CASA REGNANTE SASSONIA – WEIMAR

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Arc. 1660: Carlo Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (Weimar, 30 maggio 1792 – Liebenstein, 31 luglio 1862). Il principe Bernardo, settimo figlio di Carlo Augusto e di Luisa Augusta d’Assia-Darmstadt, granduca di Sassonia-Weimar-Eisenach, nacque a Weimar il 30 maggio 1792. Si arruolò nell’esercito prussiano e nel 1806 egli combatté nell’armata del principe Federico Luigi di Hohenlohe-Ingelfingen; nel 1809 si arruolò nell’esercito sassone e combatté al comando del Maresciallo Bernadotte nella battaglia di Wagram. La 2ª brigata della 2ª divisione olandese, guidata dal generale Hendrik George de Perponcher Sedlnitsky, del principe Bernardo fu la prima armata delle forze del Duca di Wellington ad arrivare al quadrivio di Quatre Bras; la brigata di Bernardo, cui in seguito si unì la 1ª brigata, riuscì a mantenere il controllo del crocevia per almeno ventiquattro ore a partire dal tardo pomeriggio del 15 giugno 1815 fino a circa le 15:00 del 16 giugno, impedendo che lo occupassero il maresciallo Michel Ney e l’ala sinistra dell’Armée du Nord francese, in attesa che il Duca di Wellington ed altri importanti alleati arrivassero ad aiutare la 2ª divisione e combattere la battaglia di Quatre Bras. L’azione delle due brigate della 2ª divisione olandese fu una delle più importanti azioni compiute da qualunque brigata nell’intera campagna di Waterloo. Nella battaglia di Waterloo, il principe Bernardo comandò le armate alleate arrivando mantenendo il controllo delle fattorie di Papelotte, Frichermont e La Haie all’estrema sinistra della linea di battaglia di Wellington. Il suo ruolo fu strategicamente importante, non solo perché se queste posizioni avessero ceduto i francesi avrebbero potuto mettersi al fianco del Duca di Wellinton, ma piuttosto perché era da quella direzione che il Duca si aspettava, ed effettivamente ricevette, il supporto dalla Prussia. Benché nel corso della battaglia la 4ª divisione francese di Durutte riuscì temporaneamente a stabilire una base d’appoggio a Papelotte, questa non venne mai conquistata. Negli anni seguenti alla battaglia di Waterloo, Bernardo, si distinse come comandante di una divisione olandese nella campagna del Belgio del 1831 (la Campagna dei Dieci Giorni) e dal 1847 al 1850 detenne il comando delle forze nelle Indie Orientali Olandesi. Morì il 21 luglio 1862 a Liebenstein. Il 30 maggio 1816, a Meiningen, egli aveva sposato Ida di Sassonia-Meiningen, figlia del duca Giorgio I. Fotografia CDV. Fotografo: Brandeseph – Stuttgart.

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
     8 Ottobre 1842
Commendatore dell'Ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
     24 Maggio 1821
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
     8 Luglio 1815
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Federico (Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Federico (Württemberg)
   
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero Russo)
     1837

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Arc. 1550: Carlo Alessandro Augusto Giovanni di Sassonia-Weimar-Eisenach (Weimar, 24 giugno 1818 – Weimar, 5 gennaio 1901). Nato a Weimar, Carlo Alessandro era il secondo, ma l’unico sopravvissuto, dei figli del granduca Carlo Federico di Sassonia-Weimar-Eisenach (1783 – 1853) e della granduchessa Maria Pavlovna (1786 – 1859). Sin dalla gioventù, il giovane principe dimostrò un grande talento per lo studio, grazie ad educatori dello stampo dello svizzero Frédéric Soret, con il quale intraprese particolarmente lo studio delle lingue straniere, che parlava fluentemente. Nel 1835, dopo due anni di studi privati (diritto, storia e scienze naturali), frequentò l’Università di Lipsia e quella di Jena, ove nel 1841 si laureò in giurisprudenza. Con le sue vedute liberali, Carlo Alessandro era un assiduo frequentatore dei circoli aristocratici ed aveva buoni contatti con molti politici, giornalisti e scrittori del suo tempo. Nel periodo rivoluzionario del 1848/1849 egli accolse segretamente a Weimar molti artisti liberali perseguitati, dando loro appoggio e sicurezza. Carlo Alessandro stabilì rapporti di stretta amicizia con Fanny Lewald e Hans Christian Andersen, ma quest’ultima amicizia si concluse nel 1849 a causa della guerra con la Danimarca, combattuta per il possesso dello Schleswig-Holstein. L’8 luglio 1853 suo padre morì e Carlo Alessandro divenne granduca. Carlo Alessandro ristrutturò il castello di Wartburg e lasciò molte tracce di questi suoi rinnovamenti a Eisenach. Fu protettore di Richard Wagner e Franz Liszt, puntando soprattutto sul recupero dell’arte antica a Weimar. Nel 1860 creò la Scuola d’Arte di Weimar (con Arnold Böcklin, Franz von Lenbach e lo scultore Reinhold Begas). Partecipò alla guerra Franco-Prussiana (1870-1871) solo nella “Samaritan”, ma si dimostrò favorevole all’annessione dello Schleswig. Il 18 gennaio 1871 presenziò col figlio a Versailles alla proclamazione di Guglielmo di Prussia a imperatore di Germania. Il suo regno terminò quasi in concomitanza con il Congresso di Weimar della Federazione Goethe, detta anche Lex Heinze, nel novembre 1900 e questo fece definire il suo periodo di governo l’età d’argento di Weimar. Alla sua morte gli successe nel granducato il nipote Guglielmo Ernesto, dal momento che il suo unico figlio, Carlo Augusto, gli era premorto. Fotografia CDV. Fotografo: U. Quaas – Berlin.

Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine del Falco Bianco - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine del Falco Bianco
   
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Impero austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (Impero austriaco)
   
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
   
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
     9 giugno 1875
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea
   
Cavaliere di IV classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di IV classe dell’Ordine Imperiale di San Giorgio

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Arc. 1488: Carlo Alessandro Augusto Giovanni di Sassonia-Weimar-Eisenach (Weimar, 24 giugno 1818 – Weimar, 5 gennaio 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1544: Amalia Maria da Gloria Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach (Gand, 20 maggio 1830 – Walferdange, 1º maggio 1872). Amalia era la figlia più giovane del duca Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (1792-1862) di sua moglie Ida (1794-1852), figlia del duca Giorgio I di Sassonia-Meiningen. Era una nipote della regina Adelaide di Gran Bretagna. Il 19 maggio 1853 a Weimar, sposò il principe Enrico dei Paesi Bassi (1820-1879), figlio più giovane del re Guglielmo II dei Paesi Bassi, la cui sorella Sofia, nel 1842, sposò il Granduca Carlo Alessandro di Sassonia-Weimar-Eisenach. La coppia non ebbe figli. Amalia rimase tanto colpita dal brutto aspetto di Enrico e dalle sue maniere rudi e dal suo parlare talvolta scurrile, da non voler mai avere a che fare con il marito, vivendo in compagnia di suo suocera Anna Pavlovna a L’Aia, mentre suo marito, insignito del grado di commodoro, intraprendeva un viaggio in nave intorno al mondo con una piccola flotta, viaggio che durò due anni, ma fu condizionato da lunghissimi scali nei porti internazionali: la flotta si fermò infatti per tre mesi nel porto di New Orléans; a causa di questa sua bizzarria, Enrico fu soprannominato “Il Navigatore”. Il marito di Amalia fu governatore del Lussemburgo dal 1849. Ricevette la croce dell’Ordine di Santa Caterina. Fotografia CDV. Fotografo: Disderi & C.ie – Paris. 

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Arc. 2645: Edoardo di Sassonia-Weimar-Eisenach in uniforme da Generale dell’esercito inglese (Londra, 11 ottobre 1823 – Londra, 16 novembre 1902). Edoardo nacque dal principe Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach e dalla principessa Ida di Sassonia-Meiningen a Bushy House, la casa della sorella di sua madre, Adelaide, e di suo marito, il futuro Guglielmo IV del Regno Unito. Dopo essere stato naturalizzato come suddito britannico, la carriera militare di Edoardo iniziò il 1° giugno 1841, quando, dopo essersi addestrato al Royal Military College di Sandhurst, si unì al 67° Reggimento di Fanteria (South Hampshire) come Sottotenente. Passato nei Granatieri venne promosso Tenente dell’esercito l’8 giugno 1841 e capitano dell’esercito il 19 maggio 1846 prima di diventare Aiutante del suo Battaglione nel novembre 1850. Edward fu promosso Maggiore dei Granatieri il 20 giugno 1854. Prestò servizio nella campagna di Crimea e combatté nella battaglia di Alma nel settembre 1854 e nell’assedio di Sebastopoli nell’ottobre 1854, dove rimase leggermente ferito. Combatté nella battaglia di Balaclava nell’ottobre 1854 e nella battaglia di Inkerman nel novembre 1854. Fu promosso Tenente Colonnello “per il servizio distinto sul campo” durante la guerra il 12 dicembre 1854. Edoardo fu nominato Aiutante di Campo della regina e ricevette il grado di Colonnello nei Granatieri il 5 ottobre 1855. Concesso il titolo di Altezza Serenissima (sia a Edward che a sua moglie) nel 1866, fu promosso a Maggior Generale il 6 marzo 1868. Fu al comando della Brigata delle Guardie e Ufficiale Generale al comando del Distretto Domestico nel 1870 e, essendo stato promosso Tenente Generale il 6 luglio 1877, divenne comandante del Distretto Meridionale nell’ottobre 1878. Promosso generale a pieno titolo il 4 novembre 1879, divenne comandante in capo dell’Irlanda e membro dell’Irish Privy Council nell’ottobre 1885 prima di ritirarsi nell’ottobre 1890. In pensione Edward fu commissario del Fondo Patriottico. Divenne anche Colonnello del 10° Reggimento di Fanteria e poi Colonnello del 1° Reggimento Guardie del Corpo. Fu promosso Feldmaresciallo il 22 giugno 1897. Il principe Edoardo e la sua consorte ebbero per diversi anni una residenza estiva a North Berwick, e nell’ottobre 1902 il principe fu onorato della disponibilità del borgo reale di North Berwick, una settimana dopo aver ospitato lì il re Edoardo VII come suo ospite. Edoardo morì il 16 novembre 1902 a Portland Place a Londra e fu sepolto nella cattedrale di Chichester, nella cripta della famiglia di sua moglie, i duchi di Richmond e Lennox. Il 27 novembre 1851 Edoardo sposò, morganaticamente, Lady Augusta Katherine Gordon-Lennox, (una figlia di Charles Gordon-Lennox, quinto duca di Richmond), che fu creata contessa di Dornburg dal granduca di Sassonia-Weimar il giorno prima del matrimonio. La Circolare di Corte mostra che era solitamente conosciuta con quel titolo fino all’inizio del 1886, quando la Circolare iniziò a riferirsi costantemente a lei con il titolo di suo marito, cioè “SAS la Principessa Edoardo di Sassonia-Weimar”. Non avevano figli. Fotografia CDV. Fotografo: J. Russel – Chichester.

Onorificenze

Onorificenze britanniche

Cavaliere dell'Ordine di San Patrizio - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di San Patrizio
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Bagno
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Guelfo - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Guelfo
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano
 
Medaglia inglese della Guerra di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia inglese della Guerra di Crimea
 

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)

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Arc. 1567: Edoardo di Sassonia-Weimar-Eisenach in uniforme da Generale dell’esercito inglese (Londra, 11 ottobre 1823 – Londra, 16 novembre 1902). Fotografia CDV. Fotografo: Russel & Sons – Chichester. 

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Arc. 2076: Ermanno Giorgio Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (Castello di Altenstein, 4 agosto 1825 – Berchtesgaden, 31 agosto 1901). Ermanno era il terzo figlio del principe Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (1792-1862) e della moglie Ida di Sassonia-Meiningen (1794-1852), figlia di Giorgio I, duca di Sassonia-Meiningen. Era un nipote della regina Adelaide di Gran Bretagna. Nel 1840, Ermanno frequentò l’accademia militare di Württemberg. Divenne maggiore generale e dal 1859, è stato comandante della divisione della Reale cavalleria di Württemberg. Ha ricevuto diverse medaglie, tra cui l’ordine di Aleksandr Nevskij, la gran croce dell’Ordine del Falco Bianco, l’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria e l’ordine della corona del Württemberg. Fotografia CDV. Fotografo: V. Brandseph – Stuttgart.

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Falco bianco - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco bianco
     12 Settembre 1840
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della corona del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della corona del Württemberg
     1851
Cavaliere di Gran Croce con spade dell'Ordine di Federico (Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce con spade dell’Ordine di Federico (Württemberg)
     1871
Cavaliere dell'Ordine della Corona fiorata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Corona fiorata
     1853
Cavaliere dell'Ordine della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Croce di Ferro
   
Cavaliere dell'Ordine di Hohenzollern - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di Hohenzollern
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Casata ernestina di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata ernestina di Sassonia
     Luglio 1842
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Luigi - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi
 

 

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Arc. 1662: Ermanno Giorgio Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (Castello di Altenstein, 4 agosto 1825 – Berchtesgaden, 31 agosto 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Brandseph – Stuttgart. 

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Arc. 2077: Ermanno Giorgio Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (Castello di Altenstein, 4 agosto 1825 – Berchtesgaden, 31 agosto 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Brandseph – Stuttgart. 

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Arc. 1912: Ermanno Giorgio Bernardo di Sassonia-Weimar-Eisenach (Castello di Altenstein, 4 agosto 1825 – Berchtesgaden, 31 agosto 1901). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

CASA REGNANTE ASSIA – NASSAU

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Arc. 1644: Adolfo di Lussemburgo (Biebrich, 24 giugno 1817 – Lenggries, 17 novembre 1905). Adolfo era figlio del duca Guglielmo di Nassau e della sua prima moglie, Luisa di Sassonia-Hildburghausen. Sofia di Nassau, sorellastra di Adolfo, sarà poi moglie di re Oscar II di Svezia. Adolfo divenne duca di Nassau il 20 agosto 1839, dopo la morte del padre; tra i suoi primi atti vi fu la proclamazione della nuova capitale nella città di Wiesbaden e lo stesso Adolfo, per rimarcare questa nuova scelta, prese residenza nel locale Stadtschloss dal 1841. Il 20 aprile 1842, l’Adelsverein, Società per la protezione dei migranti tedeschi in Texas, venne fondata nel castello del duca a Biebrich sul Reno. Adolfo fu nominato protettore dell’organizzazione, responsabile dell’emigrazione di un gran numero di tedeschi in Texas durante il XIX secolo. Lo stesso Adolfo si prodigò per fondare il 9 gennaio 1843 una tenuta di 4.428 acri detta Nassau Plantation presso la Contea di Fayette. In politica internazionale, Adolfo sostenne l’Impero austriaco nella Guerra Austro-Prussiana del 1866. Dopo la sconfitta dell’Austria, il ducato di Nassau fu annesso al Regno di Prussia e il 20 settembre 1866 Adolfo fu dichiarato decaduto. Nonostante appartenesse a una grande famiglia aristocratica europea, Adolfo era rimasto senza trono e quando ormai tutto sembrava perduto, giunse per lui un colpo di fortuna che fu provvidenziale per la sua casata. Nel 1879, una nipote di Adolfo, Emma di Waldeck e Pyrmont (figlia di un’altra sua sorellastra), sposò Guglielmo III dei Paesi Bassi, che era anche granduca di Lussemburgo. Nel 1890 Guglielmina, l’unica figlia della coppia salì, alla morte del padre, sul trono olandese, dal momento che non aveva fratelli maschi viventi. La legge salica era stata infatti abolita nei Paesi Bassi, ma rimaneva in vigore in Lussemburgo, dove gli organi di governo non accettarono Guglielmina quale sovrana. Pertanto la regina olandese dovette rinuciare, cedendo la reggenza del granducato allo zio Adolfo, sulla base di un accordo noto come Patto di famiglia di Nassau. Adolfo, oltre alla parentela con la regina, che avrebbe dovuto succedere nel granducato di Lussemburgo, era anche cugino di 17º grado del re-granduca Guglielmo III; come tale soddisfaceva alle condizioni poste dalla legge salica per succedergli, oltre al fatto che non si era legato ad alcun altro stato e poteva quindi costituire una dinastia regnante autonoma da altre influenze esterne. Sebbene anziano, Adolfo ascese dunque al trono del Lussemburgo e si trovò per la seconda volta al governo di uno stato. Tra i suoi primi provvedimenti vi fu quello, nel 1892, di garantire il titolo nobiliare di conte di Wisborg al nipote Oscar Bernadotte, che aveva perso i propri titoli nobiliari in Svezia a causa di un matrimonio da lui contratto senza l’approvazione del padre, il re di Svezia. Il giovane venne quindi incluso nella nobiltà del Lussemburgo e rimase pertanto sempre legato allo zio per avergli consentito un titolo conforme alla sua nascita. Adolfo morì nel 1905. Gli succedette sul trono del Lussemburgo l’unico figlio maschio avuto dal suo secondo matrimonio, Guglielmo IV. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze lussemburghesi

Gran Maestro dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine del Leone d’Oro di Nassau
   
Gran Maestro dell'Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine militare e civile di Adolfo di Nassau
   
Gran Maestro dell'Ordine della Corona di Quercia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Corona di Quercia
   

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Regno di Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Regno di Danimarca)
     1º febbraio 1840
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Luigi d'Assia (Granducato d'Assia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi d’Assia
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria (Impero Austro-Ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
   
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Regno di Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Regno di Svezia)
     10 ottobre 1856
Cavaliere dell'Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Reale Guelfo (Regno di Hannover)
     1839

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Arc. 665: Adolfo di Lussemburgo (Biebrich, 24 giugno 1817 – Lenggries, 17 novembre 1905). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2520: Adolfo di Lussemburgo (Biebrich, 24 giugno 1817 – Lenggries, 17 novembre 1905). Fotografia CDV. Fotografo: Wagner & Jäckel – Wiesbaden. 

 

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Arc. G4: Adolfo di Lussemburgo (Biebrich, 24 giugno 1817 – Lenggries, 17 novembre 1905). Fotografia formato 31,8 x 26,5. Fotografo: D. Albert – München. 

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Arc. 1774: Adolfo di Lussemburgo (Biebrich, 24 giugno 1817 – Lenggries, 17 novembre 1905). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

CASA REGNANTE SCHLESWIG HOLSTEIN

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Arc. 2042: Cristiano di Schleswig-Holstein, il cui nome completo era Federico Cristiano Carlo Augusto in piccola montura da generale prussiano (Augustenborg, 22 gennaio 1831 – Pall Mall, 28 ottobre 1917). Il principe Cristiano nacque ad Augustenborg, in Danimarca, come secondo figlio del duca Cristiano Augusto di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg e della moglie, contessa Luisa di Danneskjold-Samsøe. Etnicamente, Cristiano era probabilmente il più danese tra i principi della dinastia reale danese della sua generazione, cioè quella in cui la Danimarca si trovò di fronte alla più recente tra le sue crisi successorie. La sua famiglia apparteneva al Casato degli Oldenburg, casa reale che poteva vantare tra i suoi antenati tutti i monarchi scandinavi medioevali. I nonni paterni di Cristiano avevano entrambi i nonni che erano duchi regnati della dinastia Oldenburg, ma ciò che differenziava la famiglia di Cristiano rispetto a quella dei suoi parenti era il fatto che egli vantava un’ascendenza tra i membri della più alta nobiltà danese. Sua madre era un membro di una tra le più antiche famiglie danese, i Danneskjold-Samsøe, e la sua nonna paterna, Luisa Augusta di Danimarca, era la figlia di un re. Il nonno paterno, Federico Cristiano II, duca di Augustenborg, aveva due donne dell’alta nobiltà danese come nonne (Danneskjold-Samsøe e Reventlow) ed una contessa danese come bisnonna paterna (Ahlefeldt-Langeland). I genitori di Cristiano avevano delle grandi speranze che, in quel periodo di fervente nazionalismo, questa genealogia sarebbe stata vista con favore nel momento in cui si sarebbe risolta la questione della successione al trono di Danimarca. Cristiano Augusto e la moglie allevarono quindi il fratello maggiore di Cristiano, Federico, per diventare un re, ma infine la crisi venne risolta in favore di altri parenti. Nel 1848 il padre di Cristiano si fece capo di un movimento che si proponeva di resistere con la forza alle pretese della Danimarca sui ducati di Schleswig e Holstein, due possedimenti personali dei Re di Danimarca, dei quali l’Holstein era anche una parte della Confederazione germanica. Un anno prima, re Federico VII era asceso al trono di Danimarca senza alcuna speranza di generare un erede maschio; a differenza della Danimarca, dove la Lex Regia del 1665 permetteva la successione per linea femminile, nell’Holstein prevaleva la legge salica. Il ducato sarebbe quindi dovuto passare alla famiglia di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg, ramo cadetto della Casata di Holstein-Sonderburg. Durante la Prima Guerra dello Schleswig del 1852, il principe Cristiano servì brevemente all’interno del neo-costituito esercito dello Schleswig-Holstein, prima che lui e la sua famiglia venissero costretti a fuggire di fronte all’avanzata delle truppe danesi. Dopo la guerra, Cristiano frequentò l’Università di Bonn, dove divenne amico di Federico, principe della corona di Prussia, che in seguito sarebbe diventato imperatore Federico III di Germania. Nel settembre 1865, mentre stava visitando la città tedesca di Coburgo, Cristiano incontrò la principessa Elena del Regno Unito. La coppia si fidanzò nel dicembre dello stesso anno. La regina Vittoria diede il proprio consenso alle nozze alla condizione che la coppia si fosse stabilita a vivere in Gran Bretagna. Cristiano ed Elena si sposarono nella cappella privata del Castello di Windsor il 5 luglio 1866. Sette giorni prima del matrimonio, la Regina aveva garantito al futuro genero la qualifica di Altezza Reale; il trattamento era però effettivo nel Regno Unito, ma non in Germania, dove il principe Cristiano, in quanto figlio del Duca di Augustenborg, era un’Altezza Serenissima. La regina Vittoria nominò Cristiano Cavaliere della Giarrettiera e membro del Privy Council. Il Principe venne inoltre nominato aiutante di campo della Regina nel 1899 nonché maggiore generale nella British Army nel luglio 1866; nell’agosto 1874 venne promosso a luogotenente generale e nel 1877 a generale. Dal 1869 fino alla sua morte fu colonnello onorario del 1º Battaglione Volontari, Il Reggimento Reale del Berkshire. In ogni caso, il principe Cristiano non detenne mai una posizione di comando sul campo. Durante la Prima guerra mondiale, i crescenti sentimenti anti-tedeschi costrinsero la famiglia reale britannica a tagliare i propri collegamenti con la Germania e a smettere di utilizzare i vari titoli nobiliari tedeschi. Nel luglio 1917 re Giorgio V cambiò il nome della casa reale in quello di Casa di Windsor e rinunciò, per sé stesso e per tutti gli altri discendenti della regina Vittoria che fossero cittadini britannici, a tutti gli «altri gradi, trattamenti, dignità, titoli, onori e appellativi tedeschi». Cristiano ed Elena, così come le loro due figlie, abbandonarono la loro designazione territoriale “di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg” e vennero quindi conosciuti semplicemente come Loro Altezze Reali Principe e Principessa Cristiano, Sua Altezza Reale Principessa Maria Luisa e Sua Altezza Reale Principessa Elena Vittoria, rispettivamente. Cristiano morì a Schomberg House, a Pall Mall, nell’ottobre 1917, all’età di ottantasette anni. Venne tumulato nel cimitero reale di Frogmore, nel Grande Parco di Windsor. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin. 

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera
   
Royal Victorian Chain - nastrino per uniforme ordinaria    Royal Victorian Chain
     1902

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Cristiano di Schleswig-Holstein, il cui nome completo era Federico Cristiano Carlo Augusto  (Augustenborg, 22 gennaio 1831 – Pall Mall, 28 ottobre 1917). Fotografia CDV. Fotografo: Hills & Saunders – Eton & Oxford.

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Arc. 900: Cristiano di Schleswig-Holstein (Augustenborg, 22 gennaio 1831 – Pall Mall, 28 ottobre 1917) e la moglie Elena di Sassonia – Coburgo – Gotha ( Buckingham Palace, 25 maggio 1846 – Westminster, 9 giugno 1923).

