’arte e alla letteratura. Augusta era quindicenne quando conobbe il futuro marito Guglielmo di Prussia, il cui fratello Carlo di Prussia aveva sposato la sua sorella maggiore, Maria. Guglielmo percepì la “eccezionale personalità” di Augusta, anche se apparentemente meno interessante di quella della sorella maggiore. Ma fu soprattutto il padre di Guglielmo, Federico Guglielmo III, che gli fece prendere in considerazione la giovane come possibile consorte. Guglielmo era a quel momento ancora fortemente innamorato della principessa polacca Eliza Radziwiłł, ma un legame matrimoniale con quest’ultima era considerato dalla corte prussiana una mesalliance, poiché Eliza non ne era considerata all’altezza. A quel tempo il pretendente alla corona di Prussia era il fratello di Guglielmo, Federico Guglielmo, ma il suo matrimonio era stato fino ad allora privo di discendenti e quindi Guglielmo era il presunto futuro aspirante al trono. Il padre, Federico Guglielmo III, vietò definitivamente al figlio nel giugno 1826 il rapporto con Eliza Radziwiłł e Guglielmo cominciò a prendere in considerazione un’altra possibilità di matrimonio, ma solo l’intervento del padre fece sì che Guglielmo chiedesse il 29 agosto 1828, per iscritto, la mano di Augusta, che acconsentì con gioia a fidanzarsi con lui il 25 ottobre del medesimo anno. L’11 giugno 1829, il giorno del suo arrivo a Berlino dopo uno stressante viaggio da Weimar durato tre giorni, i due si sposarono nella cappella del castello di Charlottenburg. Augusta fu accolta molto cordialmente dalla corte prussiana, ma cominciò presto ad annoiarsi a causa della frugalità militaresca della corte. L’adempimento di incarichi e funzioni di tipo caritatevole, che avrebbero potuto alleviare la sua noia, rimase riservato alla cognata Elisabetta Ludovica di Baviera. Contemporaneamente Guglielmo incominciò a diventare fastidioso al vivace spirito della ventenne consorte. Anche l’intesa sessuale fra i due coniugi non era molto buona, come testimonia indirettamente una lettera del principe alla sorella Carlotta, ove Guglielmo lamenta la scarsa femminilità della moglie. Il primo figlio, il futuro imperatore di Germania Federico III, venne al mondo il 18 ottobre 1831, dopo oltre tre anni di matrimonio, e ne trascorreranno altri sette prima che nasca la seconda, Luisa Maria Elisabetta, futura granduchessa del Baden. Guglielmo aveva intanto ripreso presto la sua libertà amorosa, instaurando discretamente rapporti intimi con dame di diversa estrazione, ma Augusta ne fu presto a conoscenza e a causa di tutti questi problemi inattesi attraversò fino al 1840 una crisi maniaco-depressiva. Augusta si interessò sempre molto alla politica e dal 1845 cominciò a misurarsi con le questioni politiche. Come molti altri spiriti liberali nutrì parecchie speranze dall’ascesa al trono del cognato Federico Guglielmo, ritenuto uomo di moderne vedute. Tuttavia quest’ultimo si rifiutò di concedere al popolo una costituzione e si comportò in modo assai più conservatore di quanto lasciasse pensare il suo comportamento di quando era solo il principe ereditario. Anche il Parlamento dei Land uniti, che Federico Guglielmo aveva convocato a seguito della rivolta del 22 aprile 1847, e che aveva limitato a trattare solo questioni finanziarie, fu sciolto dopo pochi mesi. Egli fu ritenuto anche responsabile della sanguinosa repressione della insurrezione del marzo 1848, risolta a colpi di granata e mitraglia contro la popolazione in rivolta. Su richiesta del fratello re, Guglielmo fuggì a Londra e Augusta, con i figli, tornò a Potsdam. Nei circoli liberali si discusse molto se il sovrano non dovesse abdicare, il principe della corona rinunciare ai suoi diritti sul trono ed Augusta, la “nobile e di aperte vedute” principessa, assumere la reggenza fino al raggiungimento della maggiore età da parte del figlio Federico. Non è dato oggi sapere se questo piano fosse stato o meno preso seriamente in considerazione, poiché poco tempo dopo Augusta distrusse le sue lettere ed i suoi diari. Dopo che nel maggio 1848 nella chiesa di San Paolo a Francoforte si erano riuniti in Assemblea Nazionale più di 800 deputati, Guglielmo poté, già da luglio di quell’anno, tornare in patria. Egli fu nominato nel 1849 governatore generale della provincia del Reno e nella primavera dell’anno successivo Augusta e Guglielmo presero possesso della loro nuova residenza a Coblenza. Essi si stabilirono nel castello dell’ultimo principe elettore di Treviri, sul fiume Reno. Augusta si trovò bene a Coblenza. Ella ebbe qui finalmente l’occasione di organizzare una vita di corte come quella cui era abituata fin da piccola a Weimar. Dopo il suo ingresso al palazzo del principe elettore in Coblenza ella fece progettare e realizzare dai famosi architetti di giardini Peter-Joseph Lenné ed Hermann Fürst von Pückler-Muskau il Giardino della Principessa Augusta, dal suo nome così successivamente denominato. Il figlio Federico in quel tempo studiava diritto nei pressi di Bonn e fu il primo pretendente al trono prussiano dotato di cultura accademica ed anche a questo Augusta aveva fornito il suo contributo determinante. La corte di Coblenza era frequentata da personaggi di tendenza liberale come lo storico e scrittore Maximilian Duncker, i professori di diritto August Moritz von Bethmann-Hollweg e Clemens Theodor Perthes e i politici Alexander von Schleinitz e Ludwig Karl von Jetten. Anche Guglielmo, sotto l’impressione della rivolta del ’48, assunse un atteggiamento moderato, il che suscitava disappunto nel fratello regnante. Anche l’atteggiamento di tolleranza di Augusta nei confronti del cattolicesimo, che in quei tempi presso Coblenza era piuttosto diffuso, veniva visto con sospetto; atteggiamento che in tempi in cui la fede ad una confessione religiosa aveva ancora un notevole significato, veniva considerato poco adatto ad una principessa protestante prussiana. Così, ad esempio, sostenne la costruzione di un Santuario presso Arenberg da parte del parroco Giovan Battista Kraus. Il suo riconoscimento, libero da pregiudizi, del lavoro del santuario e dell’ospedale cattolici la esposero in particolare all’antipatia dei suoi avversari a Berlino. Nel 1856 Augusta e Guglielmo sposarono la diciassettenne figlia Luisa al granduca del Baden, Federico. L’anno successivo, dopo una sua visita al castello di Balmoral, il figlio Federico si fidanzò con la sedicenne principessa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, figlia della regina Vittoria e del principe consorte Alberto (18 maggio 1857) e il relativo matrimonio si celebrò il 25 gennaio 1858, nella cappella reale di St. James’s Palace. Questo matrimonio fu un’unione sentimentale ma anche politica: la regina Vittoria e il principe Alberto speravano infatti che il matrimonio di Viky (così era soprannominata la figlia Vittoria) con il futuro re di Prussia avrebbe cementato una stretta alleanza fra Regno Unito e Prussia, nella possibilità di un’unione degli stati tedeschi sotto il dominio dei prussiani (come infatti avvenne più tardi). Anche Augusta, che vedeva nell’Inghilterra un esempio di moderna monarchia, era certa che sua nuora avrebbe avuto sul figlio, futuro re, un’influenza positiva in senso liberale. Nello stesso anno Guglielmo fu nominato Principe Reggente, poiché il fratello, colpito da diverse ischemie, non era più in grado di gestire gli affari di governo. Così Augusta dovette lasciare l’amata Coblenza e rientrare con il marito nella capitale. Guglielmo licenziò il precedente governo e nominò ministri favorevoli ad una politica più liberale, alcuni dei quali avevano frequentato la corte di Coblenza: Alexander von Schleinitz, molto apprezzato dalla consorte Augusta, fu nominato Ministro degli Affari Esteri, Ludwig Karl von Jetten fu chiamato al dicastero dell’Agricoltura, August Moritz von Bethmann-Hollweg fu nominato ministro della Cultura ed il principe Carlo Antonio di Hohenzollern-Sigmaringen fu chiamato a presiedere il Gabinetto. Gli avversari conservatori videro in queste scelte lo zampino di Augusta ma in effetti la sua influenza su Guglielmo era piuttosto limitata. Ella non poté impedire inoltre al marito, divenuto nel frattempo re di Prussia dal 2 gennaio 1861, di sciogliere nuovamente il parlamento che non si piegava ai suoi voleri né poté opporsi a che il marito nominasse primo ministro di Prussia un suo fedele, Otto von Bismarck. Augusta considerava Bismarck un suo mortale nemico e Bismarck la vedeva come il punto di coagulo di tutte le forze politiche che lavoravano contro di lui. Augusta era particolarmente inorridita dalla politica bismarckiana, che avrebbe condotto alla Guerra austro-prussiana. Contemporaneamente ella si allontanava sempre di più dal marito. Bismarck la chiamava “vecchia fregata” e aizzava la stampa prussiana contro la regina liberale, esprimendosi negativamente su di lei anche nei discorsi in parlamento. A questa situazione contribuì in modo essenziale il fatto che Augusta fosse intelligente e politicamente curiosa, ma le mancasse tatto e abilità diplomatica. Inoltre ella irritava Bismarck bistrattando a Corte sua moglie Giovanna. Ripresero quindi le sue manie depressive e la regina andava sempre più spesso a Baden-Baden per curarsi e mentre la stragrande maggioranza dei prussiani esultava per la vittoria prussiana nella battaglia di Königgrätz, Augusta portava il lutto per i caduti e i feriti, per la qual cosa il popolo se la prendeva con lei. Inoltre non andava d’accordo con la nuora, la principessa ereditaria Vittoria, sebbene entrambe avessero le medesime idee politiche, giudicando negativamente la politica di Bismarck. Il forte e religioso senso del dovere di Augusta le faceva sentire Vittoria come agnostica, prendendosela con lei per gli occasionali soggiorni all’estero e sentendosi allontanare dal figlio a causa della vivace sposa inglese. Aveva invece un ottimo rapporto con l’adorato nipote Guglielmo. Come regina di Prussia e prima donna del Regno divenne per lei possibile dedicarsi ad attività caritative. Augusta, che detestava la guerra, fondò l’Associazione Patriottica Femminile, che si occupava dei soldati feriti ed ammalati. Approfittò inoltre dei suoi viaggi in Inghilterra, fra le altre cose, per scambi con Florence Nightingale, al cui lavoro essenziale per la diminuzione della mortalità nei lazzaretti inglesi diede il suo contributo. Su iniziativa di Augusta furono fondati vari ospedali, fra i quali l’ancora esistente Langenbeck-Virchow-Haus, sede della Società tedesca di chirurgia. Come era stata contraria alla guerra austro-prussiana, Augusta fu contraria anche a quella franco-prussiana del 1870/71 della quale ritenne principale responsabile Otto von Bismarck. Ella percepì il trono imperiale come una personale sconfitta: avrebbe voluto l’unione della Germania sotto il primato prussiano attraverso una conquista morale e non tramite spargimento di sangue. Il suo personale contrasto con Bismarck si mostrò anche dopo il 1871. Nella Kulturkampf, indirizzata specialmente contro la chiesa cattolica, prese decisamente le parti di quest’ultima. Le riuscì così di convincere il marito a non sciogliere gli ordini religiosi cattolici che, diversamente da altri, si dedicavano ai servizi ospedalieri. A questa piccola, parziale vittoria, seguirono altre finché nel 1878 Bismarck dovette ritirare quasi tutte le misure di coercizione anticattolica, fatto che il cancelliere tedesco percepì come sconfitta personale della quale l’imperatrice era colpevole e scatenò ancora contro di essa la stampa prussiana. Augusta pose termine alla sua avversione per Bismarck solo negli ultimi anni di vita, quando stranamente questi le apparve come la persona più adatta a sostenere il giovane nipote Guglielmo nella sua attività di governo. Ammalata di reumatismi già da alcuni anni, Augusta fu colpita da ictus nel giugno 1881 in forma così grave da doversi muovere per il palazzo con stampelle, il che le impedì di adempiere ai suoi doveri di sovrana. Anche i rapporti con il marito, che festeggiò il suo novantesimo compleanno nel 1887, migliorarono decisamente. Guglielmo I morì il 9 marzo 1888 e solo 99 giorni dopo, a causa di un tumore alla laringe, anche il figlio, salito al trono con il nome di Federico III di Germania, moriva. Augusta sopravvisse ancora per vedere il nipote Guglielmo incoronato imperatore. Fino a poche settimane prima della morte, Augusta visitava tutti gli anni la città di Coblenza, la sua “Potsdam sul Reno”. Dopo la morte la sua salma fu inumata nel Mausoleo del Parco del castello di Charlottenburg vicino a quella del marito. Fotografia CDV. Fotografo: E. Jamrath & Sohn – Berlin.
Onorificenze
Dama dell’Ordine dell’Aquila Nera
Dama dell’Ordine di Luisa
Dama di Gran Croce dell’Ordine di Sidonia (Regno di Sassonia)
Arc. 1486:Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach (Weimar, 30 settembre 1811 – Berlino, 7 gennaio 1890) nata principessa di Sassonia-Weimar, fu imperatrice di Germania come consorte dell’imperatore Guglielmo I. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1677:Federico III di Prussia in gran tenuta da Generale delle Guardie del Corpo (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Nato nel Neues Palais a Potsdam, era discendente della Casa di Hohenzollern, sovrani di Prussia, allora il più potente degli stati tedeschi. Il padre di Federico, il principe Guglielmo di Prussia, era un fratello minore del re Federico Guglielmo IV e, essendo stato allevato nelle tradizioni militari degli Hohenzollern, si ispirava a una rigorosa disciplina. Guglielmo si innamorò di sua cugina Elisa Radziwiłł, ma i suoi genitori erano convinti che non fosse adatta come sposa di un principe prussiano. I genitori scelsero per lui come moglie la principessa Augusta di Sassonia-Weimar, conosciuta in tutta Europa per le sue idee liberali. A causa delle loro differenti vedute, la coppia non ebbe un matrimonio felice e, come risultato, Federico crebbe in una famiglia tormentata, con un’infanzia solitaria. Federico aveva anche un ottimo rapporto con suo zio, il re Federico Guglielmo IV, soprannominato “il romantico sul trono”. Federico crebbe durante un periodo politico tumultuoso. L’idea di liberalismo in Germania aveva fatto progressi nel corso degli anni Quaranta dell’Ottocento e stava guadagnando un ampio sostegno. Quando Federico aveva 17 anni, questi emergenti sentimenti liberali – nonché nazionalistici – scatenarono una serie di sollevazioni negli stati tedeschi e in Europa. In Germania, il loro obiettivo era quello di proteggere la libertà, creare un parlamento tedesco e redigere una costituzione. Anche se le rivolte, in ultima analisi, non portarono cambiamenti duraturi, i sentimenti liberali rimasero una forza influente nella politica tedesca per tutta la vita di Federico. Grazie all’influenza della madre, Federico venne educato secondo idee diverse da quelle che fino ad allora erano usuali per un erede al trono tedesco. Federico era uno studente di talento, in particolare per le lingue straniere e il latino, e completò la propria istruzione all’Università di Bonn, dove studiò legge, storia e letteratura. Ricevette comunque anche un’adeguata istruzione militare, come voleva la tradizione degli Hohenzollern; all’età di dieci anni era già Sottotenente nel I Reggimento di Fanteria della Guardia. I matrimoni del XIX secolo servivano a mantenere legami di sangue tra le famiglie regnanti e a garantire alleanze tra le nazioni europee. Già nel 1851, la regina Vittoria e il principe Alberto stavano facendo piani per far sposare la loro figlia maggiore, Vittoria, a Federico. La regina e suo marito, entrambi di origine o nascita tedesca, volevano mantenere i loro legami di sangue con la Germania, in particolare Alberto, che sperava nella liberalizzazione e la modernizzazione della Prussia. Il padre di Federico sperava che il figlio sposasse una granduchessa russa, mentre la madre era notevolmente a favore di un matrimonio con una principessa inglese. Nel 1851, la regina Vittoria invitò Federico in Inghilterra, ufficialmente per visitare l’Esposizione universale di Londra, ma in realtà sperava che la culla del liberalismo e della rivoluzione industriale avrebbe avuto un influsso positivo su Federico. Il principe Alberto prese Federico sotto le sue ali durante il suo soggiorno, ma fu la principessa Vittoria, di solo undici anni, che lo guidò alla Fiera. Dal quel momento iniziò una corrispondenza tra Vittoria e Federico. Il fidanzamento della giovane coppia venne annunciato nell’aprile 1856. Il matrimonio venne celebrato il 25 gennaio 1858 nella Cappella di St. James’s Palace, a Londra. Anche se combinato, il loro fu un matrimonio d’amore. Per l’occasione, Federico venne promosso Maggior Generale dell’esercito prussiano. Anche Vittoria aveva ricevuto una educazione liberale e condivideva le opinioni del marito; tra i due era anzi la figura dominante. Nel 1861, il padre di Federico, Guglielmo, divenne re di Prussia, e Federico principe della Corona, carica che mantenne per i successivi 27 anni. Inizialmente il padre venne considerato politicamente neutrale, ma in seguito abbracciò idee conservatrici. Nel 1862 Guglielmo minacciò di abdicare, poiché la Dieta aveva rifiutato di imporre nuove tasse per finanziare la riorganizzazione dell’esercito. In seguito nominò Otto von Bismarck primo ministro. La sua nomina provocò un contrasto tra Federico e suo padre, che portò all’esclusione del primo dagli affari di stato. Rappresentò la Germania a cerimonie ufficiali, matrimoni e feste, come ad esempio il giubileo d’oro della regina Vittoria nel 1887. Federico fu severamente rimproverato dal padre per le sue idee liberali, così trascorse gran parte del tempo in Gran Bretagna, dove la regina Vittoria gli concesse spesso di rappresentarla nelle cerimonie di Stato e nelle funzioni sociali. Come principe della corona di Germania, comandò le armate nella guerra austro-prussiana del 1866 e il suo tempestivo arrivo fu cruciale per la vittoria prussiana nella battaglia di Königgrätz. Dopo la battaglia il padre lo insignì dell’Ordine Pour le Mérite. Decisivo fu anche il suo intervento nella guerra franco-prussiana del 1870, dove prese parte alle battaglie di Wissembourg, Wœrth e Sedan, nonché all’assedio di Parigi. Nel 1871 avvenne l’unificazione della Germania come Impero tedesco, con Guglielmo imperatore (Kaiser) e Federico erede. Mai amato da Bismarck, che non si fidava del liberalismo della moglie, Federico venne sempre tenuto lontano da qualsiasi posizione di potere reale per tutta la vita del padre. Molto interessato alla nuova capitale Berlino, Federico fu nominato nel 1875 Protettore Imperiale dei musei: grazie al suo lavoro e a quello di Wilhelm von Bode vennero acquistate e create le collezioni d’arte che ancora oggi è possibile ammirare nella città. Nel 1878, quando suo padre fu vittima di un tentativo di assassinio, Federico assunse brevemente il ruolo di reggente, ma poi fu relegato, ancora una volta, ai margini. La mancanza di influenza lo avvilì profondamente, inducendolo anche a pensare più volte al suicidio. Guglielmo morì il 9 marzo 1888. I progressisti tedeschi speravano che Federico avrebbe avviato il paese verso un nuovo governo liberale. All’epoca della sua ascesa al trono, Federico aveva 56 anni e soffriva già di un incurabile cancro alla laringe, che era stato mal diagnosticato. Ricevette consigli medici contrastanti per quanto riguardava il trattamento. In Germania, il dottor Ernst von Bergmann propose di eliminare la laringe completamente, ma il suo collega, il dottor Rudolf Virchow, non era d’accordo, in quanto non si poteva comunque escludere la morte del paziente. Il medico inglese Sir Morell Mackenzie, che aveva diagnosticato il cancro, consigliò una tracheotomia, a cui Federico e sua moglie si dissero d’accordo. L’8 febbraio, un mese prima della morte del padre, una cannula venne collegata per consentire a Federico di respirare; per il resto della sua vita egli fu in grado di parlare, ma spesso comunicava attraverso la scrittura. Durante l’operazione il Dr. Bergmann stava quasi per ucciderlo a causa dell’incisione nella trachea per l’inserimento della cannula. Federico iniziò a tossire e sanguinare e Bergmann mise l’indice nella ferita per ingrandirla. L’emorragia cessò dopo due ore, ma le azioni di Bergmann comportarono un ascesso nel collo di Federico e la produzione di pus, che gli causarono nuovo disagio nei mesi successivi della sua vita. Nonostante la malattia, Federico fece del suo meglio per adempiere i suoi obblighi come imperatore. Regnò solo per 99 giorni e non fu in grado di realizzare un cambiamento duraturo: morì infatti a Potsdam il 15 giugno 1888 e venne sepolto presso la Friedenskirche di Potsdam. Fotografia CDV. Fotografo: H. Selle – Potsdam.
Onorificenze
Onorificenze tedesche
Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Nera
Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Gran Maestro dell’Ordine della Corona
Gran maestro dell’Ordine reale dinastico di Hohenzollern
Gran Maestro dell’Ordine Pour le Mérite
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Croce di Ferro
Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
1873
Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
1850
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
1850
Medaglia d’oro al valor militare
1866
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (ramo austriaco)
Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera
1858
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea
Cavaliere di II classe dell’Ordine Imperiale di San Giorgio
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Sant’Enrico (Sassonia)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Arc. 1913:Arc. 1294:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: G Oehme & F. Jamrath – Berlin.
Arc. 415:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2676:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2341:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Arc. 438:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Co. Berlin.
Arc. 544:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Co. Berlin.
Arc. 1294:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1870 ca.
Arc. 1470:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1870 ca.
Arc. 2676: Federico III di Prussia in uniforme da generale durante la guerra franco-prussiana del 1870-71 (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1870 ca.
Arc. 425:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1870 ca.
Arc. 1351:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: G. Brogi – Firenze. 1880 ca.
Arc. 1469:Federico III di Prussia in tenuta da Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: F. Jamrath & Sohn – Berlin.
Arc. 2677:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1427:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1331:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: F.lli D’Alessandri – Roma.
Arc. 1302:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888). Fotografia CDV. Fotografo: H. Günther – Berlin.
Arc. 438:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888) e la moglie Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha (Londra, 21 novembre 1840 – Schloss Friedrichshof, 5 agosto 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1832:Federico III di Prussia (Potsdam, 18 ottobre 1831 – Potsdam, 15 giugno 1888) e la moglie Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha (Londra, 21 novembre 1840 – Schloss Friedrichshof, 5 agosto 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London.
Arc. 1232: La Famiglia del principe Federico III di Prussia. La moglie Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha e i figli Guglielmo (futuro imperatore di Germania Guglielmo II), Carlotta, Enrico e Sigismondo. Fotografia CDV. Fotografo: Hills & Saunders – Eton.
Arc. 1478:Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha (Londra, 21 novembre 1840 – Schloss Friedrichshof, 5 agosto 1901). Nata nel 1840, la piccola Vittoria, che i suoi genitori chiamavano ″Vicky″ o ″Pussy″, era la primogenita della regina Vittoria del Regno Unito e di suo marito, il principe Alberto. Ebbe dunque il titolo di principessa reale poco tempo dopo la sua nascita, il 19 gennaio 1841, e rimase erede presunta fino alla nascita di suo fratello, il futuro Edoardo VII, il 9 novembre seguente. La coppia reale decise di dare ai suoi figli un’educazione quanto più completa possibile. Di fatto, la sovrana britannica, che succedette a suo zio, il re Guglielmo IV, all’età di 18 anni, stimava che non era sufficientemente preparata al mestiere di sovrana. Dal canto suo, il principe Alberto, originario del piccolo ducato di Sassonia-Coburgo-Gotha aveva ricevuto, grazie a suo zio, il re dei Belgi Leopoldo I, un’educazione molto curata. Fu regina di Prussia e imperatrice di Germania come sposa di Federico III di Germania. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze britanniche
Dama di I classe dell’Ordine reale di Vittoria ed Alberto (VA)
Compagna dell’Ordine imperiale della Corona d’India (CI)
1º gennaio 1878
Medaglia in oro del giubileo d’oro della regina Vittoria
21 giugno 1887
Onorificenze prussiane
Dama con collare dell’Ordine supremo dell’Aquila nera
Dama di I classe dell’Ordine di Luisa
Croce al merito per Dame e Damigelle
Onorificenze straniere
Croce d’oro al merito per l’assistenza infermieristica per l’anno 1870/71 (Regno di Baviera)
Dama di Gran Croce dell’Ordine ducale della Casata ernestina di Sassonia (Ducati sassoni)
Dama di Gran Croce dell’Ordine imperiale di San Carlo (Impero del Messico)
Dama di Gran Croce del Reale Ordine di Santa Isabella (Regno di Portogallo)
Dama di Gran Croce dell’Ordine imperiale di Santa Caterina (Impero di Russia)
Dama di Gran Croce dell’Ordine di Sidonia (Regno di Sassonia)
Dama Nobile del Reale Ordine delle Dame Nobili della regina Maria Luisa (Regno di Spagna)
25 gennaio 1878
Dama dell’Ordine di Olga (Regno di Württemberg)
Arc. 1517:Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha (Londra, 21 novembre 1840 – Schloss Friedrichshof, 5 agosto 1901). Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlin.
Arc. 1664:Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha (Londra, 21 novembre 1840 – Schloss Friedrichshof, 5 agosto 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 545:Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha (Londra, 21 novembre 1840 – Schloss Friedrichshof, 5 agosto 1901). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Arc. 1573:Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha (Londra, 21 novembre 1840 – Schloss Friedrichshof, 5 agosto 1901) e il figlio Guglielmo futuro imperatore di Germania( Berlino, 27 gennaio 1859 – Doorn, 4 giugno 1941). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1477:Luisa di Prussia (Berlino, 3 dicembre 1838 – Baden-Baden, 23 aprile 1923). Luisa era la figlia secondogenita di Guglielmo I di Germania (1797-1888) e di Augusta di Sassonia-Weimar (1811-1890). In famiglia era chiamata “Vivi”. I suoi genitori erano una coppia felice ma tesa, e Luisa aveva solo un fratello, il principe Federico, che aveva sette anni più di lei. Alla sua nascita, Augusta dichiarò che il suo dovere di perpetuare la dinastia degli Hohenzollern era completo. Crebbe nelle città di Berlino e di Coblenza, dove il padre fu nominato nel 1849 Governatore Generale della Renania. La madre, durante la sua infanzia, la istruì sia nelle scienze umane sia nelle varie occupazioni di cui, secondo le usanze, si doveva occupare una principessa di sangue reale. Queste occupazioni consistevano in opere di carattere sociale, come le visite agli orfanotrofi, agli ospedali e alle organizzazioni caritatevoli. Luisa mise in pratica questi insegnamenti istituendo nel 1859, nella città di Karlsruhe, la prima associazione femminile che funse da anticipatrice della Croce Rossa. Luisa fu promessa in sposa a Federico, principe reggente di Baden, figlio di Leopoldo I di Baden e della principessa Sofia Guglielmina di Svezia, nel 1854; si sposarono il 20 settembre 1856 al Neues Palais di Potsdam. Federico era reggente a causa della pazzia di suo fratello Luigi e fu proclamato Granduca di Baden quando i medici dichiararono che non c’era possibilità di recupero. Come unica figlia del principe ereditario prussiano (e successivamente imperatore), il loro matrimonio fece sì che Baden acquisisse una grande importanza, e ancor più una volta che l’impero tedesco fu fondato. Luisa era una moglie e madre felice: scrisse ad un amico che “dal nostro ultimo incontro, la mia vita è diventata tanto più bella, più preziosa, per me, la mia felicità è tanto più ricca e profonda di prima”. Arrivando alla corte di Baden, Luisa vi incontrò la granduchessa in carica, nata Stefania di Beauharnais, figlia adottiva di Napoleone Bonaparte e madre presunta dell’enigmatico Kaspar Hauser. Luisa e Federico non amavano la rigidità della corte di Karlsruhe e fuggivano volentieri nel loro castello sull’isola di Mainau. Erano popolari a Baden e tutti parlavano con affetto orgoglioso dei loro granduca e duchessa a Costanza, dove la coppia aveva una residenza estiva. Luisa era una grande amica di Alice, granduchessa d’Assia, sorella minore di sua cognata, e le due si visitavano spesso. Nelle lettere della regina Vittoria, lei e Federico venivano sempre citati con piacere o simpatia come buoni Fritz e Louise di Baden. Sebbene fossero amiche, Luisa e sua cognata Vittoria hanno sempre avuto un “confronto non troppo amichevole”, in particolare quando paragonavano i loro figli: mentre il figlio maggiore di Vittoria, il principe ereditario Guglielmo era nato con un braccio deformato, Luisa a quanto pare non poteva resistere vantandosi che i suoi tre figli fossero più sani e più grandi alla stessa età. Luisa era molto affezionata a suo nipote, tuttavia, e Vittoria scrisse a sua madre che la granduchessa “lo ha rovinato in modo terribile”. Le relazioni tra Luisa e Vittoria si fecero ancora più distanti quando la prima voleva che suo figlio, il principe ereditario Federico, sposasse la nipote di Vicky, la principessa Elisabetta d’Assia; la principessa sposò invece il granduca Sergej Aleksandrovič di Russia e Luisa ritenne che la sua famiglia fosse stata snobbata. Tuttavia, anche il figlio di Vicky, Guglielmo, era stato rifiutato da Elisabetta, cosa di cui Luisa sembrava inconsapevole. La guerra austro-prussiana causò un certo attrito tra Baden e Prussia, in quanto il primo, nonostante i loro stretti legami familiari a Berlino, scelse di sostenere gli austriaci. Luisa era molto coinvolta nelle organizzazioni caritatevoli del suo ducato, in particolare per quanto riguarda le donne. Contribuì a fondare un’associazione benefica per le donne, chiamata Baden Frauenverein, che si concentrava sulla fondazione di ospedali e case per i bambini. Con il sostegno dell’Associazione delle donne, Luisa fondò la prima scuola di casalinghe di Baden a Karlsruhe, portando avanti l’obiettivo di Theodor Gottlieb von Hippel. Mantenne una corrispondenza con Florence Nightingale. La granduchessa ebbe anche per tutta la vita un’amicizia con Clara Barton, che incontrò durante la guerra franco-prussiana. Organizzarono ospedali militari e aiutarono ad organizzare fabbriche di cucito per le donne per aiutare lo sforzo bellico. Nonostante la sua età, Luisa fu presente per dare il bentornato ai soldati tedeschi feriti al loro ritorno in Germania dai campi di prigionia francesi. Nel giro di due anni Luisa perse il padre, il fratello, il figlio minore e la madre. Federico morì il 28 settembre 1907 e il loro primogenito gli successe come Federico II. In quello stesso anno, la loro unica figlia Vittoria divenne regina consorte di Svezia. Luisa visse abbastanza per vedere il suo ducato assorbito nel nuovo stato tedesco dopo la rivoluzione del 1918-19 che ebbe luogo alla fine della prima guerra mondiale. Dopo l’abdicazione dell’imperatore tedesco, i disordini si diffusero a Karlsruhe. Il figlio di un cortigiano condusse un gruppo di soldati fino alla facciata del palazzo, seguito da una grande folla di persone, e vi furono sparati alcuni colpi. Luisa, così come il resto della famiglia, lasciò il palazzo e partì per il palazzo Zwingenberg, nella valle del Neckar. Con il permesso del nuovo governo, fu loro concesso di rimanere al Palazzo Langenstein, che apparteneva a un conte svedese. Durante questi eventi, si disse che Luisa avesse mantenuto la calma e non avesse pronunciato mai una parola di lamentela. Nel 1919 la famiglia chiese il permesso al governo di risiedere a Mainau; fu risposto che ora erano privati cittadini e potevano fare ciò che desideravano. Il nuovo governo repubblicano le diede il permesso di vivere il resto della sua vita a Baden-Baden, dove morì il 23 aprile 1923. Fu l’ultima nipote sopravvissuta di Federico Guglielmo III di Prussia. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Dama di I Classe dell’Ordine di Luisa
Dama dell’Ordine di Guglielmo
Onorificenze straniere
Dama di I Classe dell’Ordine Reale di Vittoria ed Alberto
Dama Nobile dell’Ordine della regina Maria Luisa
Dama di Gran Croce dell’Ordine di Sidonia (Regno di Sassonia)
Arc. 1468:Luisa di Prussia (Berlino, 3 dicembre 1838 – Baden-Baden, 23 aprile 1923). Fotografia CDV. Fotografo: E. Desmaisons – Paris.