Elena fu una principessa membro della Famiglia reale britannica terza figlia e quinta fra i figli della regina Vittoria del Regno Unito e di Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, principe consorte. In famiglia, Elena veniva chiamata “Lenchen”. Elena fu educata da insegnanti privati scelti da suo padre e dal suo consigliere e amico il Barone Stockmar. Trascorse la sua infanzia insieme ai genitori, viaggiando tra le varie residenze del Regno Unito. L’atmosfera intima della corte reale terminò il 14 dicembre 1861 quando suo padre morì e sua madre cominciò un periodo di lutto stretto. Al principio del decennio del 1860, Elena ebbe un flirt con il bibliotecario tedesco del principe Alberto, Carl Ruland. Sebbene la natura del rapporto è in gran parte sconosciuta, le lettere romantiche di Elena a Ruland sopravvissero. Quando la regina Vittoria scoprì il loro rapporto nel 1863, licenziò Ruland che ritornò nella sua nativa Germania. Tre anni dopo, il 5 luglio 1866, Elena sposò il decaduto principe tedesco Cristiano di Schleswig-Holstein. La coppia rimase in Gran Bretagna, su richiesta della Regina, a cui piaceva avere le figlie accanto, così Elena con la sorella più piccola, la principessa Beatrice, divenne segretario non ufficiale della Sovrana. Dopo la morte della regina Vittoria il 22 gennaio 1901, Elena vide relativamente poco i suoi fratelli ancora in vita. Elena era il membro più attivo della famiglia reale, realizzando un ampio programma di impegni che la videro coinvolta a dispetto del fatto che a quel tempo i membri della famiglia reale non apparivano spesso in pubblico. Fu una mecenate attiva degli enti di beneficenza e uno dei membri fondatori della Croce Rossa britannica. Fu presidente e fondatore della Scuola Reale di Ricamo e presidente dell’Associazione Reale Britannica delle Infermiere e in questa veste sostenne tenacemente la creazione dell’albo delle infermiere contro il parere di Florence Nightingale. Fu il primo membro Casa Reale a festeggiare il suo 50º anniversario di nozze nel 1916, ma suo marito morì l’anno successivo. Elena gli sopravvisse per sei anni e morì all’età di 77 anni a Schomberg House il 9 giugno 1923.

Onorificenze

Dama di I classe dell'Ordine reale di Vittoria e Alberto (VA) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di I classe dell’Ordine reale di Vittoria e Alberto (VA)
 
Compagna dell'Ordine imperiale della Corona d'India (CI) - nastrino per uniforme ordinaria   Compagna dell’Ordine imperiale della Corona d’India (CI)
                    1º gennaio 1878
Membro (I classe) della Royal Red Cross (RRC) - nastrino per uniforme ordinaria   Membro (I classe) della Royal Red Cross (RRC)
                    29 aprile 1883
Medaglia in oro del giubileo d'oro della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia in oro del giubileo d’oro della regina Vittoria
                    21 giugno 1887 (con barretta 1897)
Dama di giustizia del Gran Priorato dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme in Inghilterra (DStJ) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di giustizia del Gran Priorato dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme                      in Inghilterra (DStJ)
                    23 marzo 1896
Medaglia d'oro del giubileo di diamante della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia d’oro del giubileo di diamante della regina Vittoria
                    1897
Medaglia dell'incoronazione di re Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia dell’incoronazione di re Edoardo VII
                    1902
Dama di II classe del Ordine reale familiare di re Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di II classe del Ordine reale familiare di re Edoardo VII
                    10 febbraio 1904
Medaglia dell'incoronazione di re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria   Medaglia dell’incoronazione di re Giorgio V
                    1911
Dama dell'Ordine reale familiare di re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria   Dama dell’Ordine reale familiare di re Giorgio V
                    3 giugno 1911
Dama Gran Croce dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico (GCBE) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama Gran Croce dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico (GCBE)
                    3 giugno 1918

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Arc. 2687: Heinrich Carl Woldemar Prinz von Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg in grande uniforme da Tenente Generale (Liepzig, 13 ottobre 1810 – Mainz, 20 gennaio 1871).  I suoi genitori erano il generale Emil di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg (1767–1841) e Sofie von Scheel (1776–1836). Woldemar iniziò a studiare giurisprudenza all’Università di Lipsia nel 1827 ed entrò nel Corpo Lusazia di Lipsia. Dopo essere stato costretto ad abbandonare prematuramente l’università a causa di un duello, intraprese la carriera di ufficiale nell’esercito prussiano. Nel maggio 1828 si arruolò nel 7° Reggimento Corazzieri ad Halberstadt come Sottotenente e nel 1837 fu promosso primo Tenente. Solo due anni dopo divenne Capitano. Nel 1844 venne trasferito al Reggimento Guardie del Corpo, dove divenne Maggiore nel 1845. Infine, nel 1848, venne trasferito nell’esercito nello Schleswig-Holstein. Qui ottenne nel 1850 il grado di ufficiale di Stato Maggiore e nello stesso anno divenne comandante della fortezza di Küstrin. Nel 1851 ottenne il comando della fortezza di Neisse. Nel 1852 venne promosso Tenente Colonnello e infine Colonnello nel 1854. Nel 1857 divenne comandante della città di Magdeburgo e nel 1858 ne divenne cittadino onorario. Passato al comando di Coblenza e Ehrenbreitstein, nel 1861 fu nominato Tenente Generale e Aiutante Generale del Re Guglielmo I e nel 1862 fu nominato comandante in capo delle truppe federali a Francoforte sul Meno. Nel 1864 fu vicegovernatore della fortezza di Magonza e nel 1866 venne promosso Generale di Cavalleria. Dal 1866 fino alla sua morte nel 1871 fu governatore della fortezza di Magonza e nel 1871 ne divenne cittadino onorario. Nel 1882 la città di Magonza gli eresse un mausoleo nel cimitero principale di Magonza (tra i campi 27 e 30), il cosiddetto monumento al principe Holstein. Il mausoleo fu progettato dall’architetto comunale Eduard Kreyßig basandosi sul modello della tomba romana di Saint-Rémy-de-Provence; il medaglione con il busto del principe fu realizzato dallo scultore Heinrich Barth. Fotografia CDV. Fotografo: B. Erdmann – Mainz. 

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Arc. 1235: Heinrich Carl Woldemar Prinz von Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg in grande uniforme da Tenente Generale (Liepzig, 13 ottobre 1810 – Mainz, 20 gennaio 1871). Fotografia CDV. Fotografo: H. Thomas – Coblenz. 

CASA REGNANTE DI SASSONIA

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Arc. 1310: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Giovanni era figlio del principe Massimiliano di Sassonia, figlio minore del principe elettore Federico Cristiano di Sassonia, e della sua prima moglie, Carolina di Borbone-Parma. Inizialmente Giovanni aveva poche possibilità di ereditare la corona sassone. Nel 1822, però, quando suo fratello maggiore Clemente morì celibe in Italia, Giovanni era preceduto solo da un altro fratello maggiore Federico Augusto. Nel 1827, quando suo zio Antonio divenne re. Giovanni divenne terzo in linea di successione al trono e, dopo che suo padre Massimiliano ebbe rinunciato ai propri diritti di successione nel 1830, divenne secondo in linea di successione. Nel 1836 suo fratello Federico Augusto divenne re e Giovanni divenne l’erede al trono. Sposò, il 21 novembre 1822 a Dresda, la principessa Amalia Augusta di Baviera (1801-1877), figlia del re Massimiliano I di Baviera e della sua seconda moglie, Carolina di Baden. La sorella gemella di Amalia, Elisabetta, divenne regina consorte del re Federico Guglielmo IV di Prussia. Giovanni divenne re di Sassonia alla morte del fratello Federico Augusto II, avvenuta nel 1854. Durante il suo regno si giunse alla definizione di un trattato commerciale con la Francia (1862) e al riconoscimento del neonato Regno d’Italia. Dopo la sconfitta di Sadowa, la Sassonia si unì alla Confederazione della Germania del Nord. Venne concesso un finanziamento speciale per le scuole e l’istruzione superiore. L’Accademia delle Scienze sassone fu sponsorizzata da lui e fu fondata nel 1863 la rivista “Nuovo Archivio di Storia sassone”. Accanto alla politica Giovanni di Sassonia si occupò di letteratura. Sotto lo pseudonimo di Philalethes (“Amico della verità”), Giovanni tradusse in tedesco la Divina Commedia di Dante. Giovanni morì a Pillnitz e venne succeduto dal figlio Alberto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze sassoni

Gran Maestro dell'Ordine della Corona Fiorata - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Corona Fiorata
   
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Sant'Enrico - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine Militare di Sant’Enrico
   
Gran Maestro dell'Ordine Reale di Alberto di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine Reale di Alberto di Sassonia
   
Gran Maestro dell'Ordine Civile di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine Civile di Sassonia
   

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro
   
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
     1850
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
     1850
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
   
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite 
     1868

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Arc. 2520: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Dresden. 

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Arc. 899: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2637: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1471: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Dresden.

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Arc. 1472: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Dresden.

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Arc. 2345: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: H. Hanfstaengl – Dresden. 

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Arc. 443: Giovanni I di Sassonia (Dresda, 12 dicembre 1801 – Pillnitz, 29 ottobre 1873). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2641: Alberto di Sassonia, nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Era il figlio maggiore del principe Giovanni e della principessa Amalia Augusta di Baviera; il padre succedette al fratello Federico Augusto II al trono come re nel 1854. Alberto si conquistò una notevole fama militare capeggiando le truppe sassoni nella Prima guerra dello Schleswig, nella Guerra austro-prussiana e nella Guerra franco-prussiana. Il suo periodo di governo come re fu scarso di eventi politici rilevanti. L’educazione del principe Alberto di Sassonia, come era in uso presso i principi tedeschi, si concentrò essenzialmente sulle materie militari, ma egli partecipò anche ad alcune letture all’Università di Bonn. La sua prima esperienza bellica fu nel 1849, quando servì come capitano nella Prima guerra dello Schleswig contro la Danimarca. Allo scoppio della Guerra austro-prussiana nel 1866, il principe ereditario prese il comando delle forze sassoni, opponendosi all’armata prussiana del principe Federico Carlo di Prussia. Nessun tentativo era stato fatto per tentare di difendere la Sassonia; la maggior parte dell’esercito sassone si riversò in Boemia, unendosi così alle truppe dell’impero austriaco. Ebbe invece una parte predominante nelle battaglie lungo il fiume Jizera e nella battaglia di Jičín. Il principe ereditario, comunque, sconfisse gli avversari nella decisiva battaglia di Königgrätz (3 luglio 1866). I sassoni mantennero tenacemente la propria posizione, ma furono coinvolti nella sconfitta dei loro alleati. Nel corso di queste operazioni il principe si guadagnò la stima di soldato valoroso; dopo che venne siglata la pace, la Sassonia entrò nella Confederazione Germanica del Nord ed Alberto ottenne il comando dell’esercito, che ora era divenuto il XII Corpo Armato della Germania del Nord, e da questa posizione promosse una nuova riorganizzazione. Allo scoppio della Guerra franco-prussiana nel 1870 comandò nuovamente l’esercito sassone, che venne incluso nella 2ª Armata sotto il comando del principe Federico Carlo di Prussia, suo antico avversario. Alla battaglia di Gravelotte i sassoni costituirono l’ala che comandò la parte decisiva della battaglia. Venne succeduto nel comando del XII corpo dal fratello, il principe Giorgio, che aveva servito sotto il suo comando nelle operazioni in Boemia. Alberto rappresentò una notevole forza in campo anche nella battaglia di Sedan, comandando la 4ª Armata contro il generale Patrice de Mac-Mahon; le azioni militari di Buzancy e Beaumont, il 29 e 30 agosto 1870, vennero combattute sotto la sua direzione; nella battaglia di Sedan (1º settembre 1870), con le truppe ai suoi ordini, Alberto cambiò l’esito della battaglia a favore dei prussiani. Durante l’assedio di Parigi le sue truppe si limitarono ad operazioni di copertura delle ali alleate. Alla conclusione del Trattato di Francoforte (1871), venne nominato comandante delle truppe tedesche occupanti la Francia, posizione che rimase suo appannaggio sino alla Comune di Parigi. Alla conclusione della pace venne nominato Ispettore Generale delle armate e Feldmaresciallo. Alla morte del padre, il re Giovanni, il 29 ottobre 1873, il principe ereditario gli succedette con il nome di Alberto. Il suo regno fu scarsamente ricco di eventi; egli prese solo raramente parte alla vita politica, dedicandosi agli affari militari, nei quali il suo valore e la sua esperienza potevano manifestarsi al meglio, non solo nell’esercito sassone, ma nelle armate tedesche in generale. Nel 1897 venne nominato arbitro nella contesa tra i pretendenti al Principato di Lippe. Nel 1853 Alberto sposò Carola, figlia di Gustavo di Vasa e nipote di Gustavo IV Adolfo di Svezia. Alberto morì nel castello di Sibyllenort, in Slesia; non avendo eredi diretti gli successe sul trono il fratello Giorgio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

 
 

Onorificenze sassoni

Gran Maestro dell'Ordine della Corona Fiorata - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Corona Fiorata
   
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Sant'Enrico - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine Militare di Sant’Enrico
   
Gran Maestro dell'Ordine Reale di Alberto di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine Reale di Alberto di Sassonia
   
Gran Maestro dell'Ordine Civile di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine Civile di Sassonia
   

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (austriaco)
   
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
   
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno di Sardegna)
     1850
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno di Sardegna) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno di Sardegna)
     1850
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite con foglie di quercia (classe militare) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite 
   
Cavaliere di Gran Croce della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce della Croce di Ferro
   
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di Ferro di I classe
   
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di Ferro di II classe
   
Cavaliere dell'Ordine Militare di Maria Teresa (Impero austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Militare di Maria Teresa (Impero austriaco)
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe (Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe (Baviera)
   
Cavaliere di Gran Croce con spade dell'Ordine al Merito Militare di Baviera (Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce con spade dell’Ordine al Merito Militare di Baviera (Baviera)
   
Cavaliere di I classe dell'Ordine del Leone di Zähringen (Baden) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I classe dell’Ordine del Leone di Zähringen (Baden)
   
Cavaliere di II Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di II Classe dell’Ordine Imperiale di San Giorgio
   
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
     2 giugno 1875

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Arc. 1010: Alberto di Sassonia, nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia CDV. Fotografo: L. Angerer – Wien.

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Arc. 1329: Alberto di Sassonia, nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1328: Alberto di Sassonia, nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1485: Alberto di Sassonia , nato come Federico Augusto Alberto (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: T. Hanfstaengel – Dresden. 

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Arc. G: Alberto di Sassonia , nato come Federico Augusto Alberto in uniforme da Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Dresda 23 aprile 1828 – Dlugoleka 19 giugno 1902). Fotografia formato 21,5 x 13. Fotografo: F. Hanfstaengl – Dresden. 

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Arc. 1517: Alberto di Sassonia e la moglie Carola di Vasa. Fotografia CDV. Fotografo: A. Hoffmann – Dresden. 

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Arc. 1926: Carola di Vasa, nata principessa di Svezia (Vienna, 5 agosto 1833 – Dresda, 15 dicembre 1907). Carola era figlia del principe Gustavo di Vasa (1799-1877) e di Luisa Amelia di Baden (1811-1854). I suoi nonni paterni erano il re Gustavo IV Adolfo di Svezia (1778-1837) e la regina Federica (1781-1826), nata principessa di Baden. Quelli materni il granduca Carlo II di Baden (1786-1818) e la granduchessa Stefania di Beauharnais (1789-1860). Carola nacque nel palazzo di Schönbrunn a Vienna. Suo padre Gustavo era stato principe ereditario di Svezia fino al 1809, anno in cui, a seguito di un colpo di Stato, il Parlamento svedese gli negò la possibilità di diventare re. Il principe, in esilio, non volle mai rinunciare ai suoi diritti di successione, per cui la sua unica figlia, Carola, fu sempre presentata come Principessa di Svezia. Carola possedeva il titolo di Principessa di Vasa, titolo ereditario che suo padre ricevette dall’imperatore Francesco I d’Austria per i meriti militari da lui conseguiti al servizio dell’esercito austriaco. Questo titolo nobiliare era puramente formale, in quanto i Vasa erano estinti, in Svezia, dalla seconda metà del XVII secolo. In realtà Carola apparteneva al casato degli Holstein-Gottorp. Durante la sua adolescenza Carola venne considerata dai contemporanei come una delle più belle principesse europee. Parlava con scioltezza il tedesco, il francese, l’inglese e anche un poco di svedese. Per lei si prese in considerazione un possibile matrimonio con Napoleone III di Francia, ma in seguito si decise di maritarla con il principe ereditario Alberto di Sassonia, figlio di Giovanni di Sassonia e Amalia Augusta di Baviera, il quale con questo obiettivo visitò Vienna nel gennaio del 1853; la visita si concluse con il fidanzamento ufficiale.
Il matrimonio si celebrò il 18 giugno dello stesso anno. La coppia non ebbe figli. Carola si era già convertita al cattolicesimo nell’anno precedente. Nel 1873, alla morte del re Giovanni I, Alberto e Carola salirono al trono del Regno di Sassonia. Nel 1877, con la morte del principe Gustavo, si pose fine alle rivendicazioni della famiglia sulla corona di Svezia. Già nel 1876 il re Oscar II di Svezia aveva visitato la Sassonia, visita che fu ricambiata dai sovrani nel 1888 con un soggiorno a Stoccolma. Carola morì a Dresda nel 1907, cinque anni dopo il marito. Fotografia CDV. Fotografo: L. Angerer – Wien.

Onorificenze

Onorificenze sassone

Dama di Gran Croce Ordine di Sidonia - nastrino per uniforme ordinaria    Dama di Gran Croce Ordine di Sidonia
   

Onorificenze straniere

Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria    Dama Nobile dell’Ordine della regina Maria Luisa
   

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Arc. 1487: Carola di Vasa, nata principessa di Svezia (Vienna, 5 agosto 1833 – Dresda, 15 dicembre 1907). Fotografia formato gabinetto. Fotografo: T. Hanfstaengl – Dresden. 

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Arc. 1376: Cavalleria: Giorgio di Sassonia in grande uniforme da Colonnello Comandante del 1° Reggimento Cavalleria Guardie in gran montura (Dresda, 8 agosto 1832 – Pillnitz, 15 ottobre 1904). Giorgio nacque nella capitale sassone, Dresda. Era il secondo figlio del re Giovanni di Sassonia (1801-1873) e di sua moglie Amalia Augusta di Baviera (1801-1877), figlia del re Massimiliano I Giuseppe di Baviera. Tra il 1849 ed il 1850 frequentò per sei mesi l’Università di Bonn, senza però laurearsi. L’11 maggio 1859 Giorgio sposò a Lisbona l’infanta Maria Anna Ferdinanda di Braganza (1843-1884), la figlia maggiore sopravvissuta della regina Maria II del Portogallo e del di lei consorte, il re Ferdinando II. Ferdinando era nato principe di Sassonia-Coburgo-Gotha-Koháry. Giorgio servì sotto il comando del fratello Alberto durante la Guerra austro-prussiana del 1866 e nella Guerra franco-prussiana. Nella riorganizzazione dell’esercito germanico successiva alla prima fase dei combattimenti, Giorgio succedette al fratello nel comando del XII corpo d’armata sassone che, inquadrato nella nuova Maasarmee (o IV armata), avrebbe guidato con successo alla decisiva battaglia di Sedan e nel successivo assedio di Parigi. Nel 1892, in occasione del suo sessantesimo compleanno, venne nominato Generale Feldmaresciallo. Col tempo divenne sempre più chiaro che Alberto non avrebbe avuto eredi e quindi si propose di nominare Giorgio erede al trono. Egli succedette ad Alberto come re di Sassonia il 19 giugno 1902, per soli due anni di regno. Morì a Pillnitz e venne succeduto dal figlio maggiore Federico Augusto III (1865-1932), che venne deposto nel 1918. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze sassoni

Gran Maestro dell'Ordine della Corona Fiorata - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine della Corona Fiorata
 
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Sant'Enrico - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine Militare di Sant’Enrico
 
Gran Maestro dell'Ordine Reale di Alberto di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine Reale di Alberto di Sassonia
 
Gran Maestro dell'Ordine Civile di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine Civile di Sassonia
 

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro
 
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Militare del Württemberg (Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito Militare del Württemberg (Württemberg)
                    1871

Arc. 3338: Maria Anna Ferdinanda di Portogallo (Lisbona, 21 agosto 1843 – Dresda, 5 febbraio 1884). Maria Anna Ferdinanda era la maggiore dei figli sopravvissuti della regina Maria II del Portogallo, e del suo secondo marito, il re consorte Ferdinando, principe di Sassonia-Coburgo-Gotha. Dopo la morte della madre nel 1853, quando Maria Anna aveva appena dieci anni, divenne la prima dama di corte, finché suo fratello maggiore, Pietro V del Portogallo, sposò nel maggio 1858 la principessa Stefania di Hohenzollern-Sigmaringen. Inizialmente le due cognate avevano un buon rapporto, in una lettera scritta nel 1859 ad Alberto, principe consorte, quando Stefania era già morta, il re Pietro V menziona che sua sorella fece commenti poco lusinghieri riguardo a sua moglie “per colpa della sua vanità femminile causata da uno status inferiore”. Il rapporto tra le cognate sembra aver avuto alti e bassi dall’arrivo di Stefania nel maggio 1858 e dal matrimonio di Maria Anna nel maggio 1859. Sposò, l’11 maggio 1859 al Palazzo di Bélem a Lisbona, il principe Giorgio di Sassonia (1832–1904), figlio del re Giovanni di Sassonia, appartenente al ramo cattolico della sua famiglia paterna. La regina Stefania cercò di organizzare una cerimonia brillante, ma, alla fine, il matrimonio si svolse in modo tranquillo e passò inosservato sia in Portogallo che in Sassonia. I novelli sposi trascorsero i loro primi giorni da sposati al Palazzo di Belém. Durante il loro breve soggiorno in Portogallo dopo la cerimonia, il principe Giorgio lasciò una brutta impressione alla famiglia reale portoghese, poiché “parlò a malapena con la sposa” e non assistette ad uno spettacolo teatrale al quale era stato invitato. Durante lo stesso spettacolo, Maria Anna, 15 anni, è stata vista piangere. La coppia partì per la Sassonia il 14 maggio. Maria Anna non poté portare con sé dame di compagnia portoghesi e durante il viaggio fu accompagnata solo dal fratello Luigi. Pietro V a proposito delle nozze scrive quanto segue: “le nozze di mia sorella con il principe Giorgio di Sassonia furono celebrate con più sfarzo che allegria. Al primo seguì un destino triste, poiché non lasciò simpatie e le persone che lo incontrarono spesso se ne andarono con una pessima impressione”. Il matrimonio non fu felice, secondo lo storico Eduardo Nobre che sostiene che il principe “non fu all’altezza delle aspettative e delle qualità dell’infanta portoghese”. Nonostante i loro problemi, ebbero otto figli. Sebbene rinunciasse alle sue pretese al trono portoghese quando si sposò, Maria Anna avrebbe potuto ancora diventare regina se la linea maschile si fosse estinta. Questa situazione quasi si verificò nel 1861, quando il re Pietro V e due degli altri suoi fratelli morirono di febbre tifoide e non lasciarono figli. Tuttavia, questa ipotesi fu completamente accantonata quando suo fratello, il re Luigi I, sposò la principessa Maria Pia di Savoia ed ebbe due figli, il futuro Carlo I e l’Infante Alfonso. Nonostante tutto, è improbabile che Maria Anna abbia mai dato grande importanza a questa ipotesi a causa del suo matrimonio travagliato e dei tanti figli. Intorno al 1883, il suo figlio più giovane, Alberto Carlo, si ammalò gravemente. Maria Anna si prese cura di lui per diversi mesi fino a quando guarì. Questo sforzo le fu fatale, siccome morì di sfinimento, il 5 febbraio 1884 prima che il marito diventasse re. Suo cognato Alberto di Sassonia, succedette al padre nel 1873, ma poiché non aveva figli, l’erede al trono era Giorgio. Maria Anna Ferdinanda non divenne mai regina poiché il cognato morì nel 1902 e suo marito divenne re quand’ella era ormai morta da diciotto anni. Suo figlio divenne re nel 1904 con il nome di Federico Augusto III: fu l’ultimo re di Sassonia. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

Onorificenze

Onorificenze portoghesi

Dama di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di Gran Croce dell’Ordine dell’Immacolata Concezione di Vila Viçosa
 
Dama dell'Ordine di Santa Isabella - nastrino per uniforme ordinaria   Dama dell’Ordine di Santa Isabella
 
Onorificenze straniere
 
Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama dell’Ordine della regina Maria Luisa (Regno di Spagna)
 
Dama di Gran Croce dell'Ordine di Sidonia (Regno di Sassonia) - nastrino per uniforme ordinaria   Dama di Gran Croce dell’Ordine di Sidonia (Regno di Sassonia)

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Arc. 3115: Maria Anna Wittelsbach regina di Sassonia (Monaco di Baviera, 27 gennaio 1805 – Wachwitz, 13 settembre 1877). Maria Anna era figlia del re Massimiliano I di Baviera (1756-1825) e della sua seconda moglie Carolina di Baden (1776-1841). Aveva una sorella gemella, Sofia Federica, divenuta arciduchessa d’Austria come consorte di Francesco Carlo d’Asburgo-Lorena. Il 24 aprile del 1833, a Dresda, Maria sposò il principe ereditario di Sassonia Federico Augusto, figlio del principe Massimiliano di Sassonia e di Carolina di Borbone-Parma. La coppia ebbe un’unica figlia, la principessa Maria Amalia, nata il 12 aprile 1834 e morta il 17 maggio dello stesso anno. Nel 1836 Federico Augusto e Maria Anna divennero sovrani di Sassonia e lo furono fino al 1854, anno di morte di Federico. Gli succedette il fratello minore Giovanni di Sassonia (1801-1873) che, nel 1822, aveva sposato Amalia Augusta di Baviera (1801-1877), sorella maggiore di Maria Anna. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1546: Maria Anna Wittelsbach regina di Sassonia (Monaco di Baviera, 27 gennaio 1805 – Wachwitz, 13 settembre 1877). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

 

Arc. 3338: Sofia di Sassonia (Dresda, 15 marzo 1845 – Monaco di Baviera, 9 marzo 1867). Era l’ultima figlia del re Giovanni I di Sassonia e sua moglie, la regina Amalia Augusta di Baviera. Sposò, l’11 febbraio 1865, il cugino Carlo Teodoro in Baviera, secondo figlio maschio di Ludovica di Baviera e di Massimiliano duca in Baviera. Era quindi fratello di Elisabetta d’Austria e di Maria Sofia delle Due Sicilie. Carlo Teodoro era ufficiale dell’esercito e nel 1859, rinunciando il fratello maggiore Luigi di Baviera alla primogenitura per sposare la borghese Henriette Mendel, subentrò ai relativi diritti acquisendo proprietà e altri benefici economici. Dopo il parto Sofia fu colpita da gravi problemi respiratori che le provocarono una lunga debilitazione fisica. Riuscì a riprendersi ma l’anno dopo contrasse una grave influenza che non riuscì a superare. Morì a 22 anni. Rimasto vedovo, Carlo Teodoro volle intraprendere gli studi medici e divenne oculista. Nel 1874 Carlo Teodoro si risposò con Maria José di Braganza ed ebbe altri figli. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2358: Adolf Bernhard Rabenhorst, dal 1856 von Rabenhorst, (Liepzig 29 maggio 1801 – Hoflößnitz 14 giugno 1873). Rabenhorst proveniva da un ambiente della classe media. I suoi genitori erano il libraio Christian Gottlieb Rabenhorst (1769-1808) e sua moglie Charlotte Juliane Wappler (1779-1802). Dal 1816 al 1823 ricevette una formazione scientifica militare presso l’Accademia militare di Dresda con successiva nomina a Junker. Nel 1840 Rabenhorst fu promosso Capitano e nel 1846 Maggiore mentre allo stesso tempo veniva nominato rappresentante militare sassone presso il Bundestag a Francoforte sul Meno. Nel 1849 fu promosso Colonnello e nominato ministro della guerra. In questa funzione, Rabenhorst, insieme al comandante delle truppe ausiliarie prussiane Friedrich von Waldersee, fece reprimere la rivolta di maggio di Dresda. Nello stesso anno fu promosso a Maggiore Generale e nel 1850 a Tenente Generale. Sempre nel 1849 Rabenhorst ricevette l’Ordine Militare di Sant’Enrico. Nel 1856 Rabenhorst fu elevato alla nobiltà ereditaria dal re Giovanni di Sassonia. Seguirono anni di costruzione e ammodernamento dell’esercito sassone. Come membro dell’intero ministero del Regno di Sassonia sotto Friedrich Ferdinand von Beust, guidò l’esercito sassone dalla parte dell’Austria nella guerra del 1866. Dopo la sua sconfitta nella battaglia di Königgrätz, si dimise dai suoi uffici nell’ottobre 1866. Rabenhorst si ritirò a Hoflößnitz, dove si dedicò alla sua passione, gli studi matematici e tecnici. Nel 1872 il re sassone gli conferì il grado di Generale di Fanteria. L’anno successivo Rabenhorst morì a Hoflößnitz.

Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine Militare di Sant'Enrico - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Militare di Sant’Enrico
   

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Arc. 2357: Fanteria: Generale di Fanteria in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

PERSONALE DI CORTE

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Arc. 1804: Personale di Corte: Cacciatore di Corte in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: B. Porth – Dresden. 

CASA REGNANTE DI HANNOVER

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Arc. 1842: Famiglia Reale di Hannover. A destra Giorgio V re di Hannover, a sinistra la moglie Maria di Sassonia Alterburg, in alto il principe Ernesto Augusto, sotto le principesse Maria e Federica. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1654: Giorgio V di Hannover (Berlino, 27 maggio 1819 – Parigi, 12 giugno 1878). Giorgio Federico Alessandro Carlo Ernesto Augusto era figlio di Ernesto Augusto I di Hannover, terzo figlio di re Giorgio III del Regno Unito, e della moglie Federica di Meclemburgo-Strelitz. Il giovane principe venne battezzato l’8 luglio 1819, in un albergo di Berlino dove i suoi genitori abitavano, dal Rev. Thomas Henry Austen (fratello di Jane Austen). Giorgio trascorse la sua infanzia tra Berlino e la Gran Bretagna, perdendo la vista da un occhio dopo una malattia che lo colpì nel 1828. Perse poi la vista dell’altro occhio nel 1833 a causa di un incidente, ma per tutta la sua vita cercò di nascondere questo suo difetto fisico, facendosi affiancare nelle sottoscrizioni da personalità scelte e di fiducia. Suo zio, il re Guglielmo IV del Regno Unito, lo creò cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera il 15 agosto 1835. Suo padre aveva sperato che il giovane Principe avrebbe potuto sposare sua cugina Vittoria nata tre giorni prima di lui, mantenendo così uniti i troni inglese ed hannoveriano, ma l’accordo non venne concluso. Alla morte dello zio Guglielmo IV, salì al trono inglese la cugina di Giorgio, Vittoria, cosa che invece in Hannover le era proibita dalla legge salica, ancora in vigore. Il nuovo Re dell’Hannover divenne pertanto Ernesto Augusto, padre di Giorgio, ponendo così fine all’unione personale dei territori di Gran Bretagna ed Hannover, durata in tutto 123 anni. Giorgio divenne Principe ereditario dell’Hannover, ma, in virtù della propria ascendenza, continuò nel contempo ad essere membro della famiglia reale inglese e secondo in successione al trono dopo il padre sino al 1840 quando la regina Vittoria diede alla luce la sua prima figlia. Ad ogni modo, data la sua totale cecità, vi erano molti dubbi che il principe ereditario sarebbe stato in grado di succedere al padre persino sul trono dell’Hannover, anche se Ernesto Augusto lo rese abile a succedergli. Giorgio di Hannover sposò il 18 febbraio 1843 ad Hannover, Maria di Sassonia-Altenburg, figlia di Giuseppe di Sassonia-Altenburg e di Amalia di Württemberg. Il 18 novembre 1851, alla morte del padre, Giorgio venne chiamato a succedergli e prese il nome di Giorgio V (proseguendo la numerazione dei precedenti Re inglesi sul trono hannoveriano). Egli nel contempo ottenne dal padre anche i titoli britannici di Duca di Cumberland e Teviotdale. Dal padre e dallo zio, Carlo Federico Augusto di Meclemburgo-Strelitz, Giorgio aveva appreso una visione autocratica dell’autorità régia che avrebbe condizionato il suo governo; per tale ragione durante i suoi quindici anni di regno ebbe più di uno scontro con il parlamento dell’Hannover. Sostenuto dal suo servitore e ministro, il conte Wilhelm von Borries, poco dopo la sua salita al trono iniziò a contrapporsi in maniera decisiva ai liberali, revocando nel 1855 la costituzione liberale concessa da suo padre dopo la rivoluzione del 1848. Il Re sostenne invece notevolmente lo sviluppo industriale del suo regno e nel 1856 fondò la “Georgs-Marien-Bergwerks- und Hüttenverein” con la moglie. La compagnia si occupava di estrazioni e lavorazioni in campo minerario e diede nel contempo il nome anche all’insediamento di Georgsmarienhütte creato per i minatori. Fervido massone, dal 1857 divenne anche Gran Maestro della Gran Loggia di Hannover sino alla sua dissoluzione nel 1866. Grande appassionato di musica e pianista egli stesso nonché compositore, Giorgio realizzò circa 200 componimenti e canzoni, preoccupandosi di sostenere e promuovere il lavoro anche di altri importanti compositori come Hector Berlioz, Robert Schumann, Richard Wagner e Johannes Brahms. In politica estera, a differenza di suo padre, erano note le simpatie di Giorgio V per l’Impero austriaco invece che per la Prussia, nei confronti della quale nutriva una profonda antipatia, soprattutto per le continue ingerenze di questa negli affari di stato dell’Hannover. Non stupisce dunque che Giorgio abbia appoggiato l’Impero austriaco durante la Dieta della Confederazione Tedesca del giugno 1866. Pertanto quando la Prussia chiese all’Hannover di rimanere neutrale durante la guerra Austro-Prussiana, Giorgio rifiutò, contrariamente a quanto avrebbe voluto il parlamento. Come conseguenza, l’esercito prussiano invase l’Hannover. L’esercito si arrese il 29 giugno 1866 e Giorgio e la famiglia reale abbandonarono l’Hannover, rifugiandosi in Austria. Il 20 settembre la Prussia annesse l’Hannover. Giorgio non rinunciò ai suoi diritti al trono e dal suo rifugio di Gmunden chiese ripetutamente l’intervento delle potenze europee in favore dell’Hannover, continuando sempre a mantenere la Guelphic Legion a sue spese. Giorgio morì a Parigi nel giugno 1878. È sepolto nella Cappella di San Giorgio del Castello di Windsor.

Onorificenze

Onorificenze Hannoveriane

Gran Maestro dell'Ordine di San Giorgio (Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di San Giorgio (Hannover)
   18 novembre 1851
Gran Maestro dell'Ordine Reale Guelfo (Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine Reale Guelfo (Hannover)
   18 novembre 1851; già Cavaliere di Gran Croce (GCH), 1827
Gran Maestro dell'Ordine di Ernesto Augusto - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Ernesto Augusto
   15 dicembre 1865 (fondatore)

Onorificenze britanniche

Cavaliere compagno dell'Onorevolissimo Ordine della Giarrettiera (KG, Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere compagno dell’Onorevolissimo Ordine della  Giarrettiera
   1835

Onorificenze straniere

Cavaliere di gran croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
Commendatore dell'Ordine militare di Maria Teresa (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine militare di Maria Teresa
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto (Regno di Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto (Regno di Baviera)
Cavaliere dell'Ordine della Fedeltà (Granducato di Baden) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Fedeltà (Granducato di Baden)
   1855
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine del Leone di Zähringen
   1855
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Regno del Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Cordone dell’Ordine di Leopoldo (Regno del Belgio)
   1853
Cavaliere di gran croce dell'Ordine di Enrico il Leone (Ducato di Brunswick) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine di Enrico il Leone
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (Spagna)
Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Svezia)
   9 settembre 1852

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Arc. 1299: Giorgio V di Hannover (Berlino, 27 maggio 1819 – Parigi, 12 giugno 1878) è stato re dell’Hannover e duca di Cumberland e Teviotdale. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2518: Giorgio V di Hannover (Berlino, 27 maggio 1819 – Parigi, 12 giugno 1878) è stato re dell’Hannover e duca di Cumberland e Teviotdale. Fotografia CDV. Fotografo: Rabending & Monckhoven – Wien.

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Arc. 1336: Giorgio V di Hannover (Berlino, 27 maggio 1819 – Parigi, 12 giugno 1878) è stato re dell’Hannover e duca di Cumberland e Teviotdale. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1486: Giorgio V di Hannover (Berlino, 27 maggio 1819 – Parigi, 12 giugno 1878) è stato re dell’Hannover e duca di Cumberland e Teviotdale. Fotografia CDV. Fotografo: J. Deplanque – Paris.

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Arc. 902: Giorgio V di Hannover (Berlino, 27 maggio 1819 – Parigi, 12 giugno 1878) è stato re dell’Hannover e duca di Cumberland e Teviotdale. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Arc. 1663: Giorgio V Re di Hannover (Berlino, 27 maggio 1819 – Parigi, 12 giugno 1878) e Ernesto Augusto II di Hannover, principe ereditario di Hannover, erede di Brunswick, III duca di Cumberland e Teviotdale, III conte di Armagh (Hannover, 21 settembre1845 – Gmunden, 14 novembre 1923). Fotografia CDV. Fotografo: Rabending & Monckhbauen – Wien.

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Arc. 1695: Maria di Sassonia-Altenburg (Hildburghausen, 14 aprile 1818 – Gmunden, 9 gennaio 1907). Maria nacque a Hildburghausen, come Principessa Maria di Sassonia-Hildburghausen, figlia maggiore di Giuseppe, Principe Ereditario di Sassonia-Hildburghausen e ella Duchessa Amalia di Württemberg. Nel 1826, la famiglia si trasferì ad Altenburg come risultato di un trasferimento di territori tra i vari rami dei Wettin erenestini, e Maria assunse il titolo di Principessa di Sassonia-Altenburg in luogo del precedente. Maria sposò, il 18 febbraio 1843, ad Hannover, il Principe Ereditario di Hannover.Il Principe Ereditario e Principessa Ereditaria diventarono Re e Regina di Hannover in seguito alla morte di suo padre, Ernesto Augusto I di Hannover, il 18 novembre 1851. Suo marito fu espulso dal suo regno nel 1866 a causa del suo sostegno dato all’Austria nella guerra austro-prussiana, e il 20 settembre 1866, il Regno fu annesso alla Prussia. Tuttavia Giorgio non ha mai abdicato; lui, Maria e i loro figli vissero in esilio a Gmunden, in Austria, fino alla morte di Giorgio nel 1878. Il 18 settembre 1872, la Regina Maria fu madrina della nipote della Regina Vittoria, la Principessa Maria Luisa di Schleswig-Holstein. La Principessa Maria Luisa era la figlia minore di S.A.R. la Principessa Elena (Principessa Cristiano di Schleswig-Holstein); la terza figlia femmina e quinta dei figli della Regina Vittoria e del Principe Alberto. Regina Maria morì, circa ventotto anni dopo suo marito, il 9 gennaio 1907, a Gmunden, dove fu poi sepolta. Fotografia CDV. Fotografo: E. Lulves – Hannover.

Onorificenze

Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Dama Nobile dell’Ordine della regina Maria Luisa (Regno di Spagna)
Dama di I Classe dell'Ordine Reale di Vittoria ed Alberto (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Dama di I Classe dell’Ordine Reale di Vittoria ed Alberto (Regno Unito)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine di Enrico il Leone (Ducato di Brunswick) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell’Ordine di Enrico il Leone (Ducato di Brunswick)

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Arc. 3290: Maria di Sassonia-Altenburg (Hildburghausen, 14 aprile 1818 – Gmunden, 9 gennaio 1907). Fotografia CDV. Fotografo: E. Lulves – Hannover.

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Arc. 1775: Ernesto Augusto II di Hannover, principe ereditario di Hannover, erede di Brunswick, III duca di Cumberland e Teviotdale, III conte di Armagh (Hannover, 21 settembre1845 – Gmunden, 14 novembre 1923), era il figlio maggiore ed unico figlio maschio di re Giorgio V di Hannover e di sua moglie, Maria di Sassonia-Altenburg. Giorgio V fu privato del trono di Hannover in seguito alla sua annessione alla Prussia nel 1866 ed in seguito del Ducato di Brunswick nel 1884. Sebbene fosse il maggiore dei pronipoti in linea maschile di re Giorgio III del Regno Unito, il Duca di Cumberland fu privato dei suoi titoli nobiliari ed onorificenze britanniche per aver parteggiato per la Germania nella prima guerra mondiale. Il principe Ernesto Augusto di Hannover, Duca di Brunswick e Lunenburg, Principe del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, nacque ad Hannover durante il regno di suo nonno paterno, Ernesto Augusto I. Diventò il principe ereditario di Hannover all’ascesa di suo padre al trono come Giorgio V nel novembre 1851. Guglielmo I di Prussia e il suo ministro-presidente Otto von Bismarck deposero Giorgio V per aver parteggiato per la sconfitta Austria nella guerra austro-prussiana del 1866. Durante la guerra, il principe ereditario entrò in azione nella battaglia di Langensalza. Dopo la guerra, l’esiliata famiglia reale hannoveriana si stabilì in Hietzing, vicino Vienna, ma trascorreva una buona parte di tempo a Parigi. Giorgio V non abbandono mai le sue pretese sul trono hannoveriano e mantenne la Legione Guelfica a sue proprie spese. L’ex principe ereditario viaggiò durante questo primo periodo di esilio. Quando re Giorgio V morì a Parigi il 12 giugno 1878, il principe Ernesto Augusto gli successe come Duca di Cumberland e Teviotdale nella Paría di Gran Bretagna e Conte di Armagh nella Paría d’Irlanda. La Regina Vittoria lo creò Cavaliere della Giarrettiera il 1º agosto 1878. Durante la visita a suo cugino di secondo grado Alberto Edoardo, Principe di Galles (poi re Edoardo VII) a Sandringham nel 1875, conobbe la principessa Thyra di Danimarca, figlia minore di re Cristiano IX e una sorella della Principessa di Galles (poi regina Alessandra). Il 21/22 dicembre 1878, Ernesto Augusto e la principessa Thyra si sposarono al Palazzo di Christiansborg a Copenaghen. La regina Vittoria nominò il Duca di Cumberland Maggiore Generale nell’esercito britannico nel 1886 e lo promosse a Tenente Generale nel 1892 e generale nel 1898. Sebbene fosse un pari britannico e un principe di Gran Bretagna e Irlanda, continuò a considerarsi un monarca tedesco in esilio e rifiutò di rinunciare ai suoi diritti di successione di Hannover, stabilendo la sua dimora a Gmunden nell’Alta Austria. Il Duca di Cumberland fu anche primo nella linea di successione al Ducato di Brunswick dopo il suo lontano cugino, il Duca Guglielmo. Nel 1879, quando diventò chiaro che la linea maggiore della Casata Guelfa si sarebbe estinta con Guglielmo, il parlamento di Brunswick creò un consiglio di reggenza che assumesse l’amministrazione del ducato alla morte di Guglielmo. Questo consiglio avrebbe nominato un reggente se il duca di Cumberland non avesse potuto salire al trono. Quando Guglielmo morì nel 1884, il Duca di Cumberland si proclamò Ernesto Augusto, Duca di Brunswick. Tuttavia, dal momento che rivendicava ancora di essere il legittimo re di Hannover, il Reichstag tedesco dichiarò che avrebbe disturbato la pace dell’impero, se fosse salito al trono ducale. Sotto la pressione prussiana, il consiglio di reggenza ignorò le sue pretese e nominò il Principe Alberto di Prussia come reggente. I negoziati tra Ernesto Augusto e il governo tedesco continuarono per quasi tre decenni, senza alcun risultato. Durante questo periodo, il Reggente Alberto morì e il Duca Giovanni Alberto di Meclemburgo fu nominato come nuovo reggente. Il Duca di Cumberland si riconciliò parzialmente con la dinastia Hohenzollern nel 1913, quando il figlio sopravvissuto, il principe Ernesto Augusto (III), sposò l’unica figlia femmina dell’Imperatore tedesco Guglielmo II, il nipote del re prussiano che aveva deposto suo padre nel lontano 1866. Rinunciò ai suoi diritti di successione al ducato di Brunswick (che erano appartenuti alla dinastia Guelfa dal 1235) il 24 ottobre 1913. In cambio, suo figlio minore Ernesto Augusto diventò il Duca di Brunswick regnante il 1º novembre. Guglielmo II creò l’anziano Ernesto Augusto (II) Cavaliere dell’Ordine supremo dell’Aquila Nera. Nel 1918 il giovane Duca Ernesto Augusto abdicò al suo trono insieme agli altri principi tedeschi quando tutte le dinastie tedesche furono abolite dal governo tedesco provvisorio, che fu istituito quando lo stesso imperatore abdicò e fuggì dalla Germania in esilio nei Paesi Bassi. Lo scoppio della Prima guerra mondiale creò una rottura tra la famiglia reale britannica ed i suoi cugini hannoveriani. Il 13 maggio 1915, re Giorgio V del Regno Unito ordinò di rimuovere il Duca di Cumberland dal Registro dell’Ordine della Giarrettiera. Secondo i termini del Titles Deprivation Act 1917, il 28 marzo 1919 il suo nome fu rimosso dalle liste dei Pari di Gran Bretagna e Irlanda dal decreto del re in Consiglio per aver “imbracciato armi contro la Gran Bretagna”. Il principe Ernesto Augusto II di Hannover, ex Principe ereditario di Hannover ed ex Duca di Cumberland, morì per un ictus nella sua proprietà di Gmunden il 14 novembre 1923. Fotografia formato Gabinetto. Fotografo: Rebending & Monkhoven – Wien.

Onorificenze

Onorificenze hannoveriane

Gran Maestro dell'Ordine di San Giorgio (Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di San Giorgio (Hannover)
   12 giugno 1878; già Cavaliere, 1862
Gran Maestro dell'Ordine Reale Guelfo (Hannover) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine Reale Guelfo (Hannover)
   12 giugno 1878; già Cavaliere di Gran Croce (GCH), post 1845
Gran Maestro dell'Ordine di Ernesto Augusto - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Ernesto Augusto
   12 giugno 1878; già Cavaliere di Gran Croce, 15 dicembre 1865
Medaglia commemorativa della Battaglia di Langensalza - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia commemorativa della Battaglia di Langensalza
   1866

Onorificenze britanniche

Cavaliere compagno del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere compagno del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (KG)
   22 giugno 1878; espulso il 13 maggio 1915

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine militare di Maria Teresa (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine militare di Maria Teresa (Impero austro-ungarico)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Wendica (ducati di Meclemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona Wendica (ducati di Meclemburgo)
Cavaliere dell'Ordine supremo dell'Aquila Nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine supremo dell’Aquila Nera (Regno di Prussia)
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (Spagna)
   9 luglio 1902

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Arc. 2640: Ernesto Augusto II di Hannover, principe ereditario di Hannover, erede di Brunswick, III duca di Cumberland e Teviotdale, III conte di Armagh (Hannover, 21 settembre1845 – Gmunden, 14 novembre 1923). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2825: Ernesto Augusto II di Hannover, principe ereditario di Hannover, erede di Brunswick, III duca di Cumberland e Teviotdale, III conte di Armagh (Hannover, 21 settembre1845 – Gmunden, 14 novembre 1923). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1775: Ernesto Augusto II di Hannover, principe ereditario di Hannover, erede di Brunswick, III duca di Cumberland e Teviotdale, III conte di Armagh (Hannover, 21 settembre1845 – Gmunden, 14 novembre 1923). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

CASA REGNANTE DEL WURTTEMBERG

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Arc. 1307: Guglielmo I del Württemberg (Lüben, 27 settembre 1781 – Stoccarda, 25 giugno 1864). Nacque a Lüben, oggi Lubin, figlio di Re Federico I del Württemberg (1754 – 1816) e di sua moglie la Duchessa Augusta di Brunswick-Wolfenbüttel (1764 – 1788). Nel 1800 prestò servizio come volontario nell’esercito austriaco e dal 1806 al 1812 visse a Stoccarda come principe ereditario. Dopo la morte del padre (30 ottobre 1816) divenne re. Alla sua ascesa al trono promulgò subito un’amnistia, ridusse le tasse e nel 1819 diede al regno una Costituzione. In effetti la situazione economica del regno al momento della sua incoronazione era molto critica. Insieme alla moglie Caterina Pavlovna, Guglielmo sviluppò già nel primo anno di regno una politica di sostegno alle necessità economiche dei ceti più deboli. Due pessime annate agricole (1816 e 1817) determinarono una forte inflazione. Guglielmo aveva un interesse personale nell’economia agricola e si guadagnò il soprannome di re dell’agraria. Appassionato di allevamento di cavalli, promosse massicciamente l’attività agricola e l’allevamento di bestiame ed acquistò per il proprio privato patrimonio grossi appezzamenti e fattorie che fece attrezzare come fattorie modello. Durante il suo regno furono apportati numerosi miglioramenti all’attività agricola, all’allevamento di animali e alle coltivazioni di vegetali. Il 20 novembre 1818 Guglielmo I fondò l’Istituto di formazione e ricerca agraria a Hohenheim, che divenne più tardi l’Università degli Studi di Hohenheim. Nello stesso anno istituì per il 28 settembre la Festa annuale dell’agricoltura da celebrarsi a Kannstadt, che ancor oggi viene festeggiata con il nome di Festa popolare di Cannstatt. Egli fece acquistare all’estero puledri e pecore per farle allevare nel Württemberg. Divennero famosi i suoi stalloni arabi, che costituirono la base di partenza dell’allevamento equino di Marbach. Il re avviò anche significativi miglioramenti nella coltura della vite e nei procedimenti di vinificazione: fondò la Società per il miglioramento del vino (1825), un’Associazione della viticoltura (1828) e dal 1854 il Consorzio dei viticoltori. Egli ordinò inoltre la realizzazione di un giardino con impianti per la coltivazione di piante ornamentali e con fabbricati ad uso abitativo in stile moresco che divenne poi l’attuale Giardino botanico-zoologico Wilhelma. Il 27 agosto 1819 emise un decreto secondo il quale i Pietisti erano autorizzati a stabilirsi a Korntal. Egli consentì loro il libero esercizio del culto e concesse loro numerosi privilegi quali sgravi fiscali, esenzione dal servizio militare, possibilità di rifiutare il giuramento in tribunale, ecc. In tal modo riuscì ad arginarne l’emigrazione in Russia e negli Stati Uniti. Come contropartita si impegnò a riconoscere come re la nuova Comunità di Fratellanza Evangelica di Korntal ed a questa obbedire come fedele. Come unica linea teologica basilare egli era vincolato alla confessione di Augusta: le convenzioni erano in fondo ancora valide. Nel 1808 Guglielmo sposò la principessa Carolina Augusta di Baviera. Si trattò però di una sorta di “matrimonio di difesa preventiva”: il principe non nutriva infatti alcun sentimento nei confronti di Carolina ma temeva di dover essere costretto, per ragion di stato, a sposare una parente di Napoleone, come era stato l’anno precedente per sua sorella Caterina (1783 – 1835), andata sposa a Girolamo Bonaparte, fratello di Napoleone. In effetti proprio a questo parevano destinati parenti in età maritale ed a Guglielmo sarebbe stata destinata Stefania di Beauharnais. Nell’agosto 1814, dopo la caduta di Napoleone, il matrimonio fu annullato da un tribunale matrimoniale del Württemberg. Entrambi i contraenti infatti avevano anticipatamente dichiarato che il matrimonio, a causa della reciproca antipatia, non sarebbe stato consumato. Il 24 gennaio 1816 Guglielmo sposò la cugina granduchessa Caterina Pavlovna Romanova, vedova di Giorgio di Oldenburg e figlia dello zar Paolo I. Ella tuttavia morì il 9 gennaio 1819, all’età di trent’anni, dopo avergli dato due figlie. In terze nozze sposò la cugina principessa Paolina di Württemberg (1800 – 1873), dalla quale ebbe tre figli. Fotografia CDV. Fotografo: Mayer & Pierson – Paris.