Arc. 1608:Arc. 197: PrincipeCarlo di Prussia, (Berlino, 29 giugno 1801 – Berlino, 21 gennaio 1883). Carlo fu destinato alla carriera militare. Entrò nell’esercito prussiano nel 1811, all’età di dieci anni, con il grado di tenente in un reggimento delle guardie. Nel 1819, divenne membro dell’Accademia prussiana Staatsrat. Nel 1820 venne nominato maggiore del Iª Reggimento di fanteria. Nel 1824 divenne maggior generale. Nel 1830 divenne comandante della IIª Divisione di Guardie, arrivando nel 1836 al grado di comandante generale. Alla morte del padre, nel 1840, salì al trono il fratello Federico Guglielmo IV di Prussia, il quale lo nominò Generale della Fanteria. Non perse mai i contatti con la sorella Carlotta, ormai divenuta zarina di Russia; infatti compì frequenti viaggi in Russia per visitarla. Durante i moti rivoluzionari del 1848, Carlo rimase a Berlino e usò il proprio palazzo per incontrare i cittadini. Partecipò inoltre alle sedute del Consiglio di Stato Prussiano e viaggiò per le missioni diplomatiche che Federico Guglielmo gli assegnava. Tra il 1864 e il 1866 venne nominato Governatore di Magonza. Il fratello Guglielmo, divenuto ormai Re di Prussia, lo nominò per l’Ordine Pour le Mérite. Sposò, il 26 maggio 1827 a Charlottenburg, Maria Luisa di Sassonia-Weimar-Eisenach, figlia di Carlo Federico di Sassonia-Weimar-Eisenach e di Marija Pavlovna Romanova. Maria Luisa era una sorella maggiore di Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach, moglie di suo fratello Guglielmo I. La famiglia viveva in Wilhelmstrasse, di fronte alla residenza del cancelliere tedesco Otto von Bismarck. In possesso di grande ricchezza e un grande collezionista d’arte, il loro palazzo conteneva tesori d’arte. Carlo era anche un collezionista di armi rare e acquistò e conservò con cura coltelli, spade, pugnali, fucili, pistole e revolver da diversi paesi e periodi di tempo. È stato detto che Carlo assomigliava poco ai suoi cugini Hohenzollern, in possesso di una faccia stretta e incolore e capelli grigi con una postura china. Maria morì nel gennaio del 1877, solo cinque mesi prima di quello che sarebbe stato le nozze d’oro del loro matrimonio. Sebbene si fossero sposati per motivi familiari e dinastici, il loro matrimonio era stato felice e armonioso, ed erano profondamente legati l’uno all’altro. Dopo la sua morte, Carlo invecchiò rapidamente. Nel 1882, il suo piede scivolò mentre si alzava dal tavolo da pranzo, fratturandosi il femore sinistro. Morì a Berlino pochi mesi dopo, il 21 gennaio 1883, all’età di 81 anni. Le sue ultime parole furono: “Viva l’Imperatore”. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze prussiane
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila nera
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia
Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
1853
Onorificenze straniere
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale di Santo Stefano d’Ungheria
Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo
1853
Cavaliere di gran croce dell’ordine reale di Kalākaua
1881
Cavaliere dell’Ordine di San Giorgio
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Bianca
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini
22 marzo 1873
Arc. 1235: PrincipeCarlo di Prussia, (Berlino, 29 giugno 1801 – Berlino, 21 gennaio 1883). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.
Arc. 2365: PrincipeCarlo di Prussia, (Berlino, 29 giugno 1801 – Berlino, 21 gennaio 1883). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 495:PrincipeCarlo di Prussia, (Berlino, 29 giugno 1801 – Berlino, 21 gennaio 1883). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 197: PrincipeCarlo di Prussia, (Berlino, 29 giugno 1801 – Berlino, 21 gennaio 1883). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2677:PrincipeCarlo di Prussia, (Berlino, 29 giugno 1801 – Berlino, 21 gennaio 1883). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1823:PrincipeCarlo di Prussia, (Berlino, 29 giugno 1801 – Berlino, 21 gennaio 1883). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1520:PrincipeCarlo di Prussia, (Berlino, 29 giugno 1801 – Berlino, 21 gennaio 1883). Fotografia CDV. Fotografo: P Petit – Paris.
Arc. 2435:Alberto di Prussia (Königsberg, 4 ottobre 1809 – Berlino, 14 ottobre 1872). Era il fratello più giovane del re Federico Guglielmo IV di Prussia, del Kaiser Guglielmo I, della zarina russa Alexandra Fjodorowna e della granduchessa alessandrina di Meclemburgo-Schwerin. Nell’esercito prussiano è salito al grado di colonnello generale. Dopo il divorzio dalla sua prima moglie Marianne Principessa of Orange-Nassau e il matrimonio morganatico della sua seconda moglie Rosalie Contessa von Hohenau, nata von Rauch, dovette trasferire la sua residenza da Berlino a Dresda. A tal fine vi fece costruire il castello di Albrechtsberg. Albrecht era il quinto figlio e l’ultimo di dieci figli del re Federico Guglielmo III e la regina Luise nata a Königsberg, sua residenza durante l’occupazione francese di Berlino. Era il fratello dei re prussiani Federico Guglielmo IV e Guglielmo I, che fu anche imperatore tedesco dal 1871. Sua madre morì quando lui aveva meno di un anno. Albrecht e i suoi fratelli vennero affidati alle cure della principessa Marianne e all’età di 10 anni, come tutti i principi prussiani, entrò a far parte del 1 ° Reggimento della Guardia a piedi nell’esercito prussiano nel 1819, dove fu promosso Generale di Cavalleria fino al 1852, ramo di servizio a cui si dedicò particolarmente. Nel 1865 fu nominato ispettore della terza divisione dell’esercito e nella guerra contro l’Austria nel 1866 comandò il corpo di cavalleria della 1^ Armata e partecipò alle battaglie vicino a Münchengrätz, Gitschin e Königgrätz. All’inizio della guerra contro la Francia nel 1870 ricevette il comando della 4^ Divisione di Cavalleria assegnata alla 3^ Armata e prese parte attiva alla guida della 3^ Armata da Weißenburg via Wörth e Sedan a Parigi. All’inizio di ottobre gli fu affidato il compito di osservare l’esercito francese della Loira con la divisione dell’esercito del Generale von der Tann, la cui cavalleria coprì i bavaresi nella battaglia di Artenay e durante l’avanzata verso Orléans. Nella battaglia di Loigny e Poupry e Beaugency, la sua divisione di Cavalleria partecipò con successo alle operazioni del Granduca di Meclemburgo Federico Francesco II e del principe Friedrich Karl Nikolaus di Prussia fino alla fine della campagna della Loira. Albrecht ricevette il Pour le Mérite il 31 dicembre 1870. Dopo la fine della guerra, fu nominato Colonnello Generale. Dal 1867 al 1871 fu membro del Reichstag della Confederazione della Germania settentrionale come membro del distretto elettorale del Reichstag Gumbinnen. Non si è unito a nessun gruppo parlamentare ed era un conservatore indipendente. Morì il 14 ottobre 1872 e fu sepolto nel mausoleo del parco del castello di Charlottenburg.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
Cavaliere dell’Ordine della Torre e della spada
Arc. 493:Alberto di Prussia (Königsberg, 4 ottobre 1809 – Berlino, 14 ottobre 1872). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1330:Alberto di Prussia (Königsberg, 4 ottobre 1809 – Berlino, 14 ottobre 1872). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1913:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Era figlio maggiore del principe Carlo di Prussia, e di sua moglie, la principessa Maria di Sassonia-Weimar, nipote di Federico Guglielmo III di Prussia. Sua madre era la sorella dell’imperatrice Augusta, moglie di Guglielmo I di Germania. Il principe fu educato alla vita militare sotto la tutela dell’allora maggiore Albrecht von Roon (1842-1846), che seguì il principe nel 1846 all’Università di Bonn. Dopo aver terminato gli studi il principe servì in qualità di capitano nello staff del generale Friedrich Graf von Wrangel durante la campagna della Prima guerra dello Schleswig nel 1848. Promosso al grado di maggiore partecipò ad una campagna militare nel Baden durante la quale venne ferito. L’anno successivo venne promosso al grado di colonnello, poi maggior generale nel 1854 ed infine generale nel 1856. Nel 1860 il principe pubblicò un trattato militare dal titolo in tedesco Eine militärische Denkschrift von P. F. K.. Promosso al grado di General der Kavallerie il principe prese parte alla Seconda guerra dello Schleswig nel 1864 contro la Danimarca nella quale gli fu affidato il comando delle truppe prussiane nel contingente di spedizione austro-prussiano. Si distinse particolarmente nella Guerra austro-prussiana dove guidò la 1ª Armata, composta dal II, III e IV Corpo d’armata. Giunto a Königgrätz sostenne la superiorità numerica degli austriaci fino a quando suo cugino il principe ereditario Federico III di Germania non attaccò ai fianchi l’avversario alla guida della Seconda Armata. Allo scoppio della Guerra franco-prussiana gli venne affidato il comando della Seconda Armata con la quale ottenne un’importante vittoria nella battaglia di Spicheren e nelle battaglie di Vionville-Mars le Tour e Saint Privat-Gravelotte e nel successivo assedio di Metz. Dopo la caduta di Metz le sue truppe vennero inviate sulla Loira con il compito di rendere sicura l’area intorno a Orléans dove i francesi sotto la guida di Aurelle de Paladines prima e di Antoine Chanzy poi, cercavano di marciare a nord per difendere Parigi. Dopo aver sconfitto i francesi ad Orléans e a Le Mans venne insignito del grado di Generalfeldmarschall. Dopo la guerra venne promosso al grado di ispettore generale e ricevette il rango di feldmaresciallo dallo zar Alessandro II. Sposò, il 29 novembre 1854, Maria Anna di Anhalt (14 settembre 1837-12 maggio 1906), figlia di Leopoldo IV di Anhalt-Dessau. Fotografia CDV. Fotografo: H. Günter – Berlin.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di Gran Croce della Croce di Ferro
Cavaliere dell’Ordine di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite
Onorificenze straniere
Cavaliere di II Classe dell’Ordine Imperiale di San Giorgio
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini
19 luglio 1874
Medaglia d’oro al valor militare
1866
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Bagno
3 luglio 1878
Arc. 416:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Sconosciuto. Datata 1864.
Arc. 1823:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2678:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 427:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: H. Gratz – Berlino.
Arc. 2062:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlin.
Arc. 1641:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: C. Luck – Berlin.
Arc. 1798:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlin.
Arc. 1797:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: H. Günter – Berlin.
Arc. 2365:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: H. Gratz – Berlino.
Arc. 1912:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1677:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1538:Federico Carlo di Prussia, (Berlino, 20 marzo 1828 – Jagdschloss Glienicke, 15 giugno 1885). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 415:Maria Anna di Anhalt-Dessau (Dessau, 14 settembre 1837 – Friedrichroda, 12 maggio 1906). Maria Anna era figlia di Leopoldo IV di Anhalt-Dessau, primo duca di Anhalt, e della principessa Federica di Prussia, nipote del re di Prussia Federico Guglielmo II. Venne data in sposa al principe Federico Carlo di Prussia, nipote di Federico Guglielmo III di Prussia; il matrimonio venne celebrato a Berlino il 29 novembre 1854. l matrimonio con Federico Carlo fu infelice. Dopo la nascita di Luisa Margherita, sua quarta femmina, si disse che il marito le schiaffeggiò le orecchie per non aver partorito un maschio. A detta del New York Times, solo le suppliche dell’imperatore Guglielmo I evitarono una separazione. I contemporanei ritennero Maria Anna una delle donne più affascinanti della sua generazione. La principessa possedeva un rimarchevole talento per la pittura e la musica, e spesso consigliava le giovani in procinto di compiere il proprio debutto in società. Maria Anna era quasi completamente sorda e tale stato, a detta della sua amica, la principessa Catherine Radzwill, la rendeva estremamente timida ed imbarazzata ogni qualvolta si trovasse in compagnia. Comunque, sempre a detta della principessa, quando Maria Anna rimaneva da sola con un ospite, lontana dal baccano di molte conversazioni che potessero circondarla, diventava molto affascinante, e davvero spiritosa. Dopo la morte del marito, avvenuta il 15 giugno 1885, Maria Anna lasciò Berlino per l’Italia, soggiornando principalmente a Napoli, Roma, e Firenze. Presto iniziarono a circolare voci sul fatto che ella avesse contratto un matrimonio morganatico con uno dei suoi scudieri, il capitano von Wagenheim. Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlin.
Arc. 1877:Maria Anna di Anhalt-Dessau (Dessau, 14 settembre 1837 – Friedrichroda, 12 maggio 1906). Fotografia CDV. Fotografo: H. Lhomann & C. – Berlin.
Arc. 1948:Federico Guglielmo Nicola Alberto di Prussia (Berlino, 8 maggio 1837 – Kamenz, 13 settembre 1906). Alberto era il figlio del principe Alberto di Prussia, figlio di Federico Guglielmo III di Prussia, e di sua moglie, la principessa Marianna di Orange-Nassau, figlia di Guglielmo I dei Paesi Bassi. Nel 1847 entrò nell’esercito prussiano e nel 1864 partecipò alla campagna dello Schleswig nel battaglione del principe Federico Carlo di Prussia e partecipando alle battaglie di Skalitz, Sadowa, Schweinschädel e Königgrätz nella guerra austro-prussiana nel 1866. Nella Guerra franco-prussiana comandò la II° Brigata di cavalleria e partecipò alle battaglie di Gravelotte e Sedan. Dopo la caduta del Secondo Impero, fu subordinato a Edwin von Manteuffel nei combattimenti intorno a Bapaume e St. Quentin. Nel 1874 divenne comandante degli X Corpi di stanza ad Hannover. Nel 1883 succedette allo zio Carlo come Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo. Nel 1885, Alberto fu scelto come Reggente per il Ducato di Brunswick, dal momento che il cancelliere tedesco Otto von Bismarck aveva rimosso Ernesto Augusto, principe ereditario di Hannover, dal suo incarico. Nel 1913 il figlio di Ernesto Augusto, Ernesto Augusto, divenne duca di Brunswick, regnando solo per 5 anni e 6 giorni. Dopo aver accettato la reggenza, Alberto e la sua famiglia risiedette principalmente a Brunswick, Berlino e Kamenz. Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlin.
Onorificenze
Onorificenze di Brunswick
Gran Maestro dell’Ordine di Enrico il Leone
Onorificenze prussiane
Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere dell’Ordine al merito della corona prussiana
Cavaliere di gran croce dell’ordine dell’Aquila rossa
Cavaliere di I classe dell’ordine della Corona
Gran Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern
Cavaliere di I classe con spade dell’Ordine principesco di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con fronde di quercia
Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe
Medaglia della campagna militare del 1864
Medaglia commemorativa della guerra del 1870-1871
Onorificenze tedesche
Cavaliere Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso (Anhalt)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Fedeltà (Granducato di Baden)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Carlo Federico (Granducato di Baden)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto (Regno di Baviera)
Cavaliere di I classe dell’ordine di Enrico il Leone (Brunswick)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine del Leone d’Oro (Granducato d’Assia e del Reno)
16 aprile 1853
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi d’Assia (Assia)
6 maggio 1870
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Croce d’Onore della Casa di Lippe (Principato di Lippe)
Cavaliere di Gran Croce con gemme dell’Ordine della Corona Wendica (Meclemburgo-Schwerin)
Croce di I Classe al merito militare (Meclemburgo-Schwerin)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito di Pietro Federico Luigi (Oldenburg)
5 settembre 1850
Cavaliere dell’ordine della Corona fiorata (Sassonia)
Cavaliere di gran croce dell’ordine del Falco bianco (Sassonia-Weimar-Eisenach)
Cavaliere di Gran Croce per sovrani dell’Ordine della corona del Württemberg (Württemberg)
Onorificenze straniere
Cavaliere del Toson d’oro (Spagna)
15 dicembre 1891
Collare dell’Ordine di Carlo III (Spagna)
15 maggio 1902
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria (Impero austriaco)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero russo)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Commendatore dell’Ordine Militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
25 agosto 1878
Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
Gran Croce dell’Ordine civile di Alfonso XII (Spagna)
6 giugno 1906
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Ferdinando e del Merito (Regno delle Due Sicilie)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella di Romania (Romania)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Aleksandr Nevskij (Impero russo)
Cavaliere di I classe dell’Ordine imperiale di San Stanislao (Impero russo)
Cavaliere di I classe dell’Ordine imperiale di San Vladimiro (Impero russo)
Cavaliere di IV classe dell’Ordine Militare di San Giorgio (Impero russo)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine Reale Norvegese di Sant’Olav (Norvegia)
3 settembre 1856
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Bagno (Regno Unito)
Cavaliere onorario del Venerabilissimo Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (Regno Unito)
Croce al merito militare di I classe (Impero austro-ungarico)
Arc. 532:Federico Guglielmo Nicola Alberto di Prussia (Berlino, 8 maggio 1837 – Kamenz, 13 settembre 1906). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1515:Federico Guglielmo Nicola Alberto di Prussia (Berlino, 8 maggio 1837 – Kamenz, 13 settembre 1906). Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlin.
Arc. 759:Federico Guglielmo Luigi Alessandro di Prussia in uniforme da Generale Comandante i Granatieri Guardie (Berlino, 21 giugno 1820 – Berlino, 4 gennaio 1896). Alessandro era il figlio del principe Federico di Prussia, e di sua moglie, la principessa Luisa di Anhalt-Bernburg. Si arruolò in giovane età e fu assegnato al quartier generale del principe ereditario Federico durante la guerra austro-prussiana. Durante la mattinata della battaglia decisiva di Königgrätz, un episodio raccontò che mentre era a cavallo, scappò via; Alessandro è stato trovato più tardi nel pomeriggio seduto a cavallo in un bosco vicino, affermando che il suo cavallo aveva insistito per andarci. Servì come Generale di Fanteria nell’esercito prussiano. Era anche un capo del III° Reggimento Fanteria occidentale e capo del II° Reggimento di Granatieri della Guardia nel Landwehr. Nel 1891, Alessandro frequentò la località di Marienbad e si imbarcò per Ostend per tre o quattro settimane. Viaggiando in Svizzera, Alessandro amava rimanere sotto il titolo di Conte di Tecklenburg. Nel novembre 1852, Alessandro andò a visitare la sua amica molto malata, la duchessa d’Orléans, nella sua tenuta a Losanna, sebbene sopravvisse per altri sei anni. Verso la fine di dicembre del 1895, Alessandro si ammalò gravemente. Morì alle undici meno un quarto dell 4 gennaio 1896 dopo aver sofferto per qualche tempo. L’imperatore e l’imperatrice erano al suo capezzale quando morì. Il 9 gennaio, il suo funerale ebbe luogo nella cattedrale di Berlino. Con la sua morte, la corte di Berlino tenne un periodo di lutto di un mese, causando la modifica delle funzioni della stagione mondana e delle feste di corte. Anche le escursioni di caccia predisposte per il mese furono cancellate. Alcuni dei membri del suo entourage ricevettero lasciti abbastanza sostanziali, ma il resto della sua proprietà passò al fratello minore, Giorgio, e dopo la sua morte, al suo figlioccio, Oscar di Prussia. Fotografia CDV. Fotografo: D. Reimer’s – Berlin.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Onorificenze straniere
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea
Arc. 433:Guglielmo II di Germania e Prussia (Berlino, 27 gennaio 1859 – Doorn, 4 giugno 1941). Nato nel castello di Potsdam, presso Berlino, il 27 gennaio 1859. È figlio di Federico III di Hohenzollern e della principessa Vittoria, primogenita di Alberto principe consorte e di Vittoria regina d’Inghilterra. Quando venne al mondo aveva il braccio sinistro paralizzato, l’articolazione dell’omero strappata, la fascia muscolare circostante gravemente danneggiata. Energiche cure riuscirono a sanare in gran parte quelle imperfezioni. A dieci anni fu iscritto nel 1° Reggimento della Guardia reale a piedi. Nel 1874 fu mandato a frequentare il ginnasio di Cassel, che lasciò quando raggiunse la maggiore età (27 luglio 1877). Nominato Luogotenente nella Guardia reale a Potsdam, frequentò per due anni i corsi di diritto all’università di Bonn, e quindi riprese il suo posto nella Guardia reale, di cui nel settembre del 1885 fu nominato Colonnello. Il 27 febbraio 1881 sposò Augusta Vittoria, primogenita di Federico di Augustenburg, eccellente madre di famiglia ma non perfetta imperatrice. Sia pure attendendo alle cure del suo reggimento, negli anni successivi non rimase del tutto estraneo agli affari politici; nel maggio del 1884 andò infatti alla corte di Russia per assistere alla proclamazione della maggiore età del granduca Nicola; ma già prima (1882) suo padre, al fine di metterlo al corrente dell’amministrazione civile, lo aveva inviato in missione presso il preside della provincia di Brandeburgo. Il 9 novembre 1887 raggiunse a S. Remo il padre affetto da un cancro alla gola; e quando, dopo un consulto che non lasciava alcun dubbio sul carattere inguaribile del male dal quale il Kronprinz era stato colpito, si dispose a tornare in Germania, scrisse freddamente: “Mio padre è perduto; il suo male è assolutamente cancrenoso. È questione di giorni, forse di settimane. Parto, perché non v’è nulla da sperare da un prolungamento della mia visita. Mio nonno è debolissimo, lo zar sta per giungere e la mia presenza a Berlino è indispensabile. Spero che avrò ancor tempo di tornare qui”. Infatti, egli cominciò ad esercitare fin d’allora le funzioni di sovrano. Dopo di essere stato promosso maggior generale, con decreto del 17 novembre 1887 firmato da Guglielmo I e dal Bismarck, ricevette una specie d’investitura che faceva di lui un vice imperatore. G. rivide una seconda volta il padre il 2 marzo 1888; tornò a Berlino cinque giorni dopo, in tempo per assistere il nonno negli ultimi momenti di vita. Il 15 giugno anche Federico III morì a Potsdam. Appena salito al trono, lanciò due proclami all’esercito e alla marina e tre giorni dopo, nel giorno dei funerali di suo padre, ne fece uno al popolo, affermando fin d’allora che il diritto a regnare gli veniva da Dio. Animato da buona volontà di fare si mise all’opera. Del resto, le circostanze nelle quali egli iniziava il suo regno erano particolarmente favorevoli. Alla potenza economica della Germania, in continuo aumento da parecchi anni, corrispondeva la potenza militare, la quale era in armonia con la forte situazione che la Triplice Alleanza garantiva in Europa all’impero tedesco. La Germania aveva piena coscienza della sua supremazia, e riteneva che potevano sempre più consolidarla le energiche dichiarazioni fatte dal sovrano assumendo il potere, le quali rispondevano alle aspirazioni della grande maggioranza dei Tedeschi. Ma non si doveva dimenticare, e la grande maggioranza dei Tedeschi non lo dimenticavano, che gli artefici di quella potenza erano Bismarck e Moltke; e molta fu la sorpresa quando si seppe (agosto 1888) che quest’ultimo aveva pregato l’imperatore di esonerarlo dalle funzioni di capo dello Stato maggiore, che quel desiderio era stato esaudito e che a succedergli era stato nominato il generale A. v. Waldersee. D’ingegno vivace, ma vanitoso e desideroso, fin dai suoi primi atti, di tener desta su di lui l’attenzione dell’Europa, iniziò subito la serie dei suoi numerosi viaggi. La sua prima visita fu in Russia (18 luglio 1888); da Pietroburgo G. passò per Stoccolma e Copenaghen, per incontrarsi con Oscar II e con Cristiano IX. Rientrato a Kiel (31 luglio), percorse gran parte della Germania, quindi visitò a Vienna Francesco Giuseppe. Argomento di vive discussioni in tutta Europa fu la visita che egli fece a Roma: era stata preparata da Crispi, allora presidente del Consiglio, e doveva considerarsi come una consacrazione della Triplice Alleanza. Se non che, aveva promesso di renderla pure al pontefice, e in proposito era stato preparato un minuzioso protocollo. Nella capitale del regno d’Italia ebbe accoglienze festosissime. Al Vaticano andò partendo dalla legazione tedesca presso la S. Sede. Leone XIII lo accolse nel suo studio privato, si lamentò con l’imperatore della situazione che gli avvenimenti del 1870 avevano fatto alla Santa Sede; e qui va notato che il giorno prima, in un pranzo al Quirinale, aveva brindato a Roma capitale d’Italia. Dopo dodici minuti di conversazione, che era stabilito dovesse durare mezz’ora, il principe Enrico di Prussia e Herbert Bismarck, ministro degli Affari esteri, che avevano accompagnato l’imperatore nella visita al pontefice, forzata la consegna, aprirono bruscamente la porta dello studio, dove entrò dapprima il principe, poi il ministro. Questo incidente ebbe un seguito diplomatico; e fu detto che era stato preparato tra Crispi e Bismarck, per non lasciare a Leone XIII il tempo di continuare nelle sue lamentele e nelle sue proteste. Nel 1889 continuò nei suoi viaggi e nei ricevimenti ufficiali. Il re d’Italia, accompagnato da Crispi, gli restituì la visita; e così pure l’imperatore d’Austria: e con ciò la Triplice Alleanza riceveva agli occhi dell’Europa una nuova consacrazione. Nell’ottobre anche lo zar andò a Berlino; ma già dall’agosto era andato in Inghilterra, e nell’ottobre egli andò ad Atene per concludere il matrimonio di sua sorella Sofia con re Costantino, quindi proseguì per Costantinopoli, iniziando col sultano ‛Abd ul-Hamīd quelle relazioni che dovevano mettere la Turchia alla dipendenza della Germania. Nel suo viaggio di ritorno sbarcò a Venezia; di là visitò a Monza Umberto I e a Innsbruck Francesco Giuseppe. Rientrò a Potsdam il 15 novembre e così chiuse per allora il ciclo delle sue peregrinazioni. Nel suo primo anno di regno ebbe speciali cure per il principe di Bismarck. Se non che, il vecchio cancelliere si era persuaso fin dai primi giorni che il giovane imperatore voleva essere il solo padrone. Essi avevano una