Onorificenze

Onorificenze del Württemberg

Gran Maestro dell'Ordine dell'Aquila d'Oro (dal 1818 Ordine della Corona del Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine dell’Aquila d’Oro (dal 1818 Ordine della Corona del Württemberg)
Gran Maestro dell'Ordine al Merito militare del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine al Merito militare del Württemberg
Gran Maestro dell'Ordine di Federico - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Federico

Onorificenze straniere

Commendatore dell'Ordine Militare di Maria Teresa - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine Militare di Maria Teresa
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Leopoldo
Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I Classe dell’Ordine della Corona Ferrea
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Bagno
Croce di Ferro di I classe (Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di Ferro di I classe (Prussia)
Croce di Ferro di II classe (Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di Ferro di II classe (Prussia)
Cavaliere dell'Ordine Militare di Guglielmo - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Militare di Guglielmo
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea
Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Aleksandr Nevskij (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Imperiale di Sant’Aleksandr Nevskij (Impero russo)
Cavaliere di II Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di II Classe dell’Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero russo)
Cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme

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Arc. 2645: Karl Friedrich Alexander von Württemberg (Stoccarda, 6 marzo 1823 – Stoccarda, 6 ottobre 1891). Era figlio del re del Württemberg Guglielmo I di Württemberg e della sua terza moglie Paolina di Württemberg. Compì i suoi studi a Tubinga ed a Berlino. Nel 1846 si fidanzò a Palermo con la ventitreenne granduchessa Olga (1822 – 1892), una delle figlie dello zar Nicola I e della zarina Alessandra, sorella del futuro imperatore Guglielmo. Il matrimonio ebbe luogo il 13 luglio 1846 a San Pietroburgo e la giovane coppia fece il suo ingresso a Stoccarda, fra grande giubilo popolare, a fine settembre del medesimo anno. Nel 1863 la principessa della corona adottò la propria nipote Vera, figlia del fratello di Olga il granduca Costantino. Il matrimonio rimase privo di figli, probabilmente a causa dell’omosessualità di Carlo, venuta alla luce più tardi. Dopo la morte del padre, Carlo fu posto sul trono del Württemberg il 12 luglio 1864. La sua politica interna fu subito improntata ad un indirizzo liberale, del che fu primo segno l’allontanamento del primo ministro Joseph von Linden, che fu sostituito da Karl von Varnbüler. Nel dicembre dello stesso anno egli ristabilì la libertà di associazione e di stampa che erano state limitate dal padre. In politica estera sviluppò fin dall’inizio una politica di allontanamento dall’alleanza stretta con l’Austria per avvicinarsi alla Prussia. Nel 1866 riconobbe lo scioglimento della Confederazione germanica e concluse con la Prussia, come altri stati tedeschi di medie dimensioni, un trattato segreto di reciproca protezione e difesa, che fu reso pubblico l’anno successivo. Il 26 marzo 1868 fu introdotto il suffragio universale, diretto, segreto e paritario per l’elezione popolare dei membri delle due camere. Nel novembre del 1870 il Württemberg fu l’ultimo stato tedesco che aderì, conformemente agli accordi, alla Federazione del nord e l’anno successivo divenne uno degli stati federali del Reich tedesco, dal che conseguì una restrizione della sua sovranità di stato. Il Württemberg perse la sua posizione internazionale, ma ne conseguì una molto maggior sicurezza sia all’interno che verso l’estero. Tuttavia la perdita di sovranità che si accompagnò alla fondazione del Reich fu compensata da una presa di coscienza dell’identità wurttemburghese e sostituita, sia nel popolo che nella corte e nel Governo, da un atteggiamento palesemente antiprussiano. Sovranità finanziaria, cura della cultura ed amministrazione delle ferrovie rimasero nelle mani dello stato del Württemberg mentre fu disposta una sola amministrazione delle Forze Armate, delle Poste e del Telegrafo. Nel 1888 l’omosessualità del re furono occasione di scandalo: egli aveva un amante americano di nome Charles Woodcock (1850-1923) che aveva nominato suo maestro di camera e cui aveva conferito il titolo nobiliare di Barone di Savage. A causa delle pubbliche critiche, Carlo fu costretto a separarsi dal suo amato a Nizza nel novembre di quell’anno. Il 3 ottobre 1891 Carlo rientrò dalla sua residenza estiva di Friedrichshafen in Stoccarda infelice, gravemente ammalato e morì tre giorni dopo. La sua salma fu tumulata nella cripta della chiesa del castello, ove verrà l’anno successivo inumata anche quella della moglie, la regina Olga. Fotografia CDV. Fotografo: Buchner – Stuttgart.

Onorificenze

Onorificenze del Württemberg

Gran Maestro dell'Ordine della Corona del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Corona del Württemberg
Gran Maestro dell'Ordine al Merito militare del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine al Merito militare del Württemberg
Gran Maestro dell'Ordine di Federico - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Federico
Gran Maestro dell'Ordine di Olga - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Olga

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (ramo austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’oro (ramo austriaco)
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera (Impero tedesco)
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
Cavaliere dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito)
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
   17 ottobre 1879
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
   21 giugno 1889
Gran Commendatore dell'Ordine di Hohenzollern (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Commendatore dell’Ordine di Hohenzollern (Impero tedesco)

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Arc. 1544: Karl Friedrich Alexander von Württemberg (Stoccarda, 6 marzo 1823 – Stoccarda, 6 ottobre 1891). Fotografia CDV. Fotografo: E. Desmaisons – Paris.

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Arc. 1488: Karl Friedrich Alexander von Württemberg (Stoccarda, 6 marzo 1823 – Stoccarda, 6 ottobre 1891). Fotografia CDV. Fotografo: B. J. Hirsch – Berlin.

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Arc. 1327: Karl Friedrich Alexander von Württemberg (Stoccarda, 6 marzo 1823 – Stoccarda, 6 ottobre 1891). Fotografia CDV. Fotografo: Malep – Buchner – Stuttgart.

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Arc. 1516: Ol’ga Nikolaevna Romanova(San Pietroburgo, 11 settembre1822 – Friedrichshafen, 30 ottobre1892). Seconda figlia di Nicola I di Russia e di Alexandra Feodorovna, nata principessa Carlotta di Prussia. Ol’ga Nikolaevna incontrò all’inizio dell’anno 1846 nella città di Palermo, il principe ereditario del Württemberg Carlo, figlio del re del Württemberg Guglielmo I e della sua terza moglie Paolina di Württemberg. Dopo i matrimoni delle sorelle Marija e Aleksandra, che avevano sposato principi inferiori al loro rango di Altezze Imperiali, i genitori di Ol’ga desideravano per lei un matrimonio dinastico. Essa accettò di sposare Carlo il 18 gennaio, dopo averlo incontrato pochissime volte. Il matrimonio venne celebrato con grande sfarzo il 13 luglio dello stesso anno nella reggia di Peterhof.
La coppia arrivò nel Wrürttemberg il 23 settembre successivo e vissero principalmente a villa Berg di Stoccarda e a Kloster Hofen di Friedrichshafen. La coppia non ebbe figli, probabilmente a causa dell’omosessualità di Carlo, che diverse volte venne coinvolto in scandali eclatanti. Nel 1863 essi adottarono Vera Konstantinovna, figlia di suo fratello il granduca Costantino e di Alessandra di Sassonia-Altenburg. Il 25 giugno 1864, dopo la morte del padre, Carlo salì al trono come terzo re del Württemberg e Ol’ga come quarta regina. Essi furono incoronati il 12 luglio. Senza figli suoi Ol’ga dedicò la sua vita alle opere sociali e caritatevoli. Si interessò molto all’educazione delle bambine, e si prodigò per migliorare le condizioni dei veterani di guerra e degli handicappati. Nel 1849 fece costruire a Stoccarda un ospedale per l’infanzia, che venne chiamato Olgahospital; nel 1872 fondò un ordine di infermiere religiose protestanti, l’Olgaschwesternschaft. Queste opere caritatevoli la resero molto popolare tra i suoi sudditi. La Regina aveva un grandissimo interesse per le scienze naturali e per la mineralogia. Durante la sua vita raccolse un’importante collezione di minerali, oggi conservata nello Staatliche Museum für Naturkunde di Stoccarda. Il nome della Regina è anche legato ad una formazione geologica della regione nord dell’Australia per ordine del barone Ferdinand von Mueller che, nel 1872, battezzò così il Monte Olga, in onore appunto della regina Ol’ga del Württemberg, che insieme al marito aveva festeggiato il venticinquesimo anniversario di matrimonio l’anno precedente nominando lo stesso Mueller un Freiherr (cioè un barone), cambiandogli così il nome in Ferdinand vonMueller. Quest’ultimo scelse questo modo originale per sdebitarsi dell’onore ricevuto. Dal 1890 i Monti Olga sono stati ribattezzati con il nome autoctono di Kata Tjuta. Nel 1881 Ol’ga scrisse un memoriale intitolato Traum de Jugend Goldener Stern (che si può tradurre come Il sogno dorato della mia gioventùIl sogno dorato della mia gioventù), dove descrisse la sua infanzia alla corte di Russia, il suo dolore per la morte della sorella Aleksandra, il suo debutto nella vita adulta e il suo matrimonio con Carlo. Il libro venne dedicato alle sue nipoti Ol’ga e Vera. Dopo la morte del marito, avvenuta il 6 ottobre del 1891, Ol’ga divenne la regina vedova del Württemberg. Essa morì il 30 ottobre del 1892 nella città di Friedrichshafen ed è inumata nella cripta del vecchio castello di Stoccarda. Fotografia CDV. Fotografo: P. Barelli – Milano.

Onorificenze

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina - nastrino per uniforme ordinaria    Dama di Gran Croce dell’Ordine di Santa Caterina

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Arc. 2639: Guglielmo II del Württemberg (Stoccarda, 25 febbraio 1848 – Tubinga, 2 ottobre 1921). Guglielmo nacque dal principe del Württemberg Federico del Württemberg (1808-1870) e da Caterina Federica del Württemberg (1821 – 1898), figlia di Guglielmo I del Württemberg e di Paolina del Württemberg (1800 – 1873). Figlio unico, fu cresciuto come successore al trono a seguito della prevedibile sterilità della coppia reale costituita da Carlo I del Württemberg Olga Nikolaevna Romanova. Guglielmo studiò diritto e scienza delle finanze a Tubinga ed a Gottinga. Entrò nell’esercito prussiano a Potsdam, ma la vita militare non lo entusiasmò. Dopo che il re Carlo, nei suoi ultimi anni di regno, aveva dato segni di stanchezza, gli subentrò in numerosi incarichi rappresentativi.Dopo la morte di Carlo del Württemberg, divenne re con il nome di Guglielmo II del Württemberg. Tuttavia ormai gran parte della sovranità era nelle mani dell’imperatore e Guglielmo condusse la sua vita con uno stile decisamente borghese: lo si poteva veder passeggiare per le vie di Stoccarda senza scorta né accompagnatori. Tenne sempre le distanze dall’imperatore, tanto più che non apprezzava affatto la vita militare. Il Congresso socialista fu riunito a Stoccarda sotto la sua protezione ed a teatro venivano rappresentati spettacoli altrove vietati (ad esempio, le opere di Frank Wedekind). Lo scoppio della Prima guerra mondiale lo colpì tristemente: egli salutò a Stoccarda con le lacrime agli occhi le truppe in partenza per il fronte. Nel novembre 1918 abdicò come ultimo re del Württemberg, dopo che una folla rivoluzionaria, in parte guidata da stranieri, si era introdotta nel palazzo reale. Non si diede mai pace del fatto che in quell’occasione nessuno l’avesse sostenuto. Morì tre anni dopo e fu sepolto nel vecchio cimitero di Ludwigsburg, a fianco della sua prima moglie. Guglielmo II fu un re amato e molto vicino al suo popolo. La morte del figlio Ulrico all’età di pochi mesi raggiunse la coppia come un colpo del destino, al quale seguì per il principe un secondo: il decesso della moglie, per parto, nell’aprile 1882. Nel 1886 Guglielmo sposò in seconde nozze la principessa Carlotta di Schaumburg-Lippe, anch’essa proveniente da un casato non molto illustre. Dal matrimonio non nacquero figli. Di conseguenza il possibile erede divenne il duca Alberto del Württemberg, esponente di un ramo collaterale, che dal 1890 fu coinvolto nella vita pubblica. Fotografia CDV. Fotografo: Maler Buchner – Stuttgart.

Onorificenze

Onorificenze del Württemberg

Gran Maestro dell'Ordine della Corona del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Corona del Württemberg
Gran Maestro dell'Ordine al Merito militare del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine al Merito militare del Württemberg
Gran Maestro dell'Ordine di Federico - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Federico
Gran Maestro dell'Ordine di Olga - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Olga

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (ramo austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (ramo austriaco)
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
   «Espulso nel 1915»
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d’Italia)
Cavaliere di Gran Cordone dell'ordine del Crisantemo (Impero Giapponese) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Cordone dell’ordine del Crisantemo (Impero Giapponese)
   23 Maggio 1896
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe (Regno di Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Massimiliano Giuseppe (Regno di Baviera)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Sant'Enrico (Regno di Sassonia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Sant’Enrico (Regno di Sassonia)
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite (Impero di Germania) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite (Impero di Germania)
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
   9 luglio 1913
Croce al merito militare di I classe con decorazione di guerra e diamanti (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Croce al merito militare di I classe con decorazione di guerra e diamanti (Impero austro-ungarico)

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Arc. 1908: Wilhelm Nicolaus von Württemberg in uniforme da Generale austriaco(Karlsruhe, 20 luglio 1828 – Merano, 6 novembre 1896). Cresciuto nell’ambito della famiglia regale del Württemberg, Guglielmo Nicola era figlio del principe Eugenio di Württemberg, nipote del duca Federico II Eugenio di Württemberg. Sua madre era la principessa Elena di Hohenlohe-Langenburg (1807–1880), (figlia del principe Carlo Ludovico I di Hohenlohe-Langenburg e di sua moglie, la contessa Amalia Enrichetta di Solms-Baruth). Guglielmo aveva anche tre sorellastre avute dal precedente matrimonio di suo padre con la principessa Matilde di Waldeck e Pyrmont. Dopo aver frequentato la scuola superiore a Breslavia, Ginevra e Bonn, Guglielmo entrò a far parte dell’esercito austriaco nel 1848 come Tenente (1º reggimento di fanteria Kaiser Franz Joseph di stanza a Vienna). Durante la Prima guerra d’indipendenza italiana (1848–1849) venne ferito diverse volte nei combattimenti ed in riconoscimento del suo coraggio, il feldmaresciallo Joseph Radetzky von Radetz lo promosse Capitano nel 45º reggimento di fanteria. Nel 1853 divenne Maggiore, tra il 1857 ed il 1859 fu Tenente Colonnello e quindi Colonnello comandante del 27º reggimento di fanteria Re dei Belgi. Egli combatté nella Seconda guerra d’indipendenza italiana nella Battaglia di Magenta, impressionando i suoi superiori tra cui il Maggiore Generale Wilhelm Ramming ed il Feldmaresciallo Luogotenente Eduard Clam-Gallas. La sua fama raggiunse anche i suoi nemici al punto che i generali francesi Gustave Lennes e Pierre Louis Charles de Failly lo menzionarono più volte nei loro scritti. Nel 1866 prese parte alla Guerra austro-prussiana col grado di Maggiore Generale e la sua brigata prese parte alle battaglie di Königgrätz, Swiepwalde, Blumenau e Bratislava. Dopo la campagna, egli giunse con la sua brigata a Trieste e nel 1869 divenne comandante dell’11ª divisione di fanteria di stanza a Praga, mentre il 24 ottobre di quello stesso anno venne promosso Feldmaresciallo Luogotenente. Nel 1878 combatté nuovamente nella Guerra russo-turca. Nel 1878, durante l’occupazione austriaca della Bosnia e dell’Erzegovina, egli combatté per parte austriaca agli scontri di Rogelj e Jaice. Per via del suo status di servizio sempre eccezionale, l’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria lo nominò Feldzeugmeister e gli affidò il comando generale del 18º corpo d’armata. Il suo compito fu quello di sottomettere l’area est della Bosnia e riportare pace nell’area. Nel 1878, ad operazione completata, ebbe anche il compito di organizzare militarmente e politicamente le due aree sottomesse come Governatore di Bosnia ed Erzegovina sino al 1881. Come governatore egli ebbe il pregio di sviluppare molte vie di comunicazione, sia per praticità militare che per interesse economico della regione. Egli riformò inoltre il sistema scolastico, quello dell’amministrazione pubblica e la giustizia. Nel 1883 Guglielmo venne nominato comandante generale del XI corpo di stanza a Leopoli. Nel 1889 egli divenne comandante del 3º corpo d’armata di stanza a Graz e nel 1891 si ritirò definitivamente dalla carriera militare dopo la morte del re Carlo I di Württemberg e, dal momento che il suo successore Guglielmo II non ebbe figli, Guglielmo divenne anche erede presuntivo al trono di Württemberg. Guglielmo venne inoltre nominato Generale di Fanteria nel Württemberg e divenne colonnello onorario del 123º reggimento granatieri “Re Carlo” e del 13º reggimento di fanteria di Herwarth Bittenfeld nell’esercito della madrepatria. Morì a Merano il 6 novembre 1896, dopo che si era ritirato a vita privata. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze del Württemberg

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leopoldo (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Imperiale di Leopoldo (Impero austro-ungarico)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Corona Ferrea (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I Classe dell’Ordine della Corona Ferrea (Impero austro-ungarico)
Cavaliere dell'Ordine Militare di Maria Teresa (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Militare di Maria Teresa (Impero austro-ungarico)
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite (Impero tedesco)
Medaglia di guerra (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia di guerra (Impero austro-ungarico)
Medaglia per 40 anni di servizio militare per ufficiali (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria    Medaglia per 40 anni di servizio militare per ufficiali (Impero austro-ungarico)

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Arc. 1667: Wilhelm Nicolaus von Württemberg in uniforme da Generale austriaco(Karlsruhe, 20 luglio 1828 – Merano, 6 novembre 1896). Fotografia CDV. Fotografo: L. Angerer – Wien.

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Arc. 2644: Friedrich August Eberhard von Württemberg (Stoccarda, 24 gennaio 1813 – Zehdenick, 23 gennaio 1885). Augusto era il quinto e il più giovane dei figli del principe Paolo Federico di Württemberg (fratello del re Guglielmo I di Württemberg), e di sua moglie, la principessa Carlotta di Sassonia-Hildburghausen. Dopo 16 anni di servizio militare prestati nell’esercito del Regno di Württemberg, nel 1831 Augusto venne promosso al grado di Rittmeister nel 1º reggimento di cavalleria. Nell’aprile del 1831 ottenne il permesso dallo zio Guglielmo I di entrare a far parte dell’esercito prussiano col quale il Württemberg era alleato. Nell’esercito prussiano Augusto venne inizialmente assegnato al reggimento delle guardie del corpo del re e successivamente venne promosso Maggiore. Nel 1836 venne promosso al rango di Luogotenente Colonnello e nel 1838 divenne Colonnello, passando al reggimento di corazzieri della guardia. Nel 1844, come Maggiore Generale, Augusto assunse il comando della 1ª brigata di cavalleria e nel 1850 venne promosso al grado di Luogotenente Generale. Dopo una breve interruzione di due anni dal 1854 al 1856, egli comandò la 7ª divisione a Magdeburgo, ma rimase inquadrato nei reparti di cavalleria. Nel settembre del 1857 prestò servizio come comandante generale del 3º corpo d’armata ma il 3 giugno 1858 passò al comando della prestigiosa Guardia reale prussiana, posizione che mantenne per i vent’anni successivi. Nella guerra austro-prussiana del 1866, Augusto prese nuovamente le armi sotto il comando dell’allora principe ereditario Federico di Prussia come comandante generale di cavalleria nelle vittoriose battaglie di Soor e Burkersdorf. Si distinse grandemente anche nella battaglia di Sadowa del 3 luglio 1866 occupando poi la città di Chlum con le proprie truppe. Dopo questa campagna l’imperatore Guglielmo I di Germania ricompensò Augusto con la medaglia dell’ordine Pour le Mérite e lo nominò capo del 10º Reggimento di Ulani di Posen a Züllichau che mantenne simbolicamente il suo nome sino alla dissoluzione del corpo nel 1919. Nell’ambito della guerra franco-prussiana, Augusto prese parte alla Battaglia di Gravelotte il 18 agosto 1870 dove le sue truppe scelte della Guardia reale prussiana, mandate all’attacco allo scoperto contro le solide posizioni francesi, subirono forti perdite; solo l’intervento del XII corpo d’armata sassone, che aggirò sul fianco le linee nemiche, permise di vincere ugualmente la battaglia. Il corpo della Guardia prussiana venne successivamente inquadrato nella Maasarmee sotto il comando di Alberto, principe ereditario di Sassonia col quale prese parte alla Battaglia di Sedan, dove le sue truppe ebbero modo di distinguersi (scontri nel Bois de la Garenne), ed a parte dell’Assedio di Parigi. Dopo la fine della guerra Augusto venne ricevuto personalmente dal Kaiser che gli conferì la corona d’alloro per l’Ordine Pour le Mérite, oltre ad entrambe le classi della Croce di Ferro. Il 2 settembre 1873 venne nominato Colonnello Generale di cavalleria col grado di Feldmaresciallo. Chiamato a sostituire il feldmaresciallo Friedrich von Wrangel, Augusto venne trasferito nel giugno del 1878 al comando superiore dove rimase per quattro anni. Il 24 agosto 1882 chiese di essere messo a riposto e ricevette la croce di cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera direttamente dall’Imperatore. Augusto morì a Zehdenick presso Berlino il 12 gennaio 1885. La sua morte avvenne per un malore durante un viaggio di caccia. I suoi funerali si svolsero quattro giorni dopo a Berlino nella Garnisonkirche. La salma venne trasferita poi al Castello di Ludwigsburg dove trovò sepoltura nella cappella locale. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite con corona d'alloro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite con corona d’alloro
Croce di ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di ferro di I classe
Croce di ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria    Croce di ferro di II classe

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Arc. 2514: Friedrich August Eberhard von Württemberg (Stoccarda, 24 gennaio 1813 – Zehdenick, 23 gennaio 1885). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2639: Friedrich August Eberhard von Württemberg (Stoccarda, 24 gennaio 1813 – Zehdenick, 23 gennaio 1885). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 2042: Paolina di Württemberg ( Riga, 4 settembre 1800 – Stoccarda, 10 marzo 1873). Paolina era figlia di Ludovico Federico Alessandro di Württemberg e di Enrichetta di Nassau-Weilburg. Il padre era il fratello minore del re Federico I del Württemberg; era generale dell’esercito russo grazie alla sorella Sofia Dorotea, che era la moglie dello zar. Il 15 aprile 1820 sposò il cugino Guglielmo, re di Württemberg. Paolina si dedicò attivamente ad opere di beneficenza e di carità. Infatti, per sua volontà, nacquero numerose fondazioni a scopo benefico. Paolina trascorse gli ultimi anni della sua vita vivendo per lunghi periodi in Svizzera.