diversa opinione nel considerare le questioni politiche, specialmente d’intonazione sociale; il Bismarck non s’interessava delle ultime se non in quanto potessero avere una ripercussione politica; Guglielmo invece considerava come un dovere di sovrano moderno quello di portare rimedi ai mali della società. Da parte sua, Bismarck riteneva che il suo sovrano non assumesse un atteggiamento netto nella politica estera. Il 15 marzo 1890 scoppiò il conflitto, per una meschina questione di procedura. Il 20 marzo, dopo alcuni incidenti, nei quali gli sembrò si fosse menomata la sua autorità, il cancelliere di ferro inviò le proprie dimissioni che furono subito accettate; gli fu dato un successore nel conte G. L. v. Caprivi. Contemporaneamente, anche Herbert Bismarck si dimetteva da ministro degli Affari esteri. Libero dalla personalità dominante di Bismarck, con un cancelliere che eseguiva ciecamente gli ordini del suo imperatore, con una grande fiducia in sé stesso, volle dare un’impronta tutta sua personale agli affari di governo; e quando si avvide che il Caprivi, per quanto docile, non lo secondava in alcune idee, lo licenziò (1894), scegliendo Hohenlohe-Schillingsfürst che era il tipo del vecchio funzionario perfetto, al quale sei anni dopo sostituì B. von Bülow, che nelle sue Memorie mostrò a nudo le deficienze del suo sovrano, poi Th. v. Bethmann-Hollweg (14 luglio 1909), rimasto in carica nove anni, fra i quali tre di guerra; e dal 1917, non potendo ormai più padroneggiare la marea che doveva inghiottirlo, avvicendò in brevissimo tempo tre cancellieri: G. Michaelis, G. v. Hertling e il principe Max del Baden. Convinto che l’impero tedesco avesse da compire una missione politica e religiosa, analoga a quella alla quale si era accinto Carlomagno e che egli ne dovesse essere l’esecutore, ebbe grandi cure per l’esercito e per la marina, i maggiori sostegni per porre in atto questo suo mandato; e ai problemi militari subordinò i problemi coloniali, culturali, religiosi, sociali, artistici. L’inaugurazione d’un monumento, la costruzione d’una caserma, d’una scuola, d’una chiesa, un anniversario, tutto porgeva a lui l’occasione di discorsi, nei quali aveva cura di far emergere la sua personalità. Ma più spesso, nonostante reiterate dichiarazioni di pacifismo tutto ciò valeva a tenere agitata l’opinione pubblica europea. La sua politica estera fu sempre ondeggiante, specialmente nei riguardi della Russia, contro la quale versò a piene mani la sua esasperazione, quando si rafforzò l’alleanza russo-francese, da lui del resto provocata. Anche con l’Inghilterra egli, di fronte a uomini che ne reggevano le sorti, sentì l’inferiorità sua, e se ne adirò più volte; e allora fu sua grande preoccupazione quella di costruire una flotta che rivaleggiasse con la flotta inglese; ed è noto con quanta pompa esteriore egli compisse lunghe crociere, come ad esempio durante il suo viaggio in Palestina (agosto-novembre 1898), che fu il prologo di quel disegno d’una ferrovia transasiatica del sud, specie di contraltare all’espansione coloniale e commerciale dell’Inghilterra; della quale, già due anni innanzi, aveva commosso l’opinione pubblica per il suo telegramma (3 gennaio 1896) a P. Kruger, quando L. S. Jameson invase il Transvaal, facendosi sconfiggere dai Boeri. E fu pure l’indirizzo della sua politica estera che persuase la Francia e l’Inghilterra a intendersi e a concludere il trattato dell’8 aprile 1904, per cui la prima riconosceva la situazione inglese in Egitto, la seconda la penetrazione pacifica francese nel Marocco. Né il suo intervento in quest’ultimo paese fu nella sua finalità fortunato poiché l’incidente di Agadir e la conferenza d’Algeciras non condussero a risultati favorevoli per la Germania. È tuttavia da riconoscere che assicurò al suo paese un vasto impero coloniale e una marina mercantile potente; e in ciò ebbe un sagace consigliere in A. Ballin. Così, il 14 novembre 1897 avvenne l’occupazione di Kiao-chow che sotto abili mani tedesche divenne in breve una perla coloniale; così nel 1899 l’acquisto del gruppo delle Caroline e delle Marianne, cedute dalla Spagna; così nel 1900 la conquista definitiva delle isole Samoa. Ma dove l’espansione coloniale tedesca ebbe maggiore attività fu in Africa, per l’acquisto del Camerun (1894 e 1911), e dei possedimenti dell’Africa orientale e del sudovest (1890), contributo per il vasto disegno d’una Mittel–Afrika, da contrapporre all’espansione coloniale inglese in Africa. Quando avvenne l’assassinio di Sarajevo (29 giugno 1914), dopo un consiglio tenuto a Potsdam il 5 luglio, al quale intervennero i rappresentanti dei due gabinetti di Vienna e di Budapest, sembra avesse dichiarato che l’Austria poteva contare sulla sua fedeltà, e che anzi avrebbe rimpianto non si dovesse trarre profitto dell’occasione che si era presentata così favorevole. Scoppiata la guerra, l’inquietudine del suo carattere, l’impulsività e la mutevolezza delle decisioni furono, sebbene non sempre, arginate dagli elementi militari; dopo qualche tempo egli parve quasi prigioniero nel quartiere generale, e sembrò “un borghese messo a capo del più colossale esercito, senza le virtù, anche senza la maggior parte dei vizi, del soldato”, ossessionato d’avere a nemica quasi tutta l’Europa. Travolto dalle vicende della guerra, dopo più giorni d’ondeggiamenti, costrettovi dal cancelliere Max del Baden e dal consiglio dei generali, i quali gli descrivevano l’esercito in rotta, la rivoluzione in Germania, i soldati che facevano causa comune con i socialisti, e quando già G. Scheidemann aveva proclamata la repubblica a Berlino, il 9 novembre 1918 si decise ad abdicare, rifugiandosi a Dorn, in Olanda. Fotografia CDV. Fotografo: F. Jamrath & Sohn – Berlin.
Onorificenze
Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila Nera (Germania)
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (Spagna)
Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
«Ritirata nel 1915»
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero di Russia)
Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
25 aprile 1878
Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
1873
Cavaliere di gran croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d’Italia)
1873
Cavaliere di gran croce dell’Ordine della Corona d’Italia (Regno d’Italia)
1873
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Norvegia (Norvegia)
Cavaliere dell’Ordine dei Santi Cirillo e Metodio (Regno di Bulgaria)
Balì Cavaliere di Gran Croce d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ospedaliero Ordine di Malta
Gran Croce e Collare dell’Ordine di Carol I
1906
Arc. 1686:Guglielmo II di Germania e Prussia (Berlino, 27 gennaio 1859 – Doorn, 4 giugno 1941). Fotografia CDV. Fotografo: Jabez Hughes – Ryde isle of Wicht.
Arc. 1706:Guglielmo II di Germania e Prussia in uniforme da parata da Tenente del 1° Reggimento della Guardia Reale di Potsdam (Berlino, 27 gennaio 1859 – Doorn, 4 giugno 1941). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Selle & Kuntze – Potsdam. Datata 6 maggio 1882.
Arc. 1603:Guglielmo II di Germania e Prussia (Berlino, 27 gennaio 1859 – Doorn, 4 giugno 1941). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1837:Guglielmo II di Germania e Prussia in uniforme da Ammiraglio (Berlino, 27 gennaio 1859 – Doorn, 4 giugno 1941). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Reichard & Lindner – Berlin. 1898.
Arc. 1836:Guglielmo II di Germania e Prussia in uniforme da Ammiraglio (Berlino, 27 gennaio 1859 – Doorn, 4 giugno 1941). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Byrne & C. – Richmond. Autografa e datata 7 agosto 1890.
Arc. 619:Guglielmo II di Germania e Prussia in uniforme da Ammiraglio (Berlino, 27 gennaio 1859 – Doorn, 4 giugno 1941). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 3339:Enrico di Prussia (Potsdam, 14 agosto 1862 – Eckernförde, 20 aprile 1929). Enrico nacque il 14 agosto 1862 a Potsdam, terzogenito di Federico III di Germania e della moglie, Vittoria di Gran Bretagna; apparteneva alla dinastia degli Hohenzollern, discendendo però anche dalle case reali del Regno Unito, Hannover e Russia. Aveva tre fratelli, Guglielmo, Sigismondo e Valdemaro, e quattro sorelle, Carlotta, Vittoria, Sofia e Margherita. Da bambino, Heinrich, tedesco di Enrico, aveva difficoltà a soddisfare le elevate richieste della madre; come suo fratello Guglielmo e sua sorella Carlotta, aveva un pessimo rapporto con i genitori. L’Imperatrice Vittoria scrisse a questo proposito in una lettera a sua madre, la regina Vittoria: “È terribilmente arretrato in tutto … è irrimediabilmente pigro – noioso e lento nelle sue lezioni scolastiche”. Il Principe Enrico frequentò il liceo di Kassel che lasciò nel 1877, conseguendo il diploma di scuola media. L’entusiasmo di Enrico per la marina fu incoraggiato fin dalla tenera età. Nel parco del Neues Palais fu eretto un albero maestro con vele e scale di corda, dove il principe poté esercitarsi e fu addestrato da un marinaio. Frequentò infatti la scuola navale di Kiel, fece l’esame da cadetto di mare, un viaggio di due anni intorno al mondo dal 1878 al 1880 e poi l’esame da ufficiale di mare nel 1880, che superò con un “buon” voto. Frequentò l’Accademia navale di Kiel. In merito al viaggio che fece, che faceva parte del suo addestramento per diventare ufficiale di marina, Enrico lasciò Kiel con altri cadetti il 15 ottobre 1878 a bordo della corvetta “Prinz Adalbert” e arrivò a Yokohama, Giappone, il 23 maggio 1879. Il soggiorno in Giappone durò quasi un anno e comportò viaggi in nave e via terra a Hokkaido, Hyogo, Osaka e Kyoto, oltre naturalmente a numerosi ricevimenti. Il principe Enrico e i suoi compagni festeggiarono il Natale con i connazionali tedeschi a Nagasaki, sull’isola di Deshima. Il 28 maggio 1888, Enrico di Prussia sposò Irene d’Assia e del Reno, sua prima cugina in quanto nipote della regina Vittoria e figlia di Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha. Ritornato in patria a seguito del suo tour mondiale, il principe Enrico si trasferì nel Castello di Kiel, dove visse anche con la moglie, Irene d’Assia e del Reno; in occasione del loro matrimonio, la città di Kiel regalò alla coppia la fontana Kilia, che si trovava nel cortile della residenza. Heinrich comandò diverse navi da guerra, tra cui una torpediniera e la 1ª Divisione Torpedo Boat nel 1887, lo SMY Hohenzollern nel 1888, l’incrociatore II. Classe Irene tra il 1889 ed il 1890, la nave corazzata costiera Beowulf nel 1892, la nave corazzata Sachsen fino al 1894 e poi l’odierna Wörth fino al settembre 1895. Dal 1897 in poi, Enrico fu il capo di diverse unità navali, tra cui la 2ª Divisione dello Squadrone Incrociatori, che fu istituita alla fine del 1897 e inviata in Asia orientale, che Enrico seguì, per fornire rinforzi dopo l’Occupazione del porto di Tsingtau e i disordini in Cina. Nel 1899 assunse il Comando dell’intero squadrone tedesco dell’Asia orientale. Nel 1900 il principe guidò le unità navali tedesche in Cina in seguito alla cosiddetta Rivolta dei Boxer, con l’ordine esplicito del fratello, Kaiser Guglielmo II, di schiacciare i cinesi. Promosso Ammiraglio nel 1901, Enrico tornò a dirigere la stazione navale del Mar Baltico a Kiel nel 1903. Tre anni dopo fu nominato Capo della flotta d’alto mare, un incarico che Henry ricoprì fino al 1909, quando i litigi con l’ammiraglio Alfred von Tirpitz sulla strategia navale costrinsero Guglielmo II a scegliere tra i due; il principe Enrico venne promosso Grande Ammiraglio e gli fu conferito il titolo ampiamente onorifico di Ispettore generale della Marina imperiale. Nel 1899 visitò nuovamente il Giappone a bordo delle navi “Deutschland” e “Gefion”. Il 29 giugno la delegazione tedesca giunse a Yokohama e fu ricevuta dal principe Kan’in, giunto a Kiel nel 1900 per la prima visita ufficiale dal Giappone. Durante il suo soggiorno a Tokyo, il principe Enrico alloggiò nel Palazzo Shiba, la residenza degli ospiti imperiali. Enrico approfittò della visita per intraprendere diversi tour turistici, tra cui Nikko, Kyoto, Nara e Otsu, e il 12 luglio 1899 fece una visita ufficiale a Kobe. Il 23 luglio 1899 la delegazione proseguì per Tsingtau. Il 30 luglio 1912 morì l’imperatore Meiji Mutsuhito e le cerimonie funebri ufficiali si svolsero a settembre. Il principe Enrico prese parte alle celebrazioni in qualità di rappresentante dell’Impero tedesco, giungendo a Tokyo l’11 settembre 1912. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Enrico venne nominato Comandante in capo delle Forze navale baltiche, una carica creata ex novo all’inizio del conflitto. Nonostante i mezzi a sua disposizione fossero obsoleti e di gran lunga inferiori a quelli della flotta russa del Baltico, riuscì a costringere la Marina imperiale russa in gran parte alla difensiva fino alla Rivoluzione, scoppiata nel 1917, e ad impedire loro di attaccare le coste tedesche. Dopo la fine dei combattimenti con l’Impero russo, il suo compito non fu più necessario ed il Principe si ritirò di fatto dal servizio attivo. Con la fine della guerra e la Rivoluzione di novembre, Heinrich abbandonò la marina. Si oppose apertamente alla Rivoluzione del 1918, ma temeva per il benessere della sua famiglia e fuggì da Kiel con loro a bordo della sua auto. Dopo la guerra, il principe Enrico mantenne le tradizioni e i legami con la marina, divenne un appassionato pilota e automobilista e fu uno dei pochi Hohenzollern a cui fu concesso di rimanere sul suolo tedesco. Enrico di Prussia morì a Eckernförde, il 20 aprile 1929 di cancro alla gola, stessa malattia che aveva portato alla morte del padre Federico, nel 1888. In quanto ufficiale di marina, Enrico aveva una professione che lo soddisfaceva completamente e che amava. Era un vero pragmatico. Ricevette uno dei primi brevetti di pilota in Germania e fu giudicato un marinaio vivace ed eccellente. Era un appassionato di tecnologia moderna e seppe comprendere rapidamente il valore pratico delle innovazioni tecniche. Appassionato di vela, il principe Enrico divenne uno dei primi soci dello Yacht Club di Kiel, fondato da un gruppo di ufficiali della marina nel 1887, e ne divenne rapidamente il patrono. Enrico era interessato anche alle automobili e presumibilmente inventò il tergicristallo e, secondo altre fonti, il clacson. In suo onore, nel 1908 fu istituito il Prinz-Heinrich-Fahrt (Giro del principe Enrico), che, come il precedente Kaiserpreis, preludeva al Gran Premio di Germania. Enrico e suo fratello Guglielmo diedero il patrocinio al Kaiserlicher Automobilclub (Club automobilistico imperiale). Henry fu anche uno dei primi sostenitori dell’introduzione di sottomarini e aeroplani. Fece trasformare un piroscafo in una primitiva portaerei per le operazioni nel Mar Baltico. Enrico aveva poco in comune con il fratello, Kaiser Guglielmo II: ad esempio, non aveva la natura imprevedibile e l’egocentrismo del sovrano tedesco. Il principe Enrico era molto popolare nella Germania settentrionale e, grazie al suo comportamento umile e aperto, era amato da coloro che erano sotto il suo comando. Nei viaggi all’estero si dimostrò un buon diplomatico e, a differenza del fratello, riuscì a trovare il tono giusto. Così, durante il suo viaggio negli Stati Uniti nel 1902, Henry fece una buona impressione sulla critica stampa americana e riuscì a conquistare la simpatia di non solo la numerosa fascia tedesco-americana della popolazione. Dal 1898 fino alla sua morte nel 1929, il principe Heinrich fu il protettore dell’Associazione navale tedesca, l’associazione nazionale di propaganda con il maggior numero di membri nell’Impero tedesco. Aveva assunto questa carica su richiesta del fratello, come se fosse il suo vice, senza mostrare molto interesse per il club stesso. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Cavaliere dell’ordine dell’Aquila nera