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Arc. 1664: Maria Federica Carlotta di Württemberg (Stoccarda, 30 ottobre 1816 – Stoccarda, 4 gennaio 1887). Era la primogenita di Guglielmo I di Württemberg, re di Württemberg dal 1816 al 1864, e della seconda moglie la granduchessa Caterina Pavlovna Romanova, figlia di Paolo I di Russia. Maria Federica fu quindi pronipote di Caterina la Grande. Suo padre scelse per lei come consorte Alfredo di Neipperg, primogenito ed erede del generale e conte di Neipperg Adamo Adalberto di Neipperg; le nozze vennero celebrate a Stoccarda il 19 marzo 1840. Per Alfredo si trattava del secondo matrimonio dato che era rimasto vedovo della contessa Giuseppina Grisoni nel 1837, sposata due anni prima. Con il matrimonio Maria Federica divenne contessa consorte di Neipperg, titolo che mantenne fino al 16 novembre 1865 quando rimase vedova. Non essendo riuscita a dare alcun figlio al marito, la contea passò a suo cognato Francesco Ludovico di Neipperg, fratello minore di Alfredo. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1466: Caterina Federica Carlotta di Württemberg (Stoccarda, 24 agosto 1821 – Stoccarda, 6 dicembre 1898). Venne data in sposa al cugino Federico Carlo Augusto di Württemberg, figlio di Paolo Federico, fratello di Guglielmo I. Le nozze vennero celebrate il 20 novembre 1845 a Stoccarda. Il matrimonio servì a legare il ramo principale della famiglia Württemberg e quello cadetto immediatamente prossimo al trono. La strategia matrimoniale diede i suoi frutti: nacque infatti dal matrimonio un bambino, Guglielmo Carlo Paolo Enrico Federico (Stoccarda, 25 febbraio 1848 – Schloss Bebenhausen, 2 ottobre 1921). Questi divenne re di Württemberg succedendo a Carlo I di Württemberg, fratello minore di Caterina, che morì senza eredi il 6 ottobre 1891. Fotografia CDV. Fotografo: Brandseph – Stuttgart.

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Arc. 1640: Federico Carlo Augusto di Württemberg (Comburg, 21 febbraio 1808 – Stoccarda, 9 maggio 1870). Nacque a Schloss Comburg (ora parte di Schwäbisch Hall), secondo figlio e primo maschio del principe Paolo Federico di Württemberg e di sua moglie la principessa Carlotta di Sassonia-Hildburghausen. Attraverso suo padre, Federico era nipote di Federico I di Württemberg e attraverso sua madre di Federico, duca di Sassonia-Altenburg. Fu fratello minore della granduchessa Elena Pavlovna di Russia e fratello maggiore di Paolina, duchessa di Nassau e di Augusto di Württemberg. Federico iniziò la sua carriera militare nel esercito di Württemberg, dove raggiunse il grado di Rittmeister di 2ª classe. Nel 1832, era un colonnello della fanteria e nel 1841 raggiunse il grado di luogotenente generale della cavalleria. Nella guerra austro-prussiana combatté contro la Prussia. Federico sposò la sua prima cugina, la principessa Caterina Federica di Württemberg, figlia di Guglielmo I di Württemberg e di sua moglie Paolina Teresa di Württemberg, il 20 novembre 1845 a Stoccarda. Federico morì il 9 maggio 1870 a Stoccarda, per una ulcera, che era, molto probabilmente, una conseguenza di un infortunio al viso che subì in un incidente di caccia. Federico è stato sepolto nella famiglia cripta nella Schlosskirche a Ludwigsburg Palace. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1844: Alessandro di Württemberg (San Pietroburgo, 9 settembre 1804 – Laško, 4 luglio 1885). Alessandro era l’ultimogenito del duca Luigi di Württemberg e della principessa Enrichetta di Nassau-Weilburg. Diede scandalo in famiglia sposando Claudine Rhédey von Kis-Rhéde. Il matrimonio fu morganatico e Alessandro perse i suoi diritti di successione nel Württemberg. La moglie venne creata contessa di Hohenstein e i figli avrebbero ereditato il titolo materno. Nel 1841 la moglie venne uccisa in un tragico incidente, Alessandro non si riprese mai dell’evento e iniziò a dare segni di squilibrio mentale. Nel 1863 i figli vennero elevati al titolo di principe dal re Guglielmo I. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.

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Arc. 2635: Francesco, Duca di Teck (Francis Paul Charles Louis Alexander; Osijek, 28 agosto 1837 – White Lodge, 21 gennaio 1900). Francesco nacque il 28 agosto 1837 ad Esseng, Slavonia (attuale Osijek in Croazia). Suo padre era il Duca Alessandro di Württemberg, figlio del Duca Luigi di Württemberg. Sua madre era la Contessa Claudine Rhédey von Kis-Rhéde. In quanto figlio di un matrimonio morganatico, Francesco non aveva diritti alla successione nel Württemberg. Alla nascita ebbe il titolo di Conte Francesco di Hohenstein, in quanto tale titolo venne conferito alla madre dall’imperatore Ferdinando I d’Austria. Attraverso la Casata di Württemberg, Francesco era un lontano discendente degli Asburgo, l’allora potente famiglia regnante d’Austria. Nel 1863, Francesco fu creato Principe di Teck, con l’appellativo di Altezza Serenissima nel Regno di Württemberg, e nel 1871, fu creato Duca di Teck. Come il padre, Francesco si arruolò nell’esercito austriaco, raggiungendo il grado di capitano durante la guerra austro-prussiana. Si ritirò dall’esercito austriaco quando si sposò e trasferì in Inghilterra nel 1866. In seguito si aggregò allo staff del generale britannico Sir Garnet Wolseley durante la Campagna d’Egitto del 1882. Fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un colonnello dell’esercito britannico nel novembre 1882 e successivamente promosso a Generale di Divisione, in soprannumero alla costituzione, nel luglio 1893. Fu nominato colonnello onorario del 49 Middlesex Rifle Volontari (Post Office Rifles) il 16 agosto 1876 una posizione che mantenne fino alla sua morte. Essendo figlio di un matrimonio morganatico e senza diritti di successione al trono, Francesco non era accettato come un marito per le principesse, nella maggior parte delle case reali europee. Egli inoltre aveva piccole rendite rispetto ad altri principi europei. Egli quindi si sposò in una famiglia più ricca, sposando la cugina di terzo grado di suo padre (discendenti entrambi da re Giorgio II di Gran Bretagna) la Principessa Maria Adelaide di Cambridge, la figlia minore del Principe Adolfo, Duca di Cambridge ed una nipote di Giorgio III, che era conosciuta come “Fat Mary” a causa della sua ampia circonferenza. Cio, unitamente al fatto che ella era (dal 1866) già sulla trentina, ha fatto sì che Maria Adelaide non fosse disponibile come scelta matrimoniale. Dato l’impoverimento di Francesco, la coppia fu costretta a sopravvivere con la piccola indennità parlamentare di Maria Adelaide di £ 5.000 all’anno, integrati da reddito da sua madre, La Duchessa di Cambridge. Maria Adelaide richiese a sua cugina, la Regina Vittoria, ulteriori fondi che furono accolti con un rifiuto, tuttavia, fu concesso loro un appartamento di grazia e favore a Kensington Palace a Londra e una casa di campagna, White Lodge, l’ex padiglione reale per la caccia al cervo a Richmond Park, sud-ovest di Londra. Nonostante i redditi modesti del Duca e della Duchessa, vissero vite notevoli impegni sociali, che portò alla formazione di ingenti debiti. Nel 1883, i Tecks fuggiti dal Regno Unito all’Europa continentale, dove rimasero con i parenti a Firenze ed in Germania. Infine tornarono nel Regno Unito nel 1885. Con un ordine in consiglio del 1º luglio 1887, la Regina Vittoria concesse a Francesco l’appellativo di Sua Altezza come regalo per celebrare il suo Giubileo d’oro. Nonostante ciò, i duchi di Teck erano ancora visti come parenti minori, con poco status o ricchezze. La loro situazione migliorò quando nel 1891 la loro figlia, la principessa Mary di Teck (conosciuta come May nella sua famiglia) venne fidanzata con il secondo in linea di successione al trono britannico, il Principe Alberto Vittorio, Duca di Clarence e Avondale. La morte del giovane duca solo sei settimane dopo sembrò un colpo crudele. Tuttavia, la Regina Vittoria era affezionata alla Principessa Mary e combinò il suo matrimonio con il fratello minore del duca di Clarence e nuovo erede al trono, il Principe Giorgio, Duca di York. Nel 1897 la Duchessa di Teck morì lasciando Francesco vedovo. Continuò a vivere a White Lodge senza svolgere alcun dovere reale anche se, per intercessione della figlia Mary, la Regina continuò a dargli il vitalizio parlamentare della Duchessa. Francesco morì il 21 gennaio 1900 a White Lodge. Fu sepolto accanto alla moglie nella Royal Vault della Cappella di St. George, a Windsor. Fotografia CDV. Fotografo: L. Angerer – Wien.

Onorificenze

Onorificenze britanniche

Cavaliere Gran Croce dell'Onorevolissimo Ordine del Bagno, divisione militare (GCB, mil.) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere Gran Croce dell’Onorevolissimo Ordine del Bagno, divisione militare (GCB, mil.)
   12 giugno 1866
Cavaliere Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (GCVO) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano (GCVO)
   30 giugno 1897

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg)

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Arc. 1290: Guglielmo di Urach (nome completo Friedrich Wilhelm Alexander Ferdinand Graf von Württemberg; Stoccarda, 6 luglio 1810 – Castello di Lichtenstein, 17 luglio 1869). Suo padre era il duca Guglielmo Federico di Württemberg (1761-1830), figlio del duca Federico II Eugenio di Württemberg e della duchessa Federica Dorotea di Brandeburgo-Schwedt; sua madre era la baronessa Wilhelmine von Tunderfeldt-Rhodis (1777 – 1822). I genitori di Guglielmo avevano contratto un matrimonio morganatico. Svolse la propria carriera di ufficiale di cavalleria nell’esercito del Regno di Württemberg e sviluppò alcuni cannoni, alcuni dei quali ancora visibili nel Castello di Lichtenstein, che fece restaurare e ricostruire negli anni Quaranta del XIX secolo. Il 16 gennaio 1841 a Monaco di Baviera Guglielmo sposò la principessa Teodolinda di Leuchtenberg, (1814-1857), figlia di Eugenio di Beauharnais, Duca di Leuchtenberg e della principessa Augusta di Baviera; per sposarla si dovette convertire al cattolicesimo. Il 16 gennaio 1863 o, il 15 febbraio 1863, a Monaco di Baviera sposò Florestina Gabriella Antonietta Grimaldi, principessa di Monaco (Fontenay, 22 ottobre 1833 – Stoccarda, 24 aprile 1897), figlia del principe Florestano I di Monaco e della principessa Maria Carolina Gibert de Lametz. Inaspettato effetto di questo matrimonio fu la Crisi per la successione di Monaco del 1918. Fu creato Duca di Urach il 28 marzo 1867, con il trattamento di Altezza Serenissima. Il Duca morì il 17 luglio 1869 nel Castello di Liechtenstein. Fotografia CDV. Fotografo: F. Hanfstaengl – Munchen.

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Arc. 1337: Filippo di Württemberg(Neuilly-sur-Seine, 30 luglio 1838 – Stoccarda, 11 ottobre 1917), la moglie Maria Teresa d’Asburgo Teschen (Vienna, 15 luglio 1845 – Tubinga, 8 ottobre 1927) e i figli Alberto ( Vienna, 23 dicembre 1865 – Altshausen, 31 ottobre 1939)e Maria Amelia (1865 – 1883). Suo padre era il duca Alessandro di Württemberg, figlio del duca Alessandro di Württemberg e della duchessa Antonietta di Sassonia-Coburgo-Saalfeld; sua madre era la principessa Maria d’Orléans, figlia del re dei francesi Luigi Filippo d’Orléans e della regina Maria Amalia. Venne allevato dai nonni materni, dal momento che la madre morì quando aveva appena 6 mesi. Nel 1848 la famiglia reale fuggì da Parigi a causa della rivoluzione. Il ragazzo tornò da suo padre e visse con lui nel Palazzo Fantaisie a Bayreuth. Dopo avere chiesto, invano, la mano della duchessa Sofia Carlotta di Baviera, sorella minore dell’imperatrice d’Austria Elisabetta e della regina delle Due Sicilie Maria Sofia, Filippo sposò, il 18 gennaio 1865, nella città di Vienna, l’arciduchessa Maria Teresa d’Asburgo-Teschen, figlia dell’arciduca Alberto d’Asburgo-Teschen e della principessa Ildegarda di Baviera. Filippo di Württemberg apparteneva al quinto ramo (chiamato linea ducale), della casa di Württemberg, che discende dal settimo figlio di Federico Eugenio di Württemberg. Con l’estinzione del ramo primogenito nel 1921, la linea è diventata la dinastia nuova del ramo ducale della Casa di Württemberg. Filippo di Württemberg è l’antenato diretto dell’attuale pretendente al trono di Württemberg, Carlo Maria di Württemberg. Fotografia CDV. Fotografo: L. Angerer – Wien.

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della corona del Württemberg - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della corona del Württemberg
Cavaliere di Gran Croce Ordine di Federico (Württemberg) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce Ordine di Federico (Württemberg)
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro

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Arc. 2635: Eugenio duca di Württemberg (Bückeburg, 20 agosto 1846 – 27 gennaio 1877). Nacque a Bückeburg, secondogenito e primo figlio del duca Eugenio di Württemberg (1820-1875) e di sua moglie, la principessa Matilde di Schaumburg-Lippe (1818-1891). Eugenio crebbe a Carlsruhe, in Slesia. Studiò presso l’Università di Tubinga. Nel 1866 entrò a far parte, come tenente, nell’esercito di Württemberg. Con il 3º Reggimento di Cavalleria, prese parte alla guerra austro-prussiana. A settembre 1866, dopo la guerra, fino al 1870 lasciò il servizio militare per continuare i suoi studi e ha vissuto per un periodo a Parigi. Insieme con lo zio, il duca Guglielmo di Württemberg, intraprese, a partire dal luglio 1868 fino al gennaio 1869, un viaggio negli Stati Uniti. Durante la guerra franco-prussiana, ha combattuto come tenente nelle battaglie di Mezieres, Chevilly, Mont Mesly e Villiers. Nel 1874 è stato nominato Maggiore e nel 1876 ufficiale di Stato Maggiore. Eugenio è stato scelto da Carlo I di Württemberg (un suo lontano parente) come marito per la Granduchessa Vera Konstantinovna di Russia, che era la nipote della regina Olga, moglie di Carlo, e loro figlia adottiva. Le nozze vennero celebrate l’8 maggio 1874, a Stoccarda. Vera era la figlia del granduca Konstantin Nikolaevič Romanov e di sua moglie, la principessa Alessandra di Sassonia-Altenburg. Eugenio morì di una malattia improvvisa a soli 30 anni. Fu sepolto nella chiesa del castello di Stoccarda. Al momento della sua morte era prossimo nella linea al trono del Württemberg dopo il principe Guglielmo (futuro re Guglielmo II). Fotografia CDV. Fotograrfo: W. Ewell – Trieste.

CASA REGNANTE DI BADEN

 

 

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Arc. 1427: Famiglia Granducale di Baden: A sinistra il Granduca Federico I, a destra la moglie Granduchessa Luisa di Prussia, al centro il figlio Federico, in alto il fratello del Granduca Luigi Guglielmo Augusto e sotto la moglie Maria di Leuchtemberg. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1509: Federico Guglielmo Ludovico di Baden in grande uniforme da Generale (Karlsruhe, 9 settembre 1826 – Isola di Mainau, 28 settembre 1907). Federico era figlio del granduca Leopoldo I di Baden (1790-1852) e della granduchessa Sofia Guglielmina (1801-1865), nata principessa di Svezia e figlia di Gustavo IV Adolfo (1778-1837) e di Federica di Baden (1781-1826). A causa della malattia mentale del fratello maggiore Luigi (1824-1858), Federico assunse la reggenza ad interim del Granducato di Baden dal 1852 al 1855. Nel 1852, inoltre, egli venne nominato dal re Federico Guglielmo IV di Prussia comandante del 7º Reggimento Ulani nel quale rimase tutta la sua vita, al punto che tale reggimento venne successivamente rinominato Reggimento “Granduca di Baden”. Federico I sposò nel 1856 Luisa di Prussia, figlia del re Guglielmo I di Prussia (1797-1888) e di Augusta di Sassonia-Weimar (1811-1890). Nel 1856 fu nominato Granduca e, prendendo le redini dello Stato, apportò ben presto modifiche ed innovazioni sostanziali, come la promozione della costruzione di una rete ferroviaria e l’espansione delle vie navigabili, che resero più facili gli scambi commerciali all’interno del paese e con gli stati esteri. Grande promotore dell’arte, già dal 1854 aveva fondato la Staatliche Akademie der Bildenden Künste Karlsruhe, che una volta salito al trono promosse largamente, investendo in personaggi come Rudolf Epp e Ferdinand Keller. Amante delle scienze naturali, Federico nel 1853 aveva acquistato l’isola di Mainau, sulla quale fece realizzare un giardino con piante esotiche portate in Germania dai suoi viaggi, creando le basi per un parco naturalistico ancora oggi esistente. Federico I fu considerato dai contemporanei come un difensore della monarchia costituzionale. Nel 1871 alla proclamazione dell’Impero tedesco fu presente alla cerimonia della firma, tenutasi a Versailles. Durante il suo regno furono introdotti nel Granducato il matrimonio con rito civile e l’elezione diretta della Camera del Parlamento di Baden (1904). Il 9 marzo 1888 fu presente al letto di morte dell’imperatore Guglielmo I di Germania, assieme alla figlia Vittoria ed alla granduchessa Luisa di Baden, principessa di Prussia, oltre ovviamente al principe Guglielmo di Prussia. Durante la Conferenza di Algeciras del 1906, di fronte all’intransigenza della Germania a non accogliere le richieste francesi sul Marocco, Federico I inviò all’imperatore Guglielmo II una lettera in cui, fra l’altro, scriveva: «È evidente quanto dannosa per noi sarebbe ora una guerra con la Francia. Una guerra siffatta può essere desiderata soltanto da coloro che vogliono rovinare la nostra industria sviluppatissima, impedendo una sufficiente esportazione. Dato il temperamento, grazie al Cielo, pacifico del governo imperiale, in Germania si accoglierebbe con gioia un suo atteggiamento conciliante nella questione del Marocco e si vedrebbe con riconoscenza il rifiorire dei nostri interessi industriali». Federico I morì nel 1907 nella sua residenza estiva situata sull’isola di Mainau, che oggi è proprietà degli eredi del principe Lennart Bernadotte (1909-2004), figlio di Guglielmo di Svezia e di Maria Pavlovna di Russia. La sua salma venne tumulata in una monumentale tomba, progettata da Hermann Volz, che ancora oggi si trova a Karlsruhe. Fotografia CDV. Fotografo: J. & L. Allgeyer – Carlsruhe.

Onorificenze

Onorificenze del Baden

Gran Maestro dell'Ordine della Fedeltà - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine della Fedeltà
   
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Carlo Federico - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine Militare di Carlo Federico
   
Gran Maestro dell'Ordine di Bertoldo I - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Bertoldo I
   
Gran Maestro dell'Ordine del Leone di Zähringen - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine del Leone di Zähringen
   

Onorificenze straniere

Cavaliere di Gran Croce e Collare dell'Ordine di Carol I - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce e Collare dell’Ordine di Carol I
     1906
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (Spagna)
   
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
     1906
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
   
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
     15 aprile 1877
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito)
   
Cavaliere di I Classe della Croce di Ferro (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I Classe della Croce di Ferro (Impero tedesco)

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Arc. 1331: Federico I di Baden, nome completo Federico Guglielmo Ludovico di Baden (Karlsruhe, 9 settembre 1826 – Isola di Mainau, 28 settembre 1907), è stato Granduca di Baden dal 1856 al 1907. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1205: Federico I di Baden, nome completo Federico Guglielmo Ludovico di Baden in grande uniforme da Generale d’Artiglieria del Baden (Karlsruhe, 9 settembre 1826 – Isola di Mainau, 28 settembre 1907) con la moglie Luisa di Prussia (Berlino, 3 dicembre 1838 – Baden-Baden, 23 aprile 1923). Fotografia CDV. Fotografo: T. Shuhmann – Carlsruhe.

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Arc. 2350: Federico I di Baden, nome completo Federico Guglielmo Ludovico di Baden in grande uniforme da Generale d’Artiglieria del Baden (Karlsruhe, 9 settembre 1826 – Isola di Mainau, 28 settembre 1907) con la moglie Luisa di Prussia (Berlino, 3 dicembre 1838 – Baden-Baden, 23 aprile 1923). Fotografia CDV. Fotografo: L. Döring – Carlsruhe. 

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Arc. 1550: Federico I di Baden, nome completo Federico Guglielmo Ludovico di Baden in piccola uniforme da Generale d’Artiglieria (Karlsruhe, 9 settembre 1826 – Isola di Mainau, 28 settembre 1907), è stato Granduca di Baden dal 1856 al 1907. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 1465: Federico I di Baden, nome completo Federico Guglielmo Ludovico di Baden in piccola uniforme da Generale d’Artiglieria con cappotto (Karlsruhe, 9 settembre 1826 – Isola di Mainau, 28 settembre 1907), è stato Granduca di Baden dal 1856 al 1907. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.

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Arc. 1468: Federico I di Baden, nome completo Federico Guglielmo Ludovico di Baden in grande uniforme da Generale (Karlsruhe, 9 settembre 1826 – Isola di Mainau, 28 settembre 1907), è stato Granduca di Baden dal 1856 al 1907. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1001: Federico I di Baden, nome completo Federico Guglielmo Ludovico di Baden in grande uniforme da Generale d’Artiglieria del Baden (Karlsruhe, 9 settembre 1826 – Isola di Mainau, 28 settembre 1907) con la moglie Luisa di Prussia (Berlino, 3 dicembre 1838 – Baden-Baden, 23 aprile 1923). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1567: Federico I di Baden, nome completo Federico Guglielmo Ludovico di Baden (Karlsruhe, 9 settembre 1826 – Isola di Mainau, 28 settembre 1907), è stato Granduca di Baden dal 1856 al 1907. Fotografia CDV. Fotografo: Petit & Trinquart – Baden.