14 agosto 1872
Cavaliere di I classe dell’Ordine della Corona
14 agosto 1872
Gran Commendatore dell’Ordine reale di Hohenzollern
14 agosto 1872
Cavaliere del Pour le Mérite
1 agosto 1916
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila rossa
1872
Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo
Grande ammiraglio della Kaiserliche Marine
4 settembre 1909
Onorificenze tedesche
Cavaliere di gran croce dell’ordine di Alberto l’Orso (Anhalt)
1884
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi (Assia)
1 aprile 1875
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone d’oro (Assia)
24 maggio 1888
Cavaliere di gran croce con corona dell’ordine al merito di Pietro Federico Luigi (Oldemburg)
18 febbraio 1878
Cavaliere di gran croce dell’ordine della Fedeltà (Baden)
1881
Cavaliere di Gran Croce dell’ordine di Bertoldo I (Baden)
1881
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto (Baviera)
1886
Cavaliere di I classe dell’ordine di Enrico il Leone (Brunswick)
1886
Cavaliere dell’Ordine della Corona fiorata (Sassonia)
1882
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco bianco (Sassonia-Weimar-Eisenach)
1882
Cavaliere di Gran croce dell’ordine della Casata ernestina di Sassonia (Ducati sassoni)
1885
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg (Württemberg)
1882
Cavaliere di Gran Croce con gemme dell’Ordine della Corona wendica (Meclemburgo)
Onorificenze straniere
Cavaliere di Gran Croce (civile) dell’Ordine del Bagno (Regno Unito)
13 agosto 1881, revocato nel 1915
Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
8 agosto 1889, revocata nel 1915
Royal Victorian Chain (Regno Unito)
9 agosto 1902, revocata nel 1915
Cavaliere dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
18 ottobre 1875
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d’Italia)
18 ottobre 1875
Gran Cordone dell’Ordine del Crisantemo (Giappone)
10 giugno 1879
Cavaliere di Gran croce (Decorazione bianca) dell’Ordine al merito navale (Spagna)
1903
Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (Spagna)
3 ottobre 1883
Cavaliere dell’ordine dei Serafini (Svezia-Norvegia)
17 ottobre 1887
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Sant’Olav (Svezia-Norvegia)
1 agosto 1888
Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
30 luglio 1888
Gran Commendatore dell’Ordine della famiglia reale di Johor (Johor)
24 febbraio 1898
Cavaliere dell’Ordine della Casata reale di Chakri (Siam)
24 dicembre 1899
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine nazionale della Croce del Sud (Impero del Brasile)
Gran cordone dell’Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere dell’Ordine supremo del Cristo (Santa Sede)
Cavaliere di I Classe di II grado dell’Ordine Imperiale del Doppio Dragone (Impero cinese)
Cavaliere di Gran Croce dell’ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale di Kalākaua (Regno delle Hawaii)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Giuseppe (Asburgo – Toscana)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Cavaliere di I classe dell’Ordine di Osmanie (Impero Ottomano)
Cavaliere di Gran Croce dell’ordine della Torre e della spada (Portogallo)
Cavaliere di Gran Croce dell’ordine del Cristo (Portogallo)
Cavaliere di Cran Croce dell’ordine della Stella di Romania (Romania)
Collare dell’Ordine del Liberatore (Venezuela)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila bianca (Serbia)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero russo)
Arc. 1925:Carlotta di Prussia (Potsdam, 24 luglio 1860 – Baden-Baden, 1º ottobre 1919). Era la figlia maggiore e secondogenita del principe Federico di Prussia, al momento della sua nascita Principe della Corona, figlio di Guglielmo I di Germania, e di sua moglie, la principessa reale Vittoria, nota come “Vicky” in famiglia, figlia primogenita della regina Vittoria I del Regno Unito. Nacque diciannove mesi dopo la difficile nascita di suo fratello maggiore, il principe Guglielmo. Sua nonna, la regina Vittoria, voleva che la sua prima nipotina prendesse il suo nome. Tuttavia, i prussiani volevano che la nuova principessa venisse chiamata Carlotta, come l’imperatrice Alexandra Feodorovna di Russia, che era nata la principessa Carlotta di Prussia. Come compromesso, il suo primo nome era Vittoria, tuttavia, è stata sempre chiamata Carlotta. Prende il nome anche da sua nonna paterna, la regina Augusta. Carlotta era un membro degli Hohenzollern, una casa reale che aveva governato la Prussia dal XVII secolo. Poco prima del suo primo compleanno suo padre divenne il principe ereditario di Germania. Lei e suo fratello ricevevano spesso le visite dei loro nonni materni. Vicky e Federico a loro volta portarono Guglielmo e Carlotta in visita in Inghilterra nel giugno 1861, sei mesi prima della morte di Alberto. La famiglia trascorreva gli inverni a Berlino e le estati a Potsdam; inoltre includeva solitamente un soggiorno in campagna, per la gioia dei bambini. Nel 1863 Vicky e Federico acquistarono una proprietà in rovina e la ristrutturarono in una fattoria, consentendo alla famiglia di vivere periodicamente una semplice vita di campagna. Federico era un marito amorevole, ma come ufficiale nell’esercito prussiano, i suoi doveri lo allontanavano sempre più da casa. Vicky era una madre intellettualmente esigente che si aspettava che i suoi figli esibissero una guida politica e morale, e in assenza del marito sorvegliava attentamente la loro educazione. Poco dopo essere arrivata nel suo nuovo paese d’adozione, Vicky osservò le continue discussioni e intrighi all’interno della famiglia reale prussiana. Questo rafforzò la sua fede nella superiorità della cultura inglese; ha cresciuto i suoi figli in scuole materne in stile inglese, e ha promosso con successo l’amore per il suo paese nativo incorporando aspetti della cultura inglese a casa e portandoli a frequenti viaggi in Inghilterra. Durante la sua infanzia Carlotta dimostrò di avere una personalità nervosa e agitata, si mangiava spesso le unghie e rovinava i suoi vestiti, tanto che la nonna Vittoria scrisse in più di una occasione alla figlia la sua disapprovazione. Nonostante le punizioni che venivano inflitte alla bambina, questa non abbandonò mai le sue abitudini, che si esternavano anche con il poco interesse per lo studio, atteggiamento che preoccupava la madre. Nel corso del tempo, si è sviluppata una frattura tra i tre primogeniti e i tre figli più piccoli. Le morti dei fratelli di Carlotta, Sigismondo e Waldemaro, devastarono la principessa ereditaria. La rigida educazione che Vicky diede ai tre figli più grandi non si replicò nella sua relazione con i suoi tre figli più piccoli. I figli più grandi, a loro volta, si risentirono per l’indulgenza di Vicky verso i loro fratelli più piccoli. Carlotta fu molto amata dai nonni paterni, l’imperatore Guglielmo e l’imperatrice Augusta, e anche il fratello maggiore Guglielmo le fu sempre molto affezionato. Carlotta era sostenitrice della politica conservatrice del fratello maggiore e del cancelliere Bismarck, in contrasto con la madre, favorevole ad una politica più liberale. La principessa aveva le gambe corte, che, abbinate a vita e braccia lunghe, la facevano apparire alta quando si sedeva. Era anche abbastanza semplice. Soffrì di problemi di salute significativi per la maggior parte della sua vita adulta; questo era accompagnato da uno stato quasi continuo di disturbi mentali. I suoi numerosi problemi di salute includevano reumatismi, dolori alle articolazioni, mal di testa e insonnia. In seguito ad alcuni flirt, si diffusero pettegolezzi maliziosi che causarono problemi. Nell’aprile 1877 Carlotta si fidanzò con il duca Bernardo di Sassonia-Meiningen (1851-1928), figlio maggiore del duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen e della sua prima moglie la principessa Carlotta di Prussia. Van der Kiste ritiene che la decisione di Carlotta di sposare Bernardo derivi anche dal desiderio di diventare indipendente dai suoi genitori, e in particolare dalle critiche di sua madre. Il matrimonio venne celebrato il 18 febbraio 1878 a Berlino in una doppia cerimonia che comprendeva anche il matrimonio della principessa Elisabetta Anna di Prussia con Federico Augusto di Oldenburg. Gli zii materni di Carlotta, il Principe di Galles e il Duca di Connaught e Strathearn, presenziarono alle nozze, così come il re Leopoldo II e la regina Maria Enrichetta del Belgio. La nuova coppia si stabilì vicino al Neues Palais, in una piccola villa in precedenza abitata da Auguste von Harrach, la moglie morganatica di Federico Guglielmo III di Prussia. Acquisirono anche una villa a Cannes, una decisione che fece arrabbiare Guglielmo, che considerava la Francia un paese nemico. Alla fine Carlotta trascorse la maggior parte dei suoi inverni nella città francese, sperando che il suo clima caldo avrebbe aiutato ad alleviare la sua cattiva salute. Dopo la nascita della figlia, Carlotta abbandonò la vita famigliare in favore della vita sociale di Berlino e in lunghi viaggi. Durante questi viaggi, Carlotta lasciava spesso sua figlia a sua madre Vicky. Feodora fece spesso lunghe visite a Friedrichshof, la proprietà della nonna materna; in un’occasione, Vicky osservò che Feodora “è davvero una brava bambina e molto più facile da gestire di sua madre”. Come sua madre, Fedora soffriva di malattie e vari dolori fisici, oltre a gravi emicranie. Guglielmo I concesse a Carlotta e a Bernardo una villa vicino a Tiergarten e trasferì Bernardo in un reggimento della città. Carlotta passava gran parte del suo tempo a socializzare con altre dame, dove era normale perseguire attività come pattinaggio, spettegolare e organizzare cene. Era ammirata per il suo senso della moda, avendo importato tutti i suoi vestiti da Parigi. Anche Carlotta fumava e beveva. Si guadagnò la reputazione di pettegola e molti la trovarono acida; era conosciuta per far amicizia con qualcuno e guadagnarsi la fiducia, solo per diffondere i loro segreti agli altri. Il padre di Carlotta ascese al trono tedesco come Federico III nel marzo 1888, solo per soccombere al cancro alla gola nel giugno di quell’anno. Carlotta rimase con suo padre malato durante questo periodo, insieme alla maggior parte dei suoi fratelli. Con l’ascesa di suo fratello come Guglielmo II, l’influenza sociale di Carlotta aumentò a Berlino, dove si circondò di un gruppo di nobili, diplomatici e giovani funzionari della corte. Mentre si era riconciliata gradualmente con sua madre durante la malattia di suo padre, Carlotta si schierò con Guglielmo quando si lamentò che avrebbe dovuto assistere al Giubileo d’oro della Regina Vittoria al posto di suo padre malato. Dopo l’ascesa al trono di Guglielmo II, Carlotta e Bernardo si schierarono dalla sua parte nelle dispute con la madre. All’inizio del 1891, la società di Berlino esplose in uno scandalo dopo che una serie di lettere anonime circolarono tra i membri di spicco della corte, tra cui Guglielmo II e sua moglie Augusta Vittoria. Le lettere erano scritte con la stessa calligrafia e presentavano pettegolezzi salaci, accuse e intrighi tra i potenti della corte. Alcuni includevano immagini pornografiche stratificate su fotografie reali. Guglielmo II ordinò un’indagine, ma lo scrittore (o gli scrittori) non furono mai identificati. Alcuni contemporanei ipotizzarono che Carlotta, nota per la sua lingua tagliente e l’amore per il gossip, avrebbe potuto essere la responsabile. Gli storici hanno suggerito che lo scrittore potrebbe essere stato il fratello di Augusta Vittoria, il duca Ernesto Gunther di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg in collaborazione con la sua amante. Durante lo scandalo delle lettere, Carlotta perse il suo diario che conteneva sia i segreti di famiglia che le critiche su vari membri della sua famiglia; il diario venne infine consegnato a Guglielmo II, che non la perdonò mai per i suoi contenuti. Bernardo fu trasferito a un reggimento nella tranquilla città di Breslavia, in effetti esiliandoli. Gli venne limitata anche la possibilità di viaggiare fuori dal paese, a meno che non fossero disposti a rinunciare agli onori reali. Nel 1896, Augusta Vittoria accusò Carlotta di intrattenere una relazione con Karl-August Freiherr Roeder von Diersburg, un funzionario di corte. Carlotta negò le accuse. Bernardo difese sua moglie e criticò gli Hohenzollern per aver tentato di mantenere ogni principessa prussiana sotto il controllo della famiglia. Nel giugno del 1911, Carlotta prese parte all’incoronazione di suo cugino Giorgio V in Inghilterra, ma la calura estiva del paese la lasciò a letto con la faccia gonfia e il dolore alle membra. Il 25 giugno 1914, Bernardo divenne duca di Sassonia-Meiningen. La prima guerra mondiale scoppiò il 28 luglio; Bernardo partì per il fronte mentre Carlotta rimase al governo del ducato, prestandosi principalmente come prestanome. Durante la guerra, Carlotta sperimentò sempre più dolori come dolori cronici, gambe gonfie e problemi ai reni. L’intensità del dolore divenne così forte che cominciò a prendere l’oppio come unico rimedio. La conclusione della guerra portò alla fine la politica dell’Impero tedesco, così come di tutti i suoi numerosi ducati; di conseguenza, Bernardo fu costretto ad abdicare. L’anno seguente, Carlotta si recò a Baden-Baden per cercare cure mediche per il suo cuore, morendo infine a causa di un infarto il 1 ottobre 1919, all’età di 59 anni. Recenti esami medici sui suoi resti e su quelli della figlia, morta dopo una vita di sofferenza, hanno evidenziato che entrambe probabilmente soffrivano di porfiria, una rara malattia genetica che si ritiene abbia colpito alcuni membri della famiglia reale britannica, in particolare Giorgio III. Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Dama di I Classe dell’Ordine di Luisa
Onorificenze straniere
Dama dell’Ordine della Corona d’India
Arc. 1877:Carlotta di Prussia (Potsdam, 24 luglio 1860 – Baden-Baden, 1º ottobre 1919). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1876:Vittoria di Prussia (Potsdam, 12 aprile 1866 – Bonn, 13 novembre 1929). Era la seconda figlia dell’imperatore Federico III di Germania, e di sua moglie, la principessa Vittoria. Era una nipote della regina Vittoria del Regno Unito. In pubblico era sempre chiamata Principessa Vittoria, ma i famigliari la chiamavano Moretta o Young Vicky. Come le sorelle, le principesse Sofia e Margherita, Vittoria era molto legata alla madre e fin da piccola adottò comportamenti ed usanze inglesi. Nel 1881, il principe Alessandro di Battenberg, che era stato scelto come sovrano di Bulgaria dal 1879, visitò la corte prussiana per volere della madre di Vittoria. Siccome la madre e la nonna raccomandarono Alessandro come un possibile marito, Vittoria catturò rapidamente l’entusiasmo e si innamorò di lui. Alessandro, come i suoi fratelli, era considerato magro e focoso. I genitori della ragazza erano favorevoli al matrimonio, ma il nonno paterno, l’imperatore Guglielmo I, ed il cancelliere dell’Impero, Otto von Bismarck, si opposero all’unione: essi temevano infatti che lo sposalizio potesse offendere la Russia, dal momento che le azioni di Alessandro in Bulgaria stavano infastidendo i russi. Il contrasto degenerò in un’aspra battaglia di parole, ma infine i genitori della principessa Vittoria dovettero cedere ed essa dovette abbandonare l’idea di sposare Sandro. Sposò, il 19 novembre 1890, il principe Adolfo di Schaumburg-Lippe. Il matrimonio risultò essere senza figli come conseguenza di un aborto spontaneo avvenuto durante i primi mesi di matrimonio. Adolfo morì nel 1916. Nonostante fosse tecnicamente dalla parte della Germania durante la prima guerra mondiale, Vittoria parteggiava per la fazione britannica. Dopo la guerra essa incontrò il cugino, re Giorgio V del Regno Unito, e gli espresse il desiderio che sarebbero ritornati tutti amici in breve tempo; Giorgio le rispose che pensava che questo non sarebbe stato possibile ancora per molti anni. Il 19 novembre 1927, nonostante la forte disapprovazione dei fratelli e delle sorelle, Vittoria sposò Alexander Zoubkoff (25 settembre 1901 – 28 gennaio 1936), un rifugiato politico russo descritto come un «ballerino», di trentacinque anni più giovane di lei. In quel periodo le finanze della Principessa erano in uno stato piuttosto precario e Zoubkoff ne dilapidò buona parte per i suoi divertimenti, facendo raramente ritorno al tetto coniugale. Vittoria fu infine obbligata a mettere all’asta il contenuto di palazzo Schaumburg; la vendita fu condotta dal banditore di Colonia, M. Lempertz. L’asta attirò però meno interesse di quanto era stato previsto e il The Times descrisse la gran parte delle offerte come «senza spirito»; si stimò che il ricavato del procedimento coprì solamente un terzo dei debiti di Vittoria (che ammontavano a 900 000 reichsmark o 45 000 sterline). Dopo aver lasciato palazzo Schaumburg, la Principessa si trasferì in un monolocale arredato a Mehlem, un sobborgo di Bonn. Vittoria fu sul punto di divorziare da Zoubkoff sulla base del fatto che il suo comportamento gli era costato l’espulsione dalla Germania, che non era in grado di mantenerla e che «le relazioni coniugali non esistevano», ma pochi giorni dopo che questo annuncio venne reso pubblico essa si ammalò gravemente di polmonite e morì all’ospedale di Bonn il 13 novembre 1929. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Dama di I Classe dell’Ordine di Luisa
Dama di II Classe dell’Ordine reale di Vittoria ed Alberto
Arc. 1843:Vittoria di Prussia (Potsdam, 12 aprile 1866 – Bonn, 13 novembre 1929). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1845:Gioacchino Carlo Guglielmo Federico Leopoldo di Prussia in grande uniforme da Sottotenente del 1° Reggimento delle Guardie (Berlino, 14 novembre 1865 – Krojanke, 13 settembre 1931). Federico Leopoldo era il figlio del principe Federico Carlo di Prussia, e di sua moglie, la principessa Maria Anna di Anhalt. All’età di dieci anni era cadetto e sottotenente nel 1° Reggimento delle Guardie a Potsdam, nel 1885 venne promosso a primo Tenente, nel 1888 a Capitano, nel 1890 a Maggiore e nel 1893 a Colonnello. Nello stesso anno, ricevette il grado di Generale di Divisione e divenne comandante del reggimento Garde du Corps, un reggimento corazzieri del 1° Guardie Brigata di Cavalleria. Durante la guerra russo-giapponese (1904-1905) lavorò come consulente presso la sede dell’esercito russo. Nel 1907 venne nominato Ispettore Generale dell’Esercito e il 10 settembre 1910 a Colonnello Generale. Sposò, il 24 giugno 1889 a Berlino, la principessa Luisa Sofia di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg (8 aprile 1866-28 aprile 1952), una sorella dell’imperatrice Augusta Vittoria, moglie dell’imperatore Guglielmo II. Il principe Federico Leopoldo di Prussia fu un assiduo frequentatore di casinò e sono stati venduti, per questo motivo, parti del suo patrimonio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Onorificenze straniere
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini
3 settembre 1893
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale vittoriano
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della corona del Württemberg
Arc. 1300:Gioacchino Carlo Guglielmo Federico Leopoldo di Prussia (Berlino, 14 novembre 1865 – Krojanke, 13 settembre 1931). Fotografia CDV. Fotografo: H. Graf – Berlin.
Arc. 1876: Le principesse Maria al centro, Elisabetta (a destra) e Luisa (a sinistra) di Prussia.
Maria Elisabetta Luisa Federica di Prussia(Potsdam, 14 settembre 1855 – Dresda, 20 giugno 1888). Era la primogenita di Federico Carlo di Prussia, e di sua moglie, la principessa Maria Anna di Anhalt, figlia di Leopoldo IV di Anhalt-Dessau e di Federica di Prussia. Era una pronipote di Guglielmo I di Germania. Il 23 agosto 1878 Maria sposò, nel Neues Palais di Potsdam, il principe Enrico di Orange-Nassau (1820-1879), terzogenito del re Guglielmo II dei Paesi Bassi e della granduchessa russa Anna Pavlovna Romanova, che dal 1855 era stato Governatore del Lussemburgo e Ammiraglio della Marina Olandese. Il matrimonio era stato combinato nel tentativo di salvare la Casata degli Orange-Nassau dall’estinzione. Sfortunatamente però la coppia non ebbe figli. Dopo nemmeno cinque mesi, nel gennaio del 1879, Enrico morì, vittima del morbillo. Durante il suo primo, breve matrimonio Maria fu una delle madrine di battesimo di suo nipote Arturo, Duca di Connaught, unico figlio maschio di sua sorella Luisa Margherita. Il battesimo ebbe luogo nella Cappella Privata del Castello di Windsor. Sei anni dopo, il 6 maggio 1885, Maria sposò, a Berlino, il principe Alberto di Sassonia-Altenburg, figlio del principe Edoardo di Sassonia-Altenburg, e della sua seconda moglie, la principessa Luisa Carolina di Reuss-Greiz. Maria morì nel 1888 a Schloss Abrechtesberg, vittima di febbre puerperale, e venne sepolta nella Cripta della famiglia ducale di Sassonia-Altenburg. Il suo secondo marito si risposò nel 1891 a Remplin, con la Principessa Elena di Meclemburgo-Strelitz (1857–1936).
Elisabetta Anna di Prussia (Potsdam, 8 febbraio 1857 – Fulda, 28 agosto 1895). Attraverso sua sorella Luisa Margherita, duchessa di Connaught, e la di lei figlia Margherita, principessa ereditaria di Svezia, Elisabetta Anna era imparentata con le famiglie reali inglese e svedese. Fu una delle madrine di battesimo della principessa Patrizia, un’altra figlia di sua sorella Luisa Margherita. Il 18 febbraio del 1878 sposò a Berlino il granduca ereditario di Oldenburg Federico Augusto II di Oldenburg. Si trattò di un doppio matrimonio: contemporaneamente la principessa Carlotta, figlia del principe della corona, sposò Bernardo, principe ereditario di Sassonia-Meiningen. Si trattava del primo grande evento occorso da quando la Prussia aveva dato vita, nel 1870 all’Impero tedesco e alle nozze parteciparono molti personaggi importanti, tra cui re Leopoldo II del Belgio e sua moglie la regina Maria Enrichetta. Anche il principe di Galles partecipò alle nozze, in quanto Carlotta era sua nipote. Elisabetta Anna morì il 28 agosto 1895, prima che il marito succedesse al padre come Granduca di Oldenburg. Prima della sua morte Federico Augusto stava costruendo una nuova residenza nella città di Oldenburg; una volta che Elisabetta Anna morì, l’edificio venne battezzato Elisabeth-Anna Palais in suo onore. Federico Augusto sposò in seguito Elisabetta Alessandrina di Meclemburgo-Schwerin, figlia del granduca Federico Francesco II di Meclemburgo-Schwerin.
Luisa Margherita di Prussia poi Duchessa di Connaught e Strathearn (Potsdam, 25 luglio 1860 – Londra, 14 luglio 1917). Luisa Margherita nacque a Marmorpalais, nei pressi di Potsdam. Suo padre era Federico Carlo di Prussia, figlio di Carlo di Prussia e della principessa Maria di Sassonia-Weimar-Eisenach. Sua madre era Maria Anna di Anhalt, figlia di Leopoldo IV di Anhalt-Dessau. Il suo bisnonno fu Federico Guglielmo III di Prussia. Il 13 marzo 1879 sposò, presso St. George’s Chapel a Windsor, Arturo, duca di Connaught, figlio di Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha e della regina Vittoria. Molti membri delle famiglie reali d’Inghilterra e della Germania parteciparono, come ad esempio il principe e la principessa di Galles. Dopo il suo matrimonio venne designata Sua Altezza Reale la Duchessa di Connaught e il suo nome venne anglicizzato come Luisa Margherita. Durante i primi venti anni di matrimonio, Luisa accompagnò il marito nei suoi vari ruoli istituzionali. Nel 1911 accompagnò il marito in Canada, poiché era diventato Governatore Generale del Canada. Rientrarono in Inghilterra nel 1916. Luisa Margherita morì a causa della bronchite dovuta all’epidemia d’influenza spagnola. Venne sepolta nel memoriale di Frogmore. È stata il primo membro della famiglia reale britannica ad essere cremato. La procedura di seppellire le ceneri in un’urna non era ancora nota a quel tempo, e la sua urna du trasportata in una bara normale durante le cerimonie funebri. Le sue ceneri furono poi sepolte al Burial Ground Reale, Frogmore. Il duca di Connaught le sopravvisse per quasi 25 anni. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 2758:Elisabetta Anna di Prussia (Potsdam, 8 febbraio 1857 – Fulda, 28 agosto 1895). Attraverso sua sorella Luisa Margherita, duchessa di Connaught, e la di lei figlia Margherita, principessa ereditaria di Svezia, Elisabetta Anna era imparentata con le famiglie reali inglese e svedese. Fu una delle madrine di battesimo della principessa Patrizia, un’altra figlia di sua sorella Luisa Margherita. Il 18 febbraio del 1878 sposò a Berlino il granduca ereditario di Oldenburg Federico Augusto II di Oldenburg. Si trattò di un doppio matrimonio: contemporaneamente la principessa Carlotta, figlia del principe della corona, sposò Bernardo, principe ereditario di Sassonia-Meiningen. Si trattava del primo grande evento occorso da quando la Prussia aveva dato vita, nel 1870 all’Impero tedesco e alle nozze parteciparono molti personaggi importanti, tra cui re Leopoldo II del Belgio e sua moglie la regina Maria Enrichetta. Anche il principe di Galles partecipò alle nozze, in quanto Carlotta era sua nipote. Elisabetta Anna morì il 28 agosto 1895, prima che il marito succedesse al padre come Granduca di Oldenburg. Prima della sua morte Federico Augusto stava costruendo una nuova residenza nella città di Oldenburg; una volta che Elisabetta Anna morì, l’edificio venne battezzato Elisabeth-Anna-Palais in suo onore. Federico Augusto sposò in seguito Elisabetta Alessandrina di Meclemburgo-Schwerin, figlia del granduca Federico Francesco II di Meclemburgo-Schwerin. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: E. Bieber – Hamburg.