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Arc. 1700: Luisa di Prussia, nome completo Luise Marie Elisabeth (Berlino, 3 dicembre 1838 – Baden-Baden, 23 aprile 1923). Luisa era la figlia secondogenita di Guglielmo I di Germania (1797 – 1888) e di Augusta di Sassonia-Weimar (1811 – 1890). In famiglia era chiamata “Vivi“. I suoi genitori erano una coppia felice ma tesa, e Luisa aveva solo un fratello, il principe Federico, che aveva sette anni più di lei. Alla sua nascita, Augusta dichiarò che il suo dovere di perpetuare la dinastia degli Hohenzollern era completo. Crebbe nelle città di Berlino e di Coblenza, dove il padre fu nominato nel 1849 Governatore Generale della Renania. La madre, durante la sua infanzia, la istruì sia nelle scienze umane sia nelle varie occupazioni di cui, secondo le usanze, si doveva occupare una principessa di sangue reale. Queste occupazioni consistevano in opere di carattere sociale, come le visite agli orfanotrofi, agli ospedali e alle organizzazioni caritatevoli. Luisa mise in pratica questi insegnamenti istituendo nel 1859, nella città di Karlsruhe, la prima associazione femminile che funse da anticipatrice della Croce Rossa. Luisa fu promessa in sposa a Federico, principe reggente di Baden, figlio di Leopoldo I di Baden e della principessa Sofia Guglielmina di Svezia, nel 1854; si sposarono il 20 settembre 1856 al Neues Palais di Potsdam. Federico era reggente a causa della pazzia di suo fratello Luigi e fu proclamato Granduca di Baden quando i medici dichiararono che non c’era possibilità di recupero. Come unica figlia del principe ereditario prussiano (e successivamente imperatore), il loro matrimonio fece sì che Baden acquisisse una grande importanza, e ancor più una volta che l’impero tedesco fu fondato. Luisa era una moglie e madre felice: scrisse ad un amico che “dal nostro ultimo incontro, la mia vita è diventata tanto più bella, più preziosa, per me, la mia felicità è tanto più ricca e profonda di prima”. Arrivando alla corte di Baden, Luisa vi incontrò la granduchessa in carica, nata Stefania di Beauharnais, figlia adottiva di Napoleone Bonaparte e madre presunta dell’enigmatico Kaspar Hauser. Luisa e Federico non amavano la rigidità della corte di Karlsruhe e fuggivano volentieri nel loro castello sull’isola di Mainau. Erano popolari a Baden e tutti parlavano con affetto orgoglioso dei loro granduca e duchessa a Costanza, dove la coppia aveva una residenza estiva. Luisa era una grande amica di Alice, granduchessa d’Assia, sorella minore di sua cognata, e le due si visitavano spesso. Nelle lettere della regina Vittoria, lei e Federico venivano sempre citati con piacere o simpatia come buoni Fritz e Louise di Baden. Sebbene fossero amiche, Luisa e sua cognata Vittoria hanno sempre avuto un “confronto non troppo amichevole”, in particolare quando paragonavano i loro figli: mentre il figlio maggiore di Vittoria, il principe ereditario Guglielmo era nato con un braccio deformato, Luisa a quanto pare non poteva resistere vantandosi che i suoi tre figli fossero più sani e più grandi alla stessa età. Luisa era molto affezionata a suo nipote, tuttavia, e Vittoria scrisse a sua madre che la granduchessa “lo ha rovinato in modo terribile”. Le relazioni tra Luisa e Vittoria si fecero ancora più distanti quando la prima voleva che suo figlio, il principe ereditario Federico, sposasse la nipote di Vicky, la principessa Elisabetta d’Assia; la principessa sposò invece il granduca Sergej Aleksandrovič di Russia e Luisa ritenne che la sua famiglia fosse stata snobbata. Tuttavia, anche il figlio di Vicky, Guglielmo, era stato rifiutato da Elisabetta, cosa di cui Luisa sembrava inconsapevole. La guerra austro-prussiana causò un certo attrito tra Baden e Prussia, in quanto il primo, nonostante i loro stretti legami familiari a Berlino, scelse di sostenere gli austriaci. Luisa era molto coinvolta nelle organizzazioni caritatevoli del suo ducato, in particolare per quanto riguarda le donne. Contribuì a fondare un’associazione benefica per le donne, chiamata Baden Frauenverein, che si concentrava sulla fondazione di ospedali e case per i bambini. Con il sostegno dell’Associazione delle donne, Luisa fondò la prima scuola di casalinghe di Baden a Karlsruhe, portando avanti l’obiettivo di Theodor Gottlieb von Hippel. Mantenne una corrispondenza con Florence Nightingale. La granduchessa ebbe anche per tutta la vita un’amicizia con Clara Barton, che incontrò durante la guerra franco-prussiana. Organizzarono ospedali militari e aiutarono ad organizzare fabbriche di cucito per le donne per aiutare lo sforzo bellico. Nonostante la sua età, Luisa fu presente per dare il bentornato ai soldati tedeschi feriti al loro ritorno in Germania dai campi di prigionia francesi. Nel giro di due anni Luisa perse il padre, il fratello, il figlio minore e la madre. Federico morì il 28 settembre 1907 e il loro primogenito gli successe come Federico II. In quello stesso anno, la loro unica figlia Vittoria divenne regina consorte di Svezia. Luisa visse abbastanza per vedere il suo ducato assorbito nel nuovo stato tedesco dopo la rivoluzione del 1918-19 che ebbe luogo alla fine della prima guerra mondiale. Dopo l’abdicazione dell’imperatore tedesco, i disordini si diffusero a Karlsruhe. Il figlio di un cortigiano condusse un gruppo di soldati fino alla facciata del palazzo, seguito da una grande folla di persone, e vi furono sparati alcuni colpi. Luisa, così come il resto della famiglia, lasciò il palazzo e partì per il palazzo Zwingenberg, nella valle del Neckar. Con il permesso del nuovo governo, fu loro concesso di rimanere al Palazzo Langenstein, che apparteneva a un conte svedese. Durante questi eventi, si disse che Luisa avesse mantenuto la calma e non avesse pronunciato mai una parola di lamentela. Nel 1919 la famiglia chiese il permesso al governo di risiedere a Mainau; fu risposto che ora erano privati cittadini e potevano fare ciò che desideravano. Il nuovo governo repubblicano le diede il permesso di vivere il resto della sua vita a Baden-Baden, dove morì il 24 aprile 1923. Fu l’ultima nipote sopravvissuta di Federico Guglielmo III di Prussia. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Onorificenze prussiane

Dama di I Classe dell'Ordine di Luisa - nastrino per uniforme ordinaria    Dama di I Classe dell’Ordine di Luisa
   

Onorificenze straniere

Dama di I Classe dell'Ordine Reale di Vittoria ed Alberto - nastrino per uniforme ordinaria    Dama di I Classe dell’Ordine Reale di Vittoria ed Alberto
   
Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria    Dama Nobile dell’Ordine della regina Maria Luisa

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Arc. 1477: Luisa di Prussia, nome completo Luise Marie Elisabeth (Berlino, 3 dicembre 1838 – Baden-Baden, 23 aprile 1923). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto

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Arc. 1481: Arc. 1477: Luisa di Prussia, nome completo Luise Marie Elisabeth(Berlino, 3 dicembre 1838 – Baden-Baden, 23 aprile 1923). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

 

Arc. 3347: Federico II di Baden (Karlsruhe, 9 luglio 1857 – Badenweiler, 8 agosto 1928). Federico II di Baden era figlio del granduca Federico I di Baden (1826-1907) e della granduchessa Luisa di Prussia (1838-1923). I suoi nonni paterni erano il granduca Leopoldo I di Baden (1790-1852) e la granduchessa Sofia Guglielmina (1801-1865), nata principessa di Svezia; quelli materni l’imperatore Guglielmo I di Germania (1797-1888) e l’imperatrice Augusta di Sassonia-Weimar (1811-1890). Inizialmente educato da un tutore privato senza che avesse contatti con i suoi coetanei, successivamente Federico venne inviato al “Friedrichs-Gymnasium” di Karlsruhe con undici compagni cittadini di alto livello d’istruzione. Il risultato di questa politica di educazione fu che divenne un ragazzo timido e introverso, poco interessato al governo; pertanto la famiglia pensò di inviarlo nel Reggimento di Granatieri n. 109 di stanza a Karlsruhe, che era al servizio della Prussia. Nel 1875 fece un viaggio in Italia che lo portò a toccare Roma e la Sicilia, per poi tornare in patria, dove si recò all’Università di Heidelberg per studiare storia e diritto. Come studente dell’Università di Heidelberg, Federico fu membro della Suevia Corps, un’organizzazione studentesca locale. Studiò quindi a Bonn, dove fu compagno di studi del cugino, più giovane di lui di due anni, Guglielmo di Prussia, futuro kaiser Guglielmo II. Dal 1878 al 1879 Federico studiò a Friburgo, ma anche qui dimostrò scarso interesse per gli studi accademici.  Il padre di Federico, sapendo che questo figlio svogliato un giorno avrebbe dovuto comunque ascendere al trono della sua casata, cercò di farlo interessare alla politica, nominandolo membro della Badische Ständeversammlung (la dieta del Baden) come principe della casa di Baden, ove rimase dal 1875 al 1906. Malgrado questo, a Federico non riuscì di appassionarsi e prese parte solo occasionalmente ad alcune riunioni della Camera tra il 1875-1876 ed il 1903-1906. Nell’ottobre del 1880 Federico venne inserito dal padre nel 1º Reggimento Guardie di Potsdam come soldato dell’esercito prussiano. Dopo il suo matrimonio, nel 1885 venne trasferito al reggimento di fanteria n. 113 di stanza a Friburgo in Brisgovia, per poi passare, dal 1891 al 1893, a Berlino e poi fare ritorno sino al 1897 a Friburgo. Nel 1897 Federico venne nominato dall’imperatore Guglielmo II comandante generale dell’VIII Corpo d’Armata a Coblenza, ove rimase sino al 1901. Durante il periodo a Coblenza ebbe come sottoposto anche Paul von Hindenburg. Federico venne quindi nominato Generale e Feldmaresciallo nel 1905 e infine decise di ritirarsi dal servizio attivo per motivi di salute, non prendendo quindi parte alla prima guerra mondiale. Il 20 settembre 1885 sposò Hilda di Lussemburgo, figlia del granduca Adolfo di Lussemburgo e della principessa Adelaide Maria di Anhalt-Dessau, dalla quale però non ebbe figli. La coppia, a causa della propria riservatezza, non riuscì a riscuotere un grande consenso popolare. Federico divenne granduca il 28 settembre 1907 alla morte del padre, il granduca Federico I. Federico aveva già assunto la reggenza tra il novembre 1881 e l’ottobre 1882, quando suo padre era ammalato di tifo. Una volta salito al trono, egli continuò sostanzialmente la politica liberale del padre, promuovendo l’Università di Mannheim e la Kunsthalle di Karlsruhe (1909), progettata dal padre e portata a termine sotto il suo regno dall’architetto Hans Thoma. Sulla scia della rivoluzione tedesca, abdicò il 22 novembre 1918. Nell’area del granducato si formò quindi lo Stato del Baden, che nel 1951/52 divenne parte dell’attuale Baden-Württemberg. Federico e la moglie Hilda, dopo la rinuncia al trono, vissero nel castello di Langenstein, ospiti del conte Robert Duglas, e nel 1920 si trasferirono a Friburgo. Negli anni seguenti la salute di Federico II peggiorò, al punto tale che divenne quasi cieco. Morì nel 1928 a Badenweiler, dove si recava sovente per delle cure. È sepolto nella cappella sepolcrale granducale di Karlsruhe. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine della Fedeltà - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine della Fedeltà
 
 
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Carlo Federico - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine Militare di Carlo Federico
 
 
Gran Maestro dell'Ordine di Bertoldo I - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine di Bertoldo I
 
 
Gran Maestro dell'Ordine del Leone di Zähringen - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine del Leone di Zähringen
 

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera
 
 
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea
 
 
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante
                    13 ottobre 1897
 
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dei Serafini
                   20 settembre 1881
 
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di Sant’Uberto
 
 
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata
 
 
Cavaliere di I Classe della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di I Classe della Croce di Ferro
 
 
Cavaliere di II Classe della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di II Classe della Croce di Ferro

 

 

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Arc. 2523: Luigi Guglielmo Augusto di Baden in piccola uniforme da Generale (Karlsruhe, 18 dicembre 1829 – Karlsruhe, 27 aprile 1897). Luigi Guglielmo era il figlio quartogenito di Leopoldo I di Baden, granduca di Baden dal 1830 al 1852, e di Sofia Guglielmina di Svezia. Destinato alla carriera militare, nel 1849 entrò come primo Tenente nel 1º Reggimento Guardie a piedi del regno di Prussia e nel 1856 venne trasferito nell’artiglieria col grado di Maggiore Generale e comandante di brigata. Si ritirò dal servizio militare attivo nel 1863 e in quell’anno sposò a San Pietroburgo la principessa Maria di Leuchtenberg. Nella Guerra austro-prussiana del 1866 egli prese il comando dell’8ª divisione Baden e combatté al fianco della Confederazione Germanica del Nord, sebbene alcuni dei suoi alleati lo accusarono di scarsa volontà di intervento nel conflitto. Con lo scoppio della Guerra franco-prussiana del 1870-71 prese parte agli scontri a capo della 1ª Brigata e venne ferito gravemente a Nuits-Saint-Georges. Per premiarlo di questo grande sforzo, in occasione del 25º anniversario della battaglia di Nuits-Saint-Georges, l’imperatore Guglielmo II lo pose come Comandante Onorario del Reggimento Granatieri dell’imperatore, concedendogli nel contempo il grado di Generale di Fanteria e la medaglia dell’Ordine Pour le Mérite, la più alta onorificenza militare prussiana. Parallelamente alla vita militare, come principe di Baden, Luigi Guglielmo fu deputato alla dieta del Baden dal 1859 al 1860 e ne divenne presidente dal 1863 al 1866 e nuovamente dal 1893 al 1897. Dal 1871 al 1873 fu anche deputato al Reichstag di Berlino come membro per il granducato di Baden. Dopo la deposizione di Ottone di Grecia, Guglielmo venne considerato da Guglielmo I di Prussia e da Otto von Bismarck come candidato per il trono del Regno di Grecia. Massone, fu membro della Loggia Carl zur Eintracht di Mannheim. Guglielmo morì a Karlsruhe il 27 aprile 1897 all’età di 67 anni. È stato sepolto nella Cappella della Cripta Ducale nel Fasanengarten a Karlsruhe. Fotografia CDV. Fotografo: L. Doring – Carlsruhe

Onorificenze

Onorificenze del Baden

Cavaliere dell'Ordine della Fedeltà - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Fedeltà
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Carlo Federico - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Militare di Carlo Federico
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Zähringen - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen
   

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Rossa - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Rossa
   
Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine Pour le Mérite
   
Cavaliere di I Classe della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di I Classe della Croce di Ferro

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Arc. 971: Carlo Federico Gustavo Guglielmo Massimiliano rincipe e Margravio di Baden Duca di Zähringen in piccola montura da Capitano dei Dragoni austriaci (Karlsruhe, 9 marzo 1832 – Ebenda, 3 dicembre 1906). Carlo di Baden era il figlio più giovane e uno dei sette figli sopravvissuti del granduca Leopoldo e di sua moglie, la principessa svedese Sophie Wilhelmine di Holstein-Gottorp. Come suo fratello maggiore Wilhelm, Karl iniziò la carriera militare. Servì prima come cavaliere nell’esercito granducale di Baden, e successivamente prestò servizio nell’esercito austriaco. Dopo la sconfitta dell’esercito del Baden come parte dell’esercito federale nella guerra tedesca del 1866, Karl fu coinvolto nell’assistenza infermieristica volontaria nella guerra franco-prussiana del 1870/71 come capo del corpo medico del Baden. Il 17 maggio 1871 sposò Rosalie Luise Freiin von Beust (1845–1908), figlia di Wilhelm Freiherr von Beust. Poiché non apparteneva all’alta nobiltà e quindi non era una donna degna del suo status, il matrimonio fu concluso morganaticamente e Rosalia fu elevata anche al rango ereditario di Contessa di Rhena. Il matrimonio avvenne nel castello di Bauschlott, che fungeva anche da residenza della coppia. La contessa Rosalie von Rhena divenne nota come una donna socialmente impegnata; fondò un’associazione femminile nel villaggio di Bauschlott e sostenne, tra l’altro, una scuola per bambini. Dal matrimonio nacque un figlio, il futuro diplomatico Friedrich Graf von Rhena. In seguito alla fondazione dell’Impero, l’esercito del Baden fu incorporato nell’esercito prussiano; Carlo von Baden fu accettato nell’esercito prussiano il 15 luglio 1871 come Maggior Generale con brevetto del 1869 e come comandante del 3° Reggimento Dragoni del Baden (n. 22). Nel settembre 1873 fu promosso Tenente Generale e nel marzo 1883 Generale di Cavalleria. Come principe di Baden dal 1855 Carlo ebbe seggio e voto nella Prima Camera dell’Assemblea degli Stati di Baden e ne fu presidente dal 1897 al 1906. Morì a Karlsruhe nel 1906 e fu sepolto nella cappella granducale. Fotogrtafia CDV. Fotografo: L. Angerer – Wien. 

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Arc. 2825: Principessa Maria Maksimilianova di Leuchtenberg (San Pietroburgo, 16 ottobre 1841 – 16 febbraio 1914). Il padre di Maria, Massimiliano di Beauharnais si era recato a San Pietroburgo, ottenendo infine, nel 1839, la mano della Granduchessa Marija Nikolaevna di Russia, la figlia maggiore dello Zar Nicola I. A Massimiliano fu successivamente conferito con il trattamento di Altezza Imperialeto e dato il titolo di Principe Romanowsky. In quanto figlio di una granduchessa russa e un di nobilitato principe russo, Maria (“Marusya”) ed i suoi fratelli e sorelle (Nikolaj, Evgenij, Eugenia, Sergei, e Georgij) furono sempre considerati come granduchi e granduchesse, fregiandosi del trattamento di Altezza Imperiale. Dopo la morte del loro padre nel 1852, la Granduchessa Maria si risposò morganaticamente con il conte Grigorij Stroganov due anni dopo. Poiché questa unione fu mantenuta segreta da suo padre lo Zar Nicola I (e suo fratello lo zar Alessandro II che non permetteva l’unione, preferendo invece fingere ignoranza), la Granduchessa Marija Nikolaevna fu costretta all’esilio all’estero. Alessandro tuttavia provava simpatia per la sorella, e prestò particolare attenzione ai figli del suo primo matrimonio, che vivevano a San Pietroburgo senza la loro madre. Il 4 aprile 1866, Maria e suo fratello Nikolaj accompagnarono lo zio Alessandro II a San Pietroburgo, quando ci fu un attentato contro di lui. Alessandro II si fermò per indossare un soprabito prima di salire sulla sua carrozza, quando un uomo gli puntò rapidamente una pistola; solo la rapida azione di una guardia, salvò la vita dell’imperatore. C’erano vari pretendenti per la mano di Maria. Pëtr Andreevič Šuvalov, amico dell’imperatore Alessandro II, osò corteggiare la nipote, solo per essere rimproverato severamente. L’11 febbraio 1863 nella grande chiesa del Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo, sposò il principe Luigi Guglielmo di Baden, figlio di Leopoldo I di Baden e della principessa Sofia Guglielmina di Svezia. Dopo il suo matrimonio, Maria trascorse la maggior parte della sua vita in Germania, facendo solo rare visite in Russia. Iniziò i suoi doveri subito dopo il matrimonio, ad esempio rappresentò la granduchessa Luisa al battesimo della figlia del Principe di Leiningen. Durante la guerra franco-prussiana, Luigi Guglielmo servì nell’esercito prussiano sotto il comando di Guglielmo I. Luigi Guglielmo morì il 27 aprile 1897. Dopo la sua morte, Maria fondò una nuova organizzazione, chiamata German Anti-Immorality Association, il cui scopo era quello di sopprimere il “vizio tra le classi superiori”. Maria, con l’aiuto della granduchessa Eleonora d’Assia e della regina Carlotta di Württemberg, mise da parte un fondo destinato a produrre opuscoli che persuadono personalità reali sia femminili che maschili che i loro ruoli di spicco nella società significavano che dovevano essere esempi di purezza morale. Hanno anche inviato una missiva ai loro familiari e amici chiedendo loro di “astenersi dall’immortalità” per un anno. La principessa Maria morì il 16 febbraio 1914 a San Pietroburgo. Sia la corte di San Pietroburgo che quella di Berlino, portarono il lutto, sconvolgendo le feste programmate a corte.

Onorificenze

Onorificenze russe

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina - nastrino per uniforme ordinaria    Dama di Gran Croce dell’Ordine di Santa Caterina
   

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Arc. 1640: Maria di Baden (Karlsruhe, 20 novembre 1834 – Amorbach, 21 novembre 1899). La Principessa Maria nacque il 20 novembre 1834, a Karlsruhe come Maria Amalia, Principessa e Margravia di Baden. Era la terza figlia femmina e settima dei figli di Leopoldo I, Granduca di Baden e della Principessa Sofia di Svezia. Il padre di Maria, il Granduca Leopoldo, discendeva da un ramo morganatico della famiglia di Baden (sua madre era Luisa Carolina di Hochberg, una nobildonna) e quindi non aveva diritto ad uno status principesco o ai diritti sovrani del casato di Zähringen del Baden. Tuttavia nel 1830 egli salì al trono del granducato di Baden dopo che la linea principale della sua famiglia si era estinta. Leopoldo fu considerato il primo sovrano tedesco che si occupò delle riforme liberali del suo paese. Sua madre, Sofia Guglielmina di Svezia, era una figlia del re Gustavo IV Adolfo e di Federica di Baden. L’11 settembre 1858 a Karlsruhe Maria sposò Ernesto Leopoldo, IV Principe di Leiningen, il maggiore dei due figli maschi di Carlo, III Principe di Leiningen (1804 – 1856) and Countess Maria Klebelsberg (1806 – 1880). La nonna paterna di Ernesto era Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, madre anche della regina Vittoria del Regno Unito. Il matrimonio univa le dinastie Baden e Leiningen.

CASA REGNANTE D’ ASSIA

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Arc. 1824: Luigi III d’Assia in gran montura da Colonnello dell’esercito austriaco (Darmstadt, 9 giugno 1806 – Seeheim, 13 giugno 1877). Luigi era il figlio maggiore del granduca Luigi II d’Assia e di sua moglie, la principessa Guglielmina di Baden (1788-1836), figlia del principe ereditario Carlo Luigi di Baden. Il piccolo Luigi venne educato assieme al fratello minore Carlo, ricevendo un’impronta tipicamente militare, che gli consentì anche di studiare per due anni all’Università di Lipsia. A partire dal 1827 Luigi iniziò il proprio viaggio culturale, toccando tappe come Francia, Inghilterra, Austria, Italia e Belgio. Il 26 dicembre 1833 sposò a Monaco di Baviera la principessa Matilde Carolina di Baviera (1813-1862), figlia del re Luigi I di Baviera ed il giorno stesso del suo matrimonio venne creato Luogotenente Generale e Ispettore della fanteria assiana. Il matrimonio non diede eredi. Con idee ideologicamente meno chiuse del padre, Luigi fu aperto al liberalismo durante la rivoluzione del 1848. Il 5 marzo 1848 venne nominato coreggente, dopo che il padre di fatto aveva rinunciato al trono. Alla morte di suo padre licenziò il primo ministro Karl du Thil e nominò al suo posto Heinrich von Gagern, lasciandogli anche grande rilevanza nelle operazioni di governo. A partire dal 1850 la politica del granducato fu affidata al più reazionario primo ministro Reinhard Carl Friedrich von Dalwigk. Dopo la sconfitta del 1866, la separazione dell’Alta Assia a favore dell’integrazione con i domini prussiani fu impedita solo grazie all’intervento del cognato di Luigi III, lo zar Alessandro II di Russia. Dopo la morte della prima moglie, Luigi si sposò il 20 giugno 1868 a Darmstadt, con un matrimonio morganatico, con Anna Magdalena Appel, che in quell’occasione venne nobilitata col predicato di “von Hochstätten”. Con la seconda moglie, Luigi III visse ritirato al castello di Braunshardt. Dal 1871, con il completamento dell’unificazione della Germania sotto il governo della Prussia, il ruolo effettivo di governo divenne solo formale; alla sua morte, avvenuta nel 1877, gli succedette il nipote Luigi IV.

Onorificenze

Onorificenze tedesche

Gran Maestro dell'Ordine del Leone d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine del Leone d’Oro
   
Gran Maestro dell'Ordine di Luigi d'Assia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Luigi d’Assia
   

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro
   
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera
     1865
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada
   
Cavaliere di III classe dell'Ordine di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di III classe dell’Ordine di San Giorgio
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Estense - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Estense
   

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Arc. 899: Luigi IV d’Assia (12 settembre 1837 – 13 marzo 1892). Luigi nacque a Darmstadt, in Germania, ed era figlio del principe Carlo d’Assia e della principessa Elisabetta di Prussia, nipote di Federico Guglielmo II. Suo padre era inoltre fratello minore del granduca Luigi III, che aveva designato suo erede e successore al trono proprio il nipote, dal momento che egli non aveva avuto figli ed il principe Carlo si era rifiutato di accedere al trono per motivi di salute. Insieme al fratello più giovane Enrico, dal 1854 iniziò il suo addestramento militare che durò due anni, dopo i quali iniziarono entrambi a studiare alle università di Gottinga e di Giessen. Fu però sua madre a volere che i due perseguissero una carriera essenzialmente militare e per questo li destinò a prestare servizio nell’esercito prussiano, che all’epoca era il migliore della Germania ed uno dei più rilevanti a livello europeo. Fu in questi anni che conobbe il principe ereditario Federico di Prussia, con il quale nel 1869 intraprese un viaggio per l’apertura dell’estensione del canale di Suez verso oriente. Durante la guerra Austro-Prussiana del 1866 Luigi comandò la cavalleria dell’Assia in supporto all’esercito austriaco. Tra il 1870 ed il 1871, nell’ambito della guerra Franco-Prussiana, Luigi comandò un contingente armato dell’Assia, che entrò a far parte della Confederazione Germanica del Nord. Durante la guerra franco-prussiana Luigi combatté a Gravelotte, a Metze ad Orléans come comandante della Divisione dell’Assia. Il 13 giugno 1877 succedette allo zio nel ruolo di granduca d’Assia, assumendo il nome di Luigi IV, ma da subito il suo regno fu funestato da una serie di momenti negativi: ad appena un anno dalla sua ascesa al trono morì la moglie Alice e quattro settimane dopo la figlia più piccola Marie, tutte a causa di una epidemia di difterite diffusasi nel granducato. Luigi IV rimase per sempre molto scioccato da questi eventi e si può dire che affidò al primo ministro Julius Rinck von Starck la guida degli affari di stato; questi resse il governo con un atteggiamento liberale, accogliendo anche molte delle istanze di maggiore apertura che il granduca aveva a sua volta mutuato dal carattere inglese della moglie, in contrasto con il conservatorismo dei governi precedenti. Il granduca Luigi IV morì il 13 marzo 1892 e gli successe il figlio Ernesto Luigi. Le sue spoglie riposano a Rosenhöhe, il mausoleo della casa granducale d’Assia, appena fuori Darmstadt. Il 1º luglio 1862 Luigi sposò la principessa Alice, terza figlia della regina Vittoria del Regno Unito, a Osborne House sull’Isola di Wight. Il giorno del matrimonio la regina gli conferì il titolo di Altezza Reale. Questo titolo aveva però valore solo in Gran Bretagna, ma non nella Confederazione Germanica, dove il principe Luigi era riconosciuto come Altezza Granducale. Successivamente, la Regina lo nominò Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera. A seguito della morte nel 1878 della principessa Alice, Luigi IV contrasse un matrimonio morganatico il 30 aprile 1884 con Alessandrina Hutten-Czapska (3 settembre 1854-8 maggio 1941), già moglie di Alessandro Kolémine, ambasciatore russo a Darmstadt. La sua seconda moglie ricevette il titolo di Contessa di Romrod. Il matrimonio, che causò gravi scompigli nella sua famiglia, venne annullato dopo pochi mesi.

Onorificenze assiane

Gran Maestro dell'Ordine del Leone d'oro - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine del Leone d’oro
                   16 giugno 1848
Gran Maestro dell'Ordine di Luigi - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine di Luigi
                    16 giugno 1848
Gran Maestro dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - nastrino per uniforme ordinaria   Gran Maestro dell’Ordine di Filippo il Magnanimo
                    16 giugno 1848

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
   
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
   
Commendatore dell'Ordine Militare di Guglielmo (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria    Commendatore dell’Ordine Militare di Guglielmo (Paesi Bassi)

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Arc. 1477: Luigi IV d’Assia (12 settembre 1837 – 13 marzo 1892). Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London. 

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Arc. 1719: Luigi IV d’Assia (12 settembre 1837 – 13 marzo 1892). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1549: Luigi IV d’Assia (12 settembre 1837 – 13 marzo 1892). Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase – Berlin. 

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Arc. 1839: Luigi IV d’Assia in tenuta da Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera (12 settembre 1837 – 13 marzo 1892). Fotografia CDV. Fotografo: Mayall – London.

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Arc. 1549: Luigi IV d’Assia (12 settembre 1837 – 13 marzo 1892). Fotografia CDV. Fotografo: Southwell – London. 

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Arc. 148: Luigi IV d’Assia (12 settembre 1837 – 13 marzo 1892) fu Granduca d’Assia e del Reno dal 1877 sino alla sua morte. Il suo nome completo era Federico Guglielmo Luigi IV Carlo d’Assia. Fotografia CDV. Fotografo: E. Mister – Berlino. 1868 ca.

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Arc. 1535: Luigi IV d’Assia (12 settembre 1837 – 13 marzo 1892) fu Granduca d’Assia e del Reno dal 1877 sino alla sua morte. Il suo nome completo era Federico Guglielmo Luigi IV Carlo d’Assia. Fotografia CDV. Fotografo: Disderi – Paris. 

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Arc. 901: Luigi IV d’Assia (12 settembre 1837 – 13 marzo 1892) fu Granduca d’Assia e del Reno dal 1877 sino alla sua morte. Il suo nome completo era Federico Guglielmo Luigi IV Carlo d’Assia. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: C. Backofen – Darmstadt.

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Arc. 1481: Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha (Buckingham Palace, 25 aprile 1843 – Darmstadt, 14 dicembre 1878). Alice nacque il 25 aprile 1843 a Londra, a Buckingham Palace. Era la terza figlia, e la seconda femmina, della regina Vittoria, e di suo marito il principe consorte Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. Venne chiamata Alice in onore del Primo Ministro di Vittoria, Lord Melbourne, che era un ammiratore della regina e una volta aveva commentato che “Alice” era il suo nome femminile preferito. Alice venne battezzata nella cappella privata di Buckingham Palace da William Howley, arcivescovo di Canterbury, il 3 giugno 1843. I padrini furono il Re di Hannover, (rappresentato dal principe Adolfo, duca di Cambridge; la Principessa Feodora di Hohenlohe-Langeburg, (rappresentata dalla nonna materna, la duchessa di Kent); il principe ereditario di Sassonia-Coburgo-Gotha (rappresentato dal granduca di Meclemburgo-Strelitz); e la principessa Sofia Matilda di Gloucester. La nascita di Alice incitò i suoi genitori a trovare una casa più grande per la famiglia. Buckingham Palace non aveva gli appartamenti privati di cui la famiglia di Vittoria, che era in crescita, aveva bisogno, incluse le nurseries adatte. Quindi, nel 1844, Vittoria e Alberto acquistarono Osborne House nell’isola di Wight come casa di vacanza per la famiglia. L’educazione di Alice venne progettata dal padre e da un suo vicino amico, il barone Stockmar. A Osborne, ad Alice e ai suoi fratelli vennero insegnate abilità pratiche come l’economia domestica, la cucina, il giardinaggio e la carpenteria. Vittoria e Alberto favorirono una monarchia basata sui valori della famiglia, e Alice e i suoi fratelli, che indossavano ogni giorno abiti della classe media, dormivano in camere da letto scarsamente arredate e con un piccolo riscaldamento. Nella sua infanzia, Alice strinse uno stretto rapporto con suo fratello, il Principe di Galles, e sua sorella maggiore, Vittoria, principessa reale. Alice aveva uno stretto rapporto con la sorella, e rimase sconvolta quando sposò il principe Federico di Prussia, nel 1858. Dopodiché, si avvicinò di più al Principe di Galles, con il quale tenne un legame stretto ed intimo. Il 16 marzo 1861 sua nonna, la duchessa di Kent, morì a Frogmore. Alice aveva trascorso molto del suo tempo al fianco di sua nonna, spesso suonando il pianoforte e prendedosi cura di lei durante la fase finale della sua malattia. Dopo la morte della duchessa, la regina Vittoria crollò per il dolore e fece affidamento su Alice, alla quale Alberto aveva dato le istruzioni di «andare a confortare Mama». Solo pochi mesi dopo, il 14 dicembre 1861, suo padre morì al Castello di Windsor. Durante la sua malattia, Alice rimase al suo capezzale. La regina rimase sconvolta dalla morte del marito, e la corte entrò in un periodo di intenso lutto. Alice divenne segretaria non ufficiale di sua madre e, per i successivi sei mesi, la rappresentava nelle occasioni ufficiali. Alice venne aiutata in questo compito da sua sorella minore, la principessa Luisa. I piani matrimoniali di Alice vennero avviati nel 1859 da sua madre, con il granduca d’Assia e del Reno.La regina aveva espresso il suo desiderio che i suoi figli si sposassero per amore, ma ciò non comprendeva eventuali pretendenti che non facessero parte delle case reali d’Europa. La Regina incaricò la figlia Vittoria, Principessa Reale, da poco sposata con il futuro imperatore tedesco Federico III, di mandarle un elenco di principi disponibili in Europa. La sua ricerca produsse due soli candidati idonei: Guglielmo, Principe d’Orange e il principe Alberto di Prussia, cugino del marito di Vittoria. Il principe d’Orange fu presto scartato in quanto non mostrò alcun interesse per Alice nonostante le forti pressioni da parte della madre, la regina Sofia dei Paesi Bassi. Tuttavia, egli si recò al Castello di Windsor in modo che la regina Vittoria avrebbe potuto conoscerlo di persona, ma risultò sgradevole ad Alice. Anche il principe Alberto venne respinto. La regina era fortemente anti-cattolica, e scartò il cugino Pietro V di Portogallo a causa della sua religione. Entrambi i principali candidati ormai scartati, la principessa Vittoria suggerì il principe Luigi di Assia-Darmstadt, un membro di una casa reale tedesca minore, nipote del granduca Luigi III d’Assia. La principessa Vittoria si recò alla corte d’Assia per conoscere la sorella di Luigi, la principessa Anna come una potenziale sposa per suo fratello, il Principe di Galles. Anche se non rimase molto colpita da Anna, Vittoria ne rimase invece molto con Luigi e suo fratello, il principe Enrico. Entrambi vennero invitati al Castello di Windsor nel 1860, apparentemente per partecipare alle gare di Ascot in compagnia della famiglia reale; ma in realtà, la visita era l’occasione per la regina di conoscere il suo potenziale genero. La regina ammirò sia Luigi che Enrico, ma notò come Luigi e Alice andassero d’accordo. Quando arrivò il momento di ritornare in Assia, Luigi chiese una fotografia di Alice, e Alice gli disse che era attratta da lui. Nel 1861 venne formalmente annunciato il fidanzamento tra Alice e Luigi in seguito al consenso della regina. La sovrana riuscì a convincere il Parlamento a votare ad Alice una dote di 33 000 sterline. Anche se la somma fu considerata molto elevata per essere soltanto una dote, il Principe Alberto osservò che “lei non sarebbe stata in grado di fare grandi cose con essa” nel minuscolo Granducato d’Assia, rispetto alle ricchezze che sua sorella Vittoria avrebbe accumulato come futura Regina di Prussia e Imperatrice di Germania. Inoltre, la futura residenza della coppia a Darmstadt era incerta. Sebbene la regina prevedesse che si sarebbe costruito un nuovo palazzo, il popolo di Darmstadt non voleva addossarsi quella pesante spesa, e la polemica causò del risentimento. Ciò significava che Alice era impopolare a Darmstadt prima ancora di essere arrivata. Tra il fidanzamento e il matrimonio, il padre di Alice, il principe Alberto, morì il 14 dicembre 1861. Nonostante il dolore, la regina ordinò che i preparativi del matrimonio dovevano andare avanti come previsto. Il 1º luglio 1862, Alice e Luigi si sposarono privatamente nella sala da pranzo di Osborne House, che era stata trasformata in una cappella provvisoria. Alice venne accompagnata all’altare dallo zio, il duca Ernesto II di Sassonia-Coburgo-Gotha, e affiancata da quattro damigelle d’onore, tra le quali le sorelle minori: Elena, Luisa e Beatrice, nonché dalla sorella di Luigi, Anna. Per la cerimonia, Alice indossò un abito bianco con un velo di pizzo Honiton, ma venne richiesto di indossare abiti neri a lutto prima e dopo la cerimonia. Durante la cerimonia sia la regina che il principe Giorgio, duca di Cambridge si commossero.  Portatrice dell’emofilia come sua madre, trasmise il gene difettoso ad un figlio maschio malato e a due figlie femmine portatrici. La regina Vittoria disapprovava il fatto che la figlia allattasse i figli al seno in quanto considerava tale atto animalesco e quindi non adatto ad una aristocratica. Alice e Luigi arrivarono a Bingen, il 12 luglio 1862, e vennero accolti da una folla riunitasi a dispetto della pioggia battente. Dopodiché presero un treno per Magonza, prima di prendere un piroscafo lungo il Reno a Gustavsburg. Da lì, presero un treno per Darmstadt, dove vennero accolti con grande entusiasmo. Alice non si adattò immediatamente a Darmstadt. La questione della residenza divenne un problema dopo il suo arrivo. La coppia andò ad abitare in una casa del centro storico della città, che si affacciava sulla strada. I carri rombanti che passavano potevano essere facilmente sentiti attraverso le pareti sottili della casa. Nel 1863, si recò in Inghilterra per il matrimonio di suo fratello, il Principe di Galles con la principessa Alessandra di Danimarca. Durante il suo soggiorno, Alice diede alla luce la sua prima figlia, alla presenza della regina. Il cappellano della corte di Darmstadt fu chiamato in Inghilterra per il battesimo. Dopo il ritorno a Darmstadt, Alice e Luigi ricevettero una nuova residenza, Kranichstein, a nord-est di Darmstadt. Allo scoppio della Guerra austro-prussiana, l’Assia-Darmstadt si schierò con gli austriaci, rendendo tecnicamente Alice e sua sorella Vittoria nemiche. Al momento della partenza di Luigi per comandare la cavalleria dell’Assia contro i prussiani, Alice mandò le figlie in Inghilterra. Nonostante la sua gravidanza, svolse i suoi compiti occupandosi dell’organizzazione degli ospedali per i feriti. Quando le truppe prussiane erano sul punto di entrare a Darmstadt, Alice pregò suo marito di arrendersi. Alla fine della guerra, Alice rimase scioccata dal comportamento delle truppe prussiane in Assia; Berlino sequestrò le ferrovie e i sistemi telegrafici, e stimò che l’Assia aveva subito danni per tre milioni di fiorini. Alice scrisse a sua madre, che a sua volta scrisse a Vittoria, che rispose che non c’era nulla che potesse fare per alleviare la “posizione” di Alice. Grazie all’influenza dello zar Alessandro III di Russia, che esortò il re di Prussia, Luigi mantenne il trono, siccome la madre dello zar era anche la zia di Luigi. Tuttavia, Alice fu irritata da una visita della sorella Vittoria nella regione conquistata di Homburg, originariamente parte dell’Assia, che divenne un territorio prussiano. Allo scoppio della Guerra franco-prussiana, Luigi combatté al fianco dei prussiani. Verso la fine del 1871, Alice si recò a Balmoral in visita alla madre, che si stava riprendendo da due gravi malattie, e Alice ebbe la sensazione che la madre non la volesse lì. Perciò Alice e Luigi si recarono a Sandringham dove si trovava il fratello, il Principe del Galles. Il 29 maggio 1873, il figlio più giovane e preferito, Federico, chiamato “Frittie”, morì dopo essere caduto da 20 metri da una finestra. Il bambino soffriva di emofilia, e anche se riprese conoscenza, l’emorragia interna non poteva essere fermata. Alice non si riprese mai dalla morte di Frittie, scrivendo a sua madre due mesi dopo: “.. Sono contenta di avere una piccola immagine colorata del mio tesoro, mi sento più triste che mai e mi manca così tanto, continuamente”. Tuttavia, l’attenzione della regina era più concentrata sul fidanzamento tra il figlio Alfredo e la granduchessa Marija Aleksandrovna di Russia, unica figlia superstite di Alessandro II e della sua prima moglie, l’imperatrice Maria Alexandrovna. Dopo la morte di Frittie, Alice si attaccò al figlio superstite, Ernesto, e alla sua figlia appena nata Maria. Nel 1875 riprese le sue funzioni pubbliche. Mantenne una corrispondenza attiva con Octavia Hill. Nonostante i problemi coniugali, Alice rimase una forte sostenitrice del marito, molto critico quando le sue capacità o talenti non erano pienamente riconosciuti. Il 20 marzo 1877, il padre di Luigi morì, rendendo Luigi erede apparente. Il 13 giugno dello stesso anno, il granduca Luigi III morì, e Luigi e Alice divennero il Gran Duca e la Gran Duchessa d’Assia. Tuttavia, la sua impopolarità continuò a Darmstadt e siccome la madre non la voleva in Inghilterra, lei e i suoi figli trascorsero alcuni mesi a Cabourg, in Normandia, dove Luigi spesso li andava a visitare. Al ritorno a Darmstadt di Alice e Luigi, come Gran Duca e Gran Duchessa, vennero accolti con festa che Alice non si aspettava. Nel suo nuovo ruolo, Alice si occupò di riformare le condizioni sociali di Darmstadt. Nel novembre 1878, la famiglia granducale si ammalò di difterite. La figlia di Alice, Vittoria, fu la prima ad ammalarsi, lamentandosi di un torcicollo, la sera del 5 novembre. La difterite venne diagnosticata la mattina seguente, e ben presto la contrassero anche gli altri figli di Alice. Suo marito Luigi fu infettato poco dopo. Elisabetta era l’unica a non ammalarsi e venne mandata dalla nonna materna. Maria si ammalò gravemente il 15 novembre, e Alice rimase al suo capezzale. Tuttavia, era troppo tardi; Maria morì poco dopo. Alice era sconvolta. Per diverse settimane, Alice tenne la notizia della morte di Maria segreta ai suoi figli, ma alla fine lo disse a Ernesto all’inizio di dicembre. In un primo momento, però, Alice non si ammalò. Tuttavia, sabato 14 dicembre, anniversario della morte del padre, si ammalò gravemente. Le sue ultime parole furono: “Caro Papà”, e cadde priva di sensi alle 02:30. Poco dopo alle 08:30, Alice morì. Fu sepolta il 18 dicembre 1878, presso il Mausoleo Granducale a Rosenhöhe, fuori Darmstadt, con la Union Jack drappeggiata sulla sua bara. I suoi cinque orfani, di età compresa tra i sei e i quindici anni, furono mandati a Windsor per un paio di mesi. La nonna Vittoria volle infatti prendersi cura di loro e tenersi aggiornata su di loro anche quando tornarono a casa. Avrebbe desiderato far sposare il vedovo Luigi alla figlia Beatrice, ma la legge inglese non lo consentiva. Alla morte di Luigi IV, il figlio Ernesto divenne granduca di Assia e del Reno ma alla fine della prima guerra mondiale nel 1918 fu costretto ad abdicare e il Granducato di Assia e del Reno cessò di esistere. Quando la regina Vittoria morì, le furono messi nella bara i suoi oggetti più cari tra cui una tunica ricamata da Alice.

Onorificenze

Compagna dell'Ordine imperiale della Corona d'India (CI) - nastrino per uniforme ordinaria   Compagna dell’Ordine imperiale della Corona d’India (CI)
                    1º gennaio 1878
Croce al merito per donne e ragazze (Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria   Croce al merito per donne e ragazze (Prussia)

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Arc. 1772: Federico Guglielmo d’Assia-Kassel (Hanau, 20 agosto 1802 – Praga, 6 gennaio 1875). Federico Guglielmo era figlio di Guglielmo II d’Assia-Kassel e di Augusta di Prussia. Nel 1831 a causa della malattia del padre diventa reggente dell’Assia Kassel. Alla morte del padre, nel 1847, tentò un colpo di Stato per eliminare la Costituzione del 1831 ed aumentare così i poteri della monarchia. Nel settembre 1850 una rivolta popolare lo costrinse ad abbandonare i propri territori. Nel novembre dello stesso anno, con l’aiuto di un esercito austro-bavarese, rientrò a Kassel. Durante la Guerra austro-prussiana, si schierò a fianco dell’Austria. L’esercito prussiano, perciò, invase l’Assia-Kassel e catturò Federico Guglielmo, il quale venne portato come prigioniero a Stettino. Con i trattati con la Prussia Federico perse ogni diritto dinastico sul territorio dell’Assia-Kassel, che venne incorporato alla Prussia. Successivamente alla guerra si trasferì in Boemia, dove iniziò a cospirare ai danni della Prussia. I suoi piani vennero scoperti e nel 1869 venne espropriato delle sue proprietà personali. Morì a Praga il 6 gennaio 1875.  Nel 1831 sposò morganaticamente Gertrude Falkenstein (Bonn, 18 maggio 1803 – Praga 9 luglio 1882), figlia di Johann Gottfried Falkenstein (figlio di Nicolaus Falkenstein e della moglie Margarethe Heyss) e di sua moglie Magdalena Schulz (figlia di Johann Ludwig Albert Schulz e della moglie Sophie Krupps). Ex moglie del tenente prussiano Karl Michael Lehmann (1787 – 1882, fu creata sua altezza illustrissima Contessa di Schaumburg nel (1831), e Principessa (Fürstin) di Hanau e di Horowitz nel (1853). Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine del Leone d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine del Leone d’Oro
   
Gran Maestro dell'Ordine al merito militare d'Assia - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine al merito militare d’Assia
   
Gran Maestro dell'Ordine di Guglielmo - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine di Guglielmo
   
Gran Maestro dell'Ordine dell'Elmo di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria    Gran Maestro dell’Ordine dell’Elmo di Ferro
   
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea (Impero russo)
   
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera (Regno di Prussia)
   
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale di Santo Stefano d’Ungheria
   
Cavaliere di Gran Croce con gemme dell'Ordine della Corona Wendica - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di Gran Croce con gemme dell’Ordine della Corona Wendica
     13 agosto 1865

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Arc. 970: Federico Guglielmo d’Assia-Kassel nato Federico Carlo Giorgio Adolfo d’Assia-Kassel-Rumpenheim in gran montura da Tenente Generale (Copenaghen, 26 novembre 1820 – Francoforte sul Meno, 14 ottobre 1884). Il principe Federico nacque a Copenaghen, in Danimarca, il 26 novembre 1820. Suo padre era il langravio Guglielmo d’Assia-Kassel, figlio del langravio Federico d’Assia-Kassel e della principessa Carolina di Nassau-Usingen; sua madre era la principessa Luisa Carlotta di Danimarca, figlia del principe Federico di Danimarca e Norvegia e della duchessa Sofia Federica di Meclemburgo-Schwerin e nipote pertanto di re Cristiano VIII di Danimarca. Trascorse la sua infanzia e la giovinezza in Danimarca. Oltre ad aver frequentato l’università di Bonn (1839-1841), decise di intraprese la carriera militare nell’esercito dell’Assia-Kassel: nel 1837 venne nominato Capitano, nel 1843 Maggior Generale e nel 1851 Tenente Generale. A bordo della fregata danese Thetis attraversò, nel 1842, il Mar Mediterraneo fino a raggiungere Costantinopoli. Nel 1849, a bordo della nave inglese HMS Cleopatra, si formò nella marina militare e nel contempo compì un lungo viaggio intorno al mondo. La Cleopatra giunse sino a Singapore, ma poi venne sostituita nella sua rotta dalla HMS Maeander. A bordo di quest’imbarcazione, il principe navigò da Singapore a Rio de Janeiro, compiendo un’escursione dal 14 settembre al 10 ottobre a Labuan e in Cina a bordo della HMS Reynard. I giornali di Singapore lo descrissero all’epoca erroneamente come il figlio del re di Danimarca. Nel 1850, divenne un valido candidato per la successione al trono di Danimarca dal momento che Federico VII era senza eredi, ma preferì rinunciare a tali diritti nel 1851 in favore di sua sorella Luisa, il cui marito Cristiano di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg venne poi nominato effettivamente successore di Federico VII nel 1853 col nome di Cristiano IX. Tale motivazione fu in particolare dovuta alle evidenti tensioni che si stavano accumulando tra Prussia e Danimarca e dalle quali Federico Guglielmo si era detto non interessato. Nel 1875, alla morte di suo cugino il principe elettore Federico Guglielmo d’Assia, divenne capo della casata d’Assia-Kassel dalla quale il suo ramo discendeva, dal momento che i figli di quest’ultimo, nati da matrimonio morganatico, non avevano ottenuto la necessaria autorizzazione ad ascendere ad un trono che ormai era solo virtuale, dal momento che il governo prussiano aveva annesso lo stato dal 1866. Egli si dedicò dunque, dotato di un ricco patrimonio personale, all’espansione del castello di Philippsruhe nei pressi di Hanau dove si trasferì dal 1880. Ancora oggi il piano nobile del castello (adibito a museo storico locale) presenta sale di gusto rinascimentale con soffitti decorati con intarsi lignei, lampadari in vetro di Murano e stufe in maiolica. La langravia Anna mantenne al castello un salotto che riunì alcune personalità del mondo dell’arte della sua epoca come ad esempio Johannes Brahms, Clara Schumann, Anton Rubinstein, Julius Stockhausen, Niels Wilhelm Gade e Johan Peter Emilius Hartmann. Federico Guglielmo morì al palazzo cittadino della sua famiglia a Francoforte sul Meno, il 14 ottobre 1884. In vita fu membro della Massoneria. Sposò, il 28 gennaio 1844, nella città di San Pietroburgo, la Granduchessa Aleksandra Nikolaevna Romanova (1825-1844), figlia dello zar Nicola I di Russia e della zarina Aleksandra Fёdorovna, nata Carlotta di Prussia. Aleksandra si ammalò di tubercolosi poco tempo dopo il matrimonio; tre mesi prima del termine diede alla luce un figlio maschio, Guglielmo (10 agosto 1844), che però morì poco dopo la nascita e Aleksandra morì anch’essa qualche ora dopo il bambino. Sposò, il 26 maggio 1853, nello Schloss Charlottenburg a Berlino, Anna di Prussia, figlia del principe Carlo di Prussia e della principessa Maria di Sassonia-Weimar-Eisenach. Ebbero sei figli. Fotografia CDV. Fotografo: L. Haase & Comp. – Berlin.