Arc. 1688:Friedrich Wilhelm Georg Ernst Prinz von Preußen (Düsseldorf, 12 febbraio 1826 – Düsseldorf 2 maggio 1902). Il principe Giorgio nacque a Düsseldorf, il figlio più giovane del principe Federico di Prussia, nipote di Federico Guglielmo II di Prussia. Sua madre era la principessa Guglielmina Luisa di Anhalt-Bernburg, unica figlia sopravvissuta di Alessio Federico Cristiano, duca di Anhalt-Bernburg. Trascorse la sua giovinezza sul Reno vicino al castello Jägerhof, dove era di stanza suo padre. Viaggiò spesso in Gran Bretagna, Francia e Italia, scoprendo arte e letteratura. Nonostante la tradizione della famiglia Hohenzollern, il principe Giorgio non mostrò alcuna inclinazione alla carriera militare; inoltre, sebbene i suoi primi talenti musicali iniziassero a svilupparsi molto bene, divenne ufficiale militare nel 1836; nel 1861 fu a capo dei Lancieri di Pomerania e nel 1866 fu Generale di Cavalleria. Durante la guerra austro-prussiana nel 1866, Giorgio portò il suo reggimento in battaglie contro l’Austria e combatté anche nella guerra franco-prussiana dal 1870 al 1871. Nel 1850 si recò a Berlino, dove il principe frequentò il salotto di Minna von Tresckow. Fu lei a incoraggiarlo a pubblicare le sue opere. Nel 1872 pubblicò in forma anonima la sua autobiografia “Foglie gialle”, ma non erano disponibili ulteriori approfondimenti sulla sua privacy. Quando fu costituita l’Associazione generale della letteratura tedesca, nel 1873 fu protettore del Museo storico della città di Düsseldorf. Nello stesso anno diventò presidente dell’Accademia delle Scienze senza fini di lucro. Alla sua morte, avrebbe lasciato in eredità la sua vasta biblioteca di circa 6.000 titoli alla Biblioteca universitaria di Bonn. Il principe Giorgio era di natura modesta e riservata e si preoccupava poco dello vita mondana richiesta dalla società reale. Di conseguenza, partecipò raramente, alle feste di corte e alle funzioni statali; George si teneva anche accuratamente lontano dalla politica e vedeva poco i suoi parenti, tranne che a cene puramente private e familiari. Scelse invece di dedicarsi all’arte e alla letteratura. George spesso si divertiva a visitare librerie di seconda mano e frugare tra i loro contenuti in cerca di tesori letterari. Di conseguenza, raccolse un gran numero di libri che hanno riempito il suo palazzo in Wilhelmstrasse a Berlino. Il principe scrisse molte delle sue opere in quello che si diceva fosse un ottimo francese, spesso sotto pseudonimi; di conseguenza, il pubblico di molti dei suoi spettacoli non sapeva che dietro di loro c’era un principe prussiano. Prima della guerra franco-prussiana, il principe Giorgio era molto vicino a molti scrittori, poeti e altre figure letterarie francesi come Alexandre Dumas; molti di loro si riunivano ogni anno a Ems con il principe per discutere di argomenti artistici. Dopo la guerra, tuttavia, le frizioni prussiane e francesi aumentarono e Giorgio trovò difficile conciliare i suoi piaceri privati con le opinioni della sua famiglia. Smise di viaggiare a Parigi e infatti non mise piede sul suolo francese per molti anni. Nonostante la distanza, il principe Giorgio si sforzò di seguire da vicino la scena letteraria a Parigi da allora in poi, e i suoi conoscenti rimasero spesso scioccati da quanto bene sapesse cosa stava accadendo artisticamente in Francia. Un contemporaneo di George in seguito osservò che, sebbene gli piacesse dilettarsi con la poesia, “i suoi sforzi furono apprezzati meglio nella cerchia della corte, dove sono stati rappresentati alcuni dei suoi pezzi, che nel mondo esterno”. Il principe Giorgio morì il 2 maggio 1902 a Berlino. A quel tempo, era il membro vivente più anziano della Casa degli Hohenzollern. Dopo la sua morte la sua salma fu portata al castello Rheinstein, che aveva ereditato nel 1863 con il suo unico fratello il principe Alexander e per il quale aveva sempre nutrito una predilezione; il 9 maggio 1902 fu sepolto nella cappella del castello. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1774:Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen (Krauchenwies, 22 settembre 1835 – Berlino, 8 giugno 1905). Leopoldo era il figlio maggiore del principe Carlo Antonio di Hohenzollern-Sigmaringen e della principessa Giuseppina di Baden. I suoi nonni paterni furono Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen e Maria Antonietta Murat, quelli materni Carlo II di Baden e Stefania di Beauharnais. Tra i suoi fratelli di ricordano Carlo primo re di Romania della famiglia Hohenzollern-Sigmaringen e Stefania regina di Portogallo. Leopoldo nacque alla tenuta di Krauchenwies, nei pressi di Sigmaringen, nel 1835. Sin dai primi anni della sua giovinezza manifestò una particolare eccellenza nel campo degli studi. Seguendo la vocazione militare della sua famiglia, ad ogni modo, Leopoldo si diresse verso la carriera militare, venendo nominato inizialmente secondo Tenente del 1º reggimento della Guardia il 18 ottobre 1851 per poi divenire primo Tenente il 27 aprile 1858. Il 21 ottobre 1859 venne nominato Capitano comandante della 4ª Leib-Compagnie, all’interno della quale venne promosso al rango di Maggiore il 20 agosto 1861 ed infine Maggiore Generale nel 1873. Nel 1861, durante l’intervento francese in Messico, Napoleone III considerò la possibilità di nominare il principe o uno dei fratelli Carlo e Federico, come possibili candidati al trono imperiale del Messico, sia perché cattolici e sia perché la loro presenza su quel trono avrebbe accontentato in un sol colpo Inghilterra, Austria e Prussia. Tuttavia una riflessione più approfondita sulla questione messicana ed in particolare l’influenza della principessa Pauline von Metternich, portò alla scelta infine dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo-Lorena. Il 12 settembre del 1861 sposò a Lisbona l’infanta del Portogallo Antonia di Braganza figlia della regina Maria II e del re Ferdinando di Sassonia Coburgo-Gotha, co-regnante assieme alla moglie. A seguito della rivoluzione spagnola del 1868 e dell’abdicazione della regina Isabella II, avvenuta nel 1870, venne offerto a Leopoldo il trono iberico. La candidatura di Leopoldo al trono spagnolo non solo era caldamente sostenuta dal Primo Ministro prussiano Otto von Bismarck, ma il suo essere nipote di Stefania di Beauharnais lo rendeva il candidato ideale perché imparentato strettamente e più volte anche coi Bonaparte. Napoleone III, ad ogni modo, determinato ad opporsi all’espansione dell’influenza prussiana in Europa, costrinse il padre del principe a ritirare la candidatura del figlio, cosa che avvenne effettivamente poco dopo e che portò il giovane Leopoldo ad indirizzare una lettera a Guglielmo I nel quale ribadiva: “Sono prussiano e tedesco nel profondo del mio cuore”. In realtà lo scopo della Francia non era solo quello di far desistere la Prussia dall’ottenere il trono di Spagna, proteggendo così i propri confini e il rischio di trovarsi schiacciata in una pericolosa morsa tra Germania e penisola iberica nelle mani degli Hohenzollern, ma anche quello di trovare o creare il pretesto per far scoppiare una guerra che potesse consentire a Napoleone III di espandere la propria influenza in Europa e consolidare il proprio potere. Delusi dall’arrendevolezza prussiana, i francesi cercarono di prolungare la crisi. L’ambasciatore francese in Prussia chiese che il re di Prussia Guglielmo I garantisse che mai un Hohenzollern sarebbe stato candidato al trono di Spagna. Il re ascoltò la richiesta e se ne andò senza prendere accordi per un futuro incontro con l’ambasciatore. Il suo telegramma (il dispaccio di Ems) che riportava il dialogo avuto con l’ambasciatore, fu modificato ad arte da Bismarck affinché provocasse l’indignazione francese. La dichiarazione di guerra da parte del Secondo Impero francese, che darà il via alla guerra franco-prussiana, fu inviata ufficialmente nel luglio del 1870. Al termine della guerra, che vide la Prussia vittoriosa sulla Francia e la proclamazione dell’Impero tedesco, il principe Leopoldo, il 18 gennaio 1871, prese parte alla proclamazione ufficiale del neonato stato tedesco che si tenne nella reggia di Versailles, in Francia. Nell’ottobre del 1880, rinunciò ai suoi diritti sul trono di Romania essendo l’erede di suo fratello, re Carol I, in favore di suo figlio primogenito Guglielmo. Alla morte di suo padre nel 1885, Leopoldo gli succedette come principe di Hohenzollern-Sigmaringen. Dopo l’incendio scoppiato nel castello di Sigmaringen nel 1893, si impegnò personalmente per ricostruirlo. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Onorificenze prussiane
Gran Maestro dell’Ordine Principesco di Hohenzollern
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Rossa
Gran Commendatore del Reale Ordine dinastico di Hohenzollern
Croce di Ferro di II classe
Dienstauszeichnung
Onorificenze tedesche
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso (Anhalt)
Gran Maestro dell’Ordine della Fedeltà (Baden)
Gran Maestro dell’Ordine del Leone di Zähringen (Baden)
Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto (Regno di Baviera)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi d’Assia (Granducato d’Assia)
Cavaliere di Gran Croce con gemme dell’Ordine della Corona Wendica (Granducato di Meclemburgo)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco Bianco (Sassonia-Weimar-Eisenach)
Cavaliere di gran croce dell’Ordine della Corona Fiorata (Regno di Sassonia)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg)
Medaglia al merito con spade (Schaumburg-Lippe)
Onorificenze straniere
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria (Impero austro-ungarico)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Leopoldo (Impero austro-ungarico)
Gran cordone dell’Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere di Gran Croce dell’Insegna dei due Ordini (Portogallo)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella di Romania (Romania)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona (Romania)
Cavaliere di I classe dell’Ordine di San Stanislao (Impero russo)
Arc. 1513:Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen (Krauchenwies, 22 settembre 1835 – Berlino, 8 giugno 1905). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Arc. 1519:Maria di Hohenzollern-Sigmaringen (Sigmaringen, 17 novembre 1845 – Bruxelles, 26 novembre 1912). Maria era un membro del ramo della famiglia Hohenzollern, i Sigmaringen, rimasto fedele alla religione cattolica. Era figlia del principe Carlo Antonio di Hohenzollern-Sigmaringen e della principessa Giuseppina di Baden. I suoi nonni paterni erano il principe Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen e la principessa Maria Antonietta Murat; quelli materni il granduca Carlo II di Baden e la granduchessa Stefania di Beauharnais, a sua volta figlia adottiva di Napoleone Bonaparte.Secondo la leggenda Maria dovrebbe essere nipote del famosissimo Kaspar Hauser, presunto fratello maggiore di sua madre fatto rapire da bambino e allevato sotto falso nome, la cui vicenda ispirò numerosi scrittori e giornalisti dell’epoca. Maria trascorse la sua infanzia nell’atmosfera austera del castello di Sigmaringen, ricevendo un’educazione molto severa. Sposò il 25 aprile del 1867 a Berlino, il principe Filippo del Belgio, conte delle Fiandre, figlio cadetto del re Leopoldo I del Belgio e della sua seconda moglie, la regina Luisa d’Orléans e fratello del re Leopoldo II. La promotrice di questa unione fu la regina Vittoria d’Inghilterra, cugina in primo grado di Filippo. La coppia si stabilì al palazzo di Rue de la Regence, nel pieno centro di Bruxelles, vicino al Palazzo reale. Il re Leopoldo II e la regina Maria Enrichetta perdettero il loro unico figlio maschio nel 1869, quando il bambino aveva dieci anni, e, avendo solo altre tre figlie, furono il conte Filippo e Maria ad assicurare l’avvenire della dinastia belga. Il re Leopoldo II infatti aveva deciso che solo i figli maschi potevano ereditare la corona. Fu designato erede Baldovino, figlio primogenito dei Conti di Fiandra e, alla morte di questo, il loro figlio cadetto Alberto, che divenne erede legittimo alla morte del padre avvenuta nel 1905 e re alla morte dello zio nel 1909. Maria, per tutto il tempo che visse in Belgio, sostenne finanziariamente numerose opere di carità. I Conti di Fiandra con la nipote Clementina sostituirono ufficialmente, per moltissimi anni, il ruolo lasciato vacante dalla regina Maria Enrichetta, ritiratasi fuori dalla corte, nella città di Spa. Morì il 26 novembre del 1912 nella sua residenza di Bruxelles ed è inumata nella Cripta Reale della chiesa di Nostra Signora di Laeken. Fu molto dotata per il disegno e la pittura e lasciò numerose e apprezzate acqueforti e puntesecche. In gioventù studiò con Jacobsen, che fu allievo di Mücke, mentre in Belgio si perfezionò con Van der Hecht. Fu presidentessa onoraria degli acquafortisti e degli incisori del Belgio, incoraggiando la ripresa di questa tecnica dimenticata. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.
Onorificenze
Dama di I Classe dell’Ordine di Luisa (Prussia)
Dama Nobile dell’Ordine della regina Maria Luisa (Spagna)
Arc. 1478:Otto Theodor von Manteuffel (Lübben, 3 febbraio 1805 – Krossen, 26 novembre 1882). Manteuffel nacque figlio di Friedrich Otto Gottlob Freiherr von Manteuffel (6 aprile 1777 – Lübben, gennaio 1812) e sua moglie Auguste von Thermo (Zieckau, 4 dicembre 1782 – Luebben, 2 marzo 1810). Il padre era presidente dell’Oberamt e direttore del concistoro del Margraviato della Bassa Lusazia. Otto Theodor era il fratello maggiore del ministro dell’agricoltura prussiano Karl Otto von Manteuffel; il politico e militare conservatore Edwin von Manteuffel era suo cugino. Frequentò la Pforta State School dal 1819 e studiò legge e scienze della camera alla Friedrichs University di Halle dal 1824 al 1827. Lì divenne un membro del Corps Saxonia Halle. Nel 1830 assunse al posto di cancelliere. Nel 1833 divenne amministratore distrettuale del distretto di Luckau, nel 1841 divenne consigliere di governo a Königsberg e nominato vicepresidente del governo a Stettino nel 1843. Nel 1844 il principe di Prussia, allora presidente del Ministero dello Stato, lo nominò conferenziere. Poco dopo, Manteuffel fu anche nominato membro del Consiglio di Stato prussiano. Lavorò in finanza fino al 1845, quando divenne direttore del Ministero dell’Interno. Dal 1833 fu membro del Parlamento provinciale (Prussia) della provincia di Brandeburgo come deputato per il distretto di Luckau, di cui divenne poi presidente. La Dieta Unita del 1847 gli diede l’opportunità di dimostrare le sue capacità parlamentari, dopo di che Manteuffel si dimostrò un vigoroso difensore dello stato burocratico e oppositore del liberalismo costituzionale. L’8 novembre 1848 entrò a far parte del gabinetto di Friedrich Wilhelm von Brandenburg come ministro dell’Interno. Manteuffel svolse un ruolo importante nella costituzione prussiana del 5 dicembre 1848; ma fu anche lui che introdusse il messaggio del 7 gennaio 1850, che abrogò disposizioni essenziali di quella costituzione, e lo difese dinanzi alle camere. Dopo la morte del conte di Brandeburgo gli fu affidata la gestione provvisoria degli affari esteri. Nel novembre 1850 partecipò alla conferenza di Olmütz e portò nuovamente il Bundestag alla restaurazione austriaca della Confederazione tedesca. “L’uomo forte fa un passo indietro”, con queste parole cercò di calmare le camere, che erano insoddisfatte di questi provvedimenti. Il 19 dicembre 1850 fu nominato definitivamente Presidente del Ministero di Stato e Ministro degli Affari Esteri, in tale veste partecipò anche al Congresso di Parigi del 1856. Mantenne la sua posizione, seppur appoggiandosi sempre più al partito reazionario, fino all’inaugurazione della reggenza e all’inizio della cosiddetta Nuova Era (ottobre 1858). Manteuffel si ritirò nelle sue proprietà in Lusazia. Eletto alla Camera dei rappresentanti prussiana per Görlitz nel 1859 e rieletto quattro volte, non partecipò particolarmente ai dibattiti. Il 1 gennaio 1861 rinunciò al mandato. Membro della casa padronale dal 1864, rappresentò ripetutamente i principi conservatori. La dimensione dei suoi possedimenti intorno a Drahnsdorf, Krossen, Schäcksdorf e Falkenhayn comprendeva circa 2153 ettari secondo la rubrica generale dei proprietari del maniero nel Brandeburgo, pubblicata per la prima volta nel 1879 poco prima della sua morte. Fotografia CDV. Fotografo: Mayer & Pierson – Paris.
Onorificenze
Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera (Prussia)
Cavaliere dell’Ordine imperiale di Sant’Andrea (Impero russo)
Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Nostra Signora di Guadalupe (Impero messicano)