Onorificenze

Onorificenze dell’Assia-Kassel

Cavaliere di Gran Croce e Gran Maestro dell'Ordine del Leone d'Oro - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce e Gran Maestro dell’Ordine del Leone d’Oro
 
Gran Maestro dell'Ordine al merito militare d'Assia - nastrino per uniforme ordinariaGran Maestro dell’Ordine al merito militare d’Assia
 
Gran Maestro dell'Ordine di Guglielmo - nastrino per uniforme ordinariaGran Maestro dell’Ordine di Guglielmo
 
Gran Maestro dell'Ordine dell'Elmo di Ferro - nastrino per uniforme ordinariaGran Maestro dell’Ordine dell’Elmo di Ferro
 

Onorificenze tedesche

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere dell’Ordine dell’Aquila Nera (Regno di Prussia)
 
Cavaliere di I classe dell'Ordine dell'Aquila rossa (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di I classe dell’Ordine dell’Aquila rossa (Regno di Prussia)
 
Cavaliere di Gran Croce per sovrani dell'Ordine della Corona del Württemberg (Regno del Württemberg) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce per sovrani dell’Ordine della Corona del Württemberg (Regno del                                 Württemberg)
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Luigi (Granducato d'Assia) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Luigi (Granducato d’Assia)
 
Cavaliere di Gran Croce con spade dell'Ordine di Filippo il Magnanimo (Granducato d'Assia) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce con spade dell’Ordine di Filippo il Magnanimo (Granducato d’Assia)
 
Cavaliere Gran Croce dell'Ordine di Alberto l'Orso (Anhalt) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere Gran Croce dell’Ordine di Alberto l’Orso (Anhalt)
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Fedeltà (Granducato di Baden) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Fedeltà (Granducato di Baden)
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone di Zähringen (Granducato di Baden)
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Casata Ernestina di Sassonia - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Casata Ernestina di Sassonia
 
Cavaliere di Gran Croce con gemme dell'Ordine della Corona Wendica (Granducato di Meclemburgo-Schwerin) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce con gemme dell’Ordine della Corona Wendica (Granducato di                                         Meclemburgo-Schwerin)
 
Cavaliere di I classe dell'Ordine del Leone d'Oro di Nassau (Ducato di Nassau) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di I classe dell’Ordine del Leone d’Oro di Nassau (Ducato di Nassau)
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito di Pietro Federico Luigi (Granducato di Oldenburg) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito di Pietro Federico Luigi (Granducato di                                            Oldenburg)
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Falco Bianco (Sassonia-Weimar-Eisenach) - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Falco Bianco (Sassonia-Weimar-Eisenach)
 
Croce al merito militare (Granducato d'Assia) - nastrino per uniforme ordinariaCroce al merito militare (Granducato d’Assia)
 
Croce di II Classe al merito militare (Granducato di Meclemburgo-Schwerin) - nastrino per uniforme ordinariaCroce di II Classe al merito militare (Granducato di Meclemburgo-Schwerin)
 
Croce di Ferro di II classe (Regno di Prussia) - nastrino per uniforme ordinariaCroce di Ferro di II classe (Regno di Prussia)
 
Medaglia al merito (Principato di Schaumburg-Lippe) - nastrino per uniforme ordinariaMedaglia al merito (Principato di Schaumburg-Lippe)
 

Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)
 
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)
                    2 novembre 1869
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea con diamanti (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’Ordine di Sant’Andrea con diamanti (Impero russo)
 
Cavaliere dell'ordine imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’ordine imperiale di Sant’Alexander Nevsky (Impero russo)
 
Cavaliere dell'ordine dell'Aquila bianca (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere dell’ordine dell’Aquila bianca (Impero russo)
 
Cavaliere di I classe dell'ordine di Sant'Anna (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di I classe dell’ordine di Sant’Anna (Impero russo)
 
Cavaliere di IV classe dell'ordine imperiale di San Giorgio (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di IV classe dell’ordine imperiale di San Giorgio (Impero russo)
 
Croce d'onore dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria   Croce d’onore dell’Ordine del Dannebrog (Danimarca)
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine reale di Santo Stefano d'Ungheria (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine reale di Santo Stefano d’Ungheria (Impero austro-ungarico)
 
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria   Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
 
 

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Arc. 1718: Guglielmo d’Assia-Philippsthal-Barchfeld (Burgsteinfurt, 3 ottobre 1831 – Rotenburg an der Fulda, 17 gennaio 1890). Guglielmo era il figlio del langravio Carlo d’Assia-Philippsthal-Barchfeld, e della sua seconda moglie, la principessa Sofia di Bentheim e Steinfurt, figlia di Luigi di Bentheim e Steinfurt. Dopo aver prestato servizio come cadetto e ufficiale di guardia nella Royal Danish Navy e nella British Royal Navy, Guglielmo si unì alla Marina prussiana il 29 gennaio 1854 come tenente di prima classe. Nell’estate del 1854 prestò servizio come ufficiale comandante della corvetta Amazone. Il 15 ottobre 1854 fu promosso al grado di Korvettenkapitän. Nell’inverno del 1855/56, fu capitano della 2ª divisione dell’Ammiragliato. Allo stesso tempo prese il comando della corvetta Danzig, un incarico che ricoprì fino al novembre 1856. In questa nave partecipò a una spedizione sotto il comando dell’ammiraglio, il principe Adalberto in Africa. Durante il viaggio, Guglielmo entrò in conflitto con l’ammiraglio per le sue azioni punitive contro i Rifiani. Adalberto liberò Guglielmo dal servizio attivo per circa un mese fino alla Battaglia di Tres Forcas, il 7 agosto 1856. Dopo essere tornato a casa, Guglielmo fu nuovamente rilasciato dal servizio attivo (1856-1859). Durante questo periodo, fu promosso al rango di Kapitän zur See il 24 ottobre 1857. Dopo il suo ritorno al servizio attivo, Guglielmo prese il comando della fregata Thetis da maggio al settembre 1859. Nell’aprile 1860, chiese il suo rilascio dal servizio attivo e il 22 marzo 1864 fu nominato Konteradmiral. Durante la guerra franco-prussiana Guglielmo fu al servizio del governatore generale delle Terre costiere tedesche e del generale della fanteria Eduard Vogel von Falckenstein. Lo mandò al piroscafo armato St. George per i negoziati con il comandante delle forze armate francesi, il vice ammiraglio Martin Fourichon per dirgli che il bombardamento della costa tedesca avrebbe potuto provocare rappresaglie nella Francia occupata. A causa del corso della guerra, il blocco francese nel Mare del Nord fu cancellato dopo poco tempo. Il 30 maggio 1872 fu nominato Konteradmiral à la suite della Kaiserliche Marine. Sposò, il 27 dicembre 1857 a Kassel, la principessa Maria di Hanau-Hořowitz (22 agosto 1839-26 marzo 1917), figlia d’elettore Federico Guglielmo d’Assia; tuttavia, il Granduca d’Assia-Darmstadt considerò il matrimonio come morganatico e si rifiutò di riconoscere la loro progenie come legittimi principi d’Assia. Fotografia CDV. Fotografo: H. Gunter – Hannover. 

Arc. 1425: Augusta d’Assia-Kassel (Offenbach am Main, 25 luglio 1797 – St. James’s, 6 aprile 1889). La principessa Augusta d’Assia-Kassel, terza figlia del principe Federico d’Assia e della moglie, principessa Carolina di Nassau-Usingen, nacque a Rupenheim Castel. Per via paterna era una bisnipote di Giorgio II di Gran Bretagna. Il fratello maggiore del padre, Guglielmo IX, era il langravio di Assia-Kassel. Nel 1803 il titolo dello zio venne elevato a quello di elettore di Assia, assumendo il nome di Guglielmo I, cosicché l’intero ramo Kassel della dinastia d’Assia guadagnò una tacca in più nella scala gerarchica della nobiltà. Il 7 maggio a Kassel, e poi, ancora una volta, il 1º giugno 1818 a Buckingham Palace, Augusta sposò il suo secondo cugino, il Duca di Cambridge, quando lei aveva ventuno anni e lui quarantatré. Il Duca e la Duchessa di Cambridge ebbero tre figli. Dal 1818 fino all’incoronazione della regina Vittoria, e la conseguente separazione della corona britannica da quella di Hannover nel 1837, la duchessa di Cambridge visse ad Hannover, dove il duca fungeva da viceré per conto del padre, Giorgio III, e dei fratelli, Giorgio IV e Guglielmo IV. Gli sposi tornarono in Gran Bretagna nel 1837, dove vissero a Cambridge Cottage, a Kew, e più tardi a St. James’s Palace. La duchessa sopravvisse al marito per trentanove anni, morendo all’età di novantuno anni. Fotografia CDV. Fotografo: Sarony – Scarborough. 

Onorificenze

Compagna dell'Ordine imperiale della Corona d'India (CI) - nastrino per uniforme ordinariaCompagna dell’Ordine imperiale della Corona d’India 
                  1º gennaio 1878

PERSONALE CIVICO 1859 – 1871

VIGILI DEL FUOCO

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Arc. 206: Vigili del Fuoco: Sottufficiale dei Vigili del Fuoco di Firenze in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Gordini – Firenze. 1865 ca.

 

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Arc. 1403: Vigili del Fuoco: Milite dei Vigili del Fuoco di Firenze in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca. 

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Arc. 3247: Vigili del Fuoco: Sottufficiale dei Vigili del Fuoco di Parma in gran montura. Fotografia formato 16 x 10,7. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2889: Vigili del Fuoco: Sottufficiale e militi della Fanfara dei Vigili del Fuoco in gran montura. Nella prima foto a sinistra il primo individuo seduto a destra è un Sergente del Corpo Fanteria Real Marina in gran montura invernale. Fotografia formato 18,3 x 12,2. Fotografo: Sconosciuto. 1868 – 1872.

 

 

 

GUARDIE MUNICIPALI

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Arc. C: Guardie Municipali: Ufficiali, Sottufficiali e Militi delle Guardie Municipali di Torino in gran montura. Fotografia formato 34,7 x 44. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

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Arc. 510: Guardie Municipali: Sottufficiale della Guardia Municipale di Torino in gran montura. Fotografia formato 10 x 12,8. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

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Arc. 511: Guardie Municipali: Guardia Municipale di Torino in gran montura. Fotografia CDV. Fotografo: Rocca e Bruyére – Torino. 1860 ca.

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Arc. 996: Guardie Municipali: Guardia Municipale di Napoli in montura festiva. Fotografia CDV. Fotografo: Fotografia Lombarda – Napoli. 1865 ca.

GUARDIA CAMPESTRE

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Arc. 2791: Guardia Campestre in montura di servizio. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. Al retro “Ricci Antonio Guardia Campestre del Sig. Marchese Bisio di Murisingo”. 1865 ca.

TIRO A SEGNO NAZIONALE

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Arc. 2962: Tiro a Segno Nazionale: Individuo della sezione di Como nella montura ufficiale. I membri della sezione di Como confluirono, allo scoppio della guerra contro l’Austria del 1866, nel Corpo Volontari Italiani e furono arruolati nei Bersaglieri Milanesi. Fotografia CDV. Fotografo: G. Vanini – Como. 1866.

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Arc. 2206: Tiro a Segno Nazionale: Individuo della sezione di Milano nella montura ufficiale. I membri della sezione di Milano confluirono, allo scoppio della guerra contro l’Austria del 1866, nel Corpo Volontari Italiani e furono arruolati nei Bersaglieri Milanesi. Fotografia CDV. Fotografo: A. Duroni – Milano.

PERSONAGGI E LUOGHI

I BRIGANTI

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Arc. 1101: Luigi Alonzi detto Chiavone. Nato a Sora nel 1823, guardaboschi di mestiere, militò dapprima nell’esercito borbonico; fuggiti i Borboni dal Regno delle Due Sicilie, offri i suoi servigi al governo italiano per combattere i briganti, ma, avendo avuto un rifiuto, gli si schierò contro, divenendo uno dei principali capi banditi dell’Italia meridionale. Fra il 1860 e il 1862, aiutato e rifornito dai legittimisti borbonici, l’Alonzi operò con la sua banda nella zona di frontiera con lo Stato della Chiesa, specialmente tra il colle Faone e la punta dell’Ortica. Nel 1860, occupò due volte Sora; nel 1861, s’impadronì per qualche giorno di Monticelli e operò poi in Terra di Lavoro; nello stesso 1861 i suoi uomini conquistarono e saccheggiarono Castelluccio. Presso la sua banda erano vari legittimisti stranieri, fra cui il francese H. A. Rivière e il tedesco L. R. Zimmermann. Ma in realtà, l’Alonzi, più che costituire uno strumento dell’attività dei legittimisti, intendeva perseguire i propri interessi di capobanda, dando luogo così a sospetti di doppiezza. Lo Zimmermann e un altro capo banda straniero, R. Tristany, decisero pertanto di sopprimerlo: sembra che l’Alonzi. venisse fucilato nel giugno 1862. Fotografia CDV. Fotografo: Duroni & Murer – Parigi. 1860 ca.

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Arc. 1101: Michele Caruso, detto “Colonnello Caruso” (Torremaggiore, 30 luglio 1837 – Benevento, 22 dicembre 1863). Michele Caruso assunse il grado informale di “colonnello” dopo l’incontro con alcuni esponenti della corte borbonica che lo investirono del compito di organizzare una rivolta contro il governo del Regno d’Italia (cosa assai frequente all’epoca in cui i Borboni, sconfitti, tentarono rivolte coinvolgendo i briganti in una guerriglia volta ad una improbabile restaurazione). Caruso, al pari di altri capi briganti dell’epoca, colse l’occasione per accrescere il suo potere militare e avere un alibi per le sue scorribande, in effetti non era interessato alla politica ma questa era un’occasione per cercare l’immunità per gli orrendi delitti già commessi e per quelli che sarebbero venuti in seguito. Suoi luogotenenti furono: Antonio Secola da Baselice detto “Secola”, Giovanbettista Varanelli da Celenza Valfortore detto “Tittariello”. Altri importanti briganti della banda erano: Petrozzi, Tamburino, Vito di Gioia, Cimino, Cosimo Giordano, d’Agostino, Nunzio di Paolo, Tomaselli, Cascione, Martino, Fasano, Camillo Andreotti detto il Moretto, Fusco, Florenzano, Pace, Carmine Romano, Giovanni d’Elia, Giuseppe Giurassi, Luciano Martino e Salvatore Romano alias Sciamarra, tutti comandanti di piccole bande, che, all’occorrenza, facevano da ausilio alla compagnia del “colonnello” Caruso; vicecapo brigante era Generoso Fino che dopo l’uccisione di Michele si rifugiò a Morroni, in Irpinia; specie quando nella comitiva di questi si avveravano defezioni o perdite in scontri con le forze dell’ordine. Il “colonnello” e la sua banda, che ormai contava diverse centinaia di effettivi, operando in un territorio a lui favorevole nelle zone della Capitanata, del Sannio e del Molise, con azioni di guerriglia tipo “mordi e fuggi”, per circa tre anni riuscì a sfuggire e tenere in scacco l’esercito italiano (al comando del generale Emilio Pallavicini), Carabinieri e Guardia Nazionale di vari comuni. Alleandosi di volta in volta con altri capi briganti come Giuseppe Schiavone, Caruso, non disdegnò di affrontare in campo aperto i militari che gli davano la caccia. Questi scontri, con alterne vicende, si concludevano quasi sempre senza prigionieri, con inaudita violenza da una parte e dall’altra, tra i quali si annoverano le seguenti perdite tra i “regolari”:

  • 17 soldati del 39º Reggimento Fanteria, caduti in combattimento nei pressi di Benevento alla contrada Francavilla, il 24 febbraio 1863 contro le bande riunite di Caruso e Schiavone. Ancora oggi nel cimitero di Benevento i caduti in tale carneficina sono ricordati con una lapide. In essa figurano i nomi del Sottotenente Camillo Lauri da Pausula (Macerata) seguita da altri 16 tra graduati e soldati di truppa.
  • 5 guardie Nazionali di Paduli e 12 di Circello.
  • 18 guardie Nazionali di Orsara fucilate e seviziate.
  • 10 guardie Nazionali di Torrecuso, fucilate presso Benevento in contrada Olivola.
  • 31 tra guardie Nazionali di San Bartolomeo in Galdo e alcuni carabinieri uccisi in battaglia o trucidati barbaramente dopo la cattura tra cui il valoroso brigadiere dei Carabinieri Alessandro Falini per questo decorato con medaglia d’argento al valor militare.

Ancora più efferati risultano i delitti commessi sulle popolazioni di quelle zone tra cui:

  • 14 civili presso Colle Sannita.
  • 27 tra uomini, donne e fanciulli massacrati a Castelvetere in Val Fortore.
  • 7 persone fra uomini e donne della famiglia Leali trucidati a Casci presso Morcone.
  • 6 “campagnuoli” presso Cubante San Giorgio del Sannio.
  • 13 contadini a colpi di rasoio nella masseria Monacelle vicino Castelnuovo della Daunia. Il bandito Caruso fu infine acciuffato (forse in seguito ad una soffiata) dalla Guardia Nazionale a Molinara, tradotto a Benevento e processato da un tribunale militare. Fu condannato a morte e fucilato nella città nei pressi di Porta Rufina il 22 dicembre 1863.

Nella foto è ritratto all’ arresto con la camicia di forza. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1863 ca.

SAN MARTINO E SOLFERINO

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Arc. 1143: San Martino della Battaglia: Ossario dei caduti della battaglia. Fotografia formato Gabinetto. Fotografo. Floriani – Riva. 1875 ca.

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Arc. 3309: San Martino della Battaglia: Ossario dei caduti della battaglia. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 1028: Solferino: Veduta della collina di Solferino con la torre. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

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Arc. 1142: Ossario di Solferino: Scheletri di soldati francesi caduti durante la battaglia di Solferino (24 giugno 1859). Il secondo da sinistra è lo scheletro di un Granatiere. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1865 ca.

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Arc. 1377: Ossario di Solferino: Ossario dei caduti della della battaglia. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. G4: Palestro: Monumento eretto a Palestro a memoria della battaglia combattuta il 30 e 31 maggio 1859. Al fronte e al retro scritte commemorative. Il monumento fu inaugurato il 31 maggio 1868. Fotografia formato 21 x 14. Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 3275: Custoza: Foto scattata il giorno dell’inaugurazione dell’Ossario il 24 giugno 1879 sulla collina teatro della battaglia. Al retro: “Pace ai caduti su questi campi nelle battaglie del 25 luglio 1848 e 24 giugno 1866 – Italia 24 giugno 1879- Nemici in vita morte li adeguò pietà li raccolse – queste reliqie a noi ispirino ed ai nostri nepoti concordia e carita’ di patria”. Fotografia formato gabinetto. Fotografo: Sconosciuto. 

Roma 1860 – 1870

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Arc. 2480: Roma: Tempio di Vesta e alcuni fanti francesi del corpo di spedizione in posa. Fotografia stereoscopica. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

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Arc. 1029: Roma: Porta Pia con le barricate e alcuni Fanti e Bersaglieri in posa. Fotografia CDV. Fotografo: La Fotografia Romana – Bologna. 1870.

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Arc. 2367: Roma: Porta Pia dopo il cannoneggiamento avvenuto prima dell’ingresso delle truppe italiane in città. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1870 ca.

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Arc. 3024: Roma: Accampamento delle truppe italiane a Villa Torlonia dopo la presa della città. Fotografia formato 8 x 8,5. Fotografo: Sconosciuto. 20 settembre 1870. 

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Arc. 3035: Roma: Accampamento delle truppe italiane a Villa Torlonia dopo la presa della città. Fotografia formato 8 x 8,5. Fotografo: Sconosciuto. 20 settembre 1870. 

 

 

 

NAPOLI

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Arc. 1619: Napoli: Molo del porto con truppe piemontesi appena sbarcate. Fotografia stereoscopica. Fotografo: Sommer & Behles – Napoli. 1860.

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Arc. 3175: Napoli: Molo del porto con truppe piemontesi appena sbarcate. Fotografia CDV. Fotografo: G. Sommer – Napoli. 

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Arc. 2496. Napoli: Batteria del Molo. Fotografia stereoscopica. Fotografo: G. Sommer – Napoli. 1860 ca.

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Arc. 1894: Napoli: Arsenale del porto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

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Arc. 1576: Napoli: Palazzo Reale. Fotografia CDV. Fotografo: Sommer & Behles – Napoli. 1860 ca.

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Arc. 778. Napoli: Strada S. Lucia e Castel dell’Ovo. Fotografia stereoscopica. Fotografo: G. Brogi – Firenze. 1865 ca.

 

VENEZIA

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Arc. 2494: Venezia: La banda musicale austriaca e militari a passeggio in Piazza San Marco. Fotografia stereoscopica. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

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Arc. 2495: Venezia: Ufficiali austriaci davanti a Palazzo Ducale. Fotografia stereoscopica. Fotografo: C. Naya – Venezia. 1860 ca.

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Arc. 1618: Venezia: Ingresso dell’ Arsenale. Fotografia Stereoscopica. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

 

 

TORINO

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Arc. 1620: Torino: Piazza Castello, Palazzo Reale. All’ingresso un soldato di Fanteria monta la guardia. Fotografia stereoscopica. Fotografo: G. Sommer – Napoli. 1865 ca.

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Arc. 1654: Torino: Monumento a Pietro Micca, attorno al monumento un Carabinieri e alcuni militari. Fotografia CDV. Fotografo: Fabre – Torino. 1865 ca.

MILANO

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Arc. 2722: Milano: Padiglione eretto al rondò di Loreto in occasione dell’ingresso dell’Imperatore Francesco Giuseppe e dell’Imperatrice Elisabetta il 13 gennaio 1857. Fotografia stereoscopica. Fotografo: Sconosciuto. 1857.

ANCONA 1866

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Arc. 2003: Ancona: L’ ariete corazzato “L’Affondatore” all’ancora nel porto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1860 ca.

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Arc. 1108: Ancona: Il porto durante la guerra del 1866. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto. 1866 ca.

FIRENZE

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Arc. 3085. Firenze: Inaugurazione del monumento a Dante Alighieri in piazza Santa Croce. Fotografia CDV. Fotografo: Borgiotti – Firenze. 1865. 

 

 

PARMA

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Arc. 2854: Parma: Arco di trionfo eretto in piazza della Pilotta per l’arrivo del Re Vittorio Emanuele II in città nel 1861. Fotografia stereoscopica: Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 3289: Parma: Arco di trionfo eretto in piazza della Pilotta per l’arrivo del Re Vittorio Emanuele II in città nel 1861. Fotografia stereoscopica: Fotografo: Sconosciuto. 

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Arc. 2879: Parma: Palazzo Ducale di Parma in piazza della Pilotta. Andò completamente distrutto nel bombardamento della città nel 1944. Fotografia CDV. Fotografo: F. Beghi – Parma.

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Arc. 2878: Parma: Palazzo Ducale in piazza della Pilotta. Andò completamente distrutto nel bombardamento della città nel 1944. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

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Arc. 3294: Parma: Palazzo Ducale (o del Giardino) sede della Scuala di Applicazione di Fanteria e Cavalleria. Fotografia stereoscopica. Fotografo: Sconosciuto. 

PORTOFERRAIO

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Arc. 2886: Portoferraio: Navi della Marina Italiana alla fonda fuori dal porto. Fotografia CDV. Fotografo: Sconosciuto.

 

GENOVA

 

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Arc. 3324: Genova: carriaggi del corpo di spedizione francese in Italia nel 1859. Fotografia stereoscopica. Fotografo: Sconosciuto. 

TRENO DEL GENIO 1871 – 1904

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Arc. G: Treno del Genio: Ufficiali, Sottufficiali e militi della Compagnia Treno del 2° Reggimento Zappatori in varie tenute. Fotografia formato 17,6 x 24,6. Fotografo: Sconosciuto. Datata 16 dicembre 1873.

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Arc. 1752: Treno d’Artiglieria: Trombettiere della 3^ Compagnia in tenuta da libera uscita. Fotografia formato Margherita. Fotografo: A. Rossi – Firenze. 1880 – 1888.

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Arc. 342: Treno del Genio: Milite della 3^ Compagnia in tenuta da libera uscita. Fotografia CDV. Fotografo: R. Paoli – Firenze. 1888 – 1891

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Arc. 342: Treno del Genio: Milite della 11^ Compagnia in tenuta da libera uscita. Fotografia CDV. Fotografo: Fotografia Alessandrina – Alessandria. 1899 – 1904.

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Arc. 908: Treno del Genio: Milite della 3^ Compagnia in tenuta da libera uscita. Fotografia formato Gabinetto. Fotografo: V. Bancalari – Roma. 1899 ca.